Guatemala, Honduras e Messico

di Michele Spiriticchio –
Un mese in Guatemala, Honduras e Messico. Un bellissimo viaggio centroamericano ! Che non scorderò mai, perchè ho visto la libertà. Ho respirato la libertà. Ho camminato in libertà !

09-08-00
Senza bagagli, arrabbiato, stanco e depresso e con un giorno di ritardo per aver perso le coincidenze aeree e una notte a Houston, siamo a Ciudad de Guatemala !! Alloggiamo all’Hotel “Spring” avenida 8, 186 Q per 3 persone (circa 50000 lire). La camera è grande con 3 letti, tv, un armadio, tavolo e bagno con doccia. Tutto sommato vale la spesa…e la tv funziona ! C’è anche un bel patio con giardino e la nostra camera, la n° 7, dà proprio sul cortile interno. Non so se piangere o ridere, Janko non mi sembra particolarmente abbattuto, ma io penso in continuazione al mio povero zaino, dove sarà e come farò senza i miei vestiti, il mio walkman con le casse portatili, i miei sandali e i costumi, i vestiti ! Guatemala city è la capitale; è molto caotica, trafficata e ci sono tantissime bancarelle lungo le strade del centro, sembra un enorme bazar. La città si divide in zone che sono reticolate da avenidas e calles. Non siamo molto tranquilli perchè i bagagli non ci sono ancora ! Soprattutto io non riesco a dimenticarmene e non entro ancora completamente nello spirito della vacanza…eppure sono in Guatemala !! Decidiamo però di non rimanere fermi a Città del Guatemala e approfittare dell’attesa di altri aerei e spendere il tempo per vedere anche Antigua.

Nel pomeriggio partiamo per Antigua Guatemala, anche se non abbiamo ancora i nostri bagagli, chissà dove sono ! Dalla zona 1 di Ciudad de Guatemala partono ogni mezz’ora autobus per Antigua. Il viaggio dura circa 1 ora ed è fatto lungo una strada molto tortuosa con saliscendi continui. Gli autobus sono vecchi scuolabus coloratissimi per le incredibili decorazioni sparse lungo le fiancate..e non solo. Le immagini di Gesù sono ovunque, come anche statuine di Madonne e di santi in preghiera…! Speriamo bene ! Il biglietto è di 4,5 quetzales (1 Q= 270 lire it.). La cittadina di Antigua è deliziosa, anche se oggi è coperto e piove a tratti. Assomiglia molto a San Cristobal de Las Casas in Chiapas; ma San Cristobàl è più grande e più turistica… Si vedono molti turisti però e a noi dispiace dover ripartire nello stesso giorno per Guatemala city per aspettare i bagagli all’aeroporto. Sarebbe stato bello rimanere almeno una notte qui e conoscere meglio questa città. Le strade sono vecchie come anche le case colorate coloniali spagnole. Belli i cortili (patii) di alcune case ristrutturate che in certi casi sono piccoli alberghi e “posadas”. ma come sarebbe stato fantastico aver dormito in questi posti !! La prossima volta !

10-08-00
Abbiamo gli zaini !! Sono arrivati oggi dopo una deviazione, da non credere, a Mosca ( Russia ) !! Per fortuna !! Adesso possiamo iniziare finalmente il nostro viaggio tranquilli ! Via, iniziamo questo fantastico viaggio !! Partiamo subito per Chiquimula con un autobus della “Rutas Orientales”, 19 calle e 8 avenida. L’autobus parte alle 14.00 (25 Q). La strada è un su e giù continuo e il panorama è verde-grigio, piove sempre e le nuvole sono basse fra le colline. Sull’autobus salgono anche venditori ambulanti che propongono medicamenti e unguenti “magici” capaci di guarire così tanti mali ! La musica è onnipresente, ranchera, salsa e marimba… Il bus arranca lento anche se comunque stiamo bene ! Tutto sommato è un bel viaggiare ! A Chiquimula, verso le 17.20 scendendo riusciamo al pelo a prendere il bus che è l’ultimo della giornata per Jocotàn. Scegliamo di fermarci a Jocotàn e non a El Florido, perchè vista l’ora tarda, a El Florido non troveremmo molte possibilità di alloggio (almeno così scrive la mia guida “Footprint books”). Il bus della “Vilma” per Jocotàn (costa 15 Q) va in direzione Esquipulas mentre a vado Hondo, svolta a sinistra verso la frontera con l’Honduras. La strada è pessima e più piccola di prima. Il panorama è sempre il solito, verdissimo e grigio e …piove sempre accidenti. Si vedono anche isolate casette povere lungo le colline, poche le macchine che incrociamo. A Jocotàn andiamo all’Hotel “Ramirez” che è molto spartano con un cortile all’aperto su cui si affacciano le abitazioni. Noi prendiamo alla fine 2 camere, una con 2 letti e bagno privato (50 Q) e un’altra con solo il letto (15 Q !!) dove dormo io. C’è anche il ristorante. Di fronte al nostro albergo ci sediamo a un piccolo bar casalingo dove per 19 Q ci danno da bere e tortillas ripiene.

11-08-00
Lasciamo Jocotàn in Guatemala alle 6.38 quando partiamo con un bus malridotto della “Vilma” ( costo 4 quetzales) con le panche di legno rivestite. Il bus è semivuoto, ci sono altri ragazzi stranieri con noi (spagnoli). Piove sempre e l’atmosfera è tipicamente tropicale …In giro per il paese di buon mattino alcune persone preparano il mercado lungo le strade fradicie e sporche. In autobus l’immagine di Gesù è ben fissa davanti al conducente e ci rassicura ! Gli zaini li portiamo con noi su direttamente vicino ai nostri posti, meglio così ! Siamo curiosi della frontiera a El Florido con l’Honduras…Ci saranno formalità complicate ? In mattinata dovremo essere a Copàn ! Non fa molto caldo ma comunque si sta bene.Si vendono banane alle bancarelle del paese, verdura e tortillas… Gino “il fotografo ispirato” scatta in continuazione foto del tutto inutili !? (vedi…). Finalmente il bus parte alle 6.55. Il paesaggio è collinare, verdissimo e molto dolce, piacevolmente immerso nelle basse nuvole umide. Arriviamo a El Florido alle 8.30, a piedi ci dirigiamo al vicino posto di frontiera dove c’è l’ufficio immigrazione Guatemalteco. Lì sbrighiamo tutto velocemente pagando una tassa di 10 Q per l’uscita dal paese, mentre subito dopo all’ufficio immigrazione hondureña accanto, compiliamo la cedola del visto turistico “normale” (si intende quello valevole 1 mese e non quello “breve” di 3 giorni per vedere solo Copàn) per l’entrata in Honduras con una tassa di 10 Lempiras (1 L= 140 lire it.). Tutto si è rivelato semplice e veloce, anche perchè pochi erano i turisti che passavano quel giorno. Finite le pratiche doganali dobbiamo dirigerci a Copàn Ruinas che dista circa 15 km. Con dei pick-up che aspettano alla frontiera e per 20 Q a testa (caro, ma essendo stanchi lasciamo perdere) veniamo portati con altri Hondureños a Copàn lungo una strada tutto salite e discese non asfaltata e con tratti infangati. In un punto il nostro pick-up si blocca per una ruota completamente nel fango, ma usciamo presto per fortuna ! Siamo almeno in 15 stipati sul cassonetto del furgone assieme a contadini e braccianti della zona. Gli zaini si sporcano col fango portato dai passeggeri che continuamente vengono caricati. Arriviamo a Copàn ruinas verso le 9.45 dopo aver lasciato la frontiera con il Guatemala a El Florido. Le prime impressioni del paesino sono buone visto che le dimensioni del paese sono molto piccole e c’è molta quiete. Le strade sono ciottolate e si vedono contadini a cavallo per le piccole stradine. E’ un paese proprio carino, tipicamente campesiño ! Scegliamo di alloggiare all’Hotel “Paty” in una camera al primo piano buona ma non entusiasmante, con 3 letti e bagno privato (250 L). Il vantaggio di questo hotel è la posizione in paese, vicino alla fermata degli autobus per San Pedro Sula e all’inizio della strada che conduce alle rovine. A piedi ci vogliono solo 10 minuti per il km che ci separa dal sito archeologico. L’entrata alle rovine costa 10 dollari USD (150 L). Non c’è molta gente a quest’ora (10.15) nel sito, ma via via le persone aumentano. Inizialmente si passa nella plaza major dove sono disposte le magnifiche e famose stele. Quest’ultime sono lapidi alte circa 3 metri riccamente scolpite e intarsiate con motivi sia ornamentali che di tipo storico, con scritture geroglifiche. Rappresentano figure d’alto rango con le insegne del loro status. Quasi tutte sono disposte nella grande plaza e gran parte di esse raccontano le imprese di Coniglio 18.Vi sono figure umane (re Coniglio 18 e Yax-Pac), animali ecc.Vi sono anche riprodotte date di nascite, matrimoni e morti. L’ultima data incisa dagli scalpellini sulla scalinata dei geroglifici, che sono 1250, è il 10 febbraio 822, anno in cui Copàn fu abbandonata. A sud si accede al campo della pelota, il secondo per estensione di tutta la mesoamerica. Vicino ecco la piramide conosciuta come struttura 26 o scalinata dei geroglifici 8coperta per protezione da un enorme telone) con 63 gradini e migliaia di glifi. Questi non sono stati ancora tradotti. Collegata con la scalinata dei geroglifici c’è l’area dell’acropoli dove si eleva il Tempio delle Iscrizioni con molti geroglifici lungo le pareti. La sera mangiamo da “Carnitas Nia-Lola” per 120 Lempiras(3 cervezas y un asado de carne). bueno! Domani partiremo per S.Pedro Sula alle 6.00.

12-08-00
Prendiamo il bus delle 6.00 diretto per San Pedro Sula “Gama Express”, che parte proprio all’angolo di fronte al nostro hotel ! Ci svegliamo alle 5.30 e siamo già a bordo. Oggi il tempo è manco a dirlo ancora più brutto di ieri. Il bus è semivuoto. Il biglietto costa 60 L. Lungo il percorsoci fermiamo a La Florida e a La Entrada dove salgono altri passeggeri. Il paesaggio è dominato dal verde intenso, banani, palme, colline immerse nelle basse nuvole umide, la strada è in buono stato (asfaltata). Spesso lungo i bordi ci sono case basse, molte con cortili e giardini. Il tempo non cambia e l’aria è pesante e umida. Si vedono anche mucche al pascolo, galline e cani quando passiamo attraverso gruppi di case. Gli uomini quasi sempre col cappello a falde larghe e jeans. Qui la gente sembra ospitale e allegra nonostante la loro condizione. Le donne sono molto belle. Arriviamo a S.Pedro Sula verso le 9.10 e ci dirigiamo a piedi al terminal degli autobus della “Catisa” e “Tupsa” dove ci sono i bus per La Ceiba. Passiamo per strade di mercato molto affollate, dove bisogna fare attenzione. Dicono che San Pedro Sula sia una città “pericolosa”, gli scippi sono frequenti… Acquistiamo i biglietti per La Ceiba a 46,5 L, l’autobus parte alle 9.30. La strada per La Ceiba è tenuta bene e la vegetazione si arricchisce avvicinandoci al mare. Incredibili palme giganti occupano ampiamente il panorama e si avverte la vicinanza del mare. Per fortuna il tempo migliora ed esce finalmente il sole ! Arriviamo alle 13.00 al terminal di La Ceiba. Alcuni turisti vanno al porto in taxi per prendere il traghetto per Utila, ma noi decidiamo di dormire qui a La Ceiba per ripartire domattina direzione Cayo Cochinos. Scegliamo di pernottare al “Rotterdam Beach Hotel” in una camera con 3 letti, ventilatore e bagno privato (costo 170 L). Vicino a questo hotel c’è la spiaggia che è una vera delusione. Si vedono palme abbattute e detriti ovunque. L’acqua è sporca e vorticosi mulinelli alzano di continuo la sabbia e le alghe. Giriamo per il paese e mi entusiasmo a vedere vecchie case coloniali inglesi con il piano rialzato. Mangiamo da “Pizza Hut”, purtroppo (l’aria condizionata mi da brividi “polari”) poi decidiamo di andare a letto presto perchè domani vogliamo andare a Cayo Cochinos, e poi Gianko ha un forte raffreddore !… sarà forse l’aria condizionata di Pizza Hut ?

13-08-00
Alle 7.00 decidiamo di prendere un taxi (320 L) che ci porterà fino al villaggio di Nuevo Armenia, a est di La Ceiba. Da lì prenderemo una lancha per cayo Cochinos. Dopo circa un’ora di strada arriviamo al pittoresco pueblo garìfuna di Nuevo Armenia dopo un ultimo tratto di strada sterrata che devia dalla strada principale costiera. Il pueblo dà su una piccola laguna che la separa dal mare. Con alcuni pescatori garìfuna ci accordiamo per il passaggio in lancha fino a Chachaguate, un cayo piccolo a sud di cayo Cochino pequeño. Per la non modica cifra di 200 L a testa (600 in totale)veniamo trasportati fino a Chachaguate. Il viaggio dura circa un’ora e le onde sono a volte alte e veniamo spesso sbattuti sbalzati dal posto. Per certi versi mi accorgo della pericolosità del viaggio e di questo momento alquanto insolito, in un posto così distante da casa, su una piccola barca a motore in oceano aperto e con tutti i nostri averi con noi ! In lontananza si iniziano a scorgere isolotti e cayos molto piccoli, con palme che spuntano su tutti. I Cayos più grandi sono Cayo Cochinos grande e Pequeño. Il mare è blu scurissimo. Si vedono isolotti paradisiaci, sabbia, mare e palme, tantissime palme verdi. Il mare è trasparente e il paesaggio è da cartolina, Scendiamo finalmente a Chachaguate primero, dove si ssono insediati pescatori con le relative famiglie che vivono in bungalows di legno. Prima di andare decidiamo col pescatore proprietario della lancha anche per il ritorno per domani mattina. Sulla spiaggia veniamo ricevuti da una signora garìfuna (mama Mita)che ci porta a casa sua, un bungalow con cucina (un fornelletto a gas e alcune pentole) e 3 letti, pareti di bambù, un tetto alto e nient’altro. Per terra sentiamo solo la sabbia. Dalle finestrelle vediamo le due sponde dell’isolotto che a piedi si potrebbe esplorare in meno di 5 minuti !! L’isola è formato solo di cabañas, una dozzina circa; c’è uno spaccio per le bibite, barche di pescatori a motore e cayucos di legno sul bagnasciuga. Una volta lasciati gli zaini in capanna andiamo con un pescatore ( 150 L) a vedere altri cayos e in particolare una spiaggia dove c’è anche un resort. Sfortunatamente mi cadrà in acqua la macchina fotografica ! E’ proprio sfortuna, una vera sciagura. Non potrò continuare a documentare tutto con altre foto, ma la cosa peggiore è il valore della mia Nikon ! Anche asciutta non funziona. E’ in totale black out accidenti ! Speriamo si possa riparare una volta a casa. Continuerò a documentare tutto lo stesso con i miei appunti e grazie a Gino che farà foto anche per me ! Tornati a Chachaguate pranziamo con pescado fritto, riso, banane fritte e salsa di pomodoro. Il pomeriggio si svolge all’insegna dell’ozio più assoluto anche perchè non c’è assolutamente niente da fare. Sotto questo sole non rimane che starsene quieti all’ombra a ossservare il mare e sperare nella brezza marina. Non esiste nessun motivo muoverci. stiamo solo fermi sulla spiaggia e ad osservare il gruppo di pescatori che giocano animatamente a carte. Di tanto in tanto tra le parole spagnole intercalano qualche espressione nella loro lingua creola/garìfuna. i bambini sono così belli e svegli già in tenera età, i pescatori riposano e alcuni guardano la tv da una televisione in bianco e nero che non si sa da dove spunti fuori (credo sia alimentata da un generatore). Aspettiamo solo che passi il tempo e che venga sera, dove non ci rimarrà che il rumore del mare e le stelle !! Spettacolo assicurato ! Nel 1998 l’uragano Mitch sfiorò cayos cochinos e la señora Mita ci dice che Chachaguate fu coperta completamente dall’acqua e dalle onde per 3 giorni consecutivamente. La sabbia rimase quando l’acqua se ne andava e solo 3 capanne furono buttate giù. Furono fortunati ! Le sensazioni qui sono indimenticabili e mi attende ancora la notte ! Più tardi mama Mita ci prepara la cena con fagioli, tortillas, uova e caracol. Il piatto è delizioso, tipico garìfuna. La carne di caracol (o conchiglia) è molto delicata, assomiglia al polipo per consistenza, ma a me piace ancora di più ! Poi non c’è nient’altro che aspettare la notte e che la luce via via scappi. Solo candele e una piccola lampadina che tiene ancora vive le speranze dei pescatori nel loro gioco delle carte che imperterrito continua ancora a lungo ! Non abbiamo alternative ad andare a letto e sono solo le 19.30 !!! C’è solo la luna, le stelle, il mare che da un lato e dall’altro dell’isola si fa sentire con le sue onde forti e rumorose. E’ difficile addormentarsi, anche perchè fa freddo ! Sì, non riesco ad addormentarmi, forse non sono stanco ma è l’aria nella capanna che non ci dà tregua. Sono costretto a coprire in qualche modo la parete di bambù che ho di fianco per ridurre almeno un po’ gli spifferi d’aria all’interno del bungalow. Tutti e tre siamo svegli, il tempo non passa mai e anche le galline non stanno ferme fuori della cabaña ! Il cielo sembra diverso qui; le stelle così vicine sembrano dormire e accompagnarci in questa notte “singolare”, non ci crederò mai, di aver passato un giorno e una notte come questa !!

14.08.00
Presto, verso le 7.00 siamo ancora svegli e prepariamo le ultime cose degli zaini. Non abbiamo capito bene dove siamo stati, evidentemente vivere su un’isola solitaria in mezzo all’oceano non è così facile ! Siamo determinati a un ritorno veloce, ancora prima dell’ora concordata il giorno prima. Il pescatore con la lancia che ci aveva portato qui è già arrivato e gli spieghiamo di voler ripartire in anticipo. Sono le 8.30 e carichiamo la lancia. Salutiamo mama Mita, dopo aver pagato per la sistemazione e i pasti 150 lempiras a testa…mica male ! Non riesco a capire quei momenti, sono frastornato, non mi sono lavato come ogni mattina, non sento ciò che ho vissuto, ma senz’altro è stato fantastico !!! Arriviamo a Nuevo Armenia verso le 10.15 e ci incamminiamo in mezzo al paese alla ricerca di un mezzo che ci riporti a La Ceiba. Abbiamo deciso di andare a Tela e quindi dobbiamo prima ritornare a La Ceiba. Dopo aver chiesto per un autobus che tarderà, saliamo su un pick-up che per 10 L ci porta a Jutiapa; da qui, con un altro pick-up che fermiamo sulla strada (10 L), partiamo per La Ceiba. In Honduras è molto usato il sistema di autostop, soprattutto venire caricati su furgoncini o pick-up privati che per qualche spicciolo ti danno passaggi in certi casi insperati. Arriviamo a La Ceiba, senza aspettare neanche un minuto alla stazione degli autobus saliamo su un vecchio scuola bus americano giallo che va a Tela. Io riesco a trovare un posticino per me e per lo zaino che tengo fra le gambe, non ci sono più posti e per i bagagli, beh…ti devi arrangiare in qualche maniera ! Gino è allo stremo, siamo tutti e tre stanchi morti, non abbiamo dormito un granchè e siamo sporchi luridi. Tanto per complicare le cose capiamo che l’autobus non ci porterà a Tela ma saremo costretti a scendere più avanti, dove c’è una manifestazione che blocca la strada lungo un ponte. C’è uno sciopero dei produttori di olio di palma. Tutto si svolge sotto il sole che non ci dà tregua, e non mangiamo dalla sera prima a Chachahuate. Dall’altro lato del ponte ci aspetta un altro autobus, sempre uno scuola bus americano anch’esso strapieno ma con almeno il portabagagli all’interno ! E il resto del viaggio si svolge con la musica a tutto volume, gli altoparlanti proprio dietro le nostre teste la stanchezza che piano piano ci avvolge e allenta tutte le tensioni. I passeggeri hondureñi sorridono e canticchiano, mentre a una curva i limoni in un sacchetto sul porta oggetti si rovesciano fra le risate dei bambini ! Quando arrivamo a Tela ci dirigiamo a piedi verso un hotel che sarà lo Sherwood, sulla spiaggia, alla calle 11. Ha un bell’atrio e il bar a terrazza dritto sulla ampia spiaggia. la camera è bella e costa 450 L (150 a persona). Siamo stanchi morti, la nottata a Chachahuate è stata una mazzata che non potevamo immaginare ! La doccia è tutto ciò che desideriamo ora !!

15.08.00
ore 7.45 di mattina, puntuali siamo all’agenzia “Garifuna Tours” per l’escursione in lancia a Punta Sal o parque Jeanette Kawas (278 L). Il parco si trova a ovest di tela e comprende l’ecosistema naturale situato sulla punta che delimita a ovest la baia di Tela. Vi sono tantissime specie di piante e animali e belle spiaggette dove, su una di esse faremo snorkeling. Dopo il percorso in lancia tagliando la baia per intero arriviamo a terra e ci incamminiamo lungo un sentiero fra le alte palme e la jungla. Sentiamo le urla di scimmie che stanno nascoste in alto fra i rami. La nostra guida ci spiega i nomi della piante che via via vediamo davanti a noi spegandoci particolari e soddisfando alcune nostre curiosità. Sempre in lancia arriviamo poi a una spiaggetta bianca solitaria dove vive una famigliola di pescatori garifùna che ci prepara il pasto ( pollo e riso con fagioli. 50 L). Abbiamo fatto snorkeling su un’altra spiaggetta grazie alle maschere che ci danno gli organizzatori, 2 guide locali della garifuna tours. Il ritorno è all’insegna del divertimento anche se con un po’ di preoccupazione. Il mare è mosso e le onde continuamente sbattono forti contro la nostra imbarcazione. I salti che facciamo sono spettacolari ma tutto è sotto controllo, o almeno sembra ! Chi è controvento viene lavato completamente e le onde sembra aumentino di intensità e di altezza. Ridiamo tutti e chi più (Gino) chi meno siamo bagnati fradici. Io penso solo ad arrivare sano e salvo a riva, non mi interessa in che stato, se bagnato o umidiccio, ma voglio mettere i piedi per terra !! il viaggio dura un’ora buona tra balzi e salti, sembra di fare surf !! All’arrivo sulla spiaggia di Tela ci insabbiamo e siamo costretti a scendere tutti e spingere la lancia perchè toccava il fondo sabbioso. La giornata intera è stata divertente anche se sono deluso per il parco. Belli i panorami dal mare e gli angoli da cartolina, le spiaggette e l’acqua meravigliosa, ma l’escursione in sè con destinazione Punta Sal non mi ha convinto per niente. in serata ritorniamo da “Mango Cafè” di proprietà del,boss italiano della “garifuna Tours”. Con Gino mangio un piatto tipico garifùna che avevamo prenotato la sera prima: “tapado” (60 L) , si tratta di una specie di zuppa cremosa a base di carne di manzo e banane. Il sapore è strano, ma le banane sono troppe !! E in tarda serata ritorniamo ancora al mango cafè con un gruppo di italiane e 2 italiani di Torino che stanno nel nostro stesso albergo; per assaggiare il liquore garifùna chiamato “Guifiti”, a base di rum e radici lasciate a macerare. il risultato è a mio parere negativo, anche se in generale è piaciuto: forse eravamo un po’ brilli ??

16.08.00
Partiamo alle 8.15 per San Pedro Sula e decidiamo di andare a piedi direttamente sulla strada costiera per evitare di prendere i bus locali che, dalla stazione degli autobus, fermano a Progreso. Dopo alcune cattive informazioni su dove fermino i bus per San Pedro, riusciamo finalmente ad attendere al posto giusto, vicino a un distributore di benzina, sulla strada un po’ fuori, verso ovest, dove io acquisto da una signora dei panini al cocco. L’autobus per San Pedro arriva verso le 9.10 ( $ 45 L ) ed è quasi vuoto, sarà un viaggio comodo e tranquillo questa volta ! A San Pedro Sula dobbiamo cambiare bus per proseguire fino ad Omoa che sarà la nostra prossima destinazione. Da lì, domani dovremo raggiungere la frontiera con il Guatemala per poi proseguire fino a Puerto Barrios e , finalmente, Livingston. Vorrei ora parlare del clima che ho trovato in Honduras, in agosto naturalmente. Fa caldo ma non caldissimo, ma è umido e i continui spostamenti in autobus ( con finestrini spalancati, porte aperte, ecc.), pick-up, lancia e l’aria condizionata di certi locali ( vedi Pizza Hut a La Ceiba…! ) ci hanno provocato raffreddori persistenti conditi da una tosse stizzosa. Il cielo molto spesso è totalmente coperto ed il sole si intravede a sprazzi, ma quando lo fa scotta forte forte. Ci siamo abbronzati e non abbiamo ancora visto bene il sole !! Arriviamo a San Pedro Sula alle 10.35 e subito prendiamo un bus della “Impala” per Puerto Cortès delle 10.45 ( $ 13 L ). Arriviamo alle 11.45 a Puerto Cortès e saliamo ancora veloci su un altro autobus che va a Omoa, partiamo alle 11.55 ( $ 5 L ). ” Vamos que los niños mueren !!! ” dicevano alcuni all’autista dell’autobus quando eravamo fermi sotto il sole ! La strada che da Puerto Cortès conduce a Omoa in certi tratti è sterrata e il bus saltella cigolando rumorosamente. A Omoa arriviamo alle 12.55 all’incrocio e poi si dirige verso la playa. Noi scendiamo proprio davanti il ” Roli’s Place “. Il Roli’s Place è una piccola e onesta posadita gestita da uno svizzero che vive qua. Tutto quanto è carino e semplice, le 2 stanze che prendiamo ( 200 L ) hanno le zanzariere su porte e finestre, i letti alti e puliti, il bagno piccolo ma pulito. C’è un giardino ampio e verdissimo, tavolo da ping pong, internet ( Roli ci regala 15 minuti di navigazione), biciclette e kayaks a disposizione gratuitamente, pane fatto in casa, lavanderia, cucinino e altro ancora. Un piccolo paradiso dove abitarci e vivere semplicemente. A tre passi dal Roli’s c’è la playa che è lunga, sabbiosa ma scura ( non bellissima da vedere ) e il mare è di una tranquillità esasperante; l’acqua è calma e liscia come l’olio ma non è stagnante, la baia è molto bella e bordata da palme. Noi ci tuffiamo subito in acqua, desiderosi di toglierci tutta la stanchezza accumulata ! Forse staremo a Omoa 2 notti ?! Parlando con un signore hondureño vengo a conoscere un luogo sulla costa del pacifico che mi consiglia di visitare perchè molto bello: Cedeño; è un paese vicino ad Amapala ed ha una bellissima spiaggia, è un luogo di villeggiatura. Mi incuriosisco e certamente cercherò informazioni sull’Honduras del sud ! In spiaggia ci si rilassa molto e si sta così bene ! Sono ai tropici e qui lo sento bene ! Sono nel caribe, forse non proprio un luogo da cartolina, ma l’atmosfera ricorda vecchi film di pirati e coste frastagliate con palme e baie inesplorate. E oggi c’è il sole !! FINALMENTE !! La sera mangiamo da “Stanley” e vediamo la partita in tv per le qualificazioni di calcio tra Honduras e S. Vincent ( 6:0 ). Con noi c’è anche Johan, un ragazzo danese che da solo sta girando il centroamerica da maggio e che andrà in sudamerica fino a marzo ! Che fortuna ! Dopo cena si scatena un furioso temporale mentre io, Giancarlo e Johan stiamo giocando a freccette fuori in giardino da Roli’s, mentre suona Eliades Ochoa nello stereo della stanza di Johan… Salta la corrente, è umidissimo e caldo e l’aria è scossa dai lampi…

17.08.00
Decidiamo di lasciare Omoa, perchè oggi è brutto e nuvoloso. La mattina io e Gino perlustriamo in bici un po’ Omoa, e percorriamo stradine sterrate che vanno alla spiaggia e anche fino alla carretera principal, quella costiera, fino al pueblito che comprende poche e rovinate casette, le amache sono onnipresenti, e i giardini così rigogliosi, banani, palme, galline che vanno in giro. Dopo aver salutato Johan che ci aiuta a portare gli zaini con una bici-carretto alquanto strana, messa a disposizione dal solito Roli, partiamo alle 10.11 per Tegucigalpita ( $ 8 L ), dove cambieremo bus alla volta di Corinto. La strada è pessima, semiasfaltata e con molti ponti. Arriviamo alle 11.20 circa. Aspettiamo sulla strada per una buona mezz’ora noi e pochi altri, solo un piccolo spaccio-drogheria con alimentari e fagioli, frutta, ecc. Il bus per Corinto parte alle 12.00 ( $ 8 L ). La strada non è asfaltata, passa in mezzo a pascoli coi cavalli, bananeti. Tutto è verde e rigoglioso: siamo nel cuore di una piantagione di banane ! Umidità ? penso del 99 % !! Vicino c’è la “Chiquita” e la “Dole” che esportano banane in tutto il mondo. Basta poco che la strada si allaghi e spesso questo succede e risulta impossibile dirigersi verso la frontiera col Guatemala. Dalla frontiera andremo a Puerto Barrios e quindi a Livingston. Per le pessime condizioni della strada l’autobus non riesce più a continuare e ad una località chiamata Cortecito, scendiamo e saliamo su un pick-up con altre persone. Ora la strada è veramente all’ultimo stadio, percorribile è una parola azzardata perchè c’è fango e pozze d’acqua profonde; il tutto si sviluppa con salite e discese che complicano ancora di più il passaggio. All’arrivo a Corinto scendiamo. C’è un piccolo ufficio immigrazione dove sbrighiamo velocemente le pratiche doganali ( timbro data uscita sul passaporto. nessuna tassa !! ). Riprendiamo la strada sempre con il solito pick-up che ci ha aspettato mentre inizia a piovere. Piove forte, un vero acquazzone torrenziale, e noi dietro sul cassonetto a bagnarci. L’autista per fortuna ci consegna una grossa cerata con cui ci copriamo tutti, cercando di chiudere tutti gli spiragli, non vediamo più niente fuori adesso, speriamo di arrivare presto, tra salti e frenate brusche, siamo stanchi morti, bagnati e sappiamo che ci sono ancora tanti km fino a Livingston. Ci sono altri 10 minuti e quindi il pick-up ci lascia proprio all’inizio della nuova strada ( era ora ! ) che va a Puerto Barrios. Paghiamo l’autista 15 l a testa e risaliamo questa volta su un combi collettivo ( 10 Quetzales) . Non piove più adesso, la strada è bella, asfaltata, partiamo in direzione Puerto barrios. Io cambio, sempre in strada 130 L con 65 Q. Dopo altri 10 minuti circa siamo agli uffici migratori del lato gutemalteco, noi 3 scendiamo per eseguire le ultime formalità, velocemente, solito timbro sul passaporto e via ancora… Il combi è strapieno, penso che non possa contenere così tante persone, ma comunque oramai ci si abitua a tutto questo, non vediamo l’ora di arrivare ! Arriviamo a Puerto Barrios verso le 14.30 e ci dirigiamo a piedi all’imbarcadero dove scegliamo la lancia colectiva ( 25 Q ) che parte quando è piena ( 12 posti ). Il percorso in lancia è molto bello, riposante, panoramico con un’acqua calmissima: la baia di Amatique. Si vedono le grandi navi della “Dole” attraccate al porto di Puerto Barrios. La costa sulla nostra sinistra è un susseguersi di palme che si gettano in mare intervallate da spiaggette da favola con cabañas nuove e vecchie, abbandonate e in ristrutturazione. I pellicani ci seguono e rimangono così vicini a “pelo d’acqua” : meraviglioso ! Siamo a Livingston alle 16.00 e vediamo che il villaggio è tutto in salita, sulle pendici di una collinetta. Le vie sono vive, la gente e i molti turisti animano le stradine. Scegliamo di alloggiare in un hotel sulla strada principale, appena prima del “Rio Dulce” che ci ha deluso perchè aveva solo una camera senza bagno privato ( sono Gino e Giancarlo che lo richiedevano in stanza ). Quello che scegliamo invece si chiama Hotel “Rios Tropicales” dove pernottiamo in una camera, la n° 4, con bagno e 2 letti matrimoniali anche se un po’ piccoli. Nel patio interno c’è un giardino con tavolini e amache, camere anche al piano superiore. Ci sembra tutto sommato una buona sistemazione, anche se ci arrivano le note reggae lanciate dall’adiacente Hotel Rio Dulce. Tutto però si dimostra perfetto. Il villaggio è semi-africano e ha una bella atmofera cosmopolita: guatemaltechi, garìfuna, caribeñi e tanti turisti da tutto il mondo. La sera mangiamo al “Bahia Azul” ( turistico..) e con Gino dopo cena vado a un locale vicino all'”Ubafu”, dove beviamo una birra “Gallo” e sentiamo la musica tipica afro-caraibica. Per domani abbiamo prenotato l’escursione che comprende alcune spiaggiette vicine e la cascata “Siete Altares”. Il biglietto lo abbiamo comprato al Bahia Azul per 50 Q.



18.08.00
Partiamo per l’escursione al Siete Altares alle 9.30 dal Bahia Azul, anche se dovevamo partire alle 9.00. Siamo un bel gruppetto di turisti impazienti a partire. Ci danno anche un sacchetto con un toast e macedonia di frutta. A piedi seguiamo 2 guide locali, una Garìfuna e l’altra guatemalteca; sono 2 persone simpatiche; l’uomo garìfuna è oviamente negro dal fisico scultoreo e scalzo ( farà tutta l’escursione a piedi nudi, nel fango, sui sassi, in acqua, ecc.), piuttosto taciturno, mentre il ragazzo più giovane è serio e ben vestito, sembrerebbe un altro escursionista… Iniziamo partendo da Livingston per campi e capanne nella periferia dirigendoci verso nord ovest fino a raggiungere il mirador, un punto panoramico vicino al paese; da qui si vede il mare. Per sentieri malridotti ( fango fino alle caviglie ) raggiungiamo dopo circa un’ora di cammino una laguna tra la jungla, qui aspettiamo una canoa che ci trasporterà, a turno ( 10 posti ), fino a una bella spiaggietta dove facciamo il bagno e riposiamo un po’. Da lì sempre a piedi andiamo alle cascate de Los Siete Altares sempre per sentieri poco invitanti e in certi punti pericolosi. Da notare come entrambe le guide siano armate: con machete naturalmente, il ragazzo ha anche il cellulare… Le cascate si dispongono su sette livelli e noi raggiungiamo quello superiore dove facciamo il bagno in una vasca profonda e con l’acqua freschissima. Da uno sperone ci si può tuffare, e l’uomo garìfuna nostra guida naturalmente è un esperto tuffatore. Sembra che in questo posto siano state girate alcune scene del primo Tarzan ! La jungla ci copre completamente ! Verso le 15.30 iniziamo la strada del ritorno, seguendo la costa lungo la spiaggia. Siamo stanchi e alle 18.00 arriviamo in albergo. Domani partiremo per Flores.

19-08-00
Oggi abbiamo in programma l’escursione sul Rio Dulce e proseguire da lì per Flores. Prendiamo una lancia alle 9.15 ( 60 Q ) e iniziamo a scivolare sulle dolci acque del Rio Dulce che alla fine si congiungono al Golfete prima e infine formano il lago Izabal. Non prenotate la lancia quando arrivate a Livingston , potete tranquillamente prenderne una la mattina stessa. Il paesaggio è molto bello anche perchè l’acqua è uno specchio verde riflesso. la vegetazione è ricchissima e si erge in tutto il suo splendore gettandosi poi direttamente nel fiume. Non vediamo tanti animali ma ci sono cormorani e aironi, pellicani e anatre. Di tanto in tanto si scoprono case fatte a capanna e famiglie che vivono sulle sponde del rio. Mamme che fanno il bucato nel fiume e bambini che giocano o aiutano. Cayucos diretti da abili pescatori che pescano usando anche le reti a ventaglio. Il sole spesso ci regala colori sgargianti dominati dal verde brillante che sfuma verso tinte più chiare al giallo e verso tinte più scure. E’ emozionante stare agli ordini di madre natura, rimanerci in silenzio e ascoltare… Raggiungiamo dopo circa un’ora e mezzo il ponte che oltrepassa il lago tra il Golfete e il lago stesso. Al di là del ponte c’è il bel castillo de San Felipe, costruzione a difesa dai pirati eretta dagli spagnoli. Noi non ci fermiamo ma mi sarebbe piaciuto molto… Alle 11.35 scendiamo dalla lancia per aspettare a Rio Dulce o Fronteras ( la località è sempre la stessa ) l’autobus diretto a Flores. Il piccolo paese è caotico, per la presenza di molti turisti che aspettano di imbarcarsi o di prendere uno degli autobus lungo la strada. Oggi c’è il mercato ed io acquisto 2 aguacate ( avocado ) per mangiarmeli a colazione, un poquito de sal y pan, sabroso !! Qui sella strada prendiamo il bus per Flores ( 50 Q ) alle 12.50 circa ( il biglietto si compra nelle vicinanze della fermata ). Dopo un viaggio abbastanza decente e dopo un controllo dei militari alla ricerca di clandestini, arriviamo a Santa Elena, prima di Flores, alle 16.45 dove decidiamo di scendere ( sull’ autobus, delle ragazze locali ci dicono che qui è più economico pernottare rispetto a Flores, e da Santa Elena si può raggiungere Flores a piedi: verissimo, alla sera ci andremo ). Scegliamo un hotel chiamato Hotel Alonzo, una camera con 3 letti, bagno privato, ventola a 35 Q a testa. La camera è soddisfacente, spaziosa. Riserviamo già l’escursione a Tikal per domani mattina alle 5.00 ! Sembra che il momento migliore per la visita alle rovine maya sia proprio la mattina prestissimo, con il minibus dovremo arrivare a Tikal in un’ora circa e raccogliere prima gli altri passeggeri. Il prezzo per il trasporto è di 40 Q a testa. Passiamo la serata a Flores dove mangiamo bene al ristorante ” La Luna ” ( anche il vino cileno…) e facciamo acquisti ( i primi e gli ultimi in Guatemala, un po’ più cari qui a Flores purtroppo…).

20-08-00
Partiamo alle 5.00, …sì anche questo è vacanza !! Ci vengono a svegliare in camera bussando ripetutamente a noi e alle altre camere prenotate ! Servizio di sveglia in camera ! Dopo un’oretta di viaggio passando a raccogliere altri turisti, arriviamo all’entrata di Tikal alle 6.00, e dopo aver pagato il biglietto ( 50 Q ) andiamo a fare la colazione al comedor ” Corazon de Jesus “proprio davanti l’entrata. Il tempo è strano, nebbioso, le nuvole coprono tutta la boscaglia. A quest’ora ovviamente non ci sono molti turisti in giro. I sentieri sono immersi nella selva e si sentono i versi di uccelli e forse anche di scimmie. Le segnalazioni per le rovine sono quasi assenti e non abbiamo dei riferimenti sicuri. Non si vede niente, solo alberi altissimi, liane, piante di ogni genere, ma di rovine neanche una traccia. Ma ora ecco che ci appare finalmente la sagoma alta del tempio I, la piramide. Il momento è emozionante per l’attesa e perchè è emerso dal nulla, semi nascosto dalla nebbia fitta, ci appare questo magnifico tempio, alto piramidale. Nella grande plaza ora non ci sono tante persone, la sensazione è surreale piacevolmente trasparente. Cammino sull’erba bagnata, di fronte al tempio I si staglia, contrapposto, sfidandolo il tempio II, più basso a cui si può accedere e salire sulla ripida scalinata. Il tempio I non si può invece scalare, è vietato. Dall’alto del tempio II la vista è stupenda, è un momento impareggiabile, sono emozionato di stare qui perchè mi sento bene semplicemente…! La nebbiolina gradualmente si dissolve per l’avvicinarsi dei caldi raggi solari…L’aria è umida e fa più caldo. Sulla plaza ci sono anche una dozzina di stele ( mi sembra..) che rendono più sacra la spianata stessa. Fino alle 14.00 vedremo templi e rovine, acropoli, ecc. ( Mundo perdido ). Ciò che rende Tikal diversa dagli altri siti Maya che ho già visto ( Palenque, Copàn, Chichen Itzà, Uxmal, Tulum, ecc. ) è che qui tutto è nascosto dalla jungla. Quando si cammina non si ha mai l’impressione di trovarsi in una città antica, Tikal che aveva grandissima importanza e dimensione. I templi sono incastonati nella natura, “protetti” da Madre Natura ! Gli animali che si sentono sono gli unici abitanti rimasti. Siamo riusciti a vedere una scimmia che si lasciava dondolare da un albero all’altro ed anche un grosso roditore simile a un tapiro che era intento a scovare cibo fra le foglie, forse era un tapazcuintle ? Tikal adesso è illuminata dal sole. I turisti la invadono e se ne impossessano ripopolandola. Solo la sera resteranno gli animali che finalmente godranno tutta per sè Tikal. ——- Dopo le fantastiche emozioni che abbiamo avuto a Tikal, una città così “sperduta”, ritorniamo in albergo con il minibus dell’andata, che ci aspetta all’uscita. Passiamo la serata a Flores che raggiungiamo a piedi passando sul ponte che taglia il lago. Dopo aver saltato da un locale all’altro, uno sulle sponde del lago aveva una bella vista…, mentre in un altro su una terrazza abbiamo cenato e ascoltato buena musica ( womens voices world…), siamo stanchi e domani dovremo svegliarci ancora presto ! Dobbiamo essere pronti per le 5.00 ora di partenza del bus per Chetumal, Mexico !

21-08-01
Alle 5.00 siamo già ad aspettare il bus per Chetumal sotto, all’entrata del nostro hotel. Abbiamo acquistato il biglietto il giorno prima in un’agenzia di Flores per 25 US $, anche se sul ticket la signora scrive 35 US $. A Tikal c’è il business. Tutti ti propongono tickets per ogni dove a prezzi che cambiano rapidamente. In albergo avevamo avuto la proposta per un autobus per Chetumal a 35 US $ e poi l’abbiamo trovato a 25 dollari. Alle 6.00 siamo già fuori Flores e ci stiamo dirigendo verso la frontiera con il Belize a Melchor de Mencos. Arriviamo a Melchor de Mencos alle 7.30, scendiamo per le formalità di frontiera e paghiamo la tassa di uscita alla migraciòn guatemalteca 10 Quetzales. Poi, sempre a piedi e con lo zaino in spalle, andiamo all’ufficio doganale belizano di Benque Viejo, dove ci timbrano il passaporto per il transito in Belize. Ripartiamo con lo stesso autobus, che nel frattempo era avanzato nel lato belizano, alle 8.15. ..le dolci note di Cesaria Evora accompagnano il mio viaggio in Belize, attraverso campi verdi, casette coloniali inglesi e il cielo che rimane sempre coperto…. Arriviamo alla frontiera con il Messico alle 13.00 e ripartiamo solo alle 14.00 perchè a una coppia di italiani non viene rilasciato il visto belizano di uscita ( 10 $ ) i quanto sprovvisti di quello di entrata ! E’ probabile che i due non abbiano controllato se a Benque Viejo fosse stato apposto il timbro di entrata, oppure abbiano “saltato” il controllo belizano anche se erano nel nostro stesso bus ! Quindi, controllate sempre che vi timbrino il passaporto altrimenti, come è successo a loro, dovrete ritornare al posto di frontiera che avete fatto e ripetere la procedura !! Così è stato per i due italiani, tornare indietro, con un costoso taxi fino a Benque Viejo !!!

SIAMO IN MEXICO !! Arrivamo a Chetumal alle 14.00 circa e come al solito siamo stanchi morti per il lungo viaggio. Alla stazione degli autobus non c’è un cajero automatico che però troviamo in un vicinissimo supermercado uscendo dalla stazione subito a sinistra ( 1 minuto ). La stazione serve sia bus di prima che di seconda classe e riusciamo a prendere quasi al volo l’autobus con destinazione finale Xcalak anche se la nostra scelta e termine del viaggio odierno sarà Mahahual. Il biglietto lo faremo in bus ( 32 pesos ). Sono circa 131 km fino a Mahahual e la strada alla fine non dovrebbe essere asfaltata. L’arrivo di oggi in Messico è stato positivo, come un ritorno a casa ci sono risultate familiari già tante cose ( per es. il tempo che qui è più soleggiato e caldo ). Abbiamo passato 3 frontiere solo in questa giornata e la grana capitata alla coppia di italiani ci ha fatto riflettere. Arriviamo a Limones che è il crucero dove svolteremo a destra verso il mare. In realtà, il bus ferma prima a Limones saltando il bivio per Mahahual per poi tornare sui suoi passi fino al bivio stesso e imboccare la strada giusta. Sono le 16.05 e imbocchiamo una strada dritta e un po’ stretta ma in buone condizioni. Siamo consapevoli che il mare si avvicina sempre più. Siamo sulla costa finalmente ! Questo è il mar dei Caraibi messicano ! Siamo tornati ancora una volta ! Le palme stanno a guardare e le sfumature dell’acqua sono sensazionali. Il paese di Mahahual è piccolo, cioè, se paese si può dire è solo un riferimento lungo la costa con alcune case e baracche. C’è un supermercado piccolo a mo’ di spaccio alla sinistra della strada che porta al crucero, un hotel “Mahahual” e 2 o 3 piccoli comedores. L’autobus lascia alcuni passeggeri e inizia a scendere verso sud lungo la costa con direzione Xcalak. Ci viene chiesto dove vogliamo scendere ma io rispondo che non lo so !! Non ho la più minima idea dove scendere, siamo arrivati ? Ma qual’è il centro ? E’ proprio Mahahual questo povero insediamento ? Allora, visto che ormai Mahahual è alle spalle decidiamo di scendere qui, quasi in spiaggia sulla strada sabbiosa e che si stringe ancora. L’autobus ci lascia soli rombando e alzando una nuvola di polvere alle sue spalle…. E noi tre ci guardiamo in faccia: “ma dove diavolo siamo capitati ? Qui non c’è un bel niente !” Appoggiati per terra sui nostri zaini, stanchi ancora una volta e abbastanza depressi per questa “sorpresa”. Mi incammino per la stradetta un momento, alla ricerca di qualcuno o qualcosa e un señor sui gradini di legno della sua baracca mi informa che più avanti ci sono alcune cabañas, le prime più economiche delle seguenti. Con Gino arrivo alle Cabañas Coco Ha, sulla spiaggia. Sono 5 cabañas ben fatte ( 100 pesos a cabaña ) , tonde, con le pareti di cemento e bambù, con letti matrimoniali e zanzariere. Unica nota negativa è il mare davanti che è un po’ paludoso e basso, non proprio ideale dove fare il bagno. Grazie al passaggio su una camionetta torniamo alle cabañas con gli zaini. Nelle cabañas c’è un letto doppio con materasso, zanzariera, pavimento in cemento e zanzariere lungo le aperture in alto lungo tutta la circonferenza della capanna. C’è anche un tavolinetto con una candela. Proprio così una candela, che è l’unico sistema di illuminazione ! A Mahahual non c’è ancora l’elettricità ! Ci si arrangia, proviamoci. Beatriz, la proprietaria, è una giovane e gentile signora che gestisce questa sistemazione “Coco Ha”. Il bagno è naturalmente in comune e per la doccia bisogna arrangiarsi con un secchio che va riempito d’acqua tirata su da un pozzo. Come una volta ! Ceniamo molto bene al comedor in “centro” dove si mangia alla buona, pesce e pollo ( poste de pescado e cerveza grande 50 pesos…) Alla cameriera chiediamo informazioni sulle voci che danno Mahahual come la nuova Cancùn. C’è un progetto di sviluppare questo posto, a dicembre arriverà la luce e stanno costruendo un molo più a nord per le navi da crociera. Gino appare interessato e il discorso scivola via, parlando di soldi e di terreni, …… …sembra che già qualche italiano abbia comprato un terreno… Dopo cena torniamo alla base e scrocchiamo un passaggio a una coppia di italiani che hanno la macchina a nolo. Il dopocena davanti alle cabañas sulla spiaggia e con solo le stelle che illuminano il cielo è da mille e una notte. La stellata è incredibile, si vedono vie lattee e agglomerati di puntini che scintillano lontani e tutto ciò in silenzio solo il fruscio delle palme al vento. La barriera corallina è a circa 250 metri dalla riva e si odono le onde più fragorose che si infrangono lontane in quel punto. La notte nella cabaña è un po’ tormentata per il caldo è i mosquitos ( io sono solo in una capanna, mentre Gino e Janko sono in un’altra capanna; non ci sono capanne libere per tre persone), ma alla fine dormo bene, sicuramente aiutato dall’avventura a Chachaguate.

22.08.00
Alle 5.30, per la terza volta consecutiva sveglia all’alba, Gino e Giancarlo si svegliano, ed io anche, perchè oggi ci separeremo ! Ho deciso che li raggiungerò domani a Isla Mujeres, voglio riposarmi un’intera giornata qui, nel dolce far niente di Mahahual. Non ci sono turisti, solo 4 spagnoli che alloggiano qui nelle cabañas, e perfino i messicani sono pochi. L’autobus per Limones che doveva passare sulla strada alle 6.30 arriva solo alle 7.05. Gino e Giancarlo non hanno dormito quasi niente e questa è la terza mattina consecutiva che si svegliano prestissimo. La señora Beatriz ci dice che l’autobus non arriva mai “ante la seis y media” anzi può arrivare anche despuès ! Io rido quando Beatriz si stupisce nel vedere Gino e Giancarlo svegli e pronti di tutto punto per partire, o meglio, “scappare”, alle 5.30 e con l’autobus che passerà proprio a un metro dai nostri letti !! Quando arriva il bus i mosquitos ormai si sono divorati gran parte delle braccia e delle gambe di Gino e Giancarlo che saluto e che mi aspettereanno domani a Isla Mujeres. Qui a Mahahual non c’è molto da fare. Ci sono ottime proposte per oziare davanti al mare ma anche per le immersioni nei dintorni o al Banco Chinchorro. Questo banco ha una serie di isolette fra cui Cayo Grande al centro che è abitato e ha cabañas. La barriera corallina circonda tutto il banco e sui fondali dovrebbero esserci relitti di navi nuove e forse anche di un galeone. Passo la mattina in spiaggia a cuocermi al sole che è forte ma il vento mi aiuta a resistere anche se inizia a farmi male la testa. Nelle “cabañas Coco-ha” ci sono altri 4 giovani, tre ragazze e un ragazzo tutti spagnoli ( di Barcelona e una ragazza di Pamplona ). Parlo per un po’ con Rubén, di Barcelona, che mi spiega perchè è qui a Mahahual. Decidiamo anche di fare un po’ di snorkeling, anche se io posseggo solo un paio di occhialini. Rubén prende in noleggio (20 pesos) da Beatriz pinne e maschera e partiamo. Bisogna fare attenzione a nuotare vicino a certi coralli taglienti quando l’acqua è bassa bassa. Non sono allenato e ho poca resistenza e quando sono in alto mare, vicino al molo, decido che è il momento di uscire prima che mi stanchi e non riesca più ad andare avanti; ho bisogno di essere aiutato e chiamo Rubén che nel frattempo è impegnato con lo snorkeling. Poi, mentre Rubén capisce la mia angoscia e intenzione vedo una lancia avvicinarsi a me, chiamo subito aiuto e mi faccio portare vicino al molo dove riesco finalmente a uscire sano e salvo, stanco e un poco impaurito. Il pomeriggio è stato molto bello perché ho fatto amicizia con il gruppo spagnolo: Rubén, Ana, Mara e Yaizba ? Sono tutti simpatici e per i gusti nel viaggiare simili a me. A loro gusta mucho viajar ! Abbiamo mangiato anche coco y piña sulla spiaggia e abbiamo parlato tranquillamente dei nostri programmi e dei posti che abbiamo visitato. Alle 18.30 circa arriva il solito bus da Chetumal e ricompaiono qui da Beatriz i due italiani che erano stati “rispediti” indietro alle frontiere con il Belize. Nadia e Walter, di Torino, simpatici e viaggiatori incalliti, non si sono tirati indietro nell’accettare la sistemazione da Beatriz. Ormai il gruppo è ben definito e tutti e sette andiamo assieme a mangiare. Io consiglio loro di provare la caracol che ho mangiato proprio a mezzogiorno. Marta sicuramente la proverà e alla fine l’assaggeranno un po’ tutti. Quando torniamo verso le 22 alla coco-Ha, rimaniamo ancora a parlare assieme nella cabaña degli spagnoli. C’è tutto, anche la musica che suona “Uncle Tupelo”…. In spiaggia è magnifico, le palme che coprono il cielo illuminato da così tante stelle, il mare sembra parli in continuazione con noi e l’aria che ci accarezza delicatamente. Sull’amaca si sta così bene che il tempo pare si fermi. Non capisco tante cose, forse è stato solo un sogno, ho visto i miei amici stare bene e ciò mi basta. Sono stato bene in loro compagnia in un luogo che non dimenticherò mai. Adesso sono così felice che rimpiango di essere partito presto da Mahahual. Ho lasciato i miei amici mentre dormivano e ho preso il bus delle 7.00.

23-08-01
In direzione Limones ( 25 pesos ) dove cambierò autobus ( di seconda classe ) per proseguire fino a Cancùn ( 89 pesos , fermerà a Felipe Carrillo Puerto, Tulum, Playa del Carmen ) dove in traghetto raggiungerò Isla Mujeres Ripenso a ieri sera, non mi scorderò mai di ieri sera !! Ho finalmente visto tutta la bellezza del mare, della spiaggia, della brezza marina e ora non mi dò pace. Vado alla ricerca di questi posti. E li troverò ! A Cancùn, di fronte al teminal degli autobus, prendo un bus pubblico (3 pesos) che va a Puerto Juarez dove ci sono i Ferry Boats per Isla Mujeres ( Express a 35 pesos ). Arrivo a Isla verso le 16.00 e mi dirigo all’hotel Las Palmas che conosco già perchè ci sono stato nel 1999; so che Gino e Giancarlo mi aspettano là. La camera dei miei due amici è sufficiente per tutti e tre, ha due letti matrimoniali, il bagno ma la notte fa un caldo torrido ! Vado in spiaggia e conosco altri amici di Gino e Giancarlo con cui andranno alla vicina Isla Contoy domattina. L’escursione costa 150 pesos e comprende anche il pesce pescato.

24-08-00
Oggi è giorno di abbronzatura, spiaggia e mare, relax totale. La spiaggia principale di isla Mujeres è a due passi dal nostro albergo e alle 10.00 sono già steso sulla bianca sabbia ( fatta di minuscoli coralli ). Le prime impressioni di Isla Mujeres sono meno belle rispetto all’anno scorso. L’isola si sta “attrezzando” sempre di più per ricevere ancora più turisti e visitatori tutto l’anno, sono aumentati i negozi e i ristoranti e quindi si sta perdendo la vera identità di questo luogo. Ho l’impressione che “isla” si stia imbruttendo sacrificando il suo fascino particolare che aveva la sera quando rimanevano aperti solo pochi locali e dopo che la folla turistica proveniente da Cancùn fosse tornata sulla costa. Dopo una bella giornata al mare, e che mare !!, decido che domattina partirò !!! Voglio tornare sulla costa messicana del Pacifico, per vedere Mazunte o Zipolite e ancora Puerto Escondido. Purtroppo devo lasciare i miei compagni di viaggio che partono per l’Italia tra una settimana mentre io dispongo ancora di due settimane.

25-08-00
Parto alle 6.30 da “isla” con un traghetto, mentre a Cancùn salgo su un bus di prima classe per Mérida ( 130 pesos ) al terminal degli autobus. Mérida la conosco già, lascio lo zaino al terminal nel deposito bagagli e inizio a passare un po’ di tempo gironzolando per la plaza major e dintorni in attesa di ripartire, questa volta con destinazione San Cristobal de Las Casas; l’autobus parte alle 19.15 ( 270 pesos ). Non amo particolarmente Mérida, carino il centro e alcune vie vicine, ma tutto sommato non mi appassiona. E mi chiedo anche perchè Campeche venga “saltata” sempre a favore di Mérida….. Alle 19.15 parto per San Cristobal, passerò la notte in viaggio e inizio già a pensare che sto facendo proprio un bel salto, dallo Yucatan fino alla costa del pacifico in 48 ore !

26-08-00
Al terminal degli autobus di San Cristobal, appena arrivato acquisto il biglietto per Pochutla delle 18.15 ( 230 pesos ). Pochutla è il paese da cui partono altri autobus per la costa, come Mazunte, Puerto Angel, Zipolite, Puerto Escondido, ecc. Qui a San Cristobal cerco comunque una sistemazione veloce, dove posso riposarmi almeno un po’ e recuperare dalla stanchezza accumulata dopo l’ultima nottata in autobus: immaginate come posso aver dormito…. Non voglio spendere molto, mi accontento di qualcosa di semplice, anche di un letto e basta ! Leggendo la guida che ho mi incammino fino a calle Panaguia, subito dopo la Posada Jovel ( dove sono stato gli anni scorsi ) e mi sistemo alla “Posadita”. La camera costa 50 pesos, è un po’ chiusa ma i due letti sono più che sufficienti e c’è anche il bagno con la doccia. Dormo fino alle 12.00, una doccia e poi inizio a passeggiare per le stradine tranquille di San Cristobal. Vado verso il mercatino a nord dello zocalo e poi a sud lungo le calles più belle. Sono stanco, non vedo l’ora di arrivare al mare e poter riposare come si deve….

27-08-00
Arrivo a Pochutla alle 8.00 circa e con un ragazzo francese e una ragazza austriaca aspetto un colectivo per Mazunte (5 pesos). Il colectivo è in realtà un pick-up con panche di legno e la cerata anti-pioggia. Il percorso lungo la C200 dura circa 40 minuti e a San Antonio si svolta a sinistra scendendo verso il mare. Vedo solo palme e qualche casa qua e là ma praticamente non c’è nulla, solo sentieri e una strada asfaltata parallela alla spiaggia. Voglio anche raccontare che tra i passeggeri sul colectivo c’erano anche dei contadini messicani con cappello e machete bene in vista !! Arriviamo a Mazunte, una strada asfaltata e un sentiero sterrato che porta alla spiaggia. Ci si arriva presto e quando il mare è lì davanti a me, la vista sulla baia è sensazionale; mi godo questo momento anche se sono stanchissimo e il panorama mi libera di ogni peso ! Le ondi forti tuonano continuamente, sulle colline ai lati sbucano alcune cabañas nuove e altre ancora in costruzione. La sensazione è di un luogo molto selvaggio ! Io e i miei due amici scegliamo di fermarci in una “posada” che può concederci amache e un tetto, ma niente di più; il bagno è veramente spartano. Si pagano 30 pesos per l’amaca ma per lo zaino non ci sono sicurezze. Questa sistemazione si trova a destra arrivando in spiaggia, sulla collina proprio di fronte al mare. Ho l’impressione di dormire in un cantiere ! Ci sono anche dei baschi che hanno issato la loro bandiera. La vista da quassù è splendida, si vede la spiaggia di Mazuente che si ingrandisce sempre più a sud e alcuni faraglioni si alzano al largo. Qui a Mazunte faccio conoscenza con due italiani di Milano, Marco e Marta, con cui passo dei bei momenti in spiaggia. Grazie a loro risolvo il problema di “insicurezza” che avevo per lo zaino. Deposito lo zaino nella loro capanna e così stanotte dormirò più tranquillo. Marcoe Marta alloggiano in una capanna (100 pesos) di Guido, un italiano di Brescia che vive qua con la moglie messicana. Guido mi tiene in deposito i soldi e il passaporto e mi suggerisce di fare attenzione qui a Mazunte. Si sono verificati già furti nelle cabañas ! A cena mangio con Marco e Marta al bar-comedor sulla spiaggia, pulpo all’ajillo (50 p.) molto buono e piccante. La notte passa ed io sono steso sull’amaca; inizialmente i moschini mi tengono sveglio per un bel po’, non sono preparato per dormire all’aperto e non ho nemmeno una coperta, verso mattino mi addormento un po’ ma che fatica !! Quando sono le 8.00 mi sveglio ancora stanco e addormentato….

28.08.00
Oggi lascerò Mazunte, voglio andare a Puerto Escondido. Dopo la mattina passata con Marco e Marta in spiaggia, attenzione alle onde che sono un po’ alte…., parto con un colectivo ( 3 pesos) alle 15.40 circa che mi conduce al crucero di S. Antonio. Da lì prendo una pasajera (bus pubblico) (10 pesos) che va a Puerto Escondido. Il viaggio dura circa un’ora e un quarto anche se i chilometri che separano Mazunte e Puerto Escondido non sono più di trenta. Alle 17.00 sono a Puerto Escondido per la terza volta in tre anni. Scelgo di sistemarmi alle cabañas Aldea Marinero, sulla stradina sterrata che porta a playa Marinero, subito dopo l’hotel Flor de Maria. Le cabañas sono abbastanza ben tenute e la mia ( 40 pesos trattabili…) (n° 9) ha due letti di cui uno grande, che poggiano su una base di cemento; ci sono le zanzariere e la luce. Però per chiudere la porta di legno c’è solo un lucchetto che non chiude con sicurezza; gli anelli di chiusura non corrispondono e sono costretto a usare il lucchetto in modo diverso, agganciandolo a un anello e a una legatura rigida di plastica ! In spiaggia è tutto come al solito con le stesse persone che affittano le tavolette da surf. La famiglia che affitta le tavole è lì da tanto e conosco Max, Carlito e Teresa. Vado a mangiare qualcosa per cena sull’andador turistico da “Alicia”, pescado a la mexicana con riso e patatine, pane 8 25 p. ) e una dos equis ( 9 p. ). Passo bene la notte in cabaña e il sonno non tarda ad arrivare. Gioco un po’ coi pensieri e i rumori che si sentono fuori. Sono protetto dalla zanzariera felice di essere tornato a Puerto.

29.08.00
Colazione naturalmente da Doña Carmen ! Questo delizioso locale per la prima colazione è così semplice e bello. E’ rimasto sempre lo stesso dal 1998 quando ci venni per la prima volta. Ascolto la musica di Cuba, Omara Portuondo è la voce che mi fa abbandonare e dimenticare che fra un po’ dovrò tornare… Riesco ad aggiornare questo diario dopo 5 giorni e penso a ciò che ho visto finora e a ciò che vedrò da oggi fino al 7 settembre. Ho preso l’impegno di ritrovarmi con Marta e Marco a Mahahual che gi ho consigliato, visto che dopo Tikal rientreranno in Messico da sud ( Chetumal ). [ Le cabañas Marinero, rispetto alle cabañas in cui sto io dell'”Aldea Marinero” sono appena più moderne, in cemento, ma meno rustiche e caratteristiche; costano poco di meno, 25 pesos a persona ; per trovarle sono subito dopo l’Aldea marinero a destra scendendo in spiaggia, quelle con il bar palapa proprio in spiaggia ]. Stesera forse mangerò in paese sulla segunda norte in un comedor economico “Soltequita” dove sono già stato nel 1999 mangiando molto bene. Ormai penso di conoscere abbastanza bene playa Marinero, domani andrò a Playa Angelito o a playa Manzanillo che sono dietro il promontorio con il faro. Si possono raggiungere queste spiagge a piedi in un’ora di cammino. E poi c’è sempre playa Zicatela uno dei posti migliori al mondo per il surf ! Proprio al bar palapa delle cabañas Marinero conosco due ragazze austriache, Nìcola e Manuela, che stanno proprio nelle cabañas Marinero. Conoscendoci pensiamo di uscire assieme per cena, che vorrei portare proprio al “Soltequita”. E così facciamo più tardi, quando ci incamminiamo su fino in paese fino al comedor che trovo abbastanza facilmente (2a norte ). Mangiamo tutti e tre un buon pescado “blanquito” dalla carne delicata e saporita, con insalata pomodori e tortillas a solo 38 p. Alla cerevza ci penso io visto che il comedor non vende alcolici, esco e compero tre corona al bar vicino: no hay problema ! Nìcola però ha un po’ di mal di pancia e alla fine prenderà un thè di manzanilla con bicarbonato… Siamo d’accordo di incontrarci domattina per andare al mercato.

30-08-00
Oggi è in programma la visita al mercato di Puerto Escondido. Prima però passiamo tutti e tre da Doña Carmen per la colazioni; deliziosi i suoi rollos ripieni al jamon y queso, espinaca y queso y atùn, mango, ecc. ( 6 p. ). Con Nìcola e Manuela andiamo su in paese a nord rispetto al crucero, ma prima acquistiamo il biglietto dell’autobus che parte domattina per San Cristobàl de Las Casas; Nìcola e Manuela scenderanno a Tuxtla Gutierrez mentre io a San Cristobàl ( prezzo di 239 p. con partenza alle 8.45 per 14 ore di viaggio !! ). Dal terminal andiamo poi su arriba fino alla ottava norte dove inizia il mercato; ci sono comedores oltre alle solite bacarelle ortofrutticole, della carne, pesce, ecc. C’è anche una parte per l’artigianato ma non così fornita. Ci sono mango, papayas, piñas, manzanas, sandias, melones, chiles, pimienta, aguacates, zanahorias, ensalada, uva, fichi d’India, queso, frijoles, ecc. Io mi compro un paio di pantaloni leggeri e chili in polvere, mentre le due amiche si decidono alla fine per l’acquisto di due belle amache doppie di cotone per 180 p. Torniamo indietro dopo il curioso giro al mercato che è stato tutto sommato interessante. Passo il pomeriggio fra la spiaggia e la mia amaca in tutta tranquillità: very relaxed atmosphere !! A proposito di amaca, qui a Puerto acquisto anch’io un amaca per una persona ( singola ) viola di nylon ( più resistente ma meno comoda dell’algodon ) per 130 pesos; però è un po’ piccola e non la consiglio se si vuole dormire bene…. ma è ottima per riposarsi…!! A cena vado da “Ugo” in compagnia di due italiani di Milano che ho conosciuto sull’autobus da San Cristobàl a Pochutla. Non sono così attratto dal ristorante ma sono in compagnia e allora…per questa volta…Io mi mangio un huachinango fritto ( 62 p. ) che però non è il blanquito di ieri sera ! Verso le 23 sono già a letto, domani parto !

31-08-00
Alle 8.45 parte, con ritardo.., il bus per Comitàn, ma che ferma a Tuxtla e San Crtistobàl de Las Casas. Lascio Puerto Escondido che anche questa volta mi è piaciuta tanto, ci tornerò, ci tornerò !! Dopo Huatulco, Salina Cruz, Juchitàn e Tehuantepec, ci fermiamo a mangiare qualcosa in un comedor sulla strada ( barbacoa de res, 30 p. ). Il tempo peggiora e inizia a piovere, e pensare che abbiamo lasciato Puerto Escondido in una magnifica giornata di sole ! Ci stiamo dirigendo verso la regione del Chiapas e lasciando quella di Oaxaca. A Tuxtla Gutierrez saluto le due ragazze austriache mentre io arrivo a S. C. de Las Casas alle 23.20… Torno alla “Posadita” a piedi dove mi sistemo ancora alla camera n° 10 ( 50 p. ).

01-09-00
Non resto a San Cristobàl, voglio andare al mare, ancora a Mahahual e poi stare gli ultimi giorni vicino a Cancùn, penso a Isla Mujeres. In mattinata vado quindi al terminal degli autobus per comprare il biglietto del bus che arriva a Chetumal nel Quintana Roo. Il bus della “Altos” partirà alle 12.15 e costa 230 p. In attesa della partenza passeggio per il paese, faccio colazione al bar “La Cubana” che raccomando perchè si mangia bene ( huevos con chorizo, frijoles, aguacate, tortillas, jugo a 14 P. ), è economico e la señora è molto simpatica ( non è cubana però !). Quando sono le 11.30 circa sono già in camera mia e con un taxi ( 12 p. ) arrivo al terminal in soli 5 minuti. Sull’autobus conosco due ragazzi italiani di Padova, Gianluca e Alessandro, entusiasti del Messico. Le ore scivolano velocemente e non ci accorgiamo nemmeno di aver già passato Ocosingo e poi Palenque ! Proprio a Palenque salgono Marta e Marco che avevo conosciuto a Mazunte. Con loro scenderò a Chetumal per proseguire insieme a Mahahual. Gianluca e Alessandro invece continueranno fino a Tulùm, ma sono d’accordo di incontrarci a Isla Mujeres per il 5 settembre. Dopo 8-9 ore circa siamo a Escàrcega, mentre poco prima ci siamo fermati per la consueta sosta per la cena di mezzora. L’arrivo a Chetumal è alle 24.20 dopo 12 ore di viaggio. Ci sono stati alcuni posti di blocco militari, con sommari e veloci controlli. Il viaggio è stato piacevole, trascorso ancora più velocemente grazie ai discorsi fatti con gli amici sul bus.

02-09-00
Al terminal dei bus di Chetumal, che è a circa tre km dal centro, con Marco e Marta prendo un taxi ( 15 p. : 3 = 5 ) che ci porta all’hotel Cristal. La camera che scegliamo doppia, vale 105 p. con bagno mentre la singola con bagno e letto matrimoniale costa 80 p. Non è il massimo come sistemazione ma a quell’ora non potevano fare tante storie e ce lo siamo fatti andar bene. Non dormo molto e alla fine decido che mi sveglierò per le 5.30 per poter prendere il primo bus che va a Mahahual delle 6.00 ( l’altro parte alle 15.15: Sociedad Cooperativa Operadores del Caribe ) ( 32 p. ). Marco e Marta arriveranno più tardi… Il bus ha come destinazione finale Xcalak e il biglietto intero costa 42 p. Anche questa volta, sul bus di segunda classe, faccio conoscenza con una viaggiatrice svizzera, Mascia di Basiela che sta viaggiando sola in Messico da due settimane ormai. Gli chiedo: “come mai vai a Xcalak ?”, lei mi risponde con il sorriso sulle labbra ” Why not ? ” Già, perchè no, perchè non scegliere luoghi meno turistici ma forse più autentici e interessanti ? Mi fa leggere sulla sua guida Lonely la sezione dedicata a Xcalak che viene descritta come un villaggio di pescatori e nulla più, con poche possibilità di alloggio. Anch’io sono curioso, non sarei mai venuto a conoscenza di Mahahual se non lo fossi e non è detto che scenderò fino a Xcalak… Alle 9.15 arrivo a Mahahual e il tempo sembra mettersi al meglio perchè a Chetumal sono partito che le nuvole coprivano il cielo. Mi congedo con Mascia, lasciandogli il mio indirizzo web. Mahahual, finalmente, che paradiso !! Sono contento di stare qua, essere tornato dopo alcuni giorni massacranti con viaggi incredibilmente lunghi in bus e molta stanchezza addosso. Ma qui starò in pace, mi riposerò benissimo e mi ricaricherò di tutte le energie perse. Alle cabañas Coco-Ha ritrovo Beatriz la proprietaria delle 5 cabañas. Si ricorda di me e di Gino e Giancarlo e parliamo un po’ del nostro viaggio davanti a un caffè; sembra che sia passata un’eternità !! Beatriz mi dice che a Mahahual esiste il progetto già iniziato di portare l’elettricità, e si sta completando la costruzione di un nuovo molo per navi da crociera; insomma questo posto non sarà più come prima e con i vantaggi della corrente elettrica arriveranno anche le note dolenti. Beatriz che la tranquillità sarà un ricordo ! ( però la sua lavadora portata da Chetumal e che fa funzionare solo qualche volta grazie a un generatore molto molto debole, potrà finalmente ripartire….!!). Mahahual cambierà, purtroppo credo in peggio, come tutti i posti che vengono “scoperti” dal turismo, e anch’io sono responsabile di questo ! La mia cabaña (50 p.) questa volta è quella senza letto ma con l’attacco per l’amaca, visto che ora posso sfruttarla ! Un tetto e pareti di legno e basta, pavimento di sabbia e un tavolino con la preziosa candela ! Ora è tempo para descansar, hamaca, palmas, el sole y el mar !! Quando alle 18.10 circa arriva il bus da Chetumal vedo Marta e Marco che scendono, ma anche altre persone hanno scelto di fermarsi qui ! C’è anche un italiano che vive a Chetumal e che insegna lingue all’Università … Assieme andiamo al Coco-Ha, Marco e Marta rimangono nella mia capanna, un po’ stretti ma ci stiamo, le tre amache una vicina all’altra. In questo caso la signora ci consente questo con il costo di 80 p. , da dividere per tre. Parlando con un signore di Mérida, mi spiega che è la prima volta qui e che si aspettava questo posto migliore, l’acqua non è proprio caraibica… La sera mangiamo assieme al ristorante con i tavolini di plastica più su. Caracol a la mantequilla, Marco si gusta la sua al mojo de ajo e Marta mangia il pollo. Mangiamo bene spendendo poco ( 60 a testa con due cahuamas ). E la serata viene “allietata” da due messicani borrachos, albañil ( muratori ) che cantano a squarciagola struggenti rancheras. Uno di loro è con le lacrime agli occhi, non so se stia piangendo o è talmente ubriaco che ha gli occhi lucidi !! Le canzoni sono di Pedro Infante e Vicente Fernandez, i loro “eroi” !! Ormai siamo hermanos de sangre !! Dopo esserci congedati dai nostri “hermanos” canterini, torniamo al Coco-Ha. La notte è angosciante !! I mosquitos popolano la nostra capanna ed è impossibile resistere, anche vestiti non serve a niente ! Non chiudiamo occhio per quasi tutta la notte, non ce la faccio più, un vero e proprio inferno !! Non abbiamo la zanzariera e penso di scappare via !

03-09-00
E’ mattina, la prima cosa che facciamo è quella di porre riparo contro i mosquitos e allora marta e marco cambiano capanna prendendo quella con il letto e la zanzariera, mentre io mi faccio dare una mosquitera fatta apposta per l’amaca ( simile a un tubo alle estremità per far passare i cappi dell’amaca ). La giornata scorre via riposando, dopo la notte insonne non è che ci sono alternative !! Giochiamo, nuotiamo, parliamo, insomma stiamo benissimo qui a Mahahual, tutto il giorno in boxer e piedi scalzi ovunque !! Con Marco entro in certe “pozze” d’acqua trasparentissima, e la temperatura che misuro è di 33,9° C !! La barriera che è a circa 250 m protegge la riva e qui l’acqua è più ferma, si riscalda molto ! Il pomeriggio termina con panorami veramente propicali. Cena al solito “ristorante” questa volta a mangiare pescado fritto… Ma ecco che di nuovo torna “Pedro Infante ” !! Nooo, basta, speriamo che non inizi a cantare !! E invece sì, ecco che attacca a cantare sempre a squarciagola le sue canzoni favorite, naturalmente rancheras malinconiche e spezza cuori !! La notte questa volta dormo bene, grazie alla mosquitera che è essenziale contro i terribili mosquitos.

04-09-00
Oggi lasceremo Mahahual; io terminerò la vacanza a Isla Mujeres mentre Marta e Marco andranno a Tulùm. L’autobus questa volta è puntuale, e arriva alle 6.30 ! ( l’altro è nel pomeriggio, verso le 15.30…se ben ricordo ). Accidenti, non pensavo che arrivasse giusto, lo aspettavo per le 7.00 !!! Dobbiamo correre, è qui fuori che aspetta proprio sulla strada ! Beatriz prende tempo e “blocca” l’autista che gentilmente ferma tutto. Io smonto l’amaca e alla rinfusa rifaccio lo zaino. Marco, mezzo addormentato fa lo stesso mentre Marta è quasi pronta. Ok siamo pronti, ringraziamo di cuore Beatriz e l’autista che nel frattempo si era appisolato sul volante, e partiamo !!! Il bus arriva al crucero a Los Limones alle 8.00 circa. Scendiamo e aspettiamo sulla strada il bus per Cancùn ( 89 pesos ). mangiamo anche buonissime focaccine che una signora prepara a una bancarella, come colazione sono perfette ! Siamo sul bus, a Tulùm saluto Marco e Marta che scendono, li ringrazio di tutto…!! Io continuo fino a Cancùn. Una volta a Cancùn, con un bus pubblico arrivo a Puerto Juarez e in traghetto sono a isla Mujeres alle 15.30. Questa volta scelgo un hotel più costoso e tranquillo per passare le ultime notti senza problemi. L’Hotel Osorio, camera 19 con due letti grandi, bagno pulito, ventola, doccia a 150 p. Bello, tranquillo, centrale e soprattutto pulitissimo. In spiaggia incontro Valeria e Antonello di Roma che avevo conosciuto qua due settimane fa. E la sera incontro anche Gianluca e Alessandro di Padova che erano sul mio autobus da San Cristobàl a Chetumal e che sono stati a Tulùm. Sono rimasti delusi non di Tulùm ma delle cabañas in cui stavano, “Santa Fé”, 130 pesos per due persone con un letto e una candela. ma il mare e la spiaggia sono fantastici ! Mangiamo tutti assieme, con una coppia di Roma e una di Piacenza da Chen Huaye, che consiglio ( piatti tradizionali messicani, tacos, sopa de lima, enchilada, quesadillas, empanadas, frijoles, guacamole, ecc. ). Io mangio una sopa de lima ( 18 p. ), pescado a la plancha (30 p.) e due montejo ( 30 ).

05-09-00
Giornata di spiaggia e ozio totale !! Mi accorgo, non si può non rimanere indifferenti, che Isla si sta trasformando e diventando sempre più affollata, non solo per i turisti di passaggio che arrivano da Cancùn e poi tornano nel pomeriggio. Isla è sempre più conosciuta e aumentano anno dopo anno le strutture ricettive. Ci sono molti turisti, ma io non so perchè sto qua ! In spiaggia sono con G.luca, Alessandro e valeria che sta aspettando Antonello di ritorno da un’uscita in barca a pescare. Non pagate mai prima però perchè alla fine potrebbe essere una fregatura ! Antonello è rimasto deluso, arrabbiato perchè ha pagato 300 pesos subito ma non ha visto neanche la canna da pesca !! Infine è riuscito a pescare solo un barracuda piccolo, facilmente e solo con lenza e amo !! Passiamo la serata assieme in gruppo al Koko’s Club dopo però che io, Gianluca e Alessandro mangiamo da “La Lomita”. Si mangia molto bene e con prezzi buoni: caracol a la mantequilla o al mojo de ajo più una scodella di frijoles in brodo+ tortillas e contorno di riso, ensalada , tutto a 35 p. ! Il pescado frito ( mero ) costa 30 p. mentre altri piati costano solo 25 p. ( pollo estofado e quello del dia, ecc. ) il pulpo è a 40 p ( a la plancha, al mojo de ajo, ecc. ), tostadas, panuchos y salbutes a 5 p., guacamole a 20 p. M per la cerveza dovete pensarci voi !! Vicno c’è un abarrotes dove trovate cerveza sol !

06-09-00
Brutta giornata senza sole, ma va bene così visto che con Alessandro e Gianluca ho in programma di fare il giro completo dell’isola in bicicletta. Decidiamo di rischiare la pioggia e noleggiare le bici a un chiosco sulla strada vicino al molo dei traghetti; prezzo 50 p. per mountain bike ( fino alle 18.00 ). Le biciclette sono decenti, i freni un po’ approssimativi e il cambio abbastanza precario, visto che già a pochi metri dal molo, dopo 300 metri e quando cambio marcia mi scende subito la catena ! Dopo aver lasciato il paese e il porticciolo, verso sud, ci si avvicina a una laguna che colora di marrone. La zona è tranquilla e alla nostra sinistra c’è l’aeroporto non civile e la base militare. La strada è asfaltata, ruvida e di tanto in tanto ci sono le solite “topes” dossi artificiali che servono a rallentare l’andatura, e che agilmente superiamo. A volte ci sono piccole salite che ci impegnano un po’, ma è semplice e non fatichiamo molto. Veniamo spesso superati dalle macchine elettriche che portano fino a 4 passeggeri e che vengono noleggiate ai turisti. Non c’è traffico, però la giornata di oggi ha spinto in molti a fare dei giri per l’isola. Dopo aver passato una piccola laguna raggiungiamo un bivio. A sinistra si prosegue per il litorale su una lingua di terra che sale verso nord, mentre proseguendo proseguendo dritti si scende a sud. Vediamo le entrate di playa Paraiso e subito dopo di playa Lancheros dove ci fermiamo. Lasciate le bici all’entrata, vediamo la spiaggetta e camminando sul piccolo pontile di legno scopriamo in acqua l’attrazione del posto: un ragazzo messicano con uno squalo ( tiburòn ) addormentato che per 20 pesos lascia accarezzare e toccare il suo “amico”. A me sembra che il tiburòn sia morto di sonno e che non avrebbe la forza di fare neanche un graffio a chiunque, o è drogato oppure è sdentato ! A playa Paraiso si può mangiare un buon pescado sui tavolini davanti al mare. Lasciata playa Paraiso continuiamo verso sud, la giornata è ideale per pedalare anche se quando esce il sole la pelle brucia ! Continuiamo ancora e raggiungiamo un piccolo paesino o Colonia Salinas con qualche ristorante semplice e abarrotes; forse è qui che la maggior parte degli abitanti dell’isola vive. Come al solito il paesino è strutturato a scacchiera e non ha nessuna attrazione particolare. Ancora avanti verso la punta meridionale, e la strada si impenna, ormai siamo quasi arrivati fino in fondo ! Ma prima del faro c’è il sito spettacolare di “El Garrafòn” www.garrafon.com . Dalla strada, alta, il panorama verso Cancùn è incredibile, in basso il mare è splendido di colore turchese, celeste, acquamarina, eccezionale !! El Garrafòn è una specie di parco con diverse attrazioni e strutture, l’entrata costa 10 $ e si può sfruttare del ristorante, della spiaggia, di un circuito in acqua per lo snorkeling, kayacs e di altri itinerari. Ci sono sdraio e amache a disposizione dei visitatori. Non ci fermiamo qui, proseguiamo oltre dopo aver fatto le ovvie fotografie. Ora la strada che rimane è poca e quasi subito vediamo l’entrata alla Punta Sur, dove la strada è sterrata e rimangono i resti del piccolo tempio maya di Ixchel. Prima di raggiungere la punta sur saliamo sul faro. La vista da lassù è bella anche perchè il gioco di colori del mare, del cielo e delle grosse nuvole che si avvicinano è molto particolare. La costa a est dell’isola è più selvaggia e rocciosa, con impervi dirupi e con il mare che sbatte più forte rispetto al lato occidentale. Dopo il faro, a piedi, arriviamo fino all’estremità sud dell’isola, dove ci sono le rovine del tempio di Ixchel. Oltrepassandolo e seguendo un sentiero che scende fino al mare, siamo desiderosi di fare un tuffo in questo splendido mare azzurro. Io e Alessandro saltiamo dentro con un tuffo ma subito dopo veniamo richiamati da un vigilantes messicano di guardia e che controlla il sito. Qui è pericoloso nuotare ci spiega e allora usciamo senza dire niente. Qui a sud il vento è più forte e, bagnati, veniamo spolverati di sabbia ! Lasciamo il faro e proseguiamo in bicicletta, questa volta lungo la strada a est dell’isola. Passiamo per alcune frazioni e piccoli borghi ( Colonia La Gloria e Colonia Miraflores ) con capanne fatte di lamiere e dove vivono molte persone dell’isola. Forse perchè qui è meglio, lontano dai turisti e dal rumore, via dall’esaltazione del superfluo e di tutto ciò che è falso… Qui sembra di stare su un’altra isola, e per fortuna lo vengo a sapere ! Ci fermiamo in un abarrote ( alimentari ) e compriamo da bere. Abbiamo anche fame però e chiedo se hanno del queso; il ragazzo mi fa assaggiare alcuni tipi del loro queso locale, tra i quali il manchego e un altro più salato; dopo esserci saziati con i nostri panini ripartiamo. Ci ricordiamo che all’andata avevamo saltato la visita alla riserva ecologica di salvaguardia delle tartarughe che si trova su una stretta penisola sul lato ovest. E allora torniamo verso ovest tagliando in due l’isola e prendendo per playa Paraiso e subito dopo la riserva o Tortugranja. Lasciamo le bici all’entrata ed entriamo per 10 p. per vedere il “programma di conservazione della tartaruga marina “. All’esterno ci sono diverse vasche in cui crescono le tartarughe, da quelle più piccole appena nate a quelle più grandi e adulte. Ce ne sono soprattutto di tre specie: Carey ( caretta ), Blanca e Cahuama ( a fiasca…) più grandi e con diverse variazioni di colore. In mare, delimitate da recinti, nuotano enormi tartarughe molto vecchie e pesanti fino a più di 150 kg ! Le ombre delle tortugas sono impressionanti e quando con la testa escono dall’acqua di vedono meglio. Entriamo quindi a vedere l’acquario dove ci sono pesci colorati, vasche con tartarughe bianche, granchi, ecc. E’ tutto molto interessante e spiegato bene con brevi didascalie; il posto è certamente meritevole di una visita e una piacevole sosta durante il giro dell’isola ! Proseguiamo con le nostre bici fino in fondo per la strada che va a nord lungo questa stretta penisola ( a ovest rispetto alla Laguna Makax ) e che finisce a fondo cieco. Tornaimo indietro sui nostri passi fino all’altezza di playa Lancheros per continuare poi per la strada panoramica orientale con direzione nord. La strada è piacevole, facile e con il panorama alla nostra destra meraviglioso; solo noi con le nostre bici, il mare del Caribe Mexicano e una sensazione indimenticabile ! La giornata è ideale, un po’ di vento che rinfresca…proprio un giorno perfetto e dopotutto, le biciclette si sono comportate bene. Prima di consegnare le bici, siamo in anticipo rispetto alle 18.00, andiamo alla spiaggetta che troviamo in paese, sulla punta nord est; una spiaggia piccola chiamata Playa del Secreto dove di solito non c’è mai nessuno, ma con la sorveglianza di un “salvavida” per la pericolosità del mare più avanti riserva correnti molto forti. Si può fare il bagno ma con molta attenzione e non al largo perchè il mare qui è traditore ! Lasciamo infine le mountain bikes alle 17.30 contenti per la magnifica giornata lungo tutto l’isola che deve essere assolutamente vista fino in fondo !! Vivamente raccomando di fare un giro così, al limite anche con le macchinine elettriche tipo quelle che si usano nei campi da golf, perchè ci sono tante cose da vedere ma soprattutto si conosce meglio “Isla” !! Per cena torniamo ancora una volta da “La Lomita” mangiando un pescado frito per 30 pesos e per le birre ci pensiamo noi, come sempre !! Il dopo cena è un po’ triste, domattina partirò, lascerò Isla Mujeres, lascerò il Messico, lascerò questo paradiso ! L’atmosfera è strana, l’isola sembra diversa dal solito; i locali sono semivuoti e non c’è molta gente in giro. Conosco così un altro aspetto, quello malinconico dell’isola ! Saluto Gianluca e Alessandro con cui ho passato dei bellissimi giorni qui a Isla !

07-09-00
Una volta in piedi, vado al molo a piedi per prendere il traghetto delle 8.00 ( quello lento, la “Sultana del mar” ) prezzo 18 p. anche se io non li ho e la señorita mi fa pagare solo 13… Dopo circa quaranta minuti arrivo a Puerto Juarez. Conosco nel frattempo una coppia di olandesi anche loro diretti all’aeropuerto di Cancùn e che hanno lo stesso aereo diretto a New York Newark delle 11.56. Assieme a loro prendiamo l’autobus pubblico per Cancùn ( 3 pesos ) che parte di fronte al porto con direzione sud. Una volta in centro, nei pressi del terminal degli autobus scendiamo e, chiedendo in giro, vengo a sapere che non esiste un servizio pubblico regolare per l’aeroporto ma ci sono solo alcuni bus riservati agli impiegati. Allora trattiamo con un taxista che chide 30 pesos a testa; a me sembra un buon prezzo ed alla fine accettiamo tutti quanti. Ci impiegheremo circa 25 minuti di strada trafficata per arrivare all’aeroporto di Cancùn, che si trova a sud della città, in direzione Playa del Carmen. Ora è quasi finita, l’aria condizionata mi fa capire che l’Europa è piu vicina dopo questo lungo viaggio che sembra sia durato un’eternità e che adesso che ho terminato tutto di scrivere non sia ancora finito dentro di me !

 
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