Brasile, Salvador de Bahia

di Lorenzo Meraviglia –
Stanchi di un inverno che sembra non finire mai, io e il mio amico Giacomo decidiamo di partire per Salvador de Bahia, in cerca di tepore estivo, avventura allo stato puro e divertimento. Partiamo alle 6:00 di mattina e arriviamo a Bahia alle 19:00 ore locali dopo un breve stop a Nadal. Ormai buio pesto decidiamo di recarci immediatamente al famoso “Pelourinho”, il centro storico, sicuri di ospitalita’ in una posada qualsiasi. La piazza e’ gremita e noi incontriamo un brasiliano che ci dice di avere un fratello a Firenze; ci sentiamo gia’ a casa quindi ci lasciamo guidare da lui nella prima posada disponibile ( ovviamente lui si fa una percentuale). La stanza e’ alquanto squallida e sporca ma lo stomaci si rivolta quando quel ragazzo, al fine di impietosirci ci mostra delle bolle sulla pelle a causa del virus dell’h.i.v. Come inizio non c’e’ male. Decidiamo di uscire a cena e finiamo da “Axego”, un ottimo ristorante gestito da un certo Manoel dos Santos Pereira, che si affaccia su Rua Joao de Deus. Il menu’ e’ molto vario e per tutte le tasche: da 20 reais per una Feijoada fino a 40 per una moqueca de camarao. Fortuna vuole poi che sotto il nostro balconcino passi in sfilata la Banda de Dida’, un gruppo di 10/15 donne munite di tamburi vari che regalano all’atmosfera un clima di allegria e colore.

7 gen 2006
Partiamo al quanto presto e decidiamo di puntare subito a nord, destinazione Praia do Forte, un villaggio di pescatori trasformato in un resort con tutti i confort del caso. Dopo un viaggio di circa 2 ore e mezzo arriviamo all’entrata e puntiamo la prima pousada che ci ispira. Entriamo e ci accoglie la proprietaria, una donna brasiliana sposata ad uno svizzero di Montreaux ( cosi’ si chiama la pousada) che ci accomoda in una doppia molto carina. Finalmente un bel posto! Dopo una breve doccia ci rechiamo in spiaggia, pranziamo con tutta calma, e ci tuffiamo. Le spiagge a nord sono chiamate “Piscine naturali” poiche’ le onde si infrangono a piu’ di 200 mt. a largo, creando una riva profonda 50/60 cm. di acqua calda e cristallina. Che posto!!!! La sera ceniamo in un ristorantino del posto e
cis postiamo a ristorante “Do Sousa” posto di ritrovo per tutti i giovani del loco. Alla porta fanno selezione ma superiamo l’ostacolo con 20 reais di mancia al buttafuori.Il solito gruppo dal vivo si diverte a suonare musiche bahiane e samba, mentre noi ci dedichiamo alla ricerca di 2 dolci creaturi disposte ad allietarci la vacanza.Dopo una lunga e tormentata richerca ci rendiamo conto di essere gli unici turisti presenti e che che le brasiliane non sembrano molto disposte ad accontentarci.

8 gen 2006
Dopo un ottima colazione preparata con cura dalla nostra amica, facciamo conoscenza con dei turisti tedeschi che ci offrono uno strappo al sud, cosi’ che in circa 2 ore ci troviamo a Farol do Barra, la punta estrema della infinita spiaggia bahiana. Ci appoggiamo alla prima pousada e ci tuffiamo in acqua. La spiaggia non e’ il massimo della vita ed in piu’ e’ affollatissima dato che oggi e’ Domenica. Trovo comunque un gruppo di brasiliani che accettano la sfida Italia-Brasile comiciamo un mach di beach-soccer animatissimo. Un sogno che diventa realta’!! La sera decidiamo di cercare un buon ristorante in zona ed inaspettatamente facciamo la conoscenza di Giovanni, un italiano da piu’ di 20 anni a Bahia che ci spiega i segreti della citta’, le contraddizioni, i vizzi ed i piaceri. Ceniamo e ci sponstiamo a ll’Aeroclub, punto di ritrovo per molti prima di spostarsi. Si tratta di un centro commerciale all’aperto che la sera si alterna fra ristostoranti, piccoli chioschi e discoteche. Decidiamo quindi di spostarci l Tropicana, disco poco lontana gestita, a quel che dicono, da italiani. L’entrata e’ 15 reais ed apena entri ti perquisiscono. Un ottimo gruppo musicale orchestra i corpi sciolti delle bellissime ragazze presenti, mentre noi ci dedichiamo al solito caipirinha. Ci rendiamo pero’ conto che si tratta di un night-club a tutti gli effetti e che tutto e’ in vendita. Decidiamo che l’abiente non e’ quello che cercavamo e torniamo a casa.



9 gen. 2006
Partiamo per Morro de Sao Paolo. Prendiamo un catamarano con partenza dal Centro nautico di Bahia ( 50 reais per persona ) e facciamo un
incontro che ci sconvolgera’ il resto dela vacanza: conosciamo infatti Loredana e Savino, una coppia in giro nel sud america da 4 mesi. Il catamarano affronta le onde in modo spudorato cosi’ che mi sento male e trescorro 1 ora e 10 min. in bagno a vomitare. Arrivati la’ i ragazzi dell’isola attrezzati di cariole da muratori si fanno carico dei nostri bagagli e ci accompagnano al nostro bungalow sul mare. Abbiamo infatti
prenotato da Massimo ( pousada “chez Max” ), un napoletano da 20 anni nell’isola che ci accoglie calorosamente e ci augura un buob soggiorno. Si dice che sia la pousada piu’ bella di Morro ( 150 reais per notte ) e di sicuro si soldi li merita tutti. Ha perfino un cuoco romano che fa delle pizze incredibili con il forno a legna! L’isola e’ cosi’ composta: 4 spiagge, la numero 1, la 2, la 3 e la 4; beh non e’ il massimo della fantasia. Il paese invece si raggiunge con vari percorsi ripidissimi ed si scompone intorno alla chiesa centrale davanti la quale si svolge la maggior parte della vita isolana. Facciamo un tuffo e usciamo per cena; ci incontriamo con Loredana e Savino e scegliamo un ristorante carino. decidiamo per
il “Jamaica” gestito da argentini. il cibo e’ eccellente e i prezzi contenutissimi. Savino ci racconta di essere un attore, e che potendo vivere di rendita, ha deciso di trascorrere la vita viaggiando e godendosi la vita… Che vitaccia vero?? La serata scorre via velocissima e ci diamo appuntamento al giorno successivo.

10 gen. 2006
La prima e la seconda spiaggia sono quelle dove ci si diverte, mentre la 3 e la 4 sono le piu’ tanquille. Dato quindi che la prima parte della vacanza 
era passata in modo quantomeno agitato, decidiamo di trascorrere la gironata di mare immersi nella natura e nella tranquillita’ della quarta. Per caso incontriamo Dodo’, un indios che lavora per una donna italiana che possiede 10,000 metri quadrati di terreno all’interno dell’isola. Ci offre di farci da guida e ci trascina nella fitta foresta che parte ai margini della spiaggia: I colori sono incredibili e le ville che si intravedono tra la fitta vegetazione sono da sogno. La sera ci incontriamo con Savino e Loredana alla loro posada e decidiamio di rimanere a cena da loro. I ragazzi ci preparano del Vermeglio alla griglia (un pesce bianco molto considerato in Brasile)… noi portiamo del prosecco italiano con il quale festeggiamo il compleanno di Loredana (33 anni), ma il clou della serata lo raggiungiamo quando entra Vampeta ( ex inter e campione del mondo 1998 ). Gli offriamo da bere, scattiamo qualche foto e lo lasciamo andare. Finiamo poi la serata al club 87, un bar-ristorante sulla seconda spiaggia che offre musica dal vivo e divertimento a non finire.

11 gen. 2006
Dopo una colazione imperiale ci incamminiamo verso Gamboa, una spiaggia nella stessa isola di ” Costa do Dende’ ” famosa per i fanghi straordiari che vi ci si trova. Ci si arriva solo in due modi: a piedi, arrampicandosi fra gli scogli, o via mare da Morro do Sao Paolo. Noi scegliamo la prima opzione e il risultato e’ grandioso. Il paesaggio che si vede e’ infatti da favola: colori straordinari, insenature da romanzi fiabeschi; Che spettacolo! La spiaggia di Gamboa e’ un tratto di mare creato dal crollo del monte che sovrasta l’isola; la terra, che trasuda acqua, crea cosi’ delle cascate di faghi multicolore. Assieme a Loredana e Savino cominciamo quindi a rotolarci e a coprirci di terra; una volta secca, ci tuffiamo in mare per ripulirci. Il risultato e’ una pelle liscia e levigata. Poco piu’ avanti si trova il “Monkey Beach” un bagno per i piu’ alla moda, dotato di lettini e bungalow che non hanno niente da
invidiare al Twiga di Forte dei Marmi. La spiaggia e’ bellissima, probabilmente la piu’ bella che ho visto fin’ora. La sera, inevitabilmente esausti, scelgliamo di non strafare, e passiamo la serata a chiacchera con 2 ragazze argentine che avevamo incontrato nel
pomeriggio.

12 gen. 2006
E’ l’ultimo giorno intero che ci rimane nell’isola e decidiamo di trascorrerlo sulla seconda spiaggia. Il giorno si trasmorma in niente di piu’ che una
solita riviera italiana con ombrelloni e sdraio tutte concentrate in pochi decine di metri. Il lato positivo e’ nel fatto che conoscere ragazze sia molto piu’ facile. Con 15 reais ci danno 2 sdraio, un ombrellone, 2 sedie, 2 cocchi freschi e ci bagnano i piedini igni 30/40 minuti; niente male vero?! Sul calar del sole organizziamo per di piu’ un mach di beach-soccer 7 contro 7 che termina 10 a 9 per noi dopo un’ora molto intensa, terminata solo dall’impossibilita’ di proseguire causa buio pesto. La sera, menomato da un mal di piedi incredibile ( accidenti al calcio ), ci rechiamo alla discoteca del Forte, dove ci dicono essere una festa spettacolare; l’ingresso e’ di 10 reais cadauno: la disco e’ su tre piani all’aperto con una splendida vista sul mare. Un gruppo musicale intona immancabili ritmi sambeggianti mentre io offro da bere a tutta la compania di Dodo’ che cosi’ gentile era stato con noi qualche giorno prima. Intorno alle 2:00 A.M. il gruppo si scioglie e lascia il posto a musiche piu’ europee e cosi’ la notte si allunga infinitamente.

13 gen. 2006
Nostro malgrado ci alziamo tardi e facciamo colazione. Dobbiamo ancora fare un sacco di regali e cosi’ ci affrettiamo a correre in paese e saccheggiare tutti i negozietti per turisti. Per tornare a Bahia noleggiamo un ultraleggero ( 235 reais a testa ). Il pilota e’ cosi’ gentile che mi fa sedere al suo fianco. Il volo dura poco piu’ di 15 minuti e soprettutto evito l’incubo del mal di mare, che cosi’ tanto mi aveva fatto soffrire all’andata. In fila al check-in siamo tutti italiani che hanno speso la propria vacanza qua e la’ per Bahia; sembriamo tutti drogati per la calma e la serenita’ con cui affrontiamo la fila e i piccoli inconvenianti di regola negli aereoporti. sperismo che duri… Il rientro a Milano e’ traumatico: -5 gradi ed il soloto nevroticismo generale. La citta’ sembra piu’ grigia di 9 giorno fa, ed i rumori tremendamente fatidiosi.

Cosa mi e’ rimasto di questo viaggio? La frutta ed i colori sono le 2 cose che ricordero’ a lungo; le donne sono bellissime ma e’ difficile districarsi fra coloro che si prostituiscono. Le spiagge ed il mare sono molto piu’ belle e profumate dei Caraibi ed i costi sono molto contenuti.

 
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