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PRIMO
CAPITOLO 16/08/2000 h 11:08 DARIO: PARTENZASiamo finalmente partiti alla volta di Parigi, siamo in tre: l’Esteta, il Visionario e il Poeta (Enrico, il Bambo e io). Arriveremo domattina e su queste pagine saranno registrate le nostre mirabolanti avventure, la Saga dei Tre Avventurosi Giovani alla ricerca della Pietra Filosofale. ENRICO: Sinceramente non è proprio quello che cerco, anche perché spero di trovare ben altro. I COMANDAMENTI DELLA FAMIGLIA BAMBO
h 19:46 DARIO: La Provvidenza ha deciso che noi procedessimo per Parigi. Buonanotte (forse). ENRICO: Nel tragitto da Ventimiglia a Nice abbiamo preso un treno regionale ipermoderno, ci siamo cazzati in un vagone dove nel giro di dieci minuti ci siamo trovati circondati da marocchini che fumavano tranquillamente. 17/08/2000 h 06:30 DARIO: Sono il Poeta, ovvero il capitano di questa nave. In mezz’ora raggiungeremo Parigi, ma non so se ce la faremo, i Marsigliesi minacciano l’ammutinamento. Forse è l’ultima volta che potrò scrivere, si sta alzando il malumore sulla nave. Molti dormono sul ponte e i Marsigliesi hanno raggiunto un alto tasso di hashish nel loro sangue. Io, l’Esteta e il Visionario lotteremo fino alla morte, ma non so se questo basterà. Faccio affidamento alla Sacra Provvidenza e spero che tutti gli Angeli e i Ministri Celesti ci proteggano. 18/08/2000 h 15:30 Dario: Ieri non abbiamo potuto scrivere perché la signora Provvidenza e sua cugina, la signora Conoscenza, ci hanno costretto a girare per Parigi in lungo e in largo per ammirare la sua maestosa bellezza artistica. Eravamo a dormire in un ostello con dei ragazzi napoletani e un argentino. Probabilmente, urtato dai ferocissimi napoletani, il Bambo, alle 7 del mattino ha deciso di girare il mondo alla ricerca dell’Etap Hotel. Il guaio è che fino ad ora io ed Enrico abbiamo dovuto assecondarlo nella ricerca. AMEN ENRICO: Il Bambo ha fatto la spesa:
18/08/2000 h 16:45 Enrico: Siamo a Parigi e abbiamo buttato via una giornata per trovare un albergo del CAZZO nei sobborghi della città. Sono le 16:45 e non è ancora arrivato l’omino della reception. CHE PALLE!! h 20:15 Dario: Io ed Enrico dormivamo, il Bambo era partito da solo per un’avventura in solitario sicuramente deludente e inutile. Alle 20 doveva tornare per cena, preparata clandestinamente coi fornellini all’interno dell’hotel. Non è ancora tornato. L’avranno rapito gli ALIENI? … E’ tornato, DIO BONO, proprio in questo momento. Bambo: Mentre io ignaro stavo leggendo questi ultimi appunti di viaggio Dario e Enrico affacciati alla finestra salutano una magrebina di passaggio che ora forse vieni su a farci visita. No, non è venuta. Dario: La magrebina è molto topina È ispanoparigina E ci porta una cosa carina. AMEN Bambo: Se non era per me non si veniva in questo bel posticino e non si incontrava nessuna magrebina topina che non ci dava punte cose carine. AMEN Dario: Prima di tutto AMEN lo dice solo il Poeta; comunque non voglio che il Diario si trasformi in un dibattito. In secondo luogo, ma non per importanza, il lieto destino ci è stato porto da Madama Provvidenza a cui io e l’Esteta siamo profondamente devoti. 19/08/2000 h 21:10 Bambo: Enrico è intento nel preparare una cosa bellina che gli garba tanto ma ad Amsterdam c’è meglio. Io racconto la serata di ieri. Siamo andati nel locale più grunge di Parigi che grunge non era ma è stato ganzissimo ugualmente. Abbiamo incontrato una donzelletta che vien da San Francisco (che è anche molto bella) e mi ha dato il suo numero ed io il mio e che si dovrebbe rivedere ad Amsterdam. Di qui iniziano le paranoie del Bambossi (Enrico) Enrico: CI HANNO SGAMATO! Un buttafuori bruttissimo, nero, enorme, ci ha sgamato nel bagno del Locomotive. Ha iniziato a bussare, noi abbiamo fatto finta di niente anche perché credevamo fosse il Bambo. Al secondo richiamo abbiamo iniziato a caacci addosso e al terzo richiamo abbiamo volato tutto nel cesso e siamo usciti. Appena aperta la porta ci siamo trovati di fronte a questa creatura superiore, maestosa, che ha iniziato a parlarci in francese. Noi gli abbiamo risposto con versi monosillabici, e lui ha guardato nel water e ci ha invitato a guardarci dentro: il johnson era rimasto a galla. A quel punto Dario ha pronunciato un altro paio di mugolii e il buttafuori ci ha invitato a non ripetere il gesto perché altrimenti ci avrebbe buttato fuori. Siamo usciti da quel cesso un po’ stonati, scossi, circondati dagli sguardi maliziosi della gente. 19/08/2000 Dario: Oggi non abbiamo fatto una sega. Eravamo stanchi morti e, oltretutto, per distruggere le nostre menti, il Bambo si fa le paranoie se partire per Amsterdam inseguendo A.V.A. o venire con noi a Biarritz. Ci sovvengono i bei ricordi di quando monsieur Bambo, grande ballerino incartonato, ci deliziava al Locomotive con le sue dolci e sensuali ballate, di quando si muoveva sinuoso sulle sue punte leggiadre dei piedi, quando faceva scoppiare i cuori delle mademoiselles intorno. Il Bambo ci mancherà durante la sua fuga d’amore, la quale sappiamo tutti che si trasformerà in un rapimento alieno. A.V.A.= Associazione Veicoli Alieni 20/08/2000 h 11:53 Dario: Ieri sera abbiamo visitato Mont Matre e pioveva. Stamattina siamo stati sulla Torre Eiffeil e poi a visitare la tomba di Jim Morrison; c’era perfino un guardiano che controllava che nessuno si facesse una canna in memoria del grande poeta-cantante. Nel pomeriggio il Louvre e da notare la sera il Bois du Boloigne dove c’erano tantissimi conigli e magrebini che si dirigevano verso il bosco. Ora, cinque a mezzanotte, facciamo un cannolo e ceniamo. Canzone del giorno: Siamo circondati fra frati Veramente noi siamo accerchiati Siamo circondati fra frati Tutto è molto pieno di abati E il Bambossi è uno di loro E il Bambossi è uno di loro NOMI DEL BAMBO: In Francia: Bambessì e Les Bon Bons Bambossi+Scardissi=Bambissi In Spagna: Los Bambossos
21/08/200 h 23:15 Dario: Adieu Paris, stiamo andando a Biarritz in un TGV preso a sgamo e per ora alloggiamo nel vagone ristorante. Oggi siamo stati a Versailles mentre il Bambo era ad aspettare la telefonata di A.V.A. a Parigi. Forse appariranno le avventure del Bambossi Solitario. Bambo: Eh si, sono su questo benedetto TGV che mi sta portando lontano dal mon amour. Oggi Ava è ad Amsterdam, io oggi ho rinunciato ad andare a Versailles per rimanere in un posto dove il telefono piglia. Se mi avesse chiamato l’avrei raggiunta ed infatti mi ha chiamato, mi ha chiesto dov’ero, le ho risposto Paris e mi ha chiuso il telefono in faccia. Infatti le avevo detto che sarei stato ad Amsterdam, forse si è offesa perché ha creduto le avessi detto una bugia, oppure non ha capito il mio inglese, o si è rotto il collegamento. BOH! QUADERNO APPENDICE DEL BAMBO IN SOLITARIO 22/08/2000 h 23:43 Bambo: TGV 8582 SONO SOLO Questa non è che una piccola appendice del quaderno dell’interrail Sto viaggiando in solitaria verso Amsterdam per incontrare A.V.A., la ragazza incontrata a Parigi nel “Locomotive”. Ho lasciato Dario ed Enrico a Biarritz ed io ho preso il treno. SONO PAZZO? Comunque ero lì che mangiavo (20:30 circa), lei mi ha telefonato, ho salutato i miei amici e sono partito. Ora sono solo a zonzo per l’Europa. I miei pensieri si accumulano nella mente in una maniera incredibile, io cerco di scriverli così come mi vengono senza pretendere una consequenzialità logica. Per venire alla stazione ho fatto l’autostop e una simpaticissima ragazza francese (anche se non era bella) che veniva nella direzione opposta alla mia mi ha raccontato dei suoi viaggi in Italia, si è chiaccherato del più e del meno in ENGLISH. Alla stazione l’unico presente era un ragazzo nero il quale, dopo che gli ho chiesto qualche informazione, non ho capito bene se mi voleva vendere o voleva che gli vendessi io la cocaina. PRIMO BRUTTO INCONTRO PRONOSTICATO DA ENRICO! Ho poi incontrato un tedesco con famiglia che mi ha assicurato che un po’ tutte le città: Amsterdam, Paris, Geneve; sono tutte sicure, a parte in qualche quartiere che mi ha elencato ma io non ricordo. Abbiamo un po’ chiaccherato e poi lui è partito con il treno prima del mio per Parigi. A proposito, non ho il supplemento. Ora! Siccome messere Dario me ne ha pregato riporto un fatto alquanto insignificativo. Non trovo le parole, non ne ho voglia, non lo faccio più. Ora l’unica mia preoccupazione è trovare Ava. Non so neppure perché, giacchè si, è bellissima, ma il mondo è pieno di bimbe molto più belle che non stanno a 1000 km da me, anzi, essendo io prima a Biarritz le potevo trovare a 100 m. CAZZO c’è il controllore! Non la conosco neppure bene, non ne sono innamorato ma chissà perché ho tanta voglia di rivederla, so I go. Per ora il controllore è lì che discute con un passeggero, speriamo bene. Domani a Mont Parnasse devo ricordarmi di imbucare le cartoline. Che palle l’aria condizionata di questo treno. h 12:15 ORA CE N’E’ PURE UN ALTRO, DAVANTI E DIETRO ED ENTRAMBI STANNO CONTROLLANDO I BIGLIETTI. WHAT CAN I DO? Questo intercalare mi è venuto a forza di parlare inglese. Ora chiudo questo quaderno, se mi fanno la multa ce lo scrivo ora, se no lo riapro domani. MI HA FATTO PAGARE 40 F DI SURPLUS. 23/08/2000 h 08:05 Sono in viaggio per Bruxelles. ...TORNIAMO A NOI... 23/08/2000 h 14:16 Enrico: Siamo a Biarritz nel camping. Siamo arrivati ieri alle 5:45, l’autobus per il camping è arrivato alle 7:00 e noi siamo morti di freddo. Quando siamo arrivati al camping un omino ci ha detto che la reception apriva alle 9:00 e noi ci siamo accampati sul pratino di fronte al camping. Alle 9:30 ci siamo svegliati e abbiamo aspettato che si liberasse una piazzola perché il camping era full. Dopo esser riusciti a piantare la tenda siamo andati ON FOOT (5 km) alla Grand Plage dove c’era un fottio di fie. Abbiamo conosciuto delle francesi (media 6 e mezzo più una cicciona) che ci hanno dato l’appuntamento per la sera, ma poi non sono venute. La sera siamo tornati sulla Grand Plage e abbiamo conosciuto parecchie fie e dei ragazzi di Livorno. Con le fie NICCHESE. In compenso abbiamo ribottato e ci siamo divertiti parecchio. Abbiamo organizzato una RIBOTTAS per stasera e dovrebbero tornare le fie di ieri. Parallelamente alla nostra storia c’è quella del Bambessì che ieri alle 20:30, dopo la telefonata di A.V.A. ha fatto i bagagli ed è partito alla volta di Amsterdam. Poco tempo fa lo abbiamo chiamato e ci ha detto che non aveva trovato dove dormire. Noi siamo un po’ preoccupati e molto titubanti sul fatto che A.V.A. possa dargliela. Speriamo di ritrovarlo sano e salvo, per ora è tutto. Dario s’è ustionato e non vuole andare on the beach. Io volevo affittare il body e andare a prendere due onde. Domani… h 14:35 Dario: Ieri sera sulla spiaggia ci siamo divertiti tantissimo anche senza le bambossate di monsieur Bambessì. Subito dopo aver comprato il fumello da un magrebino io ed Enrico abbiamo subito iniziato a farci notare dalle madamoiselles del posto. Abbiamo affiancato con aria disinvolta due fighette bruttine e piccoline (avevano 16 anni): in quel momento al buio e un po’ alticci non ci facevamo scrupoli. Fortunatamente sono andate via, in verità avevano anche un po’ scassato i coglioni (o la nerchia) e abbiamo conosciuto due giovincelli di Livorno che frequentano il liceo Enriquez. Abbiamo provato a corvare loro le fanciulle con le quali parlavano, ma poi queste sono andate via. Successivamente abbiamo fatto la conoscenza di altre ragazze, fra le quali Otré (o come cazzo si scrive) che aveva conquistato il mio cuore e alla quale esponevo tutto il mio frasario ispano-anglo-italo-francese. La mia corte è stata spudorata e romantica ma non mi ha voluto baciare sebbene si facesse abbracciare. Mi ha promesso che stasera tornerà sulla spiaggia e io proseguirò nel mio intento, se non ci sarà aprirò una nuova battuta di caccia. 24/08/2000 h 14:00 Dario: Stiamo cucinando la solita pasta al ragù che ci ha tenuto compagnia per tutto il viaggio. Il Bambo mi ha mandato un SMS dicendo che ci raggiunge fra breve perché non ha trovato la sua amata. Ieri sera l’ennesima sbronza e il seguito della storia di Otré: ormai la signorina è rientrata nei miei programmi, ma la sola cosa che sono riuscito ad ottenere ieri sera sono solo bacini sulle guance (disgrazia). Alla fine però, prima di andare via, ho recitato la mia commedia drammatica con frasi ad effetto in lingua inglese che qui traduco. Lei: <<Domani ci sei? Io ci sono.>> Io: <<Forse domani o dopodomani parto; se parto domani non ci sarò.>> Lei: <<Se tu ci sarai io sarò qua.>> Io: <<Se ci sarò sarà l’ultima volta, ciao.>> E così dicendo ci siamo salutati affettuosamente ma non troppo (se la tira!) Sapevo già che oggi non sarei partito, ma cazzeggiando in questo modo le sarà rimasto impresso che stasera è davvero l’ultimo momento che ci posso passare insieme. Quindi… speriamo si attivi. Enrico: E’ frigida come le sue amiche. 26/08/2000 h 10:15 Dario: Siamo in viaggio per la Bretagna ed ho molte cose da raccontare. Il 24, che era l’ultimo giorno in cui avevo scritto, io ed Enrico eravamo andati a prendere le onde con il body-board e la sera ci aspettava la solita spiaggiata. Sulla spiaggia ho incontrato nuovamente Audrey (ho scoperto finalmente come si scrive) e finalmente ci siamo appartati, anche se non abbiamo potuto andare molto oltre per alcune sue complicazioni personali. Anche se non abbiamo fatto l’amore mi ero innamorato abbastanza di lei e pensò che per un bel po’ di tempo non la scorderò. Alle 2:00 però, lei è dovuta andare via e io sono rimasto da solo e avevo da fare un’ora di cammino per tornare in campeggio. Non avevo nessuna voglia di camminare e ho incontrato fortuitamente un gruppo di francesine che avevo già conosciuto e che parlano italiano delle quali una era abbastanza carina. Io: <<Halò!>> Lei: <<Dov’eri andato?>> <<Ero infrascato con una girl.>> <<Non è gentile da parte tua.>> E così ho iniziato a parlare con lei, non che mi interessasse tanto, anzi, di lei non mi importava niente, pensavo ancora ad Andrey, ma non sapevo cosa fare e non avevo voglia di tornare al campeggio da solo; alla fine volevo chiederle di ospitarmi nel loro appartamento, Però a un certo punto (era rimasta solo lei a parlare con me insieme a una racchia) la racchia le ha detto qualcosa in francese e lei mi ha detto che andava con le sue amiche in un bar. Io, facendo il finocchio, non l’ho seguita e sono tornato al campeggio a piedi dove più tardi è arrivato anche Enrico con altre mirabolanti avventure che spero poi trascriverà. Ieri sera, tornato anche il Bambo, sotto consiglio di due interrailers bolognesi, abbiamo sconfinato con la Spagna e siamo andati a una festa a Bilbao. Questa festa era per l’anniversario del paese, penso, ed era una festa basca, era molto sentito lo spirito rivoluzionario di questo popolo. Più tardi però, non ce la facevamo più per la stanchezza e siamo andati a passare la notte in una stazione degli autobus. Tornati in Francia abbiamo preso questo treno. Enrico: Parallelamente alla storia di Dario di Biarritz io ne ho avuta una simile, anche se non proprio uguale. Marie, una fia vicina di tenda in campeggio, era venuta sulla spiaggia e io pensavo che fosse la volta buona visto che mi aveva detto che si era lasciata dal suo boy-friend, ma invece, poco dopo, è voluta andare a ballare. Quindi, mentre Dario batteva Otré, io ho iniziato a vagare per la spiaggia alla ricerca di qualche fia: ho conosciuto un bordello di gente, chi mi pigliava per il culo, chi mi chiedeva di ritornare perché vagavo, chi non voleva che le stessi troppo vicino, chi mi faceva ascoltare tutta la sua raccolta di cd punk, chi mi offriva da bere, chi da fumare. Dopo questi giri ho rincontrato Marie, Celin (l’amica) e Rocco (di Livorno) che si appropinquavano ad andare a ballare. Io non so perché mi sentivo che sarei stato meglio sulla spiaggia. Dopo poco è arrivato Dario che cercava Otrè, e dopo poco che l’ha scovata io sono rimasto a rivagare per la spiaggia.. Bene, a questo punto ero di fori come i terrazzi, la spiaggia iniziava a svuotarsi e la gente intorno che ormai mi conosceva mi chiamava e continuava ad offrirmi da bere. Esausto sento il fratello di Otré che mi chiamava, e visto che era con un po’ di gente speravo che lì con loro sarei stato bene, invece mi si è avvicinato un coglione con lo stereo e un portacd che mi ha fatto ascoltare tutta la sua raccolta di musica punk. Dopo una mezz’oretta, ormai esausto, visto che non trovavo più nessuno che mi aggradava, ho deciso di andare alla ricerca del Disco dov’era Marie. Mi incammino per una strada che non avevamo mai fatto, seguendo come punto di riferimento il faro di un locale. Vago per i quartieri più sconosciuti di Biarritz, desolatissimi, alternando il mio umore con momenti di paura, di stress e di relax. Dopo un’oretta (o forse più) di cammino, mi rendo conto che il faro proveniva da una collina, mentre la discoteca era sulla spiaggia, quindi inizio a girare intorno in un piccolo quartiere isolato (avrò fatto tre volte la stessa strada) finché non riconosco la scritta illuminata di un hotel vicino al camping. A quel punto inizio a farmi questa domanda: <<Devo andare al camping o a ballare?>>. Purtroppo ho optato per la seconda e così mi sono messo alla ricerca di una fermata del bus. Ho trovato la più nascosta in Biarritz, appena mi sono seduto x rollarmi una sigaretta, si fermano davanti a me due macchine che mi chiedono informazioni in francese. Io dico loro che parlo in inglese, ma nessuno di loro riusciva a capirmi. Dopo un po’ di gesti e mugolii mi hanno fatto intendere che anche loro andavano in questa cazzo di discoteca e così sono montato in macchina. Ho provato a scambiare due parole con quelli che erano in macchina, ma non sapevano una sola parola in inglese. Erano anche bravi ragazzi, e quello che era dietro con me aveva persino la cintura di sicurezza. La macchina era molto pulita, la musica bassa. Dopo una mezz’ora di viaggio provo a chiederli dove stavamo andando, ma loro non mi capivano. Dopo un altro quarto d’ora ho provato a dirgli di seguire il faro, ma è stato tutto inutile. Dopo un oretta di viaggio pensavo di essere in un’altra città. A questo punto ci siamo fermati. Avevo capito che eravamo a Biarritz, allora ho chiesto dov’era la Grand Plage e niente. Non riuscivano a dirmi dove fosse il MARE!!!!!!!!!! Allora ho deciso di abbandonarli, ho chiesto informazioni ad un omino e ho scoperto di essere proprio sopra la Grand Plage. Rassicurato sono tornato sulla spiaggia alla ricerca di qualcuno che mi conoscesse, ma non c’era nessuno. Allora ho deciso di andare lungo la costa fino al campeggio. Arrivato al camping ormai morto ho visto che Marie era sveglia con altra gente. Mi sono messo a ragionare con loro, raccontando agli italiani la mia avventura. Verso le 5:00 ormai sfatti
abbiamo deciso di andare ognuno nella sua tenda. FINE!!! TERZO CAPITOLO
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