Rimini e Ravenna tra bagni e arte

di Ferny Forner –

Sono andato a Rimini con Rita dal 17 al 30 Agosto 2011, volevo fare la classica vita di spiaggia, abbandonando lo zainetto, memore anche dei ricordi del passato, proponendomi anche di visitare i dintorni ma non avevo fatto i conti con il caldo africano del periodo.

Rimini non è cambiata molto, la grande spiaggia, i bagni attrezzati, bagnanti che giocano a calcetto. beach volley, il lungomare, il viale Regina Elena con i negozi per turisti, peccato che i marciapiedi si devono condividere con i ciclisti.


Ho notato che l’età media dei turisti è aumentata e che qualche ristorante espone menù in russo.

Rimini non offre molto ai giovani, infatti, alla sera si trasferiscono a Riccione e Gabicce dove sono situate le discoteche più ”in” anche utilizzando la linea 11 che collega il centro storico di Rimini a Riccione e funziona tutta la notte.

 



Al mattino facevamo vita di spiaggia, mentre alla sera andavamo spesso ad assistere ai dibattiti della rassegna MobyCult, che si teneva in una tensostruttura sul molo, vicino al sempre gettonato Delfinario, nella tenda giovani autori presentavano i loro libri, ma partecipavano anche volti noti dei talk shows televisivi, alla presentazione segue un dibattito, è una manifestazione che si tiene tutti gli anni e la trovo molto interessante, anche alcuni bagni organizzano incontri e dibattiti con ospiti, assaggi di prodotti, balli, fuochi d’artificio.


Nel periodo alla Fiera si svolgeva l’annuale Meeting, è molto vasta, molti i giovani, nei vari settori si tengono conferenze e incontri, nei vasti padiglioni, banchi degli sponsor, bar ristoranti, mostre con giovani fanno da guida.

Rimini, però non è solo mare e spiaggia o conferenze, ma possiede un notevole centro storico e un notevole patrimonio artistico.

Con Rita, raggiungevo il centro storico con il bus 11, poi percorrendo una via pedonalizzata arrivavo al Tempio Malatestiano, il monumento più noto, costruito su progetto di Leon Battista Alberti, ci sono restauri in corso, per fortuna la splendida facciata in marmo è completamente visibile, il resto è coperto, anche all’interno, il soffitto è coperto, l’interno è grande, una sola navata con cappelle laterali, con notevoli opere d’arte, tra le più importanti cito un crocefisso attribuito a Giotto sull’abside, nelle cappelle si ammirano, tra gli altri, un affresco di Piero della Francesca, i bassorilievi di Agostino di Duccio e una tela del Vasari.

Proseguendo per la via pedonale, arriviamo alla Piazza Tre Martiri, piazza in parte ornata da capitelli, molto tranquilla, con negozi, bar con tavolini all’aperto, pedonalizzata, su cui domina la Torre dell’Orologio, dalla stessa parte si trova il Tempietto di S. Antonio da Padova, una piccola e originale costruzione ottagonale del XVI secolo che da lontano sembra un’edicola di giornali chiusa.

La piazza è attraversata dal Corso Augusto, che collega due grandi opere, poste alle due estremità, che ricordano le origini romane della città, l’Arco di Augusto e il Ponte di Tiberio, che ancora oggi collega Rimini a San Giuliano.
Percorrere il corso Augusto è piacevole, se dalla Piazza andate verso l’Arco, il look è piuttosto moderno con negozi eleganti di griffe, mentre verso il ponte Tiberio la città presenta un volto più antico, nelle vicinanze si trova la Piazza Cavour.

Piazza Cavour è ritenuta il salotto della città, la piazza rettangolare è circondata da palazzi che ritengo essere rinascimentali, più antico il Palazzo dell’Arengo anche se nel tempo ha subito molte modifiche, la cosa migliore mi è parsa la Fontana della Pigna (XVI sec.), formata da tre cerchi concentrici su tre livelli, di epoche diverse, con bassorilievi romanici, la pigna in cima alla fontana è del XIX secolo, di fianco una statua del XVII secolo del Papa Paolo V.
Nella stessa zona si trova la chiesa di S. Agostino, di origine romanica (XIII sec.) ha subito nel tempo molte modifiche, l’interno ha una sola navata, mi è sembrato di stile barocco, nella cappella vicino all’abside si possono ammirare magnifici affreschi purtroppo mal ridotti, ma comunque sono tra le cose più belle che abbia visto
Abbiamo visitato anche il Museo per vedere l’esposizione temporanea “La sapienza Risplende” dove erano esposte pitture e sculture lignee raffiguranti Madonne salvate dal terremoto avvenuto in Abruzzo.
Il 27 agosto, incuranti del caldo africano, partiamo, in treno, da Rimini e armati di binocolo andiamo a visitare Ravenna, per vedere i mosaici, di cui la città è una delle più ricche al mondo.

Devo premettere che spesso nei mosaici la rappresentazione di animali, piante, giardini, ha un significato simbolico, il verde della natura spesso rappresenta il paradiso, gli agnelli il popolo di dio o gli apostoli, se l’agnello è solo Cristo, ecc.
Iniziamo la visita con le due chiese (V-VI secolo) dedicate a San Apollinare, sono edifici con campanili cilindrici spartani, in mattoni rossi, interno rettangolare a tre navate con magnifiche colonne greche in marmo bianco e capitelli finemente scolpiti, sono molto luminose entrambe hanno soffitti a cassettoni di epoca più recente (XVI secolo)
In S. Apollinare in Classe i mosaici sono sull’abside a forma conca, con splendidi colori, che illustrano la trasfigurazione di Cristo, al centro un cerchio che racchiude un cielo stellato con una croce gemmata e una piccola immagine del volto di Cristo., in alto la mano di Dio protesa verso la croce, poi gli evangelisti, rappresentati da animali, nella parte bassa un verde paesaggio, con al centro S. Apollinare, è una vista mozzafiato, appoggiati alle navate laterali magnifici sarcofagi.
In S. Apollinare Nuovo i mosaici sono concentrati nelle parti alte delle pareti laterali della navata centrale, distinti in tre fasce orizzontali parallele, il livello più alto (vicino alla volta) è il più antico, nella parete sinistra si vedono scene della vita di Cristo, in quella di destra scene della Passione, separate da originali decorazioni a forma di conchiglia.
Anche nella fascia intermedia si riscontra una netta divisione, tra la parete destra e sinistra.
Sulla parte più bassa, a destra una processione di martiri vestiti di bianco con in testa S. Martino di Tours e l’immagine di Cristo seduto benedicente, con ai fianchi due angeli che sembrano soldati romani, a sinistra la fila è composta da vergini vestite di un manto d’oro con ricchi ricami, con alla testa i Re Magi , lo sfondo è in oro in tutte e due le pareti.
In alcuni mosaici sotto la volta, il volto di Cristo è raffigurato come un giovane senza barba come ad esempio nella resurrezione di Lazzaro, questo consente di datare i mosaici, mentre in altri appare con la barba come ad esempio nell’ultima Cena, con una curiosità, Gesù e gli apostoli sono seduti alla romana.

Hanno attirato la mia attenzione, i mosaici in oro del palazzo di Teodorico e tre barche del porto di Classe.
Ci dirigiamo poi verso la Tomba di Dante, che è situata nell’omonima via, è una piccola costruzione a forma di chiesetta, interno in marmo, dentro si trova il sarcofago, contenente i resti del Poeta.
Quindi rapida visita al Museo Arcivescovile con visita alla piccola cappella del VI secolo, che interessanti mosaici.
Nel pomeriggio ci dedichiamo al complesso di San Vitale (VI), la chiesa a pianta ottagonale, è molto grande, l’ambiente molto suggestivo, non solo per i magnifici mosaici che coprono le pareti, la volta e l’abside, ma anche per la luce particolare che viene dalle vetrate in alabastro, poi colonne, archi, capitelli e moltissimi altri elementi di arte bizantina.
Impressionanti i mosaici, illustrano storie dei testamenti, l’imperatore Giustiniano e l’imperatrice Teodora con le loro corti, i colori sono splendidi. E’ un insieme di mosaici che è molto difficile da descrivere per la grande varietà di personaggi storici e biblici illustrati. Notevole anche le parti di pavimentazione ancora visibili.
Visitiamo poi il vicino Mausoleo di Galla Placidia, edificio molto semplice, piuttosto piccolo a pianta ottagonale in mattoni, finestre in alabastro, tutto appare ben conservato nel tempo, i mosaici ricoprono le volte e la splendida cupola con un cielo decorato da una miriade di stelle d’oro su sfondo blu, con al centro una croce, bellissimi i mosaici delle lunette, indescrivibile il mosaico con due cervi che si abbeverano in un laghetto, i mosaici di questo sito sono tra i più belli di quelli che ho visto, non solo a Ravenna, da notare Cristo senza barba, notevoli anche i tre sarcofagi.

Andiamo quindi a visitare il Battistero Neoniano, uno dei più antichi monumenti della città (IV secolo), come le altre è una costruzione a pianta ottagonale, esterno spartano, i mosaici del V secolo, al centro della cupola un grande mosaico circolare che rappresenta il battesimo di Cristo nelle acque del Giordano, con attorno gli apostoli, le pareti sono decorate e negli archi vi sono piccoli altari, la vasca al centro è stata rifatta nel XVI secolo e poco conserva dell’originale.
Naturalmente non abbiamo trascurato di visitare la città, sia pure in modo un sommario, d’altre parte per visitare i monumenti descritti siamo andati a piedi da un estremo all’altro delle città.
A due passi dal museo si trova un’area archeologica al cui interno sono stati trovati molti strumenti chirurgici utilizzati all’epoca.
Alcune notizie pratiche: viaggio in treno con la Freccia Bianca, nuovo nome dell’intercity, durata ore 4.30 circa (biglietti Mini)
Albergo: Hotel Augustus, buono, euro 60 al giorno p.c., lettini in spiaggia inclusi
Treno per Ravenna
Ravenna: Ristorante Castello, non ci ritornerei
Ho utilizzato solo mezzi pubblici.
Ferny Forner

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