Croazia in Camper

di Giovanni –
Quest’anno, fino all’ultimo non si sapeva dove avremmo trascorso le nostre vacanze estive. Prima si era deciso per Capo Nord, poi per la Francia, in ultimo per la Croazia. le nostre vacanze, come consueto le raccontiamo attraverso il nostro sito, così se ne avrete voglia potrete seguirci in questo viaggio virtuale. Magari vi potrà essere utile se in futuro visiterete quei luoghi. Sarà un breve racconto attraverso alcune immagini scattate durante la vacanza. Buon viaggio! Croazia – equipaggio n°2 adulti e 2 bambini su Rimor su meccanica Ford. Equipaggio n°.2 adulti su Kentucky -meccanica Mercedes. Accantonata l’idea di andare in Francia per problemi di tempo e costo il 14 sera siamo partiti con meta la Croazia. Alle 20,30 abbiamo iniziato il nostro viaggio per raggiungere Ancona da Palermo, dove avremmo preso la nave per Spalato. Abbiamo interrotto verso le 2 fermandoci nell’area di servizio di Pizzo Calabro dove abbiamo trascorso il resto della notte. Tutto è filato abbastanza liscio e la sera del 15 fermatici a San Benedetto del Tronto abbiamo trascorso una bella serata con cena in uno chalet sul mare. Il lungomare è abbastanza comodo tanto che ci siamo rimasti per la notte e l’indomani mattina, soltanto attraversando la strada, eravamo già sulla spiaggia libera per il bagno. Alle 14 pranzo al ristorante di Ikea e successivamente piccoli acquisti di rito..e alle 19 al porto di Ancona provvedevamo alle operazioni di check-in. La nave della Jadrolinija è piuttosto vecchia, arredo minimale, i bagni da rifare, abbastanza piena soprattutto di ragazzi con passaggio ponte coricati a terra dovunque. La cena l’abbiamo consumata in cabina con la sedia per tavolino….fare la doccia è stato come giocare a shangai per riuscire a non toccare nulla e restare così indenni dalla sporcizia.
La mattina del 17 sbarchiamo a Spalato e posteggiamo immediatamente nel parcheggio della stazione appena fuori dal porto.

Subito in giro..Palazzo di Diocleziano, stradine, bancarelle, lungomare. Il lungomare è molto ampio e ben ventilato, da un lato villetta con panchine con vista sul mare e sul passeggio, dall’altro gazebo e tavoli di bar. Scegliamo il fresco e la panchina vista mare…mangiamo qualcosa e ci rinfranchiamo. E’ pomeriggio e decidiamo di non restare ma di fare strada verso il parco di Krka. Le strade sono abbastanza ampie e scorrevoli, le aree di sosta pulite con il bagno e accoglienti. Il viaggio scorre..e facilmente raggiungiamo Skradin dove ci fermiamo nel parcheggio vicino al paese ed al porticciolo da dove partono i battelli per il parco. Il villaggio di Skradin è un grazioso paese fluviale che sorge in una insenatura del fiume Krka, formando un vero e proprio fiordo, (se non fosse per la temperatura sembrerebbe di essere in Norvegia!). Meta di molti croceristi del mediterraneo che lo raggiungono risalendo dal mare con barche a vela o a motore, alcune da fare invidia anche a Briatore. Il paese è la base di partenza per la visita alle bellissime cascate di Skradinski Buk. Per raggiungerle c’è un servizio gratuito di battelli che portano, dopo una piacevole navigazione di circa mezz’ora, ai piedi delle imponenti cascate dove si può prendere il sole e fare il bagno, e da qui, a piedi, attraverso appositi percorsi immersi in una vegetazione lussureggiante si risalgono una serie notevole di cascate. Alle 8 dell’indomani siamo pronti per la nostra visita al parco di Krka. I paesaggi, la natura nel suo insieme rendono questo posto bellissimo; c’è silenzio e pochissima gente. La grande cascata, Skradinski Buk, è maestosa. E’ presto, ancora nessuno fa il bagno e ci chiediamo se sia vero che lo fanno… Ci lamentiamo fra noi della mancanza di percorsi guidati anche da mappe e/o di piantine del parco. Visitiamo il museo dei mestieri, un mulino ad acqua. Sono molto simili a quelli già visti a Roccapalumba in Sicilia.Ci fermiamo al punto ristoro vicino il museo e mangiamo degli hotdog ben annaffiati da birra alla spina. Per gli amanti della birra, notiamo che si trova solo quella bionda, ma alla spina è molto buona, fresca e il boccale da 50 cl costa circa 1,50 Euro. Per chi volesse questa zona del parco si presta a parecchie passeggiate abbastanza lunghe, ma noi abbiamo già prenotato l’escursione di 4 ore e ci avviamo quindi all’altro imbarcadero. Il battello ci porta all’isola di Visovac sede di un antico monastero ed ancora oggi abitato da alcuni novizi di clausura. Tutto è molto ben curato e rispettato, tanta vegetazione lussureggiante e tante fontanelle di acqua freschissima. Purtroppo ci danno soltanto mezzora di tempo per la visita che risulta quindi piuttosto superficiale ed affrettata.. Ritorniamo al battello e ci avviciniamo alla piccola cascata, Roski Slap, ci passiamo vicinissimo per ammirarla e fotografarla da tutte le angolazioni e poi ci fermiamo al pontile presso cui c’è un punto ristoro ed una spiaggetta per il bagno. I bambini ne approfittano mentre noi preferiamo birra e gelato. Al ritorno in unica tappa il battello ci riporta a Skradinski Buk, sono le 16,30. Troviamo un ambiente del tutto diverso dal mattino. Il parco è molto affollato, c’è parecchio caldo e vocio. Lo spazio sotto la grande cascata è pieno di bagnanti e qualcuno si tuffa dai posti vietati. I punti ristori e i prati sono pieni di gente. La fila all’imbarcadero è lunga, ma aspettiamo meno del previsto e alle 17,30 siamo già a Skradin soddisfatti della gita, ma stanchi, accaldati ed affamati. Ci fermiamo in una trattoria al porto ed anche se ci sembra molto strano alla 18 ceniamo con gusto: cozze scoppiate al vino bianco, spigola arrosto con patate lesse, insalata mista e poi fuori Gelato. Mangiamo bene e spendiamo poco, 16 Euro cad., ma il gelato è una delusione…e i miei costanti tentativi di trovarlo migliore non hanno dato buoni frutti(….anzi ..solo ciccia!!!!! ), tutti i gusti hanno lo stesso sapore, buono, ma sanno solo di crema cambia però il colore. Ci attardiamo al bar sul pontile vicino al parcheggio. Tutto il paesino è molto gradevole e si potrebbe restare piacevolmente qualche giorno, ma noi decidiamo di proseguire e viaggiare con il fresco.

Raggiungiamo in serata Drvenick già pronti all’imbarco per l’isova di Hvar. Lo sbarco è a Sukuraj e per raggiungere Jelsa, dove abbiamo deciso di fermarci, percorriamo 50 km. di strada stretta, tutta curve e senza guard-rail . I camping sono lungo la strada, e lo stesso ha sistemazioni su entrambi i lati della strada. L’unico spazio disponibile lo troviamo al Camping Grebisce. È gradevole…ha un suo spazio privato al mare con sdraio, piccolo bar e piccolo wc kimic, il mare è pulito, freddo, ciottoloso e sicuro..una linea di boe impedisce l’ingresso ai natanti. Si pensava di riposare ma l’indomani mattina, i signori uomini usciti per una ricognizione con il motorino…sono rientrati avendo noleggiato una barca per la giornata. Carpe-diem gradevole e partiamo per un giro della costa…troviamo una caletta deliziosa, ci siamo in 10 circa . Il bello della Croazia è questo: la possibilità di fruire in pieno della costa, dal mare, dalle viuzze o fermandosi lungo il ciglio della strada per fare un bagno. A Jelsa ceniamo al ristorante Star e restiamo soddisfatti del cibo, cozze, tagliatelle alla crema di scampi, calamari fritti, e del conto, sempre più o meno 16 Euro. Non ci fermiamo e l’indomani andiamo a Bol sull’isola di Brac. Ci dicono che dal campeggio al porto c’è da fare circa 1 km circa, verifichiamo e ci risultano 3.5 km, quindi decidiamo di fare un transfer con il motorino. Bol è certamente bella, ma in cartolina è senz’altro più bella. Il posto è sfruttato molto bene e reso fruibile al massimo. Magari i nostri amministratori sapessero farlo anche nei nostri paesi altrettanto belli e con tante potenzialità non sfruttate. Sotto la pineta ci sono diversi servizi: docce; wc; self-service; noleggio ombrelloni e sdraio e anche dei gazzebi che vendono frutta fresca. Lasciamo la grande spiaggia super affollata e camminando sotto la pineta, oltre lo spazio destinato al nudismo, troviamo una caletta tranquilla dove poter sia fare il bagno che stare freschi, anche troppo, sotto i pini. Nel pomeriggio raggiunto il porto per il ritorno assistiamo tutti all’incidente occorso al catamarano della Jadrolinija. A causa del mare un po’ mosso e della velocità eccessiva per il momento il catamarano non è riuscito ad abbordare e ha investito la banchina. La compagnia ha dovuto sostituirlo con un’altra motonave mandata apposta per noi naufraghi. (vedi servizio fotografico) Sbarcati sani e salvi a Jelsa abbiamo festeggiato al ristorante Star e poi con il nostro transfer personale (scooter) siamo rientrati in camping. I giorni di vacanza sono pochi e dobbiamo sfruttarli al meglio..quindi l’indomani mattina verso le 12 lasciamo il camping e raggiungiamo di nuovo Sukuraj per l’imbarco.



E’ venerdì e alle 14,30 traghettiamo e raggiunta Drvenick ci mettiamo in strada per raggiungere Viganj, nella penisola di Peljesac passando da Ston. Tutto procede bene….ma, intoppo, abbiamo dimenticato le tessere d’identità al camping Gremisce. Lo contattiamo…la Signora Anita si scusa parecchio e ci rassicura comunicandoci che appena avrà il nostro indirizzo nel giro di ore o massimo un giorno riavremo i nostri documenti grazie a corrieri espressi super veloci in Croazia; riusciremo ad averli martedì pomeriggio! Rischiamo e passiamo la frontiera con la Bosnia..per fortuna non ci chiedono nulla né in uscita né in rientro in Croazia. Altra natura bellissima, altre calette, altri posti che dal basso ti invitano a raggiungerli. Percorriamo la penisola e ci fermiamo al Camping Antony Boy, 4 stelle, a Viganj. Ci posteggiamo in modo da avere sempre il mare davanti. E’ un posto molto apprezzato da chi fa surf e simili. Il vento c’è sempre e quando si alza il maestrale o la bora, è uno spettacolo di vele variopinte. Di sera poi il cielo ci offre un altro tipo di spettacolo; stelle, stelline, stellone, via lattea. Il camping è al buio e siamo tutti presi dallo spettacolo del cielo e del panorama di Korçula tutta illuminata e con veliero a 5 alberi con il gran pavese tutto illuminato.

Per forza di cose siamo costretti a stare fermi. Per fortuna il posto merita e fermarsi è piacevole. Il camping ha 4 stelle, ma se facciamo il paragone con un 4 stelle altoatesino dobbiamo detrarne almeno 3. Lungo la strada troviamo un localino sul mare dove è possibile cenare. Lo prenotiamo perchè vogliamo riservato il tavolo ad angolo sulla palafitta sospesa sull’acqua. Il pesce è sempre lo stesso hanno poca varietà, ma la bontà è suprema..Le cozze scoppiate con il vino bianco cosparse di pangrattato per fare aderire il sugo…i calamari alla griglia con un sapore particolare (forse perché non sono stati svuotati all’interno) con patate lesse e spinaci cremosi, insalata, patatine, crepes, birra a fiumi, acqua , coca cola, sempre 16 euro circa. Desideriamo il pane ..e non possiamo fare scarpetta con i sughi..La domenica stiamo proprio fermi. Lunedì decidiamo di andare a Korçula (città natale di Marco Polo ), con il battello che parte alle 18,30 e rientra alle 23. Il barcone potrebbe trasportare 32 persone, ma contiamo fino a 52 e poi smettiamo per non preoccuparci troppo! Bella Korçula, se un giorno sarà…mi piacerebbe restarci un paio di giorni. La fortezza, le stradine, i negozietti, e poi di sera in tutti i locali musica dal vivo e animazione. Al porto tanti yaght di varie nazionalità. Al rientro in barca forse siamo anche dippiù che all’andata, per fortuna dura 20 minuti e subito giù. Martedì dopo avere rivisto le nostre tessere cominciamo a mettere a posto per andare via al mattino e salutiamo Viganj con un’altra cena da Karmela 2. Mercoledì 27. Ripercorriamo parte della penisola e raggiungiamo Dubrovnik e il camping Solitudo, caro molto caro per ciò che offre..!!!

Potete trovare le foto del viaggio nel sito di Giovanni.

Il Viaggio Fai da Te – Autonoleggio Low cost in Croazia

 

 
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