Il nostro viaggio in Polinesia francese

di Silvia e Antonio –
Ci siamo sposati il 15 maggio, ma per motivi di lavoro abbiamo dovuto posticipare il nostro viaggio di nozze in agosto.

Fino al giorno prima di partire non ce ne rendevamo conto ma poi ………
il 7 agosto 2004 eravamo in partenza per la tanto sognata Polinesia……..

Arriviamo all’aereoporto di Malpensa alle 7,30! E’ presto ancora per fare il check-in, ma appena entriamo vediamo già una coda lunghissima agli sportelli della LUFTHANSA! Ci mettiamo in coda con un po’ di ansia per dover affrontare tutte queste ore di volo!

Alle ore 9,00 inizia l’imbarco sul volo LUFTHANSA LH 3881 diretto a Francoforte.

Da Francoforte il nostro volo è LUFTHANSA LH 450 diretto a Los Angeles. Sono
le 13,35, partenza in perfetto orario!

Arriviamo a Los Angeles alle ore 15,45, sbrigate tutte le formalità doganali, ritiriamo i ns. bagagli e usciamo dall’aereoporto.
Attendiamo il taxi che ci porta al nostro albergo ……… percorriamo la S1 americana e arriviamo al Beverly Hilton Hotel, dove ogni anno viene consegnato il Golden Globe!

E’ un albergo a 4 stelle, molto bello; ci consegnano la chiave e finalmente possiamo sdraiarci su un letto! Dobbiamo cercare di stare svegli per abituarci un po’ al fuso, ma la stanchezza è più forte di noi e alle 18,30 crolliamo addormentati! Naturalmente alle 4 del mattino eravamo già svegli e …..che fare? …………. Ci siamo visti “Rocky” alla TV e con calma ci siamo preparati per andare a fare colazione e per chiamare a casa!

Abbiamo prenotato poi un tour “City Tour & Movie Stars Home” con il pullman con guida italiana per visitare un po’ la città. E così siamo andati prima a vedere i grattacieli dove sono stati girati diversi film, il teatro Pavillon dove è stato dato l’oscar a Benigni, visita ad un mercatino messicano; imbrocchiamo poi l’autostrada 101 per arrivare all’affascinante Hollywood; abbiamo trascorso 1 ora circa nella famosa
Hollywood Boulevard dove i marciapiedi sono impreziositi dalle famose stelle degli attori, con le loro impronte e le loro firme, e poi la scritta HOLLYWOOD sulla collina, le limousine, i sosia degli attori. Siamo ad Hollywood! Ancora non ci crediamo!

Scattiamo 1000 foto a queste stelle incastonate nei marciapiedi di marmo: Marcello Mastroianni, Kevin Kostern, Robby Williams, Nikole Kidman, Al Pacino, Harrison Ford, ci sono proprio tutti!!!!

Da qui con il pulmino raggiungiamo la lussuosissima Beverly Hills! Una foto al famoso cartello “Beverly Hills” che compare nella serie televisiva omonima e poi percorriamo l’affascinante vialone alberato che fa da contorno alle lussuosissime ville dei vip, nascoste però da tanto verde: alberi, siepi fiori, ecc.

La guida ci spiega che non può sostare in queste strade in quanto vietato dalla legge! Sui marciapiedi ci sono numerosissimi cartelli con il divieto di sosta e sorveglianza armata; addirittura non si può neanche camminare a piedi lungo queste bellissime vie.

Destinazione finale di questo tour è Rodeo Drive, piena di negozi di marca”Valentino, Versace, Dolce & Gabbana, ecc.”, dove la mitica Giulia Roberts ha fatto shopping nel film Pretty Women, alla fine della via la guida ci mostra anche l’albergo di Richard Gere.

Ancora foto e filmino e il tour finisce qui; facciamo una piccola pausa per mangiarci un sandwiches veloce e poi ci incamminiamo a piedi verso il ns. albergo.

Aspettiamo circa due orette prima di chiamare il taxi che ci porti in aereoporto e nel frattempo ne approfittiamo per caricare la batteria della ns. telecamera.

Alle 14,30 arriva il taxi e dopo circa tre quarti d’ora di tragitto dovuto al grande traffico arriviamo all’aereoporto! Facciamo subito il chec-in al banco Air New Zeland per poter avere i posti vicino al finestrino; ma purtroppo ci dicono che sono rimasti solo posti nel corridoio centrale; va bene lo stesso tanto il viaggio viene fatto di notte.

Succede però una cosa strana che non ci aspettavamo. Lasciata la ns. valigia una poliziotta ci chiede prima se abbiamo qualcosa di pericoloso nella valigia, dopo di che ci chiede la chiave e la combinazione della valigia, gliela diamo, ma la valigia non la aprono davanti a noi; dopo 5 minuti ci riconsegnano la chiave e ci dicono che è tutto a posto! Ed eccoci qui ad aspettare il volo per Papetee, mancano ancora 5 ore, cosa facciamo?

L’attesa è lunghissima, ma finalmente arrivano le 20,00, inizia l’imbarco per il nostro volo AIR NEW ZELAND NZ 53 diretto a Papetee, abbiamo un ritardo di soli 20 minuti.
Viaggiando di notte ci siamo fatti un bella dormita e al ns. risveglio mancavano solo 3 ore a destinazione su 8 ore di volo totale.
Arriviamo a Papetee alle 2,30 del mattino. Scendiamo dall’aereo felicissimi! Eravamo finalmente arrivati! Sentiamo subito un’aria diversa, molto calda!
All’ingresso della sala arrivi ci accolgono 3 simpatici ometti polinesiani che suonano l’ukulele uno strumento molto simile al nostro mandolino, ma un po’ più piccolo. Facciamo un po’ di coda per presentare i ns. documenti e poi veniamo accolti con una collana di fiori di Tiaré profumatissima dal nostro rappresentante italiano dell’agenzia Tekura Viaggi. Ci spiega brevemente l’itinerario di viaggio, ci consegna tutti i biglietti aerei dei voli interni e il voucher per gli hotels e ci augura buona vacanza.

Siamo stanchi ma contentissimi di essere finalmente arrivati in Polinesia!!!

Il nostro primo volo interno per l’Isola di Huahiné è alle 6,40; abbiamo quindi 4 ore davanti a noi da passare in questo piccolissimo aereoporto popolato solamente dalle persone scese dal nostro stesso aereo. Andiamo a cambiare subito in banca un bel po’ di EUR in Franchi Polinesiani e chiamiamo a casa, visto che in Italia sono le 14,30, cioè 12 ore esatte di fuso orario.

Alle 6,00 ci imbarchiamo per Huahiné, l’aereo è molto piccolo (rispetto ai boing presi per arrivare fin qui) e notiamo che fanno togliere a tutti i turisti quelle profumatissime collane che circa 3 ore fa ci avevano regalato. 40 minuti di volo da cui godiamo un bel tramonto, e arriviamo all’Isola di Huahinè. La pista è una striscia di terra asfaltata a ridosso del mare e l’aereoporto è piccolissimo. Al ritiro delle valigie praticamente
ce le consegnano a mano, niente rulli trasportatori qui; ci attende il taxi che ci porta al molo dove una barca ci accompagnerà al ns. albergo.
Sono le 7 del mattino; ci sono dei colori stupendi qui; un verde abbaglianteè in contrasto con il blu del mare e l’azzurro del cielo! Tocchiamo il cielo con un dito!

Dopo 10 minuti di barca arriviamo al Te Tiare Beach Resort! E’ incantevole! Sulla sinistra vediamo un grosso bungalow che funge da ristorante e reception, continua poi sulla destra una lunga spiaggia bianca con alle spalle un verde lussurreggiante e infine prosegue una serie di overwater che sostano sulla barriera corallina. Il ns. arrivo è accolto da un ragazzo in pareo giallo che soffia dentro una conchiglia, creando un suono simile a quello delle navi in partenza.

Scendiamo e una ragazza ci da il benvenuto con una collana di fiori colorati al collo e una salvietta arrotolata e calda. Andiamo alla reception e ci fanno accomodare in una terrazza affacciata al mare perché la nostra camera ancora non è pronta! Aspettiamo così, guardandoci in giro meravigliati e sorseggiando un cocktail di benvenuto all’ananas!

Verso le 10,00 arriva una signora con dei lunghissimi capelli color nero corvino che ci accompagna al nostro garden bungalow, il n.10. Si trova all’interno di un meraviglioso giardino pieno di fiori colorati, palme da cocco e tantissimi uccellini che cantano; il verde è sempre più bello da guardare ……. Ecco qui la nostra casetta! E’ fatta tutta di legno e bambù, è grandissima, c’è un grande lettone, la televisione, il frigorifero, aria condizionata e ventilatore a pale nel soffitto, e su un tavolino una bottiglia di champagne adornata di fiori; un bagno immenso (praticamente avevamo due piani di marmo con lavandino, uno per me e uno per Antonio, e a parte una grande doccia, e un altro stanzino dove c’era il wc). Invece delle finestre c’erano tutte porte finestre con zanzariera e al di fuori una veranda grandissima con un tavolino e due sedie da una parte e due sdraio e un tavolino dall’altra! Fantastico!

Abbiamo infilato il costume e via, subito in spiaggia; ci sono circa una decina di sdraio e in riva, due canoe e un kajak! La spiaggia è deserta, non c’è nessuno! E’ bianchissima e il mare assume un colore bellissimo! C’è una pace tutt’intorno che ci sentiamo le ultime persone rimaste sulla terra.

Facciamo snorkeling, un bagno e prendiamo un sacco di sole! Poi nel pomeriggio usciamo dal villaggio – sempre via spiaggia perché qui non ci sono strade, ci si arriva solo in barca – e camminiamo sulla sabbia, tra noci di cocco cadute e palme; al margine della spiaggia ci sono un sacco di casette, piccole baracche, qualcuno ci saluta con la mano. Scattiamo ancora un po’ di foto e poi torniamo alla nostra spiaggia.

Alle 19,00 andiamo a cena; qui arriva tutta la gente che non abbiamo visto in spiaggia durante tutta la giornata. Non mangiamo quasi niente, forse è la stanchezza del viaggio e del fuso???? ………………

Rientrati in camera scopriamo che a farci compagnia ci sono due gechi, uno piccolino e uno un po’ più grosso che facevano degli strani versi; non avendo mai visto questi animaletti, dormiamo tutta la notte con la luce accesa.

Ci svegliamo l’indomani e andiamo a fare un’abbondante colazione e poi subito in spiaggia, il tempo è un po’ nuvoloso, sembra che le nuvole siano stazionate solo sopra Huahinè, ma quando esce il sole è caldissimo quasi da non riuscire a stare lì sdraiati, un giretto in kajak, una nuotata, due chiacchiere con Simone e Daniela…..; alle 13,00 il sole esce completamente e noi ci rifugiamo nel nostro bungalow a riposare un po’.

Andiamo a mangiare, serata con spettacolo polinesiano: ballerini e ballerine si sono esibiti nella danza “Tamurè”, sensualissima danza polinesiana, chiamando poi alla fine i turisti (me compresa) per provare questa danza. Un disastro!

Alle 18,00 andiamo a vedere la dimostrazione di come si puliscono e si rompono le noci di cocco! Quelle che compriamo in Italia sono prive dell’involucro fibroso verde o arancione che hanno quando cadono dalle palme. Un ragazzo ci mostra come in pochissimo tempo sia facile (solo per lui) aprire una noce di cocco. Con un bastone appuntito fissato a terra si toglie questo involucro, poi con delle incisioni trasversali nel mezzo dei due occhi (vengono così chiamate le due chiazze tonde sulla corteccia) si apre la noce di cocco! Oplà, che ci vuole??

Una volta aperta la noce viene tagliata a fettine e ci viene data da assaggiare. Un’altra invece viene grattuggiata, il cocco grattuggiato viene poi avvolto in uno straccio e strizzato; da qui viene fuori un bicchiere pieno di latte di cocco, buonissimo!!!!

Anche Antonio ha partecipato grattuggiando il cocco in un piatto, in una posizione però molto scomoda!
Ultimo giorno a Huahiné.

All’aereoporto, dopo il chec-in attendiamo l’imbarco! Abituati ai nostri aereoporti, sembra strano vedere la semplicità di questa gente, il ritiro dei bagagli, la carta d’imbarco, e lo stesso imbarco sull’aereo.
Ci imbarchiamo cercando disperatamente i posti vicino al finestrino sulla parte sinistra dell’aereo (dicono che in fase di atterraggio, da questo lato dell’aereo, si veda un panorama mozzafiato di tutta Bora Bora); e così dopo 20 minuti di volo arriviamo sul motu dove si trova l’aereoporto di Bora Bora, la laguna più bella del mondo! Ci attende una signora vestita con una maglietta e pantaloncini corti, con un cappello di paglia e un cartello con scritto “Le Paradis”. Eccoci qua siamo arrivati. Ci accoglie con due collane di fiori profumatissimi e ci indica dove dobbiamo ritirare i bagagli; questa volta le operazioni di ritiro bagagli sono più lunghe, infatti aspettiamo quasi 20 minuti, ma nel frattempo rimaniamo incantati dai colori che vediamo da quel punto! Non sono umanamente descrivili! Vediamo davanti a noi l’isola di Bora Bora di un verde accecante e davanti a lei un mare dai mille colori, l’acqua è trasparente e assume diverse tonalità di azzurro in base alla profondità del fondale. E’ meraviglioso! E ci auguriamo che il motu Paahi dove si trova la nostra pensione sia così incantevole.



Ritirati i bagagli la signora ci accompagna alla sua barchetta di legno, di fianco alla quale vediamo i grossi aliscafi che vengono a prendere i clienti dei grandi alberghi. Siamo contenti, una bellissima esperienza anche questa! La signora carica le nostre valigie, ci fa salire e accende il motore; appena usciti dal porticciolo ci si presenta un mare incantevole; ma stiamo sognando? 5 minuti e arriviamo sul nostro motu; la tranquillità regna, non si sente nessuno e non si vede nessuno, tranne una coppia di italiani di Bologna che partivano la mattina dopo; la signora ci dice che la nostra
camera non è ancora pronta, ci prepara due panini (due baguette grossissime) mentre noi facciamo un giretto per questa minuscola isoletta.
Tantissime palme e una spiaggia bianchissima con alle sue spalle 7 bungalow spartani ma molto molto carini. Viene a darci il benvenuto anche whisky un cucciolo di cane che ci fa subito le feste!
Finalmente la nostra camera è pronta! Si trova nel beach bungalow deluxe, quello doppio che ospita due famiglie! E’ infatti più grande dei bungalow singoli, c’è il bagno con un minuscolo lavandino, il wc e la doccia e c’è anche un terzo letto; i nostri amici l’hanno considerata una suite rispetto alla loro! Sopra il letto una grande zanzariera per ripararci dalle zanzare, ma aimé piena di grossi buchi!

Sistemiamo le valigie, ci mettiamo un costume e andiamo in spiaggia a prendere il caldo sole di Bora Bora!
Alle 18,30 inizia la cena; qui è d’obbligo rispettare l’orario perché si cena tutti insieme e se non arrivi vengono a chiamarti loro in camera! Beh! Questa prima sera siamo solo in sei, tre coppie di italiani, la terza coppiaè arrivata nel tardo pomeriggio!

Ci servono per primo un’insalatona con tonno, molto buona e poi un piatto di spaghetti con un porzione di tonno, per frutta arriva melone dolcissimo! Dobbiamo dire che abbiamo mangiato molto bene; e molto meglio sicuramente del ristorante di Huahiné!

Sono le 19,30! Abbiamo finito di mangiare! E adesso che si fa? Qui non c’è proprio niente da fare se non sedersi in spiaggia ad ammirare il cielo stellato! Uno spettacolo meraviglioso, il cielo è completamente ricoperto di stelle e la via lattea è bellissima!
Qui a Le Paradis alle 22,00 tolgono la luce, rimane accesa solo quella del bagno! Quindi ci dobbiamo arrangiare per caricare telefonini, telecamera e macchina fotografica!

Sveglia alle 6,00! La colazione non si può fare prima delle 8,00! Gli orari sono completamente diversi dai nostri, ma ormai ci abituiamo anche perché andando a letto la sera così presto logicamente alla mattina alle 6 si è già in piedi.

Facciamo una bella colazione abbondante, scelta tra caffè, te o cioccolata! Pane burro e marmellata, banane e un pompelmo molto particolare, ma eccezionale!

Decidiamo di andare all’isola e noleggiare uno scooter per girare tutta la costa! Così aspettiamo che la signora ci accompagni con la barca all’aereoporto e da qui prendiamo un aliscafo che ci porta a Vaitape, il paesino principale di Bora Bora. Purtroppo gli scooter sono stati tutti noleggiati e le macchine sono scarsissime: cosa ci rimane da prendere? Una PEUGEOT 106, ma che coincidenza!

Ci impieghiamo 4 ore a fare il giro completo, fermandoci ad ogni negozietto di souvenir per fare acquisti e una sosta obbligata nella spiaggia bianchissima di punta Matira: dei colori impressionanti, un sacco di tonalità di azzurro sempre in contrasto con il verde della vegetazione.

Dobbiamo aspettare 20 minuti per prendere il Ferry che ci porterà in aereoporto, così andiamo in un mercatino artigianale, l’Artisanat, dove delle signore sorridenti preparano collane di conchiglie ed altri monili; anche qui non resisto e compero una collana bellissima con una grande conchiglia di madreperla da un’anziana signora.

Rientriamo a Le Paradis alle 16,45, una doccia e poi a cena! Stasera aragoste!

Martedì 17 agosto: sveglia alle 6,00! Dopo colazione decidiamo di prendere il piccolissimo pedalò per andare all’isoletta deserta, io la chiamavo Isola di Survivor! Praticamente era attrezzata di tutto, olio, tovaglioli, sale, piatti, bicchieri, posate, strofinacci, barbeque, tutto quello che può servire per chi vuole fare un pic-nic.

Abbiamo poi fatto il giro dell’isola di fronte a noi di proprietà di un miliardario francese, dal pedalò riuscivamo a leggere i cartelli con scritto”Proprietà privata, attenti ai cani”!

Al nostro rientro il proprietario della pensione, con un lungo bastone, stavano facendo cadere le noci di cocco dalle palme! Dopo di che ce ne ha aperta una e l’ha data ad Antonio per bere il latte; è buono, ma dopo un po’ era troppo e così ubriachiamo Whisky che penso ne era molto goloso.

Mercoledì 18 agosto. Siamo in partenza; purtroppo anche a Bora Bora i nostri giorni sono terminati! Facciamo colazione, saldiamo il conto; la signora ci regala un pareo e due collanine di conchiglie e poi ci accompagna all’aereoporto per il prossimo nostro volo diretto a Rangiroa!

Aspettiamo quasi un’ora, ma sembra che qui non passi mai; ci sono un sacco di zanzare e sembriamo tutti tanti robottini che si danno pacche su tutto il corpo cercando di ammazzarne qualcuna! E’ impressionante!

Alle 9,35 siamo in volo per Rangiroa; dall’aereo vediamo questo enorme anello di terra , la striscia di terra che forma l’isola ha una profondità di circa 500/600 metri saltuariamente interrotta da spaccature che vengono chiamate Passe, dove l’acqua dell’oceano entra nella laguna e quella della laguna defluisce.

Arrivati all’aereoporto e ritirati i bagagli, un pulmino ci accompagna al ns. villaggio il KIA ORA! Nel tragitto praticamente vediamo il mare da tutte e due le parti; sulla sinistra c’è il mare aperto di un blu intenso con le onde che si infrangono sulla barriera corallina e sulla destra invece c’è la laguna con dei colori meravigliosi, l’acqua calmissima che sembra non ci sia.

Qui ci aspetta un bellissimo beach bungalow, con una veranda direttamente sulla spiaggia con vasca idromassaggio incorporata, così quando siamo stanchi di stare sotto il sole ci mettiamo sugli sdrai all’ombra a goderci la quiete ed ad ascoltare l’oceano che si infrange sulla barriera corallina.. A fianco a noi un’amaca legata a due palme e davanti a noi uno spettacolo: siamo a Rangiroa!

Qui il mare sembra una piscina! L’acqua è bassissima per almeno 300-400 metri dalla spiaggia! L’acqua sembra non esserci e il fondale è di sabbia bianchissima!

Alle 18,00 ci gustiamo un bellissimo tramonto e poi andiamo a cena!
Giovedì 19 agosto: colazione e poi partenza per l’escursione alla Laguna Blu con la nostra guida UGO ! Un’esperienza indimenticabile! Partiamo con due barche, il mare è leggermente mosso e le onde arrivano di traverso per cui si viene sballottati; si vede solo mare ed ogni tanto delle file lunghissime di boe che avvertono che lì sotto ci sono le coltivazioni delle perle. Dopo circa un’oretta di barca all’interno della laguna arriviamo all’altra estremità della laguna dove ci si presenta davanti a noi un paradiso! E’ praticamente una piccola laguna circondata da piccolissimi motu all’interno della laguna stessa di Rangiroa! Ci sembra impossibile di essere lì! Sembra di essere in una cartolina!

Siccome qui l’acqua è bassissima, UGO attracca la barca un po’ fuori, scendiamo con le scarpette, in quanto è tutto corallo, e ci dirigiamo con le nostre borse e zainetti sulle spalle verso l’isolotto dove faremo il nostro pic-nic, siamo tutti in fila indiana seguendo una specie di stradina fatta dalle guide per non calpestare tutti i coralli! L’acqua ci arriva alle caviglie, siamo tutti emozionati e felicissimi di trascorrere la giornata in questo posto meraviglioso.

Il sole è cocente e c’è una luce abbagliante; infatti siamo muniti di creme solari, occhiali da sole e cappellino!

Per prima cosa scattiamo un sacco di foto proprio lì davanti a noi! Poi abbiamo tempo due orette per girare un po’ lì attorno, camminando sulla barriera corallina con l’acqua che ci arriva alle caviglie, vediamo le mante che nuotano vicino a noi e poi per nostra meraviglia anche degli squaletti pinna nera; arrivano proprio in riva, ma sono innoqui ci dice la guida! Visitiamo 3 isolotti a piedi, le palme che scendono fino all’acqua; è bellissimo!

Rientriamo al piccolissimo motu per iniziare un buonissimo pic-nic a base di pesce e carne grigliata; la tavola viene apparecchiata con una tovaglia di foglie di palma, piatti e bicchieri plastica, bibite e pesce e carne a volontà (in compagnia anche di una miriade di mosce)!al suono melodioso dell’Ukulele suonato dalla guida e dalla danza di una ragazza.

Un’oretta di relax e poi si parte lo Shark Fedding ovvero il pasto agli squali!

Ritorniamo alla nostra barca, l’acqua si è abbassata ancora e quindi le guide devono spingere la barca da terra con l’aiuto di uno di noi, offertosi come volontario, facciamo neanche 500 metri e ci fermiamo di nuovo dove però l’acqua è profonda, qui non si tocca! Dalla barca iniziamo ad avvistare gli squaletti che ci girano intorno! Probabilmente sanno già la fortuna che gli capiterà tra poco!

Ci mettiamo maschera e boccaglio e ci tuffiamo in acqua! Ci attacchiamo tutti ad una corta che parte dalla prua della barca e finisce centro metri più in là attaccata all’ancora; Ugo si mette in mezzo a noi con una grande ciotola piena delle lische di pesce e degli avanzi del nostro pranzo! 1,2 e 3, Ugo lancia una manciata di avanzi in acqua di fronte a lui, e noi tutti sotto con la testa ad ammirare questi squali abbuffarsi del cibo! E’ stato uno spettacolo bellissimo e un po’ adrenalinico; gli squali arrivavano anche da sotto le nostre gambe e questo ti metteva un po’ di paura …… siamo rimasti in acqua per almeno un quarto d’ora, un sacco di foto scattate!
Risaliamo in barca e adesso c’è uno spettacolo affascinante, ma un po’ meno bello, soprattutto per i poveri squaletti!.

Con un cappio Ugo cerca di impigliare la testa dello squalo per portarlo sulla barca e farcelo vedere; primo e secondo tentativo falliscono, poi al terzo ecco che lo squaletto rimane incastrato nella corda e viene portato sulla barca; si dimena con un pazzo e noi tutti lì a guardare con macchine fotografiche al collo e telecamere! Da quanto era agitato ha dato anche un morso ad una cassetta di plastica che conteneva le nostre maschere e le pinne. Antonio è riuscito anche ad accarezzarlo, mentre io stavo immortalando questo momento.

Ripartiamo entusiasti e felici, ora dovremmo andare a fare snorkeling nella
passe di dove la corrente è molto forte, l’acqua più fredda e il fondale è molto più
profondo di quello della laguna.

Arrivati sul posto, il mare è di un colore indescrivibile; l’acqua qui infatti è profondissima, ma talmente trasparente che vediamo sotto i coralli colorati! E’ bellissimo! Ugo dice che la corrente è ottima e così muniti di pinne, maschera e boccaglio ci tuffiamo in queste meravigliose acque! E’ fantastico; il fondale è bellissimo, non vediamo tanti pesci, ma è proprio la sensazione di stare come sospesi in acqua mentre la corrente ti trasporta via …………. Quando alziamo gli occhi dopo pochissimi minuti vediamo infatti che abbiamo già fatto almeno un kilometro, senza nuotare la corrente ci ha spinto molto in là e ci troviamo dove il mare è agitatissimo, ma la nostra barca è lì per recuperarci tutti.

La giornata in mare è finita; è stata una bellissima ed indimenticabile escursione!

Alla sera cena con spettacolo polinesiano, dove una bimba che avrà avuto 3-4- anni vestita con le foglie delle palme di cocco, ballava scatenata imitando le ragazze più grandi.

Venerdì 20 agosto: dopo colazione, decidiamo di andare a fare una passeggiata a piedi alla Pass di Tiputa per vedere se la fortuna ci assiste, sì perché in questa Pass è possibile vedere i delfini che giocano e saltano in queste acque, soprattutto la mattina presto e al tramonto.

Percorriamo la strada asfaltata che costeggia il nostro villaggio da una parte e il mare aperto dall’altra; non incontriamo nessuno se non qualche cagnolino randagio addormentato tra dei cumuli di sabbia sotto le palme! C’è un silenzio impressionante gli unici rumori che si sentono sono le onde che si infrangono nella barriera corallina e i canti degli uccelli.

20 minuti di camminata e arriviamo alla Pass; come ieri anche qui il mare è agitatissimo e vediamo un coraggioso che sta facendo snorkeling proprio in mezzo alla pass; aspettiamo un po’ ma di delfini purtroppo non ne vediamo così andiamo avanti ancora un pezzetto fino ad arrivare al porticciolo (per modo di dire), dove c’è un piccolo baretto e un pontile dove attracca il taxi acqueo; da qui vediamo sulla sinistra il nostro villaggio con i bungalow overwater che si spingono all’interno delle acque della laguna!
Rientriamo al ns. bungalow e decidiamo di rilassarci un po’ in veranda, cullati dalle bolle dell’idromassaggio; solo pochi minuti e poi ci tuffiamo nelle caldissime acque di Rangiroa.

Alle 18,00 andiamo a vedere l’ultimo tramonto di Rangiroa; purtroppo domani mattina dobbiamo lasciare questa bellissima isola, confortati però dal fatto che ci aspettava Moorea.
La mattina un’abbondante colazione, saldo del nostro conto e partenza per
l’aereoporto.

Dobbiamo arrivare a Tahiti e poi ripartire per Moorea, ci porta via mezza
giornata, ma siamo ugualmente contenti. Dall’aereo ogni tanto intravediamo
qualche piccola isoletta contornata dalla barriera corallina e poi appare
sotto di noi Tetiaroa, l’isola di proprietà di Marlon Brando.

Arrivati a Tahiti abbiamo un problema con i biglietti aerei per Moorea; il
rappresentante incontrato all’inizio del nostro viaggio questi biglietti non
ce li ha consegnati ed inoltre ci aveva detto che a Moorea ci avrebbero
accompagnati in barca.

Dopo un paio di telefonate ci danno due pass validi come biglietti e ci
dicono di chiamare la Tekura Viaggi per farci avere i biglietti di ritorno;
chiamo, lascio tutti i nostri dati e all’arrivo al Sofitel di Moorea
troviamo un fax con il voucher per il volo del ritorno.

Siamo partiti per Moorea con un piccolissimo aereo con 12 posti che
fortunatamente è atterrato sull’isola dopo solo 7 minuti; dall’alto abbiamo
avuto anche la mezza fortuna di vedere una balena! Peccato che abbiamo visto
solamente la grandissima coda che sprofondava nell’acqua, ma comunque
bellissima!

Arrivati a Moorea ci viene a prendere il responsabile del Sofitel per
accompagnarci all’albergo.

E’ il villaggio più grande nel quale siamo stati, immerso in un bellissimo
giardino tropicale con tantissime specie vegetali: hibiscus, albero del
pane, banani, palme da cocco, bouganville ……..i garden bungalow sono
tantissimi, la spiaggia è magnifica e l’oceano è di un colore spettacolare!
Ma a noi ci spetta l’overwater e non vediamo l’ora di vederlo: la nostra
camera è la n.108. Un lettone a tre piazze con un copriletto dai colori
molto accesi, e davanti un tavolino in vetro apribile che permette di vedere
i pesci che sguazzano sotto il nostro bungalow e di dargli da mangiare; un
bagno altrettanto grande, e la veranda ……. grandissima con uno sdraio e
una poltrocina per prendere il sole e una scaletta che porta direttamente
all’acqua limpidissima.

Il tempo non è dei migliori, c’è molto vento e un grosso nuvolone è sopra di
noi.

Ci riposiamo un po’ in camera e poi andiamo alla reception a sfogliare i
cataloghi delle escursioni; ecco qui l’escursione che tanto desideriamo
fare! I delfini! E’ carissima ma ci diciamo che sarà un’esperienza che non
faremo mai più e così prenotiamo per l’indomani mattina alle 9,00!

Sabato 21 agosto: sveglia alle 6,15, vista la prima alba polinesiana! Oggi è
una bellissima giornata! Facciamo colazione e ci presentiamo alla reception
dove ci aspetta il pulmino per andare al Parkroial Beach Continental, un
albergo immenso e di lusso.

Alle 9,00 inizia la nostra avventura con i delfini.

Ci avvisano che non possiamo portare né macchina fotografica, né telecamera
e così, un po’ sfacciatamente, chiediamo al marito di una ragazza che faceva
l’escursione con noi, se poteva riprenderci due minuti assieme al delfino.

La prima mezz’oretta la guida ci spiega la vita di questi bellissimi
mammiferi, le parti del loro corpo, il loro comportamento, cosa mangiano,
come vengono curati, ecc; poi indossiamo giubbottino salvagente, scarpette e
maschera ed entriamo in acqua insieme al delfino. Qui è un continuo
accarezzarlo, in questa altra mezz’ora ci ha fatto vedere tutte le parti del
suo corpo, la sua velocità in acqua, i suoi salti e per finire tre
bellissime foto in sua compagnia! E’ stata molto bello ed aver speso quella
cifra ne è valsa la pena!

Ritorniamo al nostro villaggio contentissimi!

22 agosto: Anche oggi è una bellissima giornata! Abbiamo preso il sole tutta
la mattina, fatto un sacco di bagni, e molto snorkeling; anche qui di pesci
non ce ne sono tantissimi, ma quelli che si vedono sono coloratissimi e
sembra che quando ti vedono ti vengano incontro e ti sembra persino di
riuscirli a prendere con la mano, ma appena si accorgono della nostra
presenza scappano via.

Dopo mangiato decidiamo di noleggiare uno scooter per girare l’isola, ma
purtroppo sono tutti esauriti, anche le macchine! Così prenotiamo per
l’indomani mattina!

Pomeriggio si mette di nuovo brutto, siamo un po’ sfortunati! La nostra
vacanza stava per terminare e l’ultimo sole non voleva farsi prendere!

23 agosto: Abbiamo preso tutto il sole che potevamo alla mattina e verso le
11,00 abbiamo noleggiato lo scooter. Attrezzati con mappa, macchine
fotografiche e telecamera abbiamo fatto il giro dell’isola, ma solo a nord!

E così siamo andati subito al Belvedere, una visita d’obbligo per chi sta a
Moorea.

Antonio mette a tutto gas e percorriamo una strada stretta e non asfaltata
(pensiamo: “ecco perché non si poteva salire con lo scooter”), rallentiamo
la marcia, cercando di evitare le buche e ci ritroviamo su una strada
asfaltata, che si inerpicava sul monte Roto Nui da cui si godeva la vista
della Baia di Cook e Oponui. La vista da quassù è bellissima!

Lungo il percorso ci imbattiamo in resti di Marae, gli antichi altari
polinesiani sui quali compivano i sacrifici umani. La vegetazione qui è
mozzafiato, il verde è brillante più che mai, meno graditi invece erano le
terribili zanzare!

Il nostro giro continua sulla costa attraversando la strada che costeggia le
due baie; anche da qui lo vista delle due baie è meravigliosa; il verde
delle montagne si riflette nell’acqua della laguna dandogli un colore verde
smeraldo. E’ meraviglioso! Continuiamo il nostro giro, fermandoci ogni tanto
per i simpaticissimi negozietti dove acquistiamo carissimi souvenir per
amici e parenti; vediamo tantissime case, anzi baracche, circondate da
parchi fantastici e lussureggianti.

Sono passate già 8 ore, è incredibile come sia passata così veloce la
giornata! Stasera ultima cena polinesiana! Ma appena apriamo la lista del
menu troviamo scritto “cena all’italiana”! Che sorpresa!

24 agosto: Sveglia alle 6,00 e vista di una nuova alba! Tutto ad un tratto
però si annuvola tutto si mette un gran vento e incomincia a piovere a
dirotto! Il mare è agitatissimo e esclamiamo per fortuna stiamo partendo!
Purtroppo dobbiamo lasciare anche Moorea consapevoli che la nostra vacanza
ormai era agli sgoccioli! Alle 9,30 ci accompagnano all’aereoporto, c’è un
vento fortissimo questa mattina e c’è un po’ di paura a prendere l’aereo
minuscolo dell’andata! Saliamo sull’aereo, siamo solo in quattro persone,
più il pilota. 7 minuti e atterriamo a Tahiti, dopo che Antonio ha ripreso
praticamente dal decollo all’atterraggio.

Noleggiamo una macchina all’Avis, ci danno una Twingo con aria condizionata,
per fare il giro dell’isola.

Tutti coloro che pensano che Tahiti sia un’isola tranquilla si sbagliano, il
traffico è intenso e sembra di stare in una città europea se non fosse per
il continuo profumo di fiori che aleggia nell’aria.

Per le strade vediamo un sacco di macchine e soprattutto moltissimi “truck”
i mezzi più convenienti per spostarsi in città, sono dei camioncini con una
fila di panche ricoperte di gommapiuma e plastica e senza finestrini.

Prima tappa il famosissimo mercato di Papete! Al piano terra ci sono le
bancarelle che vendono composizioni di orchidee, anturium e altri fiori
tropicali profumatissimi, bancarelle di frutta e verdure stranissime, di
collane di conchiglie, di cesti, cappelli di pandano e borse in fibra
vegetale, pesce, tutto disposto con ordine; al piano di sopra tantissimi
parei, magliette e tantissimi oggettini in legno, boccette di Monoi di
Tahiti al Tiaré, perle nere, conchiglie e laboratori di tatoo.

Non resistiamo alla tentazione di comprare un bel po’ di souvenir per
parenti ed amici. Passiamo due ore senza annoiarci.

Il nostro giro prosegue sulla costa in direzione delle tre famose cascate di
Faarumai: tre cascate immerse in una scenografia lussureggiante ed esotica;
ci sembra di essere in mezzo ad una foresta, il silenzio è sovrano, una
piena di quiete!

Decidiamo di non proseguire la strada, ma di tornare indietro per trovare il
marae Arahurahu di Punaauia, con diverse costruzioni realizzate con pietre
tagliate consacrate alle antiche divinità e dove si svolgevano importanti
cerimonie. Durante il ritorno ci fermiamo nella Papenoo Valley, una spiaggia
di sabbia nera dove alcuni serfisti affrontavano le onde.

Peccato che dobbiamo già tornare in aereoporto a consegnare la macchina,
perché qui a Tahiti ci sono molte altre cose da vedere …………

Arriviamo all’aereoporto, consegniamo la macchina ed aspettiamo 5 ore prima
di prendere il nostro volo per Los Angeles; a differenza del giorno del
nostro arrivo, oggi l’aereoporto è popolatissimo, soprattutto sono Italiani
che devono tornare a casa! Le vacanze purtroppo sono finite!

All’apertura del check-in si forma una fila lunghissima,; anche qui i
controlli sono rigidissimi Aspettiamo 20 minuti e finalmente saliamo
sull’aereo. Ci facciamo però una bella dormita e arriviamo senza accorgecene
a Los Angeles!

Qui attesa di 2 ore e poi preso volo LH 453 per Monaco. Qui il volo è stato
un po’ più tragico in quanto ci sono state diverse turbolenze dovute ad un
grosso temporale che avevamo sulla nostra sinistra! Lo spettacolo era
impressionante; era notte, ma il cielo era illuminato dai lampi!

Arrivo a Monaco alle 11,10!

Un’altra attesa di due orette e poi imbarco per il volo VT 1015,
destinazione Milano.

Con la Polinesia nel cuore pensiamo che sia meglio averne la nostalgia che
non il rimpianto di chi la sogna e non ci andrà mai

L’esperienza polinesiana è veramente unica; a quasi 20.000 km di distanza da
casa ti senti veramente fuori dal mondo.

IA ORANA Polinesia e Mauruuru! NA NA!

 
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