1…2…3… ma Frisken dov’e’?

di Simona Riccardi –
Appena ho sparso la notizia che quest’anno avrei passato le vacanze in Scandinavia i commenti: “bello ma piove sempre” – “meraviglioso ma un po’ umido” – “ma l’estate non è la stagione delle piogge?” Poi ho ricevuto da Avventure le relazioni dei viaggi precedenti: “piove” – “oggi piove di nuovo” – “portatevi la giacca a vento” – “non dimenticate l’ombrello” – “oggi diluvia” – “oggi sembra di stare sull’Arca di Noè ……” Come ciliegina sulla torta ricevo la lista con il numero definitivo dei partecipanti : 13 !!! Il colpo di grazia. Non mi rimaneva altro che mettere in guardia i compagni di sventura su tutte le catastrofi che ci aspettavano oppure ….. farmi amputare un piede e rinunciare al viaggio. Ho optato per la prima soluzione e ho fatto benissimo!!!!! Il fatidico tredici ha scongiurato tutte le sfighe e quindi: sole a manetta per tutto il viaggio mentre Italia e Spagna affogavano sotto la pioggia; tièèèèèè.
27/7/2002 Si vola a Copenhagen dove incontriamo quelli de’ Roma al ritiro bagagli. Butto l’occhio qua e là e vedo che tutti insieme facciamo una “spaventosa montagna di bagagli” e la mente vola veloce alle macchine a noleggio; non riusciremo mai a farceli stare. Del resto è impossibile fare il “bagaglino del perfetto viaggiatore” quando ti devi portare appresso lenzuola, asciugamani, sacco a pelo, giacca a vento e dulcis in fundo un po’ di scorte alimentari. Ma siamo o non siamo un gruppo fortunato? Alla Europcar ci appioppano un Ford Transit 9 posti e una Passat. Il pulmino non sarà stato il massimo dal punto di vista motore (ripresa da lumaca e salite a 2 all’ora) ma in quanto a bagagliaio non ci si poteva proprio lamentare. Carichiamo i nostri averi e ci dirigiamo all’ostello. L’entrata a Copenhagen inizia a far assaporare alle nostre cartografe di fiducia (Carla e Rosa), nonché agli autisti in turno, il gusto dello sbagliare strada almeno una ventina di volte al giorno. Volete provare voi ad essere in una città che non conoscete e a cercare di raggiungere un posto con delle cartine che sicuramente non vi dicono dove sono i sensi unici o i divieti di accesso? Noo? E allora silenzio e non rompete le scatole quando si sbaglia!!! Troviamo l’ostello. Ostello è un parolone, direi un hangar con le pareti di carton-gesso da 300 posti letto e 2 bagni. Non proprio comodo ma sopravviviamo tranquillamente.

28/7/2002 Sveglia (perché qualcuno in mezzo a 300 persone che russano è riuscito a dormire??) alle 8.00, colazione e partenza per visitare Helsingor il famoso Castello di Amleto; interessanti le casematte. Il Castello successivo è il Fredriksborg che si trova a Hillerod. I giardini sono splendidi e l’erbetta verde è così invitante che troviamo il tempo per schiacciare un pisolino. Pranziamo nel borgo e torniamo a Copenhagen. Gironzoliamo per il centro tra il municipio e la statua di Absalon (capito Rosa? Si chiama A-b-s-a-l-o-n).
E qui inizia la parte godereccia della giornata; aperitivo con birra sul canale, cena al ristorante Ravaline e dopocena in un locale di Nyhaven. L’atmosfera ci piace molto.
29/7/2002 Sveglia (e dai … ti ho detto che non si dorme!!) e colazione. Devo dire che il mio suggerimento di portarsi un po’ di viveri per la colazione è stato preso alla lettera. Scodelliamo ogni mattina nutella, biscotti, brioches, fette biscottate di vari gusti, tortine, insomma dei veri “animali da pappa”. Facciamo due passi a Christiania, un folkloristico quartiere con negozietti di droghe leggere / pesanti e altri ammennicoli del settore. Il mercato si svolge tranquillamente alla luce del sole e all’interno del quartiere si trovano anche localini dove alla sera è possibile bere qualcosa. Non abbiamo visto Frisken, come mai?? Ma ovvio, Frisken non è mica in Danimarca!!! La tappa successiva è Molmoe (Svezia) e per raggiungerla attraversiamo lo splendido “ponte sullo stretto”. In un battibaleno siamo dall’altra parte, dove sostiamo per mangiare qualcosa e chiedere informazioni al Tourist Information. Il primo approccio con la Svezia è al mare. Sissignori avete capito bene: al mare. Falkenberg e Screas Rea ci mostrano cosa vuol dire spiaggia per gli svedesi. In effetti considerata la latitudine non si sta affatto male. Cerchiamo il nostro ostello a Goteborg e qui le nostre cuoche d’eccellenza (Pia e Vilma) si mettono subito all’opera sfoderando un sugo al tonno con i fiocchi. Dopocena è d’obbligo un giro in centro e una birra all’Auld Dubliner Pub con musica dal vivo very country.

30/7/2002 La sveglia suona alle 8.00 e dopo una lauta colazione passeggiamo per Goteborg, che non ci piace molto, alla ricerca della casa della Compagnia delle Indie. Facciamo un po’ gli indiani e riusciamo a dare un’occhiata all’interno senza pagare il biglietto (bisogna precisare che nei paesi del nord è tutto veramente carissimo). Da veri viaggiatori ci infiliamo in un caffè italiano e ci gustiamo un buon espresso prima di partire per Tanum alla ricerca delle incisioni rupestri. L’assetto da guerra pulmino / auto (nel senso di postazioni) viene continuamente variato ….ottima idea, così il nemico si confonde meglio. Tanum ci permette di fare quattro passi nella “foresta” per vedere le incisioni rupestri. Carine ….e anche un po’ osè. Scaliamo un’altura e … 1…..2 ….. 3….. ooohhhhh!!! Un Tumulo. E cos’è un tumulo? Boh!! Per non sbagliare facciamo una foto di gruppo e via per la Norvegia. Frisken aspettaci … stiamo arrivandooooo!!! Cartografe e autisti sono letteralmente impazziti prima di trovare l’ostello di Oslo (situato fuori città su una delle uscite del ring 3). Le indicazioni sono poche e ben confuse per cui noi abbiamo misurato l’anello avanti e indietro e avanti e indietro. Il bello è che ogni volta che si entra in città si paga il pedaggio…….. Una bella doccia calda un bel massaggio (grazie Rosa altrimenti la mia contrattura muscolare sarebbe ancora lì a tenermi compagnia) e una splendida pasta con il tonno!!! A parte gli scherzi le nostre super-cuoche con i miseri mezzi a disposizione sono riuscite veramente a fare miracoli. E poi nanna!!

31/7/2002 La scoperta di Oslo inizia dalla penisola di BygDoy con il museo delle navi vichinghe. Impressionante pensare che qualcuno osasse affrontare gli oceani su quelle imbarcazioni di legno. Proseguiamo con il Folken Museum con le ricostruzioni (e per ricostruzioni intendiamo “si smonta l’originale e si rimonta in questo museo all’aperto” ) delle abitazioni tipiche delle popolazioni nordiche del secolo scorso. Qui e là hanno ricostruito anche qualche ragazza norvegese….. niente male. La terza tappa è il Frogen Park con le famose statue di Vigeland …. Belle le statue e bella l’erbetta del parco per un po’ di sano svacco. Il richiamo dell’ Urlo di Munch inizia a farsi sentire e ci costringe a una visita alla National Gallery, Pazzo furioso questo Munch; i dipinti ci piacciono e un po’ ci inquietano. La ciurma si divide: i bergamotti con Pia e Raoul tornano in ostello a fare la doccia prima di cena mentre i barboni rimangono a gironzolare per lo “struscio” di Oslo. Qui si aprono le scommesse: riusciranno i quattro della doccia a raggiungere l’ostello senza pagare più di due / tre ingressi in città? E poi, riusciranno a trovare la stazione (luogo dell’appuntamento prima di cena) senza le nostre cartografe? I dubbi vengono fugati quando li vediamo spuntare sani, salvi e lavati pronti per la pappa. Meno male. ….1…..2……3 ….. oooooohhhh!! Abbiamo preso una multa per sosta vietata. Peccato che il divieto di sosta non ci fosse, in ogni caso è un problemino discutere la multa in norvegese …… La cena si svolge in un pub dove riusciamo a stremare la povera cameriera polacca con le nostre richieste. Avete presente un gruppo di italiani a tavola: “una pizza margherita, ma per favore senza mozzarella” – “una napoli con pasta d’acciughe, ma mi raccomando non troppo salata la pasta d’acciughe sennò mi fa sete tutta notte” – “la rucola me la tolga non mi fa bene alla pelle…..” Ecco la nostra foto .. solo che al posto della pizza si parlava di filetto di manzo, spezzatino, cipolle e birra. Il locale prevede anche un po’ di musica dal vivo e il nostro Paolo (ballerino di latino-americano) si lancia in danze focose trascinando la ciurma. Il divertimento prosegue cercando un locale che non c’è più e siccome ormai l’atmosfera è goliardica ci buttiamo dentro un altro pub dove due forsennati schitarrano a più non posso e rompono le corde della chitarra in continuazione. Torniamo un po’ bambini cantando “Sing Yaya yuppy yuppy yaya” mentre le fanciulle più romantiche ascoltano un chitarrista classico in mezzo alla strada. Satolli e contenti torniamo in ostello.

01/8/2002 La giornata prevede una piacevole e fresca gita nelle King’s mine di Kongsberg. Prenotiamo e aspettiamo il nostro turno bivaccando qua e là. Il sole continua a splendere imperterrito con nostra somma gioia. In questa stagione più si va al nord e più le giornate si “allungano” per cui riusciamo ad avere 18/19 ore di sole e caldo ogni giorno. E non la vogliamo chiamare fortuna?? …1…2…3 … ooooohhhhhhh ma che belle le miniere e … che bello il ragazzo che ci fa da guida!!! A Heddal troviamo una delle tipiche chiese tutte di legno e poi i nostri potenti mezzi ci conducono a Roldal in campeggio. I nostri bungalow sono ben accessoriati e ci permettono di cucinare una meravigliosa pasta tonno e pomodoro!!! Il posto è stupendo e l’atmosfera ci fa sentire veramente in vacanza. Intanto il gruppo si è ben amalgamato e ognuno ha i suoi compiti precisi. Persino Raoul ha il suo bel daffare a controllare il livello delle scorte alimentari e …. a stare attento a non perdersi (anche se non sempre ci riuscirà). Stanchi ma felici ci addormentiamo. Domani dovremmo vedere Frisken …..
02/8/2002 Colazione e prendiamo posto sui mezzi. Ammiriamo le cascate di Odda e traghettiamo da Utne a Jondal. Qui ci rendiamo conto che la Norvegia è “tutta acqua”, in effetti questo è il primo di una serie di traghetti che ci permetteranno di ammirare i meravigliosi fiordi norvegesi. Arriviamo a Bergen verso le 15.30 così abbiamo tutto il tempo per farci una doccia e passeggiare per Bergen prima di cena. Prendiamo la funicolare per vedere il panorama dall’alto. I nostri bergamotti si sentono a casa: sono a Bergen (Bergem in dialetto bergamasco significa Bergamo) e prendono la funicolare per andare in città alta. In ogni caso la vista merita e dopo aver fatto una foto sul Trollo gigante torniamo in basso a cercare un locale per cenare. Dopo varie peripezie entriamo all’Opera Cafè. Ordiniamo e affamati, come Asterix e compagni quando sono intorno al cinghiale arrosto, iniziamo a mangiare. Dopo un po’ qualcuno con la bocca piena esclama: “Ma Raoul dov’è?” Ecco ce lo siamo perso. Per fortuna i più attenti del gruppo si ricordavano di averlo visto per l’ultima volta a comperare il giornale. Paolo si lancia alla caccia e lo trova ancora là seduto e pacifico. Meno male. Il gruppo è di nuovo al completo.
Riprendiamo a mangiare letteralmente come i maiali e concludiamo con un giretto per i vicoli del quartiere dietro alla funicolare. Bergen ci è molto piaciuta, forse anche perché il venerdì sera i ragazzi sono tutti fuori e l’atmosfera si dipinge d’allegria. Un po’ di aria di casa nostra insomma……
03/8/2002 La destinazione finale di oggi è Balestrand. Iniziamo con il decidere di non vedere il mercato del pesce di Bergen e quindi partiamo subito per Voss dove entriamo a sbafo in una chiesa di legno. Oggi il gruppo è un po’ narcolettico e il ritmo è più lento….del resto trottiamo da qualche giorno oramai e tra guidare / guardare le carte / cucinare e farci divertire (questo era il compito di Raul – oltre a quello di tenere d’occhio le scorte alimentari …) ognuno il suo compito lo svolgeva bene. Il traghetto da Gudvanger a Kaupanger dura circa 2 ore e attraversa tutto il Sognfiord. Veramente spettacolare anche perché il sole ci assiste sempre. Osserviamo per un po’ il paesaggio unico … e poi ci appisoliamo qua e là tra un gelato e una bibita. E per oggi non è finita ci apetta ancora un piccolo traghetto di 10 minuti (praticamente un autobus) che da Hella ci porta a Dragsvik. Il supermercato prima dell’imbarco ci fornisce ben 3 chili di gamberetti che le nostre sapienti cuoche cucineranno a dovere in ostello.



04/8/2002 La giornata inizia con il solito pieno di nutella e biscotti e prosegue con la discussione se meritasse o meno una vista al paesino di Balestrand. Alla fine diamo un’occhiata in giro. Oggi ce la prendiamo davvero con calma anche perché ….. il sogno di tutta una vita sta per coronarsi e l’emozione sarà talmente forte che avremo bisogno di tutte le nostre energie per non stramazzare al suolo ….. Frisken è vicina. Tra una cascata e l’altra Paolo e Carla vanno a caccia di lamponi e oltre a farne un’enorme scorpacciata loro ne fa una bella scorpacciata anche l’equipaggio della macchina di quel giorno (di cui io facevo parte …… ancora Raul non aveva stravolto tutto l’assetto da guerra perché lui voleva “provare la Passat” …..). Buonissimi. Il pranzo consiste, come ogni volta che la formula dell’ostello prevede la colazione inclusa, in panini con prosciutto e aringhe per i più temerari sgraffignati al buffet della colazione dell’ostello. Qualche volta siamo stati fortunati (ma la fortuna oramai fa parte della caratteristica del gruppo – olè) e oltre ai panini abbiamo prelevato anche yogurt e succhi di frutta vari … qualche volta non ci è andata così bene. Pranziamo seduti in un prato davanti alle cascate Moskog con vista stupenda. Nel pomeriggio ci fermiamo a una località di mare turistica con un po’ di bancarelle con artigianato locale e facciamo merenda. Arriviamo a Stryn e qui si mette a piovere giusto giusto una mezz’oretta, il tempo della nostra cena con una bella pasta al tonno……. Ma non finisce mai questo tonno??? Poi ci prendiamo una birra in città.

05/8/2002 Oggi tocca l’escursione al ghiacciaio. Facciamo colazione e qui ci pescano mentre prepariamo a sbafo i panini per il pranzo. Poco male, ci fanno pagare un piccola cifra. Ci dirigiamo a Briksalbreen e prenotiamo la nostra guida per le 11.00. Per chi non ha le scarpe adatte forniscono gli scarponcini e poi via. La prima parte è un’ora di camminata in montagna per raggiungere il ghiacciaio e qui si vedono i veri esperti di montagna: i nostri bergamotti e Vilma vanno come delle lippe…..beati loro. Arriviamo al “campo base” e qui ci imbracano e ci mettono i ramponi da ghiaccio. Elmetto e piccozza completano l’attrezzatura. Neanche a farlo apposta il clima è perfetto; non troppo caldo e non troppo freddo o piovoso. Il cielo è coperto quel tanto che basta per farci gustare le due ore di ghiacciaio senza farci scottare. ……. 1……2…….3…. oooooohhhhh!!! Che bello!!!! Non ero mai stata su un ghiacciaio e per quanto io mi renda conto che si è trattato di una passeggiata sul ghiaccio più che di una vera e propria escursione, l’esperienza mi è piaciuta moltissimo. E poi, diciamocelo pure, con Raoul come capo cordata non poteva che andare tutto bene. Un’altra ora a piedi per scendere e ritornare al punto di partenza e siamo tutti belli stanchini. Ma la strada è ancora lunga … anche perché Frisken non si è ancora vista; oramai deve proprio essere vicina!!! Arriviamo a Hellesylt e ci imbarchiamo per Geiranger. Alle file di imbarco si scatena il panico nel pulmino: saranno o non saranno queste le file dell’imbarco??? Sbarchiamo dopo un’ora di viaggio attraverso il Geirangerfiord e raggiungiamo il nostro campeggio. Non riusciamo a cucinare da soli e quindi ci scaraventiamo in paese in un locale tipico e ci abbuffiamo. Qui fa freschino e siamo costretti ad indossare qualcosa di più pesante e ad utilizzare le coperte / sacchi a pelo (detto tra noi meno male …. Il nostro unico paio di pantaloncini a questo punto sta in piedi da solo….).

06/8/2002 Ci svegliamo e …1….2…3… ooooohhhhh!! Che splendido panorama; ovviamente il sole è tornato, e ci apprestiamo a fare colazione. Scopriamo che Raoul oltre ad essersi appropriato di tutto il latte della comunità si è anche fregato la panca davanti alla nostra camera. Si è letteralmente scaraventato in camera di Vilma e dei bergamotti con la nostra panca (notare che i quattro possessori della panca hanno “colazionato” in piedi – ma per il nostro Rauol questo ed altro) e ha cominciato a spazzolare tutto quello che ha trovato in circolazione … sbrodolando anche tutta la panca di latte. Arriva Paolo un po’ affamato : “Raoul donde està mi colazion??” Ma Raoul è troppo impegnato a mangiare la sua di colazione per sapere dove si trova quella degli altri ….. vabbè. La strada delle aquile ci mostra qualche panorama dall’alto che fotografiamo. Traghettiamo da Eidsdal a Linge e ci avviamo verso la famosissima strada dei Trolli che tutto sommato ci delude un po’. La percorriamo tutta in macchina e facciamo anche una sosta di un’oretta per poter camminare tra i sentieri. Bella ma niente di speciale. Qualche foto anche qui e poi ritorniamo indietro per percorrere un pezzo di Storfiroden. Alesund ci accoglie con una nebbiolina bassa ….. questa è la vera Norvegia, altro che sole. L’ostello ci mette a disposizione tutto il piano di mansarde più una parte sotto. Ci prendiamo un aperitivo gironzolando per il paese e seduti e tranquilli il gruppo decide di non spingersi ancora a nord fino a Trondheim ma di incominciare a scendere verso la Svezia e di guadagnare un po’ di tempo in più per Stoccolma . Passi per Trondheim, ma Frisken la dobbiamo assolutamente vedere!!! Ceniamo con una pasta tonno e pomodoro (ma và?) e poi ci prendiamo un’altra birra in centro.

07/8/2002 Oggi dopo una bella colazione (qui siamo riusciti a sgraffignare veramente l’impossibile) ci attende il tappone di rientro in Svezia. 760 Km. Da percorrere in un giorno. Considerate che in alcuni punti i limiti di velocità sono di 60 Km/h. Un po’ di soste pipì e un po’ di soste pappa e la giornata se ne va ascoltando Zucchero, Jarabe de Palo e Toquino. Raoul non avrà tenuto sotto controllo la scorte alimentari …… ma per fortuna ha portato 3 cassette da casa, almeno abbiamo sentito un po’ di musica; anche se dopo 15 giorni della stessa solfa non ne potevamo più …. Però meglio di niente.
Sostiamo un pochino a Lillehammer e arriviamo a Karlstad in serata, dopo aver fatto un po’ di spesa al supermercato. Grazie a una super-botta-di-culo di Paolo imbrocchiamo subito la strada per l’ostello e in quattro e quattro 8 eccoci a tavola. ….1…2….3……. ooooooohhhhhh!!! Ma che bella pasta all’amatriciana. (ma siete sicuri …. non c’è nemmeno un po’ di tonno??) In compenso il panorama merita e dopocena chiacchieriamo fino a tardi sulla terrazza.

08/8/2002 Stiamo per raggiungere l’ultima tappa del viaggio da dove ripartiremo per l’Italia: Stoccolma. La strada prevede una sosta a Uppsala dove ci concediamo un paio d’ore per visitare la cattedrale e i giardini botanici; non avremmo proprio potuto riportare a casa Rosa senza averle fatto vedere come sono belli, puliti e ben organizzati i giardini botanici norvegesi. Strano…. pensavamo che Frisken fosse sulla strada per Stoccolma ma …… boh? Fatichiamo un po’ ad entrare in città e l’ostello è davvero un’avventura. Gira e rigira indirizzo alla mano non riusciamo a trovare nulla. Richiamiamo per sicurezza e l’indiano, il proprietario dell’ostello, ci dice che si presenterà davanti al portone nel giro di un’ora. Aspettiamo un po’ accampati sull’erba e poi scopriamo che l’ostello è un appartamento rivisto a versione ostello. Probabilmente non il migliore del viaggio … però comodissimo perché proprio attaccato alla fermata della metropolitana.
Cuciniamo l’ultima cena in ostello e… ci mangiamo involontariamente il formaggio di una signora che viveva nella stanza accanto (neanche a dirlo …. s’incazza). Poi in centro a gustarci la vita notturna di Gamla Stan.

09/8/2002 Colazioniamo e poi il gruppo si divide e ognuno fa un po’ quello che vuole. La maggioranza decide di suicidarsi andando a Drottingsholm Slott, la residenza reale, in macchina. Sbagliamo strada, ma riusciamo a raggiungere la meta in un tempo ragionevole.
Al ritorno ci fermiamo in centro a consegnare le macchine…… sigh sigh che tristezza ci sembra di lasciare la nostra casa. Di pomeriggio il gruppo si riunisce e ci imbarchiamo sulla nave vichinga che ci porta a spasso per i canali della città. Un po’ da turisti e ne approfittiamo per fare una tonnellata di foto di gruppo. Il giro ci soddisfa. Ci disperdiamo e qualcuno si prende un aperitivo in centro (io mi bevo un Laguna Lemon Lime) mentre gli altri tornano in ostello a farsi la doccia. Ceniamo al ristorante Kristina e …..1……2….3….. oooooohhhhhh. Ma che buona la renna in umido. Dopocena ci stravacchiamo un po’ nella piazzetta con le casette e la fontana e poi a nanna. Se domani non c’è Frisken…..

10/8/2002 Giornata libera. La narcolessia ci è tornata ma essendo alla fine del viaggio è giustificata. Alla mattina andiamo alla ricerca di un fantomatico mercato che probabilmente non esiste più. Pranziamo con un hot dog e diamo un’occhiata ai negozietti del centro. Gli articoli che propongono non sono molto vari: renne con il maglioncino di lana, trolls o maglioni da sci. Cioè quello che abbiamo trovato praticamente durante tutto il viaggio. Acquistiamo un po’ di cose e ci buttiamo su un prato per una pennichella pomeridiana, Cena libera; qualcuno al Trotzig, altri al Pizza Hut e qualcuno in ostello.
Ci troviamo per il dopocena in un locale all’aperto e ci beviamo l’ultima birra norvegese.

11/8/2002 Sveglia alle 4.00 (sveglia … perché qualcuno ha dormito??) e i due taxi prenotati si presentano puntuali per portarci in aeroporto. La mattinata è bella e una splendida alba ci saluta. La prima partenza è del volo per Roma; a seguire il Milano. La consapevolezza che il viaggio è finito ci intristisce, però ci salutiamo con la promessa di rivederci presto. Quando ho accettato di fare questo viaggio non sapevo cosa aspettarmi, sia dal punto di vista climatico che di tipologia di partecipanti. In entrambi i casi sono stata super-fortunata; mai avrei potuto chiedere gruppo migliore. Grazie a Marino e Renato (i bergamotti – autisti), a Rosa e Carla (le cartine), a Paolo (autista – ballerino), a Marco e Rosaria (cassiere e moglie), a Vilma e Pia (cuoche), a Max (autista-fidanzato) e Mauro (autista) .. chi manca??? Ovviamente il Conte Raoul, che non ha fatto proprio niente … ma se non ci fosse stato lui non ci saremmo divertiti così tanto. I piacevoli ricordi di questo viaggio mi accompagneranno a lungo insieme al rammarico di non aver visto Frisken!! Pazienza …. sarà per la prossima volta!!!

 
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