Al mare con Afrodite

di Bruno Tagliamonte –
C’è un’isola in fondo al mediterraneo, laggiù, vicino alla Siria ed alla Turchia, un’isola che tutti conosciamo di nome, ma che in pochi hanno visitato.
E’ Cipro, l’isola di Afrodite, antica culla della civiltà mediterranea, crocevia di genti e culture, sospesa a metà tra oriente e occidente, terra con un passato antichissimo ed un presente tutto da scoprire. Qui è nata, tra la spuma delle acque marine, Afrodite, la nostra Venere, regina della bellezza e dea tra le piu’ desiderate.
Di qui è passata la Storia, quella con la S maiuscola: dalle caverne alle antenne militari, tutti hanno lasciato qualche traccia del loro passaggio, ma il mare è rimasto quello di un tempo, limpido, trasparente ed incredibilmente caldo.
Il nostro viaggio inizia da Larnaca, città vacanziera con bella spiaggia, gran lungomare e superbi ristoranti. Nelle taverne piu’ lontane dall’area turistica si puo’ degustare il “Cyprus meze” piu’ buono del paese. In tutta l’isola il problema della cena è superato brillantemente con il “mezé”, in pratica un buffet di specialità greche a base di carne, verdure e pesce, che potete richiedere anche ogni sera del vostro soggiorno: è sempre abbondante ed ogni ristoratore lo interpreta a modo suo, il tutto al prezzo di una nostra pizza. Il clima a Larnaca, però non è dei migliori. Di notte la città viene quasi avvolta da una nube calda e umida che toglie il respiro. Alla periferia della città si nota il lago salato, un’ ampia distesa desertica di sabbia e sale che condivide la stessa natura del Mar Morto. Il centro storico mantiene delle testimonianze di rilievo, ma nel complesso la città può essere visitata con rapidità.
Ci spostiamo quindi sulla capitale, Nicosia. Uno dei problemi che si incontrano a Cipro è quello del nome da dare ai luoghi: ve ne sono sempre almeno tre, tutti ugualmente utilizzati, tutti ugualmente noti. Allora vanno bene anche Lefcosia o Lefcosa, città divisa in due da un muro anacronistico che ricorda la Berlino d’altri tempi. La parte greca di Nicosia spicca per la modernità e l’eleganza ed i tanti palazzi nuovi nascondono qualche capolavoro in forma di chiesa ortodossa o di antica moschea. Da non perdere l’iconostasi della chiesa Tripiotis, la Porta di Famagosta e la moderna colossale statua di Macarios.
Passato il confine interno, si entra nella parte turca, la piu’ ricca di monumenti storici.
Ci attende la grande cattedrale di Santa Sofia, un capolavoro gotico francese sotto il sole bollente del mediterraneo. I due minareti del 1500 ci ricordano, però, che siamo ad un passo dall’oriente e che la chiesa è stata trasformata in moschea ormai da centinaia d’anni.
Si visita tutto il centro storico, di cui si notano subito i ritmi lenti e la tranquillità degli abitanti, in generale gentili e disponibili con i visitatori italiani.

I caravanserragli accolgono i turisti così come hanno fatto per secoli, gli hammam ci portano a oriente mentre le mura e i palazzi veneziani ci svelano il volto di una città ancora legata all’Occidente.
Ma la tragedia della divisione ha lasciato il segno e la trascuratezza di alcuni siti è evidente; sullo sfondo le case diroccate, i muri colpiti dalle bombe, i palazzi fatiscenti e chiusi ancora da sacchetti di sabbia ci narrano una vicenda triste, che fortunatamente ormai sfuma nel passato.
Ci dirigiamo poi sulla strada turca verso Famagosta (Famagusta, Gazimagusa, Ammocostos): la splendida città veneziana è oggi poco abitata, ma reca i segni di una discreta ripresa di vivacità. Gazimagusa è una meraviglia: ricca di monumenti di tutti i tipi, perfino una rarissima chiesa Nestoriana, vanta la cattedrale di San Nicola, anch’essa oggi moschea. E poi le sedi templari, quelle dei cavalieri di Malta, le mura veneziane, la fortezza di Otello, i leoni di san Marco che spuntano qui e lì; tutto lega questa città alla piu’ alta tradizione storica europea. Qui non mancate il caffè turco più buono che potete trovare – talmente forte che rischiate di non dormire per 24 ore !- mentre i più ghiotti potranno assaporare una varia pasticceria orientale.
Mentre viaggiamo attraverso Cipro, notiamo che una prerogativa dell’isola è ancor quella di essere un vero crocevia; in pochi altri luoghi capita di incrociare lungo la strada automezzi di ben 5 eserciti: quello ufficiale cipriota, il greco, il turco, l’inglese e quello del’Onu… qui la sovranità territoriale sembra un concetto relativo. Tuttavia la forte militarizzazione non è mai fonte di tensione e l’aria che si respira è decisamente tranquilla, tanto che la cosa piu’ pericolosa che può capitare oggi a Cipro è … di scottarsi per il sole bollente! Per questo portatevi delle creme solari a forte schermatura e preparatevi a sognare l’acqua fredda, in quanto pure quella degli alberghi esce calda dal rubinetto blu e bollente da ustione da quello rosso (da non usare proprio).
Il condizionatore è poi d’obbligo in ogni stanza, anche quella piu’ economica, per poter chiudere occhio la notte.
Da Nicosia andiamo sui monti Troodos, dove troviamo finalmente un po’ di fresco e visitiamo gli antichi monasteri sparsi qui e lì. Si comincia da Kikkos, il più importante, dalla bella struttura ma che è stato quasi totalmente rifatto in tempi recentissimi a causa dei frequenti incendi che lo hanno devastato. L’annesso museo, tuttavia, conserva alcune delle più belle icone dell’intera Ortodossia.
Cercate poi la chiesa di Santa Maura, sulla via per il sud. Vale una tappa e si conserva integra e originale, con i suoi splendidi affreschi bizantini.
Arriviamo a Pafos, città per lo più turistica, meta prediletta di russi e inglesi. Sembra di stare a Porto Cervo per via dei numerosi yachts, e dei tanti locali notturni. La cittadina è anche un’ottima base per escursioni verso le più belle spiagge dell’isola. Qui possiamo finalmente incontrare Afrodite… sembra di vederla davvero che ci aspetta tra le onde spumeggianti di Petra tou Romiou, il luogo che l’ha vista nascere: imperdibile un bagno tra le onde.



I bagni di Afrodite sono invece a nord, laddove una fonte sgorga dalla roccia e bagna poi un mare dalle acque caldissime e trasparenti… ti chiedi quasi come fanno i pesci a sopravvivere e a non finire bolliti.
Armatevi di pazienza e di un buon fuoristrada per raggiungere da strade sterrate e polverose Lara, spiaggia dorata fra le più selvagge del Mediterraneo. Qui il tempo si è fermato alla creazione ed è quasi un Eden primordiale. Fate attenzione a non calpestare i tanti nidi di tartaruga marina che troverete sul vostro cammino e godetevi l’immenso tramonto sul mare.
Nella penisola di Akamas se avete tempo potete fare un’escursione fino ad Androlikos, paese abbandonato, popolato solo da tante capre che abitano nelle case fatiscenti, svelando uno scenario particolare ed inconsueto.
A sud di Pafos é Curion, sull’alto di un promontorio a strapiombo sul mare. Un sito archeologico di prim’ordine, ben organizzato e perfettamente conservato. Il teatro ancora in uso, i bagni termali, la casa dei gladiatori, un panorama stupendo e la curiosità che tutti vogliono vedere: il mosaico di Achille travestito da donna.
A Pafos meritano una visita il museo dei mosaici e le Tombe dei Re, un qualcosa a metà strada tra le tombe etrusche ed i templi greci. Il sole a picco sul mare penetra tra le rocce ed entra nelle cavità oscure, negli anfratti, nei cunicoli, svela le colonne, sfiora i capitelli ionici ed i triglifi….ed è tutto un gioco di echi, di ombre, di luce accecante, un effetto surreale e magico che quasi stordisce.
Ci sarebbe ancora molto da vedere sull’isola, ma il tempo stringe e l’ora del ritorno a casa ci sveglia da questo sogno… partiamo e con la coda dell’occhio scorgiamo Afrodite che si tuffa fra le onde e ci saluta… arrivederci a presto nelle calde acque di Cipro!

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