Di Dany & Diego
Prima di iniziare a raccontarvi nei minimi particolari la
nostra vacanza voglio darvi alcune dritte sul nostro tipo di viaggio per
aiutarvi a capire se il nostro racconto fa al caso vostro oppure no.
Il desiderio di dare ai nostri occhi la possibilità di vedere
mondi diversi dal nostro, culture che affascinano e sorprendono e’ sempre molto
forte in noi.
Siamo viaggiatori fai da te, ma non andiamo in giro
sprovveduti, dove e’ possibile vogliamo prevenire ed evitare i guai.
Un grazie in anticipo a chi prima di noi ha scritto il suo
racconto fornendo tutte le indicazioni possibili per organizzare un viaggio nel
miglior dei modi.
Come per altri viaggi ho racchiuso tutte le informazioni
trovate sulla Malaysia in una guida personalizzata , dove ci sono i consigli di
chi c’è stato prima di noi, cosa vedere e non vedere; cosa mangiare, dove
dormire, cosa evitare, che escursioni fare, cosa comprare, argomento malaria e
vaccinazioni varie...di tutto un pò..
Se volete una cosa più approfondita sulla Malesia e che
coinvolge l’opinione di molte persone chiedetemi il file e io sarò felice
d’inviarvelo:
didodandan@fastwebnet.it
Potete anche vedere le fotografie della nostra vacanza sul sito:
www.viaggiareconpassione.com/Malesia/
La Malesia ci è piaciuta perché ci ha aperto la mente,abbiamo
visto nuovi modi di vivere.
La gente è gentile e cordiale e non abbiamo avuto paura in
nessuna occasione anche se l’abbiamo girata completamente all’avventura e fai
da te.
La cosa che più ci ha colpito è stato il contatto così
vicino e vero con la natura, (non è quella che vedi agli zoo), e rifletti su
quanto l’uomo possa essere crudele e insensibile. I paesaggi sono molto vari fra
di loro .
Si spende poco!
La nostra vacanza è stata di 17 giorni e 14 notti
Questo è stato il nostro itinerario: ROMA-KUALA LUMPU (KL)
KL-SANDAKAN (Borneo) (Sepilok,santuario delle scimmie
nasiche, Tabin, SIPADAN,)
7 NOTTI
PENANG (GEORGE TOWN)
2 NOTTI
LANGAWI
2 NOTTI
KUALA LUMPUR
2 NOTTI
Le nostre spese sono ripartite più o meno così:
VOLO: 1458€ in due comprensivi di spese per
assicurazione annullamento volo dal momento che il viaggio è stato prenotate ad
ottobre, con largo anticipo e gli imprevisti sono sempre alle porte. + 120 €
in due di assicurazione sanitaria e smarrimento bagaglio .
VOLO INTERNO DA LANGAWI A KL :65 € in due
TRASFERIMENTI in autobus-treno-traghetti-taxi+scooter 215 €
in due
MANGIARE 177 € in due
DORMIRE PER 12 NOTTI :199 € in due
(la 13° è compresa nell’escursione al Tabin)
ESCURSIONI : 190 € in due
+ 280€ in due solo di Tabin (jungla nel Borneo: comprensiva
di spostamenti, mangiare, dormire una notte e 4 escursioni nella jungla )
VACCINAZIONI: fatte solo antitetanica, antiepatite A+B e
antitifica tot 65 € in due.
Ci siamo messi avanti anche per i prossimi viaggi .
Abbiamo discusso a lungo se fare o non fare l’antimalarica
che è consigliata solo per il Borneo e per chi si reca nella jungla.precisando
che è una scelta strettamente personale e che alla fine è solo una profilassi e
non un vaccino (quindi la becchi ugualmente) abbiamo deciso di usare al massimo
la profilassi comportamentale e di prendere degli aiuti omeopatici che in
teoria rendono la tua pelle di un odore sgradevole alle zanzare..potrei parlare
per ore su questo argomento sul mio file troverete pagine e pagine
d’informazioni.
Per concludere una volta nel Borneo ho chiesto ai locali e
loro mi hanno detto che il rischio malaria non esiste, in cinque anni si sono
solo verificati due casi e di gente che vive e lavora solo ed esclusivamente
nella jungla. Fate voi le vostre valutazioni.
Sappiate che a volte gli effetti collaterali della
profilassi antimalarica sono quasi peggiori del rischio di beccarsi la malaria.
Per qualsiasi domanda e dubbio vi possa sorgere noi siamo
felici se possiamo di rispondervi come altri hanno fatto con noi. Ecco il
nostro indirizzo:
didodandan@virgilio.it
17/02/2006 VENERDI’
Il viaggio è iniziato..Ancora non mi sembra vero, per il
momento prevale in me la paura del volo, dell’aereo, ma il desiderio di dare ai
miei occhi cose nuove da vedere mi fa vincere qualsiasi paura.
Il viaggio con la Malesya Airline è un piacere, sei coccolato dall’inizio del viaggio fino alla fine..(pacchetto
d’arachidi, succhi di frutta, vino, birra, salvietta per
rinfrescarti, pranzo, gelato, coca cola, thè, caffè, colazione, ecc.)
L’importante per me è atterrare e questo il pilota lo fa
come se fossimo su una piuma.
Riflettendo fino ad ora nei nostri brevi o lunghi voli siamo
stati fortunati, non abbiamo mai beccato dei temporali, dei grossi vuoti d’aria
ecc..per dirla in breve non abbiamo mai ballato in aereo. Meglio così!!!!!
Siamo partiti alle 12 di Venerdi' 17..E arriviamo (contando
il fuso orario di più sette ore) alle sette di sabato mattina.
18/02/2006 SABATO
Controllo passaporto e ritiro valigie tutto ok.
Adesso dobbiamo solo ingannare il tempo fino al prossimo
volo: alle 14:20 con la compania low cost asiatica AIR ASIA (www.airasia.com) tipo rayan air... 60 euro a
testa il volo da KL a SANDAKAN (ma prenotando molto in anticipo si spende
ancora meno.
Nell’attesa ci diamo al mangiare e alla lettura..
Il secondo volo è ok, arrivano anche i bagagli al completo..
L’omino dell’hotel ci aspetta fuori dall’aereoporto e ci
porta all’unico hotel prenotato via internet : JUNGLE SEPILOK RESORT (16 € a
coppia)
Pubblicizzato così: Sepilok Jungle Resort, telefono 089.533031, per
dormire a due passi dagli orang utan, tra i suoni notturni degli hornbill o dei
gibboni. www.borneo-online.com.my/sjungleresort
Arriviamo e capiamo subito che non è al 100% come
sognato, l’ingresso dove ci lascia il taxi è pieno di fango causa la pioggia e
per poco non sporchiamo gli zaini (30 kg in due ).
Tutti sono molto gentili, la tipa cinese della recepition ci
accompagna su per dei viottolini in cemento.... E’ sera, è piovuto, è buio.
La camera sembra pulita quel che basta, niente di più, il
bagno molto piccolo e squallido, ma per 16 euro in due cosa volevamo?
Anche se siamo stanchi morti esce subito il nostro spirito
di adattamento: tutto ok, le lenzuola sono pulite, meglio non controllare
troppo, c’è la luce, l’aria condizionata e l’acqua calda. E’ tutto ok.!
Una bella doccia e via a mangiare nel ristorante dell’hotel.
Guardo il menù ma mi appare tutto molto cinese, non capisco
niente, vada per una zuppa vegetale e patatine fritte. zuppa vegetale
(orribile!!!!)
L’importante è andare a letto anche se siamo certi che il
fuso orario ci raggiungerà sicuramente; in questi due giorni abbiamo dormito o
tentato di dormire in ogni luogo e ora che abbiamo un letto non se ne parla
proprio di riuscire a dormire.
Tentiamo ugualmente e dopo aver letto un po’, ci appisoliamo.
Dopo circa due ore di sonno io, DANY, vengo svegliata da
qualcuno o qualcosa che gratta, scava, il termine esatto non lo sò, ma di una cosa
sono certa:nella stanza non siamo più in due... ma in quanti?e una cosa più
importante con chi siamo?
Figurati se la luce è vicino al letto, no è vicina alla
porta, Diego dorme alla grande, inutile contare sul suo aiuto in questo momento non
sa nemmeno che è dall’altro capo del mondo.
Accendo la luce e dal mobile di fronte al letto dove c’era
lo zaino di Diego e lo abbiamo capito dopo, c’era anche un sacchetto di dolci e
cioccolatini destinati ai bambini poveri o ad una mia crisi di zuccheri. mi
parte alla velocità della luce un RATTO, TOPO dategli il nome che volete ma vi
garantisco che era grosso.in un baleno dal mobile sale sull’armadio e si
nasconde dietro ad un rivestimento nel soffitto, fatto con del legno.
Non urlo ma sveglio Diego con una sculacciata e lui dopo
alcuni minuti di dove siamo, come mi chiamo e perché mi stressi realizza.. si
fida della mia parola :un topo gigante.dai adesso ci scherzo anche sopra ma
l’altra notte: no!!!
Sicuro era più grande del mio piede portava come minimo un
quaranta..
Da quel momento la mia vita è cambiata, si dorme o meglio non
si dorme più, ma la luce rimane accesa, come i bambini piccoli che hanno paura
del buio, beh io di un topo e che topo!!!
Diego si offre di vegliare su di me e si finisce tutto il
libro, nel frattempo io schiaccio un pisolino; alla fine crolla anche lui.
Io dormo con un orecchio e con un occhio aperto.
P.S.: il sacchetto dei dolci è stato subito allontanato
dalla stanza e mai più ritrovato fuori dalla porta.
Ha piovuto tutta notte.
19/02/2006 DOMENICA
Tanto non si dorme più e ci assale una voglia di vedere il
mondo..
Partiamo all’esplorazione dell’hotel e dei suoi giardini..
I telefoni cellulari non prendono e io ho la bellissima idea
di telefonare a casa, a mio padre sarà piaciuta meno visto che l’ho svegliato
all’una di notte:chiama quando vuoi sono state le sue parole finali.
Io sono decisa di farmi cambiare stanza e diciamo alla
donnina della recepition che abbiamo avuto la visita di un topolino gigante ma
lei non sbatte ciglio, come se gli avessimo detto:ho in camera una formica.mi
ripeto: volevi la natura? volevi la giungla? Cosa pensavi di trovarci?
L’hotel (topo escluso) ha una bella sistemazione, nel verde
più assoluto e pieno di laghetti con una passerella in legno che collega le due
costruzioni..
Se vuoi solo natura è quello che fa per te!
Facciamo colazione e ricomincia a piovere, a diluviare. sei
nella stagione delle pioggie e nella foresta pluviale, all’equatore cosa pensavi
di trovarci?ACQUA!!!!!
Andiamo a Sandakan (taxi 30 rm) alla ricerca di amici di
amici anzi si dimostrano subito, una volta trovati, fratelli e sorelle per noi.Stiamo
un po’insieme e una coppia trasferita dalla Germania ci porta a casa sua per
illustrarci le varie escursioni e gite (credo lavorino come collaboratori con
varie agenzie della zona ecco la loro e-mail: mikonschwab@yahoo.de).
Ci consigliano il giro sul Kinabatan (una dei motivi per cui
abbiamo scelto di venire nel Borneo) ma piove da tre settimane (anche se ci
spiegano che è una cosa insolita perché di solito febbraio è un mese
soleggiato) e gli argini del fiume sono straripati, non è molto tranquilla come
escursione.
A malincuore accettiamo il consiglio e cambiamo meta.
Scegliamo per il pomeriggio successivo di andare a vedere le
scimmie nasiche sulle mangrovie..
Siamo indecisi se andare al DANUM VALLEY o la TABIN entrambi parchi nazionali e vera jungla..
Pranziamo insieme a Micha e Constanze. Ci portano in centro a
Sandakan in un ristorante (parola un po grossa) cinese. Per fortuna ha smesso
di piovere. Mangiamo noodles e linguine col pesce fresco.anche qui scegliamo a
caso dal menù, tutto passabile.
Offriamo il pranzo abbiamo speso 27,7 rm in cinque persone
(neanche 6 euro in tutto!) pochissimo.
Ci salutiamo dopo il solito scambio d’indirizzi ed e-mail.
Rientriamo col taxi (20rm poco più di 4 euro). Sono le 14:20,alle 15:00 danno
da mangiare agli oranghi nella foresta, sbrighiamoci!!!
il Sepilok
Rehabilitation Center. Il
parco è stato creato per accogliere temporaneamente orangutan orfani o feriti e
riabilitarli per dare loro la possibilità di essere nuovamente autosufficienti
nella giungla. Due volte al giorno in punti fissi del parco viene depositato
del cibo e ci sono ottime probabilità di vedere molti orangutan e macachi farsi
avanti: attenzione che andare a Sepilok fuori dall’orario dei pasti, vuol dire
quasi sicuramente fare un viaggio per niente.
Meno male che dall’hotel ci sono cinque
minuti a piedi.paghiamo 30 rm (6,64 €) a testa più 10 (2,21€) per ogni
telecamera o macchina fotografica totale 80 rm (17,72€).
Seguiamo una passerella che ci porta dentro alla
jungla. arriviamo su una balconata piena di gente e in alto ci sono loro gli
oranghi che si spostano da una fune all’altra fino ad arrivare alla piattaforma
con il cibo.
Sono fantastici, pesano tantissimo ma si muovono con
un’agilità incredibile..
Peccato che tutti veniamo presi da una smania di fotografia
e ci perdiamo ciò che verrebbe notato dal semplice stare seduti ad osservarli. Il
pranzo non dura molto e allora via di telecamera :lo riguarderò a casa, per ora
è uno spettacolo affascinante.
Dopo gli oranghi arrivano i macachi che ripuliscono tutto
quello che è rimasto, sono tanti con i piccoli al seguito. Alcuni scendono anche
in mezzo a noi e per manie di grandezza sembra che si mettano anche in mostra. Nel
frattempo è ricominciato anche a piovere e tutti a nascondere macchine
fotografiche e telecamere. ma rimaniamo a guardare sotto la pioggia. In trenta
minuti tutto è finito (la pioggia credo ha accelerato i tempi) quando usciamo
sono le quattro di pomeriggio.. come ingannare il tempo?
CON IL SENNO DI POI:
-Non prenoterei più al JUNGLE SEPILOK RESORT (primo per il
topo) secondo perché sei tagliato fuori dal mondo, meglio dormire a
Sandakan e poi prendere il taxi o il bus per il il Sepilok, almeno sei libero di
visitare la cittadina e di mangiare nel ristorante che vuoi.se uno invece vuole
solo natura e relax venga pure al sepilok...
Non ho nessuna intenzione di fare compagnia al topo (tanto
ho gia' deciso che passerò tutta la notte con la luce accesa) c’incamminiamo lungo
la strada osservando fiori e farfalle, troveremo ben qualcosa da fare.
Saliamo su un bus che per 4 rm (89 centesimi) in due ci
lascia alla fattoria dei coccodrilli..paghiamo 5rm (1,11€) a testa per entrare
e in certi orari ti fanno anche lo spettacolino con i coccodrilli.
Non è niente di speciale, ma per fare passare il tempo e
vedere cose che in Italia per fortuna non vedi, va più che bene.
I coccodrilli sono abbastanza calmi, ma pensare di trovarseli
davanti non è una bella sensazione. Di solito sono coccodrilli malati o con dei
problemi. Mi ha colpito la didascalia di un coccodrillo che diceva: mi chiamo e
ho tot anni (48?) e mi trovo qui perchè ho mangiato 4 persone e da allora
mangio solo un pollo al giorno. Povero chissà che fame. Ci sono anche tanti altri
animali, un piccolo zoo ma un pò deprimente per certi animali.
Usciamo e aspettiamo un bus semplicemente sul ciglio della
strada, dove c’è uno spiazzo anche fatto di fango quella è una fermata:
Per arrivare in hotel ci facciamo una volta scesi dall’autobus
2,5 km a piedi per goderci meglio la natura. Siamo stanchi, ci fermiamo subito
nel ristorantino del resort, tentiamo la sorte con due piatti di noodles, uno
con pesce e uno con carne e verdure. Abbondanti e mangiabili. Spendiamo 19rm (sui
4€) in due.
Subito in camera e fare le valigie visto che abbiamo deciso
di dormire l’ultima notte a Sandakan in un altro hotel prenotato da Micha.
Diego ha mal di testa dalla stanchezza e crolla subito, io
con l’incubo del topaccio non penso proprio di dormire, voglio sfinirmi almeno
forse non sentirò più niente, leggo per quattro ore ma di sonno nemmeno
l’ombra, anzi tutti i rumori della jungla mi tengono ben sveglia. In ultimo
sveglio Diego e gli chiedo un cambio della guardia.
Mi sveglio di soprassalto causa uno scatto di Diego ..sul
muro sopra la nostra testa gira tranquillo uno scarafaggio bello pieno e in
carne, non voglio esagerare nel dire che era grande come il nostro dito indice
ma ci andava vicino. Addio sonno!!!!
20/02/2006 LUNEDI’
Alle cinque circa inizia il diluvio, piove, piove che sembra
non debba finire mai, in un momento di tregua verso le nove tentiamo di passare
dalla camera al ristorante per la colazione. Paghiamo il tutto e salutiamo per
sempre il jungla sepilok resort.
Appuntamento con Micha che lavorando come consulente per il
turismo ha degli ottimi agganci ci ha organizzato la settimana e ci accompagna
al nuovo hotel.
Questo è un vero hotel e si chiama :HOTEL SEAFRONT SANDAKAN
Una splendida camera con tv, aria condizionata e un vero
bagno per solo 79 rm (18€ in due), Accettiamo subito la stanza.
Micha ci spiega che il parco Danum valley (vera jungla) è
chiuso per colpa delle pioggie.
Per vedere gli animali ci rimane solo il Tabin .ok
accettiamo anche perché non c’è scelta, ma ne avevamo sentito parlare bene.
Tabin Wildlife Reserve è un’enorme foresta pluviale di
centoventimilacinquecento ettari, nella parte est dello stato. Vi si trovano
l’elefante asiatico, il rinoceronte di Sumatra, l’orang utan, la civetta
malese, il cinghiale, oltre alla rigogliosa flora del Borneo.
Doccia in hotel e fuori alla ricerca di cibo,tentiamo di
nuovo con una specie di self service malese, niente mi attira,tutto è nuovo e
diverso. onde evitare spiacevoli sorprese prendiamo un pò di tutto per provare
e assaggiare cose nuove: su sei o sette possibilità ne ho azzeccate due ma
essendo solo un assaggio non mi sono riempita per niente. Diego è stato più
fortunato perché mangia le cose anche molto piccanti.
Ho ancora fame, ci fermiamo al ristorante dell’hotel che ci
offre un piatto di carne o pesce o agnello più il dolce per soli 10 rm (2,21€)
Accettiamo, e prendiamo una sola porzione: mi portano un
brodino vegetale ok e un piatto di riso e una porzione di carne con verdurine e
tanta salsa di soia..e alla fine arriva il dessert 2 porzioni è un piccolo
pudding verde: crema alla menta pensiamo noi e invece no! Non siamo mai riusciti
a capire che gusto fosse ma anche se era piccolissimo non siamo riusciti a
finirlo..
Alle due abbiamo appuntamento per l’escursione al SANTUARIO
DELLE SCIMMIE NASICHE.: Labuk Bay Proboscis Monkey Sanctuary.
si tratta di una grande costruzione in
legno dalla cui veranda si può assistere al pasto delle scimmie nasiche che ha
luogo su delle apposite piattaforme erette lì attorno. E’ collocato al centro
di una lingua di terra di 17 km che gli attuali proprietari hanno salvato dalla
completa deforestazione delle zone limitrofe: questo ha comportato un
concentrarsi della fauna locale entro i confini di questa baia ricoperta di
mangrovia ed in particolare di alcuni gruppi di scimmie nasiche, così dette per
via del grande naso proboscidato. Pare che le scimmie si siano affezionate a
questo posto dopo aver rubato dei pancake nella cucina della casa preesistente
al resort, trovando così un habitat a loro congegnale e creando una attività
lucrativa per i proprietari.
Micha è la nostra guida ufficiale (lo pagheremo) ci
mettiamo circa un’ora e trenta prima di arrivare. Durante il tragitto Micha si
ferma per farci assaggiare il famosissimo Durian, (avevo letto di questo frutto
in altri racconti precedenti).
Ma non eravamo preparati al suo gusto e
alla puzza orribile cipolla e uova marcie. ma è un rito tutti i turisti devono
assaggiare questo frutto ottimo per i malesi ma orribile per noi, dicono che
devi mangiarlo almeno tre o quattro volte prima di riuscire ad apprezzarlo: ma
dopo la prima come fai a provarci una seconda?
In ultimo ci sono circa nove km di fuori pista, si passa in
una carreggiata di fango fra piantagioni di palma da olio (la maggioranza della
jungla è stata distrutta per lasciare il posto a queste piantagioni in vista di
un guadagno economico maggiore).
Una pianta di palma impiega sette anni prima di iniziare a
dare i suoi frutti ma poi ogni due mesi per cinquant'anni darà ai proprietari il
suo frutto e soldi veloci.
Speriamo che si accorgano che quel 20% di jungla rimasto può
portare soldi tramite il turismo e che lo risparmino.
Arriviamo al santuario delle scimmie ci togliamo le scarpe
per salire sulla piattaforma d’osservazione e aspettiam le scimmie nasiche
sono veramente vicine, inizia la mania da fotografia, scatti e zoom appena
vedono il guardiano portare il cibo i cinque o sei esemplari che noi eravamo
riusciti a scorgere si moltiplicano, escono da tutti i buchi (piante) c’erano
anche prima ma eravamo noi a non vederle.
Si dividono in tre gruppi famigliari e mangiano in tre
piattaforme e luoghi diversi.
E’ uno spettacolo meraviglioso e sorprendente,e mi piange il
cuore a pensare come l’egoismo dell’uomo possa portare all’estinzione animali
così teneri.
Con il loro nasone e la faccia strana quasi mi colpiscono e
mi emozionano più degli oranghi.
Al rientro c’è cambio autista, Diego si cimenta nella guida a
destra (guida all’inglese) nel viottolo fangoso per i nove km di fuori pista.Ci
riuniamo poi a Constance,Isabel e Judith (altre amiche tedesche) e andiamo a
mangiare al 4° miglio a Sandakan: è la zona completamente o quasi cinese.
Il luogo assomiglia a un grande mercato all’aperto, sotto un
tetto di lamiera,tante panche e dei mobili dove cucinano e lavano le posate sparsi
in giro. Ricorda la piazza di Marrakesh in Marocco solo che per lavare la roba
qui hanno il detersivo..
Ci portano cinque tipi di mangiare in vassoietti per tre o
quattro persone (verdure ,carne, pesce) assaggiamo un pò di tutto, molto buono e
paghiamo 7rm a testa (1,55€).
Veramente pochissimo, ma io e Diego concludiamo che non
riusciremmo a vivere
molto con la cucina cinese che non ricorda per niente quella
a cui noi siamo abituati.
Bisogna che vengano in Italia per conoscere e capire la vera
cucina cinese, o no??
Rientriamo in hotel felici di poter dormire sonni
tranquilli.
21/02/2006 MARTEDI’
Sveglia appena dopo l’alba. Dobbiamo prendere un taxi per
prendere il bus e arrivare a LAHUDATU dove poi andremo al Tabin (lasciandoci
metà del conto in banca: escursione dal nostro punto di vista carissima). taxi
6rm (1,33€) e ci porta alla bus-station dove prendiamo alle 7.30 il bus per Lahudatu
per 18 rm (4€) a testa..
Autobus proprio dei locali, turisti ce ne sono veramente
pochi, viaggio tranquillo 2,30 ore. arriviamo alle dieci e trenta ma
l’appuntamento è per dopo mezzogiorno.
Anche se abbiamo lasciato uno zaino a Micha visto che
l’aereo riparte da Sandakan non ci và di girare sotto il sole con del peso.
Aspettiamo nella stazione che altro non è che un grande spiazzo con una
pensilina e delle panche in cemento per sedersi e ripararsi dal sole, circondato
da tanti venditori, alcuni sono bambini.
Diventiamo oggetto d’osservazione, non devono vedere molti
turisti da queste parti e i bambini ci circondano osservando ogni nostro
movimento e quando offro delle noccioline al cioccolato un bambino al movimento
del mi braccio indietreggia impaurito. Di solito sono io che fotografo loro, ma
in questo caso mi sento un animale raro. Arrivano gli addetti del Tabin con
un’ora di ritardo e partiamo, di nuovo 20 e più km di fuori pista nelle buche e
nel fango, logicamente la jungla non si può trovare in città. Ci accoglie Susy
la responsabile del luogo. E’ tutto veramente bello, dormiamo in una palafitta, sulla
riva di un fiume nella jungla,dotata di aria condizionata e di ventilatore a
soffitto, pieno di vetrate e balcone, ecco perché costa tanto, sei nella jungla e
hai un ottimo servizio. Ci danno il pranzo e ci avvisano che alle 15:00 avremo
la prima escursione.
Partiamo su una jeep aperta ma il tempo è monello e dopo venti minuti inizia a
piovere e siamo costretti a nascondere le macchine fotografiche. Avvistiamo
tanti uccelli fra cui il bucero e un gruppo di macachi e sotto un piccolo
diluvio siamo costretti a tornare indietro bagnati fradici. Riposo fino alle
18:30 dove ha luogo la 2° escursione a piedi per vedere gli insetti della
jungla. Vediamo delle rane, formiche che morsicano che ci hanno quasi costretto a
cambiare strada, altre formiche dette giganti (le più giganti del mondo) e altri
insetti volanti.
Vedo per la prima volta le sanguisughe che io scambio per
degli insetti bellini bellini, poi appena so che sono loro cambio
atteggiamento.
Diego ne raccoglie tre e gli dona gentilmente un po’ del suo
sangue. Sono piccolissime ma il buchino che gli hanno fatto con i loro denti fa
sanguinare sufficientemente il piede.
Cena alle 19:30 e alle 20:30 siamo pronti per la 3°
escursione con la jeep per vedere gli animali che escono di notte.
Non abbiamo molta fortuna.vediamo un maiale selvatico, due gatti
selvatici (veramente belli ma simili ai nostri gatti solo che sembrano dei
piccoli tigrotti come pelo), un varano. Andiamo a letto stremati, due ore su
quella jeep, su una panca di legno toglie qualsiasi voglia calcolando che siamo
in piedi dalle sei e trenta della mattina.
22/02/2006 MERCOLEDI’
Sveglia alle 5:30 ci aspetta la quarta escursione, camminata
a piedi nella jungla fino ad un vulcano di fango in ebollizione.
Questa volta ci siamo soltanto noi due più la guida. Ci
mettiamo i calzari antisanguisuga..nella jungla ne incontriamo parecchie ma con
un occhio vigile riusciamo a schivare i loro attacchi. C’è un tasso d’umidità
elevato, fa caldo, non vediamo molti animali a parte tre maiali selvatici e dei
millepiedi che si appallottolano e un’erba o pianta chiamata mimosa pudica: se
la tocchi si chiude in se come se avesse vergogna..Arrivati nella zona del
vulcano saliamo in alto su una piattaforma e fotografiamo la natura che ci
circonda.gli alberi maestosi al sorgere del sole sono bellissimi. La guida ci
dice di aspettare che arriveranno tanti animali, per noi va bene:è una buona
scusa per riprendere fiato. Aspettiamo sentiamo da lontano un barrito di
elefanti, forse si dirige verso il vulcano.
MAGARI:.sarebbe una bella ricompensa per quanto ci è costata
in tutto questa escursione. Troppo cara per noi. Invece niente, solo qualche
bucero in lontananza; ma i rumori della jungla sono tantissimi altro che il
silenzio della jungla. Rientriamo cotti fradici e affamati e io sono
delusa, quante cose si cambierebbero col senno di poi. Ci hanno lasciato il
tavolo con la colazione: cibo e una confortante doccia.
Diego ci caccia una bella dormita e io sistemo la
zaino, cestino le mie scarpe da ginnastica, sono impregnate di fango. Diego tenta
di salvare le sue, le lava ma non si asciugheranno mai in tempo. Verso
mezzogiorno facciamo un giretto e capiamo che volendo uno può fare anche delle
escursioni da solo ma c’è un cartello che avvisa: ricorda i tuoi
passi!!! Cerchiamo di scorgere qualche scimmietta ma è tutto inutile. Andiamo a
pranzo e alle due dobbiamo essere pronti, abbiamo il taxi e diremo addio per
sempre al Tabin. Stiamo finendo il pranzo quando Diego nota degli alberi o
meglio delle fronde degli alberi muoversi, vicino alla nostra casetta. Parte in
esplorazione,poco dopo io lo seguo. Ci sono un gruppo di macachi (circa una
ventina) che dai balconi saltano da un posto all’altro cercando cibo o oggetti
da rubare dimenticati fuori dalle stanze, scatta di nuovo la mania delle
foto.
Alle due siamo pronti, è uscito il
sole, oggi che ce ne andiamo e passeremo il nostro tempo in taxi e autobus c’è
un sole bellissimo: mentre ieri che volevamo il sole pioveva e c’era
nuvolo (anche se col sole saremmo sicuramente morti dal caldo a girare bardati
in tenuta antisanguisughe e antizanzare). Ritardiamo di 15’ provvidenziali minuti. Appena usciti dal resort ci guardiamo intorno, in fondo anche se è tutto
finito siamo ancora nella jungla: succede il miracolo.
Un gruppo di almeno cinque, sei elefanti ha attraversato la
strada ed è passato dalla jungla alla distesa di palme. Scendiamo e silenziosi
ci avviciniamo il più velocemente possibile prima che scompaiano. Riusciamo a
fotografarli. Cinque minuti di emozione hanno ripagato i trecento euro spesi
per questi giorni nella jungla? Non ho trovato una risposta ma nel mio cuore
sono felice.qualcosa di speciale sono riuscita a vederlo. E’ solo questione di
essere nel posto giusto al momento giusto,diremo è una questione di
fortuna. Arriviamo alla stazione dei bus di Lahudatu, non ci sono autobus, ma solo
dei mini bus, dei piccoli furgoncini per circa 10-11 persone..
Il bello è che bisogna aspettare che si riempia, aspettiamo
un’ora.
LAHUDATU-SEMPORNA 30rm in due (6.64€).
Il viaggio dura circa tre ore. Arrivati prendiamo un taxi
2rm in due per un hotel letto sulla lonley planet e consigliato da Micha: il
DRAGGON INN
Si tratta di un bellissimo complesso costruito su delle
palafitte sul mare, semplice ma pulito; 66 rm(15€) in due con colazione
compresa, ok!!!
Diego vede che c’è anche il servizio lavanderia e ne
approfittiamo per lavare tutto cio' che abbiamo usato al Tabin rendendolo
fradicio, umido e non di buon odore. (8 capi fra pantaloni,magliette 23,5 rm (5€)
in tutto). Domani pomeriggio sarà tutto pronto.
Usciamo per cercare l’escursione per l’isola di Sipadan
descritta come isola meravigliosa e paradiso dei sub e di chi ama fare
snorkeling..Subito di fianco all’hotel ne avevo gia sentito parlare da altri
viaggiatori prima di me c’è la Boreno tuor gestita da UNCLE CHANG,
costui, di evidenti origini non malaysiane, organizza
escursioni con immersione a Sipadan, fornendo attrezzature e divemaster,
partendo giornalmente dal porticciolo di fianco al Dragon, e soprattutto a
prezzi contenuti rispetto ai resort presenti sulle isole.
Ci fermiamo da loro, il prezzo ci sembra alto ma accettabile
ed è buio, non abbiamo voglia di girare x confrontare i prezzi, e poi girare
dove? È tutto buio!!
Concordiamo di fare 2 immersioni di snorkeling a Sipadan e 1 a Mabul il tutto con spostamenti, colazione, spuntino e pranzo compreso in piu' il permesso di entrare a
Sipadan 160 rg (33 €). Partenza alle 7:45 mangiamo nel ristorante accanto
all’hotel, bello stesso stile anch’esso sul mare, forse stessa gestione anche se
il nome è lo diverso ma la colazione inclusa nel prezzo della camera la fai in
questo ristorante. Io come al solito ho dei problemi nella scelta del
cibo: inglese, cinese e malese per me sono tutti uguali; mi sono fissata sulle
zuppe e ci riprovo:una zuppa di pesce con degli spaghettini. Diego mangia dei noodles
ai frutti di mare (non sono certo come li immaginiamo noi in Italia), come al
solito il suo cibo è piu bello e soprattutto più buono, facciamo cambio. Diego ha
anche ordinato dei gamberetti fritti, ma sono fritti, fritti in una pastella
dolce, io ne mangio uno poi passo.
Riordiniamo gli spaghetti ai frutti di mare ma la tipa
capisce male e ci riporta la zuppa (da notare che non avevamo finito nemmeno
l’altra) la donna che ce la porta fa una faccia talmente scocciata che se
potesse ce la infilerebbe in bocca a forza. Un’altra cameriera interviene, sorry
sorry e si porta via la zuppa. Aspettiamo e dopo 5 minuti arriva la stessa
zuppa ma asciutta e capovolta in un piatto, io dico no, e la tipa capisce di
aver sbagliato ma se ne va facendoci capire: questo vi ho portato e questo vi
mangiate!! Diego è senza parole e non ha voglia di discutere. Che
coraggio, toglierci il brodo e riservarcelo. Io sono dura e non cedo, la richiamo
e con una delle 4 frasi in inglese che conosco dico: non c’è problema la pago
ma voglio un menù.e riordino la stesso piatto di prima. Alla fine il tanto
agognato piatto di noodles arriva, i più buoni che abbia mai mangiato in Malesia, alla
fine tra roba mangiata e lasciata e i 5% di mancia e il 10% di tasse paghiamo
46 rg circa 10 € in due.
Ciao ciao brutta puzzona, ora a letto che domani sarà
un’altra giornatina leggera.
23\02\2006 GIOVEDI’
Alle 6 mi sveglio,fuori c’è il diluvio, piove a dirotto, so
che forse per le 8 si fermerà ma il tempo rimarrà brutto o uscirà il sole?
Vedremo!
Usciamo che non piove, al punto di incontro ci vengono
distribuiti dei sacchi neri per proteggere gli zaini dalla pioggia e dall’acqua
che ogni sub dopo aver fatto l’immersione scarica in barca.
E’ un’imbarcazione molto spartana già bagnata per colpa
della pioggia ma offrono un servizio sufficiente, le pare e le storie vanno
lasciate all’albergo.
Dopo un’ora buona di traversata e un alternarsi di nuvole e
speranze di sole, arriviamo a Mabul e scendiamo per la colazione: pulizia
sufficiente, niente di speciale ma con il nostro spirito di adattamento va più
che bene.
Chang co-gestisce una Longhouse a Mabul
island, con pasti oltre che pernottamento, è nel villaggio dei pescatori, e
Mabul è vicina a Sipadan,
la longhouse è una serie di piccole stanze distribuite lungo
il corridoio, l’ambiente è spartano, come deve essere, siamo su una palafitta
direttamente sul mare, alle spalle il villaggio, semplicità e contatto con la
gente.
Alcuni si fermeranno a dormire a Mabul così avranno solo 20
minuti di traversata per arrivare a Sipadan. Sono stanze piccole sul
mare,semplicione a 50 rg (11€) a testa con il cibo.Se avessimo avuto più tempo
ci saremmo fermati una notte.
Dopo colazione ripartiamo. Facciamo il primo snorkeling in
pieno mare, vicino al drop-off, non andare mai sul blu. Ho un po’di paura, so che
in questo mare c’è di tutto.
Avvistiamo un sacco di pesci, peccato non ci sia il
sole, tutto sotto brillerebbe di più.
Cerchiamo il motivo principale per cui siamo venuti a
Sipadan, ma niente..
Arriviamo sulla spiaggia, la classica spiaggia da
cartolina: bella,abitata solo dai soldati che la controllano (poverini loro, gli
tocca fare il militare qui!!) e da giganteschi varani acquatici: sono innocui ma
con i loro 2 mt di lunghezza non passano certo inosservati.
Facciamo un pic-nic con the torte e banane.Diego assaggia
per sbaglio la torta al duriam: una schifezza al gusto di cipolla marcia!!! Ai malesiani
piace tantissimo.
Possiamo fare la seconda immersione proprio dalla
spiaggia, ci tuffiamo dal pontile e ci troviamo un branco di pesci di cui non
vediamo ne inizio ne fine; non abbiamo il coraggio di passarci in mezzo, li
aggiriamo.
Sotto è veramente un paradiso, pieno di ogni sorta di pesci e
coralli di ogni tipo e alla fine eccola lì che ci appare davanti tranquilla che
lascia trasportare dalla corrente: LA TARTARUGA!! Troppo bella e dolce, se ci fosse il sole, ne vediamo delle altre e anche 2 squaletti di circa un metro e
mezzo ci sono anche pesci più grandi e più lunghi di me, Diego dice che sono
tonni, io comunque gli giro alla larga. Bellissima, credo che Sipadan continui a
essere un paradiso perchè è protetto dai turisti, dai rifiuti e da tutto ciò che
la danneggia.
Ci ricarichiamo mangiando a Mabul,non capiamo perchè la
terza immersione non viene fatta ma non insistiamo: missione compiuta SQUALI E
TARTARUGHE.
Nell’attesa di ritornare a Semporna ci stacchiamo dal gruppo
e per mezz’oretta facciamo un giro per l’isola. Camminiamo tra le loro
palafitte, sono tutti molto gentili e sorridenti, i bambini ti salutano felici e
non ti chiedono l’elemosina, solo di fargli una foto.
Gli avrei dato qualcosa, ma per non rovinarli e perché non
imparino a vedere il turista come una che da, non gli do niente, tranne la
possibilità di rivedersi nelle foto e di ridere a crepapelle nel rivedersi.
Vorrei avere una polaroid per dargliene una, chissà quando
mai avranno una loro foto tutta per se, ma forse non sono nemmeno così
poveri, solo diversi da noi per abitudine o per scelta, chissà, non ho avuto tempo
di approfondire e poi io non parlo inglese.
Il mare è comunque di un bel verde turchese, limpido e
trasparente. Facciamo qualche foto e ci riuniamo al gruppo sta’ uscendo il sole.
Grazie, grazie.
Rientro a Semporna, siamo un po’ cotti, una bella doccia, una
mangiata e poi a letto, domani l’autobus parte alle 7:30.
Per cena usciamo alla ricerca di un localino che ci
ispiri, la via è molto buia e poco trafficata, non ci fidiamo a camminare fino in
centro e non ci va di prendere un taxi.
Ritorniamo sui nostri passi e ci fermiamo in un localino
all’aperto gestito da mussulmani; di nuovo mangio noodles con frutti di mare e
Diego gamberetti alla piastra, spendiamo 20rg (4,5€). In albergo chiudiamo gli
zaini e si dorme.
24\02\2006 VENERDI’
Siamo ancora stanchi quando la sveglia ci riporta alla
realtà. Diego ha uno strano male a tutte le ossa più un po di raffreddore, è
cotto diamo la colpa al fatto che alzandosi sempre presto la mattina è in
arretrato con il sonno. Che rabbia fuori c’è un sole che spacca le pietre e noi
passeremo 6-7 ore in autobus.
Ci dispiace tantissimo non aver visto il massimo di Sipadan, colpa
del tempo.
Ce ne andiamo dicendoci che forse ci torneremo.
Autobus per Sandakan, molto scalcinato e a ogni buca sembra
di essere in giostra.si balla.
E’ lento come una lumaca, non arriviamo più.
Diego prova a dormire, sta male, io sopravvivo.Ci fermano ad
un chek-point e ci controllano i passaporti.
Siamo partiti alle 8 a arriviamo a Sandakan alle 14 circa alla bus-station da lì al Sea-front hotel,la camera non è più al 4 piano ma al
3°, per fortuna visto il peso degli zaini e in più non c’è l’ascensore.
A salire ci pensa l’omino delle valige ma a scendere sono
tutte nostre!
La stanza è più piccola ma è ok!
Mangiamo qualcosina e poi a letto: Diego è in coma , si è
beccato un bel raffreddore.
Ci svegliamo per le 6 di sera andiamo a cena e a scaricare
le foto su cd per vuotare le schede.
Andiamo dai ns amici del posto Micha e Costance e altri
cinesi e malesi tutti insieme.
Molto bello e toccante. Parliamo in inglese: Diego parla e io
mimo. Recuperiamo lo zaino lasciato a casa di Micha: è parecchio pesante e
portarlo giù dal 4° piano. Promessa per il prossimo viaggio: massimo 10 kg a testa.
A letto dopo aver mandato qualche e-mail con foto ai nostri
cari amici in Italia (per farli schiattare d’invidia). Domani abbiamo l’aereo
da Sandakan a kl alle 10.
25/02/2006 SABATO
Discesa con gli zaini, colazione abbondante in hotel 23 rg
(5€) in due e taxi per l’aereoporto 15 rg (3,32€). Che peccato lasciare il
Borneo proprio adesso che esce il sole. Si perché oggi che lo passeremo impegnati
nei trasferimenti da un posto all’altro c’è il sole.
Atteriamo a Kl e prendiamo subito il trenino che
dall’aereoporto ti porta in centro dove partono tutti gli autobus e treni per
le varie destinazioni, noi siamo diretti a Penang.
Non ci posso credere sono le 14:00 e l’unico treno parte
alle 20:45. Se non altro facciamo il viaggio di notte in cuccetta spendendo
veramente poco 70 rg in due (15,50€) e arriviamo a destinazione domani alle
5:30.
Ok, non c’è molta scelta!!!!
Ma le sei ore d’attesa come le imbrogliamo? Se Diego stasse
bene magari potremmo lasciare gli zaini al deposito bagagli e andarce in giro
per la città, ma lui sta male e dopo aver mangiato al Mc Donald, ci appropriamo
di una panchina e mentre Diego tenta di dormire io leggo tutto sulla nostra
nuova destinazione, cosa visitare, ecc. Recupero un pò di tempo e medito sui
nostri sbagli come gli spostamenti..
COL SENNO DI POI:
1° Non dovevamo prendere il volo aereo andata e ritorno da Sandakan, ma
arrivo a Sandakan e partenza da Tawau (vicino a Sipadan) avremmo evitato un
giorno di viaggio sprecato in autobus per tornare a Sipandan, dormire in hotel e
aspettare il mattino seguente il volo per kl.
2° Una volta atterrati a Kl dovevamo prendere un volo per
Penang, evitando tempi morti e altro tempo buttato via ad aspettare.
Organizzandosi per tempo e prenotando in anticipo con air
asia voli spendendo veramente poco.
In pratica per andare dal Borneo a Penang abbiamo buttato
via due giorni.
Mai più uno sbaglio simile, ma sbagliando s’impara e ci
facciamo le ossa per i prossimi viaggi.Sicuramente aver viaggiato in autobus
per il Messico l’anno prima ha avuto su di noi un influenza che in questo paese
si è rivelata sbagliata.Il Messico ha un’ottima rete di autobus, coprono tutte
le destinazioni sia di giorno che di notte e vai sempre ovunque in qualsiasi
momento del giorno o della notte. In Malesia noi avevamo calcolato di fare tutti
gli spostamenti di notte come fatto in Messico recuperando tempo e risparmiando
sul costo della notte in Hotel, ma logicamente tutto il mondo non è uguale e noi
siamo dovuti adattare e farci furbi dove era ancora possibile recuperare. Così
prenotiamo il volo areo da Langkawi a KL , così invece di gestire il viaggio via
terra lo gestiamo via aereo risparmiando sicuramente sul tempo.
Per fortuna il treno parte puntuale, siamo in un vagone con
una quarantina di letti a castello, tutto è aperto, solo una tendina per donarti
un po’ di privacy, va benissimo i nostri letti sono uno di fronte all’altro, e
sono quelli di sopra.
Far salire gli zaini sui letti dal momento che non c’è lo
scomparto valigie è molto divertente. Dormiamo più o meno bene ma nell’insieme
il viaggio risulta abbastanza comodo.
Alle cinque c’è l’omino del treno detto controllore che ci
viene a svegliare e ci dice che la prossima fermata è la nostra, la sera prima
si era segnato le fermate di tutti e adesso li avvisa quando è la loro. Altro
che il servizio delle ferrovie dello stato Italiano. Notate la sottile punta di
polemica???
26/02/2006 DOMENICA
Puntualissimi scendiamo.siamo a Butterword.Alle 6:00 parte
il primo traghetto che porta sull’isola di Penang; costo del biglietto 1,20rg a
testa (0,30 €)
Il viaggio dura trenta minuti. Prendiamo un taxi e ci
dirigiamo a George Town in un albergo scelto a caso, più o meno, dalla Lonely Planet.
Gli alberghi aprono non prima delle otto, e noi che abbiamo
già congedato il taxi ci ritroviamo a piedi con gli zaini in questa zona buia e
con gente ubriaca .
Tranquilli esteriormente e un po’ agitati intermente giriamo
dirigendoci verso tutte le insegne con scritto hotel. Questo è chiuso, questo è
squallido fuori, figurati dentro, Questo invece è aperto, ok sono 25 rg a notte
in due (5,54€). Posso vedere la camera? ah, non c’è il bagno nella stanza... no no
mi dispiace (come scusa è buona per andarsene). Diego nel vedere la stanza è
passato davanti ad una camera dove delle donnine allegre (per non chiamarle con
un nome meno carino) hanno appena finito di lavorare e si stanno
rivestendo). L’albergo funziona anche come casa d’appuntamento. Meglio
cambiare zona e aria. Da notare che questa via si chiama Love Line (via
dell’amore): non c’è nome più adatto!!
Prendiamo un taxi e gli diciamo di portarci in altri hotel
segnalati sulla Lonely planet e che starà con noi finchè non ne troveremo uno
adatto.
Ci porta subito in un hotel internazionale, il classico mega
palazzone senza personalità. Non scendiamo nemmeno; vogliamo qualcosa di più
locale e di sicuro meno caro. Troviamo il CATHAY HOTEL. E’ molto meglio e ai
suoi tempi era sicuramente una bellissima villa in stile coloniale ora
trasformata in hotel, sente un po’ i segni del tempo, ma come struttura si è
fermata ad allora. E’ molto caratteristica.
Ha delle scalinate interne enormi che ti portano al piano di
sopra,un giardino interno. Accettiamo la stanza per 69 rg a notte (15€) La
stanza è enorme con due letti matrimoniali, tutto è vecchio ma pulito.
Diego dopo una bella doccia dorme un paio d’ore. Inizia a piovere. Aspettiamo.
Usciamo alla scoperta della città e subito
siamo accalappiati da un omino con il suo rishaw che con la sua bici con
carrozzella ti porta in giro un’ora per la città. 15rg a testa (3,32€). Ogni
tanto piovigina.Visitiamo il tempio di Khoo Kongsi 10 rg in due per entrare
(2,21€). Bello e particolare, visitamo poi un villaggio di pescatori, poi
passiamo in Little India e Chinatwon, a parte il miscuglio di tempi e chiese
di ogni tipo (cinesi, buddisti, indù, cattolici, evangelisti, battisti, ecc..) non
vediamo un granchè di gente, riflettiamo: forse la colpa è del fatto che oggi è
domenica ed è tutto chiuso, o era una città viva e attiva prima dello tsunami e
vogliamo andarcene via il prima possibile ma abbiamo già pagato le due notti e
non abbiamo molta scelta.
Andiamo in albergo a riposare le gambe, Diego continua a
stare male, è peggiorato.
Nel pomeriggio c’informiamo per poter nolleggiare uno
scooter per il giorno dopo e prendiamo il bus locale per andare fuori città per
vedere uno dei templi più belli, il , Kek Lok Si, l’entrata è libera tranne che
per la pagoda (l’ultima parte finale in cima) costa 2rg (0,44€) a
testa. L’autobus ci lascia ai piedi del tempio, ma per raggiungerlo e vederlo
bene devi fare una bella salita che per fortuna non è sotto il sole (che per
fortuna è uscito) ma in una galleria, almeno si è all’ombra, scalinata fra dei
piccoli negozi cinesi che ti fermano per venderti di tutto (che l’abbiamo
studiata come cosa?)
Passi vicino ad un mini laghetto di cemento pieno di
tartarughe, alcune sono veramente grandi è pieno e buttandogli del cibo vedi un
agglomerato unico di tartarughe in lotta per il cibo. Arrivati in cima il tempio
è veramente maestoso ed impressionante. Merita al 100% di essere visto. Diego
purtroppo continua a peggiorare e decidiamo di fare un ultimo salto veloce al
Komtar (mega centro commerciale letto sulla lonley) ecco dov’era finita tutta
la gente...capiamo di conseguenza... troppo caos e poi non mi sembra per niente
conveniente.
Diego sta male sono le sei di sera e vogliamo rientrare. Di fianco al centro
commerciale c’è PIZZA HUT e allora io mi mangio una pizza margherita (buona) e
Diego un pò di frutta mista e del gelato alla fragola. Ha un raffreddore
pazzesco e forse anche la febbre.
Per le 19:30 siamo in hotel, lui è bollente e io mi spavento
un pochino, chiedo alla recpition se hanno un termometro, ma niente e forse è
meglio così.
Il non sapere a volte ti protegge, continuiamo con
l’automedicazione visto la farmacia ambulante che mi sono portata dietro e con
un fazzoletto bagnato sulla fronte e ci auguriamo che dieci ore di sonno
abbiano un effetto positivo.
Io sistemo un po gli zaini, leggo e dormo presto anch’io.
27/02/2006 LUNEDI’
Diego si sveglia più riposato, dire che sta bene è
impossibile, ma per lo meno sembra che non abbia più la febbre..Colazione e poi
giù un’altra pastiglia.
Sbrighiamo le pratiche per il noleggio dello scooter 30 rg
+10 di benzina (8,86€) e dopo aver comprato una cartina dettagliata dell’isola
partiamo..
E’ un bel viaggiare, principalmente è
veloce ed economico. A noi piace molto.Ti senti libero, ti fermi dove e quando
vuoi.
1° tappa :il GIARDINO BOTANICO alla ricerca di fiori
speciali e delle scimmie dal momento che la guida ne segnalava la presenza. Ne
vediamo tre all’entrata che rovistano nell’immondizia e poi più
niente. L’entrata in questo immenso parco è gratis..
Il giardino è veramente bello e grande ma è in salita e
discesa fatto da grandi vallata e sotto il sole..non è per niente rilassante, ma
faticoso..non lo giriamo tutto e rinunciamo a metà. Vediamo dei fiori bellissimi
e per noi del tutto nuovi.
2° tappa la BATU’ FERRINGHI definita da tutti la spiaggia
più bella dell’isola, ma noi rimaniamo molto delusi: il mare non è niente di
speciale e come panorama ci sono solo dei palazzoni, resort e alberghi, solo
cemento.
3° tappa al GIARDINO DELLE SPEZIE entrata 26rg in due
(5,70€).
Di nuovo un tuffo nella natura, alberi e fiori di ogni specie
in tre percorsi da seguire,ma questa volta si è completamente immersi nella
natura e si è all’ombra. Per ultimo ti portano in trattore, tipo trenino, in cima
alla collina dove c’è un negozietto e un bar-ristorante.
Il tutto è studiato molto bene, hai panoramica solo sul mare, mangiamo qualcosina per ricaricarci un po' e via.
Facciamo uno stop ad una fabbrica di Batik dove compriamo un
quadretto per la nostra casetta..
4° tappa LA FATTORIA DELLE FARFALLE , Entrata dalle farfalle 30+5 rg di telecamera (7,75€) entri e sei in
una magnifica serra equatoriale circondato da farfalle che ti volano intorno e
che con un po di fortuna si appoggiano anche su di te. Abbiamo constatato che
quasi ogni isola o stato ne ha una, noi consigliamo di visitarne almeno una, forse
non sono tutte uguali, ma tentate anche perché la spesa non è eccessiva.
5° tappa IL TEMPIO DEI SERPENTI dove abbiamo letto che c’è la
credenza che le vipere velenose che si attorcigliano ai pali sacri siano rese
innocue dal fumo degli incensi..
Diego è affascinato dall’idea di visitarlo, io per niente, se
uno si sveglia e mi morde?
Il volerlo visitare a tutti i costi si è rivelata una di
quelle cose che col senno di poi, non faresti per tanti motivi: uno perché tutte
le altre cose che abbiamo visitato si trovavano nella parte alta dell’isola e
solo questo tempio si trova nella parte bassa e quindi abbiamo dovuto
attraversare tutta l’isola e la montagna, tutto un su e giù e una curva a dx e
sx, alla fine abbiamo un male al sedere e alla schiena che non ne possiamo più.
Arrivati al tempio rimaniamo molto delusi: una cosa molto
squallida e semplice con solo due viperine attorcigliate che dormono ed era gia
tutto finito.
Tanta strada per nulla e in George town abbiamo lasciato
indietro la statua del Budda sdraiato lunga 33mt, alcuni dicono che sia la
seconda più lunga del mondo. Entrambi siamo distrutti ma la nostra sete di
vedere non si ferma mai e allora via alla ricerca dei Budda e del suo
tempio. Domandiamo informazioni e alla fine arriviamo è già chiuso.
I guardiani ci fanno fotografare da fuori (il fuori
promette bene) e un po' delusi ci dirigiamo di nuovo al Komtar da pizza hut
perché lo stomaco di Diego non sopporta il pensiero di mangiare cinese, malese o
inidano.
Riconsegnamo lo scooter e poi chiudo gli zaini e subito a
letto.
28/0272006 MARTEDI’
Alle 7:45 passa davanti all’hotel il pulmino che ci porta al
traghetto per LANGAWI.
Arriva gia' pieno di turisti come noi, noi la penultima
fermata.
Diego sale stipato dietro, uno zaino fra le gambe e uno in
braccio, io divido il sedile davanti con il ragazzo dell’ultima fermata..meno
male che il tragitto dura solo dieci minuti.
Dopo trenta minuti di attesa saliamo sul traghetto grazie
ad scaletta in discesa ripidissima fuori norma, ci sediamo e c’è l’aria
condizionata a manetta,si gela e aspettiamo solo che la traversata finisca il
prima possibile (2 ore).
Conosciamo Cecilia una ragazza originaria di Ferrara che
lavora in un albergo in Sardegna da Aprile ad Ottobre e il resto del tempo lo
impiega a girare il mondo zaino in spalla da sola. Che coraggio!!! In due ok, ma
da sola, io mai!!!! E’ partita a Novembre e il 18 Marzo terminerà il suo
viaggio. Ha visitato Vietnam, Laos, Cambogia; Malesia peninsulare e adesso dopo una
sosta a Langawi, passerà in Thailandia per rivedere tutti i posti che aveva
visto una settimana prima dello tsunami.
Sbarcati prendiamo lo stesso taxi per la spiaggia più
turistica dell’isola PANTAI CENANG Io leggendo la guida turistica mi aspettavo tipo
Rimini o comunque piena di hotel e palazzi.invece non c’è né uno e la
spiaggia è una lunghissima distesa di sabbia e palme.E’ bella e rilassante e
quasi vuota.
Ci sono dei piccoli chalet o bungalow in riva alla spiaggia
all’ombra delle palme, ognuno poi con il suo ristorantino. Noi leggendo la Lonley abbiamo scelto il SANDY BEACH RESORT
Niente di speciale ma la stanza è enorme, c’è un letto
matrimoniale più uno singolo, l’aria condizionata il tutto a 77 rg con la
colazione (17€). Buono!!!
Ormai la mattina è andata, cotti crolliamo dal sonno e ci
alziamo a forza verso le quattro: obbiettivo vedere bene la
spiaggia, contrattare per il noleggio dello scooter e vedere se c’è qualcosa di
bello da comprare come ricordo per noi, o per qualche regalino.
Sulla strada principale e unica ci sono
tanti piccoli negozi di souvenirs, vestiti e ristorantini. Il mare non è
bellissimo, normale, ma tutto l’insieme ci dà una carica d’energia.
Passeggiamo romanticamente al tramonto.Vorrei che il tempo
si fermasse per un po’. Ci stiamo concedendo un po’ di ricarica, facciamo tante
foto.
Sulla spiaggia incontriamo tanti granchietti, stelle marine e
paguri,concludiamo che se la spiaggia è cosi viva, sicuramente il mare lo è
ancora di più, successivamente chiediamo ad un taxista e ci dice che l’acqua
delle risaie vicine, il suo fango, sporcano il mare. Andiamo a letto senza
cena, perché mangiare se uno non ha fame?
Diego sta migliorando anche se lentamente, le medicine gli
stanno creando ulteriori problemi allo stomaco.
01/03/2006 MERCOLEDI’
Sveglia verso le otto e trenta per la colazione più che
abbondante fatta in riva alla spiaggia. Alle nove possiamo gia prendere la
scooter 39rg (8,70€) lo dobbiamo consegnare domani mattina alle nove, con il
pieno di benzina.
Partiamo carichi e desiderosi di vedere dei bei
paesaggi, sulla cartina abbiamo segnato tutte le cose da vedere. L’isola è
sicuramente più bella e verde di Penang e come colpo d’occhio è più piacevole e
rilassante da vedere:tante palme e natura.
Ogni paese ha una scuola quindi noi ne deduciamo che non ci
siano problemi di analfabetizzazione. Non sono poverissimi, hanno solo una
cultura e una vita diversa dalla nostra, ma non li definirei poveri, siamo noi
che ci siamo abituati con troppe cose e cose superflue sono diventate
indispensabili.
Le spiagge sono belle ma il mare non ha niente di
speciale, niente che mi tolga il fiato, ne scegliamo una e ci fermiamo un
po. Dalla zona che abbiamo scelto è previsto il tuor fra le mangrovie e altre
escursioni ma noi dopo la jungla nel Borneo non abbiamo più voglia di spendere
soldi per cose già viste.
Strada facendo ogni tanto vediamo dei segnali che ci
dicono:attenti animali selvatici vi possono attraversare la strada e così per
nostra gioia ci capita.
Una cinquantina di scimmie sono al bordo della strada che
giocano e mangiano, alcune camminano in mezzo alla strada, tanto che abbiamo
paura che qualche macchina possa schiacciarne qualcuna, come fosse un gatto.
Siamo diretti verso una cascata, dalle foto sembra bella.ma
è già l’una e il sole scotta, siamo stanchi, prima della salita a piedi mangiamo
in un piccolo chioschetto ai lati della strada: due piatti si spaghetti cinesi e
il bere lo paghiamo solo 6,70 rg (1,40€) in due. Questa volta abbiamo speso
veramente poco, ed era anche buono.
Ci ricarichiamo un po' e iniziamo la salita ma il rigagnolo
d’acqua sotto di noi non lascia prevedere una cascata molto abbondante..la mia
previsione si avvera. La cascata è una cascatella. Ma comunque siamo all’ombra
e ci fermiamo un’oretta.
Diego inizia a dimostrare i suoi problemi di stomaco e gli
spaghetti non vogliono sapere di scendere. Si sono fermati nello stomaco e li
rimarranno per parecchio tempo.
Con la strada bollente ci dirigiamo verso Kuah la capitale
dell’isola.
Speriamo di vedere un po' di negozi cosa che fino adesso ci è
veramente mancata. Sono le 15:30. Giriamo alcuni negozi etnici, alcuni sono
addirittura in offerta, con sconti del 20 al 40%; ma niente ci attrae.o
colpisce..
Non è colpa dei negozi siamo noi che non giriamo, siamo giù
di fase. Diego per la sua influenza, io per la sindrome da preciclo e il mio mal
di testa mensile..
Ci rifiutiamo di diventare martiri solo per vedere tutta la
città, scappiamo in hotel sognando il letto. Dormiamo un paio d’ore e verso le
20:30 usciamo per fare un bagno bellissimo e qualche spesa: io credo che le
cose belle che piacciono veramente costano sempre, anche qui, niente è gratis o
quasi..
C’innamoriamo di una specie di tenda ricamata con degli
elefanti.ci pensiamo due volte visto il prezzo, ma visto che è per casa
nostra... ok vada per questa piccola pazzia.
Consegnamo lo scooter la sera perché domani mattina vogliamo
dormire o per lo meno essere liberi. Ceniamo in riva alla spiaggia nel
ristorante del resort, o meglio io ceno e Diego mangia solo frutta, non ha più la
sensazione della fame, tutto gli fa senso, vuoi vedere che questa volta
dimagrisce sul serio? A fine vacanza ha perso 5-6 kg.
A letto e speriamo di recuperare le forze.anche se non
riusciamo a spiegarci il perché.
02/03/2006 GIOVEDI’
Stiamo a letto finche c’è né. Alle dieci colazione in
spiaggia.prepariamo le valigie perché questa sera ci aspetta il volo da Langawi
a kl (volo prenotato il sabato prima proprio per evitare altri sprechi di tempo) prenotato pochi giorni prima lo paghiamo 285 rg in due (61€) pensate al
risparmio se uno lo prenotava due mesi prima ad esempio.
Lasciamo gli zaini in hotel alla reception e andiamo a
vistare quello che la Lonley dà come il più grande acquario dell’Asia.38rg a
testa per entrare (8€)
Certo che in Asia sono messi molto male ad acquari se questo
è veramente uno dei più grandi, speriamo per gli Asiatici che la Lonley questa volta abbia preso una bufala. Se vedono quello di Genova cosa pensano di essere
nel mare direttamente?
E’ carino ma molto piccolo e in un’ora lo visitiamo
tutto. La cosa più vomitevole è quello che loro definiscono cinema 3D: non hai
assolutamente la sensazione che le cose o i pesci in questo caso ti vengano
addosso come nei veri cinema tridimensionali e poi ti raccontano la storia di
un’orca e di uno squalo che mangiano degli uccelli, un cigno e un’anatra che
galleggiavano sull’acqua. E’ vero che la vita è così ma perché traumatizzare dei
bambini? La visita all’acquario finisce troppo presto, noi avevamo pensato di
impiegare tre ore. Adesso cosa facciamo? E’ troppo caldo e decidiamo di aspettare
in aeroporto (tanto ormai ci siamo abituati).Taxi 16rg (3,50€) lui ci dice che
questa è una tariffa fissa per l’aereoporto. ATTENZIONE: noi pensavamo di poter
mangiare tranquillamente una volta dentro invece non è così: c’è solo uno
squallidissimo ristorante pieno di gente e per altro carissimo: noi per due
minuscole pizze margherita e 1 bottiglia d’acqua abbiamo speso 48rg (10,50€). LADRI.e
non erano nemmeno buone. Leggiamo e aspettiamo, imbarcano alle 17:00.
Sto prendendo troppi aerei, più ne prendo più aumentano le
probabilità d’incidenti, meglio non pensarci.
Anche questa volta il volo è tutto ok! Dura circa
un’oretta, il tempo i salire e dobbiamo già scendere.ritiro bagagli..ok..
Trenino che dall’aereoporto ci porta a KL città,70rg in due
(15,50€).
Appena scendiamo siamo assaliti dai taxisti.uno vuole
accompagnarci per 35 rg (7,75€). Attenti sono dei ladri, ne approfittano perché uno
arriva disorientato, non consce dove si trovano autobus, metro ecc.. e in più è
sera e loro ne approfittano.
Diego spara 20rg (4,43€) e facciamo per avviarci a
piedi, uno di loro ci segue ok vada per 20 rg..Ci porta nella zona scelta
anticipatamente CHINATOWN!
Avevamo una rosa di quattro o cinque hotel, ci fermiamo
proprio davanti al LOK ANNA
Diego sale a vedere. io controllo gli zaini.Lo reputa il più
squallido visto fino ad’ora.
Gli altri hotel si trovano in una via famosa che a
pomeriggio inoltrato e la sera fino a tardi viene chiusa al traffico perchè
c’è una sorta di mercato cinese tutto di roba taroccata cinese. Una cosa
indescrivibile, bancarelle piene di scarpe Adidas, Nike, Puma ecc. piene di orologi
di Gucci ecc..piene di portafogli e borse ecc. piene di magliette, tutta roba
cinese, anche se dobbiamo fare una premessa tutta la roba Adidas viene fatta
nel sud est asiatico e quindi forse non è poi nemmeno così taroccata. Io
collego il tutto a Marrakesch
Tutti ti chiamano e ti dicono compra, compra, guarda il mio
banco ecc. Noi per il momento siamo solo alla ricerca dell’hotel.Guardiamo al SWISS
INN. Bello ma troppo caro per noi, ecco più aventi quello che il mio cuore
leggendo le guide aveva scelto fin dall’inizio:
il CHINA TOWN INN. Speriamo bene, basta abbia un letto pulito, c’è
la stanza senza finestra con aria condizionata e tv e bagno per 79,90rg (17,50€)in
due ok? Ok dopo averla vista..Confermata per due notti, Sabato sera abbiamo il
volo che ci riporta a casa.
Una bella doccia rigenerante e un’oretta di
riposo. Proviamo una passeggiata nella via,per vedere da vicino il mercato..Troppo
caos non siamo ancora preparati per contrattare come si deve e per fare
spese, rimandiamo tutto a domani.
03/03/2006 VENERDI’
Ci dirigiamo con la metropolitana verso le Petronas e vari
centri commerciali.
Le Petronas sono veramente imponenti. Facciamo le solite foto
di rito e triboliamo un po' per farle entrare tutte nell’obbiettivo della
macchina fotografica. Mangiamo in giro qua e l’ha. I centri commerciali sono veramente
maestosi, molto organizzati, puliti e sul modello americano e pieni di
schiccherie occidentali.
Visitiamo anche il quartiere degli indiani chiamato little
India, passando per quello dei mussulmani dove essendo venerdi c’è grande festa
intorno alla moschea. Tutto molto affascinante. Camminiamo per le strade ma fa un
caldo allucinante.
Facciamo shopping al Globe, grande negozio su più piani che
vende ogni tipo di merce a prezzi molto orientali.
Rientrando nel pomeriggio nel quartiere di Chinatown siamo pronti
per dedicarci alle spese. Trattiamo e poi compriamo sei paia di scarpe da
ginnastica Adidas e Puma e Nike per circa nove ,dieci euro al paio. In Italia
confrontandole con le originali non si vede la differenza: io so qual è: ho
speso almeno 100 € in meno..
Ceniamo in un ristorante cinese in fondo alla via; forse a
Diego lo stomaco si sta un po' riaprendo. Mangia un ottimo riso al
granchio. Notte.
04/03/2006 SABATO
Oggi e’ il giorno del rientro. Prepariamo gli zaini e li
lasciamo alla reception fino alle sei della sera, noi giriamo un altro po' per la
città. Andiamo al Birdpark dopo aver faticato un po' a trovarlo anche perché ci
siamo voluti andare a piedi.
Il Birk park entrata 56 rg in due (12,50€) è un grande parco
cittadino coperto in alcune zone da un’enorme rete a formare una voliera ,dove
dentro volano liberi vari tipi di uccelli e riusciamo a vedere da vicinissimo
il bucero tanto cercato nella jungla.
Rientriamo in hotel e ci facciamo chiamare lo stesso taxista
che ci aveva portato qui due giorni, si può andare all’aereoporto anche col
trenino e poi autobus ma la spesa è la stessa , almeno col taxi ti esaurisci
meno..
Alle 23.00 parte il volo, tutto ok anche questa volta ed
essendo di notte ci caccio una bella dormita...
05/03/2006
Siamo in Italia, tutto è così diverso e per tanti versi
inutile e futile. Ma le riflessioni più profonde sono personali...
Concludo dicendo che mentre un sogno finisce e la vacanza inizia a passare nel cassetto dei ricordi meravigliosi della nostra mentre, noi siamo gia' pronti ad aprirne uno nuovo. Perche' proprio non riuscia a restare a casa. Tanto e' bello viaggiare.
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