Di Paola Ceccacci
La Bretagna è anche un arcipelago in un mare spumeggiante.
Deserte o abitate
le sue isole o enormi e cupi roccioni costituiscono una straordinaria
famiglia e tutte valgono una vera vacanza, una visita o una breve sosta in
battello: Belle Ile en Mer amata dalla grande attrice tragica Sarah Bernandt
"pour sa beauté sauvage", l'Ile de Bréhart, la piccola Houat, l'Ile Callot,
l'Ile des Ehbiens, la brulla Be con la celebre tomba di Chateaubriand, l'Ile
de Ouessant dove affumicano con la torba ottime salamelle,l'Ile d'Yeu.
Le
più selvagge compongono l'arcipelago delle sette isole a largo di
Ploumanach. Un vero rifugio per gli uccelli ma anche per le foche marine.
Il
sale di Guerande ha l'onore di stare sulle tavole francesi più gourmandes.
E' proprio di Guerande, piccola città fortificata, chiamata in brettone
"gwen-ran"cioè paese bianco, appunto per il suo sale.
La Bretagna è anche il
merletto delle sue baie, dei suoi capi e dei promontori che offrono panorami
grandiosi e le "coquilles Saint Jacques"di St. Brieuc.
Ma è anche la foresta
di Brocéliande con i suoi percorsi magici, nata per nascondere Mago Merlino
e Fata Morgana.
Ed è i suoi Calvaires, che attendono di essere letti dai
passanti, scolpiti con grande finezza secoli fa per far fronte al
protestantesimo inglese dirimpettaio, una risposta cattolica con la storia
della nascita e della passione di Gesù di Nazareth declamata in grandi
monumenti nella locale pietra grigia della regione, all'esterno delle
piccole e mistiche chiese romaniche. Uno dei più straordinari "calvaire" si
trova a Guimiliau. A largo o vicini alla costa, in mezzo a faraglioni
giganti e rocce a pelo d'acqua i suoi fari coloratissimi giocano un grande
ruolo, esposti come sono agli umori del mare e delle sue onde.
Nelle ore di
tempesta la Bretagna ricorda agli uomini che nessuno può sottometterla. Il
mare diventa furioso, irrompe sulla terra ferma, scavalca qualsiasi difesa,
rugge, schiuma ed è lui il protagonista temuto.
Bretagna sono anche i
costumi, l'abbigliamento per le feste tradizionali, le famosissime "coiffes"di
pizzo inamidato che le donne mettono "les jours de fètes et de pardon".
Queste magnifiche e originali acconciature sono l'oggetto in ogni casa di un
riguardo e una cura gelosi.
Tirar fuori dagli armadi o dal vecchio baule il
vestito tradizionale brettone non è assolutamente desiderio di folclore ma
l'affermazione sincera del proprio patrimonio culturale. Motivi floreali,
velluto, spilloni "del perdono", vistosi bottoni in filigrana sono le
decorazione dell'alta "coiffe bigoudène".
Per l'uomo invece l'intramontabile
"kabigs" dei marinai, le maglie a righe bianche e blu, le "vareuses"di cui
va fiero sul suo peschereccio mentre canta "... dans l'oceane, chaqun sa
mer, chaqun sont vent, il était corsaire à St: Malo".
n.b. Ricetta golosa del Finistère per chi mi legge: "mele caramellate alla
cannella". Cuocere le mele (ottime le golden) sbucciate e a spicchi con lo
stesso peso di zucchero, mescolato a polvere di cannella e un poco di succo
di limone. Mescolare spesso. Deve risultare un composto bruno con ancora
pezzetti di mela. Comporre ogni piatto con uno strato di crema inglese sul
fondo, due cucchiaiate di mele "caramelisées"e una palletta di gelato alla
vaniglia.
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