I cimiteri di Parigi e i castelli della Loira

di Fabio Pellerano –
I cimiteri di Parigi
Potrebbe sembrare macabro e dal vago sapore necrofilo, ma passeggiare nei cimiteri parigini può diventare un interessante occasione per ritrovare alcuni personaggi che l’hanno abitata e che hanno contribuito alla storia della Francia. Il cimitero del Père-Lachaise è situato nel XX arrondissement ed è tra i luoghi più visitati della capitale francese.
Fu aperto ufficialmente il 21 maggio 1804 e la prima ad esservi sepolta fu una bambina di cinque anni, però i parigini per molto tempo furono restii a farsi seppellire in collina e fuori città. La resistenza durò finché non furono trasferite le spoglie di alcuni defunti illustri, come ad esempio Abelardo ed Eloisa, solo allora l’élite parigina accettò la nuova sistemazione.
Tra i tanti ospiti segnalo Frédéric Chopin († 1849), Honoré de Balzac († 1850), Auguste Comte († 1857), Eugène Delacroix († 1863), Allan Kardec († 1869), Georges Bizet († 1875), Oscar Wilde († 1900), Guillaume Apollinaire († 1918), Amedeo Modigliani († 1920), Marcel Proust († 1922), Isadora Duncan († 1927), Edith Piaf († 1963), Jim Morrison († 1971), Maria Callas († 1977), Marcel Camus († 1982), Yves Montand († 1991) e Marcel Marceau († 2007).

Il Cimitero di Montmartre si trova nel XVIII arrondissement e fu aperto il 1 gennaio 1825. Tra gli ospiti segnalo Edgar Degas, († 1917), Alexandre Dumas figlio († 1895), Dalida († 1987), Gérard de Nerval († 1855), Adolphe Sax († 1894) e François Truffaut († 1984).

Il cimitero di Montparnasse è situato nel XIV arrondissement e la prima inumazione ebbe luogo il 25 luglio 1824. Tra gli ospiti segnalo Charles Baudelaire († 1867), Guy de Maupassant († 1893), André Citroën († 1935), Man Ray († 1976), Jean-Paul Sartre († 1980), Simone de Beauvoir († 1986), Samuel Beckett († 1989) e Philippe Noiret († 2006).

Il cimitero di Passy si trova nel XVI arrondissement ed è stato utilizzato dal 1820.
Il cimitero di Picpus è l’unico cimitero privato della città, si trova nel XII arrondissement ed è stato aperto nel 1794.
Ci sono altri due luoghi a Parigi che ospitano celebri salme: l’Hôtel des Invalides e il Pantheon.
L’Hôtel des Invalides, a due passi dalla Tour Eiffel, è un grande complesso di edifici del classicismo barocco francese costruito nel XVII secolo con lo scopo di ospitare soldati invalidi. Attualmente ospita alcuni anziani reduci, un edificio è stato trasformato nel Museo dell’Esercito e la chiesa di Saint-Louis dal 1840 ospita le spoglie di Napoleone. Il complesso è anche luogo di sepoltura di alcuni eroi di guerra francesi.

Il Pantheon si trova nel cuore del Quartiere latino. Dapprima fu una semplice chiesa, ma nel corso del tempo si trasformò in un mausoleo dei resti mortali dei personaggi che hanno segnato la storia francese.
Possiamo incontrare, tra gli altri, Voltaire (1791), Jean-Paul Marat (1794), Jean Jacques Rousseau (1794), Victor Hugo (1885), Émile Zola (1908), Louis Braille (1952), Pierre e Marie Curie (1995) e Alexander Dumas padre (2002).

I Castelli della Loira



Lungo questo importante fiume francese, dal 1414 in poi, a seguito della fuga del delfino di Francia da Parigi invasa dai Borgognoni, sono sorte dimore e castelli che oggi possiamo ammirare in tutta la loro bellezza e la loro storia, oltre quattro secoli di residenze di re, nobili e alta borghesia che elessero questo lungo tratto di fiume loro residenza per feste e divertimenti.
Il prestigio che tali residenze hanno dato alla Loira ha permesso alla regione di essere eletta Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. Moltissime sono le possibilità di visita, oltre trecento, così nel mio viaggio di qualche anno fa ho scelto quattro destinazioni perché ognuna rappresenta una particolarità architettonica e stilistica.

Il Castello di Langeais

Costruito nel XV secolo da re Luigi XI di Francia per difendere i confini dall’invasione inglese, si trova all’interno del paese ed è una tappa fondamentale per chi ama i castelli tipicamente medioevali. Ogni camera ha caratteristiche specifiche e rivestimenti, mobili, quadri e sculture richiamano l’arredamento ed i gusti del tempo grazie al prezioso lavoro di Jacques Siegfried, che nel 1885 ne è divenuto proprietario, e con la ventennale opera di restauro che lo ha riportato ai fasti del passato. Da non perdere la sala principale del castello che vide convolare a nozze nel 1491 re Carlo VIII di Francia e la duchessa Anna di Bretagna, allora quindicenne. Inoltre si possono visitare il Salone dei Mille Fiori, della Caccia al Cervo e dei Nuovi Eroi, luoghi che riescono a evocare le particolari atmosfere rinascimentali, grazie anche alle scelte coreografiche.

Il Castello di Chaumont

Giunge a noi più come residenza rinascimentale che come fortezza. Sorge su di una collinetta, posizione dalla quale riesce a dominare tutto il paese e venne edificato nel X secolo da Eudes I, conte di Blois. Passa di proprietà in proprietà fino al 1550, quando Caterina de Medici ne divenne proprietaria per 120 mila libbre. Si narra che da una delle torri la regina, insieme al suo maestro di scienze occulte, si dilettasse a studiare gli astri traendo da essi segni misteriosi; anche Nostradamus fu uno dei tanti astrologi ad essere invitati a corte. Alla morte del marito nel 1559, Enrico II di Francia, la regina costrinse Diana di Poitiers, amante del re, a cederle il Castello di Chenonceau in cambio di quello di Chaumont. La nuova proprietaria abitò qui per un breve periodo prima di ritirarsi nella sua tenuta di Anet, ma riuscì a rifare il cammino di ronda, i merli e le caditoie che fece decorare con le sue iniziali e i suoi emblemi.
Avvengono poi altri passaggi di proprietà, nuovi lavori e ampliamenti, fino all’ultimo del 1875, quando la proprietaria mademoiselle Say acquista la tenuta e sposa il principe Amedée de Broglie, che affida quindi i lavori all’architetto Sanson per trasformarla in una residenza di lusso. Viene ridisegnato il parco, spostati alcuni edifici ma soprattutto vengono risistemati gli interni con un gusto neo-medioevale con l’acquisto di mobili, addobbi, tavoli e oggetti d’arte, come l’interessante collezione di ceramiche e tappezzerie.

Il Castello di Cheverny

La bellezza e la magnificenza degli interni lo rendono uno dei più visitati tra i castelli della Loira. Le decorazioni interne sono dell’epoca di Luigi XIII e sono rimaste praticamente invariate dal XVII secolo ad oggi, grazie alla cura della famiglia Hurault che lo possiede e che vi risiede, ma molti sono stati negli anni i passaggi di proprietà. La costruzione viene citato come esempio di quello che nel XII secolo verrà chiamato “stile classico”.
La camera del re, il salone con gli arazzi di Teniers, la ricca sala da pranzo e la sala d’armi sono luoghi da non perdere con le tele attribuite a Tiziano e a Raffaello ad impreziosire ulteriormente questa ricca residenza.
Il Castello sorge all’interno di un giardino all’inglese, anch’esso visitabile, in cui magnolie, cedri ed altre rare piante sono in perfetta armonia con l’intera struttura della costruzione.

Il Castello di Chambord

Costruito attorno a un torrione fortificato del XII secolo è grazie a Luigi XII che diventa l’imponente costruzione che è arrivata a noi. Il re vuole costruire la dimora ideale e reale, fastoso ritrovo di caccia concepito per dei e re, creazione romantica e poetica. I lavori iniziano nel 1519
Pur conservando l’aspetto di fortezza medievale, con il maschio circondato da quattro torri e dalla cinta muraria, l’aggiunta di logge, di un terrazzo e di pilastri fa della costruzione una sintesi perfetta tra le forme del passato e l’architettura innovatrice del Rinascimento italiano. Nato come residenza di campagna e riserva di caccia, il Castello di Chambord riesce a sedurre per il suo raffinato equilibrio a dispetto delle dimensioni colossali. Di particolare interesse la scala a doppia rivoluzione situata al centro del corpo principale, ispirata agli studi di Leonardo da Vinci, che morì quattro anni prima della costruzione nella vicina Amboise.
Riccamente decorate le stanze come la camera reale con il letto di gala, la camera del conte di Chambord, la camera della regina e quella di Francesco I oppure è possibile vedere l’imponente stufa di maiolica del Maresciallo de Saxe.

Per leggere altri scritti e trovare altre immagini di Fabio visitate il suo blog “IlCovodiJack”

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