Perché un viaggio in Thailandia…

di Guerriero F. –
Oggi vi racconto le mie vacanze in Thailandia, in particolare, vorrei porre l’accento sul perche’ e’ meglio una vacanza in Thailandia che una in Europa, o peggio che mai, una nei nostri confini nazionali. A scanso di equivoci, vi dico fin d’ora che il racconto è lungo. La Thailandia e’ un paese dalle infinite risorse turistiche. Un po’ come l’Italia.
Certo i panorami sono differenti e i panorami tropicali non sono disponibili sulle nostre terre.
Quindi la prima ragione per andare in vacanza in Thailandia sta nel voler vedere una zona tropicale. Voler capire come si vive ai tropici.
Nel mio viaggio, della Thailandia ho visitato soltanto Bangkok e l’isola di Phuket.

Bangkok e’ la capitale, conta 10 milioni di abitanti e racchiude in se’ i pregi ed i difetti delle grandi capitali del mondo.
Il traffico e’ allucinante, tanto da spingere il governo a finanziare i taxi per impedire la congestione definitiva e continuativa del traffico. Per tale ragione, Bangkok e’ piena di taxi a prezzi veramente irrisori. Irrisori non soltanto per gli stranieri (farang), ma anche per gli stessi Thai, che guadagnano mediamente due trecento euro al mese.
Un’ora di taxi a Bangkok costa intorno ad 1 euro, 1 euro e mezzo. Esistono tre tipi di taxi. I taxi a tassametro, gli abusivi che fanno prezzi a cottimo, e i tuk tuk.
I tuk tuk sono caratteristici taxi a tre ruote, sullo stile dell’Ape Cross. Belli, economici, caratteristici. L’unico problema e’ che vanno dove dicono loro e mai dove decidete di andare voi. Infatti gli autisti di tuk tuk arrotondano il loro stipendio prendendo commissioni dai negozianti che cercano di vendere qualcosa al turista appena portato dal tuk tuk.
Tipicamente, quello che si cerca di vendere al turista in Thailandia sono sempre abiti su misura o gemme e pietre preziose.
La citta’ coniuga, grattacieli moderni a templi buddisti veramente belli, ricchezza e poverta’ mischiate sullo stesso marciapiede. Dove puoi trovare il ristorante chic e la bancarella del thailandese che cucina noodles o spiedini sulla strada e la vende agli altri Thai.
L’enorme numero di questi banchi, unito allo smog dovuto alla circolazione caotica di mezzi di tutti i tipi produce nell’aria di Bangkok una puzza caratteristica, alla quale dovrete abituarvi se volete girarla a piedi.
Altrimenti potete sempre prendere i taxi che hanno tutti l’aria condizionata.
Importante. A Bangkok, a differenza di Roma, nel taxi se volete, potete fumare.
Bangkok, oltre a smog, spiedini e noodles on the way e templi buddisti, offre ovviamente una grande vita notturna, discoteche e night club e ovviamente anche bordelli travestiti da bagni turchi. Infatti, checche’ ne pensiate, in Thailandia, come in Italia, la prostituzione e’ reato. (Scattano le risate).

In ogni caso, il motto che accompagna Bangkok e’ secondo me, once in a life. Passando da quelle parti infatti, appare un peccato capitale non vederla, ma solo ed esclusivamente una volta nella vita.

La Thailandia infatti offre posti ben piu’ belli e rilassanti, con le stesse comodita’ di Bangkok, ma senza stress e senza odori mefitici.
E’ il caso di Phuket, l’isola piu’ grande della Thailandia, situata piu’ o meno al centro dello Stato Thailandese.
Come vedete dalla mappa, pur essendo la piu’ grande, in realta’ fa una 20 di km di larghezza per poco piu’ di 30 di lunghezza. Infatti si gira comodamente in motorino, senza nessun bisogno di autovetture.
Motorino che vi affittano a soli 4 euro al giorno e che, a patto che vi ricordiate che si guida a sinistra, vi permette di essere completamente indipendenti e vi risolve il problema dei trasporti.
Phuket secondo me rappresenta da sola tutto il meglio della Thailandia. Avete spiagge bellissime, Kata, Karon, Patong, solo per citarne alcune, tutte a portata di scooter. Qualche centinaio di metri all’interno, avete la giungla tropicale. Potete osservare gli elefanti a bordo strada, le scimmie o fare addirittura gite all’interno della giungla.
Se poi vi piace il mare e le barche, non avete che l’imbarazzo della scelta, perche’ da phuket si raggiungono le piu’ belle isole della zona, le Similan Islands (aperte pero’ solo in alta stagione), le Phi Phi, o la cosiddetta James Bond Island, cosi’ chiamata perche’ vi e’ stato girato un film di James Bond nel 1974.
L’elenco potrebbe continuare all’infinito, tante sono le meravigliose isole che affollano i mari attorno a Phuket. La zona, infatti e’ letteralmente presa d’assalto dagli sceneggiatori dei film. Sulle Phi Phi Islands trovate infatti anche Maya Bay, detta anche “la spiaggia di The Beach”, caratteristica, oltre per le sue sabbie bianchissime, anche per le sue acque relativamente calme grazie alla conformazione montuosa che la protegge dalle tempeste. Risulta quasi superfluo parlare della barriera corallina e della fauna sottomarina di questi posti che, facendo del semplice snorkeling, vi faranno rimanere senza fiato. Figuriamoci poi, se avete fatto corsi di sub e potete andare con le bombole. Se non sapete nuotare, non e’ un problema, infatti qui vi affittano a prezzi irrisori, insieme a maschera boccaglio e pinne, anche un giubbotto salvagente con il quale potete nuotare e fare snorkeling ugualmente. Ho visto decine di bambini di 7-8 anni nuotare allegri e felici in mezzo a tutti i pesci tropicali che avete potuto ammirare sui libri.

Fin qui, qualcuno di voi potra’ obbiettare che, a parte la differenza di fauna e di vegetazione, certi panorami li abbiamo anche in Italia e possiamo gustarceli senza andare all’altro capo del mondo, rimanendo a Capri o in Sardegna.
Vero. Ma a Capri o in Sardegna, non potete fare la vita che fate a Phuket. Perche’, esattamente come Phuket per gli autoctoni, Capri e la Sardegna sono molto piu’ costose di quanto ragionevolmente possiate permettervi.
Ma l’operaio che va in vacanza in Thailandia, portandosi dietro gli Euro, fa la vacanza che Briatore fa in Sardegna. I prezzi, almeno nella bassa stagione (agosto) sono irrisori.
Il mangiare e’ praticamente gratuito. Se volete risparmiare e vi piace la cucina thailandese, con 5 euro avete mangiato un piatto di riso ai frutti di mare, un secondo qualsiasi e una birra. Se invece volete spendere un po’ di piu’, con 10 euro vi gustate tutto il pesce che vi viene in mente, dai granchi alle ostriche, ai red snapper, alle vongole, ai tartufi di mare. Dai gamberoni king che fanno un etto ciascuno ai calamari da un Kg. La cottura piu’ utilizzata per tutti questi cibi e’ il barbeque, sul quale, incredibilmente, i thai fanno anche i molluschi bivalvi. Con scarsi risultati a dire il vero.
Se non amate il pesce, bistecche di vitello alla brace sono comunissime, anche se, essendo una localita’ di mare, il loro costo e’ superiore a quello del pesce. Ho anche intravisto nei ristoranti, dei menu’ vegetariani. Siccome pero’ il loro universo mi e’ alieno, non so dirvi che valenza abbiano.
Se invece siete nostalgici della cucina italiana, niente paura. Phuket ha anche molti ristoranti italiani, alcuni dei quali veramente validi. Pensate che ho mangiato un riso al nero di seppia e bottarga cucinato forse meglio che in Italia. Certo, i ristoranti e le pizzerie italiani hanno prezzi superiori agli altri.
A Phuket potrete trovare perfino il caffe’ espresso italiano.
Per quanto riguarda il bere invece, i prezzi delle birre non sono poi cosi’ bassi. In un bar, una birra thailandese piccola viene intorno ad 1.60 euro, mentre una birra grande al ristorante, all’incirca 2 euro.
Prezzi bassi ma non troppo. Dovuti, ovviamente, alle infinite TASSE che il governo Thailandese
( monarchia) mette sulla birra. Infatti il popolo thailandese ama molto ubriacarsi a cannella e la tassa sugli alcolici risulta essere molto redditizia. E cosi’ i prezzi degli alcolici rimangono bassi per le localita’ turistiche italiane, ma non tanto da non essere comparabili. Un cocktail 3 euro. Un wiskey 3 euro. 2 se di marca thailandese. Lasciate perdere i vini ovviamente.

Il mangiare in Thailandia rispecchia tipicamente le abitudini asiatiche. I thai mangiano spesso e volentieri per strada comprando la frutta fresca o i noodles dai carretti ambulanti. Un altro metodo spiccio per procurarsi il cibo e’ entrare in un supermercato, tipicamente un seven eleven, di cui la Thailandia e’ piena. Recarsi al reparto congelatori e scegliere un pasto congelato. Il seven eleven ha sempre un forno a microonde con il quale cuoce al momento il cibo congelato e in due minuti, per una spesa minore di 2 euro, avete mangiato discretamente. Da noi in Italia difficilmente i supermercati fanno questo servizio.
Se invece fate un salto a Rawai, dai cosiddetti “zingari del mare”, ovvero i pescatori del luogo, potrete visitare il mercato del pesce locale, dove troverete, oltre a conchiglie di tutte le dimensioni, anche tutto il pesce vivo che volete. Una volta comprato, non dovrete fare altro che portarlo all’attiguo ristorante, che ve lo cucinera’ per una somma irrisoria.

Per chiamare in Italia dalla Thailandia, il sistema piu’ pratico e’ comprarsi una scheda thailandese al costo di 2 euro e caricarla. La tariffa per chiamare l’italia e’ di circa 20 centesimi al minuto. Non certamente eccessiva. Per caricarla, e’ sufficiente chiedere ad un commesso di un seven eleven di ricaricare il vostro cellulare. Fara’ tutto lui da solo.

Si e’ parlato dell’abitudine a bere dei thailandesi. Una abitudine che invece non hanno, e’ il fumare. Pochissimi (relativamente all’Italia), i thai che fumano. Ancor meno le donne. Questo ovviamente fa si’ che le tasse sulle sigarette siano basse e che il costo di un pacchetto di sigarette sia intorno ad 1.2 euro.
A tal proposito, per evitare lo stesso errore mio, vi comunico che lo Stato Italiano ha deciso che noi dalla Thailandia possiamo importare al massimo UNA stecca di sigarette. Stupidissimamente io ho rispettato questa consegna. Non fatelo. Sappiate che l’unica cosa che rischiate e’ che vi sequestrino il surplus in sede di perquisizione in aereoporto. Quindi, considerato che una stecca viene un quarto che in Italia, un buon rapporto rischio benefici e’ portare ciascuno 4 stecche di sigarette. Male che vada, avrete comprato una stecca di sigarette al prezzo italiano. Ma con la soddisfazione di non aver dato un euro al Monopolio di Stato.



Un’altra particolare caratteristica della Thailandia, sono i famosi massaggi. Massaggi che, nella maggior parte delle volte, non vogliono dire prostituzione. Sono veri e propri centri massaggi, con massaggiatrici in gamba ed esperte. Il prezzo di un’ora di massaggi e’ di 6 euro. In confronto al benessere che vi provocano, e’ veramente una miseria. Ho provato i massaggi ai piedi, il massaggio originale thai, il massaggio con olio e il massaggio alla schiena, collo e spalle. Sono tutti fantastici. Quello ai piedi e’ in grado di rimettervi in sesto dopo una camminata di tre ore.
A Roma, paghereste almeno 50 euro l’ora. Perche’ farlo qui? Con una decina di massaggi pagati a Roma, vi siete comprati il biglietto andata e ritorno per la Thailandia….

Altra particolare goduria, si ha facendo la vita sulla spiaggia. Anche in alta stagione, le spiagge non assomigliano mai al carnaio di un Ostia o similia. Gli ombrelloni sono al massimo due file. Se vi piace rosolarvi al sole dei tropici, potete affittare ombrellone e sdraio alla modica cifra di 2 euro al giorno.
A differenza di Capri, potete andare in spiaggia con i sandali, gli zoccoli, a piedi nudi e pure con i doposci. Nessuno si permette di sindacare. Potete fare i castelli di sabbia e, volendo, potreste perfino gettare i mozziconi di sigaretta sulla spiaggia. Cosa che pero’ non riuscirete a fare per due motivi. Il primo e’ la bellezza di quei posti, il secondo e’ che il tipo che vi affitta gli ombrelloni, appena vede le vostre sigarette, vi porta un portacenere da sistemare sul tavolino che e’ compreso nell’affitto dell’ombrellone.
Ogni 10-20 metri sulle spiagge, ci sono chioschetti thai che vi vendono birre fredde, shake di frutta (fantastico il coconut shake servito dentro la noce di cocco) e perfino piatti thai.
Quindi mangiate e bevete con tranquillita’ mentre vi abbronzate. A differenza dell’Italia, vi portano tutto sulla sdraio e il prezzo non e’ superiore a quello degli altri ristoranti thai nel lungomare. In Italia, col fatto che sei sulla spiaggia, rischi di pagare il doppio.
Causa la temperatura dell’acqua, potete mangiare e poi farvi il bagno senza alcun timore. Al limite potete mangiare mentre nuotate e perfino pagare un thai che vi imbocca da un gommone, mentre voi fate il bagno.
Potete bere birra e guidare lo scooter. Non esistono gli alcool test e nonostante questa grave lacuna, la strada stranamente non e’ mai lastricata di cadaveri. Segno inequivocabile che i nostri governanti hanno esagerato. Se non vi mettete il casco, la multa sono 6 euro.
In Thailandia inoltre, hanno anche i semafori intelligenti. Noi abbiamo il T-Red pronto a succhiarti soldi a tradimento. Loro hanno schermi con un countdown che ti segnala tra quanto tempo il semaforo cambiera’ colore….

Un’altra cosa aliena dalla Thailandia e’ la scortesia. Se tu sei cliente e paghi, in qualunque caso sono sorrisi, salamelecchi e massima disponibilita’. Non esiste il gestore scazzato, la risposta sgradevole, la mancanza di servizio che tante volte e in tante localita’ italiane avrete certamente notato. Siete riveriti e trattati come meritate: da clienti paganti.

Ancora. Quanto pagate un hotel a Capri? Non voglio saperlo. In bassa stagione, una camera a Kata Beach si aggira intorno ai 20 euro a notte. Aria condizionata e frigobar presenti. A Bangkok, un hotel 4 stelle con piscina, 45 euro a notte. Ma attenzione: la CAMERA.
In Asia infatti non si sognano neppure di farti pagare a persona. Si paga la camera. Quindi se siete in due, di hotel pagate sempre e comunque 20 euro a notte. Questo particolare e’ da tenere ben presente quando comprate pacchetti “all inclusive” dall’Italia. Spesso i prezzi che vi fanno sono completamente folli, consci del fatto che per voi e’ normale pagare una stanza due volte perche’ siete in due.

Per finire. I vestiti. Potete partire per la thailandia senza valigia e comprare tutto in loco. I prezzi sono notevolmente piu’ bassi che in Italia. Se poi prendete marche come la Diesel, che produce tutto in Thailandia, i prezzi sono irrisori. Ma il massimo del guadagno lo ottenete se vi fate fare i vestiti su misura. I vestiti di seta, di cachemire, di lino che potete farvi fare da soli vi ripagano del costo del viaggio e anche dell’hotel. Io personalmente mi sono riportato tre camicie di seta 100% e un abito, ugualmente in seta 100%.

Veniamo ora alla domanda base di tutti i maschietti: e le donne?
Di donne che, pagandole, ve la danno, ne trovate a migliaia. In Thailandia la prostituzione e’ reato, quindi queste di lavoro fanno le “cameriere” nei bar. Ma voi potete risarcire il bar e portarvi via la cameriera, la quale sotto compenso (intorno a 20 euro), vi fa trombare quanto volete. Attenzione pero’ a non rimorchiarvi il solito trans. La thailandia e’ infatti piena anche di ladyboy.

Personalmente, la situazione donne l’ho trovata piuttosto triste, perche’ lo scopo recondito di queste donne sarebbe quello di convincervi a sovvenzionarle direttamente dall’Italia, con assegni regolari. Per far questo ovviamente, sono disposte a dirvi di tutto, che si sono innamorate, che vi sposerebbero, che vogliono un figlio, che siete i piu’ belli del mondo etc.
Ovviamente sono tutte cazzate, ma se 10 farang spediscono soldi alla stessa Thai dall’Europa, e’ certo che questa puo’ fare una bella vita. A patto che non si sputtani tutto in gioco d’azzardo e birre, cosa molto probabile.
Una cosa e’ certa, la Thailandia offre talmente tante cose che le donne, veramente, sono l’ultimo dei motivi per cui qualcuno dovrebbe andare. Certo che se in Italia avete una scadentissima vita sessuale…..

Infine, raccomandazioni e consigli.
Prima di tutto, e’ opportuno conoscere l’inglese. Gli Italiani all’estero fanno sempre una figura barbina in quanto non conoscono affatto le lingue, soprattutto poi quelle che non sono uguali all’italiano (non francese e spagnolo per intenderci). Non serve essere esperti. Io credevo di non conoscerlo a sufficienza e mi sono trovato benissimo, anche facendo da traduttore per gli altri italiani.

Secondo. I Thai sono un popolo come gli altri. Non sono santi. Se girate da soli ubriachi per le strade di montagna, succede che vi rapinano. Se lasciate in un luogo deserto la borsa con i documenti e la macchina fotografica, succede che ve la rubano.
Come in tutto il mondo.

Terzo. State lontani dalla polizia. Come in tutti i paesi poveri, la polizia fa la mafia. La corruzione degli agenti e’ all’ordine del giorno e la concussione da parte degli stessi verso i gestori di attivita’ commerciali anche.
La polizia non disturba i turisti, i turisti portano soldi e come tali vanno protetti e preservati. Ma se vi ci andate a scontrare, non pensiate di ragionare come con la polizia italiana.

Quarto. Droghe. In Thailandia la droga e’ punita con svariati anni di carcere. Forse, ma non sono sicuro, anche con la pena di morte. In ogni caso, una ventina di anni in un carcere thailandese non si augurano neppure al proprio peggior nemico.
Detto questo pero’ in Thailandia girano tonnellate di marijuana, che i thai fumano tranquilli e spensierati, segno ultimo di quanto efficaci siano le politiche restrittive dei governi. D’altra parte, con una foresta equatoriale alle spalle, pensate sia complicato coltivare ettari di marijuana? E se una varieta’ si chiama Thai Grass, ci sara’ o no un motivo?

Vi diranno che nessun thai vi offrira’ mai droga. Non e’ vero. Mi e’ stato detto papale papale: “A noi thai non piacciono le sigarette, fumiamo solo ganja. Anzi, se volete, dopo venite con noi”. Insomma, se volete comprare marijuana, ne trovate quanta ne volete. A prezzi Thai.
Ma per favore, evitate di fumarla per strada, in spiaggia o in un locale come fareste in Italia. Lasciatela in albergo, fumatela li’ e poi andate a divertirvi.

Per il resto, approdare in Thailandia e’ semplicissimo. Se avete un passaporto con 6 mesi di validita’, vi rilasciano il visto turistico per un mese, direttamente all’aereoporto. Un volo prenotato per tempo si aggira sui 500 euro andata e ritorno. Probabilmente dovrete fare scalo da qualche parte, perche’ tra le compagnie a prezzi decenti, ovviamente non c’e’ Alitalia.
Infine, se volete visitare Phuket e volete un supporto in loco in grado di fare di tutto per voi, e che parla in Italiano, vi consiglio infinite volte Martino (www.amicidiphuket.it). Sincero e affidabile. Oltre che, ovviamente Italiano.
Colgo l’occasione per salutare lui e la sua famiglia. Con la speranza di rivederlo presto.

Kop Kun Krap Martino.

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