L’avventura di una nuova capitale

di Eno Santecchia – 
Sin da piccolo mi ha incuriosito questa città nata dal nulla, l’aver conosciuto Silvia Rocha, viaggiatrice e studiosa brasiliana di lingue che apprezza molto l’Italia, raccontandomi della sua città, mi ha stimolato a scrivere di Brasilia. Una città nata solo 57 anni fa, su decisione governativa, nel cuore dell’altopiano Centrale, per essere la capitale federale del Brasile, quinto Paese più grande del mondo.
Hanno scritto: “È una città che non assomiglia a nessun altra”. Ciò che scrivo si basa su quanto mi ha raccontato e su ricerche da me effettuate.


Brasilia si aggiunge ad altre capitali volute fortemente dall’uomo, e non nate spontaneamente, come El Amarna, Pi Ramses nell’antico Egitto e, più vicino a noi nel tempo, San Pietroburgo, Washington, Canberra e Nuova Delhi.

L’idea di creare una capitale federale posta più al centro della grande nazione sudamericana venne nel 1823 a José Bonifacio de Andrada e Silva e fu prevista nella costituzione del 1891. Si voleva integrare l’immenso e vuoto territorio, redistribuendo in armonia la popolazione. Si racconta che San Giovanni Bosco sognò una sorta di “terra promessa” sulle rive di un lago, tra il 15° e il 20° parallelo. Perciò oggi una chiesa e una cappella sono dedicate a lui.

Fu scelta una regione centro occidentale, l’altopiano con il nome di “Planalto Central” con lievi ondulazioni tra i 1.000 e i 1.200 m s.l.m. ha un’altitudine media di 1.172 m s.l.m. Brasilia ha un clima tropicale e dista, in linea d’aria, oltre 960 chilometri dalla costa atlantica. Nel suo Distretto Federale di oltre 5.800 km quadrati, ricco di acque, scorrono i fiumi: Descoberto, Maranhão, Paranoá, Preto, São Bartolomeu, Sobradinho.

Con lo sbarramento del fiume Paranoá fu creato l’omonimo lago artificiale di circa 40 km quadrati, il suo perimetro è di circa 80 km. Ha anche un grande porto turistico molto frequentato, ed è la terza città della nazione per i natanti intestati.

Il 19 settembre 1956 fu creata “Novacap”, una società pubblica per pianificare la costruzione della nuova capitale; la prima pietra fu posta giovedì 7 settembre 1922 dal presidente Epitacio Da Silva Pessoa, per commemorare l’anniversario del Brasile.

Il maresciallo José Pessoa Cavalcanti de Albuquerque presentò un disegno di legge che fu la base per i progetti di Lucio Costa e del team di architetti guidato dal famoso Oscar Niemeyer. Quest’ultimo progettò in breve tempo tutti gli edifici pubblici e gran parte della nuova città residenziale. Tra i collaboratori l’ingegnere capo Israel Pinheiro da Silva.

Parteciparono alla costruzione di Brasilia lavoratori provenienti da tutte le regioni del Paese, in cerca di migliori condizioni di vita e attratti da una retribuzione più alta. Essi vivevano nella “città libera” (oggi Casco) e a Vila Planalto. Gli edifici di legno sono tuttora conservati e patrimonio storico cittadino.

Giovedì 21 aprile 1960 la struttura di base è pronta e il presidente Joshelino Kubischek può inaugurare la nuova città definita anche “la capitale della speranza”. Terza capitale dopo Salvador e dopo la periferica e sovraffollata Rio de Janeiro , essa riceve in dote la cultura, i costumi e gli accenti di tutto il Brasile.

Poste tra i 6 e i 25 km di distanza si sono sviluppate spontaneamente sedici “città satellite” con una propria amministrazione. Una buona produzione agricola e di pollame sorge nella cintura esterna per il rifornimento della metropoli.

La particolare pianta urbanistica e l’architettura

Secondo il progettista la sua forma è ispirata alla croce latina, ma è interpretata anche in altre forme, come un uccello, un arco e una freccia. Mi è più facile descrivere la pianta urbanistica se vi vediamo un aeroplano. La fusoliera (di 8 km) è un lungo doppio viale che nasce dalla stazione degli autobus, esso costituisce l’asse principale dove vi sorgono le sedi del governo e gli edifici pubblici, mentre le ali, lunghe 6 km, ospitano i quartieri residenziali e le ambasciate. A una delle estremità della fusoliera vi è la piazza dei Tre Poteri, dove sorgono i palazzi del Governo, il Parlamento, la Suprema Corte di Giustizia, la cattedrale e il palazzo dell’Aurora, residenza presidenziale.

La città è divisa in blocchi numerati e settori assegnati alle diverse attività: i superisolati sono unità autonome, secondo i progetti dovevano comprendere asilo, scuola, distretto sanitario, cinema, chiesa, biblioteca e discoteca. Silvia dice, invece, che oggi hanno scuole, palestre, alberghi, attività commerciali e ospedali.

I viali e le strade sono larghi; gli alberi più diffusi sono gli ipê che da luglio a settembre (durante la stagione secca) fanno bella mostra di fiori bianchi, gialli e rosa. Brasilia ospita 124 ambasciate.

Progettata inizialmente per 500.000 abitanti, già dopo cinquanta anni aveva raggiunto due milioni e mezzo di abitanti, al quarto posto nelle città più popolose del Brasile. Oggi ne conta oltre 2.800.000.

Nel 1987 Brasilia è stata riconosciuta patrimonio Culturale dell’Umanità dall’UNESCO, l’unica costruita nel Novecento. Merito di Lucio Costa, progettista urbano, e dell’arch. Oscar Niemeyer, definito anche il “Picasso dell’architettura brasiliana”: ha disegnato i palazzi più importanti raggiungendo l’armonia tra forme, volumi e spazi. Brasilia è famosa per il design architettonico. L’urbanista Lúcio Costa vinse il concorso bandito nel 1957 per il piano urbano della nuova città chiamato “Piano Pilota”. È scritto che Costa pensò a questo progetto in dodici ore, durante una traversata atlantica in nave.

Ogni anno circa un milione di turisti visitano questa città.

L’architettura moderna e il piano urbanistico utopico hanno fatto sì che qualcuno la chiami “Fantasy Island”.



La popolazione è prevalentemente giovane e gli abitanti godono del più alto reddito pro capite in Brasile, più del doppio della media nazionale. Oggi è la più grande città del mondo costruita nel XX secolo e la terza città più ricca del Paese.

Una buona abitudine degli abitanti di Brasilia è ricevere gli amici in casa o nei circoli sociali e sportivi. Vi sono Club di alto livello ai bordi del lago Paranoá, che offre attività sportive e ricreative anche per le famiglie. A sud e a nord del lago c’è una grande concentrazione di piscine di elevato standard qualitativo.

Silvia mi ha scritto: “Sono molto rare sono le abitazioni con pareti in muratura, separano griglie metalliche coperte dal ficus, chiamate “recinti viventi”. Il 99% delle case sulle rive sud e nord del lago hanno una piscina”.

Oggi l’attività economica più importante è la funzione amministrativa. La pianificazione industriale è studiata con molta cura dal governo del Distretto Federale per preservare la vivibilità della città. Sembra si voglia dare la preferenza a industrie ecosostenibili come produzione di software, cinematografia, gemmologia, ecc.

La città nel tempo ha dato i natali a numerose band musicali che hanno segnato la musica brasiliana. Ogni anno vi si svolge il festival del cinema brasiliense. L’autodromo ha preso il nome da Nelson Piquet, tre volte campione del mondo di F1.

Clima

Silvia dice che spesso si schematizza troppo scrivendo che ci sono solo due stagioni: quella secca, da aprile a metà ottobre, e quella piovosa, da metà ottobre ad aprile. Secondo lei il mese più asciutto è agosto, e il più freddo luglio, il resto dell’anno il clima è mite e piacevole, con temperature che oscillano da 22 a 28 gradi, con una media di 24°. Di rado supera i 30°, o scende sotto i 15° gradi centigradi.

La città ha parchi ricchi di vegetazione e ben curati per 32.000 ettari, vi sono anche alberi da frutto, piuttosto rari da noi. Il “Parque da Cidade”, uno dei più grandi del mondo, e gli altri sono molto utilizzati, specialmente durante i week-end e le feste. Il Parco Nazionale è chiamato “Acqua Minerale”.

Silvia mi ha scritto: “Gli ampi prati verdi e giardini colorati alleggeriscono gli edifici che sembrano non avere alcun peso! Le linee architettoniche adottate per le colonne di sostegno e le facciate degli edifici sono di incomparabile bellezza. Le vetrate dei moderni edifici commerciali, rispecchiano la città, moltiplicando il riflesso delle bellissime immagini architettoniche come un sogno futuristico”.

Nel tardo pomeriggio spesso il cielo è bellissimo, spazzolato da forti tonalità di colore in un’immensa armonia cromatica, si ha l’impressione che improvvisamente le luci, le ombre e le forme si materializzino in una navicella spaziale.

Gli edifici pubblici hanno forme moderne e vivaci; seppur nuova, la città ha anche numerosi monumenti. Un edificio “storico” è il Catetinho, la prima residenza ufficiale del Presidente della Repubblica, inaugurato nel 1958, durante la costruzione della città. Salendo sulla Torre della Televisione si può godere di una vista panoramica su tutta la città.

Ufo, ESP e spiritualità

Molte profezie e visioni riguardano questa città, a parere dei veggenti è esposta a forti energie cosmiche. Secondo gli ufologi è anche un campo di atterraggio perfetto per gli extraterrestri. Vi si organizzano periodicamente meeting per studiare come prendere contatto con altre forme di vita dell’universo. Coincidenze cabalistiche, strutturali e storiche di questa città con le altre civiltà, le danno il titolo di capitale della Civiltà del Terzo Millennio, o capitale della Civiltà dell’Acquario.

Si praticano sì tante religioni, che i turisti possono fare una visita guidata della “città mistica”.

Da vedere

Tra le attrazioni più viste vi sono i progetti dell’architetto Niemeyer.

Tra i principali edifici governativi c’è il palazzo Alvorada, attuale residenza ufficiale del Presidente della Repubblica, sulle rive del lago Paranoà.

La piazza dei Tre Poteri, centro della metropoli, è un grande spazio aperto, un laghetto e edifici dedicati appunto ai tre poteri: legislativo (Congresso Nazionale, edificio a forma di H come Humanidade), esecutivo (Palazzo Planalto, sede del Governo) e giudiziario (Tribunale Federale).

Il museo Nazionale della Repubblica ha un auditorium, ove si tengono mostre d’arte contemporanea.

Complesso Culturale della Repubblica, inaugurato nel 2006.

Il museo d’Arte di Brasilia è dedicato all’arte moderna.

Museo Living della memoria Candanga, con le ricchezze indigene brasiliane.

Il teatro nazionale “Claudio Santoro” a forma di piramide tronca.

Il Memorial JK, inaugurato nel 1981: possiede molti oggetti personali del presidente (O Fundador) chiamato anche il “poeta dei lavori pubblici”.

Il ponte Joshelino Kubischek, noto come “JK”, opera dell’arch. Alexandre Chan, fu inaugurato nel 2002 e premiato a livello internazionale.

Cattedrale metropolitana “Regina della Pace”, opera di Niemeyer, inaugurata nel 1970, decorata con vetrate; all’esterno ci sono quattro grandi statue che raffigurano gli Evangelisti.

Santuario di Don Bosco.

Il tempio della Buona Volontà.

Parco Nazionale di Brasilia, chiamato “Acqua Minerale”.

Parco Dona Sarah Kubischek.

Il Giardino Botanico.

Zoo di Brasilia.

Per quanto riguarda i servizi, Silvia dice che esiste una sola linea della metropolitana ed è lenta; il servizio di autobus non è efficiente; non ci sono tram.

La città ha tanti hotel a 4 o 5 stelle; i taxi ufficiali sono di colore bianco; c’è anche un elicottero turistico.

A due specifiche domande Silvia risponde: “Oltre ai più conosciuti ortaggi, i principali prodotti agricoli coltivati sono: caffè, guava, fragola, arancia, papaya, mango, mais, soia”. “I frutti tipici del Cerrado sono: ananas, buriti, guariroba, jabuticaba, murici e pequi”.

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di Eno Santecchia

 

 
Commenti
Chiara Palmieri

Articolo ottimo, interessante, esaustivo. Scritto in modo chiaro, facilmente fruibile da tutti. Ricco d’informazioni ottenute da testimonianze verbali, accurate ricerche, cultura personale e professionalità . Le descrizioni minuziose e dettagliate, spaziano a 360 gradi. Complimenti allo scrittore!

Eccellente Eno. Mi è davvero piaciuto. Grazie mille per aver scritto della mia bellissima città.

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