Gazzelle Thompson e ‘Tosi’ attraverso un rullino a 400 asa

di Simona Riccardi –
Gruppo Izzo: 5/11/99 – 23/11/99

Quarto viaggio con Avventure: masochista??? No, entusiasta e con la voglia di conoscere nuovi “soggettoni avventurosi”. In effetti devo dire che questi 10 partecipanti hanno veramente superato ogni mia aspettativa. L’incontro globale con il “Gruppo Vacanze Piemonte” è avvenuto in quel di Francoforte il 5/11/99. Altre dodici orette di volo con destinazione Johannesburg ed eccoci arrivati sani, salvi e con i nostri bagagli …….

tranne Andrea che cerca cerca ma il suo bagaglio non lo trova (niente paura: arriverà fortunatamente dopo qualche giorno)!!!
6/11/99 Senza perdere tempo vengono distribuiti i compiti e quindi gli “autisti” si recano a noleggiare i potenti mezzi mentre le “cassiere” si dirigono al cambio; dopo circa un paio d’ore usciamo finalmente vincitori dall’aeroporto con il seguente bottino: 1 pulmino Volkswagen bianco 8 posti, 1 auto (non ricordo il modello) e una quintalata di rand sudafricani.
Pronti partenza VIAAAAAAAA!! Prendiamo subito posto sui nostri potenti mezzi: i 4 laureati in Orienteering, nonché esperti cartografi, sull’auto ……. Il pecorame al seguito sul pulmino!!!
Dalle relazioni di viaggio precedenti scopriamo che Johannesburg non merita una sosta e quindi ci dirigiamo verso Sabie attraversando Pretoria, dove, mentre autisti e navigatori cercano di prendere confidenza con la guida a sinistra, noi ammiriamo gli splendidi viali alberati da Jacarande con il loro caratteristico colore viola. In serata giungiamo a Sabie, dove ceniamo in un locale “very english”. Mentre i tosi si rimpinzano, le tose esauste e poco affamate gustano una splendida torta di mele e un’ottima cioccolata calda ……… ma questa è Africa??? Trascorro la notte in camera con le mie due fedeli compagne: Monica, LA “tosa” di Padova che parla ininterrottamente nel sonno, e Patrizia che “per sicurezza” punta sempre la sveglia una mezz’oretta prima del dovuto .

7/11/99 Visitiamo la Blyde River Canion Reserve, dove ammiriamo le Lonely Creek Falls e Mac Mac falls. Proseguendo, sempre all’interno della riserva sostiamo a Pilgrim’s Rest uno splendido paese dei tempi della corsa all’oro. Spettacolare, tutto è stato perfettamente conservato: edifici, arredamenti, ristoranti (persino la guardia davanti al negozio si è perfettamente conservata) e si ha proprio l’impressione di fare un salto indietro nel tempo.
Strada facendo, ci colpiscono le distese di pini, che vengono regolarmente tagliati ed immediatamente ri – piantati , tanto che Lorenzo, rapito dalla bellezza del paesaggio, dichiara: “Che bello ……. Ricorda il Canada” e Patrizia: “Ci sei stato?” e Lorenzo: “No, ma ho visto un gran tanto gli X -Files!!!”.
Pic-nic a base di pane, banane, biscotti, acqua e un mitico formaggio dal “sano colorito arancione” a Pinnacles, caratteristico per le conformazioni rocciose. Concludiamo a Potholes dove il paesaggio è magnifico e dove riusciamo a mettere a mollo nell’acqua le nostre stanche e doloranti zampette. Ceniamo in un posto favoloso a Phalaborwa (dove trascorriamo anche la notte) vicinissimo all’ingresso del Kruger Park. Alloggiamo in una splendida dependance, se non fosse che in casa abbiamo ospiti ….. Un grillo dalle dimensioni di un topo è appollaiato sulla finestra ….. Lorenzo, nei paraggi, non vuole rischiare la propria vita, e tra le nostre urla corre a chiamare aiuto…. ed ecco spuntare Fabietto, avvolto in uno splendido accappatoio rosso ciliegia che …. ammazza la bestia??? Non sia mai! Accompagna dolcemente l’ospite fuori dalla porta.

8/11/99 Sveglia alle 4.00 (noi un po’ prima per via di Patrizia ….) e via nel Kruger Park. Si tratta del Parco naturale più grande del Sudafrica (terzo di tutta l’Africa) e qui finalmente si respira un po’ di aria africana (tremendamente calda e afosa). Iniziamo una vera e propria “caccia grossa” in perfetto assetto da guerra: gli esperti in orienteering fanno strada e il pecorame al seguito. Anche bordo pulmino siamo in perfetto assetto da guerra: Fabietto e Stefano in pole position in qualità di autista e navigatore , in seconda fila troviamo Lorenzo al finestrino di sinistra e Gabriele al finestrino di destra (entrambi con due gigantesche macchinone fotografiche), Patrizia in mezzo (tanto la sua macchinetta è scarsissima). In coda ci siamo io, lato sinistro (senza finestrino tanto anche io sono senza telescopio), e Monichina lato destro con finestrino praticamente inutilizzato. Monichina in compenso è munita di rullino super professionale a 400 ASA (dotazione della sorellina). La giornata trascorre (almeno sul pulmino) tra le Gazzelle Thompson, i 400 ASA (che però a mezzogiorno con il sole allo Zenith non sono molto indicati) e le mie “domandine da trecento milioni di dollari”: “ma l’ippopotamo se lo mangia il facocero”?? Assodato che a bordo del pulmino di orienteering non ne capiamo nulla …. possiamo però vantarci di Fabietto e Lorenzino che quanto ad animali non scherzano niente. Infatti mi hanno tenuto un corso accelerato su chi mangia chi (anche se io, da pessima allieva, arriverò alla fine del viaggio con ancora dei grossi dubbi). A pranzo (si fa per dire …. un gelato!)sorteggiamo il safari notturno in quanto non ci sono abbastanza posti per tutti. Io, Patty, Andrea, capo e capa restiamo al camping, …… ma ci siamo sacrificati volentieri per una giusta causa: Monichina ha finalmente scattato tutte le sue trentasei foto del rullino a 400 ASA (ce l’abbiamo fatta!!!). 9/11/99 Sveglia di nuovo all’alba (per noi era ancora notte sempre per via di Patrizia..) e di nuovo a zonzo per il Kruger. La giornata trascorre tra rinoceronti, leoni, ippopotami, coccodrilli, facoceri, impala, gnu, elefanti gay (chiedete l’imitazione a Lorenzo) e quintalate di Gazzelle Thompson (qualcuno ha capito quali sono???). Il tutto condito da uno stupendo pranzo a base di formaggio arancione, banane, acqua e biscotti (ma si mangia sempre la solita roba in Sudafrica??)……MA NO!!!! Ecco servita una succulenta cenetta: barbecue di carne allestito nel nostro bungalow. Splendida e veramente ben riuscita … complimenti ai cuochi.

10/11/99 Di nuovo sveglia all’alba e giretto mattutino sempre nel Kruger per completare il censimento delle Gazzelle Thompson (quasi certamente Andrea, la quintessenza dell’orienteering, è riuscito sicuramente a fotografarle tutte) e poi via verso lo Swaziland uscendo da Crocodile Bridge. Scopriamo che in Sudafrica non si mangiano solo formaggio e banane e quindi dopo una sana rivolta nei confronti dei vivandieri riusciamo a pranzare con un paio di torte salate. Ne doniamo un paio a due bambini scalzi e dai grandi occhioni che ci osservano mangiare. Arriviamo a Manzini in serata e i massimi esperti in orienteering finiscono contromano in un incrocio. Meno male che i “tosi” del pulmino se ne accorgono tempestivamente e ….. li seguono nella manovra da buoni pecoroni. Grandi risate e (quasi) nessun pericolo (per chi non lo avesse ancora capito in Sudafrica si guida sulla sinistra …… questi inglesi ….) Ceniamo in albergo: dovrebbe essere il più lussuoso della città, ma sta di fatto che i camerieri vengono prontamente spediti a comprare bicchieri perché non ne hanno a sufficienza per la nostra tavola.



11/11/99 Sveglia alle 7.00 (Wow, per noi è come dormire fino a mezzogiorno)e giretto al mercato di Manzini dove riusciamo a comperarci di tutto e di più: maschere africane coloratissime, cestini di paglia, batik con soggetti africani, e oggettistica varia in legno, praticamente regalata.
Rientriamo in Sudafrica e alla frontiera il nostro pulmino indica 1.777 Km. (complimenti agli autisti!!). Nel pomeriggio sfruttiamo bene il nostro tempo girovagando nella Mkuze Game Reserve a caccia di coccodrilli e ippopotami (ma …. Il coccodrillo se lo mangia l’ippopotamo???!). L’uscita dal parco è obbligatoria entro le 19.00 e noi ovviamente puntualissimi ci presentiamo all’uscita alle 18.55: CHIUSO (ma arrivare un po’ prima pareva brutto??). Quindi incominciamo a fare avanti e indietro tra l’uscita e il camp finché riusciamo a convincere una buon’anima, mossa a compassione , ad aprire il fatidico cancello. Dulcis in fundo ci perdiamo (il pacchetto offre anche una strada appena asfaltata e conseguente incrostamento ruote ….) … ma alla fine, stanchissimi e affamatissimi, arriviamo a Hluhluwe (se mai vi capiterà di andarci, pronunciatelo “Sciusciuè” ….. altrimenti risate a crepapelle tra gli autoctoni!). Veniamo graziati e rianimati da una stupenda cena a buffet (Fabietto non stava più nella pelle per la gioia ….) e da un letto soffice e comodo (ma questa è Africa??).

12/11/99 Ci svegliamo alle 4.30 (ora sì che si ragiona) e via con il consueto giretto a caccia di animali; fiduciosi di riuscire a percorrere 50 Km. in tre – quattro ore (ormai Andrea ha fotografato tutto il “fotografabile” e anche di più…si andrà via lisci senza troppe soste). E invece ci si mette Mario (il capogruppo). Queste è nientepopodimenoche un “agronomo” e quindi alla chetichella è riuscito a importare in Italia una varietà enorme di piante grasse richiedendoci lunghissime soste …… Del resto lui era sulla macchina dei cartografi e quindi fermi loro … fermi tutti. Questo ha significato per il gruppo 50 KM in 5 ore: il nostro autista, che se non ricordo male trattavasi di Lorenzo, era praticamente stremato…… Mentre il nostro Fabietto era stremato dalla fame. Rientriamo in albergo alle 9.30 giusto in tempo per la colazione a buffet. Mangia che ti rimangia dopo un’oretta eravamo tutti satolli tranne il Fabietto che ha letteralmente ingurgitato quantitativi industriali di cibo (a mo’ di scorta anti guerra). Tanto è vero che il capo cameriere prima di autorizzare la chiusura della cucina è venuto a verificare di persona che Fabio non avesse bisogno d’altro…. Ingolfati dal cibo proseguiamo verso Santa Lucia (nel pulmino regna un silenzio da nanna) che si trova sulla costa dell’Oceano Indiano. Qui il gruppo si divide: Gli orienteering tornano a vedere l’ultimo pezzetto di parco non visto in mattinata mentre il pecorame al completo opta per un salutare bagno al mare. Rientriamo verso sera e ai nostri “tosi” viene in mente di farsi un aperitivo: Martini e ananas. Lorenzo si incarica di comprare gli ananas. Compra i migliori ananas (del Sudafrica??? Ma no, del mondo!!!) per la modica cifra di 10 rand l’uno. Unico dettaglio è che gli ananas in realtà costano 10 centesimi di rand l’uno. A quanto pare con il suo accento very british ha avuto un misunderstanding con la venditrice ed è riuscito a pagarli praticamente a peso d’oro (l’ortolana dopo questa vendita ha chiuso il baracchino ed è partita per le vacanze !!).
L’equipaggio del pulmino si gusta una splendida cena a base di pesce, in quanto la parte di gruppo che si è recata al parco è rientrata a notte fonda dopo essersi persi (ancora??? Ma non erano i cartografi??).

13/11/99 Sveglia alle 7.00 (Olè… per noi Patrizia fa chicchirichì alle 6.30) ci aspetta un giro per il Santa Lucia Resort Park indovinate un po’ … a caccia di animali ….. questa volta marini. Proseguiamo verso Cape Vidal dove facciamo un bagno iper-galattico (ndr: trattasi della magnifica spiaggia dove è stato girato lo spot pubblicitario del bagnoschiuma Vidal con il cavallo bianco che corre sulla spiaggia). Spiaggia ed oceano sono magnifici: vorremmo fermarci qui a lungo ma ….il pomeriggio è dedicato a una rilassante escursione in barca sull’estuario del fiume. Serata tranquilla in albergo con cenetta a base di pesce e carne. 14/11/99 Sveglia non me lo ricordo (ma non può essere più tardi delle 7.00 – per noi leggasi 6.30) e via verso Durban. Durban ci accoglie con le sue strade deserte (in effetti è domenica) ed i negozi chiusi e riusciamo giusto a farci un giretto per il quartiere indiano, molto caratteristico. Cena in un ristorante italiano e poi a nanna.

15/11/99 Sveglia alle 3.00 (e qui abbiamo veramente battuto i record) e poi solita sequenza: lavaggio denti, pipì, vestizione, chicchirichì per i ragazzi che non avevano la sveglia, bagagli, caricamento bagagli sul pulmino e partenza verso l’aeroporto, dove lasciamo le auto. Ci sembra di lasciare casa…. Prendiamo il volo che da Durban ci porta a Port Elizabeth, altra magnifica cittadina sulla costa dell’Oceano Indiano. E qui ri-noleggiamo potenti mezzi e questa volta ci assegnano un o pulmino Volkswagen 8 posti di uno sgargiante rosso ciliegia e una macchina (di cui non ricordo il modello). Assetto da guerra invariato. Ci dirigiamo nello splendido Tzitzikamma Park dove alloggiamo in bungalow letteralmente da sogno, tutti in legno e per giunta fronte oceano. Quasi quasi da viaggio di nozze (ma questa è Avventure nel Mondo?, questa è Africa??). Lasciamo i bagagli e belli freschi (in fondo ci siamo solo svegliati alle 3.00) decidiamo di fare un’escursione a piedi nel parco marino. Bella idea…. peccato che Monichina (le cui ginocchia già non erano in perfette condizioni) si rompe il menisco cadendo, prima di arrivare alla meta del trekking (sentieri su e giù per gli scogli ed in mezzo al bosco). E qui comincia l’Avventura del Sig. Bonaventura. Piano piano i ragazzi a ritroso riportano Monica al campo base e dopo una succulenta dose di iniezioni (Monica fortunatamente è un’infermiera) finalmente si addormenta. In ogni caso “qualcuno” che era in testa al gruppo, prima di rientrare, riesce a completare l’escursione (noi no, …grazie Monica!!) Cena succulenta a base di carne e pesce (di nuovo???) e poi a nanna cullati dalle onde dell’Oceano.

16/11/99 Sveglia all’alba e facciamo un’altra breve escursione all’interno del parco dove ammiriamo il panorama da un ponte sospeso. Colazione (seria stavolta, senza gallette) e partiamo alla volta di Mossel Bay. Strada facendo ci fermiamo a visitare Plettenberg Bay, dove Monica si fa visitare il ginocchio dolorante. Nel pomeriggio visitiamo un allevamento di coccodrilli e uno di struzzi (ecco cosa mangiano i coccodrilli ….. gli struzzi!!! ), dove il prode Gabriele accetta di cavalcarne uno. Struzzo, si intende.
Ceniamo in un ristorante chic dove attiriamo un po’ l’attenzione…. Per concludere ordiniamo quello che crediamo un “liquorone potente” e invece ci portano un comune frappé al caffè!!

17/11/99 Sveglia sicuramente presto e ci dedichiamo alla Die Hope Nature Reserve (altro parco marino isolato e apparentemente in mezzo al nulla) dove sostiamo a Koppie Allen… La spiaggia è splendida con altrettanto splendide dune di sabbia. Nota stonata: un vento ferocissimo….. ma si sa, più si scende e più freddo fa. Le tose quindi decidono di rimanere a chiacchierare e prendere il sole al riparo vicino al pulmino, mentre i nostri prodi eroi si “spiaggiano”. Siamo in ritardo sulla meta successiva… ma la fortuna è dalla nostra: . pernottiamo nella casa privata di due signori che affittano camere per la notte. La casa è letteralmente zeppa di oggetti splendidi stile “Vecchia Europa”, ciascuno con una sua storia, e questo ci fa sentire un po’ a casa (ma non avevamo fatto un viaggio in Africa???). Ceniamo alla english e ci addormentiamo nei bellissimo letti a baldacchino. Be, io: le mie due compagne dormono in banali e normali letti …….

18/11/99 Sveglia un pochino più tardi del solito (non sento chicchirichì ….Patrizia ha perso la sveglia …… oops….) e ci gustiamo un’ottima colazione “very english” nella casa delle bambole. Mario e gli orienteering cambiano la gomma dell’auto che avevano forato la sera prima e a questo punto il gruppo Vacanze Piemonte è pronto per assistere allo spettacolo dell’incontro dei due oceani (Indiano ed Atlantico): Cape Agulhas. Vento a 4000 Km. orari però il posto è molto suggestivo e merita decisamente. Fotona di gruppo e via veloci verso Hermanus, dove i tosi si dedicano all’avvistamento dei cetacei e alla degustazione dei calamari fritti mentre le tose si dedicano allo shopping (va be’ Avventure.. ma quando ce vo’ ce vo’). Monichina, nonostante il suo menischetto ( che a forza di fasciature e punturone è riuscita a mettere un po’ in sesto), compra una quindicina di libri sul Sudafrica, bellissimi ma che pesano come massi. Il pomeriggio termina con Simon’s town dove un’enorme colonia di pinguini allieta la nostra vista (ma il pinguino dell’Oceano Atlantico se lo mangia il pinguino dell’Oceano Indiano???? Ma no, Lorenzo conferma che i pinguini brucano l’erba!). Cena al Waterfront di Cape Town, una specie di enorme centro commerciale, in una steak house (forse siamo negli USA e mi sono distratta!!!).
19/11/99 Sveglia relativamente presto. Patrizia non ha più la sveglia. Tocca alla sottoscritta fare chicchirichì per il resto della truppa. Colazione, conteggi di chiusura della cassa comune e poi il gruppo si separa. Io e Patrizia, stanche del pulmino, rimaniamo a Cape Town mentre il resto della truppa fa il giro della Penisola del Capo. Città del Capo offre dei favolosi giardini botanici (che peraltro io e Patrizia abbiamo confuso con dei volgarissimi giardini da villetta) un bel centro storico e quartieri very english. Il tutto condito dalla spettacolare Table Mountain che solo il resto del gruppo ha visitato. La Table Mountain offre un bellissimo panorama su Città del Capo, ovviamente quando non c’è nebbia (Oops per loro la vista non è stata delle migliori). Ci siamo riuniti per l’ultima cena in un ristorante greco al Waterfront.
20/11/99 Sveglia presto e dopo una decente colazione accompagniamo i ragazzi in centro, siamo noi a fare orienteering questa volta e dedichiamo le ultime ore agli acquisti. Rientriamo a prendere i bagagli (tutti accatastati nelle stanze dei tosi) e pigiati in un pulmino taxi ci dirigiamo in aeroporto dando un ultimo sguardo alla città. In serata un lungo volo ci riporta a Francoforte dove ci salutiamo e ci promettiamo di vederci presto. Poi un gruppo prosegue per Roma e l’altro per Milano dove atterriamo la mattina del 21/11/99.

Come ho detto all’inizio questo è il mio quarto viaggio con Avventure nel Mondo e devo dire dal punto di vista partecipanti sicuramente uno dei migliori che ho fatto. Le immagini del Sudafrica resteranno nella mia memoria a lungo e anche se non ho ancora imparato chi mangia chi (nonostante tutti i vostri sforzi) devo ringraziare: Mario il capogruppo, Andrea il cartografo di cui resterà celebre la definizione di consommè (“… a soup with nothing”), senza di lui non avremmo fatto così serenamente questi 5.000 Km, Mauro di Roma, Antonella la fidanzata del capo, Lorenzo il toscano nonché autista, Fabietto il biondo nonché autista, nonché grandissimo amante degli animali (lui sa tutto quello che mangia ogni animale del pianeta), Stefano di Ancona nonché autista, Gabriele il romagnolo che cerca di parlare inglese, nonché mio carissimo amico e, infime, un grazie speciale a Patrizia la mia cara colleghina che (oltre ad aver corretto la bozza di questo poema epico) mi ha sopportato in camera per tutto il viaggio e che con me ha diviso le gioie della cassa comune e Monica di Padova senza la cui simpatia il viaggio non sarebbe stato così bello!!! Vi ricorderò sempre con molto affetto.

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