I GIOVANI ASCOLTANO I VECCHI


I giovani ascoltano i vecchi che spiegano loro chi sono e cosa fanno. Una cultura semplice e profonda. Questa acquisizione avviene attraverso la ripetitività dei concetti e delle storie per consentire ai giovani di imprimere nella memoria ogni cosa e ogni vicenda, per passarle, a loro volta, ai propri figli e da questi alle generazioni successive. Così il vecchio indio racconta ai giovani le leggende del loro popolo e, attraverso di loro, insegna gli usi e i costumi e, al contempo, detta le regole del buon comportamento al quale ciascun membro del gruppo si deve adeguare.

Il bambino, oltre che a giocare, deve apprendere a rispettare gli altri. L'eccessiva vivacità e la condotta irritante sono regolati dai genitori attraverso il sarcasmo e l'umiliazione. Può accadere così che un bambino disturbi o faccia il prepotente con i suoi compagni, infischiandosene dei rimproveri dei genitori: a questo punto il padre o la madre lo afferrano, lo immobilizzano e gli tagliano i capelli in modo ridicolo, col risultato che gli altri bambini lo prenderanno in giro per giorni e giorni. Così pure, quando un bambino urla e piange per capriccio, la madre non lo degna di uno sguardo, di modo che, poco dopo, il pianto cessa. L'educazione attraverso le percosse non fa parte della cultura india. Le poche volte in cui qualcuno esagera e batte un bambino succede un putiferio in tutta la tribù e si possono verificare delle vere e proprie risse che causano vittime.

L'altruismo e la generosità sono principii che si apprendono fin dalla più tenera età. È del tutto normale chiedere di avere qualcosa da qualcuno. E quando il vicino vuole un oggetto o un favore lo si asseconda anche se la cosa impone un certo sacrificio. Chi dice sempre di no e non aiuta coloro che sono in difficoltà è considerato come un individuo posseduto dallo Spirito del Male ed è visto dagli altri con commiserazione e pietà.

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