Venerdì 25/08/2000
Finalmente
si parte ! Dopo mesi di programmazione, soprattutto utilizzando le risorse offerte
da Internet (in particolar modo ci è stata utile la lettura di un racconto
trovato in un sito di appunti di viaggio: www.markos.it/quaderni),
le preziose informazioni ricevute da Alberto & Camilla, Andrea & Simona
(amici che hanno fatto questo viaggio in precedenza), e dopo una minuziosa lettura
di due guide (la "Lonely Planet" ma soprattutto la "Fodors",
nostra fedele compagnia di viaggio), è arrivato il momento atteso da
tempo: la partenza per un paese tanto affascinante quanto contradditorio.....il
Sud Africa.
Alle 8,00 ci imbarchiamo
per il nostro volo intercontinentale con Swissair via Zurigo (servizio eccellente,
inoltre l’ aereo è quasi vuoto per cui possiamo stenderci per un sonnellino).
Dopo un volo perfetto atterriamo
a Johannesburg alle ore 20,00, i bagagli arrivano immediatamente e dopo qualche
minuto siamo già sul pulmino verde che ci condurrà direttamente
al nostro albergo; alle 20,30 sediamo su di un comodo lettone "King Size"
dell’ "Holiday Inn Garden Court - Kempton Park" a 500 mt dall’ uscita
dell’ aeroporto (telefono : 0027 11 975 5846 - fax : 0027 11 975 1121 - Email
: AnitaM@southernsun.com).
Ci hanno sconsigliato di
inoltrarci in Johannesburg per via della delinquenza, ma nel nostro primo approccio
con i sudafricani, abbiamo fatto subito una bella figura: infatti, per paura
di essere oggetto di qualche attenzione non proprio amichevole, ci spingiamo
con il carrello delle valige fuori dall’ aeroporto alla ricerca del bus navetta
per l’ Holiday Inn inoltrandoci nel parcheggio antistante. Fortunatamente un
facchino di colore ci ha visti e gentilmente ci ha fermati e indirizzati nella
giusta direzione (meritandosi la mancia che ha accettato anche se in lire italiane).
Sabato 26/08/2000
Dopo
una notte riposata usciamo dal nostro albergo e (utilizzando sempre la navetta
gratuita) raggiungiamo l’ aeroporto dove facciamo una abbondante colazione e
il primo cambio di valuta (un suggerimento cercate di ridurre al minimo le operazioni
di cambio perché la commissione è fissa e piuttosto salata). A
questo punto ritiriamo la nostra auto (Toyota Corolla 1600 cc) presso la Budget
(al prezzo di Rand 2800,00 per 10 giorni full ensurance; un consiglio fate comunque
la full ensurance perché in Sud Africa l’ assicurazione delle autovetture
non è obbligatoria e quindi in caso di sinistro potreste avere dei problemi
a farvi rimborsare dalla controparte); iniziamo quindi il viaggio verso il Mpumalanga
lungo la N4.
Usciamo a Belfast e ci dirigiamo
verso Dullstroom, un piccolo centro ritenuto un paradiso della pesca con la
mosca. Seguendo le indicazioni della guida ci fermiamo a pranzare al "Die
Tonteldoos" (lungo la strada principale da e per il lowveld): ottimo il
filetto di manzo con salsa di camembert e vino rosso il tutto accompagnato da
un calice di vino rosso eccellente ( costo del pranzo: Rand 130,00 in due ).
Proseguiamo verso Lynderburg
fino a Sabie e andiamo a vedere una stupenda cascata dopo una passeggiata di
circa 10 minuti nel bosco ( "Bridal Veil Falls" ).
Ci rimettiamo in auto per
raggiungere Hazyview dove abbiamo prenotato un rondawel da "Idle e Wild":
il rondawel è una specie di capanna circolare in muratura col tetto di
paglia, nel nostro caso ha una splendida veranda che da su un giardino curatissimo
( Email : idleandwild@mweb.co.za
- tel. : 0027 013 737 8173 - Cell. : 083 455 8171 ). Veniamo accolti dal simpaticissimo
Rollo, cane da guardia. La padrona di casa, Joan, è un po’ fredda ma
gentile e ci prenota la cena in un ristorante che dista poche centinaia di metri
dall’ alloggio l’ "Ant and Elephant restaurant" (di Warren and Simone
- Hazyview sulla R 536 - Tel.: 013 737 8172 -Fax: 013 737 8170) dove, dopo una
doccia e una sistematina, gustiamo un delizioso kinglip con gamberoni accompagnato
da una bottiglia di "Blanc du Blanc" di una azienda vinicola di Stellenbosh.
Il dolce è superlativo, la fonduta di cioccolato è da non perdere
(il tutto per la cifra di Rand 200,00 in due).
Domenica 27/08/2000
La giornata inizia già
bene , visto che veniamo svegliati a suon di leccate dal "ferocissimo"
Rollo. Durante una abbondante colazione sulla veranda (e quando in Sud Africa
si dice abbondante vuol dire VERAMENTE abbondante), il marito di Joan, che parla
un inglese più comprensibile, ci fornisce informazioni sulle cose da
vedere nei dintorni. Così partiamo alla volta del Blyde River
Canyon:
in successione visitiamo il "Pinnacle", il "God’s window"
(dopo una ripida salita in mezzo alla foresta pluviale, non vediamo nulla a
causa della fitta nebbia), i "Burck’s luck potholes" e i meravigliosi
"Three rondawels" con stupenda vista sul sottostante canyon. Lungo
la strada di ritorno ci fermiamo a Pilgrim’s Rest, luogo fondato dai primi pionieri
dell’ oro, a consumare un pranzo al ristorante dell’ antico "Royal Hotel"
(si consiglia una vista al bar annesso all’ albergo) per poi avviarci verso
casa. Anche questa sera torniamo al ristorante di ieri dove ci aspetta un meraviglioso
filetto di manzo che decidiamo possa essere accompagnato da un rosso come il
Cabernet (proveniente sempre dalla regione del capo). Ovviamente prima del filetto
la immancabile soup of the day e al termine un dolce; il tutto per 150,00 Rand
in due. Ciao Rollo ti ricorderemo per tutta la vacanza.
Lunedì 28/08/2000
Questa
mattina si parte alla volta della zona del "Kruger National Park"
dove abbiamo prenotato un lodge per 2 notti nella riserva privata "Tornybush"
( Rand 1300,00 per person per night) consigliatoci da Alberto e Camilla (Email
. res@thornybush.co.za
- tbush1@iafrica.com
- tbush2@iafrica.com
- tel. : 0027 15 793 1976 - fax : 0027 15 793 2230). L’ arrivo al parco è
previsto per le 11,30 - 12,00; il tragitto non è privo di sorprese: lungo
la strada vediamo un rinoceronte bianco e, subito dopo, due giraffe che ci fissano
( la prima domanda che ci sorge è: ma sono animali veri o finti ?). Il
nostro lodge è il "Serondella", all’ interno del bush per cui
veniamo prelevati da due ranger che a bordo di una Land Rover ci accompagnano
alla meta. I loro nomi sono Denny e Themba e saranno le nostre guide per i prossimi
3 giorni. Il lodge non è certo al di sotto delle aspettative: una camera
con tetto di paglia in perfetto stile africano (visitabile virtualmente al sito
web del Thornybush : www.thornybush.co.za
) con veranda sul bush e punto di osservazione su una pozza di acqua (ma allora
è proprio da vero safari !). Dopo un veloce spuntino in compagnia di
Annalise, la responsabile del Serondella (Miss simpatia) ci si prepara per il
1° game drive; ma ecco che dalla veranda, vediamo un bufalo con una vistosa
ferita sul dorso (stranamente isolato) e una giraffa. Arriva anche Denny e ci
segnala la presenza di un ghepardo che sta inseguendo il bufalo ferito e separato
dal resto del branco. Purtroppo i nostri tentativi di vedere la chetaah (ghepardo)
risultano infruttuosi (la vegetazione del bush è troppo alta e nasconde
il felino). A questo punto la giraffa e il bufalo si allontanano con uno scatto
improvviso (probabilmente loro hanno visto quello che noi non riuscivamo a scorgere)
e in poco tempo spariscono nella vegetazione. Il game drive si svolge dalle
ore 15,30 fino alle ore 19,45 (un consiglio : portatevi nello zaino indumenti
da indossare progressivamente per ripararvi dal freddo della sera) e ci frutta
parecchi animali: elefanti in branco, impala, giraffe, un rinoceronte bianco
con il piccolo e dopo una sosta all’ imbrunire, con il buio ecco comparire un
gruppo di leonesse (6-7). Torniamo infreddoliti, stanchi ma emozionati e felici.
Martedì 29/08/2000
Levataccia alle ore 05,30
(la colazione si è materializzata sulla soglia della porta di ingresso
della nostra camera) e partenza alle ore 06,10 per il game drive mattutino:
fa un freddo pazzesco, ma tutto passa di fronte ad un altro branco di elefanti
(sono veramente tanti ... ci sono anche i piccoli !!!). La mattinata è
poco fruttuosa per i mammiferi (Denny e Themba hanno seguito le tracce di un
leopardo senza successo) ma molto interessante per il bird - watching: abbiamo
visto un avvoltoio, una "brown-snake eagle" e una "whiteberg’
s eagle" (consigliamo di comprare il libro con i volatili del Sud Africa
invece di quello dei mammiferi, risulta più utile nella consultazione).
Rientriamo alle ore 10,00 in tempo per il brunch (abbondante e di buona qualità).
Ora siamo liberi fino alle 15,30: io e Paolo lo utilizziamo per ammirare il
paesaggio del bush con l’ aiuto dei nostri binocoli (fondamentali in tutto questo
viaggio) venendo premiati con la visita di uno stupendo maschio di giraffa che
per alcuni minuti si ferma a mangiare a pochi metri dalla camera e di un branco
di "blue wildebeest" molto più timorosi e guardinghi. Siamo
sempre più emozionati e non vediamo l’ ora di partire per il prossimo
game drive. Si riparte. Vediamo ancora un gruppo di
leonesse
intente ad abbeverarsi presso uno stagno, dopo poco tempo ci imbattiamo anche
in esemplari di leone di sesso maschile (prima un gruppo di 3 poi uno di 2).
Nel pomeriggio possiamo anche ammirare zebre, giraffe, rinoceronti, large spotted
genet, wild cat, honey budget (questi ultimi tre animali notturni visti al calare
del sole) e un cucciolo di camaleonte. Rientriamo e ci prepariamo per la cena
che è stata organizzata all’ aperto attorno a un focolare con Denny che
cuoce sulla brace salsicce, spiedini di impala .... il tutto sarebbe veramente
affascinante e romantico se non fosse per la presenza di un gruppo di 6 olandesi
(madre, 3 figli, ex marito con amante orientale) che non perdono occasione per
ricordarci che l’ Italia è il paese della corruzione, della mafia ...
e per ricordare ai nostri ospiti Sud Africani il loro passato e la pericolosità
delle loro maggiori città (mi viene da chiedere perché non sono
rimasti nella loro bella Amsterdam dove l’ ipocrisia mi sembra sia di casa,
ma preferisco lasciare perdere). Domani ci aspetta un’ altra levataccia per
cui ci congediamo dal gruppetto e ci ritiriamo nel nostro magnifico lodge.
Mercoledì 30/08/2000
Ultimo
game drive al Thornybush. Finalmente, dopo un inseguimento durato 1 ora, Denny
esclama: "Buffalo". Siamo in mezzo ad un branco di bufali dall’ aria
incuriosita :alcuni ci guardano come se fossero loro a fare il game drive e
noi l’ obiettivo cercato, altri continuano a brucare l’ erba come se niente
fosse. Più tardi Denny scorge ancora delle tracce di leopardo e ci illude
per l’ ultima volta di poter rintracciare il gattone. Sono innumerevoli le specie
di mammiferi e di uccelli concentrati in quest’ area. Col passare dei giorni
stiamo iniziando a differenziare le varie specie di aquile e anche a riconoscere
qualche impronta e traccia del passaggio degli animali (in particolar modo dell’
elefante, il distruttore della vegetazione). Anche questa esperienza giunge
al termine, salutiamo Denny e Annalise e veniamo accompagnati al "main
lodge", dove abbiamo la macchina, da Themba che, trovandosi da solo con
noi, finalmente si lascia andare e si mette a chiacchierare con noi in un misto
di inglese e Afrikaans; a un certo punto, durante l’ attraversamento del greto
di un corso d’ acqua, ci mostra sulla sabbia le impronte di un leone (non me
le scorderò mai più !!)... grazie Themba. Oggi il nostro programma
di viaggio prevede di arrivare a Pongola e per lo meno a Piet Retief (non abbiamo
prenotato) come tappa di avvicinamento a "Park St. Lucia". Ci fermiamo
a White River per uno spuntino al "Bagdad’s Cafè" (R 40 subito
fuori White River - Tel.: 013 751 1777 - costo dello spuntino Rand 55,50 per
2 persone) e proseguiamo, come ci ha suggerito il marito di Joan (Idle e Wilde)
via Barberton, Lochiel, Amsterdam fino a Piet Retief che raggiungiamo alle ore
18,30, quando ormai è già calato il buio. Abbiamo preferito non
attraversare lo Swaziland per non perdere troppo tempo alle dogane e per non
pagare il supplemento all’ autonoleggio (richiesto in caso di attraversamento
di questo Stato); in compenso a Lochiel abbiamo imboccato una strada sterrata
che ci stava portando, attraverso i monti, direttamente nello Swaziland (attenzione
le strade principali sono, di regola, asfaltate; se all’ improvviso si trasforma
in sterrata ponetevi il dubbio di aver sbagliato direzione per colpa di un cartello
mancante o girato) e ci siamo trovati in mezzo ad una specie di baraccopoli
abitata da persone di colore che ci osservavano un po’ stupiti di vedere due
turisti su quella strada. Fatto sta che da Nelspruit a Piet Retief c’è
il nulla assoluto tranne qualche piccolo villaggio abitato solo da persone di
colore (per cui partite per tempo e cercate di tenere una buona media !!!).
Fortunatamente, nonostante l’ ora e il buio, a Piet Retief abbiamo trovato un
B&B semplice e accogliente, appartenente ad una signora di una gentilezza
disarmante per la modesta cifra di Rand 190,00 per 2 persone (con colazione
abbondante). Anche a cena abbiamo speso poco (Rand 100,00) in un locale della
catena di steak house "Saddle" dove abbiamo ordinato un buon filetto
di manzo e un bicchiere di vino.
Giovedì 31/08/2000
Dopo
un’ ottima "south african breakfast" si riparte alla volta di "Park
St. Lucia": la giornata è un po’ nuvolosa, ma man mano che si procede
verso la east cost, il tempo tende a migliorare e a diventare sempre più
caldo e soleggiato. St. Lucia è un angolo di paradiso: villette immerse
in prati ben curati, viali ampi con molte piante di varia qualità. Il
nostro lodge, prenotato via internet, non si discosta da questo standard ("Seasand
lodge" 135 Hornbill street St. Lucia - Email: seasands@stlucia.co.za
- Tel: 0027 (35) 590 1082 - Fax: 0027 (35) 590 1034 - costo Rand 205.00 pp per
night compresa la colazione) infatti è immerso in un giardino stupendo,
con vista sul bush e sul mare.. La padrona, Thea, è sbrigativa ma gentile
e ci mostra la nostra stanza front facing situata al piano superiore (meglio
la stanza al piano superiore di quella, troppo umida, al piano basso). In compenso,
suo marito Geoff, è un mostro di simpatia e cordialità: ci mette
subito a nostro agio e ci organizza (in modo impeccabile) il soggiorno a St.
Lucia. Geoff ci prenota subito il tour fluviale sulla barca "Advantage"
per le 15,00 (in modo tale da avere il giorno successivo libero per poter andare
a "Cape Vidal"); il tempo è un po’ fosco, ma il giro è
all’ altezza delle nostre aspettative. Prima visitiamo la parte di estuario
verso l’ oceano (se prendete una barca più grossa questa parte ve la
perdete perché non riescono a passare sotto il ponte) e vediamo 4 coccodrilli
(di cui 1 in immersione), 1 ippopotamo solitario e vari uccelli stupendi. Durante
il transito verso l’ altra parte del fiume, sulla cima di un albero, la guida
ci segnala la presenza di una "fish eagle". Il nostro obiettivo è
però un altro: una famiglia di ippopotami, con tanto di piccoli sul groppone
della mamma, che staziona nel bel mezzo del fiume. Dopo esserci fermati a lungo
ad ammirare i bestioni, ci muoviamo per fare rientro al pontile e, lungo il
tragitto, vediamo un "king fisher" intento a mangiare la sua preda.
Torniamo al Sea Sand dove ci aspetta Geoff per un aperitivo nel bar del lodge
assieme ad una coppia di turisti bavaresi molto simpatici. A cena andiamo al
ristorante "Quarterdeck" dove per circa 30.000 lire a testa mangiamo
una zuppa, un piatto di Kinglip, un dolce a testa con una buona bottiglia di
vino bianco. Terminata la cena si va a nanna perché il giorno dopo ci
aspetta la visita a "Cape Vidal".
Venerdì 01/09/2000
La giornata di oggi è
dedicata alla visita del parco naturale di "Cape Vidal" (costo Rand
30,00 per l’ auto e Rand 9,00 pp), è una giornata stupenda, fa caldo
e la colazione in veranda con vista sul bush del Seasand è stata memorabile.
Dopo alcuni chilometri (dietro consiglio di Geoff) ci fermiamo a "Mission’s
Rocks": il panorama è mozzafiato (siamo i primi della giornata a
camminare sulla spiaggia lunghissima !!!) e, nonostante i cartelli "beware
rhino, leopard, crocodile and hippo", ci inoltriamo lungo la spiaggia che
si perde a vista d’ occhio. Proseguiamo poi in direzione della nostra meta:
Cape Vidal. Quando arriviamo troviamo altre persone, ma lo spettacolo è
stupendo: un litorale lunghissimo di cui una parte protetta da alcuni scogli
(per cui è possibile fare il bagno e lo snorkeling, Geoff ci ha fornito
anche di maschera e boccaglio, ma l’ acqua per noi è troppo fredda) mentre
un’ altra parte è battuta da onde a cui noi non siamo abituati. Ci sono
alcuni locali che si
dedicano
alla pesca dalla spiaggia (purtroppo arrivano sin sulla riva con i loro fuoristrada)
e un gruppo di bambini che si divertono a lanciare dei pezzi di pane a diversi
rapaci che svolazzano sulle nostre teste. Dopo aver mangiucchiato qualche cosa
ci incamminiamo verso la "Whale Tower" (una passeggiata di circa 20
minuti) dalla cui cima, grazie ai binocoli, riusciamo a vedere gli spruzzi di
acqua di una balena, ma molto in lontananza (si tratta comunque del primo avvistamento
di questo tipo e siamo emozionati). Sulla strada del ritorno vediamo 2 ippopotami
stranamente fuori dall’ acqua sotto una pianta. Fortunatamente abbiamo dato
retta ai consigli di Geoff e abbiamo dedicato l’ intera giornata alla visita
di questa stupenda riserva naturale.
Sabato 02/09/2000
Anche
oggi è una giornata stupenda, fa caldo e, dopo colazione, salutiamo il
mitico Geoff ; si parte alla volta del parco "Hluhluwe - Umfolozi"
(pronuncia "sclu-sclue") a circa 40 km da St. Lucia dove abbiamo prenotato
via Email uno chalet presso l’ Hilltop Camp (due notti al prezzo di 1000,00
Rand - Email: smathap@kznncs.org.za
- Web site: www.rhino.org.za
- Tel: 033 845 1065 - Fax: 033 845 1001 - apertura cancelli ore 06,00 chiusura
ore 18,00). Giunti all’ ingresso ci consegnano una cartina dettagliata della
riserva utilissima nei prossimi giorni (ci consegnano anche una ricevuta per
il pagamento dell’ entrata - 9,00 Rand p.p + 30,00 Rand per l’ auto - che andrà
conservata per l’ uscita); ci avviamo verso l’ Hilltop Camp sulla strada principale
dove incontriamo subito vari tipi di gazzelle. Visto che è presto decidiamo
di inoltrarci in uno sterrato per esplorare zone meno frequentate; veniamo immediatamente
ripagati della decisione: dopo poche centinaia di metri, subito dopo una curva,
ci troviamo di fronte uno stupendo elefante che percorre la nostra stessa strada
ma in senso inverso. Ci fermiamo e manteniamo la distanza di sicurezza consigliata
percorrendo un tratto in retromarcia (la domanda ci è venuta spontanea:
ma se un altro pachiderma decide di sbucare fuori dal bush bloccandoci anche
da dietro ?). L’ emozione è forte, scattiamo fotografie e giriamo metri
di pellicola in condizioni precarie (per le vibrazioni dell’ auto e le difficoltà
a inquadrare con precisione la bestiolina che ovviamente non stà in posa).
A un certo punto il nostro elefantino decide di inoltrarsi nella boscaglia lasciandoci
liberi di proseguire oltre. Dopo poche centinaia di metri facciamo un altro
incontro particolare: questa volta ad ostruirci la strada è un esemplare
enorme di rinoceronte bianco dall’ aspetto bonario. Anche in questa circostanza
le foto e i metri di pellicola si sprecano (con qualche buon risultato). La
giornata si conclude con altri avvistamenti di rinoceronti, gazzelle ... Per
quanto riguarda la percorribilità degli sterrati devo dire che in questa
stagione sono facili (anche con una berlina come quella che avevamo noleggiato
noi); solo in una circostanza ci siamo trovati di fronte ad un guado impossibile.
Nella loro estate penso sia meglio noleggiare un fuoristrada per non avere difficoltà.
Arriviamo finalmente al Camp (vi giuro che 2 ore di escursione sono veramente
spossanti) dove prenotiamo il game drive notturno per il giorno successivo.
Lo chalet è stupendo, ha una vista impagabile sul bush, è ampio
ed è dotato di una cucina che risulterà utile. Pranziamo al ristorante
del camp (cucina non all’ altezza del posto) prendendo un’ insalata con carne
di coccodrillo (niente di speciale) e una bibita. Nel pomeriggio altra escursione
verso il Memorial gate (potete verificare alla
reception
i luoghi dove ci sono stati gli avvistamenti migliori della giornata e regolarvi
di conseguenza) con avvistamenti di rinoceronti, un branco di giraffe, zebre...
A cena cercate di evitare i tavoli troppo vicini alla cucina se non volete trasformarvi
in una omelette o in un pezzo di carne alla griglia (l’ impianto di aspirazione
non è dei migliori); non prendete piatti troppo elaborati (la cucina
è appena decente) e non arrabbiatevi se il servizio è ... un po’
lento. Utile per la sera una torcia se avete intenzione di recarvi dal vostro
chalet al ristorante a piedi.
Domenica 03/09/2000
Facciamo colazione in camera
di buon ora per uscire dal camp il più presto possibile. Decidiamo di
dirigerci verso il Memorial gate; poco dopo il cancello veniamo fermati da una
mandria di bufali che ha deciso di attraversare la strada in quel punto. Vediamo
anche questa mattina molti rinoceronti (bianchi), giraffe, zebre, antilopi...ma
niente leoni. Proseguiamo verso la parte del parco dell’ Umfolozi (in precedenza
erano due parchi separati) dove il paesaggio cambia molto ed assume un fascino
particolare. Torniamo per un breve pranzo nel nostro cottage e quindi ci riposiamo
sulla veranda aspettando
la cena e il game drive notturno. Alle 19,30 partiamo per l’ escursione a bordo
di un furgoncino telonato con una guida: è molto divertente perché
il compito di illuminare il bush è affidato direttamente ai turisti.
Troviamo una coppia di italiani di Torino con una ragazzina con cui facciamo
subito gruppo (sono veramente simpatici). Nonostante il freddo e la minaccia
di pioggia il game drive ci riserva molti avvistamenti: una coppia di leoni
maschi stesi sul ciglio della strada, un gruppo di bufali, un elefante con elefantino,
un rinoceronte (praticamente tutto il repertorio tranne il leopardo e il ghepardo
a noi purtroppo sconosciuti).
Lunedì 04/09/2000
Anche oggi levataccia e
colazione in camera, si chiudono le valige (impresa sempre più ardua),
si carica la macchina, passiamo dalla reception per saldare il conto e ci avviamo
verso l’ uscita del parco scrutando sempre il paesaggio alla ricerca di un ultimo
ricordo. Ad un certo punto ci fermiamo di fronte ad un prato letteralmente invaso
da un branco di giraffe (ne conto almeno una ventina); tra queste ce ne sono
due (sembrano essere piuttosto giovani) che giocano attorcigliando il loro lungo
collo attorno a quello della rivale in una specie di balletto (avevamo visto
la stessa scena pochi giorni prima della partenza in un documentario passato
in televisione).
Usciti
dal cancello del parco ci dirigiamo verso Durban, ma prima di arrivarci ci fermiamo
a Ballito (località di mare dove la coppia di tedeschi conosciuti al
Seasand aveva deciso di fermarsi per trascorrere una settimana di riposo): sarà
stato per il tempo pessimo, sarà stato per la stanchezza ma il posto
ci è parso terribile. Il ristorante dove pranziamo invece non è
male (Dock’s), ma assolutamente non vale la pena di perdere neanche un minuto
in questo posto. Arriviamo a Durban dove alloggiamo all’ "Holiday Inn Garden
Court" (Marine Parade 167 -Tel: 0027 31 337 3341 - Email: reservation@basshotels.com
) da cui godiamo una stupenda vista sul "Golden Mile". Usciamo per
una passeggiata sul lungomare: Durban dà l’ impressione di essere veramente
una città multirazziale con parecchi indiani, africani che appaiono più
integrati rispetto al resto del paese. Ceniamo nella steak house dell’ Holiday
Inn.
Martedì 05/09/2000
Devo
dire che nei lettoni "King size" degli Holiday Inn si dorme veramente
bene !!! Facciamo i bagagli e ci dirigiamo con l’ auto verso l’ aeroporto di
Durban; il traffico è caotico e ci sembra quasi di essere sul mitico
tratto milanese della A4. Dopo aver restituito l’ auto, facciamo il ceck-in
e cerchiamo il bar la colazione (finalmente una colazione umana con caffè-latte
e un dolcetto)e inganniamo il tempo nei negozi facendo i primi acquisti. Il
volo sul turboelica della compagnia di bandiera sud africana è confortevole
e, volando a bassa quota, ci permette di vedere la geologia dei territori attraversati.
Prima dell’ atterraggio riusciamo a vedere anche lo sbuffo di una balena nel
mare antistante Port Elisabeth. Noleggiamo la seconda auto sempre presso la
Budget (prezzo: 198 USD/weekly + drop off a Cape Town di 54 USD - Rand: 2670,00)
dove riusciamo a strappare alla signorina (molto gentile) la riconsegna alle
ore 15,00 senza dover pagare un giorno in più (visto che la consegna
è avvenuta al mattino). Ci fermiamo per pranzo a Storm River (Tsitsikamma
National Park) in un posto senza infamia ne lode. Dirigendoci verso Plettenberg
Bay abbandoniamo la N2 per la R102 (come consigliato dalla guida) e ci inoltriamo
attraverso due stupendi passi con gole molto verdi fino alla "Nature’s
Valley" (che visiteremo nei prossimi giorni). Ci ricolleghiamo alla N2
e raggiungiamo Plettenberg Bay dove ci fermiamo per una passeggiata sulla spiaggia
(divertente un ristorante posto sulla destra della strada che scende verso la
baia: "Cornuti al mare"). Il sole stà ormai scendendo, quindi
ci incamminiamo verso Knysna. Finalmente arriviamo alla nostra destinazione:
il "Point Lodge" (tel.: 044 382 1944 - 382 3458 ; fax: 044 382 3455
; Email: pointlodge.kny@pixie.co.za
; web site: www.gardenroute.co.za/pointlodge/index.htm ; prezzo: Rand 200,00
pp per night). Il lodge è fuori Knysna (circa 1 km dal centro), tranquillissimo
e con stupenda vista sulla laguna e su "The Heads"; la camera è
deliziosa e il bagno ha una vetrata che da sul giardino con piscina e sulla
laguna (posto vietato ai fumatori). Cena al ristorante "The Anchorage"
nel centro di Knysna.
Mercoledì 06/09/2000
Anche oggi la giornata è
stupenda per cui decidiamo di dedicarla alla visita del "Tsitsikamma N.P."
e alla "Nature’s Valley". Il primo è un posto stupendo dalla
natura selvaggia e prorompente, con altissime onde che si infrangono sugli scogli.
C’è la possibilità di fare alcune passeggiate: noi optiamo per
quella più breve fino ad un ponte sospeso nel punto in cui il fiume si
getta nel mare. Per fortuna siamo arrivati presto perché al nostro ritorno
al parcheggio troviamo diversi autobus che stanno scaricando orde di turisti.
Ci dirigiamo quindi verso "Nature’s Valley"; arrivati sul posto lasciamo
l’ auto in un parcheggio custodito e ci facciamo rilasciare il permesso gratuito
per poter entrare nella riserva. La guardia ci indica anche il percorso migliore
e più breve, inoltre ci fornisce una cartina dettagliata del posto. La
passeggiata si rivela più lunga del previsto e nel bosco l’ umidità
è notevole; comunque dopo circa 40 minuti arriviamo ad una spiaggia dove,
come spesso accade, siamo gli unici esseri umani. Durante il ritorno dobbiamo
aumentare il passo perché il tempo si mette improvvisamente al brutto
e nella foresta il vento scuote le cime degli alberi creando un sottofondo sonoro
piuttosto inquietante. Rientriamo a Knysna e decidiamo di dedicare il tempo
rimasto alla visita di una "Oyster farm" consigliata dai nostri amici
che ci hanno preceduto in questo viaggio: "The Oyster tavern" (Thesen
Island Knysna tel.: 044 382 6941 - fax: 044 382 6943). Arriviamo un po’ dubbiosi
sul fatto di riuscire a ingurgitare la specialità del posto: le ostriche.
Il personale è molto simpatico e, quando capisce che siamo inesperti,
ci danno immediatamente tutte le informazioni necessarie in modo tale che dopo
qualche minuto ci troviamo con il nostro piattazzo di ostriche giganti e un
ottimo bicchiere di vino. Sarà stato per il clima ospitale, per il caminetto
acceso, per la gentilezza del personale sta di fatto che il ricordo di quel
momento è sicuramente uno dei migliori di tutta la vacanza. Buone le
ostriche di allevamento ma sublimi le ostriche wildy, il tutto ad una cifra
che equivale al prezzo di un panino e una bibita nella nostra Milano ... da
bere. Alla sera decidiamo di cenare al waterfront di Knysna al "Dock"
dove ordiniamo un piatto di gamberoni giganti.
Giovedì 07/09/2000
Per
fortuna oggi il tempo si è rimesso al bello per cui decidiamo di andare
a "The Heads" e a Nootsie per vedere i castelli costruiti sulla spiaggia.
La visita di the "Heads" è un po’ disturbata dal vento freddo,
ma per fortuna non ci sono nuvole; meno male che una parte dell’ imboccatura
della laguna di Knysna è stata dichiarata parco nazionale, altrimenti
avrebbe fatto la fine della parte visitabile: ville bellissime ma con una densità
abitativa da centro cittadino. La strada che da Knysna porta a Nootsie è
breve ma passa all’ interno di una zona periferica in cui vive la popolazione
di colore: le baracche sono veramente povere e costruite prevalentemente con
gli scarti di lavorazione delle segherie. Il contrasto è quindi enorme
quando, dopo aver disceso i gradini che portano alla spiaggia di Nootsie, vediamo
le splendide ville con torri merlate che i colonizzatori si sono fatti costruire
in questo angolo di paradiso. Purtroppo anche qui si vedono costruzioni che
non hanno proprio niente a che fare con il clima da fiaba che questo posto riesce
ad evocare (tutto il mondo è paese !!). Torniamo a Knysna per un giro
di shopping (ci sono negozi con articoli molto particolari) e per una visitina
alla Oyster farm (ormai non riusciamo a farne a meno). Nel pomeriggio decidiamo
di raggiungere "Wilderness" dove arriviamo troppo tardi per completare
la passeggiata lungo il fiume (per cui il consiglio è quello di arrivare
prima possibile perché alle 17,00 chiudono i cancelli). Per questa sera
decidiamo di cenare in un piccolo ristorante lungo la via principale di Knysna
"La Lorie": la conduzione è familiare (il marito in cucina
e la moglie che serve ai tavoli), la cena è ottima e, cosa che non guasta
mai, la cordialità è quasi eccessiva.
Venerdì 08/09/2000
Oggi a malincuore lasciamo
la Portofino del Sud Africa (così ci hanno definito Knysna) e ci dirigiamo
verso Wilderness per poi inoltrarci alla volta di Oudtshoorn dove ci aspetta
una visita (quasi obbligatoria) ad una Ostrich Farm. Decidiamo di visitare la
"Highgate ostrich show farm" perché indicata dalla guida come
la prima fattoria a fare degli struzzi una attrazione turistica. Appena arrivati
veniamo subito inseriti in un gruppo che sta iniziando il tour guidato della
fattoria: la guida parla in un inglese troppo veloce per noi, quindi perdiamo
gran parte della spiegazione (in pratica descrive tutto il ciclo che dall’ uovo
fecondato porta alla nascita dello struzzo, le difficoltà a crescere
i pulcini ....); ci conduce quindi attraverso i laboratori in cui vengono trattate
le pelli e le piume di questa bestia (di cui utilizzano veramente tutto, anche
le uova svuotate come soprammobile) e per finire ci porta in un angolo della
fattoria dove finalmente riesco a montare in groppa al pennuto e mi faccio scorazzare
per il recinto. Devo dire che a parte la cavalcata del gallinaccio per il resto
la visita alla Ostrich farm poteva essere evitata. Pranzo a Oudtshoorn e ripartiamo
in direzione di Swellendam attraverso il "Little Karoo" come consigliato
da Claudio (un italiano
che vive da anni in Sud Africa e che possiede un Bed and Breakfast a Swellendam).
In effetti il paesaggio cambia completamente in pochi km e la deviazione ci
permette di rendercene conto. Arriviamo da Claudio (Claudio Incontri - B &
B "La Sosta" - Swellendam tel. e fax: 002 7285141470 ) che è
già quasi buio: veniamo accolti con un buon bicchiere di vino nero e
con un ottimo profumo di cibo proveniente dalla cucina della taverna ( da poco
Claudio ha aperto anche una taverna dove cucina piatti della tradizione italiana
). Claudio e Neil sono gentilissimi, ci mostrano la camera e ci presentano i
loro cani; sono molto indaffarati perché a cena hanno ospiti ("la
creme" di Swellendam come dice Claudio) e quindi stanno preparando tutto
alla perfezione. Per noi ci hanno riservato un ottimo tavolo vicino al camino
in compagnia di un gattone grigio (Grigis). La cena è ottima con un primo
piatto di fettuccine al pesto, seguito da ossibuchi e patate nonchè dolce
(cheesecake o tiramisù).
Sabato 09/09/2000
Lasciamo
Claudio e Neil (dopo aver promesso loro di ritornare magari in occasione di
un viaggio in Namibia) e ci dirigiamo verso una riserva naturale che ci hanno
vivamente consigliato: "the Hoop": dopo circa sessanta Km di sterrato,
di cui una decina all’ interno della riserva, finalmente raggiungiamo la costa
e già in lontananza scorgiamo uno degli spettacoli più emozionanti:
le balene. Un gruppo di circa 8-10 cetacei sta tranquillamente sguazzando a
pochi metri dalla riva. Sono enormi ! Ci allontaniamo a malincuore ma abbiamo
poca benzina e non sappiamo quanti Km di sterrato dobbiamo ancora percorrere
prima di trovare un distributore. Arriviamo a Hermanus sotto la pioggia e con
una fitta nebbia. L’ albergo (Windsor of Hermanus tel.: 028 312 3727 - Fax:
028 312 2181 - Email: mailer@places.co.za
- costo: Sea facing room Rand 275,00 pp per notte compresa la colazione) non
è poi così caratteristico come pensavamo. Il servizio è
mediocre e la cordialità, trovata in tanti altri posti in questo paese,
non sembra abitare qui. Ceniamo a pochi metri dall’ albergo alla taverna "Ouzeri"
(ristorante italo-greco di buon livello e con musica italiana). Ripensandoci
aveva ragione Neil quando ci consigliò di annullare la prenotazione ad
Hermanus e di rimanere a Swellendam: le balene si possono vedere in diversi
altri posti molto più caratteristici e selvaggi.
Domenica 10/09/2000
Al risveglio ci precipitiamo
alla finestra per controllare il tempo: fortunatamente è migliorato,
perlomeno la visibilità è buona anche se tira un forte vento e
a tratti piove. Immediatamente notiamo che nella baia antistante l’ albergo
stazionano diverse balene. Facciamo rapidamente colazione e il check out per
incamminarci sulla scogliera in modo tale da poter vedere da vicino lo spettacolo:
il numero di cetacei che riusciamo a vedere è incredibile, siamo congelati
ma emozionati. Lasciamo Hermanus in direzione Città del Capo; sosta obbligata
a Betty’s Bay dove è possibile vedere una colonia di pinguini. Per il
pranzo seguiamo le indicazioni della guida e ci dirigiamo a Vergelegen all’
interno di una tenuta dove si trova il "Lady’s Phillip tea garden":
posto da non perdere (cucina tipica Sud Africana ma decisamente raffinata e
ad un prezzo ottimo). Purtroppo la Domenica non è possibile visitare
la tenuta. Entrando a Città del Capo, lungo l’ autostrada, attraversiamo
una enorme "township" (è completamente recintata per cui è
impossibile penetrarvi per sbaglio, e comunque è sconsigliato entrarci
per curiosità) che si estende per diversi Km tra la città e l’
aeroporto. Ancora una volta notiamo l’ enorme differenza esistente tra le varie
classi sociali quando,
entrando in Cape Town, ammiriamo palazzi signorili, locali raffinati e ville
stupende. Attraversiamo il Waterfront e arriviamo a Bantry Bay dove abbiamo
prenotato un B & B (consigliato da due amici, Alberto & Camilla) per
le nostre ultime notti in Sud Africa. La proprietaria ci accoglie con estrema
gentilezza e ci mostra la nostra camera: il posto è stupendo, la camera
è molto pulita, la vista su Cape Town e indimenticabile ("Tempe"
- fax: 0027 21 43 47 135 - Email: jewel@gem.co.za
- Costo: Rand 395,00 pp per notte compresa la colazione). Decidiamo per la cena
di provare il "Quay Four" (consigliato da altri due amici, Simona
& Andrea) al Waterfront: ristorante alla moda e di ottima qualità.
Lunedì 11/09/2000
Oggi,
su consiglio della Sig.ra Renee, abbiamo in programma la visita al Capo di Buona
Speranza (ci vuole una intera giornata). La strada panoramica, la mitica "Chapman’s
Peak Drive", purtroppo è da tempo interrotta per una frana, vale
però la pena di percorrerla fino all’ interruzione per i magnifici scorci
che offre. Prima di arrivare al Capo ci fermiamo a "Boulder’s Beach",
una spiaggia bellissima popolata da una sterminata colonia di pinguini. La giornata
è splendida e ci godiamo anche un po’ di sole. Finalmente arriviamo all’
ingresso della riserva del Capo di Buona Speranza (prezzo Rand 5 pp - apertura
ore 7,00 chiusura ore 17,00); il paesaggio è molto selvaggio e vale sicuramente
la pena di uscire appena possibile dalla via principale per scendere verso alcune
calette stupende, con vista sul promontorio del capo e senza la marea di turisti
che lo popola (attenzione alle tartarughine, attraversano in continuazione la
strada). Nella riserva si possono vedere struzzi selvatici, Bontebock e babbuini
(qui particolarmente aggressivi e fastidiosi). La vista sia da Cape Point che
dal Capo di Buona Speranza è mozzafiato, guardando gli scogli al largo
che di tanto in tanto affiorano tra le onde ci si rende conto del perché
questo tratto di mare sia da sempre considerato come uno dei più pericolosi
del mondo. Torniamo quindi a Cape Town e ci prepariamo per la cena;questa sera
abbiamo deciso di provare, sempre al Waterfront un ristorante belga consigliatoci
dalla padrona di casa: "Den Anker".
Martedì 12/09/2000
Siamo agli sgoccioli di
questa lunga vacanza e le cose da fare sono ormai poche, purtroppo una di queste
rimarrà solo un miraggio: la salita in cable way alla Table Mountain.
Qualche giorno prima
del nostro arrivo, durante un controllo alla funicolare, sono state riscontrate
delle anomalie ed è stata chiusa in attesa di riparazioni. Cerchiamo
di ricavare le stesse sensazioni girandoci attorno lungo una strada che ad un
certo punto si interrompe, sicuramente bello ma non penso sia stata la stessa
cosa. Alla stazione della cable ci dicono che si può, volendo, salire
a piedi lungo alcuni percorsi (ed in effetti vediamo alcuni sportivoni che si
incamminano), ma dovremmo essere un po’ più preparati dal punto di vista
fisico (inoltre il tempo sembra stia rapidamente cambiando). Ci dirigiamo a
malincuore verso Constantia per visitare il "Kirstenbosch National Botanic
Garden" (Constantia Rhodes Ave. - Prezzo Rand 5,00 pp - Apertura ore 08,00,
chiusura ore 19,00). I giardini sono molto belli, ben curati, ma ci rimane il
magone per non essere potuti salite sulla Table (sarà per un'altra volta).
La sera torniamo al "Quay Four" dove, per rifarci della giornata non
proprio fortunata, ordiniamo un piatto con due aragoste a testa.
Mercoledì 13/09/2000
La
giornata di oggi, lo sento, sarà indimenticabile !! Abbiamo in programma
l’ escursione a Stellenbosch e la visita di alcune winery farms. Il tempo non
è dei migliori, piove a tratti, ma ... chi se ne frega ! La cittadina
è carina, le abitazioni coloniali sono ben ristrutturate e soprattutto
utilizzate, vive; alcune sono in vendita come abitazioni, altre sono adibite
ad uffici, altre ancora sono residenze per studenti (a Stellenbosch ha sede
un importante università Sud Africana). Iniziamo al più presto
la visita alle cantine, ed iniziamo da quella che, col senno di poi, risulterà
la più caratteristica: "Rust-en-Vrede" (tel.: 021 881 3881
- Fax: 021 881 3000 - Ingresso gratuito - assaggio gratuito se segue l’ acquisto
di almeno una bottiglia). Produce ottimi vini rossi, un po’ più costosi
della media, ma vale la pena di acquistarne almeno una bottiglia (nei negozi
li troverete ad un prezzo decisamente più alto). Decidiamo di prendere
una bottiglia di Shiraz. La prova di tre diversi tipi di vino rosso ci causa
già alla prima cantina dei seri problemi di equilibrio …….. ora di sera
ne avremo visitate ben quattro !!!! Per pranzo decidiamo di indirizzarci verso
un ristorante con cucina francese (per rimanere in tema visto che queste vallate
sono state colonizzate dei francesi ugonotti in fuga dalla costa): l "Auberge
du Paysan" (Raitby Road fuori dalla R45, tra Somerset West e Stellenboch
- tel.: 011 842 2008 - Chiuso Lunedì a pranzo e la Domenica). Vale la
pena fare anche una capatina a Frankschoek, una cittadina tutta francese.
Giovedì 14/09/2000
Oggi è
il giorno del rientro, per fortuna abbiamo la macchina a disposizione fino alle
15,00, per cui decidiamo di andare a Nord di Cape Town per visitare una delle
spiagge più belle della zona e per vedere Citta del Capo con la Table
Mountain alle spalle. La vista è decisamente bella, non altrettanto può
dirsi della spiaggia. Tornando ci fermiamo al Waterfront per un pranzo veloce
alla taverna del "Quay Four", passiamo a ritirare i bagagli e quindi
ci dirigiamo verso l’ aeroporto. Per il volo di rientro ci imbarcano su un aereo
della "South African Air Lines" con scalo a Johannesburg dove riusciamo
a fare il refound tax e, con i secondi contati, ci imbarchiamo sul prossimo
volo con destinazione Zurigo. Addio Sud Africa, anzi arrivederci a presto. Claudia
& Paolo.
Fonti consultate

- Lonely Planet (guida
del Sud Africa, Lesotho e Swaziland)
- Fodor’ s (guida del Sud
Africa)
- www.markos.it/quaderni
- www.satour.co.za
- www.places.co.za
- www2.basshotels.com/holiday-inn
- Portfolio Bed and Breakfast
collection
- Field guide to the mammals
of Southern Africa di Chris e Tilde Stuard