Ritorno a Parigi

di Ferny Forner – 
Viaggio organizzato via web, leggendo molti racconti di viaggio e giudizi sui vari siti. Partiamo da Torino sabato 7 maggio con il TGV delle 8 (costo a/r per due 120 euro, prenotando per tempo), arriviamo alla Gare de Lyon intorno alle 14, muniti di foto acquistiamo la carta Navigo decouverte che ci consentirà di viaggiare su tutti i trasporti della città da Lunedì a Domenica, tenendo conto che solo per la metro non valgono le zone.

 Raggiungiamo l’Hotel Jules Cesar, a circa 400 metri, ci assegnano la camera n. 11 lato cortile (silenziosa), piuttosto spaziosa, bagno completo con doccia e bidet. Wifi gratis, ascensore, costo 80 euro a notte, senza colazione.

Premetto che non è la prima volta che visito Parigi, questa è dedicata soprattutto ad approfondire la nostra conoscenza sull’architettura gotica, per questo ci siamo muniti di un buon binocolo che ci consentirà di vedere le storie contenute nelle vetrate e le sculture.
Iniziamo il giro, visitando la zona vicina all’hotel: Place de la Bastille, su un lato il grande e moderno teatro dell’Opera, della rivoluzione non rimane nulla, poi Place des Vosges (XVII secolo), una delle più belle ed eleganti piazze che ho visto, quadrata, simmetrica con 36 magnifici edifici in pietra tutti uguali (9 per lato) pieni di storia, con magnifici frontoni, un sole splendido ne evidenzia il colore rossiccio dei palazzi e i tetti di ardesia, al centro della piazza un ampio giardino con fontana monumentale, affollato di ragazzi sdraiati sull’erba, sotto i portici, bar, ristoranti affollati e negozi, da sempre residenza di vip di ogni epoca quali il cardinale Richelieu, Victor Hugo per citarne solo alcuni.
Ci inoltriamo nella rue saint-Antoine, la via reale dove arrivavano le personalità della corte. Vicino alla Senna vediamo l’Hotel de Sens (XV secolo), un palazzo che nonostante le ristrutturazioni conserva elementi di architettura medievale anche se pare un castello di fate.
Ci riposiamo ai bordi della Senna, affollata di persone di tutte le età, sul fiume una fila quasi continua di bateaux mouches strapieni.
Continuiamo con la piccola isola Saint Louis, ormai elegante quartiere residenziale con eleganti palazzi dell’800, ci fermiamo a cenare al ristorante – gelateria Pom. Cannelle, locale semplice, mangiamo zuppa di cipolle gratinate, insalata mista, gelato e sorbetto, cucina soddisfacente, prezzi medi.

Domenica: La Défense, quartiere avveniristico e tecnologico di Parigi con grande addensamento di grattacieli, non a caso la zona viene definita “la foresta dei grattacieli” .
Dalla grande piazza (l’Esplanade) saliamo sull’ampia scalinata del Grand Arche, un enorme cubo di marmo bianco, vetro e acciaio che misura di più di 100 metri di lato, vuoto all’interno, è un moderno arco di trionfo con una specie di tenda in acciaio volteggiante, e nonostante il tempo nuvoloso si vede l’arco di Trionfo (quello celebre… dell’Etoile).
Poi ci perdiamo per Saint Germain de Près, uno dei quartieri simbolo di Parigi, strade affollate, ristoranti, bar, negozi, visita all’abbazia (VI secolo), più volte distrutta e ricostruita, l’esterno conserva qualche traccia dell’aspetto originale, la sua torre campanaria domina il quartiere, la navata centrale è dei secoli XI-XII, è frutto della ristrutturazione del XIX secolo, belle le vetrate istoriate alcune sono del XIII secolo.
Chiesa di S. Sulpice, grande chiesa gotica, con una bella facciata di stile neoclassico in due piani con colonnati, nel tempo ha subito radicali trasformazioni che la fa sembrare quasi barocca, nella prima cappella a destra affreschi di Delacroix, bello anche il pulpito sopraelevato (XVIII secolo), ha un enorme organo, molti sono attratti dallo “gnomone”, una linea meridiana costruita nel XVIII secolo dall’Osservatorio astronomico di Parigi, peraltro è parzialmente coperta dalle sedie, penso che l’attuale interesse sia anche dovuto ai film della serie Il codice da Vinci.
Pranzo alla Pizzeria Vesuvio, niente si speciale.
Poi quartiere latino dove visitiamo la chiesa gotica di S.Severin (XIII secolo), come le altre ha subito negli anni notevoli modifiche, belli gli ornamenti delle volte e le vetrate istoriate appartenenti ad epoche diverse, che vanno dallo stile gotico al moderno, le più datate illustrano la vita dei santi e racconti biblici, quelle moderne (degli anni 70) i sacramenti (se non l’avessi letto sul foglio all’ingresso non l’avrei capito), notevoli anche le colonne a forma di palma, da non perdere per chi vuole vedere l’evoluzione delle vetrate istoriate nel tempo.
Cena al ristorante L’Epicerie in rue Montorgueil, strada pedonalizzata, a lato della chiesa di St. Eustache, il ristorante con tavolini all’aperto, ci torneremo più volte.



Lunedì: visita a Chartres, partiamo dalla gare de Montparnasse, arriviamo in un’ora (21 euro a/r ciascuno)
La celebre cattedrale domina la città, è uno dei più grandi capolavori dell’architettura gotica, notiamo subito che la facciata ovest è coperta da un telone per lavori in corso, sono per fortuna visibili, le sculture dei tre portali, non sono tutte originali, ma credo che sia la cattedrale gotica meglio conservata.
Spesso il binocolo non basta, per distinguere le sculture, e le storie contenute nelle vetrate, ricordo che le cattedrali sono stati definite “libri di vetro e di pietra” che illustrano storie della Bibbia e del nuovo testamento.
La cattedrale appare piuttosto buia, ma non era questa l’impressione all’epoca della costruzione, infatti, la gente era abituata alla luce di lanterne o di candele, di conseguenze il concetto di luogo illuminato era diverso, peraltro l’architettura delle cattedrali gotiche si fonda sul concetto platonico che Dio è luce, ed è questo il motivo delle grandi vetrate istoriate che lasciano passare la luce del sole.
E’ di tutta evidenza che alla Sainte Chapelle o a Notre Dame, che sono anche illuminate dalla luce elettrica, a questo fatto non ci si pensa, si deve anche considerare che le sculture delle cattedrali erano colorate ora sono grigie.
Nascosto tra le sedie vediamo tratti del celebre Labirinto, un percorso di penitenza originale fatto a spirale sul pavimento, che probabilmente si faceva in ginocchio.
Da notare che la cattedrale (e non solo questa) è stata spesso frequentata per il simbolismo esoterico e per i significati alchemici che alcuni hanno attribuito ad alcune sculture e vetrate.
Approfittiamo per fare un giro completo dell’esterno, essendo l’unica cattedrale dell’Ile de France dove si può fare un giro completo, rimaniamo stupiti del sistema di architravi e contrafforti che sostengono la cattedrale.

Martedì: La Sainte Chapelle, la Promenade Plantée e Museo Branly
La Sainte Chapelle (XIII secolo) costruita come cappella collegata con il palazzo reale, è praticamente incorporata nel palazzo di giustizia. È composta di due cappelle, quella inferiore riservata al personale del palazzo, quella superiore alla famiglia reale che custodiva le reliquie, all’interno dominano i colori rossi e blu (simbolo della Francia), non originali, ma frutto della ristrutturazione del XIX secolo, la volta è anche decorata di stelle, la cappella superiore è fantastica, intorno a noi magnifici vetri istoriati (circa 600 mq) da storie della Bibbia e del Nuovo testamento, sono per circa per il 60% originali, penso che sia il luogo dove le vetrate si vedono meglio, da non perdere.
Poi al Museo du Quai Branly, situato in zona Tour Eiffel e ai bordi della Senna, in un edificio architettonicamente molto moderno, contiene una enorme collezione di oggetti delle civiltà appartenenti ai quattro continenti, allestiti in modo eccezionale, tra l’altro sugli schermi sono diffuse immagini e suoni, si passeggia tra suggestivi corridoi, strutture a ponte, con ai lati vetrine con oggetti, pitture, in una struttura assolutamente originale all’esterno anche un giardino botanico.
Poi pranzo con Rita (che era andata alla Promenade Plantée) al Bazar dell’Hotel de Ville, che al 5° piano ha un grande self service a prezzi modici, in una grande sala panoramica, ci verremo quasi tutti i giorni.
Rita mi riferisce che la Promenade Plantée: è una splendida area verde ottenuta dalla trasformazione di una ferrovia dismessa, un percorso verde tra fiori, giardini, sculture, che inizia non lontano dalla gare de Lyon, lungo circa 5 chilometri, frequentato da chi fa jogging, scolaresche di bambini che disegnano sulle panchine, è difficile pensare che questo luogo sia in centro città, la passeggiata poggia sul Viaduc des Arts molto frequentato dai turisti per le botteghe artigiane.
Andiamo poi a visitare due esposizioni temporanee nel vicino Hotel de Ville, una sulla Comune dove sono esposte fotografie della rivolta, l’altra relativa a Parigi nel tempo degli impressionisti, con opere provenienti dal Museo d’Orsay (in ristrutturazione), molto interessanti, ingresso libero.
Andiamo quindi al Jardin des Tuileries, un grande giardino in pieno centro della città, situato tra il Louvre e la Concorde, ci sono molte sedie e sdraio a disposizioni, vasche dove i ragazzi fanno navigare le loro barchette telecomandate, molte le statue decorative.
Alla sera cena in zona Beaubourg e visita del quartiere, bello il Beaubourg illuminato.

Mercoledì: Montmartre, Saint Denis, Champ Elisée, Arc De Triomphe.
Raggiungiamo Montmartre, uno dei quartieri più frequentati dai turisti che sperano di trovare l’ambiente di un tempo, infatti, era considerato il quartiere degli artisti, soprattutto impressionisti, ancora oggi è caratterizzato da strade strette, pavimentate con il “pavé”, piene di bancarelle che però vendono i soliti souvenirs, certo la Place du Tetre e la rue des Abesses sono molto affollate, l’antico fascino non c’è più.
Andiamo quindi alla Chiesa del Sacrè Coeur (XIX secolo), situata su una piccola collina, salgo con la funicolare (la carta navigo è valida), mentre Rita preferisce fare la scalinata, scelta di cui si pentirà.
Ci godiamo il panorama della città, la chiesa è di marmo bianco, con quattro cupole, in stile bizantino, molta folla sia all’interno che all’esterno.
Poi con la metro alla Cattedrale di Saint Denis (vale la carta navigo, se andate in metro), la facciata romanica è imponente, forse meno decorata rispetto a quelle già viste, una sola torre (l’altra era crollata), in altezza la facciata pare divisa su tre piani, i 3 portali sono magnificamente decorati con statue alte e strette, all’interno navata altissima, naturalmente grandi finestre-pareti, con vetrate istoriate, con storie dell’antico e nuovo testamento però poche sono originali, molto bello il rosone nord, la cattedrale fu scelta come cimitero dai re di Francia, e le sculture poste sulle loro tombe sono un vero e proprio museo dell’arte funeraria (visita a pagamento), ho notato in particolare la tomba di Dagoberto, primo re ad essere sepolto.
Poi flanella con Rita agli Champs Elisées, con gelato Berthillon, seduti in un bar vicino dell’Arc de Triomphe.
Cena al ristorante Swann e Vincent, non male.

Venerdì: ci serviamo dei Batobus, i vaporetti di linea di Parigi, per continuare la visita, approdano in molte località soprattutto turistiche, il costo è 9 euro valido per corse illimitate per un giorno (per 5 giorni il costo è 21 euro).
Andiamo a visitare il museo dell’Orangerie, situato praticamente all’interno dei giardini della Tuileries, davanti al museo una splendida scultura di Rodin, ingresso a pagamento, all’interno gli splendidi ed enormi pannelli delle Ninfee di Monet e la ricca collezione di grandi pittori impressionisti quali Paul Cézanne, Henri Matisse, Pablo Picasso, Pierre-Auguste Renoir, per citarne solo alcuni, foto libere. Da non perdere
Nel pomeriggio passeggiata nel quartiere latino, con visita alla piccola chiesa di St Julien le Pauvre (VI secolo), la chiesa è tutta recintata, dell’antico passato si vede poco, anche in seguito alle trasformazioni subite nel tempo. Attualmente è una chiesa di culto melchita, l’interno è stato quasi tutto rifatto
Poi chiesa di Saint Etienne du Mont (XV-XVII secolo) costruita dove esisteva una delle più antiche abbazie della città, all’interno un interessante pulpito in legno, e una struttura a ponte (ambone), che forse in passato era un grande pulpito, con interessanti scalinate ai lati, il tutto mi pare stile barocco, interessanti anche alcune vetrate del seicento, all’esterno vediamo la Torre di Clovis, che appartiene però ad altra struttura, al lato opposto il Pantheon, ma lo visioniamo solo dall’esterno
Sabato: Mattinata lungo la Senna dove ci soffermiamo sulle bancarelle che vendono souvenirs, stampe e libri
Nel pomeriggio visita alla cattedrale di Notre Dame, nell’Ile de la Citè, davanti il Parvis, una grande piazza con giardino, frutto della ristrutturazione dell’Haussmann, la vista della facciata occidentale è molto suggestiva, tenuto conto che il sole del tramonto rende i colori più belli.
Magnifici i tre grandi portali finemente scolpiti con storie dei testamenti, è uno dei capolavori del gotico, anche se nel tempo ha avuto molte vicissitudini.
Seduti su di un muretto del Parvis, con il binocolo esaminiamo le sculture dei portali, più in alto il grande e tipico rosone, all’interno la grande navata centrale, le volte stanno a circa 35 metri, il coro con sculture, senza contare le magnifiche vetrate istoriate, anche se non tutte sono originali, in particolare sono certamente originali i vetri dei rosoni nord e sud, con scene del vecchio testamento, il rosone ovest è parzialmente coperto dall’organo
Alla sera visita al Louvre (era la notte dei musei, entrata libera in tutti i musei), uno dei musei più grandi del mondo, e ci sono proposte di ampliamento, oggi se volete percorrere tutti i corridoi fate 15 chilometri, noi ci soffermiamo sui settori delle antichità greche e romane, poi pittura fiamminga, infine in altri settori per vedere qualche capolavoro del periodo XV-XVI secolo, che ci eravamo annotati, all’uscita vediamo la suggestiva piramide illuminata.
Cena a tarda ora al Bistrot S. Eustache, arredamento d’epoca, cucina francese, piccolo cabaret con canzoni, ottimo fine serata.

Domenica: Rita torna a Notre Dame per assistere alla messa con i cori gregoriani mentre io vado alla chiesa di Saint Germain l’Auxerrois (XIV-XV secolo), situata in una bella piazza, imponente la torre campanaria (diede il segnale di inizio del massacro degli ugonotti), sulla facciata si distingue una cornice a balaustra, portale gotico del XIII con sculture e statue alte e strette, mentre l’interno è del XV secolo, era la chiesa del Louvre, quando vi risiedeva il sovrano
Poi ritorno al Louvre per vedere l’edificio e la cour Carrè, e la Piramide.
Nel pomeriggio visitiamo la zona della Madeleine, sull’omonima piazza la grande chiesa che sembra un tempio greco, infatti, è circondata da alte colonne doriche, all’esterno non reca alcun segno che si tratta di una chiesa, no vi sono campanili o croci, all’interno una lunga navata (circa 80 m) e notevoli sculture del XIX secolo, da notare che la scalinata di accesso è praticamente coperta da fiori, nella piazza la gastronomia Fauchon, nota in tutto il mondo.
Poi ultima passeggiata serale sul lungosenna.
Il nostro viaggio è praticamente al termine, che dire…. Parigi è sempre Parigi e come sempre ha molto da offrire a chiunque la visiti, certo alcune cose che volevamo rivedere non erano disponibili come il Museo Picasso, Il Museo d’Orsay, tanto sappiamo che ci ritorneremo.
Ferny Forner

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