Parigi

di Mario e Valeria –
Scegliamo Parigi, per la nostra breve vacanza, perchè da sempre la capitale francese è uno dei miei desideri. Valeria c’era già stata. Io no. Lei, da piccola, l’aveva visitata con i genitori. Prima di prenotare, siamo tantissime volte all’agenzia Max Viaggi di via Simone Martini. E’ lì che acquistiamo il biglietto aereo, ed è lì che prenotiamo il soggiorno in hotel. Un ringraziamento anche a Liz, come sempre, che ci aiuta nella ricerca dell’albergo, tramite una sua amica che vive a Parigi. Quella che segue è la cronaca più o meno dettagliata di una settimana in una delle città notoriamente più belle del mondo. 

Martedì 13 agosto
La giornata comincia con la paura che il viaggio debba essere annullato, dal momento che quando esco per andare a fare una passeggiata con mia madre lascio le chiavi inserite nella toppa e non riesco più a rientrare in casa. Un ringraziamento, dunque, va innanzitutto ai vigili del fuoco che hanno riaperto casa in maniera indolore per tutti.
All’aeroporto ci accompagnano Massimo, Fiorella, Chiara e Mariolino che poi proseguono per l’Ipercoop. L’aereo parte alle 17.50, con mezz’ora di ritardo rispetto al previsto. A bordo siamo 180 persone. Il volo è della Meridiana. Bella Napoli dall’alto, vediamo subito Agnano poi il mare flegreo. Arriviamo sul Lazio. Costeggiamo tutta l’Italia. Ecco Ponza, poi la Toscana, l’Elba. Le Alpi innevate sono davvero stupende. La velocità è di 800 km all’ora. Ci offrono da bere e pure una scatola con un panino al salame e una crostatina. Ci danno giornali, caramelle e salviette rinfrescanti. Il tempo passa. Il volo è tranquillissimo. Il ritardo viene recuperato. Dai 10.000 metri di altezza, l’aereo scende lentamente per l’atterraggio. Il traffico aereo su Parigi ci costringe a un paio di giri in attesa che si liberi qualche pista. Dall’alto si vede la Torre Eiffel e la gente a bordo si emoziona. Atterriamo bene. Tutti applaudono al pilota. Ritiriamo i bagagli e per raggiungere la Rer, cioè la metropolitana che ci deve portare al centro, dobbiamo fare 350 metri a piedi. Il biglietto del metrò costa euro 7,70. Il bigliettaio vuol subito fregarci due euro dandomi un resto sbagliato, ma per fortuna me ne accorgo. Altro cammino per la linea 1. L’impressione, però, è di sporcizia. Poche le scale mobili. Usciamo proprio sotto l’Arco di Trionfo ed è un brivido. L’Hotel si chiama Mac Mahon. E’ bello, ma tutto è piccolo. Letto, cuscini, accappatoi, comodini. Doccia poi usciamo a cena. Siamo al Quick, una specie di Mc Donald’s. Mangiamo panini e patatine. Subito mi viene mal di pancia. Dunque, breve ritorno su in camera e poi usciamo di nuovo. Siamo agli Champs Elysèes. Da lontano si vede la Torre Eiffel. I Campi Elisi sono pieni di negozi. Giriamo a piedi. Tanta gente in giro, eppure è l’una di notte. Una mega-profumeria ci colpisce: è davvero enorme. Ecco il Lidò. Ci sono neri a guardia di tutti i locali. Sono le guardie del corpo. Ad ogni metro un bar, un bistrot, un ristorantino. In pochi metri ci sono 3 Mc Donald’s. Verso l’1 e 30 torniamo indietro. Chiudono tutti. Una bottiglietta d’acqua da ½ litro costa euro 1,90 (3800 lire). Torniamo in camera e riposiamo. C’è l’aria condizionata, la tv-satellitare, il phon, il frigo-bar. Siamo al 2° piano.

Mercoledì 14 agosto
Abbiamo dormito male. I cuscini sono piccoli. La prima sveglia parigina è alle 7. Vado in bagno ma torno a letto. Alle 9.30 scendiamo per la colazione. 2 cornetti con latte, burro e marmellata con succo d’ananas. Prepariamo 2 panini per il pranzo e via, si comincia. Siamo prima all’Arco di Trionfo. Facciamo varie foto. Una ce la scatta un poliziotto. Non saliamo però fin sopra. Compriamo 2 abbonamenti per il metrò. La tessera si chiama Paris Visite , costa 26 euro e dura 5 giorni. Il metrò ci porta alla Torre Eiffel, che vediamo già dal treno. Man mano che ci si avvicina è sempre più grande. Da vicino è enorme. Una fila di 45 minuti prima di comprare il biglietto, che costa 10 euro a testa. Dal pilastro ovest saliamo a 320 metri d’altezza, sulla punta. Per salire prendiamo due ascensori, di cui l’ultimo proprio dentro la torre, mentre l’altro l’attraversa in diagonale a salire. Le cabine sono con personale a bordo. Una vista mozzafiato, da brividi. Un’esperienza spettacolare. Si vede tutta Parigi, ma proprio tutta. E’ spiegato tutto. I dettagli si sprecano. Una sorta di cinema racconta la storia della Torre. A parte c’è la spiegazione scientifica delle oscillazioni cui è sottoposta quotidianamente. Scendiamo al 2° piano, poi al 1°. Qui ½ litro d’acqua costa euro 2,90 (5800 lire), ma resistiamo. I soliti italiani cercano di scavalcare tutte le file. Al 1° piano c’è pure un ufficio postale oltre a vari negozi di souvenir. Scendiamo. L’acqua si fa desiderare. La prendiamo dagli ambulanti cinesi. ½ litro 1 euro. Ancora un’altra bottiglia: la spunto per 80 centesimi. Un uccello di plastica che vola (bellissimo) costà 20 euro. Mangiamo i nostri panini su una panca dei bei giardini di Campi di Marte, proprio sotto la Torre Eiffell. Il caldo è davvero forte. Cerchiamo poi un autobus, ma siamo poi ai giardini del Trocadero. Da lì la Torre si vede per intero proprio di fronte. Ci immergiamo nelle acque del Trocadero con i piedi, fino alle ginocchia, mentre qualcuno fa pure il bagno. Il caldo è quasi killer. La gente è tantissima. Prendiamo altri metrò e siamo nella zona del Teatro dell’Opera. Ricorda il San Carlo. Molto bello. Lo visitiamo fino a dove è possibile, poi andiamo nella zona dei Grandi Magazzini La Fayette. Enormi. Un intero quartiere fatto di vari palazzi tipo quello di Coin, a più piani, uniti tra loro da passerelle e divisi per settori di merce venduta. C’è tutto. Vestiti, profumi, giocattoli, articoli per la casa e tanto altro. Andiamo al supermercato Monoprix. L’acqua pare proprio non si trovi. Quando la troviamo la beviamo come naufraghi, prima ancora di pagarla. Compriamo varie cose, tra cui baguette, salame, riso, formaggio, patatine. Valeria è stanca. I piedi a pezzi. Altro metrò e siamo in albergo. Doccia. Vado poi al supermercato vicino mentre Valeria si riposa un po’ e si lava. Prendo altra acqua perchè penso che domani, ferragosto, saranno tutti chiusi. Mi sbaglio perchè saranno aperti. Compro pure Sprite, patatine, dolci, tic-tac. In albergo ceniamo con baguette ripiena di formaggi. Poi, ecco l’insalata di riso. Usciamo ancora in metrò, alle dieci di sera. Eccoci a Pigalle. Luci rosse e sexy shop a go-go. Facciamo un lungo giro. Vediamo il Moulin Rouge. Una fila enorme di gente attende per entrare a vedere lo spettacolo, che tra l’altro costa 125 euro. Ci sono vari ristoranti e pizzerie con nomi italiani. Uno dei sexy shop è davvero grande. Le cabine proiettano film hard. 2 euro per 12 minuti di spezzoni di vari film. A mezzanotte prendiamo il metrò per l’hotel. Ho preso talmente tanto sole durante la giornata che la faccia e la fronte sono rossi come quando si va al mare per la prima volta.

Giovedì 15 agosto
Com’è scomodo il letto. Ho preso sonno alle 2 e alle 6 sono già sveglio. Mi affaccio. Parigi a quest’ora è a letto. Qualche barbone mi intristisce mentre rovista nei cassonetti dell’immondizia. Colazione come ieri e anche oggi portiamo via 2 panini. Vari metrò ed eccoci alla Citè, un enorme isola proprio in mezzo alla Senna. Andiamo al Palazzo di Giustizia, e lì ci sono anche la Sacra Cappella e la Concergerie, che in pratica è il carcere del periodo della rivoluzione. Le visitiamo di sfuggita, senza pagare, ma tutto è bellissimo. Siamo poi alla cattedrale di Notre-Dame. Per salire sulle alte torri c’è da fare una fila di 2 ore. Desistiamo ed entriamo solo nella Chiesa. C’è la Messa, con migliaia di fedeli. Giriamo tutta la chiesa. Fuori, ci riforniamo d’acqua alle fontanine (è strano che sia gratis), poi facciamo un lungo giro per i negozi di souvenir, ma con pochi acquisti. 12 cartoline 1 euro e ½. Siamo poi lungo i ponti della Senna. Da lontano ecco quello dell’Alma, dove morì Lady Diana. Ecco un campo di beach-volley fatto con sabbia portata chissà da dove. Entriamo in un ristorante perchè Valeria deve andare in bagno. Altro metrò ed ecco il Louvre, direttamente dalla stazione. Enorme. Maestoso. Gigantesco. Breve visita esterna e interna solo alla reception poi usciamo. C’è un sole violento. Via con i piedi nelle fontane. Poi, ancora a piedi. Ci sentiamo stanchi. Le distanze sono enormi. Ecco un bus. Saliamo. Ci porta in giro per Parigi. In metrò torniamo a casa. Riposo, aulin per me. Avevamo già mangiato dei panini nel Chiostro di Notre Dame. Dunque, siamo pieni, ma mangiamo ancora un po’ di pane. Ancora metrò e siamo sotto la Torre Eiffel. Lì prendiamo un battello e giriamo sulla Senna in crociera. 8 euro per 50 minuti di navigazione calma e bellissima. Stupendo. La Torre dà i brividi. I battelli in giro sono tantissimi. C’è gente che cena a bordo. La Torre è illuminata da milioni di luci. Metrò, ancora metrò. Giro ai Campi Elisi poi siamo al Mc Donald’s per una Fanta e un gelato. Sono le 24. Siamo in albergo, finalmente.



Venerdì 16 agosto
E’ il giorno di Eurodisney. Sveglia alle 7, colazione e via verso la città di Topolino. Prendiamo vari metrò per risparmiare 16.000 lire, ma perdiamo mezz’ora perchè sbagliamo una volta direzione. Alle 9.30, dunque, ecco Eurodisney. Ne usciamo, distrutti, alle 22. E’ enorme, pieno di gente, e soprattutto di negozi e ristoranti. Non è però bello come ci aspettavamo. La differenza con Gardaland non si vede molto, e non è vero neppure che ci vuole chissà quanto tempo per visitarla tutta. Noi ce la facciamo e addirittura la giriamo due volte. Le indicazioni sono scarsissime. ci si perde, alla fine conviene girare a casaccio. Neppure la piantina serve molto. Bello lo spettacolo di Tarzan, intravediamo pure quello di Topolino e quello di Winnie the Pooh. I pupazzi dei personaggi non si vedono in giro per il parco, come invece promesso sulle guide. Appaiono brevemente e poi subito spariscono. E’ così per Topolino, Pluto e per Cip & Ciop. I 38 euro a testa spesi per l’ingresso non sono meritati. I giochi sono semplici, tipo quelli dell’Edenlandia, tranne un paio davvero molto belli, come il giro del castello dei fantasmi, per esempio. Bello il cinema in 3D con i topo addosso e il cane che ci starnutisce in faccia. I prezzi degli oggettini sono vari, ma non molto alti. Compriamo qualcosa e altro lo porto via senza pagare, tra cui una bellissima giostra di Topolino dal prezzo di 11 euro. Anche qui l’acqua si fa desiderare, con poche, piccole e affollate fontanine. Nessun sistema per rinfrescare la gente, eppure fa caldissimo. A Gardaland c’erano i corridoi d’acqua nebulizzata. Alla fine, insomma, solo enormità. Ma qualità, poca. Via in metrò con le gambe con le gambe e i piedi a pezzi. Ceniamo in albergo.

Sabato 17 agosto
Fa ancora caldo. Colazione come al solito con panini al seguito. Metrò e siamo al museo delle cere Greveen. 15 euro a testa. 250 personaggi e molti turisti. C’è pure un teatro con persone famose ovviamente in cera come pubblico. Pavarotti, Madonna, Presley, Hitler, Schwarzenegger, Bush, De Gaulle, il Papa. Un finto prete di cera spaventa i visitatori. Io faccio il pupazzo e qualcuno ci casca. Metrò e siamo in zona Mont Martre. Una specie di Duchesca perchè finiamo in un punto diverso da quello classico e consigliato dalle guide. Neri e brutte facce a iosa.. Uno di loro mi offre maglie rubate o false, chissà, ma ne nasce un battibecco…in napoletano. Lui mi dice pure “vatt a’ cuccà”. Pranziamo in un piccolo ristorante gestito da cinesi. Brutta gente. 15 euro per carne, pollo e patatine. Di fronte c’è un supermarket. Compriamo altra acqua perchè ho scordato al museo delle cere la bottiglietta. Eccoci quindi alla collina del Sacro Cuore. Dall’alto si domina Parigi. Anche lì si paga tutto. 10 euro addirittura per accendere un lumino grande a Gesù, 2 euro per un lumino piccolo, ma io l’accendo gratis. Valeria soffre per le sue regole mensili e non si gode la giornata. Per fortuna la funicolare ci porta fin sopra alla collina. Assorbenti in farmacia e via verso l’hotel. I piedi sono piagati. Mentre Valeria è in albergo, io vado al Monoprix per comprare varie cose da mangiare in camera e 6 bottiglie d’acqua (tutte e 6 un euro…). Riposiamo e usciamo. Verso Pigalle. Vari sexy shop, ma sono tutti vuoti. Fa caldissimo e la cervicale si fa risentire. Sentiamo pure Chiara poi facciamo una breve passeggiata ai Campi Elisi. In camera ceniamo con baguette ripiene. Insomma, davvero una giornata calda e movimentata.

Domenica 18 agosto
Facciamo gli auguri a Laura per il suo onomastico. In mattinata siamo al Louvre. Enorme. Troppo enorme. Dunque, stancante. Come tutto, a Parigi. C’è il brivido della Gioconda, ma è un brivido solo perchè è famosa, non bella. Da vicino, è proprio piccola. Ci sono opere di Michelangelo, Raffaello, Delacroix, Parmigianino, Arcimboldo, Bernini, Leonardo e pure gli appartamenti di Napoleone 3°. La Gioconda è ovunque, anche in un angolo interattivo con collegamento gratis a Internet. Vediamo la Venere di Milo e tante altre ancora. Usciamo per andare nella zona Montparnasse. Viene a piovere, e il cielo si scurisce. Mangiamo in un Pomme du Pain (tipo Mc Donald’s) una baguette, insalata e patatine. Poi, eccoci alla torre di Montparnasse. 5 euro a testa fino al 56° piano a 200 metri di altezza, ma la delusione è cocente. SI tratta in pratica di un grattacielo, nulla a che vedere con la Torre Eiffell. Si vede Parigi, ma l’idea è quella della truffa. Non si va al 59° piano, ma alla biglietteria non è specificato che quando piove si può arrivare solo al 56°. Continua il caldo. I metrò sono caldissimi e il cammino è lungo. Nei treni l’aria condizionata è un miraggio. Torniamo in hotel e poi usciamo, ma il Monoprix è chiuso. Ancora in hotel. Siamo a pezzi. Un attimo sul letto e gli occhi si chiudono. Sono le 20.30. Ceniamo in hotel alle 22.10 con vaschette e panini, poi usciamo in bus con la linea 92 verso Montparnasse e ritorno. Il bus è vuoto e alle fermate i display dicono quanto c’è da aspettare. A ogni fermata una voce metallica dice dove ci si trova. L’autista funge pure da controllore. Si sale solo davanti. Dopo siamo ai Campi Elisi in giro per negozi di profumi. Chiudiamo all’una con un panino e un gelato al Mc Donald’s prima di tornare all’hotel.

Lunedì 19 agosto
La tessera del metrò è scaduta. Ci consultiamo e prendiamo un carnet da 10 biglietti. Col metrò bisogna stare attenti perchè costa. Da fare e vedere c’è rimasto poco. Andiamo quindi all’Invalides. Museo delle armi, gran caldo e gran cammino poi, finalmente, ecco la tomba di Napoleone. 6 bare per contenerlo. Sono grandi, in tutto i francesi. Abbiamo pagato 6 euro. A piedi, in 10 minuti, siamo sotto la Torre Eiffell. E’ sempre un brivido. Mangiamo i nostri panini ai Campi di Marte, poi siamo ancora al Trocadero, con i piedi nell’acqua. Valeria va in albergo, io sono al supermercato per un’oretta, poi la decisione di andare da zio Bruno. Un quarto d’ora di metrò. L’emozione quando vedo l’indicazione della via “Rue du Colonell Rozanoff”, è forte. Prima di trovare il palazzo giriamo perchè ci indicano male la direzione. Al citofono c’è scritto Cammarota, e risponde mia zia Adriana. Non si scompone per nulla. Siamo con loro fino alla mezza. Zio Bruno si è operato da una settimana di vene varicose ma sta bene, già in piedi. Ceniamo con loro e mangiamo pasta e zucca, formaggi, salumi, insalata e tiramisù fatto in casa da Bruno. Soliti discorsi sulle varie schifezze di famiglia. Faccio una “carrambata” a mia madre e la faccio parlare con il fratello. Anche Valeria si emoziona. Ci si racconta questi anni e tante cose che sono accadute. Alla fine, cerchiamo di contattare anche i miei cugini Mario e Maurizio, ma non possono venire nè riesco a parlare con loro. Zio Bruno, alla fine, ci accompagna al metrò. Per prendere un po’ d’aria, finiamo la serata, l’ultima di Parigi, ai Campi Elisi. In camera, non contenti, mangiamo una baguette che avevo comprato al pomeriggio e un po’ di farfalle all’insalata.

Martedì 20 agosto
E’ l’ultima giornata a Parigi. Facciamo colazione e poi lasciamo la stanza. Le valigie le lasciamo in custodia nella hall dell’albergo, per poi dirigerci ancora a Pigalle. Piove. Compriamo vari regali. Un profumo pagato 9 euro costa nel negozio a fianco giusto la metà. I sexy shop sono ancora più vuoti. Prendiamo ancora il metrò e siamo ai Campi Elisi in giro per negozi di caramelle (ce n’è uno enorme e bellissimo) e profumi. Compriamo caramelle a forma di piedi, scarpe, denti, limoni, spazzolini e altro. Mangiamo su una panchina bagnata ma è un pranzo molto bello, anche se siamo tristi dal momento che Parigi la stiamo per lasciare. Torniamo in albergo. Ci rinfreschiamo prima di prendere un autobus molto grande che, per 10 euro a testa, ci porta in aeroporto. Partiamo in ritardo, alle 21.30. Il volo è tranquillo, anche se piove e ci sono un sacco di napoletani chiassosi che tornano a casa. Arriviamo alle 23.30. Ketty e Biagio ci aspettano e ci riportano a casa.
E da domani si ricomincia con la solita, più o meno, vita.

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