L’altra faccia del Messico

di Pamela Sgombra –
Onestamente questa volta ero partita molto poco convinta della destinazione, sicura che avrei trovato un luogo troppo turistico per i miei gusti, forse perchè da sempre si parla di Cancun e di Playa del Carmen come località molto gettonate per la “movida” e forse anche perchè malinconica per aver dovuto rinunciare al Madagascar a causa del pessimo periodo climatico. L’avventura inizia a Malpensa e, dopo 12 ore di volo passate alla meglio ( dopo l’ultimo viaggio con Blu Panorama pensavo di aver toccato il fondo ed invece Livingston si è mostrata ancora peggio…e pensare che ne avevo sempre sentito parlar bene…!) arriviamo a Cancun alle 20.00 ora locale da cui ripartiamo alla volta di Akumal (circa 100 km) in autobus. Percorriamo la Carretteras Mex 307 attraversando Playa del Carmen che, già a primo sguardo appare come l’avevo sempre immaginata : una fila di insegne luminose e cartelli pubblicitari!

Dopo circa un’ora e trenta minuti arriviamo al residence che a prima vista appare carino e non troppo grande, immerso in un bel giardino tropicale; le camere abbastanza spartane e con qualche lavoretto di manutenzione da fare ma pulite, in compenso con una bella vista sulla piscina e sul mare.

Il fuso orario si fa sentire ed alle 5 di mattina sono già in finestra in attesa dell’alba;il vento molto forte piega le palme ed il cielo appare plumbeo…Arrivano le 7.00 e via a far la colazione! Il cielo si apre ed il sole fa capolino dalle nubi e poi, grazie al perenne vento, più tardi torna ad esser padrone del cielo regalandoci una bella giornata.

Passata la mattinata ad eslporare la lunghissima spiaggia di Akumal che si congiunge con quella di Half Moon Bay ( famosa per le tartarughe che vi depongono le uova) nel primissimo pomeriggio usciamo dal residence e prendiamo il primo collectivo (minibus pubblico) che ci porta alle rovine di Tulum. Il breve viaggio (circa 10-15 minuti) già ci immerge nella vita quotidiana messicana, portandoci all’interno di piccoli agglomerati di case ( in realtà più baracche che case..) dove scorgiamo alcune persone intente nella siesta a dondolarsi in un amaca e scambiando alcuni sorrisi con i sempre socievoli messicani.

Scesi dal minibus percorriamo circa 2 km di strada sterrata per arrivare alle rovine e veniamo spesso avvicinati da personaggi locali che si improvvisano taxisti , ma preferiamo proseguire a piedi.

La magnificienza è stupefaciente: a fronte di un biglietto di ingresso molto economico ci viene offerta una vista mozzafiato, rovine molto ben tenute e pulite con cartelli descrittivi dettagliati in duplice lingua (inglese e spagnolo); lo stupore aumenta quando vediamo la “Torre di avvistamento” a picco sul mare. Al di sotto della torre una bellissima spiaggia bianca battuta da un mare di un turchese incredibile, raggiungibile con una grande scalinata in legno; in lontananza si intravede la bellissima “Playa Paraiso” raggiungibile passeggiando per la spiaggia per circa 2-3 km , mare permettendo.

Usciti dal sito, intimoriti per un breve ma intenso temporale tropicale, ci fermiamo lungo la strada sterrata incuriositi dai colori dei primi negozi e ci portiamo a casa , a soli $ 20,00 e dopo una lunga contrattazione, una sedia-amaca.

Tornati alla Carretteras prendiamo un taxi ( $ 4,00 a corsa , che siate 1 o 4 persone è lo stesso prezzo) che ci porta in 5 minuti a Tulum paese (El pueblo) dove curiosiamo tra locali tipici e negozi. Stanchi per la camminata ma felici per la bella giornata riprendiamo il collectivo che in 15 minuti ci porta al residence. La mattina successiva

partiamo alle 7.45 alla volta di Playa del Carmen dove ci attendono due amiche , conosciute in volo; ripartiamo alla volta di Cancun dove prendiamo l’autostrada ed entriamo in Yucatan. Poco dopo aver varcato il confine ci ferma un primo posto di blocco dell’esercito (sembrava di essere in un film : armati fino ai denti , in divisa mimetica ed uno di loro appostato dietro a dei sacchi con una mitraietta posizionata su un cavalletto…) che ci fa scendere dall’auto e, con l’ausilio di un cane ispeziona l’auto. Tutto ok. Ripartiamo e dopo neanche 5 km eccoci di nuovo ad un altro posto di blocco: solita trafila e si riparte. Successivamente ci siamo resi conto che ci trovavamo in un tratto percorso dai narcotrafficanti….ed in effetti sia a Tulum che a Playa eravamo stati avvicinati da personaggi che offrivano una vasta gamma di “articoli”…In questi casi meglio allontanare frettolosamente il soggetto per evitare problemi con la polizia, possono sempre nascer fraintendimenti , e poi ricordiamo che siamo in terra straniera dove le leggi possono non esser uguali per tutti…

Lungo l’autostrada solo alberi e qualche rapace che sorvola il cielo, di tanto in tanto si incrocia qualche veicolo ma per la maggior parte del tempo siamo “padroni ” della strada.

Alle 11,30 arriviamo a Piste, il paese immediatamente prima di Chichen Itza, dove ricompare la “civiltà” con i suoi negozietti colorati e personaggi con poca fretta : beati loro, qui lo stress non sanno neanche come è fatto!

Entrati al sito dal lato nord incontriamo subito bancarelle variopinte che vendono di tutto e poco dopo in una enorme spianata ci si pone, in tutta la sua maestosità e sacralità, El Castillo o Piramide di Kulkucan. Per fortuna il sole è nascosto dalle nuvole altrimenti sarebbe stato difficoltoso visitare le rovine. Osservando la piramide noto le esigue dimensioni dei ogni scalino e l’estrema ripidità di ogni parete e mi rendo conto che il divieto di accesso, da poco in vigore, è stata una scelta saggia : non tanto arrampicarsi quanto scendere mi è sembrato veramente pericoloso. A poca distanza ecco far capolino il Tempio dei Guerrieri sovrastato ,nella parte centrale, dalla statua, in posizione prona, del re Maya con una ciotola sopra il ventre ed il volto rivolto verso la spianata come a voler controllare tutto il suo regno. Eccoci poi al “Campo de la Pelotas” e ad una serie innumerevole di piccole piramidi tra cui fanno capolino le Iguane, ormai regine del luogo e poco gradite alle guide in quanto distolgono l’attenzione dei turisti dalle spiegazioni…..Anche qui, come a Tulum, si può usufruire a pagamento di guide locali, ma il consiglio è di acquistare una buona guida scritta in Italia, visto che le versioni fornite oralmente sulla storia dei Maya e del sito sono sempre diverse l’una dall’altra se non addirittura contrastanti.

Ci fermiamo a far “shopping” da alcuni ambulanti che tra camice ricamate, coperte e tessuti coloratissimi, statuine in terracotta e/o legno, piatti in cotto dipinti a mano offrono anche maschere e totem di ottima fattura scolpiti al momento : e non potevo non approfittarne…quello che mi aveva colpito subito doveva esser mio e, dopo una lunga contrattazione (io mi ci diverto e duro all’infinito finchè non strappo un prezzo ragionevole mentre mio marito è molto arrendevole e si dispera ogni volta che mi fermo…) mio è diventato! Devo dire che ne sono stata felice ma da subito ho cominciato ad elaborare su come metterlo in valigia visto che in aeroporto sono molto rigidi per il peso eccedente ed alla fine avrei rischiato di pagarlo a peso d’oro…Dopo tutto a casa si è meritato un posto d’onore sopraelevato a veglia del portone d’ingresso, degno del dio-re che rappresenta.

Come in ogni paese c’è un “listino prezzi”che varia a seconda del paese di origine del turista : americani e tedeschi hanno i prezzi più alti, noi veniamo subito dopo….perciò contrattate! Funziona anche il baratto : orologi, pennarelli t-shirt ed altri gadget che a noi riempono i cassetti di casa possono esser utili allo scopo. Provate!

Per il pranzo preferiamo evitare l’affollato ristorante interno ed uscire dalle rovine optando per un ristorante self-service a Piste molto carino dove con $ 15,00 (euro 12,00) a coppia ci danno un ottimo pranzo completo incluse le bibite (acqua, birra e coca-cola)…io ho fatto il bis di tacos con pollo! Durante il pranzo abbiamo anche il piacere di assistere a danze messicane in costume: che si può chiedere di più per questo prezzo?

Per il ritorno ci serviamo della strada interna, con sosta a Valladolid, città coloniale (meno famosa della più ben nota Merida ma altrettanto interessante) con la sua cattedrale in stile romanico al cui interno ospita un ossario a pavimento e numerose statue di santi e madonne tra le quali anche quella di San Francesco d’Assisi. Ci rendiamo conto di essere gli unici turisti in circolazione, finalmente un pò di vero Messico, lontani dalle luci della ribalta! Entriamo in un negozio dove tra le tante cose curiose scorgiamo un catino con delle “cose” in movimento….butto là lo sguardo e (orripilante!) scorgo una serie di scarafaggi vivi adornati di strass e catenelle dorate, dono votivo da fare alla Madonna…Questo mi riporta alle numerose edicole votive , con Madonne adornate di monili e ghirlande di fiori, incontrate lungo la strada ed all’ingresso di alcune case : Il cattolicesimo ha una forte valenza sulla cultura tradizionale messicana.

La prevista sosta alle rovine di Cobà purtroppo è saltata : la chiusura del sito era alle 17.00. Peccato, altra rovina molto interessante con la sua piramide (la più alta del Messico) ancora accessibile al pubblico e che può godere di uno spettacolo mozzafiato dalla sua cima che svetta sopra la jungla.

Dopo aver costeggiato Cobà raggiungiamo Tulum e Playa del Carmen dove gli altri si fermano e noi (io e mio marito) portiamo le nostre amiche a Playa del Carmen.

Giornata lunga ma intensa ed interessante anche se gli oltre 650 km si fanno un pò sentire…sicuramente da ripetere!

La mattina successiva mi aspetta una immersione in mare, in un punto (chiamato dai sub “Motorcycle”) a 5 minuti di barca dalla spiaggia di Half Moon Bay, dove ,a circa 18 mt di profondità, giace adagiata sul fondo una vecchia motocicletta. Il fondale è un pò deludente , pochi pesci e poche madrepore, ma non dimentichiamo che questa costa è stata battuta da un uragano circa un anno e mezzo fa…Incrociano un banco di piccoli barracuda in mezzo al quale nuota una cernia molto grande ed un barracuda di circa 1,5 mt che ,curioso, ci accompagnera’ per il resto dell’immersione.

La sera affittiamo un minibus-taxi con destinazione Playa del Carmen : non mi sbagliavo….hotel e negozi per tutti i gusti, bar ristoranti e discoteche di buon livello , la Quinta Avenida (via principale) presa d’assalto da americani ,occidentali e qualche orientale (sono dappertutto!).

Tra i centinaia di negozi ce ne è uno molto particolare che ha la pareti completamente tappezzate di croci kitch ed immagini di Frida Kalo: non mi lascio scappare una croce arancio shocking tappezzata di tappi di bibite , attaccati al rovescio, al cui interno ci sono immagini della Madonna.

Per fortuna tra le 22,30 e le 23,00 i negozi chiudono….contenti i maschietti!

Inizia una nuova giornata con altre interessanti esperienze in vista: immersione al Cenote Dos Ojos! Il Cenote, composto da un serie di gallerie che attraversano alcune sale, era un luogo sacro per gli antichi Maya che lo consideravano l’ingresso in un mondo mitico e spirituale; alcuni reputano che nelle sue acque venissero sacrificate vite umane.

In 10-15 minuti di jeep raggiungiamo la foresta all’interno della quale si trovano i due ingressi del cenote; montata l’attrezzatura ci avviciniamo ad uno degli ingressi della caverna, nascosta da una rigogliosa vegetazione, e restiamo “fulminati” dagli incredibili riflessi dell’acqua : toni intensi che vanno dal celeste all’azzurro ed una limpidezza straordinaria data dall’acqua dolce (quì non si verifica il fenomeno dell’aloclino, ovvero l’incontro di acqua dolce e salata).

Superata “l’emozione cromatica” iniziale ci tuffiamo in acqua per addentrarci nei cuniculi bui accompagnati dalla nostra torcia che ci guida lungo il “filo di Arianna” posizionato sul fondo.



Sotto le nostre luci appaiono e scompaiono stalattiti e stalagmiti dalle tonalità che vanno dal giallino all’arancio intenso ed, a volte, impalpabile polvere bianca di carbonato di calcio depositata sul fondo. Abbiamo anche la fortuna di vedere un paio di pesciolini trasparenti, ma non si può dir lo stesso dei pipistrelli che abitano una camera dove emergiamo : spariti!

Lo stupore riprende il sopravvento ogni volta che dal soffitto filtrano dei raggi di luce che creano incredibili giochi cromatici e di rifrazione : emozioni veramente difficili da raccontare! Arrivati di nuovo all’ingresso, il tempo di cambiare bombola e si riparte per esplorare la seconda ragnatela di cunicoli.

Concludiamo la vacanza con l’ultima immancabile escursione : Playa Paraiso.

Raggiunto Tulum con il collectivo prendiamo il taxi presso l’incrocio col semaforo (ce ne è solo uno) che ci porta fino dentro la spiaggia. Una delle spiagge più belle che abbia mai visto, da cartolina, dai colori del mare accecanti, palme che affondano su una impalpabile sabbia bianca con riflessi rosati, e variopinte barche di legno.

Pranziamo in un bar-ristorante (“El Paraiso”) sulla spiaggia dove sono da non perdere i gamberoni panati con salsa di mango e cocco accompagnati da platano e cipolle fritte e riso con fagioli neri (piatto unico) . Pasto completo per 2 , birre incluse,

euro 35,00; sicuramente meno economico dello standard messicano ma la qualità è veramente eccellente e la quantità esagerata.

La giornata continua osservando i giochi spensierati degli otto bimbi di una famiglia messicana felici di posare per il mio obbiettivo.

Per concludere il Messico così vissuto è stata una vera sorpresa , molto interessante dal punto di vista storico-naturale-sociale, con un popolo molto gentile ed ospitale e , sebbene l’economia media tende alla povertà, sempre dignitoso e rispettoso del turista.

Ultima sorpresa : al ritorno in Italia , conti alla mano, abbiamo avuto conferma che il Messico fai-da-te è molto economico ; per esser concreti le escursioni di 2 persone per tutta la settimana, inclusi trasporti ed ingressi ci son costate euro 135,00.

Buon Messico a tutti! Lasciatevi stupire da questa terra…..

In allegato alcuni costi :

Noleggio auto (cc 1600) km illimitato ed assicurazioni complete dalle ore 17,00 di mercoledì alle ore 8,00 del venerdi) $ 75 = euro 60,00

benzina x km 680 di percorrenza pesos 360 = euro 72,50

Collectivo Akumal-Tulum a.r. Pesos 80 = euro 3,20 (a persona)

Ingresso Tulum rovine Pesos 51 = euro 3 (a persona)+ uso telecamera Pesos 35 = euro 2

Ingresso Chichen Itza $ 11 = euro 8,80 (a persona) + uso telecamera Pesos 35 = euro 2

Pedaggio autostrada Cancun -C.Itza Pesos 214 = euro 12,60

Pedaggio Ingresso in Yucatan Pesos 53,00 = euro 3

Playa Paraiso Collectivo + taxi a.r. euro 10,50(a persona)

Mini-bus taxi (15 posti) x Playa del Carmen (km 65 da Akumal) euro7,70 (a persona)

1 Immersione in mare + 2 immersioni nel Cenote (incluso attrezzatura completa + bombole + trasporto ed ingresso al Cenote) euro 135,30

Info generali :

Periodo : dal 09 al 17 feb.2009

Sistemazione : All Inclusive alcolici inclusi senza limitazione di orario

Clima : generalmente soleggiato con temperatura dai 22° ai 30°

Cambio 1 $ = euro 0,80

Cambio 1 $ = pesos 12-15

Cambio 1 euro = pesos 15-17

Acquisti : Argento,ambra,maschere in legno,tessuti e coperte colorati, camice

ricamate , tequila e cappelli di paia.

Elettricità : 110 V , necessario il trasformatore che a volte non ricarica comunque

le pile per macchine fotografiche e lettori perciò consiglio pile di scorta

non ricaricabili per le “emergenze”.

Fuso Orario : – 7 h se ora solare e – 8 h se ora legale

Materiale fotografico: non sempre reperibile in zone poco turistiche pertanto

consiglio di portarlo dall’Italia,

Farmaci : A Tulum c’è una farmacia ma non so di cosa potesse esser fornita

perciò vale quanto finora detto: portarli dall’Italia.

Telefono : Evitare di usare la linea dell’hotel, molto più cara. Cellulari : molto costosi

ma informarsi dal proprio gestore di eventuali promozioni per l’estero

(Vodafone con soli 5 euro ci ha rimborsato, il mese successivo l’intero costo

sostenuto per le chiamate effettuate) oppure usare sms (euro 1 l’uno).

Valuta : mai cambiare alla reception dell’hotel , il cambio è molto basso rispetto a

fuori. Sia a Tulum che Playa del Carmen che Valladolid abbiamo cambiato

agli sportelli di cambio lungo la strada (non applicano commissioni). Il più

vantaggioso a Valladolid ( 1 euro = 17 pesos). Consiglio di portare qualcosa in

dollari in quanto se pagate nei negozi in euro ci perdete , lo considerano quasi

equiparato al $ e non sempre avete vicino degli uffici di cambio per

convertire in valuta locale.

Cibo:

Chiles en nogada peperoncini ripienidi carne e verdura

Tamales frittelle di mais ripiene di carne e formaggio

Pollo , Tacos (tortillas)

Avvertenze:

L’Habanero è il peperoncino tipico messicano ma il suo grado di piccantezza è il più elevato in assoluto pertanto è consigliabile andarci piano per evitare malori (non scherzo!), prima di usare salse chiedere quanto siano piccanti,

Il Viaggio Fai da Te – Autonoleggio Low cost in Messico

 

 
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