Tre giorni a Shiraz

di Marco Santamaria –

Sono ormai oltre 35 anni, dalla rivoluzione islamica iraniana, che quasi tutti gli articoli che trattano dell’Iran, sui diversi media, focalizzano l’attenzione sulle tensioni geopolitiche, sull’integralismo religioso, la crisi nucleare o sull’attivita di estrazione del petrolio.
Eppure in Iran ci sono luoghi che meriterebbero di riempire le copertine patinate dei cataloghi di viaggio dei tour operator o i palinsensti delle trasmissioni televisive che trattano di cultura e viaggi. Uno di questi e la regione del Fars dove, oltre alla città di Shiraz, si trovano oltre 300 siti archeologici e su tutti l’imponente Persepoli.

La storia della città di Shiraz sembra quasi irridere le rigidità del clero integralista. E’ da qui che, secondo molti storici, prende il nome lo Syrah, il vitigno a bacca rossa dal quale si produce un ottimo vino intenso e fruttato, molto apprezzato sulle nostre tavole ma rigidamente proibito, come ogni altra bevanda alcolica, in Iran (anche se questo non vuol dire che non si possano trovare ottime grappe prodotte clandestinamente).

Anche a Shiraz, come in molte località della Repubblica islamica dell’Iran, le ampie e raffinate moschee sono poco affollate all’ora della preghiera per la protesta silenziosa dei fedeli sciiti che, per professare la loro fede evidenziando al contempo la loro insofferenza verso la politica troppo conservatrice della teocrazia iraniana, preferiscono pregare all’interno delle loro abitazioni o dei loro negozi senza recarsi in moschea. Ma a Shiraz esistono due mete incessanti di pellegrinaggio di fedeli a tutte le ore del giorno: non si tratta di moschee ma delle tombe dei due poeti a cui la città ha dato i natali: Hafez e Saadi.

Hafez fu uno dei più importanti poeti iraniani ma anche l’innovatore della lingua persiana: è impossibile non commuoversi alla vista di genti di ogni età che si raccolgono in preghiera di fronte alla lapide della tomba su cui è inciso un magnifico verso del poeta.

“Il giorno della mia morte
per un respiro
concedimi la promessa dell’incontro,
e poi
accompagnami alle lastre del sepolcro,
io, serenamente libero.” 

Grande senso di serenità e pace si respira nel mausoleo di Saadi, il nome con cui è conosciuto lo sceicco Mohamed Shams-ed Din, una piccola sorgente naturale e una gran numero di giovani visitatori rendono omaggio ai suoi eleganti versi sempre intrisi di umiltà e pietà.
E tratto da un suo poema il monito che campeggia all’ingresso della Sala delle Nazioni dell’Onu a New York

“Gli esseri umani sono membri di un tutto,
In creazione di un’essenza ed un’anima.
Se un membro è afflitto dal dolore,
Gli altri membri saranno a disagio.
Se non avete compassione per il dolore umano,
Non potrete mantenere il nome di essere umano.”



Se avrete la fortuna di visitare le tombe di Hafez e di Saadi fermatevi qualche minuto ad osservare con quale amore, intimità e gratitudine i fedeli si avvicinano ad accarezzare i sepolcri dei poeti e con quanta sensibilità conservano nei loro cuori i messaggi di amore e fratellanza di cui sono intrisi i versi.

Shiraz, la “Città dolce” come la chiamano gli iraniani per il suo clima e la sua posizione a 1500 metri di altezza ai piedi dei Monti Zagros è un alternarsi di giardini e importanti monumenti, lascito delle diverse dinastie durante la quali ha ricoperto il ruolo di capitale della Persia. Da non perdere una visita al Complesso di Vakil con la fortezza di Karim Khan del 1700 in cui si trovano la moschea di Nasir ol-Molk, un interessante hammam e il bazar, e poi il caravanserraglio di Moshir e la tomba di Ali Ebne Hamzeh.

shiraz la moschea degli specchi

Per visitare la scenografica Moschea degli Specchi Shah Chgeragh alle donne è richiesto di indossare lo chador che viene fornito all’ingresso. L’interno è arricchito con decorazioni fastose, specchi, lampadari di Murano e porte in argento massicco.

Non mancate di fare una sosta alla Madrasa ye Khann con le sue maioliche gialle, rosa e blu e rilassatevi nel grande giardino di Narenjestan, prima di concludere la giornata con un tramonto alla Porta del Corano, da dove si gode una magnifica vista di Shiraz.

Conviene pernottare almeno tre notti in hotel a Shiraz anche perché la città rappresenta la base ideale per visitare i siti archeologici che si trovano nei dintorni: i più importanti dell’intera Persia.

Persepoli fondata dai re della dinastia Achemenide: Dario il Grande, Serse e Artaserse I che nelle tavole incise in scrittura cuneiforme si dichiarano “Persiani, provenienti della province di Fars site a sud dell’Iran, e d’origine ariana.
Ad accogliere i visitatori di Persepoli è la “Porta di tutti i popoli” eretta su quattro colonne e con due imponenti busti di toro alato che guardano dall’altro i visitatori e contemplano la pianura sottostante. Qui facevano il loro ingresso i dignitari iraniani e le delegazioni straniere per accedere al Palazzo delle udienze. Molti studiosi fanno un parallelo tra Persepoli e l’attività delle odierne Nazioni Unite: Persepoli era infatti un luogo multiculturale che riuniva fra le sue mura esponenti provenienti dalle differenti civiltà per discutere i problemi ed avviare dialoghi costruttivi.
La Sala dell’Udienza era l’ambiente più ricco e vasto della città, la costruzione dell’Apadana aveva richiesto 30 anni e la sala, situata al centro del palazzo, poteva contenere fino a diecimila persone.
Questo grandioso palazzo fu l’opera più impegnativa e più accurata di Dario il Grande che, per rendersi immortale, diede ordine ai costruttori di incidere su quattro tavole d’oro e quattro d’argento in tre lingue (farsi antico, babilonese, elami) in caratteri cuneiformi i suoi connotati e quelli di Iranshahr. Poi pose le tavole in quattro scrigni di pietra, ciascuno contenente una tavola d’oro ed una d’argento, unitamente a qualche moneta coniata a quei tempi in Ionia, Lidia e Grecia, e li sotterrò ai quattro angoli del palazzo Apadana sotto la fondazione dei muri, sigillati con lastre di pietra. Due di questi scrigni sono stati trovati e saccheggiati nei secoli scorsi; altri due scrigni sono stati rinvenuti dagli archeologi nel 1934 e le tavole contenute sono ora esposte al Museo Nazionale di Teheran.

“Dario il Grande, re dei re, re di tutti i paesi, figlio di Hystaspes, Re Achemenide proclama: questo regno inizia dagli sciti al di là del Sogd e giunge in Etiopia, all’India fino alla Lidia, donati a me dal più grande tra gli dei, da Ahuramazda. Che Ahuramazda allontani dal mio regno e dalla mia dinastia ogni pericolo”

I rilievi delle pareti e delle scalinate di Persepoli ricostruiscono gli aspetti più rilevanti nella vita della città. Un pannello che riproduce l’Udienza reale consente di vedere la figura del re di profilo, seduto sul trono, orientato nella stessa direzione dei soldati e dei nobili. Dalla corona del sovrano, un alto cilindro molto semplice, emergono lunghi e folti capelli arricciati e raccolti dietro la nuca, quasi a sembrare una parrucca. Il profilo solenne è segnato da un naso lungo e appena convesso e da una bocca minuta sovrastata da baffi arricciati all’estremità e incorniciata da una barba lunga e a boccoli che arriva fino al petto.

Persepoli

Interessanti anche i rilievi che immortalano le delegazioni straniere che recano i doni in occasione del Capodanno alla corte del re Serse. Ogni delegazione è accompagnata da un funzionario in abbigliamento mede, con copricapo rotondo, giubotto e pantaloni attillati, stivaletti e una cintura con un pugnale appeso alla vita, o persiano, con copricapo cilindrico, tunica a falde pieghettate, sandali allacciati con tre stringhe, orecchini e un pugnale appeso alla cintura. I funzionari tengono per mano i capi della delegazione che procedono insieme ad altri componenti della corte. Una meravigliosa ‘’foto di gruppo” in cui compaiono i rappresentanti delle popolazioni dell’epoca: Medi, Susiani, Ariani, Babilonesi, Armeni, Lidiani, Arachosiani (provenienti dall’Afghanistan centrale), gli Assiri della Mesopotamia, i Capodoci del Mar Nero, Egizi, Sciti, Ioni, Parti, i Gandhari della Valle di Cabol, I Battriani del Khorasan e i Sagarti della regione di Yazd. E ancora Traci, Arabi, Libici, Drangiani, Etiopi, Indiani, Sogdiani.

Il saccheggio dei tesori degli Achemenidi e l’incendio dei palazzi di Persepoli sono giunte a noi tramite le testimonianze di Plutarco e Giustiniano:
“… Quando Alessandro arrivò alle porte della città, Tridad, il tesoriere, gli mandò un messaggio e dichiarò la città indifesa e lo sollecito ad affrettarsi per impadronirsi del tesoro prima che fosse saccheggiato e devastato da banditi e rapinatori. Tridad con il suo gesto si proponeva di risparmiare alla popolazione dei massacri e delle devastazioni da parte dell’esercito vincitore che incombeva sulla città. Egli ignorava la cupidigia e la sete di sangue che invadeva l’esercito straniero. Questi demolirono i villaggi e assalirono Parse, a quell’epoca la più ricca città sotto il sole, con case private traboccanti di ogni ricchezza accumulata durante un lungo periodo di pace. I Macedoni invasero Persepoli e massacrarono tutti gli uomini spogliandoli dei loro beni. Ai primi di febbraio del 330 a.C. la strage fu compiuta e Alessandro abbandonò la città indifesa alla sua sorte…’’

A circa sei chilometri da Persepoli si trova la grandiosa necropoli reale achemenide di Naqsh-e Rostam dove, in tombe scavate nella montagna, sono conservate le spoglie dei quattro grandi imperatori persiani: Dario il Grande, Dario II, Serse e Artaserse.

Ai piedi del Monte Kuh-e Rahmat si trova la prima capitale del regno Achemenide, Pasagarde, dichiarata Patrimonio dell’Unesco. Purtroppo lo stato di conservazione del Palazzo Primavera fatto costruire da Dario I nel 518 a.C. per celebrare le feste di inizio anno non aiuta ad immaginare la grandiosità dell’opera. Intatta e imponente, isolata dal resto del complesso, troneggia la tomba di Ciro il Grande.

Pasagarde . la tomba di Dario
In Iran molte cose stanno cambiando, la politica di apertura del presidente Hassan Rouhani ha messo fine alle tensioni sull’utilizzo dell’energia nucleare e sta aprendo una fase di sviluppo delle relazioni politiche e commerciali con l’Occidente. Anche il turismo di massa beneficerà del nuovo assetto della Repubblica Islamica, con tutti gli aspetti positivi e negativi che questo comporta. Se state maturando l’idea di un viaggio in Persia potete visitare la photogallery “Iran, la terra dei poeti” e leggere il diario di viaggio di Giorgio “In Iran ci sono anche i deserti“.

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