Quella risata

di Mimma – 
Alle 10,00 del mattino il sole picchia e le due borse piene di indumenti per bambini che abbiamo portato dall’Italia da lasciare alla missione delle Suore Apostole del Sacro Cuore, pesano … ma quel sorriso non si fa attendere per molto.
Eccola Suor Ester che cerca di farsi spazio fra le persone. Sorride mentre viene verso di me e agita la mano per salutarmi: bon arrivés mi dice in francese con spiccatissimo accento napoletano.
Il suo sorriso e i suoi occhi hanno la stessa luminosità. Il suo entusiasmo è travolgente.
E continua … “come stai, cosa mi racconti…”.

Per tutto il tragitto per arrivare da Ouagadougou, la capitale del Burkina-Faso dove è venuta a prendermi, alla missione di Boussé, un villaggio a circa 50km, ci siamo raccontati le nostre vicissitudine e i nostri progetti per il presente e per il futuro. La sua determinazione supera di gran lunga la mia!
… Il cancello della missione si spalanca, parcheggiamo l’auto vicino all’entrata.

Com’è diverso il paesaggio ora da quello visto nel mese di agosto. Sei mesi fa era la stagione delle piogge e il verde degli alberi, del prato era raggiante. C’erano i vasi pieni di fiori, l’orto pieno di verdure … un’ arcobaleno ricco di colori.
Ora sembra che sia passato di qui Nerone … tutto bruciato … tutto secco. Da Ottobre a Maggio non piove mai in questa zona dell’Africa e il caldo in certi periodi supera i 40 gradi.
E’ la pioggia che qui regola la vita …. non solo della vegetazione anche quella umana.
Mi dice Suor Ester che fra qualche settimana le scorte di miglio e riso inizieranno a scarseggiare … e la fame diventerà grande com’è grande il cielo che ci sovrasta.
Il vento caldo che soffia in questo periodo l’harmattan porta con sé solo sabbia e non soluzioni. E questa sabbia arriva a coprire le nostre coscienze, la coscienza di chi ha in mano il potere. E in nome di questo potere si mettono a tacere le coscienze del mondo.



… Fra di noi c’è un attimo di silenzio ma che fa tanto rumore.
Come scrive Gregory David Robert nel suo libro Shantaram “i silenzi possono ferire come una frustata … eppure a volte rimanere in silenzio è l’unico modo per manifestare la verità”.
Riprende la parola Suor Ester e mi racconta storie da lei vissute che sembrano tratte da un libro di fantascienza tanto sono al di fuori della nostra dimensione di vita occidentale … “…l’altro giorno, una signora con un neonato, avvolto in un cencio, di pochi giorni, che piangeva con singhiozzo viene alla missione e mi dice: “Suora sono venuta a lasciare questo bambino perché non vuole morire”. E perché deve morire? le domando. E la donna mi dice: “suora lui deve morire perché è un’altra bocca da sfamare…”.
Suor Ester continua a descrive i particolari, è dovuta andare dalla polizia che ha minacciato la donna e comunque ha dovuto promettere alla madre che la missione avrebbe pensato al mantenimento del piccolo.

“Qui la realtà è dura” conclude Suor Ester dopo avermi raccontato altre storie da lei vissute.
Davanti ad un piatto di pasta parliamo e organizziamo al meglio il progetto di sostegno a distanza. Non costa molto. Devo parlarne a più persone possibili … non può continuare questa indifferenza! Basterebbe un piccolo sforzo per ottenere grandi risultati … sembra impossibile ma meno di 0,50 centesimi al giorno aiutano una vita a vivere!
Le sue origini napoletane l’aiutano a raccontare le cose con quel tipico tocco di comicità … ride e ci fa ridere.
Parla, parla Suor Ester ma quasi non l’ascolto più … mi concentro sulla sua figura, su quel sorriso caldo e avvolgente che non ha niente da invidiare al sole dell’Africa.
Guardo una donna, una donna di grande spessore …

Il vento caldo sta aumentando … e la quantità di polvere che riesce ad alzare arriva anche sotto questo pergolato … avvolge quella risata … e distoglie i miei pensieri …

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