Brasil

di Virna –
Perché Brasile? Come sempre quando si pensa alle vacanze e si fissa il periodo c’è il “problema” di dove andare. Di posti da vedere ne abbiamo ancora molti, ma cerchiamo sempre di andare al caldo e così, dopo un po’ di consultazioni con il nostro amico Jo di Cesena, che si unirà a noi, abbiamo deciso per il Brasile che dovrebbe riunire caldo e natura.
Il viaggio inizia prima virtualmente con una ricerca approfondita su Internet di tutto ciò che ci potrà essere utile. Dai racconti di viaggio di italiani, inglesi e francesi, ai portali brasiliani, passando dai siti “istituzionali” , enti del turismo o appassionati di questo paese tanto da farci un sito Siamo poi passati alla lettura della Lonely Placet; così, dopo un paio di mesi di preparativi, siamo pronti per partire.
Come sempre i nostri viaggi cominciano con una levataccia.
Pazienza, si dormirà sull’aereo. Torino-Parigi-San Paolo: 12 ore di volo. Costo €. 714. Volo ok, malgrado un’ ora di ritardo, pulmann comodo da aeroporto a Praca de la Repubblica (centro) con 16,50 Reals a testa ( €.1 = 3,45). Dalla piazza andiamo a piedi all’albergo, che non sembra lontano, tanto per sgranchirci le gambe. Arrivati all’Hotel, prenotato via Internet, scopriamo che i nostri amici, con i quali avevamo appuntamento qui poiché partivamo da città diverse…, non ci sono, non sono proprio arrivati, e dire che dovrebbero essere qui dalle 8 di questa mattina….Siamo stupiti e preoccupati. Non sappiamo che fare. Questo pensiero ci accompagna mentre facciamo la doccia e mentre assaggiamo il primo piatto brasiliano, carne asada brasiliana, cioè uno stracotto molto buono e non un arrosto. La birra è ghiacciata. Rientriamo subito in Hotel e facciamo il punto per domani.

19/10/02
Ottima colazione a self service. Alla reception chiediamo se i nostri amici si sono fatti vivi. Nessuna notizia. Per fortuna non ci fanno pagare la stanza prenotata in anticipo e non disdetta……
Iniziamo un giro per SanPa (come la chiamano qui) alla ricerca di un “Internet point” e di agenzie di viaggio che organizzino il giro alle Foz di Iguazù. Da Internet scriviamo a Jo sperando che da dove si trova apra la posta e ci dia sue notizie. Dalle agenzie di viaggio veniamo a sapere quanto costa un “pacate” cioè il pacchetto volo+hotel+tour delle cascate: circa 800 Reals a testa,circa 250 €., abbastanza caro! Chiediamo informazioni anche su Campo Grande, altra destinazione che ci interessa.
Decidiamo di andarci col bus percorrendo la strada della morte!
Partenza alle ore 20 e 16 ore di viaggio da affrontare!
Giriamo un po’ per il centro di San Paolo, dove sono tutti mobilitati per la campagna elettorale che, la prossima settimana, darà loro il nuovo Presidente della Repubblica.
Torniamo in hotel per lasciare la stanza e chiediamo notizie del nostro amico Jo che non si è fatto vivo. La stanza è nostra fino alle 16 così ce la prendiamo comoda. Iintanto inizia a piovere. Prepariamo i bagagli che lasciamo alla reception e lasciamo un biglietto per i nostri amici con l’indirizzo dell’hotel di Foz dove siamo diretti. Facciamo un giro su avenida Sao Juao, arteria principale di San Pa. Ceniamo nuovamente al Doremi con un ottima bistecca alla plancia e birra Brahama gelata, poi ci dirigiamo alla stazione dei bus. Prendiamo il metrò ed arriviamo alla stazione di Tiete con un po’ d’anticipo. Il bus è piuttosto confortevole, con sedili reclinabili, bagno, caffè e acqua a disposizione. Partiamo in orario. La strada, circa 1100 km, non è delle migliori ma noi dormiamo alla grande. Ci svegliamo alle 6,30 quando il bus si ferma per in un Lanchonete (posto di ristoro) per la colazione. Alle 10,30 siamo a Foz.

20/10/02
Prendiamo un bus per il centro e troviamo subito l’hotel: Hotel del Rey, che avevamo scelto sulla guida, e decidiamo di fermarci qui perché l’albergo è bello, pulito ed ha persino una tinozza che loro chiamano piscina.
Lasciamo i bagagli ed andiamo subito a vedere le catarata.
Con un bus ci inoltriamo nel parco nazionale e poi a piedi percorriamo un sentiero che costeggia le cascate. Sono molto estese e di grande effetto. Ci spingiamo fin sotto la cascata del Diablo, dove ci bagnaimo tutti dal momento che la cascata nebulizza una gran quantità d’acqua; ne vale comunque la pena! Noi, per la verità, un impermeabilino ce l’avevamo ma chi ne è sprovvisto può comprarlo sul posto.
Rientrando in albergo, ci attraversa la strada un simpatico tapiro che però non si lascia fotografare. Peccato! Mentre ci prepariamo per un bagno in piscina squilla il telefono; rispondo e dall’altra parte sento: “ciao sono Giovanni”. Meno male accidenti! Non ci speravamo quasi più. Sono arrivati a Foz dopo aver letto il nostro messaggio in hotel a San Paolo. Non ci siamo incontrati perché Jo aveva capito che noi saremmo arrivati il 19 per cui sono venuti a cercarci in hotel la sera del 19 ma noi eravamo già partiti per Foz. Se fossero scesi all’hotel Jandaia che avevo prenotato anche per loro……ma tutto e bene ecc. ecc. Così,dopo le spiegazioni, andiamo a cena nella churrasceria di fronte all’hotel. Il churrasco indica il modo tipico brasiliano di cucinare la carne con dei grandi spadoni che hanno questo nome. I tipi di carne utilizzati sono molti, dalla salciccia al maiale a vari tagli di carne ovina e bovina. Viene servita senza sosta finchè uno dice basta, Prima della carne si possono mangiare verdure crude o cotte in vari modi, la fagiolata che è un altro piatto tipico, salse, pasta condita in vari modi ecc. C’è da mangiare fino a scoppiare!
21/10/02
Mega colazione e poi via verso l’Argentina per vedere le cascate su quel versante. Il bus si ferma alla frontiera, dove ci mettono il timbro sul passaporto, poi ci lasciano all’ingresso del parco. Qui un trenino ci porta nei punti da cui partono i sentieri per le cascate. Da questa parte si arriva direttamente sopra la cascata del Diavolo e la vista è incredibile. Ci sono poi due altri sentieri che permettono la vista da vari punti. Veramente bello! Peccato che oggi faccia freddo e piova. Rientriamo in Brasile e cerchiamo un cambia valute. In città è quasi peggio che in aeroporto: 3,30 Rs per 1$, quando il cambio ufficiale è di 3,80 Rs! Decidiamo di prelevare con il bancomat e, nonostante in ogni banca ci siano diverse postazioni per i prelievi, solo al Banco do Brasil ne troviamo due abilitati per il prelievo con le carte Cirrus Maestro.Ceniamo in un’altra churrascaria “Tropicana”, migliore della prima. Più scelta nel buffet di verdure e più tipi di carne. Un’abbuffata pazzesca. Prima di andare a dormire facciamo una gran chiacchierata col proprietario dell’hotel e la figlia, ottime persone.

22/10/02
Oggi noi andiamo a vedere la centrale idroelettrica di Itapù ed i nostri amici le cascate lato Brasile. Poi insieme faremo un salto in Paraguay . Sì perché Foz è al confine sia con l’Argentina, con cui ha in comune le cascate, sia con il Paraguay, con cui condivide la centrale idroelettrica. Un’occasione da non perdere!
La visita alla centrale, è gratuita e ben organizzata. Con un bus ti portano a vedere questa gigantesca opera di ingegneria che fornisce il 95% di elettricità al Paraguay ed il 25% al Brasile. Ad oggi è la centrale più grande del mondo. Rientrando non troviamo i ns amici così andiamo da soli in Paraguaye, più precisamente, a Ciudad d l’Este. Il Paraguay è definito la Svizzera del Sud America e Ciudad de l’Este è porto franco. Il proprietario dell’Hotel ci ha suggerito di farci un salto e noi seguiamo l’indicazione. La coda per attraversare il ponte che unisce le due città è lunga e lenta. Decidiamo di percorre un pezzo del ponte a piedi ma poi recuperiamo un passaggio poiché ci hanno detto che percorrerlo a piedi può essere pericoloso. La Singapore del sud America è sporca, inquinata, brutta e caotica. E’ un lungo mercato di cose taroccate a fianco di magazzini con cose firmate e di lusso. La nostra opinione è che non c’è convenienza; quindi, dopo un giro sommario ed un altro po’ di coda, rientriamo in Brasile. Segnaliamo comunque che non ci sono controlli di documenti in frontiera, salvo fermare alcune macchine a campione e smontarle completamente.
Ritrovatici tutti e quattro e salutato il gentile albergatore, ci dirigiamo alla stazione dei bus – Rodoviaria – per prendere il bus che ci porterà a Campo Grande, pronuncia Campo Grange. Partenza ore 15 arrivo previsto ore 06,30. Dopo un paio d’ore il bus si ferma e viene sostituito da uno più grande e più confortevole con schienali quasi totalmente allungabili e poggiagambe. Il viaggio è decisamente comodo.

23/10/02
Arrivati a Campo Grande, Mato Grosso do Sul, siamo subito in marcia per cercare un tour operator che ci porti nel Pantanal, la zona acquitrinosa del Brasile, come il nome lascia intendere. Infatti è praticamente impossibile visitare questa regione senza affidarsi ad un agenzia. Dopo aver sondato varie opportunità e prezzi, decidiamo infine per la Pantanal Adventure che, per 280 Rs, offre un pacchetto (pacate) di tre giorni. Partiamo alle 13, dopo aver fatto rifornimento d’acqua che servirà per il radiatore dell’auto che ci deve portare alla “Cabane do lontra”. Arriviamo comunque a destinazione verso le 18. Il posto è spartano. Una decina di palafitte collegate da una passerella posta a circa 6 metri da terra ed una grande capanna utilizzata come spazio comune per mangiare e rilassarsi. Prendiamo possesso della nostra capanna: una stanza con tre letti e il bagno interno. Poco dopo conosciamo Jhonny l’indio che ci farà da guida nelle varie escursioni. Dalla “veranda” il panorama è rilassante, si vede il fiume e molta vegetazione. La cena è un po’ deprimente. Riso in bianco, fagioli, verdure e riso con pollo servite a self service, direttamente dalle pentole di cucina. Molto “basic”. Jo ed Alex scoprono di avere le pulci in stanza e non solo, come da noi, ci sono anche le rane. Decidiamo così, vista l’indisponibilità di altre capanne, di ospitarli da noi dove ci sono 3 letti. I due amici dormiranno in un letto!

24/10/03
I nostri ospiti si svegliano alle 5 poiché la luce entra dalle zanzariere. Sarebbe stato impossibile dormire con gli scuri chiusi, troppo caldo, ci saranno stati 35° ieri!
La colazione è alle 7. Iio resto a letto fino all’ultimo. Jhonny ci fa preparare la polvere di Guaranà, che ha molte proprietà tra cui quella di dare energia. Così dice lui, vedremo …..
Alle 8 si parte su un carro telonato con dei sedili comodi e trainato da un camion. Già a quest’ora il caldo si fa sentire. Nel tragitto sulla “Estrada Parque”, la vecchia “Transpantanal” ci fermiamo a vedere dei caimani e molti uccelli tra cui l’Iburu o Tujujù, un uccello molto grande, simile al Karibù africano, simbolo del Pantanal. Purtroppo, a parte due pappagalli Ara rossi e blu, tipici del Brasile, alcuni Ara blu scuro e qualche trampoliere, non vediamo niente di interessante. Ad un certo punto raggiungiamo una postazione dove ci attendono alcuni cavalli con i quali proseguiamo la passeggiata abbandonando la strada principale. Speriamo di vedere altri animali. Ci divertiamo un po’ spronando i cavalli al trotto ed al galoppo e, visto che per molti di noi è la prima volta, siamo piuttosto soddisfatti. Alle 15,30 rientriamo alla base un po’ delusi per aver visto così pochi animali e ricordando con Jo la notevole differenza tra qui e gli Hatos del Venezuela, posto, tutto sommato, simile. L’Hato el Frio è rimasto nel nostro cuore sia per la confortevole sistemazione sia per la gran quantità di animali visti.
Mentre io preparo il sugo per gli spaghetti sulla cucina a legna del campo che il cuoco, molto gentilmente, mi ha messo a disposizione, i ragazzi fanno un programma per i giorni successivi . I giorni a disposizione non di permetteranno di vedere Olinda e Recife. Dobbiamo andare direttamente a Bahia e rinunciamo anche a ½ giornata di sabato nel Pantanal , ma questo, al momento, non è un gran sacrificio. Gli spaghetti sono ottimi, ne approfittano anche due danesi del ns. gruppo. Tentiamo di convincere Jhonny a farci partire presto l’indomani mattina ma non c’è verso, dal momento che lui sostiene che all’alba non ci sono animali e, quindi, va bene ritrovarsi alle 8.

25/10/02
Dopo colazione si parte con la barca sul rio Miranda alla ricerca di qualche animale ed infatti incrociamo subito dei capibara e qualche caimano, i soliti uccelli fanno da contorno ma nessun tucano o Ara. Il paesaggio è piacevole ma, a differenza di ieri, il cielo è coperto. Raggiungiamo poi una specie di piccola montagna ed a piedi la risaliamo. La salita è molto faticosa ma, per fortuna, abbastanza breve. Dall’alto si gode un bel panorama del Rio Miranda e delle sue dolci anse. La discesa è anche peggio, vista la pendenza, ma ce la facciamo senza problemi. Decidiamo quindi di fermarci a fare il bagno per rinfrescarci e per pescare i piranha. Nel punto prescelto però non c’è molto pesce e così ci spostiamo più avanti dove finalmente, con l’aiuto di Fabiano, nostra guida in questa gita, riusciamo a prendere alcuni di questi terribili pesci ma non a sufficienza perfare una bella frittura. Questi pesci sono molto prelibati. Poi si rientra alla base, un po’ presto per i nostri gusti. Un po’ perché non abbiamo visto molti animali e un po’ perché le escursioni durano solo ½ giornata con inclusa colazione al “sacco”, non siamo molto soddisfatti di questo “pacote pantanero” che ci è costato circa 85 euro, per cui stiamo pensando di rientrareal più presto a Campo Grande. Purtroppo la fortuna non è dalla nostra. Abbiamo preparato i bagagli in attesa del Van che verso le 17-18 doveva portare nuovi turisti ma Jhonny ci dice che arrivano con il bus quindi niente da fare, si parte domani. E dire che avevamo già fatto un sacco di progetti….

26/10/02
Dopo colazione, con la calma tipica di questi posti, ci accompagnano alla fermata dell’ Onibus al Buracho do piranha dove l’autista di un pulmino di pescatori, per 30 Rs a testa, ci accompagna all’aeroporto. Sul pulmino dei pescatori vediamo finalmente dei pesci veramente grandi. Troviamo un volo per Bahia, via San Paolo, e non ce lo facciamo scappare. Il volo fa un ulteriore stop intermedio a Sao Josè. Arrivati all’aeroporto scopriamo che lo zaino di Savio ha una cerniera rotta. Lui reclama con un’addetta ai controllo bagagli ma non risolviamo niente, è stata solo una perdita di tempo. Nel frattempo i nostri amici “trovano” o, meglio, si fanno trovare da un autista abusivo che ci chiede 40 Rs per portarci in città. Alla fine ci porta anche in un hotel di sua conoscenza. Devo dire molto carino, decisamente superiore a quelli che lo costringiamo a vedere prima di arrivare qui. Si chiama Hotel Porto da Barra. Siamo infatti nel quartiere Barra ed è sulla spiaggia, all’inizio dell’Avenida Transatlantica. Ormai è molto tardi, domani scopriremo Bahia.



27/10/02
Il buffet della colazione è discreto: uova strapazzate, formaggio, prosciutto, alcune torte, frutta fresca, succhi di vario genere, marmellata, biscotti, frutta fritta e panckake. Insomma si può iniziare bene la giornata. Decidiamo di andare al Pelourinho , quartiere centrale e coloniale per cui Salvador de Bahia è famosa. Qui si svolge la vita notturna della città. Ci sono un buon numero di chiese barocche tra cui la bellissima Iglesia di Sao Francisco, la più ricca d’oro di tutto il Brasile. Ci andiamo a piedi percorrendo tutta l’Avenida 7 settembre e fermandoci ad ammirare palazzi antichi e scorci panoramici. Qua e là si sente della musica tra il regge e l’afro. Il posto è particolare e finisce con una ripida discesa molto larga verso una piazzetta. Davanti alla porta della chiesa di San Francesco conosciamo Luis che parla italiano e ci racconta un po’ di cose su Bahia, la chiesa ed il Candomblè. Il Candomblè è una religione animista portata dagli schiavi dall’Angola ed adattata e mescolata al cristianesimo. Girovaghiamo per il Pelo, come lo chiamano qui, praticamente tutto il giorno. Si rientra per una doccia e si riparte per andare a vedere la cerimonia del Candomblè in un quartiere popolare di Bahia. La cerimonia si svolge in una costruzione apposita detta Terrano dove gli uomini sono separati dalle donne: al suono di tamburi e canzoni africane un gruppo di donne balla con delle movenze che ricordano il movimento dell’acqua, in onore del dio che viene venerato oggi. La musica è incalzante. C’è una specie di papessa che osserva dal suo trono il rituale. Molto belli i vestiti di pizzi, ricami e crinoline. La seconda parte del cerimoniale è incalzante, ma anche monotona. Le donne, dopo essersi cambiate d’abito, impersonano gli dei. Indossano costumi ancor più ricchi e si muovono quasi in trance. Che dire….? Tra la prima e la seconda parte della cerimonia servono del cibo africano ed una bevanda speziata. Pochissimi i turisti presenti, una decina in totale. Sono tutti locali di ogni etnia, non solo neri. Per noi, che non siamo a conoscenza di usi e costumi, la cosa risulta, alla fine, un po’ noiosa e senza moti significati, ma tutti i presenti erano molto coinvolti, un paio di donne del pubblico sono persino cadute in trance. In ogni caso sono contenta di aver fatto questa esperienza. Tra l’altro la cerimonia non si può né riprendere né fotografare.

28/10/02
Oggi ci separiamo dai nostri amici. Loro vanno a Praia do Forte a far mare, noi restiamo a Salvador per vedere ancora qualcosa. Nostra prima meta è il mercato nuovocce si trova alla base dell’ascensore che porta al Pelurinho e che vende solo artigianato. Qui compriamo magliette e quadretti tipici di Bahia. Roba per turisti insomma. Proseguiamo poi per il mercato di San Joaquim che è invece un vero mercato con frutta, verdura, carne, abbigliamento ed ogni ben di Dio. Il mercato è molto grande e ci perdiamo a curiosare tra le sue viuzze in mezzo a budella di mucca e pesce essiccato, tra papaie e piante medicamentose, tabacco, caffè e fagioli di ogni tipo. Il pomeriggio lo dedichiamo alla Digue de Tororà, un lago artificiale al cui interno sono state poste 8 statue giganti rappresentanti le divinità del Candomblè. Al ritorno sbagliamo onibus e così facciamo un tour nella Bahia dei quartieri poveri, quasi delle favelas. A parte case costruite alla meno peggio una sull’altra e un po’ di sporcizia, niente di particolare da segnalare.
Alla sera ricchissima cena a base di granchio in umido in salsa di cocco, pomodori e peperoncino (non male) e 2 super bistecche da ½ kilo l’una. Fine serata al Pelo con caipirinha alla Locanda da Lua in piazza con musica dal vivo e italiani che corteggiano le brasiliane……. (Molto buone le birre brasiliane servite ghiacciate e messe in un apposito contenitore per conservarne la temperatura: Brahma – Kaiser – Antartika e Skoll).

Considerazione: per il momento il viaggio è andato bene, i brasiliani sono molto gentili e disponibili e quando si riesce ad instaurare un discorso tra il portoghese, lo spagnolo e l’italiano, anche molto chiacchieroni. I posti visti sono belli, a parte un po’ di delusione per il Pantanal,. Mi aspettavo un po’ più di vita notturna a Bahia, ma ho capito che anche qui, come nel resto del mondo, si “vive” il venerdì ed il sabato notte, pare anche il martedì, ma per il resto…..In ogni caso, è una bella città, non caotica, nonostante i quasi 4 milioni di abitanti, pulita e sufficientemente sicura. Tutti i giorni c’è gente in spiaggia che si diverte. Beati loro!

29/10/02
Siamo di partenza, verso le spiagge del sud. Prima tappa del nostro avvicinamento a Rio è Praja Morro di San Paolo. Nei pressi del mercato di Sao Joaquin prendiamo il ferry per Bom Despacio e di qui il bus. Tempo stimato per l’arrivo 2,30 min. circa più 1 ora di lancia. Morro era una fortezza arroccata sul mare, adesso oltre la fortezza si estende una lunga strada cosparsa di ristoranti, negozi e pousada per ogni tasca. Ci sono 4 spiaggie di varia estensione, esposizione al sole e concentrazione di sdraio e baraccotti per bere e mangiare. La quarta spiaggia è la più selvaggia. Il posto non è male, un giusto mix di relax e vita notturna. Facciamo un giro per capire com’è la situazione e, quindi, per 30 Rs a notte, prendiamo due stanze alla Pousada Aradhia, semplici ma ampie e con un bel terrazzo. Qui incontriamo un tipo di Rimini che ci racconta un po’ di cose sul Brasile e su Morro. Visitiamo poi il paesino con vestigia portoghesi. Cena a base di pesce alla bahiana con olio di cocco e dendè .

30/10/02
Già dalle 9 siamo in spiaggia, nella 4° per la precisione. Ci sistemiamo all’ombra di ficus giganti fanno perché qui il sole non scherza! Il mare è un brodo e si sta benissimo in acqua. Tra un bagno e l’altro la giornata scorre pigra. Proviamo uno spiedino di formaggio cotto sulla carbonella e cosparso di origano. Buonissimo! Prima di cena ci concediamo un cocktail di frutta tropicale. Alla sera ci gustiamo il passeggio della fauna locale fatto di belle ragazze, rasta e …turisti.

31/10/02
Ci schiodiamo da Morro con l’unico mezzo possibile via terra: il trattore!
Il viaggio, anche se un po’ scomodo, è interessante perché percorre l’interno dell’isola che ha, prima, una bella foresta di palme, poi una strana vegetazione bassa e secca con bellissime piante ricche di altrettanti bellissimi fiori rosa intenso. Dopo una sosta in una deliziosa spiaggia e l’attraversamento con una piccola barca di un piccolo canale, arriviamo a Boipeba, un’altra isola molto più rustica della precedente, consigliata da Jhonny, la nostra guida del Pantanal, Cerchiamo una pousada ma molte sono chiuse perché è bassa stagione. Per 30 Rs, troviamo, sul porticciolo, quella che fa per noi, “Pousada Nativa”, nuova e pulita. Ci fermiamo poi a mangiare dell’ottimo pesce al forno con patate ed una salsina buonissima. Con calma facciamo un giro dell’isola ed arriviamo in un punto panoramico da cui vediamo tutte le spiagge sottostanti. Rientriamo un po’ stanchi.

01/11/02
Dopo un’abbondante colazione, iniziamo il cammino per le spiagge più belle. Il primo tratto è attraverso la prima spiaggia, si prosegue poi percorrendo un sentiero in mezzo a palme ed alberi con le radici sporgenti: una piccola selva. La prima spiaggia fa una bella ansa, poi si arriva ad una spiaggia lunghissima e, praticamente, deserta. Continuiamo fino a superare un fiume che sfocia nel mare ed arriviamo in un’altra spiaggia. Ritorniamo indietro per rilassarci all’ombra di una palma. La giornata scorre tranquilla interrotta solo da una ricca mangiata di aragoste cucinate, direttamente sulla playa in acqua di mare,da un simpatico vecchietto.

Curiosità: in Brasile pochi fumano. Nei ristoranti è vietato fumare. Sui pacchetti di sigarette le pubblicità contro il fumo sono impressionanti.
I bagni pubblici costano 0.50 rs ma sono puliti e ce ne sono quasi ovunque.
I bus cittadini costano 1,10 Rs, tranne a Rio che costano 1,30, non è poco! A Rio un’ ora di collegamento ad Internet costa dai 5 al 7 Rs a Bahia solo 2,5!

02/11/02
Il primo battello per Valença parte alle 5, così sveglia prima dell’alba.La nostra meta è Portoseguro e poi di li a Trancoso e le sue spiagge. Arrivati alle 9 alla Rodoviaria di Valenia, scopriamo che il bus per Porto Seguo parte alle 12,20! Pazienza! Un sacco di tempo perso In realtà arriva e riparte alle 13,30 e fa fermate ogni momento. Il viaggio diventa una specie di calvario. Anziché le normali 8 ore, ne occorrono quasi 11! Per fortuna sul bus , che nel frattempo si guasta, conosciamo due simpatiche ragazze native di Porto Seguo che, arrivati a destinazione, ci accompagnano ad una discreta ed economica posada (Pousada porto Rainha 25 rs). Dopo aver mangiato qualcosa insieme, nel frattempo si è fatta mezzanotte passata,andiamo alla scoperta della notte segurenha. Grande serata di Axè, musica tipica della regione di Bahia che mischia sonorità africane alla samba, fino all’alba!

03/11/03
Le nostre amiche ci aspettano per condurci in una spiaggia con tanto di insediamento balneare, da far invidia a Rimini, l’”Axè moi” a qualche km da Porto Seguo. Noi, dovendo poi raggiungere Rio ci informiamo su orari di bus ed aerei. Scopriamo così che oggi c’è una promoçao con la Varig: volo diretto per soli 250 Rs. Anche se la partenza è all’alba decidiamo che per noi va bene. Così andiamo allo Axè Moi dove un sacco di gente si diverte con degli animatori che li fanno ballare e giocare e dove delle docce ogni tanto li rinfrescano. Sulla spiaggia si compra di tutto dai bikini ridotti agli spiedini di gamberi arrostiti, dalle collane, alle insalate di frutta, chi fa tatuaggi con l’hennè e chi le treccine, ma il tutto senza infastidire.
Purtroppo la nostra permanenza qui è breve. Ci aspetta l’aereo ed alle 18 siamo già a Rio. Qui scopriamo che i prezzi degli hotel sono molto più alti che a San Paolo per cui per un tugurio si spendono anche 95 Rs. Così, dopo un lungo e faticoso girovagare visti gli zaini, finiamo, per 50 Rs, in un hotel a ore un po’ squallido ma siamo a Copacabana. Siamo esausti! Passeggiata serale sul lungo mare di Copacabana. Malgrado sia domenica sera non c’è poi questa gran vita che ci immaginavamo. Che delusione!

04/11/03
Al mattino prendiamo i nostri zaini decisi a trovare una sistemazione migliore. Per un altro disguido, perdiamo di nuovo i nostri amici. Ci sistemiamo, per 74 Rs a notte, in un hotel degno di questo nome, hotel Paysandù in zona Flamingo. Facciamo un giro per il centro (quartieri centro e cinelandia) dove ammiriamo palazzi ottocenteschi inseriti tra quelli modernissimi, la bellissima Reale Biblioteca Portoghese, la moderna e particolare cattedrale metropolitana ecc.. Con un bus vediamo alcuni quartieri ed a piedi percorriamo il lungomare tra Leblon ed Ipanema e da Ipanema a Copacabana dove un sacco di gente, vista anche la giornata torrida, fa il bagno e si diverte in spiaggia. Non vediamo però le famose signorine super belle con super fisico e costume ridotto.
Passiamo in albergo dai nostri 2 amici che non ci sono e lasciamo un messaggio con le indicazioni per raggiungerci. Ceniamo ottimamente con churrasco misto vicino al ns. hotel. Dopo cena, facendo 2 passi, incontriamo i nostri eroi che, guida alla mano, stanno cercando il ns. hotel Ricongiunti facciamo programmi per domani.

05/11/02
Ci incontriamo sul presto per andare a vedere il Corcovado con il suo Redentore e poi il Pan de Azucar. Ma la giornata è brutta e inizia a piovere. Arrivati alla base della cremagliera del trenino che porta al Cristo, inizia a diluviare. Nella speranza che smetta, passeggiamo lì per un po’. Alle 10 decidiamo che è meglio cambiare programma, tanto non smette. Riprendiamo il bus in direzione di un centro commerciale avvistato in precedenza, scendiamo ad Ipanema, visto che ha smesso di piovere….La giornata prosegue nel passeggio più totale tra un centro commerciale, il museo nazionale di storia, non male, una lavata mega ecc…
Praticamente una giornata persa. Le previsioni dicono che pioverà per 3 giorni! Siamo a posto! Ci rifacciamo con un’ ottima cena a base di picanha, buonissimo pezzo di carne di circa 1 kg. (x 2 ) cucinato tipo rostbeef e servito affettato su una piastra riscaldata.
06/11/02
Continua a piovere e noi andiamo a Paraty! Quattro ore di bus, nella speranza che il tempo migliori. Il panorama è molto suggestivo con un sacco di piccole isole disseminate qua e là e tante belle spiagge. Paraty è una bella cittadina coloniale con case basse, con tocchi di colore ocra o blu su porte e finestre. Le strade sono di grosse pietre di forma diseguale e con una notevole pendenza al centro che fa sì che, quando piove , come adesso, siano molto difficoltose. E’ pieno di negozietti carini in tutti i sensi… e ristoranti molto cari. Girovagando per il paese troviamo una piacevole pousada, Pousada Marendaz 35 Rs. a notte e facciamo qualche acquisto.

07/11/02
Purtroppo, nonostante le previsioni, il tempo non è migliorato, piove a tratti e quindi dopo colazione ed un altro giro per il paese, riprendiamo il bus per Rio. Qui facciamo ancora qualche acquisto e passeggiamo attorno all’hotel.

08/11/02
E’ il nostro ultimo giorno in Brasile, anzi, per meglio dire, la nostra ultima mezza giornata. Sembra che il tempo migliori quindi andiamo al Corcovado. Le nuvole vanno e vengono e quando arriviamo in cima alla montagna di 70 mt., su cui sorge il Redentore, simbolo di Rio nel mondo, la nebbia ci avvolge, poi piove, ma tra una nube e l’altra riusciamo a scattare qualche foto e a vedere il panorama sottostante. Veramente incredibile. Poi è la volta del Pan de Azucar, altro posto famoso. Adesso, per fortuna, il tempo è decisamente migliorato e la vista che godiamo dai due monti uniti dalla teleferica è davvero stupenda. Ma, per noi, il tempo stringe. Dobbiamo tornare in hotel a ritirare il bagaglio e dirigerci all’aeroporto internazionale di Rio Galeano.
La vacanza è praticamente terminata.
Bon viagen! Adeus Brasil!!!

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