Rodi, l’isola del sole

di Ireland83 –
Cosa mettere in valigia (consigli pre-viaggio): tutti vestiti leggeri, a Rodi è un caldo che si crepa. Al massimo un coprispalla ma niente di più. Niente scarpe con i tacchi, le strade ripide e con ciottoli non sono il massimo sui trampoli. PRIMO GIORNO 07/08/10 – CITTA’ DI RODI DI NOTTE

Arriviamo alle 21,30 all’aeroporto, dopo un ora e mezzo di volo con la Ryanair che ha voli diretti Pisa-Rodi. Direi la più conveniente, se si abita nelle vicinanze di Pisa (noi siamo di Bologna). Noi prenotando due settimane prima per il volo del 6/8/10 – 14/08/10 abbiamo speso 370 euro a testa. Ci sono anche voli di linea ma molto spesso bisogna fare scalo ad Atene prolungando il volo anche per molte ore.
Arrivati cerchiamo subito un taxi che ci porti all’Hotel Africa, prenotato solo per la prima notte di arrivo. Siamo sorpresi di vedere quanta fila ci sia per prenderne uno, ma fortunatamente un taxista inizia ad urlare “due posti, due posti!” e così ci proponiamo riuscendo a saltare la fila. Viaggiamo con un’altra coppia, ma il prezzo rimane sempre di 22 euro. La tratta aeroporto – città di Rodi è a questa tariffa.
Arriviamo all’Hotel dopo una ventina di minuti, e appoggiamo le valigie. Il posto è fortunatamente in centro ma purtroppo l’aria condizionata non funziona e in camera si muore dal caldo. Aprire la porta della terrazza allieverà solo leggermente la calura. Diciamo che, avendo pagato 27 euro a testa per 1 notte, non ci lamentiamo troppo ma se avessimo dovuto rimanerci una settimana, sarebbe stata davvero dura.
Facciamo quindi un giretto per le vie centrali, dove ci sono locali ogni due metri, tutti uno attaccato all altro, con numerosi butta dentro che offrono drink a pochi euro e i cicchetti a 1 euro l’uno! Ma non siamo qui per bere stasera, quindi cerchiamo un posto dove fare una veloce cena di mezzanotte. Ci fermiamo ad una baracchina e mangiamo con due pite e una bottiglia d’acqua a 5 euro soltanto. Ottimo!
Torniamo poi a letto dove nonostante il caldo ci addormentiamo in fretta.

SECONDO GIORNO 08/08/10 – CITTA’ VECCHIA, LINDOS

Ci svegliamo in tempo per la colazione che è abbondante ma non di gran varietà, ci sono due dolci locali, uova, formaggio e salame, caffè e latte, e un succo dal sapore incerto. Mangiamo qualcosa poi ci avviamo a visitare la città vecchia (old town) di Rodi. Di giorno la nostra zona è quasi deserta, troviamo movimento solo quando arriviamo in piazza Rimini dove si prendono gli autobus. Controlliamo l’orario per quello verso Lindos, che è il paese dove alloggeremo per il resto della vacanza; passa ogni mezzora fino alle 14,30 e poi ogni ora e mezza. Comunque di là dalla strada proseguendo 200 metri c’è un punto informazioni dove prendere tutti gli orari degli autobus e tutte le info che vi servono. Proseguiamo verso la parte vecchia ed è veramente uno spettacolo addentrarsi dentro le mura e girare tra le vecchie vie, piene di bazar, bar, fontane e piazze, nonché una lunga via sul mare del porto dove l’acqua è comunque di un azzurro favoloso. .Se qui è di questo colore, non osiamo immaginare come sia nelle spiaggie!
Monumenti medievali e bizantini (numerose chiese), moschee, quartiere turchi (con bagni turchi) ed ebraici (con la fontana degli ippocampi). Un insieme di culture e stili diversi, a formare un quadro unico e colorato.
Percorriamo per prima la via Socrates notando subito la torre dell’Orologio (si può salire anche in cima ma è a pagamento, mi pare 5 euro) e la moschea Aga Dzamí.
Poco dopo ci addentriamo nell’area del Collachium dove è spettacolare la Via dei Cavalieri che inizia dal Nuovo Ospedale dei Cavalieri, per poi proseguire con l’Albergo della lingua d’Italia, il Palazzo del Grande Maestro Francese , l’Albergo della Lingua di Francia, l’Albergo della Lingua di Spagna e l’Albergo della Lingua di Provenza. La via finisce davanti a un grande portone gotico, che unisce il Palazzo del Grande Maestro (bellissimo il cortile interno) con la chiesa di San Giovanni ormai distrutta.
Girando per le bancarelle io compro un centrotavola fatto con delle conchiglie al costo di 3 euro, veramente carino, che tra l’altro acquisto su una barchetta-bancarella attraccata al porto! Il porto di Mandráki ha ai lati due colonne sormontate da cervi in bronzo (che sono il simbolo della città), la leggenda dice che lì ci fosse il mitico Colosso di Rodi. Vicino ad esso ci sono i tre mulini a vento.
Verso pranzo ci fermiamo a mangiare in una taverna dietro la piazza Ippocrate che si chiama “Ntinos” in cui prendiamo una musakà (per chi non lo sapesse uno sformato fatto con melanzane, formaggio e carne) e un pita gyros plate (piatto servito con carne di maiale, patatine fritte e salsa tzatziki), due tipici cibi greci. Il mio consiglio è di non mangiare nei ristoranti più centrali nonostante siano molto belli, perché il cibo non è il massimo e si spende anche di più. Non fatevi convincere dai numerosi ristoratori che quasi vi trascinano dentro e cercano di convincervi in mille maniere.sono talvolta insopportabili, io non andavo a mangiare da loro quasi per principio!
Alle 18,00 torniamo a prendere le valigie e prendiamo l’autobus per Lindos, ci impiegherà ben un’ora e mezza (in macchina si fa in massimo 1 ora) a costo 4,60 euro a testa (non troppo, anche se c’è il rischio di trovare un autobus senza aria condizionata..a noi è successo). Mentre viaggiamo in autobus, guardando fuori dal finestrino, ci meravigliamo della quantità di capre che ci sono!sono ovunque, tutte libere, alcune attraversano placidamente anche la strada! (durante la vacanza più di una volta ci siamo dovuti fermare per farle passare).
Alle 19,30 arriviamo al paesino di Lindos che subito ci incanta con le sue casette bianche ravvicinate ed incastonate lungo la vallata chiusa tra la famosa “Acropoli” ed un’altra altura.
Chiamo il proprietario del nostro Studios “Lindos Panorama”, il Sig. George, per dirgli che siamo arrivati, e dopo poco ci raggiunge a bordo del suo scooter. Nonostante l’aspetto un po’, diciamo, grezzo, ci accorgiamo subito che è di una gentilezza e di una disponibilità unica. Ci carica addirittura una valigia sullo scooter (abbiamo temuto per la sua vita e quella della nostra valigia!) e ci dice di seguirlo verso lo studios che è a pochi passi.
Il piccolo appartamento è delizioso, inoltre gode di una vista magnifica su Lindos (come dice il nome), godibile ancor di più grazie alla lunga terrazza che si affaccia sul paese. La camera da letto è grande ed il cucinotto ben provvisto, il bagno è un pò piccolo ma pulitissimo, inoltre ci sono asciugamani e lenzuoli. Unico neo, sempre e soltanto: IL CALDO! Lindos è dieci volte più afosa di Rodi, come ci confermeranno anche i locali, addirittura ci sono anche 4 gradi di differenza tra la città ed il paese! Meno male che qui l’aria condizionata va, anche se serve inserire la chiave per attivare la corrente quindi quando si esce la camera diventa un forno, al rientro servono dieci minuti per riuscire a respirare..
Saldiamo la camera a George, pagando 360 euro per i 6 giorni prenotati, e poi ci prepariamo per cenare fuori. Verso le 21,30 ci avviamo verso il centro del paese e percorriamo le stradine in ripida discesa per giungere dopo cinque minuti alla via principale. All’inizio trovare la strada non è semplice, ci siamo anche persi perché si assomigliano tutte. Quando arriviamo la differenza tra prima ad ora è incredibile; è fitto di gente e negozi di souvenir ovunque, ristoranti tutti attaccati e locali dove bere qualcosa, per non parlare poi dei bar-gelaterie e creperie..insomma, c’è solo l’imbarazzo della scelta! Ci avevano detto che i prezzi di Lindos erano un po’ più alti rispetto ad altri posti, ed infatti lo notiamo subito quando guardiamo i menu esposti fuori dai ristoranti. Ne scegliamo uno praticamente a caso, essendo tutti più o meno uguali sia come prezzi che come menu, e ci fanno accomodare sulla terrazza-tetto. Qui, dato il poco spazio delle vie ( a volte non ci si riesce a girare in due!), i ristoranti si sviluppano sul tetto, il che è molto grazioso e vantaggioso per due motivi: l’aria più fresca e la bella vista. Il ristornate scelto si chiama “Alex’s Restaurant” e ordiniamo un mix di antipasti tipici greci, così per gustare qualcosa del luogo. Ci portano un piatto abbondante di fagioli con feta (formaggio di capra buonissimo, un po’ salato e molto morbido), pomodoro cotto ripieno di carne, musakà, salsina tzatziki (fatta con yogurt e aglio), e altro che non ricordo..insomma, mangiamo a sufficienza e spendiamo 23 euro in tutto compreso di mezzo vino bianco e acqua..non male! Addocchiamo inoltre, di fronte a noi, un tetto-bar dove dei ragazzi stanno mangiando fette di torta alquanto invitanti.ci riproponiamo di farci un salto una delle prossime sere.
Un’altra passeggiata e torniamo allo studios per riposarci per l’indomani. Ma che fatica arrivare, la salita è ripidissima e dieci minuti si fanno in apnea! Diciamo che a fine vacanza abbiamo rassodato parecchio.

TERZO GIORNO – SPIAGGIA DI PEFKI + VILHA BEACH

Ci alziamo presto, e per le nove andiamo a cercare un autonoleggio a Lindos ma purtroppo ce ne sono solo 2 e non hanno auto se non una di grossa cilindrata che ci costerebbe un sacco.primo consiglio per la vacanza: prenotate l’auto prima di partire, rischiate di non trovare quella che volete. Comunque sia siamo fortunati perché il punto informazioni nella piazza di Lindos ci chiama un autonoleggio a Pefki, il paese lì vicino, che ci porta una punto nuova a 240 euro per 5 giorni. Speravamo di spendere meno, ma a quanto pare non si trovano meno costose.
Esaltati dall’avere un’auto ci dirigiamo un po’ a caso verso sud, e dopo poco notiamo una spiaggia che pare molto bella, vicino al paese di Pefki. Ci andiamo e la troviamo semi-deserta (scopriamo che le spiagge si riempiono dalle 11,00 in poi), è per lo più spiaggia libera ed è fatta di sabbia mista a sassolini, l’acqua è verde-azzurra, il fondale è roccioso quindi a piedi nudi si fa un pò fatica. La cosa bella, a parte la tranquillità, è la miriade di pesciolini che nuotano vicino alla riva, entrando ed uscendo dalle roccie. Carina, ma ne troveremo di decisamente migliori.
Per pranzo decidiamo di andare alla spiaggia di Vilha, le indicazioni sono ben visibili sulla via principale direzione di Rodi città, è subito dopo Lindos e la si vede direttamente dalla strada. Non è troppo affollata, nonostante siano già le 13,00 e ci rilassiamo su lettini comodissimi di materassino in riva all’acqua. E’ una spiaggia di sassolini quindi è un po’dolorosa a piedi nudi (secondo consiglio della vacanza: comprate scarpette e occhialini da mare, saranno molto utili nella maggior parte delle spiagge che visiterete). Pranziamo sul bar della spiaggia con due insalate greche abbastanza buone, ma ciò che ci piace più di tutto è il Nescafe, così viene chiamato il caffè greco, un caffè freddo con ghiaccio e latte che è tipo un frullato ma più dissetante. Lì lo fanno particolarmente bene, a fine vacanza dopo averne provati molti altri, meriterà il primo posto. Il pomeriggio lo passiamo a nuotare nell’azzurro limpido e a rilassarci sotto l’ombrellone, essendo ancora un po’ bianchi è meglio non esagerare con il sole. Io mi piazzo anche sulle roccie nere sulla sinistra guardando il mare, si sta benissimo, e mi diverto ad andare sottacqua in quel punto perché è pieno di pesci.
Verso le 19,00 andiamo a fare un po’ di spesa nel supermarket “Flora” sopra Lindos dove compriamo della pasta, del sugo di pomodoro, della feta, dell’acqua e dell’uva bianca (qui a Rodi va per la maggiore come frutta, e la cosa bella è che è senza semi ed è molto buona!), non spendiamo poco quanto immaginavamo, ben 34 euro..alla fine conviene di più mangiare con una pita! Dopo un bel piatto di pasta, facciamo un giretto per Lindos che come la sera prima è tremendamente calda ed affollata. Andiamo a prenderci un dolcetto nella pasticceria che avevamo visto la sera prima chiamata “Gelo Blu” che presenta sul bancone delle torte favolose, la più gettonata è la “Mississipi Mud” ovvero “fango del mississipi” così chiamata perché completamente al cioccolato e ricoperta da panna montata.che dire, la proviamo anche noi e prendiamo proprio l’ultima fetta rimasta! Andiamo a gustarcela sul tetto, dove ci sono poche persone e qualche tavolino. E’ una bontà, una fettona gigante in due scompare nel giro di pochi minuti, divorata da noi due golosoni. Ci rifugiamo a ridosso dell’Acropoli dove, salendo un po’, si gode di una vista favolosa, e di un venticello rigenerante. Verso mezzanotte, a nanna.

QUARTO GIORNO – GOLDEN BEACH, AFANTOU BEACH



Ci alziamo presto, belli carichi per andare ad una delle spiagge che dicono più belle ma.il mio ragazzo purtroppo nel far manovra in una ripida discesa, urta con il paraurti anteriore la macchina di fronte. Telefoniamo quindi all’autonoleggio raccontando il tutto, e ci fanno pagare 250 euro di danno, dicendo che la loro assicurazione non paga un danno così lieve. Questa cosa ci sembra un po’ strana ma non abbiamo modo di contestare purtroppo. E vabbè, un po’ depressi andiamo comunque verso la famosa spiaggia e.meno male che è come dicono: Meravigliosa! Sabbia dorata (come dice il nome stesso), acqua azzurro-verde, non molto grande ma visto l’orario ancora quasi deserta. Prendiamo un ombrellone e due sdrai spendendo solo 8 euro (altro che riviera adriatica! Qua costano tutti così gli ombrelloni) e ci godiamo il mare. Noleggiamo anche un pedalò per un ora a 10 euro, andando al largo a fare numerosi tuffi nell’acqua alta. E’ bellissimo buttarsi nell’azzurro intenso, vedendo nonostante la profondità, il fondale sabbioso. La cosa bella del mare, qui a Rodi, è che l’acqua è calda, ed è favolosa, infatti anche io, che in genere non sono un’amante del mare, qui trovo paradisiaco stare in acqua e mi è difficile non trascorrerci la maggior parte del tempo. Il caldo allucinante, poi, favorisce la cosa.
Pranziamo in uno dei bar sulla spiaggia, l’ultimo rispetto alla strada di arrivo, che si chiama “Bottoms Bar” ,e siamo felici di vedere l’abbondanza dei piatti a così poco prezzo. Ordiniamo due pite ed un piatto di frutta varia, che è così grande che fatichiamo a finirlo! Ed il tutto a soli 10 euro totali! Siamo contenti, nonostante l’inizio mattinata, e dopo pranzo cambiamo spiaggia perché vogliamo vederne il più possibile durante questa settimana di vacanza.
Andiamo quindi alla baia successiva che è quella di Afantou. Questa spiaggia è la più estesa, è quasi tutta libera e fatta con sassolini, infatti troviamo pochissima gente. Stiamo lì per un po’, non troppo colpiti dopo aver visto la Golden Beach, e poi torniamo verso casa. Lungo la strada, esattamente sopra la spiaggia di Tsmabika, sulla sinistra, ci fermiamo ad un piccolo bar che gode di una vista splendida sulla spiaggia. E’ un posto strano, sembra che qui il tempo si sia fermato, ci sono due anziani che dormono ad un tavolo ed un ragazzo che conosce poco l’inglese che ci porta due caffè annacquati. Nonostante siano pessimi siamo affascinati da questo bar tipicamente greco che a differenza di quasi tutti i posti non vive di certo del turismo. Già che siamo lì facciamo un giro veloce a visitare la chiesa di fronte, che come quasi tutte quelle dell’isola è di un bianco abbagliante e costruita da poco. E’ molto carina ma non ci colpisce particolarmente.
Una volta a casa ci preparariamo un altro bel piatto di pasta al pomodoro. La sera facciamo un giretto per Lindos e ci fermiamo a bere qualcosa in uno dei tanti pub lungo la via principale. E’ carino, con una mini terrazza che da sulla strada e tavolini con poltrone comode. C’è anche l’aria condizionata il che è l’ideale visto il caldo. Prendiamo da bere un mojito e un cocktail che si chiama “Chi chi” che mi arriverà con una girandola infuocata (tipo mini fuoco di artificio)..che scenografia! Spendiamo 8 euro a testa ma meritati visto il posto e la bontà dei drink. Dopodichè dritti a letto.

QUINTO GIORNO – ANTONY QUINN BAY, THEOLOGOS, VALLE DELLE FARFALLE

Ci alziamo super presto perché vogliamo andare alla baia di Antony Quinn chiamata così in onore del famoso attore che venne qui nel 1961 per girare il film “I cannoni di Navarone” e poi interpretò anche il personaggio di “Zorba il greco” nel film di Michael Cacoyannis del 1964. Arriviamo là per le 10,00 seguendo la strada principale verso Rodi che si biforca a sinistra per la baia d’Antony Queen a circa 3 km da Faliraki (non è facile trovarla, ci siamo persi un paio di volte e abbiamo dovuto chiedere indicazioni). Non c’è ancora molta gente anche se di lì ad un’ora si affollerà. La baia è uno SPETTACOLO, è di una bellezza da togliere il fiato, penso la più bella di Rodi a mio parere. E’ piccola, e i pochi sdrai sono a ridosso dell’acqua che è di un verde acqua con tinte di azzurro e blu verso il largo o sopra le roccie più grandi. E’ fatta di sassi e rocce e, andando verso la parte più lontana dall’entrata è possibile tuffarsi da una struttura sporgente sull’acqua provvista di scaletta di legno per risalire. Che tuffi, che splendore spezzare quel verde brillante con il proprio corpo, e sprofondare per pochi attimi in quell’avvolgente mare. Purtroppo la gente è davvero tanta, dopo un po’ in più arrivano navi di turisti che si fermano delle mezz’ore al centro della baia. A malincuore, quindi, verso mezzogiorno ce ne andiamo, diretti verso l’interno, a qualche km di distanza, alla Valle delle farfalle o Petaloudes. Visto che arriviamo tardi ed abbiamo fame, facciamo prima un giro al paesino di Theologos di cui abbiamo sentito parlare bene, ed infatti è delizioso. Piccolo, silenzioso, tipicamente greco, con casette bianche molto curate e con una piazzetta con la chiesa che meritano di essere viste. Sfortunatamente l’unica taverna (peraltro consigliata sulla guida online) “Taverna Drosia”, è chiusa per pranzo e riapre solo dopo le 18,00, sarà uno dei pochi rimpianti della vacanza. Siamo dunque costretti ad andare a cercare un ristorante nei paesi vicini e capitiamo in uno sulla strada che a vedere sembra bello ma.a mangiare è pessimo. Servizio lento e cibo non molto buono. Peccato. Già che ci siamo facciamo un giretto veloce lungo la costa ovest, fermandoci in un bar sulla spiaggia che è di un villaggio di prevalenza tedeschi che fanno kitesurf o meglio, surf con la vela o parapendio. Il tutto molto suggestivo. La costa ovest, essendo più esposta al vento, è infatti la meta preferita dai surfisti.
Verso le 16,00 andiamo a visitare la Valle delle farfalle, paghiamo i 5 euro di biglietto per entrare (eccessivi a mio parere), e saliamo lungo il percorso stabilito osservando la moltitudine di farfalle attaccate ovunque. Sui tronchi, sulle rocce, sulle staccionate. Tantissime, e ben poche volanti. Oltre alle farfalle ci sorprendiamo di vedere anche molti granchi giganti a ridosso della riva dei torrenti che scorrono nel bosco. Siamo impressionati! Altro che valle delle farfalle, la rinominiamo “valle dei granchi”. Terzo consiglio della vacanza: andate di pomeriggio alla valle delle farfalle, di mattina arrivano i pullman con orde di turisti e già è difficoltoso girare con qualche persona lungo il percorso, figuriamoci con tanta gente. Dopo poco più di un’ora finiamo di scarpinare su e giù, e ce ne andiamo. Alla fine merita di essere visitata, ma dopo un po’ è monotona visto il ripetersi di paesaggi sempre uguali e non essendoci altro che farfalle appoggiate ovunque.
Per cena ci fermiamo in un ristorantino a Tsambika che si chiama “Edem” che si trova girando a sinistra verso la spiaggia, pochi metri dopo sulla destra. E’ carino, tutto all’aperto in un prato verde molto tenuto. Silenzioso e tranquillo, ci servono cordialmente antipasti greci e pollo con patate. Ci sono anche due gattini che vengono a trovarci mentre mangiamo, ce ne sono parecchi in quest’isola. Mangiamo bene, e verso mezzanotte siamo già a letto.

SESTO GIORNO – SAN PAOLO BAY, PRASONISI, MONOLITHOS, GENNADI, FALIRAKI

La Baia di San Paolo non è molto conosciuta, ma è splendida. Si trova poco dopo Lindos, verso sud, è piccolissima e con solo due spiagge con pochi lettini. Consiglio di andarci molto presto perché è bellissimo godersi il silenzio e la pace di questo piccolo paradiso. E’ fatta di sabbia e sassolini, con qualche roccia verso l’interno, e la cosa più incantevole è la sua trasparenza, tale da poter vedere nitidamente ogni dettaglio del fondale e così anche i pesci che sono numerosi e a branchi ti nuotano attorno, grandi e piccoli, colorati e grigio bianchi. Ce né per tutti i gusti. Davvero merita.
Verso le 11,00 però ci tocca di avviarci perché vogliamo raggiungere Prasonisi, ovvero la punta sud dell’isola dove si incontrano i due mari: Egeo e Ionio. Arrivarci da Lindos è po’ lunga, ci mettiamo circa 40 minuti ma.lo spettacolo che si apre ai nostri occhi merita tutto il viaggio. E’ una meraviglia della natura, un’immagine fantastica a cui si aggiunge la spettacolarità dei numerosi surfisti che ci sono: miriadi di puntini colorati che cavalcano le onde di entrambi i mari. Più ci avviciniamo con l’auto, più notiamo la vastità di questa spiaggia di sabbia piena di gente e molto ventosa. Parcheggiamo vicino ai due unici ristoranti (è possibile arrivare con l’auto anche in riva al mare ma lo sconsiglio se non si ha una jeep perché è facile rimanere bloccati nella sabbia) e poi ci avviamo a piedi fino al punto dove la lingua di spiaggia è più sottile e i due mari quasi si incontrano (in alcuni periodi dell’anno succede, e la parte più a sud diventa un isolotto). Mi stendo sulla sabbia in riva al mare, facendomi bagnare dall’acqua limpidissima, dal lato in cui la corrente è più placida. Visto il vento è il luogo perfetto per prendere un sacco di sole senza soffrire il caldo..attenzione alla scottature!Rimaniamo due ore buone a goderci lo spettacolo dei mari e dei surfisti, il mio ragazzo va anche in cima alla collina a sud dove fotografa numerosi piccoli tumuli di sassi di cui non si capisce bene l’origine e lo scopo.
Pranziamo nel ristorante alla destra, visto che quello alla sinistra che ci piaceva di più era pieno, dove ci portano il pane-pita più buono della vacanza. Meno male che siamo venuti qui! Bello morbido e non secco come fin’ora ci avevano dato. Mangiamo un ottimo souvlaki, ovvero spiedino di carne di maiale o pollo, e poi ci avviamo. Visto che siamo vicini alla costa ovest ci viene l’idea di visitarne una parte, quindi giriamo verso Monolithos. Dopo una mezzora arriviamo quasi in cima all’altura dove si trova il famoso Monastero di Monolithos che però non abbiamo voglia di visitare e quindi ci limitiamo ad osservare da fuori. E’ arroccato sul monte Akramitis.
Proseguiamo verso la baia Ag.Georgios che dicono sia molto bella. Ma la strada è davvero impervia, le strade sono ripide ed in discesa, senza l’ombra di un guardrail, tutte a strapiombo sul mare. Devo dire che ho avuto un po’ paura, ma lo spettacolo era magnifico, mare azzurro di cui non si vedevano i confini. Arriviamo infine in una piccola baia più sotto ma non è niente di che, sabbia di sassolini e mare molto mosso ci spingono a tornare indietro verso nord. Ci fermiamo una mezzora nel bar vicino al monastero a bere una cosa, e d’improvviso vicino ai nostri piedi sbuca un pappagallo verde di media grandezza che, pacifico e sereno, cammina tra le sedie beccando per terra. Lo soprannomino “Alejandro” come il tormentone di questa estate di Lady Gaga. E’ troppo simpatico, e poi io adoro i pappagalli, ho un inseparabile a casa.
Dopo aver salutato il nostro amico ripartiamo e dopo un’oretta arriviamo di nuovo sulla costa est, e decidiamo di fermarci nelle Gennadi, in una delle numerose spiagge sabbiose e abbastanza affollate, l’ideale per famiglie con bambini. Ci rilassiamo un po’ stendendoci per terra in spiaggia libera, un bagno veloce, e poi di nuovo in macchina verso casa.
La sera mangiamo dei panini in casa per finire le nostre provviste, poi ci prepariamo per la nostra prima serata “folle”, destinazione.faliraki! Faliraki è un paese a nord vicino a Rodi dove ci hanno detto ci sia la vita notturna più sfrenata, è pieno di locali tra pub e disco, ed è prevalentemente frequentato da inglesi e tedeschi.
Da Lindos ci impieghiamo 40 minuti per arrivare, e di notte la strada non è granchè visto i numerosi lavori in corso. Fortunatamente i parcheggi non mancano e mettiamo l’auto a pochi passi dalla via principale. Appena mettiamo piede nella via sentiamo già i forti rumori provenienti da OGNUNO dei locali, ciò significa musica assordante in un orecchio e musica assordante nell altro. Da non capirci più niente! E’ impossibile decidere in quale entrare, c’è casino ovunque.quindi scegliamo il più carino esteticamente che è fatto in stile capanna di tronchi, a due piani. Andiamo al secondo piano che è più per coppie e prendiamo da bere, un mojito e un “sex on the beach” abbastanza buoni e a soli 5 euro l’uno. La musica è commerciale attuale, carina, a me piace a differenza dell’house che in Italia va per la maggiore. Dopo un po’ ci ri-addentriamo lungo la via e, catturati dalla vivacità delle persone e la bella musica, entriamo in una mini-discoteca. C’è molta gente e non si è obbligati a prendere da bere, infatti noi balliamo e basta. C’è anche l’aria condizionata il che è una chicca visto il caldo che fa sempre e comunque. Balliamo e dopo un po’ usciamo, facendo un altro giretto veloce prima di tornare alla macchina. Ci sono anche parecchi bazar con souvenir e pub con karaoke, e musica anni 80. Non è male, se ci si vuole divertire anche senza spendere tanto.
All’una siamo già a casa. Ah.a mezzanotte abbiamo festeggiato a faliraki il mio compleanno!

SETTIMO GIORNO – TSAMBIKA BEACH, KALITHEAS BEACH, LINDOS

La mattina festeggiamo il giorno della mia nascita andando ad una delle spiagge a detta di molti, più belle. Tsambika Beach è una spiaggia abbastanza ampia nella baia di Archagelos, subito dopo la Golden Beach, fatta di sabbia fine e mare azzurro-trasparente. E’ uno spettacolo ma si affolla molto, visto che è anche ben servita di bar e ombrelloni con sdrai. Noi vediamo un luogo più appartato in fondo, verso la parete rocciosa sulla destra, e vi ci dirigiamo. Al che io inizio a vedere qualcuno che fa il bagno nudo.una scritta poco dopo mi conferma che è un luogo per nudisti! Ma è il più bello della spiaggia e a noi non importa, rimaniamo lì scoprendo piccoli anfratti tra le roccie dove miriadi di pesci nuotano in branchi. L’acqua è quasi calda, e visto il luogo ci sono pochissime persone..è perfetto! Stiamo lì a goderci il mare ed il sole, facendo molte foto, e nuotando indisturbati. Dopo qualche ora, però, cominciamo ad avere fame e andiamo a mangiare nel primo bar lungo la spiaggia. Prendiamo due pite, buone, così buone che.arriva un gattino a reclamarne un assaggio. Per nulla intimorito ci viene in braccio e si struscia, è tenerissimo e si aggiudica qualche pezzettino di carne. Vorrei portarmelo a casa! Purtroppo però dobbiamo lasciare lui e questa spiaggia, che credo sia diventata una delle mie preferite. E dopo pranzo andiamo verso Kalithea. E’ una baia a nord, subito dopo Faliraki e attaccate ci sono le famose “Terme di Kalithea” che però sono in disuso, si può solo vederne la struttura e prendere il sole nella piccola baia il tutto al costo di 3 euro. Decidiamo di non spendere soldi ed andiamo nella baia accanto, altrettanto bella e non troppo affollata nonostante siano già le 16,00.
Qui ci sono molte roccie quindi le scarpette sarebbero l’ideale. Noi arranchiamo un po’ verso la sinistra, dove non c’è nessuno, e troviamo una roccia concava che forma una piccola piscina naturale. Io mi piazzo lì dentro, fregandomene delle alghe morbide e dei piccoli gamberetti nonchè lumachine di mare che mi girano vicino. Non vedo granchi, e ciò mi basta per non spostarmi. Quasi mi viene un colpo quando noto sotto una roccia gigante che dà sul mare, un signore anziano che è sdraiato e ci osserva dall’alto. Ci saluta e ci racconta la sua storia: lui greco sposato con un’italiana calabrese. Ci dice di stare attenti che lì si scivola, e non fa in tempo ad avvertirci che il mio ragazzo atterra con il sedere su una roccia. Niente di grave, solo qualche risata.
Stanchi di andare all’avventura ci stendiamo sotto un ombrellone di paglia (che non pagheremo perché il bagnino non arriva a riscuotere), e leggiamo un po’ godendoci la pace del pomeriggio inoltrato.
Verso l’ora di cena torniamo verso Lindos dove ceneremo fuori per concludere i festeggiamenti del mio compleanno. Prima riconsegniamo la macchina, avendo finito i giorni del noleggio.
Il mio ragazzo dice di aver visto un posto sotto l’Acropoli con piscina sul tetto. Per arrivarci dobbiamo fare molti scalini e molta strada in salita, siamo sudati fradici ma ne varrà la pena. Arriviamo tardi nel ristorante che si chiama “Caesar’s” , sono già le 23,00 ma non siamo gli unici a cenare a quest’ora. Ci sistemano in un tavolo proprio accanto alla piscina, lo scenario è incantevole, direi perfetto. Ci portano il menu e leggendolo ci è subito chiaro che abbiamo scelto un posto raffinato, visti anche i prezzi capiamo di dover scegliere poco e bene. Ordiniamo quindi di comune accordo quattro antipasti: polpette di basilico con sugo di pesto di salvia, funghi ripieni di carne e melanzane, crocchette di formaggio e patate, crostini di creta fatti con pomodoro e feta fusa sopra. Il tutto è di una bontà infinita, siamo estasiati dal mix di sapori raffinati e delicati. Se si spendesse meno verremmo a mangiare qui tutte le sere, ci sono tantissimi piatti che di sicuro saranno buonissimi!
I camerieri sono giovani e simpatici, e verso il fine serata qualcuno è anche un po’ brillo.mettono su la musica collegandosi con le casse a youtube. Musica che crea un’atmosfera intima e rilassata tra cui i REM. E’ una serata indimenticabile. L’ultima ed indimenticabile.

OTTAVO GIORNO – SAN PAOLO BAY, ACROPOLI DI LINDOS, RODI CITTA’

La mattina facciamo la valigia e poi andiamo a goderci l’ultimo mare nella baia lì vicino: quella di San Paolo. Stavolta andiamo sull’altra riva, dove la spiaggia è leggermente più ampia. Purtroppo dopo poco si riempie, bisogna andarci veramente molto presto perché gli ombrelloni (molto belli, bianchi con sdrai-materasso morbidissimi) saranno una ventina e si rischia di non trovarne di liberi. Il mio ragazzo fa qualche immersione veloce, qui è il posto con più pesci e dice di aver visto anche una specie di polipo!
A pranzo ci mangiamo una bella crepe salata in una delle quattro creperie di Lindos, la prima venendo dalla baia. E’ buonissima, io la prendo con funghi, prosciutto cotto e formaggio, il mio ragazzo con feta, pomodoro e pancetta.squisite. La giusta carica per permetterci di affrontare la salita verso l’Acropoli di Lindos. Si possono anche usare degli asinelli (numerosissimi nel paese) ma ci fanno troppa pena per approfittarcene. E comunque ci porterebbero solo fino ad un certo punto. Quindi ci mettiamo in marcia, la salita è abbastanza ripida e con le ciabatte anche scivolosa. Dopo un quarto d’ora arriviamo all’entrata delle mura dove, per proseguire, bisogna pagare 6 euro. Ormai siamo lì e quindi entriamo. Il panorama è spettacolare, si vede chiaramente la baia di Lindos ed il mare aperto dove alcune barche veleggiano leggere. Continuiamo a salire per una miriade di scalini, c’è molto vento ma purtroppo caldo quindi è come avere un phon puntato in faccia. A fatica arriviamo alla vetta dove ci sono le rovine dell’Acropoli. E’ suggestivo e da lì si vede anche la baia di San Paolo, sembra una piscina azzurro-verde, disegnata.
Stiamo un po’ lì e poi torniamo giù pian piano. Ci fermiamo a far merenda in un’altra creperia dove ne prendiamo una in due, dolce, stavolta. Nutella, cioccolato bianco e fragole. Gustosissima e ben meritata!
Alle 17,00 dopo aver preso le valigie, prendiamo l’autobus per Rodi. Purtroppo becchiamo quello senza aria condizionata, e l’autista voleva pure che tenessimo chiusi i finestrini!! Era una tortura, altro che sauna! Meno male che dopo un’ora arriviamo e a Rodi soffia un bel venticello fresco. Ormai è ora di cena e decidiamo di concludere la giornata da golosi con due pite, facendoci convincere da un butta dentro di un ristorante sul vialone del porto. Mangiamo bene, ma un po’ pesante. Stanchi degli autobus, pur essendocene per l’aeroporto ogni quarto d’ora, prendiamo un taxi. Ci carica un autista simpaticissimo che ci racconta che il 15 agosto (il giorno dopo) c’è una festa che per loro è come Pasqua e consiste in svariate bancarelle lungo una via poco fuori da Rodi. Vi sono stand di cibarie varie, ma per la maggior parte di manufatti e oggetti fatti a mano. Peccato non poterla visitare.
Alle 19,00 arriviamo all’aeroporto, pagando sempre i 22 euro di tariffa, e aspettiamo l’aereo che tarderà di ben un’ora e mezza.e vabbè, non avevamo comunque molta voglia di lasciare questa splendida isola che ci rimarrà nel cuore.

Pensieri ed emozioni di fine viaggio:
Rodi merita di essere vista, in tutta la sua particolarità e varietà;
. Il mare è godibile, bello, pulito, caldo.
. Le spiaggie non sono troppo affollate e sono così numerose che è possibile trovarne qualcuna in cui si è da soli.
. La città è un po’ sporca e molto rumorosa visti i tanti turisti, ma dal punto di vista storico è interessante per via delle tante culture che vi hanno lasciato il segno.
. La vita notturna in città e a Faliraki in particolare è movimentata, quindi se si vuole fare una vacanza in allegria si presta molto, ed anche a poco prezzo.
. La gente del posto è cordiale e parlano quasi tutti un po’ di italiano e praticamente tutti l’inglese.
. I paesaggi sono per la maggior parte brulli visto il caldo e le scarse pioggie, solo verso l’interno dell’isola ci sono zone boscose.
. Il traffico è moderato, a parte a Rodi è comodissimo girare in macchina o con qualsiasi altro mezzo.

Best of:
I paesi più belli e caratteristici che abbiamo visitato sono Lindos e Theologos.
La spiaggia più bella è la Golden Beach, la baia più bella quella di Antony Queen.
Il cibo più buono, nonché più economico, è la pita.

Consigli:
1. Comprate scarpette per le roccie, visto le numerose spiaggie rocciose.
2. Alloggiate a Kolymbia, è un ottimo punto di partenza sia per le spiaggie di giorno, che per la vita notturna di notte (Lindos è troppo calda, e troppo in giù, la sconsiglio per l’alloggio).
3. Noleggiate una macchina, possibilmente prima di partire, tramite sito internet. Noi non ne abbiamo trovata una piccola e ci siamo dovuti accontentare di una più grande e più costosa.

Per concludere… Buona Vacanza!

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