Kenya: e’ stato bellissimo

di Acacia –
Premetto che quello in Kenya è un viaggio che ho sempre sognato, poichè l’Africa mi ha sempre attratta in maniera irresistibile, ma un po’ per il costo e un po’ per il tempo, sono stata costretta a rimandare fino a quest’anno: per la meta del viaggio di nozze non ci sono stati dubbi. La spesa è stata consistente, perchè la cosa che ci interessava più di tutte era il safari, ma poi come dire di no alla seconda settimana spaparanzati al sole mentre l’Italia era sotto neve?

Il viaggio è iniziato maluccio, l’aereo alle 3 di notte è un piccolo dramma, e all’aeroporto di Mombasa (dopo aver pagato 50 euro a testa di tassa d’ingresso) siamo stati più di due ore sotto il sole (da mezzogiorno alle due!!!) ad aspettare una coppia che si era persa…. comunque, dopo il primo imprevisto, siamo partiti su una camionetta scassatissima (il gruppo era formato da 3, una più fatiscente dell’altra!), direzione Tsavo. La strada è una buca unica con un po’ di asfalto qua e là, il nostro autista era alquanto “impavido” ma comunque l’abbiamo presa bene, e ci abbiamo scherzato sopra tutto il tempo (nel minibus eravamo io e mio marito, più una simpaticissima coppia di Prato con il figlio di 27 anni). Il primo pomeriggio di safari è saltato per via del ritardo all’aeroporto, ma arrivare nel lodge che ci aspettava all’interno del parco è stato molto emozionante.decine di casette, ognuna sopraelevata tipo palafitta, il tramonto africano che dura un attimo… Prima tappa, Taita Hills Lodge: positivissima.anche se la bellezza dei lodge si sarebbe poi rivelata crescente!!! Il secondo giorno, sveglia all’alba: il fuso orario è contenuto, appena due ore, ma dopo aver passato la notte precedente in aereo la sveglia alle 6 meno un quarto (per noi le 4 meno un quarto!) è veramente pesante! Comunque, animati dallo spirito della vacanza, e dopo aver osservato un babbuino alle prese con i rifiuti dell’albergo (il primo impatto con ogni animale è quello che mi ha colpito ma che strano, dopo un paio di giorni, considerare “normale” la loro presenza!), siamo partiti alla volta del tanto sospirato safari!!! Oggi, dopo 6 mesi dall’esperienza, le immagini si accavallano e non è facile stilare un percorso, se non quello delle sensazioni: bellissime, coinvolgenti, emozionanti… gli elefanti alle prese con la “colazione”, ed accanto a loro lo sfacelo di decine di alberi.

I dik dik e gli impala, perfettamente mimetizzati nell’ambiente..le gazzelle, ferme immobili ad osservare il leone, e la loro corsa disperata quando il “re” ha deciso che era ora di pranzo, le zebre, bellissime nel loro contrasto di bianco e nero sull’indescrivibile terra rossa keniota. il caldo afoso della pianura e lì, davanti a noi, la neve sul Kilimangiaro in una delle rare giornate in cui è visibile la vetta, gli alberi, il gigantesco, maestoso baobab e l’aggraziata acacia, con decine e decine di nidi alle estremità ed altrettante decine di karibu appollaiati sopra. L’elegante giraffa e l’inaspettata corsa dello struzzo, seguito dai numerosi “struzzini”.la terra rossa, sottile come cipria, che si infila in ogni piega della pelle e va via solo strofinandola. Vivida è l’immagine del villaggio Masai, aiutata anche dalle copiose fotografie, ed indimenticabile la vista dell’interno di una capanna.microscopica, con una rete per letto e delle finestrelle di 20 cm x 20 e l’aria irrespirabile. Come è irreale, dopo una visita del genere, arrivare in un altro lussuosissimo lodge (Amboseli Serena Lodge), con veranda affacciata su una pozza meta di elefanti e zebre, che vengono ad abbeverarsi mentre noi ceniamo. E come è piacevole, dopo un’intera giornata nel Parco Tsavo Ovest (con sveglia all’alba, ampiamente ripagata dalla vista del sole che sorge e di un’intera famiglia di leoni sonnacchiosi) immergersi nella piscina di un altro paradisiaco lodge (Kilaguni Serena Lodge) e sentire tutt’intorno le scimmiette che girano tra i bungalows, libere di arrampicarsi sul nostro tavolo, leccare il fondo del caffè dalla tazza e cercare avidamente quel che resta della bustina dello zucchero!!!!



Dopo la magica esperienza degli ampissimi spazi africani, dedichiamo gli ultimi giorni al relax ed alla tranquillità nel nostro primo villaggio vacanze (in genere i nostri viaggi sono fly & drive, rigorosamente fai da te), a Malindi. Il mare di Malindi non è granchè, ma la città vale assolutamente la visita… noi l’abbiamo vista con un taxi ed una guida del posto che parlava perfettamente l’italiano (al costo di 30 euro per 4 persone), e l’esperienza del mercato è stata inimmaginabile per chi come noi era al primo “assaggio” di Africa.. Molto bella anche l’escursione a Sardegna Due (anche se in realtà il nome non ci entusiasmava: ma come, 7 ore di aereo per arrivare a vedere la Sardegna????), con un mare assolutamente trasparente ed il pranzo a Watamu, sulla spiaggia, con un’aragosta cotta alla brace di una bontà commovente..

Sul soggiorno in villaggio, c’è ben poco altro da dire, il lettino l’ha fatta da padrone, il cibo era buono, l’animazione poco rompiscatole (l’avevamo espressamente richiesto all’agenzia) unica precauzione: attenzione al sole, è molto forte ma non ce se ne rende conto perché tira sempre un piacevolissimo venticello che non fa sentire affatto il caldo ma a sera ci si ritrova del bel colore dell’aragosta mangiata a Watamu!!!!

Pensierini:
– per chi, come noi, non ha mai fatto tour organizzati: chiudere gli occhi sulle proposte più strettamente “turistiche”, che ti fanno sentire solo un ricco occidentale da spolpare, tipo soste ai vari negozi lungo la strada, assolutamente non previste nell’itinerario del viaggio;
– in Africa, la calma è proverbiale, ma d’altronde siete in vacanza, cosa vi importa di rimandare il safari di mezz’ora (questa è la risposta che mi ha dato l’autista alle 7.30, quando gli ho fatto notare che l’appuntamento per la partenza era alle 7, e noi turisti eravamo da mezz’ora seduti sul pulmino… mentre lui stava chiacchierando con gli altri due autisti)!!!
– il primo giorno di safari il suddetto autista si è preoccupato di farci avere un foglio malamente fotocopiato in cui si specificava che la mancia andava dai 10 dollari al giorno a persona in su, cosa che avrebbe influito veramente poco sul nostro budget, ma che abbiamo deciso (insieme agli altri 16 partecipanti) di ridurre perché veramente immeritata..nello specifico, il nostro carissimo (che doveva fungere anche da guida, eh già!!!) non solo ha passato praticamente tutto il tempo attaccato alla radio-baracchino, ma mentre correva alla disperata facendo uno slalom pazzo tra le buche dei parchi, non si è mai degnato di indicarci un animale, e quando noi ci siamo messi d’impegno con i binocoli a cercarli, ha pensato di bene di scocciarsi per ogni sosta richiesta!!! Avrei tanto voluto chiedergli: ma scusa, secondo te noi veniamo per comprare le statuine????
Insomma, all’autista voto assolutamente negativo.
– nei viaggi organizzati, il contatto con la cultura locale è a dir poco sommario.
– tantissime persone mostreranno di interessarsi a voi, alla vostra vita, alla vostra nazione fino a quando scoccherà il simbolo dei dollari nei loro occhi, e cercheranno di vendervi qualsiasi cosa, che inevitabilmente comprerete perché “per noi sono solo pochi euro…”.
– al contrario di quello che tanti consigliano, non portate le caramelle ai bambini piuttosto penne, matite, colori e tanta carta su cui scrivere i turisti con le caramelle sono molti, ma i dentisti purtroppo pochi.
– una cosa che mi ha colpito molto e che spesso mi torna alla mente: la strada percorsa con il pullman che è venuto a prenderci dopo il “Safari blu” a Sardegna Due…..il termine “strada” naturalmente è un eufemismo… Mi ha colpito molto quella zona riarsa dal sole, con metri e metri di muri sormontati da pezzi di vetro che recintavano ville di ricchi (!) in Kenya…
Probabilmente la maggior parte dei proprietari li ho incontrati la sera che sono andata a curiosare al Casinò: italiani con la faccia (e l’abbigliamento) da “papponi”, a giocare anche 500 euro su un numero alla roulette, e decine di prostitute nere a gironzolare intorno a loro… Che belle immagini da vedere di una fetta di Italia all’estero!!!!

Comunque, nel ricordo tutto si stempera ed anche le “avversità” assumono la dimensione di esperienze inusuali e pur sempre facenti parte della vacanza.
In altre parole: é stato bellissimo: il parco Amboseli, Malindi e la sua scuola elementare e, perché no? il Villaggio Francorosso “all inclusive”.

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