Camino de Santiago

di Michelina e Stefano –
Camino di Santiago… 800 Km a piedi che dalla Francia percorrendo tutto il nord della Spagna, sulle orme degli antichi pellegrini medievali, attraverso la Navarra, la Rjoca, Castilla-Leon e la Galizia porta a Santiago di Compostela dove nella grande Cattedrale barocca riposano, secondo la tradizione, le reliquie dell’Apostolo Giacomo. L’idea nasce da molto tempo senza concretizzarsi finché quest’anno il ritrovamento in una libreria di una guida fa scattare la decisione. viaggio lungo il Camino de SantiagoMia moglie, Michelina, è d’accordo: si può tentare. Frequentiamo la montagna da anni, siamo abbastanza allenati, però siamo comunque un po’ preoccupati; camminare per oltre un mese per più di 20 Km al giorno con una zaino pesante è qualcosa che non abbiamo mai fatto,e l’età certo non ci aiuta visto che io ho 65 anni e mia moglie quasi sessanta.
Ne parlo con l’amico Giorgio che lavora nell’abbigliamento sportivo il quale entusiasticamente ci incita a provare fornendoci in più tutto l’abbigliamento necessario della Vaude,compresi gli zaini, e pedule della Meindle.
E’ fatta non si ci ripensa più e si parte.
Il 26 Agosto dopo aver passato la notte in treno, arriviamo nel primo pomeriggio a St.Jean Pied de Port, piccolo paese francese ai piedi dei Pirenei da dove parte la via Francese per Santiago. Visita all’ufficio di accoglienza dei pellegrini per il timbro di partenza sulle credenziali e dopo una buona cena e dormita il 27 mattina siamo pronti ad iniziare la nostra avventura.
Il tempo non è buono, ci consigliano di fare il percorso di fondovalle che comunque deve superare un dislivello di circa 900 mt per arrivare all’alto di Ibagneta (dove c’è la stele che ricorda la morte di Rolando) per poi scendere a Roncisvalle. Siamo accolti nell’albergue; in serata nella chiesa della Collegiata assistiamo ad una suggestiva benedizione del pellegrino. Cena e a letto.
La prima tappa è passata, il timore dello zaino è svanito: si porta veramente bene, la struttura permette la distribuzione del peso in modo molto efficiente senza gravare sulle spalle. Siamo più tranquilli e fiduciosi
Nei giorni seguenti le tappe si susseguono attraversando la verde, bella e pulita Navarra. Si passano i bei paesi di Puente la Reina, Estella, Los Arcos, Logrono e soprattutto la bella città di Pamplona con le sue chiese ,palazzi, strade e piazze diventate famose per la corsa dei tori.
Siamo al sesto giorno di marcia, abbiamo percorso 140 Km.
Il morale è buono non siamo stanchi, anche se i piedi cominciano ad essere indolenziti. Fa molto caldo e questo rende la marcia più faticosa. Occorre partire molto presto al mattino.
Lasciata la Navarra il nostro cammino ci porta ad attraversare la regione della Rioja ricca di splendidi vigneti che talvolta deliziano il nostro palato con qualche grappolo d’uva matura.
Il percorso si snoda attraverso i paesi di Viana, Navarrete, Najera, San Domingo de la Calzada, Belorado fino ad arrivare a Burgos, dove nell’albergue municipale ci viene offerta un’ottima zuppa d’aglio.

Sono tutti luoghi le cui splendide chiese parlano di storie millenarie,dove la leggenda si intreccia con la realtà in un misticismo suggestivo. Le persone sono gentili e l’accoglienza ai pellegrini è sentita quasi come un piacevole dovere.
Cosa dire di fronte all’imponenza della cattedrale di Burgos? Si rimane immobili a guardarla increduli che sia opera dell’uomo.
Siamo al dodicesimo giorno di cammino, abbiamo percorso circa 290 Km
La stanchezza inizia a farsi sentire. Fa sempre più caldo, Michelina ha un dolore fastidioso al ginocchio destro. Io fortunatamente non ho ancora problemi di questo tipo.
L’abbigliamento è ottimo, anche con il caldo i pantaloni e la camicia sono freschi e dopo averli lavati asciugano rapidamente. Gli albergue sono un po’ spartani, ma c’è tutto ciò che serve per lavare e farsi da mangiare per chi lo desidera, in più nella quasi maggioranza esiste una postazione Internet che ti permette di comunicare con gli amici.
Ci allietano le cenette serali nei vari localini dei paesi dove con 8 euro si mangia bene e abbondante.
Lasciato Burgos inizia la parte più monotona del camino: ”las mesetas “.
Le Mesetas sono altipiani a circa 800 mt di altitudine coltivati a grano. Sembra di camminare in un deserto dove al posto della sabbia ci sono sterminati campi di grano, di stoppie per la precisione.
Non ci sono punti di riferimento. L’occhio spazia fino all’orrizonte senza vedere altro che una infinita distesa di campi. Ci sono pochi paesi, che si nascondono alla vista perchè sorgono negli avallamenti, con case di fango e paglia: sembra di ritornare indietro nel tempo.
Camminiamo per tre giorni attraversando i paesi di Hornillos del Camino, Castrojeriz e Fromista.
Fa un caldo insopportabile, bisogna partire quando è ancora notte con la pila frontale e fortunatamente con la luna piena.
Naturalmente non mancano belle chiese romaniche che in contrasto con la realtà fanno pensare a antichi tempi migliori.
Dopo Fromista le tappe si susseguono un po’ monotone tutte in piano attraverso campi: si passano i paesi di Carrion de los Condes, famosa per le sue mura difensive e le chiese; Terradillos de los Templarios, fino ad arrivare a Sahagun, citta’ dal passato importante definita la Cluny di Spagna per le sue abbazie.
Si prosegue con tappe piane e facili per i paesi di El burgo Ranero, Mansillas de las Mulas, fino ad arrivare nella città di Leon dove troviamo alloggio in un ottimo albergue municipale.
Leon come Burgos meriterebbe di sostare più a lungo: il centro storico è un susseguirsi di palazzi mediovali e chiese millenarie tra cui troneggia l’imponente cattedrale gotica di Santa Maria la Regla le cui vetrate semplicemente meravigliose lasciano stupefatto il visitatore.

Camminiamo da 21 giorni. Abbiamo percorso 476 Km.
Siamo stanchi, il ginocchio di Michelina non migliora nonostante una fascia elastica.
I piedi nonostante le ottime pedule sono indolenziti, ma non hanno vesciche. Fortunatamente non fa più tanto caldo. Santiago è ancora lontana.
L’uscita da Leon è lunga e noiosa, ma poi si entra nel “paramo” che è la tipica campagna leonese, piana e verdeggiante e il cammino diventa gradevole.
Dopo due giorni di marcia, passando per il bel paese di Hospital de Orbigo, famoso per il suo ponte romano, si arriva ad Astorga. Troviamo posto nell’albergue delle suore (uno dei migliori ).
Visitiamo la bella cattedrale di Santa Maria, il palazzo del Vescovo e i resti romani.
Lasciata Astorga l’orizzonte, che per giorni è stato piatto e monotono, diventa irregolare seguendo il profilo dei monti di Leon.
Si passa da Rabanal, si raggiunge la Cruz de Hierro e un poco più avanti il punto più alto del Camino (1517 mt).
Dopo aver pernottato a El Acebo, proseguiamo per Ponferrada.
Il tempo è cambiato: piove e fa freddo.



Siamo in cammino da 27 giorni. A volte ci sentiamo un po’ scoraggiati perché siamo stanchi e indolenziti, il ginocchio di Michelina non migliora. La pioggia rende tutto più difficile. Ma la meta non è poi così lontana: mancano “solo” 270 Km a Santiago e le E-mails di incitamento degli amici a casa ci aiutano a superare la crisi.
Ponferrada, capitale del Bierzo, è famosa per il suo bellissimo castello dei Templari, che purtroppo non abbiamo potuto visitare perché erano in corso lavori di restauro.
Lasciamo Ponferrada, percorriamo la valle del Bierzo ricca di vigneti, e raggiungiamo Villafranca, dove la leggenda dice essersi fermato San Francesco nel suo pellegrinaggio a Santiago.
Le tappe proseguono verso il paese di Ruitelan e il famoso O Cebreiro, uno dei luoghi più suggestivi del Cammino. O Cebreiro è un paesino di montagna famoso per la leggenda del miracolo dell’Eucarestia. Caratteristiche sono le antiche case dei pastori le “Pallozas” costruite in pietra e paglia. Avremmo dovuto proseguire nella tappa, ma una forte tempesta ci ha costretto a fermarci.
Sono quattro giorni che piove.

Lasciato O Cebreiro, siamo ormai in Galizia, andiamo verso Triacastela per proseguire con un’altra tappa fino a Sarria, percorrendo la variante che ci porta a Samos dove visitiamo il più grande monastero di Spagna. Il paesaggio è completamente cambiato. Si attraversano boschi e pascoli molto verdi in un continuo saliscendi attraverso le colline. Peccato che continua a piovere.
Siamo sempre più stanchi, ma ormai siamo quasi alla fine. Continuamo a percorrere il Cammino attraverso i boschi della Galizia. A Ferreiros una pietra miliare ci avverte che mancano 100 Km a Santiago. Ancora pochi giorni e siamo arrivati!
Percorriamo le tappe che tra sali e scendi, sempre attraverso pascoli e boschi, resi fradici e fangosi dalle continue pioggie, portano a Portomarin, Palas del Rey, Melide, Arzua e Arca.
Nell’albergue di Arca pensiamo che ci aspetta l’ultima tappa del Cammino. Domani arriveremo a Santiago.
La giornata, purtroppo, si presenta piovosa come le precedenti. Occorre partire presto per essere a Santiago prima di mezzogiorno in modo da poter assistere alla benedizione del pellegrino nella cattedrale. La tappa si svolge tra saliscendi attraverso le colline. Piove sempre più fitto, ma l’avvicinarsi di Santiago ci dà nuova energia e entusiasmo.
Dopo aver superato il paese di Lavacolla inizia la salita al monte del Gozo. Il monte Gozo è una località particolare del cammino, da sempre i pellegrini vedono dall’alto di questo colle per la prima volta Santiago. E’ emozionante! Mancano ancora pochi km ,ma con il cuore si è già arrivati.
Iniziamo la discesa e con entusiasmo ci avviciniamo a Santiago.
L’attraversamento della città è un po’ lungo, ma finalmente arriviamo alla Puerta del Cammino e da lì in breve siamo sulla grande piazza antistante la Cattedrale. Siamo arrivati! Il Cammino è terminato!
Si dimentica le fatiche e i dolori, ora è il momento della gioia. La funzione che termina con la benedizione del Pellegrino è suggestiva. Il grande turibolo “botafumeiro” ondeggia lungo la navata della cattedrale come un grande abbraccio che ci avvolge.
Dopo aver ottenuto la Compostela , ed esserci riposati in un albergo, iniziamo la visita della città. Continua a piovere. Per due giorni cerchiamo di vedere il più possibile: la cattedrale, maestosa nel suo stile barocco; il palazzo de Gelmirez, l’Hostal de los Reges Catolicos che un tempo dava rifugio ai pellegrini e oggi è uno degli hotel più lussuosi di Spagna; il convento e la Chiesa di San Francesco.Ci vorrebbe molto più tempo per visitare tutto quello che di storico e artistico offre Santiago, ma è ora di pensare al ritorno. Un po’ di shopping nei caratteristici negozi e dopo aver degustato l’ottimo polpo alla Gallega un aereo ci porta a Madrid e poi in Italia.

Abbiamo camminato per 37 giorni, ma ne è valsa la pena
Genova, 03 Ottobre 2006
Michelina e Stefano

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