Che Thai…

di Gianlu –
Eccomi qua davanti al pc a 3 giorni dal mio ritorno da uno strepitoso viaggio in Thailandia. Non voglio far passare troppo tempo prima di raccontarvi cosa è stato per me ed Ale (mio fido compagno di viaggio) questa vacanza. Tutto inizia il 3 agosto dall’aereoporto di Milano Malpensa pronti per far scalo in quello affascinante e futuristico di Zurigo.

(Ale)

Da lì diretti per Bangkok con un buon viaggio sulla Swiss. Arriviamo a Bangkok alle 14.30 ora locale, obbligatoriamente dall’aereoporto prendiamo un taxi alla folle cifra di 10 euro per 45 minuti di viaggio… poi capirete perchè folle. Durante il volo avevamo scelto da file scaricati su internet l’hotel in cui soggiornare. Il Trang Hotel nella zona di Banglamphu, buona posizione per raggiungere in 10 minuti di taxi o tuc tuc quasi tutto. I tuc tuc sono divertenti, da provare, ma alla lunga risultano più economici (e sicuri) i taxi. Il Trang hotel è risultato essere un buon alloggio per rapporto qualità-prezzo. Stanze pulite, aria condizionata, piscina ..16 euro a camera a notte. Ale parla un po’ con la receptionista per le prime informazioni principali, poi traduce a me il tutto dato che “ancora” il mio inglese poteva definirsi nullo… e dico ancora.. Usciamo nelle strade giungla di Bangkok e l’impatto è forte. Immaginate di avere un fon puntato sul viso che soffia costantemente aria calda, odori insopportabili di cibi, smog, auto che sfrecciano in un traffico impraticabile… insomma l’impatto è infernale. A Bangkok chiunque cucina ai bordi delle strade a qualsiasi ora. Cosa cucinino è difficile da capire ma di certo non aiutano l’appetito. Camminiamo un po’ per farci un’idea della metropoli e subito ci imbattiamo in Kao San Road via affollatissima piena di insegne, bar, mercatini insomma di tutto.

La cosa inizia a piacerci. Verso sera ci dirigiamo a Patpong zona più movimentata di Bangkok e quando si dice movimentata vuole dire go go bar uno dietro l’altro, ragazze che ti chiamano ovunque per particolari massaggi o velocissimi drink. Affascinati e quasi impauriti ci accomodiamo in un ristorantino sul viale principale. L’accoglienza delle cameriere è subito strabiliante. La ragazza prende l’ordinazione mantenendo costante un sorriso che la rende più che solare. In poco tempo si passa a chiaccherare io col mio vergognoso inglese ed Ale molto più sciolto e scherzare con le ragazze del locale. Ghiaccio nella schiena, finti tatoo con la penna sulle braccia… insomma come amici da anni ed anni… meraviglioso.

(Gianlu)

Dimenticavo la parentesi sul cibo. Non so definirvi cosa abbiamo ordinato, di certo non lo abbiamo gustato e mangiato tutto. Attenzione la popolazione tailandese si offende molto facilmente… permalosissimi..quindi cercate di finire tutto ciò che avete nel piatto e riempiteli di complimenti. Tutte le loro pietanze hanno un odore veramente fastidioso e dopo 3 settimane di permanenza non so dirvi ancora quale sia l’ingrediente che rende i cibi completamente immangiabili.

Un po’ stanchi dal viaggio e dal fuso orario decidiamo di bere una birretta in un go go bar per curiosità per poi andare a dormire… Entriamo.. Ale si siede proprio sotto le “ballerine” io vado subito in bagno. Al mio ritorno Ale è circondato da ragazze che lo abbracciano lo accarezzano, bisbigliano nell’orecchio, trattamento subito riservato anche a me. Sfido chiunque a resistere!! Utilizziamo il giorno dopo per visitare il Palazzo Reale, tutti i tuc tuc cercheranno di farvi fare il loro giro dicendo che il palazzo quel giorno è chiuso per festa, che con i bermuda non saremmo entrati etc etc… quasi litigando riusciamo a farci portare alla nostra destinazione e scopriamo che realmente i pantaloncini corti non sono accettati, proprio davanti però i negozietti noleggiano pantaloni lunghi e risolviamo il problema con 2 pantaloni Thai affascinantissimi che continuo a chiedermi perchè non abbiamo acquistato… per 2 euro!!!!

Nel pomeriggio decidiamo di farci un bel giretto sul fiume… arrivati davanti al porticciolo notiamo che ci sono vari modi e mezzi per questa gitarella noi scegliamo ignari la più costosa..10euro a testa per 1 ora su un longtail (tipiche loro barche utilizzati in tutta la thailandia). La gita è carina, ma non vale la spesa anche perché con 1 euro la si può effettuare su un traghettino che viene riempito zeppo di persone. Il fiume si divide in una moltitudine di canalini dove la vita risulta essere completamente diversa dalla Bangkok asfaltata… Immaginate una Venezia molto più povera fatiscente sporca e indigena ma parecchio affascinante! Appena scesi dal longtail il cielo grigiastro ci regala secchiate e secchiate d’acqua, decidiamo così di ripararci nel centro commerciale MBK.
Gigantesco, pieno di negozietti che vendono tutti le stesse cose, frequentato da ragazzini della media borghesia di Bangkok… i prezzi sono veramente accessibili per qualsiasi prodotto. Albergo, doccetta e subito a riversarci in Kao San Road sempre affollatissima a tutti le ore, anche di nordeuropei. Decidiamo di cenare in un baracchino con (devo ammettere) del buonissimo Pat thai. Spaghetti di riso, soia con uova, pollo e tanti altri ingredienti poco riconoscibili..comunque ottimo! Anche se possono inizialmente sembrare poco igienici, scegliendo accuratamente il ristoratore ambulante si possono fare buone scoperte culinarie. Ammetto che né io né Ale siamo riusciti ad assaggiare cavallette, larve, vermi fritti.. Dopo qualche vasca in Kao San Road, decidiamo di farci convincere dalle numerosissime ragazze che hai lati della via ci sorridono e gridano “Thaaaiii Maaassaaage..” Per il nostro primo massaggio Thailandese scegliamo un luogo un po’ più appartato rispetto alla grande via. Entriamo in un vicoletto e seguiamo la freccia di un cartello Massage che ci porta direttamente all’interno di una casa. Il quadretto è questo: una famigliola che guarda la tv. Un po’ imbarazzati chiediamo se è possibile fare un massaggio… pronti via 2 ragazze ci fanno spogliare distendere su 2 materassini e dopo una lavatina di piedi iniziamo il thai massage. Tutt’altro che piacevole, direi parecchio doloroso e distruttivo. Di certo non il migliore della vacanza. Rovinati dal massaggio torniamo in hotel. Sveglia ore 9.00 diretti verso il Wat Pho (Buddha sdraiato) e poi Chinatown..

La parte cinese di Bangkok è una vera e propio grande città fatta di mercatini..viuzze strettissime affiancate da negozietti e bancarelle che vendono merce direi non proprio originale..loro direbbero SAME SAME..Nelle stradine passano motorini e vespe Piaggio (alcune splendide) che lasciano una scia di fumo irrespirabile..non passandocene 2 per volta sono soventi ingorghi con pericolo di asfissiamento. Attraversiamo la città e ci dirigiamo verso la parte ricca.. Siam.. dove sorgono grattacieli e centri commerciali imponenti come il World Trade Center dove si possono acquistare prodotti originali (raro trovarli) a prezzi comunque inferiori e il Siam Square in cui ne fanno da padrone Prada, Dolce e& Gabbana, Gucci etc etc. e la clientela è raffinatissima. Saremo rimasti seduti ore ed ore ad osservare le ricchissime e bellissime ragazze Thai che facevano shopping in questo centro.

Mentre torniamo in hotel per docciarci e prepararci alla serata decidiamo che il giorno dopo saremo andati a Lopburi paese al Nord di Bangkok dove vivono “in sintonia” scimmie e umani. Partenza fissata alle 7.00 dall’hotel. Prima ci aspettava una serata nella disco più apprezzata dalle ragazze benestanti di Bangkok… lo Spasso! Prima di raggiungere la disco beviamo una birretta..rigorosamente Singha beer..e ceniamo sul Bayoke Tower II. Al 73esimo piano si trova questo bar dove fanno musica dal vivo e si può ammirare dall’alto la maestosità di Bangkok. Vale la pena fare un salto anche se i prezzi per un drink diventano europei.



Cena e via allo Spasso..disco raffinata frequentata quasi esclusivamente da Tailandesi (80% ragazze). Al nostro ingresso non passiamo di certo inosservati. Qua notiamo che qualsiasi incrocio di sguardo con una fanciulla e seguito da un loro dolcissimo e sensuale sorriso. Paradiso!!!! Spendiamo un 5.000 Bath in Singha beer tra danze e sorrisi. Alle 2 chiude… ma delle studentesse di Bangkok, conosciute nel locale, ci trascinano in taxi per raggiungere un’altra disco. La moltitudine di eventi (alcool, lingua inglese, stanchezza, memoria) non mi fanno ricordare il nome del locale.

Entriamo e dalla raffinata Spasso ci troviamo in una bolgia di musica tecno e ragazzi molto più esasperati..anche parecchi occidentali. Una parentesi obbligatoria è la descrizione dei bagni nelle disco Tailandesi dove durante i propri bisogni ragazzi iniziano a massaggiarti le spalle, ti lavano e asciugano le mani, alla ricerca di un’appropriata mancia.

Finiamo la serata in questo locale e la proseguiamo nella nostra camera d’albergo…. Il risveglio del giorno dopo non è dei più semplici… ore 16.30 apriamo gli occhi… la sveglia non è stata sentita… la gita a Lopburi è saltata. Rassegnati andiamo in stazione a prenotare la cuccetta in treno per raggiungere Chiang Mai al nord della Thailandia, nostra seconda tappa. Da lì saremmo partiti per il trekking nella giungla. Partiamo alle 18.00 dalla stazione di Bangkok. Cuccetta per 2 persone, prima classe con aria condizionata e lavandino personale.1.300 Bath a testa compresa “cena” se così si può chiamare e prima colazione. I treni a gasolio non sono molto recenti e il viaggio notturno non ci aiuta a dormire.
Arriviamo alle 6.00 di mattina del giorno dopo a Chiang Mai e subito ci facciamo portare da un taxi nella guesthouse EagleHouse II per prenotare il trekking.
La receptionista ci dice che ne parte uno alle 9.00 praticamente avevamo 2 ore per mettere un paio di magliette nello zaino e prepararci psicologicamente.anche se ancora non sapevamo a cosa stavamo andando incontro. Ci caricano su una specie di pick up… siamo in 10..io, Ale, una coppia di inglese sui 35 anni, un’altra di 25 con lei parecchio sovrappeso, e una famigliuola olandese mamma papà e 2 bimbi di 8 e 10 anni. A vedere la squadra questo trekking sarebbe dovuto essere una passeggiata… invece si sono rivelati 3 giorni di sopravvivenza con camminate o meglio scalate di 10 ore al giorno nella giungla, sotto una pioggia continua, attaccati puntualmente da fastidiosissime e schifosissime sanguisughe, doccia nei fiumi e cibi avvolti in foglie di bambù.

Io non ho fatto la leva militare.ma credo che in confronto sia una sana vacanza!!! Io ed Ale abbiamo passato dei veri momenti di sconforto ove prima uno e poi l’altro ci risollevavamo a vicenda. I 2 figlioletti olandesi sembravano 2 rambo: si strappavano da soli sanguisughe di dosso, mangiavano tutto, camminavano e non si fermavano mai. mah. E’ stata un’esperienza incredibile, veramente dura e difficile, ma ora che posso raccontarla sono davvero felice e orgoglioso di averla vissuto. La consiglierei a tutti anche se prima bisogna informarsi ed equipaggiarsi molto bene.

Torniamo alla nostra Guesthouse la sera di 3 giorni dopo, passiamo la notte nella Eagle House II a 200 bath… una topaia… ma che si può pretendere a quella cifra??!! Sfruttiamo il giorno seguente per un bel trattamento e massaggio thai in una favolosa Spa nel centro di Chiang Mai. Una goduria dopo i km di cammino che avevamo in corpo.

La sera ceniamo, perdonateci, al Burger King, ma la voglia di sentirsi un po’ a casa era irrefrenabile e poi un bel giro nel Bazar notturno. Un grande mercato serale dove troverete veramente di tutto a pochissimo. Qua sfogatevi per i regali da portare a casa e lo shopping personale, ma contrattate sempre e tutto. Non solo qua, ma in qualsiasi città della thailandia: ad esempio se chiedono 1000 partite tranquillamente da 400. Ci imbuchiamo in un internet cafè per cercare qualche volo per Phuket..era tanta la voglia di mare..ma verifichiamo che tutti gli aerei sono pieni, non c’era un posto nell’arco di 3-4 giorni. Decidiamo la mattina seguente di recarci in un’agenzia turistica della TAT. Mi raccomando entrate solo in quelle con l’insegna TAT dove è poco probabile essere truffati. Infatti troviamo una gentilissima e carinissima ragazza che ci conferma la mancanza di voli per Phuket, ma ci consiglia di prendere un volo per Krabi e da lì raggiungere qualsiasi isola dell’oceano indiano.si rivelerà CONSIGLIO D’ORO. Prendiamo 3 voli: Chiang Mai-Bangkok, Bangkok-Krabi e per non rischiare prendiamo anche il volo di ritorno in businnes con la Thai Air da Phuket a Bangkok per il 23/08. Totale spesa 150? Alle 20.00 dello stesso giorno siamo già arrivati da Chiang Mai all’aereoporto di Bangkok dove passeremo la notte, avendo la coincidenza per Krabi la mattina seguente alle 7.00. Dormiamo in un bar ristorante all’ultimo piano dell’aereoporto, unico locale dove l’aria condizionata non ti surgelava.

Poco prima su internet chattiamo con una coppia di nostri amici che stanno soggiornando a Railay Beach, una penisoletta a 40 minuti di barca da Krabi. Ce la consigliano vivamente… così io ed Ale prendiamo la decisione di raggiungerli. Arriviamo a Railay con un longtail. Appena sbarcati il posto sembra già meraviglioso, camminiamo 500m sulla spiaggetta guardiamo qualche resort e scegliamo il Sand Sea che con 20 euro a notte ci offre un bungalow splendido con jakuzzi a 50m dal mare.

Railay Beach è una penisola che si può raggiungere soltanto in barca dato che è divisa da Krabi da una montagna. È molto piccola, offre solo ristorantini e bar sulla spiaggia ed essendo così concentrata offre parecchie possibilità di nuove conoscenze, fin troppe facili!!!.

La quantità di ragazze zaino in spalla è enorme e supera di gran lunga il numero della comunità maschile. Ci affezioniamo anche alle graziosissime scimmiette che abitano sulla costa est. Amabili quando offri loro del cibo, cattivissime quando sei a mani vuote.

Si impiegano 5 minuti a piedi (unico mezzo di spostamento possibile) per raggiungere qualsiasi punto della penisola. Stazioniamo in questo piccolo paradiso per 3 giorni..poi la voglia di raggiungere Phi Phi Island diventa ingestibile. L’idea Phuket era stata quasi totalmente abbandonata dato che qualsiasi persona che vi aveva soggiornato l’aveva a sua volta sconsigliata… definendola la Riccione Tailandese.come poi si rivelerà! Da Krabi (orribile luogo dove fermarsi solo per gli spostamenti) prendiamo un traghetto poco rassicurante per Phi Phi… Il viaggio non è dei migliori dato le condizioni della barca e del mare che si ingrossava minuto dopo minuto.

Fortunatamente la stanchezza ci assale e l’oretta di viaggio la trascorriamo dormendo. Arriviamo al molo di Phi Phi e ci accorgiamo scendendo che il traghetto era occupato da un centinaio di soli ragazzi dai 20 ai 35 anni. Zaino in spalla iniziamo a girare la Baia di Ton Sai, praticamente il centro dell’isola, dove è raggruppato tutto (negozi,ristoranti, alberghi, locali). Anche qui in 10 minuti a piedi si raggiungono tutti i punti della lingua. Camminando notiamo che lo Tsuanami ha lasciato, a distanza di 2 anni e mezzo, ancora un indelebile segno. Sono tante le insegne che individuano le vie di fuga verso le colline in caso di onda. Così come gli alti pali con le sirene che avvertono l’arrivo della distruzione.

Nell’isola è stato fatto anche un giardino dove su una grande lapide vengono ricordate le vittime con foto e dediche dei propri cari.molto toccante ed emozionante. Dal momento che metti piede sull’isola senti il dramma molto più vicino a te… anche a distanza di parecchio tempo dall’accaduto. Troviamo il Cabana Hotel, forse il più bello in zona, tocca sia la costa est che quella ovest, una splendida piscina e camere molto eleganti. Con 1.800 Bath al giorno prenotiamo per 5 notti.

Phi Phi Island e strepitosa..c’è tutto e puoi fare tutto. Consigliamo un tour su bigboat per visitare Maya Bay (famosa per il film The Beach), Monkey Beach, Viking Cave, Wang Long Bay. Prendendo anche semplici Kayak è possibile andare alla ricerca e scoprire meravigliose spiaggette abitate solamente da scimmie… mare da sogno!

Il sole spesso non ci accompagnava durante le nostre escursioni e questo ci aiutava a dare il massimo durante le serate. Le tappe della notte sono fisse e non sono molte. E’ possibile consumare la cena in uno dei tanti ristorantini sul mare che espongono pesce su bancarelle. Prime di sedersi si sceglie quale buttare sulla griglia e il gioco è fatto.

Con 500 Bath è possibile farsi delle gran scorpacciate, anche se ricordate che sulle isole i prezzi si alzano icredibilmente rispetto alla Thailandia centro-nord.

Dopo cena c’è un bar con un ring per la thai boxe. Tra un incontro e l’altro di professionisti, prendono turisti che si sfidano sul ring a goffi pugni e calci e l’occasione per vedere situazioni divertenti non mancano. Sopra c’è anche una piccolissima discoteca direi non frequentata. Poi tutti all’Apache il locale culto e anche unico dell’isola. Fatto a gradoni sul mare, tutti i ragazzi si riversano tutte le sere abbuffandosi di secchielli ad ogni gusto (coca e rum-vodkalemon-cocawisky etc etc).

La notte fino alle 2 Phi Phi è tutta concentrata qua. Non aspettatevi una clientela thai… qui sono tutti turisti per la maggior parte del Nord Europa… ma è divertentissimo e il numero delle ragazze supera sempre di gran lunga quello dei maschietti… in Italia è cosa rara!

Alla chiusura le conoscenze fatte all’Apache si approfondiscono all’Hippie Bar.. locale sulla spiaggia e qua si può far tutto: guardare le stelle sulla sabbia, fare il bagno in mare appartarsi in spiaggia, continuare a bere.in base alla serata decidete voi! A questo punto vorrei salutare le nostre compagnie notturne anche non ricordando i nomi..dalla ragazza olandese collassata all’Hippie di cui non conosciamo la continuazione del suo viaggio, alle ragazze spagnole che Ale ha completamente esaurito, il deejay del Dadarà (grande!), Giuditta e Caudia rispettivamente di como e Torino, Angelo (varesino come noi), la ragazza thai dei tatoo (vero Ale?), Chiara la viaggiatrice solitaria..e mi auguro di non dimenticare nessuno di importante. Io e Ale passavamo le gite diurne con Andrea ed Elisabetta, avvocato lui, professionista lei. Carinissimi e molto affezionati a noi.ma dal giorno alla notte io ed Ale cambiavamo parecchio e loro non potevano starci dietro.

Quando durante il giorno la pioggia la faceva da padrone oltre ad ammazzarci di massaggi (spesso provocanti) non disdegnavamo di fare interminabili match alla play station a ISS Pro negli internet point. Mettono fuori 5/6 televisori e le sfide internazionali partono con parolacce in tutte le lingue. Anche se noi italiani in questa materia credo siamo imbattibili.
La settimana a Phi Phi passa davvero veloce e già ci ritroviamo sul traghetto per Phuket.tristemente ultima tappa del nostro viaggio. Arrivati al porto, con un taxi (tamarrissimo come tutti i taxi della Thailandia) raggiungiamo Patong Beach, centro del divertimeto dell’isola. Qua è tutto completamente diverso da Phi Phi Island. Traffico, asfalto, grandi strutture alberghiere e commerciali. Cerchiamo un buon hotel e troviamo appropriato alle nostre comode esigenze il Patong Bay Garden Resort. Affacciato alla spiaggia, bella piscina, camere molto carine, i prezzi non sono certamente modici: 3000 Bath al giorno.

Prendiamo Phuket come vero e proprio paese dei balocchi.. moto d’acqua, paracadute col motoscafo e tutte le attività da spiaggia. Chiaccherando con il ragazzo che lavora sulla spiaggia ci facciamo raccontare la sua avventura di quel 26 dicembre del 2004, giorno dello tsunami. Lui è uno dei pochi lì ad essersi salvato e in quel maledetto giorno si trovava proprio in spiaggia al lavoro. La sera solo esclusivamente Go Go bar..noi ci facevamo una decina di gin fizz con le ragazze di un go go simpaticissime, tutta la sera sfidarsi ad un gioco che non conoscevo e che ancora ora non so il nome.divertentissimo. Quando vedete un affare di legno con i numeri da 1 al 9 un tappetino e 2 dadi fatevi spiegare come funziona… non riuscirete più a farne a meno. Io l’ho portato a casa!

Il Tiger è la disco principale..entri e qua le ragazze thai (numerosissime) non ti lasciano stare un minuti, sembra un sogno, anche se quelle veramente belle e non a pagamento si contano sulla mano. D’ora in poi continuo io(Ale)visto che il gianlu aveva terminato in modo frettoloso la fine del racconto del nostro meraviglioso viaggio..o no gianlu?? eheh Davanti al nostro albergo sulla spiaggia ci sono tre ragazzotti thailandesi, molto simpatici che affitano, lettini,ombrelloni e vari giochi d’acqua,jet sky… etc.così decidiamo di stare li, oltre che comodo davanti all albergo, ci divertivano questi ragazzi, amanti del calcio e tra una battuta e l’altra ci passava il tempo. Qua conosciamo una coppia di Milano, Marco e ..(caz..non ci ricordiamo il nome), acquirenti di qualsiasi cosa di tutti i venditori ambulanti che passavano di lì, per lo meno lei, lui un grande negli acquisti, trattava con tutti e faceva dei giusti affari. Dopo una lunga chiaccherata ci dicono anche che la sera stessa sarebbero andati al Phuket FantaSea… una specie di mini Disneyland dove fanno uno spettacolo con elefanti, trapezisti, effetti speciali tutto sulle tradizioni tailandesi. Merita sicuramente di essere visto! Bellissimo!…ricordatevi di trattare anche il prezzo d’acquisto di questo spettacolo nelle agenzie.costavano 3200 bath 2 biglietti, noi trattando siamo riusciti a strapparglieli a 2700 bath. Finito lo spettacolo phuket fantasea continuiamo la serata in uno dei mille go go bar… un po’ tristi perché l’ultima serata.ma comunque divertentissima come sempre. Parlando di Massaggi il migliore… lo facciamo in un posticino un pò nascosto… completamente nudi su un lettino ci ricoprono di una pasta di cocco, poi ci immobilizzano avvolti nel domopack, 3 coperte e ci lasciano dormire mezz’ora. Poi doccia e via con un oil massage da perdere i sensi.Le migliori in assoluto. Era il 3 agosto pochissimo tempo fa… 23 agosto ci ritroviamo già sull’aereo da Phuket per Bangkok… almeno è un volo in business sulla Thai… saletta d’attesa privata dove puoi mangiare e bere a sbaffo tutto quello che vuoi e sull’aereo poltrone massaggianti (tanto per cambiare) 5 metri l’una dall’altra, videogames, aperitivi… insomma da re. Bangkok in aeroporto, ultimo massaggio: mai provato niente di più doloroso!
Malinconicamente rieccoci a casa, tristi anzi tristissimi di 3 settimane volate più veloci del vento.. felicissimi di aver scoperto un paese meraviglioso e di poter raccontare a tutti il nostro viaggio.Grande Ale.bella Gianlu. Ciao a tutti.

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