Agosto in Florida con bambini: qualche buon consiglio

di Marco Togna
Florida del Sud in agosto, due adulti e una bambina di quattro anni e mezzo. Sole bruciante, caldo umido tropicale notte e giorno, ogni tanto un breve acquazzone a dare un po’ di respiro (ma dopo ritorna tutto come prima). Il mare sicuramente piacerà agli appassionati delle terme: l’acqua è calda, si rincorrono le piccole correnti fredde per darsi un po’ di refrigerio. Insomma: le spiagge sono bianche, larghe e vuote, la natura è prepotente e verdissima, tutto è comodo e anche bello, ma il clima non è sicuramente il migliore.E allora, cosa fare con una bambina nelle ore più terribili? Ecco qui una decina d’idee, di “attractions” (note e meno note) che abbiamo visitato, selezionate dopo un attento studio a casa: e visto che lo studio di solito paga, sono tutte scelte che ci hanno soddisfatto e che ci fa piacere condividere.

Partiamo dalla fine, cioè dalle Florida Keys. La prima esperienza da non perdere è quella con la Glass Bottom Boat della Key Largo Princess (www.keylargoprincess.com), che si prende appunto a Key Largo (la prima località che s’incontra venendo da Nord), nei pressi dell’Holiday Inn. Il tour (30 euro per gli adulti, 14 per i bambini) dura oltre due ore e si fa con un grande yacht a due piani: il superiore è una terrazza-solarium (con un piccolo bar) da cui è possibile vedere la costa e l’oceano, mentre quello inferiore ha il fondo in vetro, con due grandi “buchi” rettangolari, ognuno di circa 15-20 metri quadrati. Gli adulti restano in piedi appoggiati alla balaustra che circonda i “buchi”, mentre i bambini siedono a terra con le gambe penzoloni sul fondo. Arrivati sulla barriera corallina, dopo una quarantina di minuti di navigazione, inizia lo spettacolo del John Pennekamp Coral Reef State Park (l’unico parco sottomarino degli Stati Uniti): decine e decine di pesci coloratissimi, formazioni coralline e piante acquatiche. Una giovane guida (parlante inglese) di volta in volta che i pesci appaiono sul fondo ne spiega la vita e le caratteristiche, indirizzando gli ospiti anche a guardare alcune creature marine che potrebbero sfuggire a occhi poco “allenati”, e fornendo informazioni a gettito continuo. La sosta sul reef dura 30-40 minuti, un tempo abbastanza lungo per sentirsi soddisfatti. A quel punto si rientra, e tutti si dirigono sul ponte per fare le ultime fotografie.

Il secondo appuntamento è a Islamorada, a meno di 30 chilometri da Key Largo (scendendo verso Sud). Lì si trova il Theater of the Sea (www.theaterofthesea.com), un parco di mammiferi marini nato nel 1946, immerso in un bellissimo giardino di vegetazione tropicale (incredibile è la quantità di orchidee), confinante con la laguna e le mangrovie. Al Theater (ingresso da 19 a 28 euro) è possibile assistere a spettacoli con delfini atlantici e leoni marini (nei quali i bambini vengono coinvolti, con loro grande gioia) e a show con pappagalli; fare un giro in una barca senza fondo per veder giocare i delfini; ammirare tartarughe, alligatori e squali tenuti in grandi vasche di acqua salata (pompata direttamente dall’Oceano Atlantico); seguire un tour informativo sulla vita dei tanti animali ospitati nella struttura (di cui una buona parte sono stati salvati e riabilitati). Alla fine degli spettacoli e delle varie attività si va tutti nella piccola spiaggia privata per bagnarsi in mezzo a decine di pesci. La struttura offre anche una varietà di programmi d’interazione con gli animali (come nuotare assieme alle razze o incontrare i delfini) per varie età e prezzi. Al Theater of the Sea, insomma, le ore si trascorrono in grande piacevolezza, e il divertimento è assicurato.

Dopo altri 130 chilometri, infine, si arriva nella deliziosa Key West . Qui il consiglio (e sarà l’unico riguardo le sistemazioni, ma perché la struttura merita davvero di essere pubblicizzata) è il Lighthouse Court Hotel del gruppo Historic Key West Inns (www.historickeywestinns.com). L’albergo è in pieno centro, sulla Whitehead Street (parallela della Duval Street, che è l’arteria principale della cittadina), accanto al fotografatissimo Bahama Village e di fronte alla casa-museo di Ernest Hemingway. L’architettura è quella tipica di Key West, risalente agli inizi del Novecento: una decina di edifici di uno o due piani, con rivestimenti in legno, tetti in latta e grandi portici tutti aperti. Nel vasto cortile (dove si consuma una buona e generosa colazione, sia dolce sia salata, compresa nel prezzo), posto al centro di tutti questi edifici, ci sono la piscina e il bar, ovunque fiori e alberi tropicali che concedono molta ombra. Le stanze sono davvero belle: la nostra (la J3, ancora ce la ricordiamo) era praticamente un appartamento, composto di piano terra e piccola mansarda, con parquet, cucinetta, balconcino, cabina armadio. Begli gli arredi, comodissimi i servizi (con doccia molto spaziosa). Ovviamente ci sono il wi-fi, l’aria condizionata, i ventilatori al soffitto, la grande televisione a schermo piatto, la cassetta di sicurezza, il parcheggio per l’auto (che però si paga a parte). Insomma, c’è tutto quello che serve, compresa la cortesia e la professionalità di un personale abituato a trattare con viaggiatori che vengono da tutto il mondo. Sì, tutto bello, ma quanto costa? Qui sta la vera sorpresa. I prezzi vanno dai 150 ai 210 euro: considerando quanto siano care Key West e la Florida in generale, e quanto siano comunque alti i prezzi di sistemazioni ben peggiori, il rapporto qualità/prezzo del Lighthouse Court Hotel è davvero notevole.

Da vedere assolutamente sono le Everglades. Un immenso e bellissimo territorio di paludi (che in realtà è un fiume che si muove lentissimo da Nord a Sud), pieno di animali, come gli alligatori e centinaia di specie di uccelli, e piante del tutto particolari. Un’occasione da non perdere per visitare questo patrimonio naturale unico al mondo è quella offerta dal Billie Swamp Safari (www.billieswamp.com) nella riserva naturale di Big Cypress, di proprietà dei nativi americani Seminole. Questa popolazione si stabilì in Florida nel Settecento, fu protagonista di tre guerre contro l’esercito degli Stati Uniti nella prima metà dell’Ottocento, e i suoi discendenti ancora oggi rivendicano con orgoglio di non aver mai firmato accordi e di non essersi mai arresi agli americani. Il Billie Swamp è una bella e grande struttura sita a Clewiston che offre tour tra le paludi, accompagnati da una guida, sia in airboat, la tipica imbarcazione con un’enorme elica dietro (il prezzo è 15 euro, la durata è mezzora), sia in “buggy”, un grande veicolo aperto e sospeso su ruote molto alte (dai 10 ai 20 euro secondo l’età, la durata è un’ora). Nel corso della giornata è anche possibile assistere a spettacoli con serpenti e altri animali, tutti condotti da guide Seminole. La struttura contiene anche un piccolo zoo (con istrici, pappagalli, alligatori, facoceri, capibara, tartarughe, lontre e linci), un ristorante (dove si è mangiato benissimo e a prezzi molto contenuti), un sentiero di circa tre chilometri che s’inoltra nelle paludi e un piccolo villaggio con le case tradizionali (dette chickees, ossia delle piattaforme sopraelevate in legno, aperte da ogni lato e coperte da un tetto di paglia). La giornata si può concludere approfondendo un po’ la storia e la cultura dei Seminole andando al Ah-Tah-Thi-Ki Museum (www.ahtahthiki.com), distante appena sei chilometri. All’inizio un breve filmato introduce al mondo dei Seminole, la visita poi continua attraverso le diverse sale, dove figure a grandezza naturale (organizzate in scene) mostrano le pratiche tradizionali dei nativi americani: dai giochi dei bambini alle cerimonie (come quella del “green corn”, cioè del raccolto annuale del mais), dalle danze alla vita quotidiana. Nel museo sono anche presenti oggetti, tessuti e numerosi pannelli informativi, oltre a opere di artisti Seminole contemporanei. Al di fuori, infine, c’è una lunga passeggiata in un bosco di cipressi che conduce al Ceremonial Grounds e al Living Village, dove è possibile vedere “dal vivo” com’era la vita reale dei nativi americani.



Palm Beach offre un paio di attrazioni davvero interessanti. Iniziamo dal South Florida Science Center and Aquarium (www.sfsciencecenter.org), una struttura educativa dove i bambini possono fare numerose attività, partendo dal principio (che è anche il loro slogan) che “the science is exciting”. Il centro (l’ingresso va dai 9 ai 12 euro) ospita, anzitutto, numerose vasche che mostrano diversi habitat ed eco-sistemi: dal reef corallino agli alligatori, dai cavallucci marini al “mondo nascosto” delle Everglades, dalle tartarughe ai pesci atlantici. Ampia è la parte dei giochi (saranno circa un centinaio) a disposizione dei bambini: si va da quelli ispirati ai principi fondamentali della fisica e della chimica (ad esempio, sulla densità dei solidi e dei liquidi, oppure sull’energia elettrica) a quelli di logica e ragionamento (ad esempio, giochi simili al tetris). Ci sono poi alcune macchine davvero curiose: la “frozen shadow”, che permette di fotografare la propria ombra, o la “hurricane force”, dove in una grande capsula di plastica si sperimenta la velocità del vento negli uragani. Molto interessante è anche l’esposizione dedicata allo spazio, dove si possono vedere meteoriti, rocce lunari e numerosi oggetti della spedizione Apollo 14 del 1971. Vi sono poi una sala con giochi più tradizionali (come le costruzioni o i giochi con l’acqua, e c’è anche un salottino per i genitori dove potersi riposare) rivolta ai bambini più piccoli, un teatro-planetario e, nel cortile, un campo di golf a 18 buche in miniatura. La hall centrale, infine, è dedicata alle esposizioni temporanee: nel nostro periodo c’era “Amazing butterflies”, un’interessante mostra interattiva sulla vita delle farfalle. Al South Florida Science Center and Aquarium, insomma, è possibile passare qualche ora divertendosi e imparando (cosa valida anche per noi adulti).

Dopo poco più di venti chilometri da Palm Beach, andando verso l’interno, si arriva in Africa. Il Lion Country Safari (www.lioncountrysafari.com) di Loxahatchee, nato a metà degli anni sessanta e via via ingrandito nel tempo, è una sorta di “succursale” dei grandi parchi ed è un’occasione unica per osservare la fauna selvatica di quel continente. Il Lion Country (entrata dai 20 ai 30 euro), situato in un’area molto grande (oltre 200 ettari), ospita centinaia di animali divisi per habitat geografici, che riprendono i nomi dei parchi africani (come Serengeti o Hwange) o altri ambienti come la pampa e la foresta indiana. Gli animali sono liberi e tenuti in ottime condizioni, quindi si gira chiusi in auto (all’ingresso viene fornito un cd da ascoltare come guida) per un percorso di 6-7 chilometri. Si possono osservare leoni, rinoceronti, scimpanzé, zebre, giraffe, antilopi, struzzi e moltissimi altri; ad alcune specie (come giraffe, pappagalli, oppure agli animali domestici del “petting zoo”) è possibile dare loro da mangiare. Si ha modo, quindi, soprattutto per chi non ha avuto ancora la fortuna di vederli nei loro luoghi d’origine, di ammirare gli animali da molto vicino, e per i bambini (ma anche per gli adulti) questo è sicuramente motivo di grandi emozioni. La struttura offre parecchie altre cose: minigolf, aree preistoriche (con dinosauri a grandezza naturale), parchi giochi di vario tipo (dalle giostre al “safari splash”, dove ci sono giochi d’acqua per bambini), oppure si possono fare gite in barcone o sul pedalò sul lago Shannalee. Un’esperienza particolare, dunque, che è bene non perdere.

Fort Lauderdale è una cittadina molto piacevole dove hanno sede due strutture che consigliamo caldamente di visitare. La prima è il Museum of Discovery and Science (www.mods.org/home.html), articolata su due piani e piena zeppa di mostre interattive e cose molto interessanti (ingresso dai 10 ai 13 euro). Iniziamo dal piano terra: ci sono un acquario (da rimarcare è sicuramente una parte di barriera corallina attiva in cattività); un habitat per le lontre di fiume nordamericane; una sezione dedicata agli animali preistorici della Florida; un’altra sezione nella quale è ricostruita la storia delle Everglades, provvista anche di un simulatore di corsa in airboat che permette un’esperienza cinematografica davvero singolare (il Museo è anche protagonista di un importante progetto di conservazione di questo patrimonio naturale); una grande sala giochi e la sezione Go Green, dove i bambini imparano (giocando) a riciclare correttamente i rifiuti. La sezione più interessante del piano terra è lo Storm Center, dove si possono fare mille cose: provare il simulatore di uragani, toccare il vortice di un piccolo tornado, costruire una casa robusta, creare nuvole e fulmini. Tante le sorprese anche al primo piano, che è impossibile citarle tutte. Due sono certamente da menzionare: la mostra interattiva “To Fly”, dove ci sono una capsula-teatro in 7D che porta i visitatori in volo nello spazio, un “rover” che permette una passeggiata su Marte e numerosi simulatori di volo su cui è possibile provare l’ebbrezza di pilotare un aereo (come un Airbus o un Cessna); la mostra “Powerful You”, interamente dedicata alla scoperta del corpo umano: attraverso l’utilizzo di giochi e display interattivi, i bambini imparano in modo divertente l’anatomia, le funzioni del cervello e del cuore, la prevenzione delle malattie e le più recenti scoperte tecnologiche per mantenere il corpo in buona salute (impressionanti sono i macchinari che permettono al visitatore di utilizzare la chirurgia robotica, come ad esempio il CyberKnife). C’è molto da fare, insomma, e una mezza giornata passa senza neanche rendersene conto.

La seconda attrazione è il meraviglioso Young At Art Museum (www.youngatartmuseum.org), sito a Davie, a pochi minuti da Fort Lauderdale. La struttura (ingresso da 9 a 12 euro), nata nel 1989 grazie all’intraprendenza delle due fondatrici (Esther e Mindy Shrago), ma rinnovata totalmente nel 2012, è uno dei migliori centri di educazione artistica e culturale per bambini al mondo, come testimoniano i numerosi premi internazionali vinti. La struttura ospita quattro gallerie permanenti (Green Scapes, Culture Scapes, Wonder Scapes e Art Scapes), create in collaborazione con artisti e designer di fama mondiale: nella coloratissima Wonder Scapes, ad esempio, le varie illustrazioni della storia di “Alice nel paese delle meraviglie” del disegnatore DeLoss McGraw prendono forma nella realtà, divenendo spazi e giochi (come la stupenda House & Tea Party o le curiose “sedie vocali”) dove poter rivivere le esperienze della favola. La quantità di cose da fare è enorme: si va dalla riproduzione di una stazione della metropolitana di New York alla struttura-labirinto Wave (raffigurante le onde del mare) percorribile all’interno, alle infinite possibilità di giocare (disegnare il proprio autoritratto, costruire strumenti musicali con materiali riciclati, produrre musica come nel famoso spettacolo Stomp). Il museo, infine, offre gallerie temporanee (durante la nostra visita c’era il Palindrome Park, un’installazione organizzata come un viaggio sensoriale attraverso le forme geometriche, i colori e la natura), numerosi corsi per bambini e ragazzi, una grande biblioteca, uno studio di registrazione e molto altro ancora.

E concludiamo con Miami. In città ovviamente c’è di tutto, quindi consigliamo tre esperienze (tra le tante possibili). Iniziamo dalla gita in barca Bayside Blaster con la Island Queen Cruises (che offre 5-6 tour diversi, tutti sul sito www.islandqueencruises.com). Si prende al Bayside Marketplace (in pieno centro, dove ci sono ristoranti, bar, negozi e spesso musica dal vivo), il biglietto va dai 15 ai 23 euro. Il tour dura un’ora e mezzo, le partenze sono a vari orari. La compagnia di navigazione è molto professionale, la guida del tour è perfettamente bilingue, inglese e spagnolo. La crociera si svolge nella Biscayne Bay e inizia costeggiando Dodge Island, ossia la parte commerciale del porto (si “ammirano” quindi container e gru, che può anche essere interessante vedere da vicino, comunque dura pochi minuti). Ci s’inoltra poi per South Beach e da lì si aprono nuovi scenari: la splendida skyline di Miami, Brickell Key e Fisher Island (sede di condomini super-esclusivi dove si può attraccare soltanto se invitati), la marina di Miami Beach. Ma a suscitare la curiosità di tutti è Millionaire’s Row, la “riva del milionario”, dove si vedono ville hollywodiane e yacht costosissimi che appartengono ai personaggi “rich and famous” dello star system a stelle e strisce: Julio Iglesias e Liz Taylor, Ricky Martin e la “chica dorada” Paulina Rubio, Shaquille O’Neal (ex campione del basket Nba) e Gloria Estefan, e poi ancora rapper, industriali, attrici, fuoriclasse del football americano, cui si aggiungono la casa (piccola, in verità) di Al Capone e la villa in cui fu girato il film Scarface. Il nostro consiglio è di fare la gita al tramonto, la luce è quella migliore per scattare qualche bella fotografia.

Assolutamente da non mancare è quell’angolo di “paradiso terrestre” che prende il nome di Fairchild Tropical Botanic Garden (da rimarcare il sito www.fairchildgarden.org, molto ricco di informazioni). Il giardino è nella bellissima zona di Coral Gables, l’ingresso va dai 10 ai 20 euro. Il Fairchild, aperto al pubblico nel 1938, copre un’area di oltre 30 ettari. Annovera importanti e ampie collezioni di rare piante tropicali, come palme e cycas, oppure alberi magnifici e particolari, come l’albero del sughero, coperto di orchidee (quest’ultime sono ovunque e sono migliaia) e felci, o l’albero del pimento, che odora di cannella, noce moscata e chiodi di garofani mischiati assieme. È davvero difficile descrivere l’armonia dei laghetti e delle cascate, l’estrema cura della natura, i profumi del Fairchild: passeggiando tra i suoi vialetti (ma il giardino si può vedere anche a bordo di un trenino, con un’autista che svolge anche il ruolo di guida), si fa un “pieno” di bellezza che non si può dimenticare. Tra le tante meraviglie va sicuramente menzionata la voliera di farfalle The Wings of the Tropics: un posto incantato dove volano centinaia di farfalle dell’America centrale e meridionale, grandi e colorate (come le famose morphos), creando una sorta di poetico arcobaleno in movimento, immerse per di più in un giardino di orchidee e piante tropicali che si percorre attraverso una passerella. L’ultima annotazione va fatta per la notevole attività di ricerca, laboratorio, educazione e conservazione della biodiversità di cui il Fairchild è protagonista, che ne fanno uno dei più belli, importanti e meritevoli giardini botanici al mondo.

Affacciato sulla pittoresca baia di Biscayne, il parco divertimenti di vita marina Seaquarium (www.miamiseaquarium.com) offre ai visitatori ore di divertimento e di istruzione. Il parco (ingresso dai 30 ai 38 euro) è attivo dal 1955 e annovera anzitutto molti spettacoli, tutti accompagnati da presentazioni didattiche: il più popolare è sicuramente il Flipper Dolphin Show (che si svolge presso la Flipper Lagoon, sede del famoso spettacolo televisivo degli anni sessanta), e poi spettacoli di delfini atlantici, delfini bianchi del Pacifico, orche, leoni marini e foche. Il Seaquarium è molto grande (circa 40 ettari), ha quindi al proprio interno numerose strutture: il Penguin Isle (sede di dieci pinguini africani in via di estinzione), con annessa mostra su questi animali; il Conservation Outpost dedicato alle tartarughe marine; il Manatee Exhibit, dove è possibile ammirare un esemplare di lamantino e conoscere tutto su quest’animale fortemente minacciato; la Discovery Bay, un habitat di mangrovie dove trovano posto tartarughe, alligatori e uccelli selvatici. Vi sono, poi, diversi acquari, dove sono ospitati squali, pesci tropicali e razze (queste ultime sono in una “touch pool”, cioè una vasca in cui è possibile toccarle). Per i bambini, inoltre, vi sono diverse strutture di “gonfiabili” e un bel parco giochi a forma di nave dei pirati (dove si aggirano iguane molto grandi). È possibile, infine, immergersi nelle piscine e “incontrare” gli animali, nuotando e giocando con loro (ovviamente queste esperienze sono pagate a parte).

 

 
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