Dubai & Emirates: under construction!

di Flaming June –
Perchè Dubai : perchè quest’anno abbiamo deciso eccezionalmente di festeggiare il Capodanno fuori; perchè volevamo andare al caldo ma non troppo lontano; perchè non volevamo fare un viaggio impegnativo ma una vacanza rilassante e all’ insegna del confort; perchè volevamo il mare ma anche la possibilità di fare visite interessanti… insomma, alla fine, malgrado l’idea di Dubai non ci avesse mai sfiorato prima, abbiamo pensato che gli Emirati potessero fare al caso nostro.
Pensiamo naturalmente di fare tutto da noi, volo e hotel… ma già i primi giorni di ottobre il volo più economico per partenze sotto le feste natalizie, è di 1.200 euro, praticamente il doppio rispetto a partenze in altri periodi. Alla fine, fatti due conti, prendiamo un pacchetto volo più Hotel, partenza Alitalia da Malpensa il 26 dicembre per nove giorni totali. Gli Emirati Arabi Uniti sono una confederazione di sette Emirati su un territorio poco più grande della Sicilia. Ogni Emirato è governato da un sovrano (Sceicco) che è capo assoluto del proprio territorio. I sette Emiri votano poi il presidente della confederazione, attualmente l’Emiro di Abu Dhabi. Da Dubai è possibile raggiungere in un paio d’ore di macchina praticamente tutte le zone di interesse degli Emirati, a parte la zona al confine con l’Arabia Saudita, le Oasi di Liwa, che dista circa 5 ore da Dubai e che per questo non potremo visitare, con grande rammarico perchè la percezione che abbiamo è che sia in assoluto fra le zone più interessanti.

Dubai è molto estesa, la città è divisa in due da un’insenatura del Golfo, il Creek, uno stretto corso d’acqua perpendicolare al mare con a ovest Bur Dubai, a est Deira, le due zone principali della città. Jumeira, la spiaggia di Dubai, dista una ventina di Kilometri dal Creek. Scegliamo un albergo in città perchè dalla city è più facile e veloce muoversi: le stazioni degli Autobus che diramano per gli altri Emirati partono tutti da Bur Dubai Bus Station e da Deira Bus Station, e quindi, vista l’intenzione di visitare tutti gli Emirati, l’hotel in città è la scelta più opportuna. L’albergo è il JW Marriott a Deira, fuori dal caos esasperante del Creek, ma comunque centralissimo; apprezzeremo molto in seguito la sua posizione, il fatto che a differenza di molti Hotel non sia circondato dagli onnipresenti cantieri, la fermata degli autobus a una ventina di metri, cosa che ci tornerà molto utile. In ogni caso è necessario sapere che muoversi in taxi o in bus costa molto poco: la corsa in taxi ha il fisso di 3.00 Dirham, meno di un euro, mentre la corsa in bus varia da 1,50 a massimo 2.00 dirham a persona. Sugli Autobus le file d’avanti sono riservate alle donne; se non ci sono più posti a sedere, gli uomini vengono comunque fatti salire e viaggiare in piedi, alle donne invece è negato l’accesso.
Altra cosa da sapere è che, malgrado le numerose corsie, il traffico è qualcosa di mostruoso! E non perchè le macchine siano posteggiate ovunque, al contrario in questo senso è il paradiso perchè non c’è condomio e abitazione senza garage, e in città ogni venti metri se ne trova uno….è che le macchine sono numerosissime e tutte di grossa cilindrata: fra le 11:00 e le 20:00 muoversi significa impiegare moltissimo tempo per arrivare a destinazione; peraltro non sono previste corsie preferenziali, quindi in taxi, in autobus o con auto propria la sorte è la stessa. Allora…. perchè non a piedi? Bè, Dubai è davvero molto estesa, e se comunque foste pronti a robuste scarpinate, sappiate una cosa: nella quasi totalità delle occasioni, non troverete strisce pedonali per attraversare, nè marciapiedi…. vi sentirete spesso in pericolo di vita, sopratutto perchè le strade sono a quattro corsie in un verso e quattro nell’ altro… tutti guidano come pazzi, e le auto sono per lo più grossi fuoristrada…non credo si possa uscir vivi da un incontro ravvicinato di questo tipo! Quando i marciapiedi ci sono sono comunque in costruzione: sabbia, catrame, fossi e cemento. Questa è del resto una costante: Dubai e alcuni degli altri Emirati sono un grande cantiere a cielo aperto! Le gru sono molto più numerose dei grattacieli, è tutto un costruire, 24 ore su 24… la notte, le gru illuminate, gli operai a lavoro, persino la notte del 31 dicembre…tutto abbastanza folle…. cantieri in cui indiani, pakistani, iraniani, afghani, lavorano come schiavi, senza le basilari norme di sicurezza… quasi nessuna costruzione ( e parliamo di palazzi di minimo 10-20 piani ) ha per esempio l’impalcatura adeguatamente protetta dalla rete apposita. Gli unici autobus sgangherati che si vedono girare in città sono quelli degli operai, che a qualsiasi ora del giorno e della notte fanno su e giù fra i cantieri e i dormitoi: palazzi poveri è affolati, con finestre piccole e senza l’onnipresente aria condizionata…. qualcuno in città, la maggior parte nelle zone limitrofe di Deira e Bur Dubai.

A parte le vie adiacenti al Creek, quelle con i grattacieli e i palazzi più famosi, per il resto ovunque ci sono cantieri… persino la zona di Jumeira è un immenso cantiere: fra un lussuoso hotel e l’altro solo marciapiedi, hotel, palazzi e ville in costruzione. “The Palm”, il grande centro costruito interamente sul mare, è già in ottimo stato di avanzamneto, dall’aereo sembra pressocchè finito mentre dalla terra ferma è appunto solo un enorme cantiere: per chi fosse interessato, gli appartamenti partono da 1000 dollari al metro quadro, fino ai 35000 per le abitazioni e le ville più rifinite, chiavi in mano nel 2008.

Finalmente il giorno della partenza, il 26 dicembre alle 21:50. Arriviamo a Dubai dopo sei ore di volo, alle 07:00 della mattina seguente ( ci sono tre ore di fuso orario ). Il controllo passaporti, malgrado i numerosi sportelli, è abbastanza lunghino per via del gran numero di persone atterrate con gli aerei delle varie compagnie. Nessun visto è richiesto, il tempo di registrarci e siamo fuori. Arriviamo al JW Marriott Hotel, splendido nei suoi marmi preziosi, nelle sue stanze grandi e raffinate, negli ambienti curati nei particolari, nei fiori freschi che ogni giorno ritroveremo in camera, nel buffet della colazione con le cose più buone delle classiche colazioni arabe, greche, asiatiche, giapponesi, americane ed europee… esperienza visiva e gustativa che ricorderemo volentierissimo per un bel po’, è certo!
Malgrado il chek-in formalmente non possa svolgersi prima delle 15:00, alle 9:30 abbiamo già le nostre camere. La gentilezza negli alberghi, nei ristoranti e in generale dappertutto, sarà una costante durante tutto il viaggio: del resto gli asiatici sono famosi per questo, e malgrado siamo negli Emirati Arabi, la gente con cui avremo a che fare è appunto asiatica. Gli Arabi “Nazionali” sono soltanto il 20% dei 4 milioni di persone che abitano negli Emirati, e per incontrarli bisogna necessariamente andare o nei ristoranti più mondani, o nelle gioiellerie più famose, o nei piani alti dei palazzi più prestgiosi, dove temo abbiano preso gusto a giocare al Monopoli! La Gente degli Emirati è Indiana, Afghana, Iraniana, Cingalese, Filippina, moltissimi vengono dal Pakistan, dal Bangladesh… stranamente pochissimi Cinesi!

In Giro per gli Emirati

Ci siamo sempre mossi in maniera autonoma, con i bus di linea e con i taxi. Malgrado il noleggio di un’auto sia molto economico, abbiamo preferito spostarci in bus e taxi, visto che la spesa in definitiva era anch’essa estremamente abbordabile e ci evitava l’impiccio del posteggio della macchina.
Gli orari degli Autobus sono rigorosamente rispettati.
I taxi sono sempre guidati da stranieri che, fuori Dubai e Abu Dhabi, spessissimo non parlano l’inglese: accertarsi immediatamente della cosa per evitare inutili perdite di tempo.
Tenere sempre presente che i musei e generalmente anche i souq e i centri commerciali, fuori Dubai e Abu Dhabi, chiudono dalle 13:00 alle 16:00. Il Venerdì è giorno di preghiera, a Dubai e Abu Dhabi l’orario di apertura anche dei Centri Commerciali più grandi è dopo le 16:00, negli altri Emirati la chiusura si prolunga anche per tutto il giorno.



Emirati di Ras al-Khaimah, di Umm al-Qaiwain e di Ajman.
Raggiungiamo la stazione dei Minibus di Deira, e qui prendiamo un minibus per l’Emirato di Ras Al-Khaimah, un’ora e mezza per 20 dh a persona (5 euro), attraverso una strada inizialmente molto trafficata, poi sempre più desolata man mano che ci si allontana da Dubai. In avvicinamento a Rak, così è chiamata, si scorgono i monti Haiar, piacevole variazione al piatto paesaggio che li ha preceduti.
Il Museo di Rak è al momento chiuso, vediamo da fuori il Forte che lo ha ospiatato fino a qualche tempo fa, residenza dello sceicco fino agli anni ’70. Il Forte si trova nella Old Town, dove visitiamo brevemente il Rak Souq e il Fish & Fruit Vegetable Souq, molto… desolanti! La parola “Souq” rimanda necessariamente alle atmosfere arabeggianti e misteriose di città come Istanbul o Marrakech… Niente di tutto questo! Qui i “Souq” altro non sono che strade con negozi uno di fianco all’altro, o l’equivalente dei nostri mercati coperti, e con pochissime persone in circolazione! Non ci aspettavamo di certo l’atmosfera dei Souq d’Algeria ma… speravamo che almeno negli Emirati più piccolli un minimo di tradizione e atmosfera fossero state preservate! E comunque contavamo almeno nella vitalità di tutti i mercati del mondo!
Anche in città, poca gente, nessun turista.
Ci rendiamo conto che non c’è molto di interessante quindi, dopo una veloce visita della Corniche, la spiaggia, prendiamo un taxi per Umm Al-Qaiwain, non essendo infatti disponibile un servizio di bus. Arriviamo in mezz’ora, contrattiamo prima il prezzo perchè i taxi non hanno il tassametro: 25 dh.
Visitiamo il Museo, all’interno di un Forte nella città vecchia. E’ tutto immobile, stucchevole, tenuto bene ma… sembra la scenografia troppo finta di un teatro!
Vicino al Museo le rovine dell’ antico Palazzo dello Sceicco e la vecchia Moschea. Naturalmente si tratta di un piccolo centro dove lo sfarzo di Dubai è lontanissimo: ci sono un paio di palazzi moderni, ma per lo più condomini più che normali. Anche qui poco movimento, turisti zero. Ci guardiamo ancora un po’ intorno con la speranza di scorgere qualcosa di interessante… Quando è a tutti chiaro che niente sta di fatto sfuggendo alla nostra attenzione, lasciamo l’Emirato. Riprendiamo un altro taxi alla volta di Ajman, arriviamo in venti minuti in quello che è il più piccolo e il più povero dei sette Emirati. Come dice anche la Lonely Planet, in generale pessima e del tutto insufficiente, in effetti non c’è molto da vedere. Si tratta di un agglomerato di case abbastanza semplici, con una piazza e qualche centro commerciale. Anche qui non ci sono i soliti rumori della città, poca gente in giro.
Ci rechiamo all’ Ajman Museum, desolatissimo ma che da fuori sembra abbastanza carino, costruito com’è nello stile tradizionale dei Forti del 1700. Tuttavia sono le 15:30, e lo zelante polizziotto all’entrata, peraltro molto perplesso nel vederci, non ci permette di entrare, malgrado manchi solo mezz’oretta all’orario di apertura….ma abbiamo la vaga impressione che anche alle 16:00 tutto resterà immobile, come la piazzola del museo e la faccia stranita del polizziotto. Lasciamo perdere e ci dirigiamo verso il Molo, dove si trovano l’ Iranian Souq, il Fish e Meat Souq e il Fruit Vegetable Souq. L’Iranian Souq non ha alcunchè di Iraniano… si vendono piatti, pentole, stoffe e quant’altro. Di fronte il Fish Souq, che però vista l’ora è pressochè vuoto, anche se ci sono molti addetti ai lavori che insistono per venderci tutti i pesci che gli sono rimasti sul groppone… Infine le macellerie, con ordinatissime pile di cuori, lingue, piedi… Riprendiamo il Taxi alla volta di Dubai, in effetti siamo molto vicini all’ Emirato di Sharjah, ma preferiamo tornarci con più calma. Questa mancanza assoluta di cose veramente interessanti ci ha sfiniti, ci sentiamo molto stanchi, neanche avvessimo scalato una montagna!

Emirato di Abu Dhabi
Prendiamo un autobus alla Bur Dubai Bus Station, 1 h e 50 minuti per 35 dh, quasi 10 euro. Abu Dhabi è oggi una città moderna, ma solo 50 anni fa’ era un piccolo villaggio di pescatori. Incredibile!
Il suo sceicco è il presidente degli Emirati Arabi Uniti, e il suo emirato è il primo produttore di petrolio della confederazione.
Come a Dubai, molte auto di grossa cilindrata, molti grattacieli e palazzi. E la folle intenzione dello sceicco, vagamente megalomane, di costruire ancora e di più… ristoranti sott’acqua, l’albergo più lussuoso al mondo, la mosche più grande del pianeta… Per adesso non mi sembra sia riuscito a dare una qualche identità alla sua creazione.
Dopo un giro per la città, facciamo una breve passeggiata sulla Corniche, quindi a piedi raggiungiamo il Forte di Qasr al-Husn, del 1793, restaurato così male da sembrare finto (mi accorgo che è una costante), e chiuso al pubblico. Abbastanza vicino c’è il Cultural Foundation, un palazzo moderno circondato da bei giardini. Sono presenti esposizioni sulla storia della città, e mostre temporanee. Non molto lontano il Carpet House & Antiques, dove compriamo un bellissimo Kilim. L’unica cosa che Abu Dhabi ha in più di Dubai, sono i giardini e le aiuole, che a Dubai mancano del tutto o sono in costruzione.
Non trovando altro di interessante da fare, andiamo in taxi a Madinat Zayed, dove visitiamo due centri commerciali, il Madinat Mall e il Gold Centre. Poco dopo ritorniamo alla stazione dei Bus, quindi a Dubai. La visita di Abu Dhabi, com’era nei nostri timori, ci ha lasciati delusi e annoiati.

Emirato di Sharjah
Prendiamo un minibus dalla stazione di Deira, 5 dh per una mezz’oretta di strada, che se non fosse tanto trafficata, sarebbe percorribile in 10 minuti, i km che separano Sharjah da Dubai. In effetti non è del tutto chiaro dove finisce l’una e comincia l’altra! Non c’è infatti un fazzoletto di terra che non sia occupato da una palazzo o da un cantiere. Arriviamo al Rolla Square, il centro dell’emirato. Entrando in città abbiamo finalmente visto curatissime aiule e tanti fiori, assai rari a Dubai, e una grande Moschea.
A Rolla Sq. si scorge la Torre che delimita la Arts Area e l’Eritage Area. Si tratta della ricostruzione con materiali tradizionali, come il gesso, di un quartiere tradizionale. Attraversiamo l’Heritage che è desolatissimo, lindo e senza vita. All’interno il Museo, con alcune ceramiche e altre piccole cose. Però tenuto molto bene.
Dietro L’Heritage, sulla Corniche, una Moschea con i mosaici colorati, nella tradizione Iraniana, che non abbiamo più incontrato altrove. Peccato però non ci sia permesso entrare.
Vicino il Souq Al-Arsa, che dà anche sull’Heritage. Questo Souq è senz’altro il più tradizionale, ma purtroppo molti dei negozietti, malgrado l’oararo di apertura, sono chiusi. Questa storia degli orari di apertura-chiusura di negozi, musei, sarà un tormento per tutto il viaggio… e resterà un’ incognita il criterio, se mai ce ne fosse uno!
Lasciamo L’Heritage e in taxi ci muoviamo verso Union Square, una piazzola con al centro la grande Moschea che avevamo visto entrando a Sharjah. Da qui, a piedi, andiamo al Central Souq, un palazzo a due piani dalla particolare architettura. Facciamo un giro fra negozi di tappeti e souvenir dozzinali. Poi ci sediamo davanti alla fontana dello spiazzo del Souq a goderci il sole che tramonta sulla Khalid Lagoon. Questo emirato è senz’altro più moderno di quelli vicini, con grattacieli, palazzoni e molto traffico, ma pure rimane più vivibile di Dubai. Forse banalmente per le aiule e il verde?

Emirato di Al-Ain e Buraimi
Partiamo dalla Stazione degli Autobus di Bur Dubai, e dopo quasi due ore, arriviamo alla Stazione di Al-Ain, attraverso un paesaggio che è prevalentemente desertico, inizialmente ciottoloso, poi sabbioso. Entrando in città ci accorgiamo subito che alla nostra sinistra corre una lunga recinzione di rete con alla sommità il filo spinato, troppo lunga però per delimitare una zona militare come saremmo indotti a credere. Si tratta infatti del Confine, assai teorico a dire il vero malgrado il filo spinato, fra l’Emirato di Al-Ain e Buraimi, città Omanita. Nessun permesso nè controllo è previsto per andare da una parte all’altra, attraverso le numerose rotatoie caratterizzate da aiule decorate con monumenti a… caffettiere e tazzine, cavalli rosa a pois, cammelli blu….mah!
Malgrado avessimo da sempre pensato che Al-Ain fosse certamente la visita più interessante, siamo finiti lo stesso col farla il venerdì, giorno di preghiera in cui tutto si ferma e probabilmente per i turisti la cosa più conveniente da fare è dedicarsi al mare e alla tintarella! Dopo diverse difficoltà per trovare un tassista che parlasse inglese, siamo riusciti ad arrivare per le 12:00 al Forte Al-Khandaq ( a Buraimi ), la Lonely infatti segnalava l’ apertura fino alle 13:00 anche al venerdì ma… arriviamo è non c’è anima viva, il Forte è davvero molto molto carino, ma nessun cartello, nessun avviso, nessuna biglietteria. Disperiamo! Andiamo al vicino Buraimi Souq, anch’esso poco movimentato, dove dell’apertura e addirittura della possibilità di entrare a visitare il Forte, non sanno nulla, come se la cosa non fosse di norma. In effetti non sembra un posto frequentato da visitatori. Mah!…decidiamo di andar via e ritornare da lì a qualche ora, il Muezzin chiama e forse gli addetti sono andati alla Moschea. Nel frattempo andiamo al Mercato dei Cammelli, sempre a Buraimi. L’autista, il pakistano Til, che ci accompagnerà per tutto il giorno, ci lascia davanti all’entrata perchè è l’una e deve correre in Moschea a pregare. Facciamo un giretto, le contrattazioni sono abbastanza rare ma abbiamo la fortuna di assistervi: fare concitato, persino una certa aggressività… alla fine due cammelli vengono caricati su un pick-up e portati via. I cammelli sono tanti, alcuni cuccioli sembrano in difficoltà per il caldo, se ne stanno prostrati a terra come senza vita. Ma certo non è così. Il campo è fisso, i mercanti vivono qui in pianta stabile. Arrivano alcuni gruppetti di turisti fra i pochissimi che abbiamo incontrato in giro per gli Emirati minori. Finalmente arriva Til, andiamo nuovamente al Souq per aspettare che si faccia vivo qualcuno al Forte. Gironzoliamo per un’oretta poi, perse le speranze, lasciamo con vero rammarico il forte.
Rientriamo ad Al-Ain, diretti all’Oasis, in attesa che apra il Museo. Restiamo un’oretta in questo immenso palmeto che percorriamo un po’ a piedi un po’ in macchina attraverso un labirinto di stradine lastricate; c’è un piccolissimo bar-ristorante, nessuno in giro, tutto pulitissimo.
Ci rimettiamo in macchina e andiamo a visitare il Souq del Bestiame, una serie di camioncini con capre e pecore caricate nelle stiva posteriore che qui praticamente vivono fino al momento in cui verranno vendute. C’è una donna omanita col viso completamente coperto che con maestria porta a buon fine una trattativa, gli operai che sistemano il foraggio su camioncini, i mercanti che giocano a carte, alcuni fumano, altri dormono.
Andiamo quindi a visitare il Jaili Fort, in fase di restauro, davvero molto bello. Anche qui deserto, di sabbia… ma anche di gente.
Quindi, alle 16:00, entriamo al Museo, tenuto benissimo, restaurato ma in maniera meno manierosa, più realistica che altrove, con giardinetti e fiori nei cortili. Diverse guide del museo, puntualmente velate, sono a disposizione dei visitatori per giri e spiegazioni particolareggiate. Al-Ain e di sicuro l’Emirato più interessante fra quelli visitati. Non ci sono grattacieli, nè palazzi, nè cantieri ovunque, è certamente più modesto e semplice ma anche più umano, con un’atmosfera più intima e calda.

Cenone di Capodanno
Eravamo partiti con l’intenzione di tirarci in qualche modo fuori dal solito Cenone con tanto di Abito-Tacco-Trucco… Vista la situazione di Dubai, la mancanza, chessò, di una piazza, di una strada, di un cuore… eravamo abbastanza scoraggiati, alla fine persino avevamo considerato di piegarci all’Abito-Tacco-Trucco. Poi però, vicino al nostro Hotel, abbiamo fatto visita all’agenzia Net Tours perchè interessati a un giro nel deserto in 4×4… alla fine non abbiamo fatto il Desert Safari ma abbiamo rimediato quella che c’è sembrata un’ottima soluzione: passare l’ultimo dell’anno nel deserto! Esattamente ciò che desideravamo, qualcosa che non avremmo potuto fare che lì e in pochi altri luoghi. Il programma prevedeva un’ora di macchina in strada, poi un percorso di una ventina di minuti nel deserto, quindi musica locale e un Buffet luculliano. Arriviamo verso le nove al campo tendato, organizzazione eccellente, tavoli rotandi bassi, tappeti e cuscini. Diversi falò accesi qua e là, a scaldare una notte abbastanza freddina. La gente più diversa: molti arabi, indiani, pochissimi turisti. Il buffet ricco di cose buone, un servizio efficientissimo, due tende dove sono a disposizione molte sheesha, il locale narghilè, che diffondono nell’aria un delizioso odore di menta, vaniglia, mela…. musica dal vivo splendida, le ragazze arabe che danzano con la sensualità e la maestria di vere ballerine… più o meno tutte, anche le sessantenni…Atmosfera meravigliosa, coinvolgente, gioiosa e informale. Serata molto bella.

Dubai
Visitiamo il Creek, il molo cui sono ormeggiati numerosi Velieri e diversi Yaght, tutti a disposizione di chi volesse fare un giro, oppure una crociera con Musica e Buffet. Il molo è tutt’oggi approdo di numerose imbarcazioni, i Dhow, che vengono ancora molto usati per trasportare merci da e per altri paesi del Golfo Persico. Sul versante Deira del Creek ci sono alcuni degli Hotel più noti e l’avveniristico grattacielo della Dubai National Bank, realizzato da un famoso architetto americano. Questa zona durante il giorno è abbastanza poco frequentata, ci sono per lo più uffici, rari i bar e i ristoranti tutti rigorosamente confinati all’interno dei Centri Commerciali e degli Hotel…. Questa è comunque una cosa che caratterizza Dubai: poca gente per strada, giusto alle fermate dei bus, o in prossimità di un supermarket… Tutti sempre e solo in macchina, o negli hotel, o nei centri commercilai… tutt’intorno il niente, o gli immancabili cantieri. A volte sembra che gli unici esseri viventi nella città siano gli operai che costruiscono marciapiedi, case, palazzi… Ma basta entrare in un Centro Commerciale per ritrovarsi fra la folla.

Sempre su questo versante ci sono il Gold Souq, il souq delle Spezie e dei Profumi. Andiamo a visitarli di sera, e restiamo abbastanza delusi. Il Souq delle Spezie è costituito da appena due stradine con piccoli negozietti uno di fianco all’altro… le spezie sono per lo più chiuse in buste etichettate, i prezzi generalmente buoni e pressocchè identici ovunque. I turisti sono numerosi. Vicinissimo c’è il Souq dell’Oro: due strade che diramano da una piccola piazzola coperte da una tettoia. Una accanto all’ altra gioliellerie che vendono il classico oro giallo nei modelli tradizionali, e altre che hanno proposte più attuali e internazionali. Anche qui diversi di turisti. Il Souq dei Profumi altro non è che una strada con appena un paio di negozi con in vendita incensi e boccettine varie.
Nella zona dei Souq c’è il Meena Bazar, una strada piena di negozietti di stoffe e affollata di gente… sembra di trovarsi nelle trafficatissime stradine di un qualsiasi paese asiatico. Le facce del resto sono quelle. La stessa atmosfera si respira nella zona di Naif Rd, dove sulla strada a una corsia (miracolo!) si affacciano negozietti di alimentari, di materassi, di vestiti, di stoffe e i piccoli take-away indiani, pakistani, iraninai. Per arrivare all’altro versante del Creek, Bur Dubai, bisogna attraversare o uno dei due ponti che congiungono le rive, o prendere, nelle due stazioni presenti, l’ abra, l’ibarcazione locale che, in qualche minuto e per pochi centesimi di dirham, trasporta le persone da una riva all’altra. Proprio attaccato alla stazione delle abra di Bur Dubai, c’è l’ Old Souq, una strada coperta dal vecchio tetto in legno dell’originario souq. Da qui si raggiunge a piedi il Museo, ingresso 3 dh, ospitato all’interno del piccolo Al Fahidi Fort del 1787, che attraverso la ricostruzione di scene di vita quotidiana ripercorre la storia di Dubai. Vicinissimo c’è la Grand Mosque, di fuori del tutto poco interessante ma molto frequentata dai fedeli.
Non lontano si trova Bastakia, l’antico quartiere della città del 1930, oggi quasi completamente restaurato. Le costruzioni dell’epoca, basse e con una piccola torre del vento, si riproducono tutte assolutamente identiche l’una all’altra fra strette viuzze che fanno di Bastakya un labirinto noioso e totalmente privo di interesse. Tutto così ben confezionato, pulito e asettico da sembrare di cartapesta. Peraltro nessun essere vivente in circolazione, a parte… i soliti operai…! Dietro il lungofiume si trovano due viuzze, abitate da indiani, che portano al Tempio Hindu Shri Nathje. Un bagliore di vitalità che, per sofferta astinenza, apprezziamo molto! Sulla Sheikh Zayed Rd troneggiano le due Emirates Towers, molto belle nella particolare forma e una di fianco all’altra. Una, l’Emirates Shopping Boulevars, ospita un Centro Commerciale e un ristorante che abbiamo molto apprezzato, il Nodlees House; l’altra uno splendido Hotel. Tuttavia, per poter godere al meglio della bellezza di queste Torri e degli altri grattacieli, è conveniente girare Dubai alla sera. Di giorno infatti il cielo è sempre un po’ bianco, anche per la polvere dei cantieri, e quindi il paesaggio risulta piatto… Al tramonto, col sole che colora le pareti specchiate dei grattacieli, e la notte, con l’illuminazione splendidamente studiata di molti di questi palazzi, si gode effettivamente una bellissima visione. Anche le gru, con le loro luci colorate, risultano meno fastidiose che di giorno!! Le Moschee presenti in città sono molte, alcune di stile moderno, altre in stile tradizionale. La Jumeira Mosque si trova fra il Creek e il mare, è piccola e molto frequentata, anche dai turisti ai quali è generalmente permesso di entrare. Certamente è più bella al tramonto e di sera. Il mare di Dubai… la spiaggia è bella, di sabbia bianca finissima, con le onde lunghe. Ma Jumeira è famasa sopratutto per gli Hotel di lusso e per l’albergo credo più famoso al mondo: il Burji al-Arab, l’hotel a forma di vela, che però visto da vicino perde molto della sua spettacolarità. Bellissimo è invece il vicino Mina A’ Salam, atmosfera e charme garantite. Abbiamo cenato una sera a un buffet ricco di ogni cosa, spendendo a persona sui 200 dh, 50 euro, che li valevano tutti. Ho letto spesso prima di partire, del lusso a buon mercato di Dubai… Non è del tutto vero, o meglio, lo è solo se si fa un raffronto in termini di qualità-prezzo con gli alberghi di lusso di altre parti del mondo, in primis l’Europa. La realtà è che a Dubai spendi 300-400 euro per una camera in un 5 stelle, come in altre parti del mondo, ma alla fine sei pienamente soddisfatto perchè il servizio è eccellente, tutto è perfetto, curato nei particolari, eattamente quello che ti aspettavi e persino di più. Il livello è altissimo, nei ristoranti i cuochi sono fra i migliori delle scuole di Parigi e Italiane. E il servizio di un’ efficienza cui forse non siamo più abituati. Tutto questo, altrove, non è garantito neanche dalle 5 stelle. Tornando al mare, negli Hotel è generalmente possibile accedere alla spiaggia solo se ospiti della struttura. Però ci sono diverse spiagge attrezzate che offrono ottimi servizi pagando 100-150 dh. Noi ci siamo dedicati al mare molto poco, preferendo un bagno veloce nella piscina del nostro albergo nei ritagli di tempo fra una cosa e l’altra, essenzialmente perchè arrivare dal Creek a Jumeira, malgrado solo una ventina di km, significa impiegare almeno 1 ora e mezza, o anche più! Comunque Jumeira, a parte la vita d’albergo-mare, non offre praticamente altro: per strada non c’è assolutamente niente, a parte un paio di rifornimenti di carburante e…. cantieri e operai! Mi chiedo cosa sarà questo pezzo di costa fra qualche anno…

Riguardo il capitolo “Dubai: pardiso dello shopping”… è assolutamente molto esagerata come dimensione. Ci sono sì un paio di Centri Commerciali con negozi di lusso, il Wafi City Mall, il Deira Center, lo Shopping Boulevard delle Emirates Tower…ma le strutture ( a parte le Emirates Tower ) non sono queste “follie dell’architettura” di cui ho ampiamente letto… e i prezzi dello shopping di lusso non sono così “duty-free” come riportato… Sono assolutamente identici a quelli italiani, e le boutique neanche così strabilianti e rifornite come mi aspettavo. Il paragone con altri paradisi dello shopping come Singapore, o New York o Parigi o alcune strade italiane, non è neanche proponibile. Al contrario si compra abbastanza bene tutto il resto, credo anche l’elettronica, anche se mi intendo poco, quindi non saprei. Posso però dire che la mia macchina fotografica costava quanto in Italia!

Dubai è tutto questo, almeno questo è quello che Dubai mi ha trasmesso.
Una città alienante, senza carattere, senza gente che la riconosce come sua e insostituibile, che la ama. La gente che incontri è come lì in purgatorio, lì solo per un periodo di sacrifici, che passi prima possibile per tornare a casa, l’unica possibile.
Una città senza identità, senza anima, senza uno scorcio che ti rimanga dentro, che ne faccia un luogo unico. Un involucro neanche poi così bello, che per mancanza di cuore non riesce ad emozionare. La stessa assenza di anima e cuore, di unicità, fanno degli altri Emirati un luogo senza volto, difficile da rintracciare nei ricordi, anche se sono passati solo pochi giorni.

Dubai rimane invece un’ ottima soluzione per chi volesse concedersi qualche giorno di mare, rigorosamente solo mare, ad alitissimi livelli di confort e in un ambiente internazionale.

Prima di partire ho consultato i seguenti siti:

http://www.tripadvisor.com/ShowForum-g295424-i872-Dubai.html
http://www.dubaicityguide.com
http://www.visitdubai.info/
http://www.timeoutdubai.com/

Il Viaggio Fai da Te – Hotel consigliati negli Emirati Arabi Uniti

 

 
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