Camino Real – Perù e Bolivia

di Aldo Lardizzone –
Il nostro viaggio comincia da Lima, capitale del Perù fondata dagli spagnoli nel 1535.
Nella centralissima plaza de Armas si trova il palazzo del governo dove, ogni giorno alle 12 in punto, si svolge il cambio della guardia.
Oltre al palazzo governativo la piazza, completamente rinnovata, presenta una serie di costruzioni in stile coloniale tra i quali spicca la cattedrale dalla facciata piuttosto austera.
A Lima le giornate di sole sono molto rare e concentrate in pochi mesi dell’anno.
Qui dodici milioni di abitanti vivono sotto la garua, una pioggerella proveniente dal mare continua e impalpabile.

ISOLE BALLESTAS

Lasciamo Lima per raggiungere Pisco da dove ci imbarchiamo per le isole Ballestas.

Ammiriamo dapprima la candelabra una immensa figura tracciata sul fianco della collina e visibile solo dal mare.
Le sue origini e il suo significato ad oggi restano solo ipotesi.

Continuiamo la navigazione a bordo della nostra lancia e raggiungiamo le isole Ballestas definite a volte come le piccole Galapagos.

Le Ballestas sono caratterizzate da spettacolari grotte e cavità formatesi con l’erosione.

Girando intorno a questi isolotti riusciamo scorgere con molta facilità animali di ogni tipo: pinguini, leoni marini, foche e svariate specie di uccelli acquatici produttori di guano.

Anche se fa freddo, il cielo è coperto e siamo avvolti dalla garua ci riteniamo fortunati in quanto spesso non è possibile effettuare questa escursione per via del mare molto mosso.

Dopo due ore siamo di ritorno sulla terra ferma e già pregustiamo l’idea di bere qualche cosa di caldo in uno dei tanti locali del porto.

HUACACHINA

Un palmeto e un laghetto costituiscono l’oasi di Huacachina situata poco distante da Pisco.
Tutto intorno all’oasi vi sono dune di sabbia finissima simili a quelle che si trovano nel deserto algerino.

NASCA

La prossima tappa è Nasca dove voleremo sulle misteriose linee.

In una pampa arida sono tracciate delle gigantesce figure estese per decine di chilometri e l’unico modo per poterle osservare è volarci sopra con un piccolo aereo.

Lo spettacolo della zona desertica è molto bello anche se, a causa del sole a mezzogiorno, ne gode di più l’occhio umano che quello della telecamera.

Nonostante ciò ecco l’immagine del Colibrì.

Vediamo* una mappa animata della zona per meglio comprendere la posizione di queste strane figure, tracciate probabilmente tra il 300 e il 900 d.C.

Le ipotesi sono tante ma non vi è alcuna certezza sulle loro origini. Qualcuno ha riconosciuto un calendario astronomico, altri hanno ipotizzato che fossero delle linee d’atterraggio per le astronavi extraterrestri. (nelle immagini si vedono: il Condor; la Scimmia; l’Astronauta; l’Albero; l’Alcatraz; il Ragno).

Dopo mezz’ora di volo rientriamo in aeroporto arricchiti di un’esperienza unica.

CHAUCHILLA

A venti chilometri a sud da Nasca c’è il suggestivo cimitero di Chauchilla.

Il cimitero di epoca preincaica è caratterizzato da autentiche mummie portate alla luce dai saccheggiatori di tombe.

L’ambiente desertico è reso piuttosto spettrale dalle ossa e da tutti frammenti venuti alla luce dalle tombe.

VERSO AREQUIPA

Lasciamo la zona di Nasca e partiamo alla volta di Arequipa percorrendo la solita Panamericana sur.

Un lungo viaggio di circa dieci ore che ci riserva delle forti sensazioni: un paesaggio magico con ambienti naturali sempre diversi

Arequipa è situata a 3.200 mt. d’altitudine ai piedi del Misti, un gigantesco vulcano spento.

Iniziamo la scoperta della città visitando la Recoleta un piccolo convento francescano fondato nel 1648.

La nostra visita di Arequipa continua con il monastero di Santa Catalina; un’autentica città nella città con abitazioni, strade, piazze e chiostri.

Fondato nel 1580 è stato il convento di clausura per le eredi delle ricche famiglie spagnole, queste vi prendevano i voti portando una ricca dote.

La massiccia architettura che ricorda più una fortezza che un convento è addolcita dai colori delle mura.

Concludiamo il giro all’interno del convento con la visita delle immense cucine scurite da secoli di fumo.

Lasciamo Santa Catalina e andiamo un po’ in giro per la città; vediamo dapprima la Compagnia, chiesa gesuitica del XVII° secolo e poco vicino ci troviamo nella bella plaza de Armas con la sua doppia fila di portici e la cattedrale.

Arequipa è la seconda città del Perù ma contrariamente alla prima è bella, moderna e storica; viene pulita, lavata e rassettata tutti giorni.

Nel museo Andinos di Arequipa si può ammirare la mummia di Juanita, una ragazzina tredicenne sacrificata al Dio Sole.
Dopo più di 500 anni è stata ritrovata nel 1995 sul vulcano Ampato a oltre 6.000 metri.

VERSO IL COLCA CANYON

Da Arequipa partiamo alla volta del Colca Canyon.
Lungo la strada ci fermiamo più volte per ammirare i fantastici paesaggi andini e gli animali in libertà: i lama, le vigogne e gli alpaca.

Vediamo Salinas y Aguada blanca.

Man mano che avanziamo saliamo sempre più di quota fino ad arrivare al passo di Patapampa, qui facciamo una sosta per acclimatarci; ne approfittiamo per bere un caldo mate de coca e fare un po’ di shopping.

Arriviamo a Chivay, siamo a quota 3.650 mt. e il soroche, il mal d’altitudine, si fa sentire in molti di noi.

Per calmare un po’ il mal di testa proviamo con un bagno nelle acque calde delle terme.

Il mattino dopo partiamo alla buon’ora in direzione del Colca canyon.
Lungo la strada facciamo una breve sosta a Yanque.



COLCA CANYON

Siamo alla croce (cruz) del condor, punto panoramico a strapiombo sul canyon.
Qui restiamo in attesa di vedere volare i maestosi condor.

Non appena l’aria del mattino comincia a riscaldarsi si levano in volo diversi esemplari.

Lo spettacolo con lo sfondo del canyon secondo al mondo per profondità è davvero unico.

LAGO TITICACA

Da Puno ci imbarchiamo per l’escursione al lago Titicaca: è situato tra il Perù e la Bolivia ad una quota di 3800 mt. e si estende per circa 8000 kmq.
È il lago navigabile più alto al mondo.

Il lago è anche caratteristico per le sue isole galleggianti, meglio conosciute col nome Uros.

Si tratta di realizzazioni fatte dall’uomo intrecciando le canne.
Le isole rimangono ancorate al fondo tramite pali di eucalipto.

Anche se ormai le isole sono solo un’attrazione turistica e nessuno le occupa più per viverci, è sempre molto interessante fermarsi per darci un’occhiata.

Dopo un paio d’ore di navigazione siamo al porto dell’isola di Amantanì dove sul molo troviamo ad attenderci le famiglie che ci ospiteranno nelle loro case.

L’isola è un vero paradiso e sembra di essere tornati indietro nel tempo di parecchi secoli.

Anche la casa dove alloggiamo ha una vista mozzafiato sul lago.

Socializziamo un po’ con la padrona di casa mentre prepara il pranzo, cucinando con la legna.

Mangiamo una semplice zuppa e subito dopo andiamo in giro alla scoperta dell’isola.

Facciamo un’escursione che ci porta fino al punto più alto dell’isola ed anche se il dislivello non è eccessivo, camminare a queste altitudini è un’impresa abbastanza faticosa.

Arriamo alle rovine del tempio consacrato alla Pachamama, la dea della terra, da dove si gode un panorama a 360 gradi.

A sera veniamo invitati ad una festa in nostro onore e per l’occasione vestiamo gli abiti tipici del luogo.

Il mattino dopo partiamo a malincuore dall’isola.

Dopo un’ora di navigazione arriviamo sull’isola di Taquile, più grande e più turistica rispetto ad Amantanì.

Facciamo una bella passeggiata lungo un sentiero che attraversa l’isola per tutta la sua lunghezza, fermandoci per un po’ nella piazza centrale.

Arriviamo così ad un secondo porto, opposto a quello dove siamo approdati, qui troviamo ad attendenderci la nostra barca che questa volta fa rotta in direzione di Puno.

SILLUSTANI (Puno)

Nei pressi di Puno visitiamo il sito di Sillustani: un cimitero delle epoche incaia e preincaica dove si trovano alcune tombe funerarie chiamate chulpas.

Ritornando verso Puno non manchiamo di fermarci presso l’abitazione di una famiglia.

Qui assaggiamo qualche loro prodotto e ci intratteniamo un po’ per conoscerne gli usi.

COPACABANA

Lasciamo per il momento il Perù per fare una capatina in Bolivia.

Appena superato il confine ci fermiamo nella cittadina di Copacabana più per una sosta tecnica che per un interesse culturale.

Veniamo invece attratti dalla vivacità della cittadina che, proprio in questi giorni, è meta di pellegrinaggi.

Visitiamo la cattedrale dedicata alla Vergine.

All’interno si sta svolgendo la santa messa in lingua spagnola e percepiamo subito la venerazione che i devoti hanno per la Vergine.

In un locale a fianco alla chiesa assistiamo ad un rito per noi poco comprensibile.

Da quello che siamo riusciti a capire i devoti richiedono delle grazie alla vergine sia pregando e accendendo candele che disegnando con la cera la loro richiesta.

VERSO LA PAZ

Viaggiando verso La Paz la nostra attenzione è ancora una volta catturata dal panorama e come sempre la vista sul lago e sulle vette andine è meravigliosa.

La strada per La Paz ad un certo punto è interrotta dallo stretto di Tiquina.

I mezzi traghettano su delle chiatte galleggianti e le persone su delle piccole imbarcazioni.

In pochi minuti siamo di nuovo a terra.

Dalla sponda ormai conquistata assistiamo al traghettamento del nostro pulmino, e poco dopo anch’esso arriva sano e salvo.

LA PAZ

Eccoci a La Paz.
Ancora una volta lo spettacolo è unico.
La capitale più alta al mondo è tutta sotto ai nostri occhi.

Sullo sfondo è l’Illimani a darci il benvenuto.

La città è adagiata in un canyon che va dai 3 ai 4 mila metri, facendo così registrare mille metri di dislivello tra il centro e la periferia.

La chiesa di San Francisco è il più bel edificio coloniale della città.

Le vie tutt’intorno sono un unico grande mercato colorato.

Il centro è caratterizzato dalla plaza Murrillo, con la cattedrale e il palazzo presidenziale.

A 12 chilometri dal centro della città si trova la Valle della luna, un canyon di roccia friabile con sentieri e torrioni molto particolari formatesi con l’erosione provocata dall’acqua.

Partiamo per un’escursione che ci porterà a toccare la quota più alta di tutto il viaggio.

Lungo la strada ci accompagnano le belle immagini del paesaggio andino e degli animali tipici di questi luoghi.

Con il pullman che arranca raggiungiamo il rifugio del Club andino del Chacaltaya.

Da qui proseguendo a piedi molto lentamente copriamo in un’ora un ulteriore dislivello che ci porterà fino in cima alla montagna.

Lasciamo La Paz e prima di rientrare in Perù ci fermiamo al sito di Tiwanaku una delle città sudamericane più famose e più misteriose del periodo precolombiano.

Tra i suoi simboli più conosciuti c’è la statua con le braccia ripiegate sul busto che tanto ha fatto discutere per la sua somiglianza con l’arte polinesiana.

Altro elemento rilevante è la porta del sole, ricavata da un unico blocco di andesite.
In alto spicca un basso rilievo raffigurante il Dio Sole.

Sotto una collina è sepolta un’immensa piramide a gradoni e in attesa che venga disseppellita dobbiamo accontentarci di vederla in un disegno.

CUSCO

Rientrati in Perù raggiungiamo Cusco.

Il suo cuore pulsante è la plaza de Armas con la chiesa della Compagnia, la più bella di Cusco, capolavoro dell’architettura gesuitica, ed ancora la cattedrale eretta al posto di una fortezza.

Cusco è una città coloniale costruita sulle fondamenta di una città Inca.

Tra le tante pietre antiche c’è ne è solo una ad avere dodici angoli.

Appena fuori Cusco si trovano le rovine di alcuni siti Inca di grande interesse (le quattro ruinas).

L’escursione si può fare comodamente in mezza giornata percorrendo un sentiero panoramico con una bella camminata o per chi lo preferisce a dorso di cavallo.

Tra i vari siti quello di maggior interesse è senza dubbio l’imponente fortezza di Sacsahuaman.

È incredibile come gli Inca potessero sagomare a loro piacimento le pietre e farle coincidere perfettamente tra loro.

LA VALLE SAGRADA VERSO MACHU PICCHU

Cusco è la base di partenza per l’escursione a Machu Picchu.

Attraversando la valle sacra che segue il percorso del fiume Urubamba il primo paese che incontriamo è Pisac con un sito archeologico Inca molto importante.

Raggiunto il paesino di Pisac, all’interno di un cortile scoviamo un panificio che sforna delle ottime empanadas.

La sosta a Pisac oltre che per le rovine è importante per il coloratissimo mercato che si tiene la domenica.

Altra importante tappa nella valle sacra è Ollantaytambo, dove si trovano i resti di una fortezza che controllava la strada che portava a Machu Picchu.

Qui sembra scolpito dalla natura il profilo di un uomo Inca.

MACHU PICCHU

Dopo una faticosa scarpinata notturna arriviamo puntuali alla porta del Sole, da qui assistiamo al sorgere del sole su Machu Picchu.

Siamo finalmente al cospetto del monumento precolombiano più spettacolare dell’america latina.

Il suo mistero è ancora intatto e nulla si sa di preciso sulle sue origini.

Machu Picchu è anche detta la città perduta perché mai fu trovata dai conquistadores spagnoli.
La sua scoperta è stata fatta solo nel 1911.

Una pietra indica perfettamente i quattro punti cardinali, e qualcuno si toglie lo sfizio di verificare con una bussola moderna.

Tra gli attuali abitanti di Machu Picchu ci sono tanti simpatici colibrì.

Dopo la visita del sito solo alcuni di noi si cimentano nella scalata dell’Wayna (Huayna) Picchu, la montagna che sovrasta Machu Picchu.

La salita è piuttosto impegnativa, presenta dei tratti a perpendicolo e strapiombi di varie centinaia di metri.

Nonostante tutto anche noi riusciamo a conquistare la cima.

LA VALLE SAGRADA VERSO CUSCO

Ritorniamo a Cusco attraversando ancora la valle sacra.

Facciamo tappa a Maras dove visitiamo le saline situate sul fianco della montagna e divise in oltre 4.000 vasche.

Un’altra tappa la facciamo a Moray, dove si può vedere un originale sistema di terrazzamenti Inca ad anfiteatro.

Un’ultima sosta prima di ritornare a Cusco ci vede in quel di Chincheros, dove oggi come ogni martedì e domenica è giornata di mercato.

LIMA

Con un volo interno da Cusco ritorniamo a Lima, da dove riprenderemo la via di casa.

Prima di lasciare il paese abbiamo ancora del tempo per visitare questa metropoli.

Facciamo dapprima un giro per il caotico centro.

Per finire visitiamo i quartieri residenziali sull’oceano di Barranco e Miraflores.

FINE

Termina qui il nostro viaggio. Dentro ognuno di noi rimangono vive le emozioni suscitate dalla natura e dalla storia di questi straordinari paesi.

Il resoconto di viaggio, di seguito riportato, è in realtà il testo scritto per la traccia audio di un video racconto del viaggio fatto nell’agosto del 2004 negli in Perù e Bolivia.

Lo scritto è comunque valido per chi volesse farsi una rapida idea dell’itinerario, se invece si volesse approfondire la conoscenza del viaggio, godendo anche del racconto visivo, ci si potrà collegare al suddetto indirizzo dove si trova anche una cartina con il percorso coperto.


Le grandi civiltà precolombiane e i paesaggi andini mozzafiato hanno fatto di quest’angolo di mondo un luogo tanto affascinante.

 
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