Diario di una vacanza in vela in Croazia

di Graziella Ginepro – 
La barca e lo skipper: M/Y PENELOPA – il Biondo Baric Zvonko – Mali Losinj
L’equipaggio: Barbara e Ernesto – Daniella e Gaetano – Graziella – Mariella e Claudio (email gginepro@tin.it)
Il “Mega Tender”: GILDA con Walter e Giusi
Il viaggio: 200 miglia da Mali Losinj a Sibenik/Skradin e ritorno
Sabato 5 agosto 2000 ore 12,00 appuntamento al molo vicino al campeggio Poljana: si sale a bordo di Penelopa e si parte, anche se il tempo non è un granché, anzi minaccia pioggia! Dal porto di Mali Losinj è partita la regata: incontreremo i concorrenti probabilmente a Ilovik. Tutti noi tifiamo per le vele rosse di Kodak….
La nostra vela è un due alberi, lunga 13 metri: ci sono sacchi di vele e scotte dappertutto…
Gli uomini sistemano gli esterni sotto la guida dello skipper mentre le donne si dedicano agli interni dopo aver ricevuto istruzioni precise dal Biondo.
Dani, Mari e Tata si sistemano a prua, Barbara e Ernesto useranno il letto ricavato nella dinette, Gaetano sul divano, Claudio nel letto previsto per lo skipper. E il Biondo? Fuori, sotto le stelle, anzi, sotto la tendina messa a cavallo del boma….
All’uscita del canale di Mali si alzano le vele e inizia la scuola di vela. La rotta da seguire è: Premuda, Isole Greben, Ist. Se non troveremo posto nel porto di Ist proseguiremo per Bozava, nell’isola lunga (Dugi Otok).
Gli uomini si alternano al timone e alla regolazione delle vele: tutto sembra così facile (quando le operazioni sono fatte dal Biondo), tutto diventa difficile quando le operazioni sono fatte da noi… la scia della vela quando timonano Ernesto o Claudio o Gaetano è un perfetto zig-zag… Domani controlleremo sotto la barca come è fatto il timone…
Ci mettiamo in contatto via radio con Walter che ci dovrà raggiungere a Bozava e lo avvisiamo che la traversata tra Ilovic e Premuda, non più sottovento, è un pò “agitata”.
Avvistiamo il relitto della nave naufragata trent’anni fa tra Ist e Molat: peccato che il tempo non ci faccia venire voglia di una deviazione per un bagno…
Arriviamo a Bozava verso le 19 e ormeggiamo ad un molo di fronte al ristorante…
Facciamo un giro in Paese e arriviamo in alto fino alla Chiesa. Dani comincia le ricerche affannose dei fiori del finocchio selvatico da mettere in infusione per ottenere liquori e anche da aggiungere al minestrone… Oltre al finocchio ci sono però profumi di tutti i tipi: rosmarino, salvia, menta. Ne facciamo un pieno salutare per i nostri polmoni raggrinziti dallo smog!
Al ristorante ci viene proposta la “scarpena” al forno, oltre a branzini e calamari: il tutto è aromatizzato da un olio di oliva assolutamente eccezionale. Purtroppo non è possibile acquistarne, peccato!
Arriva la nostra prima notte in barca: chissà…

Domenica 6 agosto ore 8,00: Walter è ormeggiato di fianco a Penelopa! Ora la compagnia è al completo e inizia la vera vacanza…
Facciamo rotta verso il parco delle Kornati. Il tempo è splendido e c’è un vento di bora che però non si sente troppo in quanto andiamo comunque sempre sottovento.
Alziamo le vele. E’ bellissimo!
Si sente solo il fruscio dello scafo sulle onde e lo sbattere delle vele quando Ernesto, Gaetano o Claudio commettono un errore nel timonare.
Mari, Dani, Barbara e Tata aspettano gli errori di rotta per una occhiata di sole: il genoa e le rande ci coprono completamente ed abbiamo persino freddo…
Ci fermiamo per una nuotata a Rava ed entriamo nel parco dopo aver ammainato le vele (in mezzo alle isole e ai canali il Biondo ritiene più saggio andare a motore). La velocità è praticamente uguale, solo il rumore è un pò più forte.
Nel nostro vagabondare in mezzo alle isole Kornati ci rendiamo conto che il paesaggio è fantastico e quasi lunare.
Il Biondo ci promette una sorpresa…
Ci dirigiamo verso la parte esterna del parco e ci troviamo di fronte ad un panorama inaspettato: altissime scogliere a picco nel mare. La profondità supera gli 80 metri, l’altezza delle scogliere è sicuramente oltre i 100 metri. E’ una spettacolo affascinante e per renderlo più emozionante il Biondo passa rasente alla scogliera…
Entriamo alla marina di Pischera attraverso uno stretto passaggio: è una bella marina, con tanti servizi e un buon ristorante. Scopriamo che la passerella Penelopa-molo è dotata anche di ringhiera, provvidenziale considerato che il dislivello tra Penelopa e il molo è talmente considerevole che Dani decide di scendere con…il fondo schiena!
Abbiamo tutti voglia di una bella doccia calda ristoratrice.
La cena al ristorante della marina è piacevole, purtroppo i tempi di attesa sono un po’ lunghi e così per ingannare l’attesa alcuni di noi salgono sulla collina della marina da dove si gode un panorama splendido sulle isole con un bellissimo tramonto: domani sarà una bella giornata!

Lunedì 7 agosto: dopo la colazione alla marina di Pischera continuiamo il nostro viaggio attraverso le Kornati; il Biondo ci propone di puntare verso Vodice e di fare uno stop per la spesa; inutile dire che la proposta viene accettata all’unanimità.
La traversata dalle Kornati al “continente” è fatta con un mare un po’ agitato e quindi Walter e Giusi con Gilda ci precedono con una traversata veloce. La giornata non si preannuncia splendida come avevamo previsto: ci sono nubi e l’aria è piuttosto freschina….A Vodice troviamo il mercato di frutta e verdura e ne approfittiamo anche per comprare il vino e la grappa dei contadini. Il vino è prontamente assaggiato a pranzo e si rivela ottimo: peccato non aver acquistato un numero maggiore di bottiglie…
Entriamo ora nel canale di Sibenik: è molto bello! Ci sembra molto bella anche la città sullo sfondo.. Il Biondo ci fa notare che una parte della cupola della cattedrale è stata ricostruita dopo i bombardamenti durante la guerra degli anni scorsi.
Incrociamo un numero infinito di barche stracolme di turisti e pensiamo che la loro destinazione sarà un giro alle isole Kornati. Il canale penetra sempre di più nel continente: passiamo sotto un altissimo ponte, fiancheggiamo grandiosi allevamenti di frutti di mare (cozze e ostriche), ci addentriamo in un fiordo molto “norvegese”; oltrepassiamo il lago e arriviamo alla Marina di Skradin, dove, con un po’ di fortuna e molte conoscenze, il Biondo riesce ad infilare Penelopa in un posto piccolissimo…
La cena è prenotata per le otto e mezza al Ristorante Bonaca, che vuol dire “bonaccia”. Walter ordina l’ultima porzione disponibile di anguilla e quando arriva in tavola un enorme piatto tutti ne assaggiamo un pezzo. A quel punto il cameriere si riporta via il piatto (evidentemente era stato portato per errore al nostro tavolo). Peccato! solo alcuni pezzetti sono stati mangiati e Walter è tristissimo!
Dopo cena il Biondo ci porta in una vecchia osteria ad assaggiare prosciutto e bere vino bianco… Per smaltire cena e “dopo cena” facciamo un lungo giro nel paese che si rivela pieno di storia e piacevole architettura antica.
Siamo pronti per visitare domani il parco Nazionale Krka.



Martedì 8 agosto: prima dell’alba veniamo svegliati dal sibilo del vento. Si è alzato un terrificante vento di bora! Il Biondo è obbligato a rinforzare gli ormeggi. Scoppia anche un parabordo schiacciato contro il molo! Al mattino alle otto siamo già pronti per la partenza verso le cascate mentre il Biondo cerca di recuperare un pò del sonno perduto. Anche Walter decide di restare di guardia alla barca e con noi viene Giusi.
Alle cascate e al parco Krka si può arrivare solo con le barche destinate a questo servizio.
La partenza è per le nove e arriviamo per primi all’imbarco!
Il parco è molto bello, le cascate splendide e nel percorso incontriamo le bancarelle che vendono fichi secchi e frutti di bosco. Anche il museo etnografico si rivela interessante. Claudio viene vestito da antico abitante del luogo da una tessitrice!
Alla fine del percorso nel parco ci rendiamo conto che moltissime persone stanno facendo il bagno nel laghetto sotto le cascate: Dani, Mari, Giusi e Tata decidono di provare questa ebbrezza; esperienza simpatica, la temperatura dell’acqua in fondo non è molto diversa da quella che si trova solitamente in mare…
Ritorniamo su Penelopa dopo aver acquistato (a peso d’oro) il prosciutto nell’osteria della sera precedente. Questa sera prevediamo prosciutto e cozze (se potremo acquistarle durante il ritorno sul canale!). Il Biondo è di pessimo umore… speriamo in bene! Nonostante l’umore ci fermiamo ad acquistare 5 Kg di cozze. La rotta è verso l’isola di Murter, al porto di Jezera. Il vento ci accompagna sempre, però non è dell’intensità di quello della notte precedente. Al porto troviamo posto solamente di fianco ad un grosso peschereccio e Walter si attacca a Penelopa. Possiamo però scendere a terra e riusciamo a pulire con una certa facilità i nostri 5 kg di cozze.
Alla nostra cena non partecipa però il Biondo che continua ad essere di pessimo umore… pazienza! Domani è un altro giorno!

Mercoledì 9 agosto: risaliamo verso nord. La destinazione non è ancora sicura, molto dipenderà dal vento e dalle condizioni del mare. Passiamo il ponte che si apre verso Vrgada e costeggiamo l’isola di Pasman. Ci fermiamo per un bagno a Zaglav.
Nel momento in cui la barca si ferma gli uomini, che stanno facendo relax sottocoperta, spuntano dal boccaporto per avere notizie.
Dopo di che è bagno per tutti: tuffo, scaletta… pinne e maschera (qualche volta anche il fucile). C’è anche chi pesca e poi per tutti uno spuntino per “sporcare i denti”, magari con qualche fico e una fetta di salame, con una birra o un bianchino fresco….
Nel primo pomeriggio si alza un forte vento di maestrale. Il biondo suggerisce di puntare verso l’isola di Iz. Arriviamo al porto di Veli Iz e purtroppo troviamo posto solo al molo dove attraccano i traghetti.
Questo vuol dire che domani mattina prima delle sei dovremo spostarci…. Walter arriva molto prima di noi e riesce a trovare l’ultimo posto disponibile alla Marina!
Il ristorante della Marina dove abbiamo prenotato non si rivela purtroppo la scelta migliore…peccato, perché il paese di Iz è estremamente gradevole e sulla nostra strada vediamo alcuni ristoranti che hanno invece un’ottima apparenza! Il Biondo è sempre di umore..variabile!

Giovedì 10 agosto: sveglia alle 6 con il traghetto in arrivo! Partiamo verso le 7 e alle 9 ci fermiamo in mezzo al mare per un bagno in un’acqua perfettamente ferma: sembra di tuffarsi in uno specchio…
Il biondo, tornato di buon umore, ci propone la destinazione Zara che viene accettata con entusiasmo. Passiamo sotto un ponte alto 16 metri e mezzo e l’albero di Penelopa è alto 15 metri: che brivido! Alle 11 attracchiamo al molo di Zara, esattamente di fronte all’antica porta di ingresso alla città. Zara è una città estremamente vivace, con un grande mercato all’aperto (dove Ernesto, il cambusiere, acquista i “cevapcici” per la cena) e tantissimi negozi. Visitiamo la chiesa di San Donato che è ormai stata trasformata in museo e che rappresenta il simbolo della città.
Ernesto scopre un buon ristorantino sotto gli alberi “topola”(!!).
Lasciamo Zara alle 14 e trenta dopo il pieno di gasolio. Il telefono non funziona neppure a Zara e finalmente scopriamo che è il sistema GSM croato che è fuori uso da tre giorni (e non abbiamo più notizie dei ragazzi che si sono fermati a Mali Losinj: speriamo che non abbiano combinato troppi guai!)
Ci dirigiamo verso Molat e, come ormai ci ha abituato da qualche giorno, il vento si alza. Questa volta però non scherza affatto! Ci fermiamo per un bagno a Rivanj e ci ancoriamo esattamente sopra due splendidi esemplari di Pinna Nobilis! Procediamo con una velocità non superiore a 3/4 miglia all’ora , con vento contro e corrente contro. Arriviamo solo al tramonto (stupendo!) al porto di Molat.
Walter ci ha preceduto e malgrado i suoi 150 cavalli di potenza lui e Giusi hanno fatto il bagno…in barca!
Dani e Mari preparano gli spaghetti aio, oio e peperoncino “sporcati” con il pesto e chiediamo aiuto al Biondo per cucinare i cevapcici: il risultato è ottimo!
Siamo ancorati ancora una volta al molo dei traghetti: per questa sera va benissimo, perché così possiamo ballare sul molo al lume delle candele! Peccato che vicino a noi sia ormeggiata una barca i cui passeggeri alle 10 vogliono dormire, per cui…addio notte di follia!
Domani mattina la partenza sarà ancora una volta all’alba…

Venerdì 11 agosto: come previsto la partenza è alle 5 e 45.
Mari e Tata decidono di vedere l’alba. Lo spettacolo che si presenta ai nostri occhi vale la fatica della levataccia!
La nostra direzione è Premuda, dove ci fermiamo per un lunghissimo bagno in una zona dove i pesci si sono dati appuntamento: sembra di nuotare in un acquario. Oltre gli scogli grandi di fronte a Premuda la parete di roccia scende a profondità notevoli, non riusciamo a vedere il fondo: lo spettacolo è grandioso! Incontriamo due sub e ci viene un po’ di nostalgia per non aver portato l’attrezzatura per qualche immersione….
La traversata da Premuda a Ilovik viene fatta a vela con le donne a turno al timone!
Ci fermiamo per un bagno di fronte all’unica spiaggia del Nord della Croazia, a Ilovik, dopo di che raggiungiamo Walter che ci ha preceduti e ha trovato una boa libera nel canale di fronte al paese di Ilovik.
L’ultimo pomeriggio in barca è dedicato ad una lezione sui nodi con relativo esame, dopo di che è tutto relax…
Al tramonto Walter accompagna tutti in paese con il “tender” Gilda.
Dopo un giretto in mezzo ai fiori (Ilovik è detta l’isola dei fiori) ceniamo al Ristorante Porto, dove ci viene servito un ottimo antipasto di pesce misto (calamari, polipi, cozze, vongole etc. in salsa bianca e in salsa rossa) seguito da Scarpena e Branzini alla griglia. Notevole!
Il rientro su Penelopa rende un pò tristi tutti: è l’ultima notte. Domani si sbarca!

Sabato 12 agosto: il percorso da Ilovik a Mali è ben conosciuto e quindi approfittiamo di questo tempo per rifare le valigie. Finiamo in tempo utile per vedere la danza di un delfino e quindi tuffarci nella baia degli Inglesi, prima di sbarcare definitivamente al molo vicino al campeggio Poljana.
Abbiamo navigato per oltre 200 miglia!
Ci ripromettiamo tutti insieme di rifare questa esperienza , magari in altri posti, forse verso il Sud, chissà.
Ciao Biondo, grazie! sei stato in gamba! Penelopa è proprio una gran bella barca!
Abbiamo imparato ad alzare e ammainare le vele, a “sporcare i denti” con ottimi spuntini, ad apprezzare il rumore del mare contro la chiglia della barca e abbiamo ancora una volta, dopo tanti anni, capito che tutti insieme in vacanza stiamo proprio bene!

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