Arrigo e David alle Lofoten e Andenes

di Arrigo –
“Tutti hanno il diritto di godere delle bellezze della natura…”
E così, sulla scia di questa massima, anche questo anno abbiamo volto il nostro sguardo a nord… dove in estate, dopo il periodo del Sole di mezzanotte, la luce crepuscolare, non rendendo mai buie le notti… conferisce al paesaggio un’atmosfera quasi magica… in cui immergere i propri sensi…avidi di vivere nuove sensazioni… e rivivere le già acquisite… Chi non conosce le Lofoten? O meglio cosa sono le Lofoten, visto che molte persone interpellandoci sulla la nostra meta, …ci hanno chiesto…COSA SONO??!!!

Gruppo di sei isole
(da nord verso sud: Austvagoy, Vestvagoy, Flakstadoy, Moskenesoy, Vaeroy, Rost ) situate a nord del circolo polare artico a ovest della costa norvegese tra il 670 e 680 parallelo, lambite dalla corrente del Golfo, che conferisce loro una particolare situazione climatica, così favorevole da richiamare ogni anno milioni di esemplari di merluzzo, che qui vengono per deporre le uova, attirando altresì molte altre forme di esseri viventi, come i capodogli e le orche.

Tale miracolo della natura permette alla Norvegia di essere la più importante produttrice di merluzzo trasformato, come lo stoccafisso e il baccalà, esportati in massima parte proprio in Italia (di cui noi liguri siamo notoriamente i principali consumatori).
Ma alle Lofoten si viene soprattutto per godere degli incredibili contrasti geo-antropico-naturalistici, in cui l ‘uomo ha saputo sapientemente incorniciare, armoniosamente, a mò di opere d’arte… i propri manufatti…
Montagne… nere… vertiginosamente acclivi… formano un lungo serpentone costiero, che gettandosi direttamente nel mare blu …lasciano sottili strisce di terra, su cui sono state costruite le tipiche casette su palafitte di color rosso, chiamate Rorbu. Originariamente nate per accogliere i pescatori e il pesce, oggi opportunamente restaurate ospitano i numerosi turisti che qui sbarcano a frotte nel breve periodo estivo.

L’organizzazione del viaggio si è basata come al solito sulla lettura dei numerosi racconti pubblicati. Purtroppo la scelta tardiva della nostra meta ha impedito di documentarci opportunamente, onde evitare alcuni errori che si sono verificati inevitabilmente sia nell’organizzazione sia nella parte pratica.

Visto il tempo esiguo a disposizione, (dal 31 Luglio al 6 Agosto) abbiamo optato per un trasferimento esclusivamente aereo che ha richiesto comunque un giorno e mezzo di viaggio. Si è persa così l ‘opportunità di apprezzare appieno l’ avvicinamento alle Lofoten via mare, usufruendo del mitico postale Hurtigruten che collega Bodo con Svolvaer ( 6 ore con partenza serale), “capitale” delle delle Lofoten.

A fronte di 6 ore di attraversata di un tratto mare molto spesso agitato, il breve volo aereo in compenso però ci ha regalato scenari delle isole veramente incomparabili,
difficilmente intuibili da terra. Logisticamente, in fase teorica di progettazione, abbiamo scelto Svolvaer come punto di partenza per le nostre escursioni, visto che geograficamente viene a trovarsi quasi a metà strada tra il limite sud della carrozzabile E 10 (134 km da Svolvaer ad Å) e quello nord delle isole. In realtà il nostro limite nord si è spinto oltre i confini geografici delle Lofoten, ponendoci come meta Andenes (213 km da Svolvaer) dove abbiamo effettuato il whale–watching. Oggi Andenes, che si trova sull’isola di Andoya, l’isola più a nord dell’arcipelago delle Vesteralen (300 km a nord del circolo polare artico), si raggiunge direttamente senza traghetti, attraverso 4 incredibili tunnel sottomarini, evitando perciò inutili perdite di tempo.

31/07/2008 Giovedì

Milano malpensa 11.25
Copenhagen 13.25
(Scandinavian airlines)

Copenhagen 16.10
Oslo 17.20
(Scandinavian airlines)

Oslo 18.40
Bodo 20.05
(Scandinavian airlines)

Il prezzo del biglietto a/r mediato da Edreams è stato di 439,54 euro a persona.
Dopo alcune ricerche effettuate sui principali siti di note compagnie lowcost, dove apparentemente i prezzi sembrerebbero stracciati, a fronte però dei notevoli disagi che avremmo dovuto affrontare per i trasferimenti da un aeroporto al ‘altro, la scelta inevitabilmente è caduta su collegamenti più sicuri, a prezzi comunque non troppo lontani da quelli per esempio della ryanair.

L’ora tarda di arrivo a Bodo (bus navetta da aeroporto ad hotel 80 Nok persona) ha consigliato una prenotazione on-line( mediata da Booking.com) all’Hotel Clarion,un 3 stelle situato nel centro di Bodo per 950 Nok/notte-double room ( 120,65 euro)
(alla data del 31/07 la corona norvegese valeva 0,127 euro) ( Clarion Collection Hotel Gran Bodo Storgata 3 Bodo 8006 norvegia tel (+ 47) 75546100 fax 75546150 e.mail unni.olsen@choice.no)

La vita notturna a Bodo non è un gran che,anche perché la notte è molto breve e quindi, dopo aver cenato e fatto una passeggiata corroborante, sferzati da un arietta frizzante, ci rechiamo in hotel. Qui leggendo un opuscolo turistico prendiamo in considerazione l’ opportunità di visitare il giorno dopo, il famoso Maelstrom, il più grande gorgo del mondo,innescato da immani correnti di marea. Prima di partire mi ero documentato in internet sugli orari più propizi per la visita.

Ed ecco che si presenta il primo errore scaturito dalla fretta delle prenotazioni: mi accorgo che il massimo dell’ attività si verificherà verso le 11.57, in concomitanza di luna nuova, mentre il bus che ci dovrebbe riportare a Bodo in tempo utile per prendere l’aereo delle 14.10 per Svolvaer, in quel giorno non fa la corsa di ritorno secondo il calendario in mio possesso. Ci proponiamo quindi di vedere quello meno importante ma forse più conosciuto di Moskenes, in quanto decantato in un racconto del 1841 di Edgar Allan. Poe.

01/08/2008 Venerdì



Nell’attesa di recarci in aeroporto per l’imbarco, destinazione Svolvaer, passiamo la mattinata in giro per le strade di Bodo, alla ricerca di qualche ispirazione fotografica.
Stranamente per le strade e sui moli si aggira pochissima gente e gli unici a farci compagnia sono i gabbiani. Tra me e me penso che è normale, trovandoci in una città di poche migliaia di persone.
Contemporaneamente faccio presente a David che quella di oggi sarebbe stata una giornata astronomicamente importante, in quanto avremmo potuto assistere ad una eclissi totale di Sole

Quasi guidati da un istinto licantropo, senza nemmeno accorgecene, ci ritroviamo sulla piazza principale del paese, dove con nostra sorpresa tutta la popolazione ivi radunata sta assistendo con incredibile partecipazione al fenomeno naturale incombente. Potenti telescopi collegati a p.c portatili permettono a tutti la visione dell’occultamento e persino la televisione locale in diretta riprende il tutto. David approfittando di un signore che si aggira per la piazza munito di un grande specchio annerito, scatta alcune foto ad effetto, mentre un gabbiano impazzito ci usa come bersaglio, sganciandoci addosso una “bomba” di residui organici di notevoli dimensioni (… .). (preludio di qualche congiunzione astrale nefasta??)
Taxi hotel-aeroporto (100 Nok totale)

Bodo 14.10
Svolvaer 14.36
(Wideroe airlines) ( 114,95 euro a/r a persona)

Arrivati nel piccolissimo aeroporto di Svolvaer il trasferimento in città avviene esclusivamente via taxi (138 nok). Avevo effettuato varie ricerche sulla tipologia di accoglienza più opportuna per il nostro soggiorno, considerando come al solito il rapporto qualità/ prezzo del servizio come indice prioritario di valutazione. E così dopo varie scremature, la nostra scelta era ricaduta su due strutture.

Dopo alcuni contatti avvenuti via e mail mi vengono date le conferme per i giorni da me richiesti da entrambe le strutture interpellate. Per correttezza prenoto quindi, per il primo giorno a Svolvaer, presso un bed and breakfast che per primo mi aveva risposto.
Ed ecco qui l ‘amara sorpresa: dopo che il taxi ci scarica davanti ad una casetta,in verità un po’ fatiscente, per di più decentrata, trovandosi in collina, troviamo la porta chiusa senza nessuno ad attenderci. Preoccupato, chiamo immediatamente al cellulare la sig.ra Anne Gerd Lind (Annergerd BeB Marinehaugen 10 8300 Svolvaer e mail annegerd@online.no), la quale sorpresa, non sa nemmeno di cosa le stia parlando e di chi io sia!!!!! Gentilmente,comunque, ci autorizza a prelevare dalla cassetta della posta una delle chiavi di casa, con tanto di nome appeso, messe lì per coloro che avendo prenotato, sarebbero arrivati quel giorno (… ).
Entrando in casa, l’istinto distruttivo mio e di David, si placa nel momento in cui la sig.ra richiamandoci ci comunica di averci riservato una stanza presso una struttura ubicata li vicino (forse la signora Anne all’improvviso si è resa conto del grave ammanco e ha voluto riparare?). Armati di buona pazienza ci avviamo, giù per la collina, trascinando i nostri borsoni rumoreggianti ( fortunatamente dotati di ruote ), ammirando lo spettacolo della baia che si apre di fronte a noi. Scopriamo al nostro arrivo che la struttura recettiva in questione è quella presso la quale avevo effettuato le prenotazioni per i giorni successivi!!!( Lofoten Rorbuer e mail post@lofoten-robuer.no). Sicuramente questa Robu è situata in una posizione unica nella baia avendo alle spalle la famosa cima del Svolvaergeita con l ‘apice a forma di corna.
Il costo per notte/stanza senza angolo cottura è di 490 nok più 50 per le lenzuola (tot 68,58 euro).
Le più gettonate Rorbu di Svinova, che si trovano nel centro della città, abbarbicate su di un isola al centro della baia, hanno prezzi ben diversi, (100 e passa euro a persona a notte!!), prestandosi più ad un turismo di massa, come testimoniano i numerosi pullman qui posteggiati.

Dopo una piacevole doccia, ci crogioliamo al sole sull’ ampio terrazzo che si sporge nella baia.
La Rorbu si trova dal centro a circa 10 minuti di piacevole camminata che si espleta su corsia ciclabile e pedonabile. Il down town non propone un gran che a parte il tourist information e i numerosi punti di prenotazione per ogni tipo di escursione. Tra queste la più interessante sarebbe stata quella in gommone veloce al fiordo di Trollfjorden offerta dalla Lofoten explorer
(www.lofoten-explorer.com) Ma il prezzo di 75 euro-persona per una escursione di 2 ore ci è parso un po’ eccessivo, alla luce soprattutto della prenotazione fatta per il whale watching che costando 100 euro-persona per una mezza giornata intera, ha fatto da indice di paragone. L’ aspetto culinario come noterete non l’ ho ancora affrontato, per ovvi motivi di ritegno e rispetto alla mia persona.
Nel pur breve periodo infatti del viaggio ci siamo lasciati un po’ andare ad ogni sorta di “schifezza”.
A Svolvaer siamo diventati clienti fissi di una specie di Mak Donald–kebabberia di nome Milano, con tanto di bandiera italiana fuori, gestita da due simpatici pakistani con i quali ci spiegavamo a gesti, visto che l ‘inglese era loro sconosciuto. Dopo 3 giorni sono riuscito a farmi fare un piatto decente di insalata mista e uno di polletti, impedendo di contornameli con la paprika!! David invece qui si è trovato a suo agio tanto è vero che il suo piatto preferito è diventata una enorme pizza alla Svolvaer che quasi ogni sera si gustava farcendola con tante gustose patatine fritte!!
Chiaramente il centro proponeva anche ristoranti con il classico menù artico che in molti comunque dopo aver consultato i prezzi esposti fuori in bacheca,hanno disertato.

02/08/2008 Sabato

Stamattina abbiamo appuntamento alle 10 per il ritiro dell’auto. Essendo Sabato siamo soggetti ad un supplemento per apertura in giorno feriale (già compreso nel prezzo seguente). Sarà il precedente del giorno prima, ma incomincio nuovamente a preoccuparmi non vedendo arrivare nessuno al procingersi dell’ora patuita. Ci troviamo di fronte alla sede della Europcar di Svolvaer, in centro città. La prenotazione dell’auto è avvenuta on-line con pagamento prepagato, ad una cifra veramente conveniente: 177,54 euro per 3 giorni con chilometraggio illimitato,Thw e Cdw. In realtà sia al momento della prenotazione on line, sia in sede, che dopo il viaggio stesso, si sono verificati alcuni episodi strani che hanno richiesto tempestivi chiarimenti alla stessa Europcar di Milano. Al momento della prenotazione on line della cifra patuita, il sistema di messaggeria sms antifrode della mia carta di credito mi informa che è stata richiesta una a autorizzazione di addebito di 177,54 euro per 2 volte. E questa non è una bella cosa. Telefono a Milano e a loro non risulta un addebito di due volte la cifra. Sembrerebbe un errore del sistema
informativo. E cosi è. Più grave risulta invece la richiesta di addebito a favore della Europcar di ben 180 euro, il giorno dopo il nostro arrivo in Italia. Richiamati, mi informano che la cifra in questione è la caparra cauzionale che verrà tempestivamente, a lor dire sbloccata. Alla data odierna del 28 Agosto sto ancora tenendo sotto controllo il mio conto on line sperando di non avere sorprese.

E alle 10 spaccate, ecco arrivare il nostro baldanzoso funzionario Europcar, che dopo le solite pratiche identificative, ci consegna quella che per 3 giorni sarà la nostra fedele compagna di viaggio, una Tojota Yaris, nuova fiammante che ha sicuramente partecipato alla pianificazione ottimale del viaggio percorrendo con un litro più di 22 km.!! Appena mi metto alla guida però mi accorgo che il serbatoio è mancante di un quarto di carburante. Richiamo il baldanzoso amico e gli faccio notare la cosa. Lui mi risponde che si tratta di un problema di elettronica dell’indicatore del serbatoio. E io gli credo poco. Infatti il giorno dopo facendo il pieno l’indicatore segna il giusto. E allora ritorniamo dal nostro “amico” il quale rimane stupito di tale miracolo ammettendo l’errore. Penso che la prossima auto a nolo non sarà più con la Europcar…Usciti da Svolvaer, come al solito il buon David mi fa da navigatore, controllando soprattutto i limiti di velocità, e ci dirigiamo lungo la E 10 verso sud con meta Å, attraversando le zone più scenografiche e spettacolari della Lofoten. Arriviamo quasi subito a Kabevalg (5 km), dove ci fermiamo a fotografare la cattedrale in legno del 1898. A Borg (56 km) dove è stata scoperta la più grande dimora di capi vichinghi nei paesi nordici, merita la visita al Lofotr Vikingmuseum (100 Nok–persona), anche se non va dimenticato che tutto ciò che si vede è una perfetta ricostruzione scenografica. David non smentendosi, non perde l’occasione di infilarsi in testa un tipico elmo vichingo e brandendo uno spadone inizia una sceneggiata tipo “o saraceno alle crociate”…e va beh… ..in un pentolone li accanto, bolle una specie di minestrone,ed essendo ora di pranzo ci illudiamo di assaggiare quella che era la razione di un vichingo. Visto il prezzo dell’assaggio, desistiamo.

Ricordo che prima della partenza ci siamo riforniti in un supermercato di cibo “normale” sufficiente per 3 giorni che ci ha resi quindi immuni da ogni tentazione culinaria malsana .
Tutte le isole sono collegate da spettacolari ponti a “schiena d’asino” . Il penultimo di questi che incontriamo, ci porta sull’isola di Flakstadoy dove è tappa obbligata quella a Ramberg (101 km) Qui una spiaggia lunghissima di sabbia bianca ci lascia esterrefatti. Saremmo quasi tentati ad un bagnetto nelle lunghe onde che si smorzano dolcemente sulla spiaggia, dove sparuti nastri di alghe brune ondeggiano. Purtroppo (o per fortuna) abbiamo dimenticato il costume a Svolvaer . La temperatura dell’aria ci costringe ad indossare il pile ma ciò non impedisce a 4 coraggiosi ragazzi locali di gettarsi nelle gelide acque emettendo un urlo quasi innaturale…
Approfittiamo come sempre nei nostri viaggi per raccogliere un pò di sabbia che in seguito catalogheremo. Oltrepassato l’ultimo ponte ci ritroviamo finalmente sull’isola di
Moskensoy dove si dice che la bellezza delle Lofoten raggiunga il suo apice.
Qui i ghiacciai ed altre forze della natura hanno formato il paesaggio,uno dei più selvaggi e interessanti che la Norvegia possa offrire. Hermannsdalstind,1229 mt. sopra il livello del mare, è il monte più alto della parte occidentale della Lofoten. In questa zona si trovano numerosi laghi di montagna ricchi di pesce. Il paesaggio è caratterizzato da montagne rocciose che cadono a picco su spiagge strette: qui si trovano le formazioni più antiche d’Europa, risalenti a 3 miliardi di anni fa. Da Moskenes in poi, fino ad Å, i villaggi di pescatori si susseguono uno dopo l‘altro come perle di una collana. Qui la pesca è stata ed è tuttora la risorsa primaria per gli abitanti del posto: Moskenes è uno dei comuni norvegesi che più dipendono dalla pesca. Negli ultimi anni, però, l’industria del turismo è divenuta una fonte di reddito altrettanto importante.

Å è il nome più corto al mondo di un paese. La lettera A in realtà è per i norvegesi l ‘ultima del loro alfabeto e si pronuncia in modo diverso da come è scritta suonando come una specie di “hoe”.
Il paese è veramente minuscolo. Dal posteggio dove inevitabilmente si giunge con l’auto, avendo qui fine la strada E 10,un cartello ci indica la strada per il “centro”.

In realtà la nostra meta è il Lofoten Torrfisk Museum (40 Nok-persona), l’unico museo al mondo di pesce secco, famoso anche per essere gestito da un simpatico signore parlante italiano, avendo soggiornato per un po’ di tempo a Genova. Nella foto si può osservare un merluzzo reale essiccato.
Questo grosso merluzzo, dalla fronte alta, dai tempi più antichi, veniva utilizzato per le previsioni del tempo. Questo pesce veniva appeso i tutte le case dei pescatori mediante un filo di lana. L’umidità, agendo sul filo, faceva ruotare il merluzzo in differenti direzioni. L’esperienza del pescatore permetteva di prevedere le condizioni meteorologiche. Scopriamo poi con stupore che del merluzzo non viene gettato nulla.. Persino la teste, che vengono opportunamente tolte, vengono essiccate all’aria come gli stoccafissi ed esportate in Nigeria dove saranno bollite con delle bacche e del peperoncino rosso allo stesso modo del pesce secco. L’essenziale della bollitura sono le proteine. Sulla via del ritorno nei pressi di Moskenes visitiamo un negozio che vende pesce fresco e tra le altre cose anche carne di balena ( 130 Euro kg) In serata siamo di ritorno a Svolvaer dove i nostri amici pakistani ci attendono per la cena.

03/08/2008 Domenica

Eccoci nuovamente sulla E 10 con la prua della yaris rivolta a nord destinazione Andenes. In 3 giorni abbiamo percorso in totale più di 900 km e con 77 euro di benzina, per 43,5 litri ( prezzo al litro 1,77 euro ), si è percorso in media 20.9 km a litro. Da tener conto che abbiamo pedissequamente osservato i limiti di velocità consigliati non superando quasi mai i 70 km orari.

Purtroppo a pochi km dalla nostra meta, siamo stati sfiorati dal destino: davanti a noi un incidente mortale (due bambine e un adulto) causato da uno scontro frontale fra due auto ci rammenta quanto l’azzardo a sorpassi e velocità sconsiderate su strade non conosciute possa costare veramente caro. Ricordo che al di là comunque del rischio auto, trovandoci in Norvegia, l ‘incontro con branchi di renne che improvvisamente si possono presentare in mezzo alla strada,magari dietro ad una curva, non è una evento così remoto (come è accaduto a noi il giorno dopo sulla via del ritorno).

L’incidente veramente grave, bloccando la strada per molte ore, ci costringe ad una deviazione che risulta in realtà spettacolare. Ritorniamo indietro di una decina di km e ci immettiamo sulla vecchia strada costiera atlantica, in gran parte sterrata, che ci propone scorci ameni e inaspettati. Arrivati ad Andenes nel tardo pomeriggio, ci rechiamo al tourist-information per informazioni relative all’imbarco del whale-watching, che abbiamo in programma per il giorno seguente e per una sistemazione per la notte. Ci propongono un appartamento, sopra il tourist-information, ubicato a 200 mt dal whale-watching center per 1050 Nok (133 euro). Un po’ caro ma la comodità non ha prezzo.

04/08/2008 Lunedì

La Hvalsafari As è considerato il più grande e il migliore operatore artico al mondo, specializzato nell’osservazione e nella conservazione delle balene.
Eravamo consci del fatto che non avremmo potuto osservare le orche, che giungono qui attirate da miliardi di aringhe, nel periodo autunnale. Ma la possibilità di vedere “semplicemente” un capodoglio (spearmwhale) nel suo ambiente naturale mentre a fior d’acqua si prepara per il suo lungo tuffo nelle profondità abissali è una emozione unica. Abbiamo prenotato preventivamente on-line (100 euro a persona) l’escursione consultando il sito ufficiale www.whalesafari.com ed effettuando poi il booking all’e mail : booking@whalesafari.no
La prenotazione on-line è caldamente consigliata, al fine di evitare spiacevoli sorprese, come a quei gruppi di turisti che arrivando senza prenotazione, sconsolati, hanno dovuto rinunciare per mancanza di posti disponibili.

Sono previste nel periodo estivo varie uscite giornaliere per il safari. Noi siamo stati inseriti nel turno delle 11 per l’inizio del giro guidato del museo, dove valenti guide ci hanno fornito conoscenze base sulla biologia delle balene,sul loro ruolo nell’ecosistema, sulla ricerca recente, sulla storia e purtroppo sulla caccia di cui sono ancora notoriamente vittime.

Andenes è la località della costa norvegese che si trova più vicina al luogo di concentrazione della balene. Nel golfo che costituisce lo zoccolo continentale vi è una stabile presenza di capodogli maschi. Da Andenes occorre una sola ora di navigazione per arrivare in questa zona.

Sulla base dell’esperienza di un mio precedente whale-watching, davanti alle coste Islandesi, dove alcuni turisti americani rischiarono l ‘ipotermia, a causa del loro abbigliamento assolutamente inappropriato (sandali infradito e canottiera!!), consiglio a David di munirsi di abbigliamento invernale. Tanto per la cronaca, eravamo quasi vestiti come quando a febbraio dello scorso anno ci recammo in lapponia finlandese in pieno inverno .

Il vento gelido e molto fastidioso, costringe comunque molti sprovveduti, anche in questo safari, a rifugiarsi sotto coperta, mentre i più audaci vengono forniti di pesanti coperte…
Preventivamente non abbiamo fatto colazione per evitare possibili problemi di mal di mare. Comunque prima dell’imbarco vengono fornite pastiglie anti-malessere, che in qualche caso sono state utilizzate…
L ‘avvistamento è stato proficuo e frequente, anche perché la nave essendo fornita di sonar, non sbaglia un colpo.
Sbarchiamo un po’ frastornati ma soddisfatti, verso le 17, mentre sul molo un altro gruppo di persone, si accalca pronta all’imbarco.
Ci viene consegnato il certificato di partecipazione, che David mi mostra orgoglioso, come se fosse il diploma di maturità, che ha brillantemente conseguito qualche giorno prima.

Stasera i nostri amici pakistani faranno a meno di noi. Infatti dopo aver cenato quasi dignitosamente in un ristorantino di Andenes, ci avviamo placidamente lungo la strada che ci riporta a Svolvaer. Il Sole sta tramontando e decidiamo quindi di vivere una notte on the road. Verso le 2 del mattino facciamo uno spuntino e poi ci lasciamo andare alle penombre della breve notte, appisolandoci in una piazzola attrezzata.

05/08/2008 Martedì

Giungiamo a Svolvaer molto in anticipo sul tempo di riconsegna dell’auto che deve avvenire entro le 10 del mattino. Decidiamo quindi di scaricare le valigie presso la nostra rorbu dove purtroppo il check-in avviene sempre verso le 14 (noi furbamente paghiamo anticipatamente e la signora, gentilmente, ci fa accomodare nella nostra stanza). Il serbatoio della yaris è ancora quasi pieno e visto l ‘errore fatto dal nostro amico della Europcar, decidiamo di bruciare un po’ di carburante, lanciando la fedele auto sulle strade fuori Svolvaer. Voi non ci crederete ma nel momento in cui decidiamo di attuare questo atto sconsiderato, dopo giorni di assoluta osservanza dei limiti, ci troviamo “puntati” all’uscita del paese da un speed–controll, che un tranquillo agente della polizia locale, seduto in una curva, su di uno sgabelleto tipo quello usato dai pescatori, ci rivolge contro. Probabilmente la nostra velocità non è così eccessiva, visto che dopo un breve cenno fatto con la mano, consigliando di rallentare, l’agente ci saluta e proseguiamo… .
Dedichiamo la giornata ad un assoluto relax, mentre per cena i nostri amici pakistani sono felici di ospitarci a cena (fortunatamente per noi) per l’ultima volta…

06/08/2008 Mercoledì

Taxi rorbu-aeroporto (119 Nok totale)
Svolvaer 7.45 Bodo 8.20 (Wideroe airlines)
Bodo 12.40 Oslo 14.05 (Scandinavian airlines)
Oslo 15.00 Milano Malpensa 17.35 (Scandinavian airlines)

Prezzo totale del viaggio: 1400 euro persona

OSSERVAZIONI

Leggendo molti racconti di viaggio mi ero fatto l’idea di una zona piovosa e umida. Per tale motivo non sono mai stato troppo convinto di questa meta, rivolgendo per tutto l ‘inverno passato le mie letture alle isole Svalbard. Sarà il caso, o il fato che si voglia, ma abbiamo come al solito goduto di giornate splendide, soleggiate e tutto sommato calde. Arrivando a Milano la pioggia ha investito il nostro aereo e mentre, lungo l’ autostrada che ci riportava a Genova, la pioggia battente sferzava l’auto, i nostri pensieri… ..erano già lontani…

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