Tra parabole e minareti

di Lamarty –
Dovendo definire con una sola frase il Marocco, quel piccolo spicchio che ho avuto modo di assaporare, la prima cosa che mi viene in mente è, “Marocco paese di contrasti”.. e subito mi rendo conto di quanto sia banale come definizione, di come si potrebbe adattare a quasi tutti i Paesi, probabilmente anche all’Italia, vista attraverso gli occhi di uno straniero. Eppure è così, a sole 3 ore di volo dall’Italia il Marocco è un complesso miscuglio di antico e moderno che molte volte spiazza e confonde: Jellabah e jeans, hijab e piercing, muli e motorini, parabole e minareti, venditori di zuppa in strada e ristoranti lussuosi a prezzo fisso.. in Marocco gli estremi contrastano e convivono.

La Lonely Planet parla di “esperienza multisensoriale”, in parole molto più profane la definirei “un gran caos”.. gente dappertutto, come neanche Milano o Roma all’ora di punta, bambini che giocano scalzi per le strade, asinelli che trascinano carretti ricolmi di ogni mercanzia, padroni dei suddetti carretti con asinelli che gridano “Balak!” “Balak!”al loro passaggio per far scostare la gente, e poi i profumi delle spezie e dei cibi, gli odori nauseabondi della carne appesa al mercato, i colori di stoffe e tappeti, gioielli e ceramiche e di tutto ciò che è esposto nel souk, le grida dei venditori, i ritmi della musica gnawa, i richiami del muezzin, il rombo dei motorini, il brusio incessante della folla.. tutto si mescola fino quasi a stordirti. Ma se si riesce a superare i primi momenti di disorientamento il Marocco si rivela sicuramente affascinante e tutto da vivere!

INFORMAZIONI PRATICHE

Periodo del viaggio: dal 29/12/09 al 6/01/10
Durata : 9 giorn/ 8 notti
Eravamo in coppia

Tappe:
Fes
Meknes – Volubilis e Moulay Idriss-
Rabat
Marrakech
Casablanca

Voli: Milano Orio al Serio/Fez con Easy Jet
Casablanca/Milano Malpensa con Royal Air Maroc Ottimo per il ritorno, in quanto prevede 40 kg a testa di bagaglio(meglio starci larghi..)

Soggiorni:
Fes: Palais de Fes Dar Tazi 2 notti –
Più che un riad, un vero e proprio palazzo, con sale riccamente decorate e terrazza con bellissima vista sulla medina. Nel complesso troppo caro per quel che offre. Credo si voglia rivolgere a una clientela molto “danarosa”. Anche il ristorante è buono ma molto (troppo) caro. Sconsigliato. Meknes : Riad Zahraa 1 notte –
Buon riad, accoglienza gentilissima e “familiare”
Rabat: Riad Dar Alia 2 notti –
Riad nuovissimo, pulito e colorato, in posizione ideale tra la medina e la Kasbah.
Marrakech: Riad Boussa 2 notti –
Il mio preferito, a pochi minuti dalla piazza, arredato con gusto ineguagliabile, tutto in rosso e arancio, con incensi e musica, atmosfera rilassante, un gatto delizioso.. Ci tornerei domani!
Casablanca: Hotel Ibis Moussafir 1 notte –
Scelto solo perché vicino alla stazione di Casa V. per raggiungere velocemente l’aeroporto al mattino. Pulito, un po’ rumoroso per via dei treni. Il ristorante dell’Hotel è l’unica opzione nei dintorni per cenare. Comunque accettabile.

CONSIGLI VARI
In ordine sparso.. tenendo conto che ovviamente si tratta solo della mia esperienza personale e parziale.

COSA VEDERE: La scelta di visitare le cosiddette città imperiali è stata dettata fondamentalmente dalle combinazioni di voli che abbiamo trovato. Tutto sommato si è rivelata abbastanza sensata.
E’ stato un primo assaggio in cui abbiamo potuto apprezzare le attrattive principali delle città, vagare nelle medine e nei souk, fare un po’ (un bel po’..) di acquisti imparando i rudimenti della negoziazione marocchina, rilassarci in riva all’oceano.. Infatti, visto che in Marocco l’ingresso a moschee e palazzi reali è vietato ai non musulmani, l’attività principale, più che visitare i monumenti e i musei, come faremmo in Europa, è proprio quella di camminare e “perdersi” nelle città vecchie. Tornerei sicuramente a Marrakesh, la città più grande e con più palazzi, musei e giardini, per dedicarle almeno un altro paio di giorni e come punto di partenza per il deserto. Rabat, inoltre, con la sua medina ordinata e facile da girare e la casbah in riva all’oceano, ci è piaciuta molto. Pochissimi i turisti. Fes e Meknes non ci hanno esaltato, da visitare una volta comunque si. Volubilis è affascinante, pensando che siamo in Marocco, ma forse per noi italiani abituati a Pompei, Ercolano e i mosaici di Ravenna forse non imperdibile.

GIRARE IN AUTONOMIA: Il Marocco si è rivelato un paese facile da girare da soli -sempre tenendo presente le solite norme dettate dal buonsenso. Quindi ovviamente attenzione nelle medine e tra la folla in genere, niente soldi/portafogli/borse aperte/gioielli..in vista, sui treni occhio ai bagagli, attenzione a girare da soli a piedi la sera, meglio il taxi-
Non ci siamo mai sentiti in pericolo e non abbiamo mai avuto problemi. Per quanto riguarda l’organizzazione abbiamo fatto tutto da soli, dalla prenotazione dei voli, all’ideazione del percorso, alla scelta dei riad. Come Guida abbiamo usato la Lonely Planet, in questo caso abbastanza completa e aggiornata (maggio’09) Utilissime inoltre le indicazioni di Tripadvisor- per i riad- e i racconti di TPC.

COME SPOSTARSI: tra le città: treno, 2° classe, orari, prezzi e informazioni affidabili su www.oncf.ma Voto ai treni marocchini? 7 +! Per spostarsi tra le città si sono rivelati abbastanza puntuali (ritardo di 10 min su un viaggio di 4h e mezza tra Rabat e Marrakesh e ahimè ritardo di 45 minuti su 3.10h di viaggio tra Marrakesh e Casablanca, ma anche i passeggeri locali sembravano stupiti della cosa..) e accettabilmente puliti. Insomma, anche in Italia a volte non è che vada meglio. Abbiamo sempre osato la 2° classe più che altro perché i nostri primi 2 tragitti erano molto brevi -Fes/Meknes e Meknes/Rabat -e poi perché ovviamente con la 1°classe si acquista quel preciso posto per quel preciso orario e non volevamo vincolarci troppo. Attenzione perché i biglietti di 2° classe sono validi per 1 giorno intero (non per 2 mesi come i nostri interregionali) quindi specificate sempre per quale giorno lo volete. Rivolgendoci a una serie di controllori in stazione che poi ci hanno rimandato allo “chef du gare” siamo riusciti a farcelo cambiare una volta che ce l’avevano sbagliato – ed era ormai scaduto!- Grande soddisfazione per le 9? circa risparmiate, ma soprattutto per la mia performance in francese! Le stazioni sono molto belle e modernissime (Fes e Marrakesh in particolare). Quella di Rabat attualmente è in ristrutturazione. Prepararsi per tempo alla discesa perché non è che stiano lì molto ad aspettare, tempo 2 minuti e ripartono.. chi c’è c’è e chi non c’è..scende alla prossima! Gli annunci di solito sono in arabo e poi in francese. Attenzione a Casablanca, che ha 4 o 5 stazioni, per l’aeroporto quella utile è Casà Voyageurs. Comunque chiedete ai compagni di scompartimento, i nostri si sono dimostarti sempre molto disponibili e gentili



TRAGITTO AEROPORTO/CITTA’: Dall’aeroporto di Fes al nostro Riad: gran taxi, fuori dall’aeroporto, tariffa fissa 120dh. Da Casablanca Stazione di Casa Voyageurs all’aeroporto: treno; 40dh, primo treno alle 4.40am.Tempo di percorrenza 35min.

MUOVERSI IN CITTÀ: Petit taxi (vecchie Fiat Uno di un colore diverso in ogni città, facilmente riconoscibili)
TASSAMETRO: Non abbiamo avuto mai problemi a farlo usare, anzi di solito non abbiamo nemmeno dovuto chiedere – tranne l’ultimo giorno a Marrakesh, tragitto Place Jemaa el Fnaa/stazione dei treni, dove non c’è stato verso.. 30dh prezzo non trattabile.

GITA A VOLUBILIS E MOULAY IDRISS: Taxi/guida trovato – mi correggo, lui ha trovato noi- alla stazione dei treni di Meknes. Gita di 3h e mezza circa, 420dh – il tassista ci ha però anche accompagnato al riad e aspettato mentre facevamo il “check in” (Consoliamoci così.. la Lonely Planet parla di 350dh come prezzo “giusto”, abbiamo sentito anche di 500dh per la gita organizzata dal riad)

IGIENE E CIBO: Per fortuna, come in tutti gli altri viaggi, non abbiamo avuto nessun problema di salute. I consigli da questo punto di vista sono sempre i soliti: acqua solo in bottiglia, anche per lavarsi i denti, frutta e verdura solo cotte o da sbucciare, cibi cotti, niente latte.. Per tutto il viaggio abbiamo preso dei fermenti lattici in compresse. In realtà poi, incrociando le dita, abbiamo bevuto decine di spremute in piazza a Marrakesh, abbiamo anche mangiato in piazza, scegliendo il “banchetto”più affollato. L’unica accortezza è stata quella di evitare posate e bicchieri (sciacquati in un bidone a lato) e di mangiare con le mani (pulite)
A pranzo abbiamo sempre comprato pane (i deliziosi pani tondi -1 dh- ) biscotti e frutta per strada. A Moulay Idriss per esempio la guida ci ha portato a mangiare in un “bar” dove non saremmo mai entrati da soli: tavoli da bar sport senza tovaglie, niente posate, un panino rotolato a terra e velocemente rimesso nella sua cesta, ma la kefta (spiedini di polpette speziatissime alla griglia) più buona mai mangiata, con contorno di pane, salsa piccante e 3 tipi di olive, the alla menta, 40dh. Insomma, ogni tanto osare paga!

LOCALI CONSIGLIATI: Così, in ordine sparso:
CAFE’ MAURE a Rabat: nella Kasbah, in riva all’oceano, con vista sul fiume e la città di Salè. The alla menta e svariati tipi di dolcetti alle mandorle serviti dai camerieri in grandi vassoi d’argento.(7 dh a dolcino) Indicato per rilassarsi, attenzione solo quando -ma credo nel tardo pomeriggio e non tutti i giorni- sbarcano le truppe di turisti dalle navi da crociera.. EL BAHIA, a Rabat: forse l’unica alternativa -l’unica che siamo riusciti a trovare almeno!-tra il mangiare per strada e i ristoranti di lusso. Frequentato sia da turisti che da marocchini, tajine e piatti principali 60dh, ottimi i calamari fritti, la tajine di pesce ma anche spiedini e kefta. Abbiamo speso sempre sui 7/8? a testa. CHEZ CHEGROUNI, Marrakesh: più che per il cibo, di qualità media, comunque buon rapporto qualità/prezzo -60dh per tajine e cous cous e porzioni abbondanti- è la posizione che è meravigliosa. Cercate di mangiare sulla terrazza con vista sulla piazza, magari arrivandoci verso le 7 di sera, quando il muezzin della Koutubia squarcia il silenzio lanciando il suo Allah akbar e via via tutti gli altri minareti gli rispondono, mentre dalla piazza inizia a salire il fumo dei venditori di cibo che arrostiscono, friggono, cuociono.. LE KASBAH a Fes, servizio veloce, molto economico, tajine e couscous sui 45/55 dh

ALTRE INDICAZIONI:

RIPASSARE IL FRANCESE: oltre all’arabo (marocchino, molto diverso dall’arabo classico) è la lingua più parlata, l’inglese serve a pochino.. Per negoziare, ovvero per comprare qualsiasi cosa, ordinare al ristorante, capire gli annunci e leggere i cartelli, e comunque interagire un po’, un minimo di francese è fondamentale. Almeno saluti e convenevoli, nomi di cibi e soprattutto numeri.

CLIMA e ABBIGLIAMENTO: Partiti dal freddo dicembre di Milano, abbiamo trovato clima primaverile a Fes e Meknes (felpa/maglioncino di giorno, giacca la sera) qualche grado in più e ventilato a Rabat, clima tardo primaverile a Marrakesh (maglietta a maniche corte di giorno, giubbino la sera) Pioggia solo un pomeriggio a Meknes. Consiglio di vestirsi a “strati”, con scarpe chiuse (meglio ancora se”vissute”) perché quando piove le strade diventano una palude.

COME COMPORTARSI: in Marocco tutti tenteranno sempre di vendervi qualcosa, prodotto o servizio che sia. Consapevoli di questo, basta armarsi di pazienza -indispensabile comunque in ogni viaggio- e decidere se quel prodotto/servizio ci interessa oppure no. Se è no, di solito è sufficiente dire no in maniera gentile ma ferma, magari con un sorriso. Dire “No, grazie in francese o in arabo (laa, shukran) può aiutare a sembrare meno turisti, perlomeno meno “turisti per la prima volta in Marocco”
Attenzione alle dimostrazioni di interesse nei confronti di qualcosa esposto, “pericoloso” anche solo indicarlo col dito, dire “che bello” o “guarda”, anche in italiano.. i commercianti sono fini psicologi e lo capiscono immediatamente, iniziando a invitarvi a entrare, osservare meglio.etc etc
Attenzione: tutto ha un prezzo, anche quando vi diranno che è gratis, anche il dare un’occhiata dalla terrazza di una negozio o di un laboratorio, le indicazioni stradali, le foto.. Altra indicazione che potrebbe essere utile: camminare spediti, come se si sapesse con certezza dove andare; se esitate o tirate fuori guide o cartine, subito qualcuno vi si avvicinerà proponendovi taxi, carretti, guide, portabagagli, aiuti di ogni tipo.

NEGOZIARE: Impossibile non farlo, o almeno non provarci, è un’arte con cui bisogna impratichirsi sul posto. La Lonely Planet per esempio dedica un capitoletto ai “Principi base della negoziazione” se volete ispirarvi.. Male che vada, quasi tutto costa molto meno che in Italia. Per avere un’idea dei prezzi può essere utile visitare gli “Ensable Artisanal” presenti in tutte le città, dove gli articoli sono a prezzo fisso.
Nella Medina di Rabat abbiamo notato che i commercianti sono meno “pressanti” e i prezzi meno soggetti a negoziazioni.

CONTROLLARE i CONTI: soprattutto al ristorante, farsi un veloce conto a mente di quanto si verrà a spendere e controllare sempre che corrisponda.

GUIDE SI NO? Iniziando il nostro giro da Fes- la medina indicata da tutti come più caotica- eravamo molto indecisi se fare la visita con una guida oppure no. Temevamo che una guida, come avevo letto da più parti, tendesse a portare dove vuole lei, privilegiando negozi di parenti e amici e soprattutto ci privasse della soddisfazione di esplorare i luoghi per conto nostro..
Mentre ancora discutevamo, timidamente abbiamo iniziato ad avventurarci nel dedalo di viuzze.. solo un altro passo, giriamo solo quell’angolo, guarda là, e via..la medina ci ha “risucchiato” e non ci siamo più fermati!
Alla fine abbiamo visitato tutte le città vecchie in autonomia, e mi sento di dire che è fattibile e anche divertente! Bisogna partire da una certezza: vi perderete, per forza, nelle medine non è possibile in ogni momento sapere dove si è.. questa è sicuro. Ma non è una cosa che deve creare troppa angoscia, non è che si è proprio “persi”, dopotutto, a mò di Gatto di Alice nel Paese delle meraviglie “Da qualche parte arrivi di sicuro se vai sempre avanti senza fermarti”. Il bello del Marocco è proprio questo, vagare senza meta e senza fretta, fermandosi ogni tanto a rimirare un portone intagliato o una sciarpa coloratissima, una testa di cammello o una fontana ricoperta di piastrelle.. E quando vi sentite proprio perduti, potete sempre chiedere indicazioni: per pochi dirham, ma se siete fortunati anche gratis, bambini e adulti saranno pronti ad indicarvi la direzione giusta! A Fes comunque ci sono cartelli a forma di stella, che indicano il percorso da compiere-sono posti in alto, di colori diversi a seconda del percorso che si intende seguire (monumenti, giardini, souk..) Vanno cercati bene perché a volte sono un po’ nascosti.
La medina di Meknes è piccolina, quella di Rabat piuttosto ordinata e con strade perpendicolari, quella di Marrakesh è molto grande, ma male che vada tutti sapranno dirvi dov’è la Place. Meglio comunque essere almeno in due, cercare di individuare a grandi linee la direzione di dove si intende andare e fissare sempre dei punti di riferimento (quel portone blu, la sciarpa che ho guardato, il venditore col berretto.)

COSA COMPRARE: Tutto! Non c’è che l’imbarazzo della scelta, davvero, è il paradiso dello shopping! L’unico posto dove abbiamo dovuto comprare una borsa in più per mettere tutte le cose acquistate. Di cosa sono maggiormente soddisfatta? Orecchini bellissimi, olio di Argan alla rosa e due splendidi tappeti a un prezzo che neanche all’Ikea..

LE 3 COSE CHE MI SONO PIACIUTE DI PIU’ (Ma ce ne sarebbero molte altre):

Ascoltare il richiamo del muezzin che risuona 5 volte al giorno, più a lungo all’alba e alle 19.00.. Il primo “Allah akbar” parte all’improvviso, dal minareto principale, e squarcia il silenzio. Via via un altro gli risponde, poi un altro, fin che da un minareto all’altro, tutta la città riecheggia del richiamo. La chiamata ti avvolge, ti rapisce e rimbomba a lungo nell’aria, prima di svanire lentamente, lasciandoti con i brividi e un senso di spirituale, quasi, che noi europei abbiamo spesso dimenticato

Il cibo: le spremute di arance, i datteri, le olive piccanti, la kefta, il the alla menta, i dolci alle mandorle, la tagine, il couscous.. Tutto veramente buonissimo e naturale!

Il concetto stesso di “Inshallah”: Se Dio vuole, a Dio piacendo.. Che non è solo un intercalare, o un’esclamazione, ma presuppone un’accettazione del destino, del futuro, di ciò che Dio ha in serbo o meno per noi.. e un’accettazione della propria limitatezza in quanto umani.. A che ora apre domani il negozio? Alle 8, inshallah.. Ci vediamo più tardi? Inshallah.. Torneremo in Marocco un giorno? Inshallah!

3 ASPETTI CHE MI SONO PIACIUTI MENO:

L’atteggiamento di alcune persone, che cercano di fregarti sempre solo perché sei turista o bianco o chissà perché ..In particolare non ci è sembrato molto corretto il modo di negoziare. Nulla in contrario a tale pratica, si negozia un prezzo, in modo da trovare una soluzione soddisfacente per entrambi, ma quando poi la si trova e si conclude l'”affare”, in tutti gli altri posti visitati in precedenza in Africa Centro/Sud, l’affare è chiuso, dell’aspetto economico non se ne parla più, si diventa “amici” e ci si può rilassare. In Marocco invece abbiamo notato la spiacevole tendenza a cambiare in seguito la parola data, modificando le condizioni e aggiungendo richieste una volta che hai accettato e per esempio sei salito in macchina con loro..

I motorini nella medina di Marrakesh, i muli va bene, la folla va bene, ma così si crea davvero troppo traffico e soprattutto troppo inquinamento.

La sporcizia, per le strade, o sul lungomare di Rabat, dovuta anche alla totale mancanza di cestini.

Ma come si suol dire.. TIA: This Is Africa!
Maa assalama Marocco!

Il Viaggio Fai da Te – Hotel consigliati in Marocco

 

 
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