Resoconto Bretone

di Grazia De Pasqual –

3.460 KM a zonzo per la Francia
Equipaggio: Bruno, Grazia e Laura
Periodo: 6 – 18 Agosto
Mezzo: x5 bmw 6 AGOSTO

La partenza è fissata per le ore 6.30.
Fino a 5 minuti prima della fase di carico, piove e anche forte. Ma miracolosamente la pioggia cessa proprio mentre Bruno stiva il bagagliaio.
Prendiamo l’autostrada Milano-Aosta che è praticamente deserta e arriviamo al traforo del M.Bianco alle ore 8.40 ( il pedaggio di sola andata costa € 30.50 – di andata e ritorno € 38.10)
Non c’è ancora nessuno e quindi scivoliamo per gli 11,5 km. del tunnel in un battibaleno. Continua ad esserci il cielo nuvoloso e
quindi vedere il Monte Bianco nella sua maestosità ci è quasi impossibile: riusciamo solo a scorgere qualche seraccata e poco altro.

La prima tappa del nostro viaggio sarà Annecy, cittadina
molto pittoresca un po’ simile a Bolzano adagiata su un tranquillissimo lago alpino.
Passeggiamo un po’ tra bei negozi e profumate boulangerie che ci attraggono con i loro panini stupendi: ci comperiamo 3 o 4 tipi di pani e dolci diversi che mangiucchiamo camminando.
Alle 12.15 ripartiamo e ci dirigiamo verso Bourges, dove abbiamo deciso di pernottare.
Arriviamo abbastanza presto e troviamo senza grossi problemi l’Hotel Les Tilleuls (tel. 02/48204904). In Francia gli Hotel vengono selezionati in base alla categoria come in Italia, ma ci si può fidare particolarmente di quelli che recano all’esterno la targa Logis De France, che sta ad indicare un buon rapporto qualità/prezzo.

In effetti anche questo è carino, ha la piscina (nella quale Laura si tuffa al volo e sbatte anche un paio di volte la testa…………….!) e soprattutto non costa troppo: spenderemo 116 euro per due camere.
Abbiamo il nostro bel daffare per trovare un ristorante dove cenare: quelli più carini sono pieni e quando chiediamo se c’è posto pur non avendo prenotato, ci guardano come se dicessimo una enorme scemenza!
Dopo una camminata di più di un’ora all’inutile ricerca di un posticino che ci convinca decidiamo di fermarci in centro
(Restaurant AU SENAT) dove alla fine ci troveremo abbastanza bene.

Km 780

7 agosto

Quando ci svegliamo il tempo è nuvoloso e fa un po’ freddino. Dopo esserci preparati e aver pagato l’hotel torniamo in centro per visitare la splendida cattedrale in stile gotico francese di Sant’Etienne e … per fare colazione.
È domenica e non c’è molta gente in giro, ma la chiesa, quasi deserta, è ancora più bella.

Ripartiamo alle 11.30 verso Amboise.
Ci fermiamo durante la strada per visitare il Castello di Chenonceaux che consigliamo vivamente sia per la bellezza del giardino che lo circonda che per la particolarità della costruzione: siccome è ancora domenica, qui la gente è tantissima.
Il biglietto costa € 10.50 per gli adulti e € 9.00 per i ragazzi (le audioguide sono comprese e consigliamo di ascoltarle).
Il castello in origine era piuttosto piccolo e soprattutto, cosa gravissima ai tempi, non aveva un salone da ballo!!!!
Diana di Poitiers ebbe l’idea di avviare la costruzione di un’ala aggiuntiva che, oltre ad ingrandire il castello, collegasse le due sponde del fiume Cher.

L’opera venne completata sotto Caterina De’ Medici e rese il castello decisamente unico.
Le sale sono molto belle e conservate benissimo.

Alle 14.30 partiamo per Amboise e arriviamo finalmente alla Loira: qui di castelli da visitare ce ne sono centinaia, ma se non facciamo una selezione….. in Bretagna non ci arriviamo più!

Quindi decidiamo di visitare quello di Amboise, molto bello ma molto severo e tradizionale (ingresso € 7.70 solo per gli adulti).

Ma ad Amboise ci attende una sorpresa bellissima: il Castello di Cloux o Clos Lucé (ingresso € 12 per gli adulti e € 6.50 per i ragazzi), dove Leonardo da Vinci ha soggiornato e lavorato negli ultimi anni della sua vita. Infatti è morto qui nel 1519.

Nelle sale del castello, oltre agli arredi originali, sono conservati i bozzetti di una serie di invenzioni geniali e attualissime, come il ponte girevole, il carro armato, la bicicletta, il cambio e perfino l’automobile!!!!
Nel parco sono poi realizzati a grandezza naturale i prototipi funzionanti di tutti i disegni conservati nel palazzo.
Sorpresa nella sorpresa, tornando a casa abbiamo trovato l’ultimo numero di Topolino proprio una storia dedicata a questo luogo…!

Dopo tutte queste visite siamo stanchissimi: decidiamo di fermarci a mangiare un boccone in un bistrot (niente di speciale e servizio scadente).
Ci andrà molto meglio con l’hotel che troviamo quasi per caso a Tours: Hotel DU MANOIR (TEL. 02/47053737) – consigliatissimo: spendiamo 69 euro per una bella camera a pochissimi metri dal centro e dalla cattedrale.
Sono le 10.00 ma nonostante il male ai piedi…ci facciamo coraggio e usciamo di nuovo aggiungendo quasi due ore di cammino alle nostre povere gambe. A mezzanotte siamo finalmente a letto.

Km 172

8 agosto

Iniziamo la giornata con la visita alla Cattedrale di St.Gatien
che è particolarissima perché magra magra e altissima … una vera modella! Facciamo colazione su una panchina nel parco, mangiucchiando di nuovo dolci fantastici comperati in una patisserie del centro. Alle 11 siamo in macchina e ci fermiamo per visitare il grazioso borgo medievale di Chinon, 8.000 abitanti.

Ripartiamo alle 14.00 con l’intenzione di raggiungere la Bretagna e …ci riusciamo!!
Raggiungiamo direttamente la zona a sud di Vannes e ci dirigiamo verso il mare.
Ci rendiamo subito conto che trovare da dormire sarà difficile. Per cui ci rivolgiamo all’ufficio turistico locale e grazie alla gentilezza della signora che si dà molto da fare, riusciamo a trovare l’ultima camera nei dintorni (Hotel BEAU RIVAGE di Arradon (tel. 02/97440142) – niente di speciale ma abbastanza onesto: € 76.50).
Ceniamo in paese (le prime ostriche!!) molto bene all’AUBERGE D’ARRADON (tel. 02/97440220).

Km 352

9 agosto

Dormiamo benone e alle 10.00 circa siamo in movimento. La meta sono i megaliti della zona di Carnac.

Prima di arrivare a Carnac ci fermiamo in una località chiamata Locmariaquer, dove c’è un sito visitabile, piccolo ma interessante, perché contiene il dolmen de la Table des Marchand del 3900 a.C. , oltre al Grand Menhir del 4300 – 4200 a.c. (20 metri in origine) fatto volutamente cadere e oggi diviso in 4 tronconi.

Scopriamo che il sito di Carnac è visitabile solo in parte e solo con una visita guidata che va prenotata in anticipo presso la Maison Des Megalithes (02/97522981)

viaggio In Bretagna

Il luogo è veramente magico: ci sono centinaia e centinaia di pietre disposte in modo regolare per chilometri…
Nessuno sa con certezza che cosa rappresentino, possiamo solo dire che incutono un po’ di soggezione e che ci si sente piccoli e antichi allo stesso tempo.



La guida è una spumeggiante signora francese, decisamente innamorata del suo lavoro: ci parla senza sosta per un’ora e mezza!
Un consiglio ai futuri visitatori: mettetevi assolutamente delle scarpe chiuse a meno che non vi piaccia camminare a piedi nudi tra i rovi.

Terminata la visita ci rimettiamo in viaggio perché abbiamo una gran voglia di raggiungere il mare: ci piace l’idea di vedere la penisola di Crozon. Cerchiamo una sistemazione per la notte: questa sera dormiremo per la prima volta invece che in hotel in una Chambre d’Hote, cioè in una casa privata che mette a disposizione una o più camere per gli ospiti.
Non è il massimo, ma visto che la località è piuttosto affollata, ci accontentiamo, tanto è per una notte sola. Il nostro ospite abita a Camaret Sur Mer, che è una simpatica cittadina di mare con un porto e
un bel lungomare. Ceniamo in un semplice ristorantino e Laura per la prima (ma non ultima) volta in queste vacanze si mangia una notevole quantità di mules.

10 agosto

Giornata interamente dedicata al sole e al mare.
Per prima cosa andiamo vedere la Pointe de Pen-Hir, e poi ci fermiamo su una spiaggia sabbiosa amplissima e con una bassa marea impressionante: arriviamo dall’alto seguendo un sentiero sulla collina, ma al rientro possiamo tranquillamente passare dal mare, che nel frattempo si è ritirato.
L’acqua è decisamente fredda, ma in compenso il sole scalda anche se la temperatura non supera i 23°.
Ci divertiamo ad osservare le rocce che sono letteralmente tappezzate di cozze, telline e paguri.
Bruno e Laura riescono a fare il bagno… io entro fino alla pancia ma poi fuggo (anche se Laura non sa che questo bagno le costerà una tosse lunghissima che dopo 20 giorni non accenna a passare)
Invece Bruno decide, dopo 40 e più anni, di riprovare la meravigliosa sensazione di mettere il piede su una tracina…beh contento lui!!
Il dolore pare fortino anche questa volta, e siamo pure lontani dalla macchina. Però è bravo e riesce a non svenire e dopo un paio d’ore riprende anche a camminare.

Alle 16.00 lasciamo la spiaggia per raggiungere il nostro alberghetto per la sera, che questa volta è a Sant’Anne La Palud, cittadina piccolissima ma estremamente pittoresca adagiata su un’infinita spiaggia chiara.
Si chiama Le Relais de Trefountec (02/98925003 – € 61) ed è gestito da una simpatica signora, Evelyne, che parla anche un po’ di italiano.
A cena andiamo al ristorante Chez Fanch a Douarnenez (02/98923177) molto consigliabile per i piatti di pesci e crostacei (anche da asporto). Dopo cena visto che non c’è vento, passeggiamo a lungo, così scopriamo che la gente del posto ama pescare sul molo durante la notte (ci sono intere famiglie anche con neonati!!). rientriamo tardi e scendendo dall’auto assistiamo a una stellata stupenda…

Km 272

11 agosto

Oggi mare di nuovo sulla spiaggia di Sant Anne la Palud, lunga 3.5 Km, che papà percorre avanti e indietro, mentre noi ci fermiamo a prendere il sole, anche se fa un po’ freddino.
Prima siamo ovviamente passati in pasticceria e a visitare la chiesa del paese, dove ogni anno 20.000 persone si raggruppano per commemorare Sant’Anna.
Il luogo è suggestivo perché la chiesa è isolata in mezzo a dei bellissimi prati verdi!
Nel primo pomeriggio torniamo a Douarnenez per visitare il Port-Musèe (ingresso € 6.20 per gli adulti e € 3.85 per i ragazzi).
È un museo dedicato a tutto ciò che riguarda le imbarcazioni ed è molto interessante soprattutto la parte all’esterno: infatti ci sono ancorate nel canale ben 5 navi commerciali interamente visitabili e molto ben conservate (un rimorchiatore, una nave per la pesca delle aragoste, un peschereccio, una imbarcazione per il trasporto del legname e un battello a vapore).
Ci trasferiamo al nuovo hotel che è a Locronan (BOIS DE NEVET – tel. 02/98917067 – € 75)
La camera è al piano terreno ed è affacciata su un bel giardino dove possiamo prendere ancora un po’ di sole leggendo.
Dopo una doccia veloce andiamo a mangiare – con piena soddisfazione – in una tipica creperie del paese (AR BILLIG TOMM).

Locronan bellissimo paesino medievale molto tipico : la carrozza che vedete qui sopra fa parte del paesaggio assieme al vetturino, che è un personaggio bretone incredibile, alto, biondo e con i lineamenti molto marcati.
In un cortile hanno organizzato una Fest-Noz, (che significa Festa di Notte) che ci incuriosisce un po’. Vi partecipano gli abitanti del luogo che ballano musiche tipiche bretoni, c’è anche qualche turista ma decidiamo di non entrare perché non ci sembra niente di speciale.

Km 36

12 agosto

Dormiamo benissimo e ripartiamo alle 10.20.
Locronan ci è piaciuta molto, pertanto decidiamo di tornarci per fare colazione, visitare la chiesa e fare qualche acquisto.
Siamo un po’ preoccupati perché non sappiamo ancora dove dormiremo questa notte: vorremmo spostarci a Morlaix e quindi andare verso nord.
Dopo qualche telefonata ci tranquillizziamo: abbiamo trovato una chambre d’hotes in pieno centro.
Durante il tragitto facciamo una serie di soste in bellissimi paesini dell’interno:

– Landerneau (ponte abitato)

– Le Roche – Maurice (bella chiesa posto tranquillissimo)

– La Martyre (altra bella chiesa e sosta per crisi di astinenza da crepes)

– Commans
Qui è stato resturato e conservato il Villaggio del Moulins de Kerouat, composto da una serie di abitazioni in pietra, complete di arredamenti originali (compresi i letti chiusi), la concerie delle pelli, e soprattutto il mulino, ancora funzionante assieme al forno, che viene utilizzato anche ai giorni nostri.

Verso la fine del pomeriggio arriviamo a Morlaix dove ci aspetta il nostro nuovo padrone di casa.
Abbiamo il piacere di scoprire che questa volta siamo caduti proprio bene (TY PIERRE tel. 02/98632575 – € 67 a notte): l’unico difetto che ha questa residenza è che dobbiamo salire 3 piani di scale, ma per il resto è tutto perfetto: la casa è in pieno centro, è molto grande ed arredata un po’ all’orientale (il nostro ospite, Pierre, deve avere o aver avuto qualche storia d’amore importante con una giapponese), e complessivamente molto affascinante.
La nostra camera a tre letti è spaziosa, luminosa e romantica… ci sembra un po’ di essere a Parigi, con la vista sui tetti.

Dopo aver sitemato le nostre cose, usciamo per andare a cena in un ristorante carino: LA MAREÈ BLEU (tel. 02/98632421) dove stiamo benissimo, mangiando meglio.

Km 130

13 agosto

Nel prezzo della camera è compresa anche la prima colazione, mentre di solito, in Francia, viene considerata a parte.
Il nostro padrone di casa la serve personalmente nel salone della sua abitazione ed è tutto talmente piacevole, che gli chiediamo se ha posto per una notte in più. Decidiamo perciò di fermarci fino a lunedì mattina.


Dopa aver fatto un bel giro per il mercato del sabato, dove ci colpiscono i prezzi bassissimi del pesce fresco, e un banco dove stanno preparando due paelle enormi (da 50 porzioni ciascuna) e appetitose, andiamo a visitare un’antica abitazione a lanterna.

Al mondo non esiste niente di simile: si tratta di costruzioni risalenti alla seconda metà del XIII secolo che spesso erano adibite anche a bottega.
Al pian terreno solitamente c’era un grandioso camino (alto anche una decina di metri) che serviva per riscaldare tutta la casa.
Il vestibolo era dedicato all’ attività commerciale, quasi sempre si trattava di vendita di tessuti – lino e seta soprattutto – e dal terreno partiva la scala a chiocciola che portava ai piani superiori.
Veniva realizzata con un unico enorme blocco di legno di noce che veniva intarsiato finemente e dava alla casa un aspetto unico.
La Casa a lanterna più famosa di Morlaix è quella della Duchesse Anne, la Maison à Pondalez, che però purtroppo non è visitabile interamente.

Nella tarda mattinata ci dirigiamo verso il mare, ma il tempo si sta decisamente guastando: continuerà ad essere nuvoloso fino a sera e ogni tanto piovigginerà.
Ne approfittiamo per fare un tour nei paesi della costa: Carantec – St-Pol de-Leon – Landivisiau – Guimiliau – St.Thegonnec, queste ultime località sono famose per i Calvari Bretoni, gruppi di sculture in pietra grigia che rappresentano la passione di Cristo.

Ceniamo in una bella galletterie di Morlaix e poi rientriamo in camera presto per sfidarci a Scala 40.

Km 110

14 agosto

Dopo aver fatto colazione andiamo subito a vedere la gradevole esposizione dedicata alla Pittura Bretone ospitata nel Museo Cittadino di Morlaix.
I quadri sono pochi ma scelti con cura e soprattutto vengono esaltati i particolari dell’abbigliamento e delle tipicità bretoni.

Il tempo è migliorato perciò decidiamo di tornare sulla costa, con la speranza di prendere anche un po’ di sole.
Lungo la strada ci fermiamo in un posto magico: a Barnenez, luogo isolato con vista sul mare dove sorge il Cairn di Barnenez, monumento megalitico funerario che ha più di 7.000 anni, è lungo 75 metri e largo 10, costruito con pietre a secco.

Ci spostiamo poi alla Point de Primel, dove passeggiamo a lungo godendo di un panorama mozzafiato.
Per cena torniamo alla Mareè Bleu dove abbiamo mangiato anche la prima sera e ci troviamo di nuovo molto bene.

Km 50

15 agosto

Alle 11.00 salutiamo Morlaix e ci dirigiamo verso Dinan. Abbiamo in programma di percorrere la strada costiera per vedere lo splendore di queste penisole. Anche qui è Ferragosto…. e si nota dalla quantità di persone che ci circonda. È la prima volta che ci capita dall’inizio del viaggio di sentirci un po’ come in Italia.
Arrivando a Ploumanach capiamo molto presto il motivo dell’affollamento: fa caldo e il luogo è talmente bello che sembra di essere in Sardegna!!

La costa è disseminata di massi di granito rosa ed è frastagliatissima: ogni insenatura è un capolavoro e qui finalmente risciamo anche a fare un bagno con l’acqua a temperatura “umana” (18°: la più calda della Bretagna…)

Arriviamo a Dinan verso le 19.00. La cittadina non è male ma invece l’hotel non ci piace.
Lo avevamo scelto perché la Routard diceva che nel 1836 ci aveva pernottato Victor Hugo con Juliette Drouet, ma a noi non piace lo stesso e, anche se lo avevamo prenotato per tre giorni decidiamo di lasciarlo domani mattina.
Ceniamo invece bene al Saint-Louis (tel. 02/96398950) e poi ci facciamo un bel giro per la città.

Km 220

16 agosto

Dedichiamo la mattinata allo shopping in città: c’è un bel sole e si ste molto bene.
Alle 13.00 partiamo per Cap Frehel che le guide segnalano come fantastico.

I due gabbiani che stanno qui sopra sono i responsabili del colore bianco sul faraglione della foto di sinistra: ce ne sono migliaia e quello deve essere il loro faraglione preferito per fare toilette!!!!!!!!! Camminiamo tantissimo e non è finita qui, perché abbiamo intenzione di visitare anche il Fort La Latte che è qui vicino.

All’interno non c’è molto da vedere, ma la passeggiata vale la pena perché anche da qui si gode di una vista favolosa.

La meta di questa sera è Cancale e ci arriamo ancora con il sole.
L’hotel si chiama LE CANCALAIS (tel. 02/99896193) è al porto ed è molto carino: la nostra camera è al secondo piano, nel sottotetto, non ha la vista mare ma è deliziosa. Il ristorante scelto (AU PIED DE CHEVAL tel. 02/99897695 – obbligatorio prenotare) è proprio a fianco dell’hotel ed è proprio il caso di andarci: mangiamo frutti di mare (ostriche comprese) in abbondanza e con gran soddisfazione di tutti.
Dopo cena ci fermiamo in un baretto dove due abituèe amici o forse parenti dei proprietari suonano dal vivo e cantano in francese piuttosto bene. Andiamo a dormire verso le 2.00.

Km 105

17 agosto

Tutti i nostri buoni propositi di alzarci presto vanno in fumo. Riusciamo a partire per Saint – Malo solo alle 10.15: il programma prevede un paio d’ore di visita alla città e gli ultimi acquisti della vacanza.
La città non ci fa impazzire, forse perchè la vediamo con la bassa marea che rende tutto un pochino desolato.

La giornata è bellissima e più calda del solito.
Durante il pomeriggio Bruno vuole fare una lunga camminata percorrendo un tratto del Sentiero dei Doganieri, fino a Cancale (11 km) mentre noi ci vogliamo godere l’ultimo pomeriggio di sole.
Ci fermiamo su una spiaggia carina, ma non riusciamo a fare il bagno perché ci sono troppe alghe.
Ultima cenetta in un ristorantino un po’ anonimo e a nanna presto.

Km 51

18 agosto

Per l’ultimo giorno abbiamo in programma una visita impegnativa: Mont Saint Michel.

Tutti ci hanno detto che il luogo è meraviglioso, ma affollatissimo, quindi l’unica possibilità che abbiamo è di andarci molto presto la mattina.
Partiamo da Cancale con la nebbia (fitta, vi assicuriamo) ma effettivamente arriviamo che non c’è ancora quasi nessuno.
Riusciamo a parcheggiare piuttosto vicino e ad entrare che ancora i negozi del borgo sono chiusi.
Nonostante manchi ancora una buona mezz’ora all’apertura per entrare alla Cattedrale c’è già una piccola fila.
Decidiamo di accodarci anche noi, e questa si rivelerà un’ottima scelta: entriamo quasi per primi e visiteremo tutto il complesso in assoluto silenzio e da soli…. Credo sia rarissimo poterlo fare.
Però consigliamo a chiunque voglia vedere questo luogo di non provarci in altri orari: nei mesi estivi la ressa rende impossibile la visita e qualsiasi monumento diventa assai meno interessante se per vederlo bisogna fare ore di fila.
All’uscita ci impressiona il serpente ininterrotto di automobili che troviamo per chilometri in senso opposto…..

Da qui in poi inizia il viaggio (praticamente senza soste) di ritorno.
Bruno guida per 15 ore attraverso la Francia e la Svizzera, depositandoci sane e salve alle 4 del mattino dopo in Piazza della Repubblica.


Km 1.150

Consigli spassionati:

1) non fate questo viaggio se non avete una carta di credito VISA – qualche rara volta accettano la DINERS, ma i più non sanno neanche cosa sia – e l’AMERICAN EXPRESS la conoscono ma non la usano.
2) Sappiate che in tutta la Francia la domenica e i giorni festivi le casse dei distributori di benzina sono chiuse e i distributori automatici non accettano contanti: quindi fare il pieno si può rivelare impossibile a meno di non trovare qualche francese disposto a farvi fare rifornimento con il suo bancomat in cambio di soldi liquidi….

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