Selamat datang ke Malaysia

di Pamela Sgombra – 

Anche questa volta l’ho spuntata io e sono partita Vs la meta che, come avvenuto 2 anni prima per il Madagascar, avevo chiuso temporaneamente nel cassetto dei sogni: Malesia e Borneo.
Dopo aver impiegato circa 3 mesi tra progettazione e prenotazione del viaggio il 22 luglio siamo partiti alla volta di Singapore, via Kuala Lumpur con Malaysian Airlines, eccellente compagnia sia per comfort che per servizio e cortesia. Giunti a Singapore, recuperati i bagagli, cambiamo subito gli euro in $ Singapore (0,6 euro = 1 $ Sing ) e, sebbene avessimo sottoscritto la tariffa Vodafone Free Roaming ( pagando 5 euro si ha il rimborso per tutte le chiamate vs l’Italia) , acquistiamo una sim locale (Star hub) per il ns cellulare, memori dei ns precedenti viaggi (33 $Sing per circa 60 minuti di chiamate Vs l’Italia). All’aeroporto c’e ad attenderci il servizio navetta gratuito del Marina Bay Sand, l’hotel che ci avrebbe ospitato . Le 13 ore di volo vengono dimenticate alla vista dell’hotel: quello che in Italia sembrava una “semi-follia economica” aveva assunto un “sapore” diverso….una bellissima esperienza nel lusso e nella genialità di chi ha progettato la piscina al 57° piano delle 3 torri che svettano nello skyline. Poche parole spenderò per questa struttura che merita tutto il prezzo richiesto: eccellente location e vista mozzafiato, posizionato di fronte al Merlion Park (simbolo incontrastato della città), collegato dal bellissimo ponte Elicoidale tutto in acciaio (straodinaria opera di architettura) alla zona del teatro Esplanade dove è facilissimo prendere i bus ( $ sing a testa) diretti in ogni dove oppure iniziare a scoprire la città camminando tra i molteplici parchi ricchi di monumenti ai caduti del conflitto mondiale durante l’occupazione giapponese. E’ costituito dalle tre torri di 55 piani che ospitano 2.560 stanze di lusso, sovrastate dalla piscina a forma di vascello con una spettacolare vista sulla baia. Le tre torri sono collegate dal Sands SkyPark, uno skygarden di proporzioni enormi (circa 10.000 mq posto a 200 metri da terra), dove trovano spazio giardini tropicali, ristoranti, percorsi di jogging e la piscina Infinity con il bordo a sfioro. Ciascuna delle torri è costituita alla base da due gambe che si uniscono formando un corpo unico all’altezza del 23° piano. Il complesso ospita anche un museo di arte e scienza, che nelle forme ricorda un fior di loto, due teatri da 2.000 posti, un grande centro commerciale con prestigiosi showroom e decine di ristoranti, un centro congressi, un casinò, due padiglioni appoggiati sull’acqua della baia e destinati a ospitare negozi e night club e un parcheggio con 4.000 posti auto.

1°giorno – 23 LUGLIO

Giunti in hotel, in attesa della camera (check in alle ore 15), abbiamo lasciato i bagagli per iniziare ad esplorare la “giungla delle occasioni “tecnologiche” presso il centro commerciale Peninsula Plaza, come suggerito dalla Concergierie, ma ben presto ci siamo resi conto che tutta questa convenienza non c’è, almeno su articoli di basso costo, mentre invece su macchine fotografiche professionali ed obbiettivi si puo arrivare,dopo estenuanti contrattazioni, max ad un -20% rispetto ai listini italiani …

Di rientro in hotel, ritiro una card (sottoscritta in Italia sul sito del Marina Bay) che dà diritto a sconti in alcuni negozi del mall e permette di raccoglier dei punti per ogni spesa effettuata convertibili poi in coupon sconti; in quella settimana scopriamo che era abbinata ad una lotteria con un bel montepremi! Per la cena scegliamo uno dei tanti ristoranti del centro commerciale del Marina Bay Sand, il Dd Bistrot, cucina francese di ottimo livello, pane di tutti i tipi ed ambiente chic al costo di 64,5 $ sing – euro 38 circa a testa.

2° giorno – 24 luglio

Iniziamo ad esplorare Singapore partendo dall’Esplanade Theatre con l’originale copertura che richiama un durian, il tipico frutto asiatico (dal terribile odore per noi europei !) e dalla affollatissimo Merlion Park, dove l’omonima statua (un leone col corpo di pesce) che getta acqua dalla bocca è ambitissima per la foto souvenir.Contribuiamo ad una giusta causa acquistando dei gadget per la raccolta fondi per bimbi disabili e veniamo coinvolti nel dipingere ad occhi bendati! Dopo aver acquistato in un chiosco ambulante un gelato al taglio (blocchi di gelato affettati e serviti tra 2 cialde o tra 2 fette di pane in cassetta al costo di 1 $ Sing) raggiungiamo una fermata bus per salire sul primo City Sightseeing (23 $ sing a testa), ma il tragitto dura poco perchè ci lasciamo affascinare dalle luci e dal fasto di Orchard Road…acquisto 3 lenti per la mia Canon prima di esser fagocitati da uno dei tanti centri commerciali. Per il pranzo ci fermiamo al Swensen’s dove spendiamo circa 21 $ sing a testa (neanche euro 13,00) per ottimi noodles, riso e gamberi. Ben presto ci rendiamo conto di trovarci nel bel mezzo dei festeggiamenti per l’indipendenza dal Colonialismo (Majulah) e ci lasciano coinvolgere con un tatuaggio temporaneo del Merlion e della bandiera di Singapore! Riusciamo pure a partecipare alla selezione per uno spot pubblicitario per il lancio di un nuovo profumo di Calvin Klein…. Perdiamo di vista l’orologio e perdiamo pure l’ultima corsa del sightseeing…! Dinanzi alla lunga attesa per un taxi decidiamo di rimanere a cena al T.G.I. Friday’s ( 36 $ sing a testa = euro 21,5 circa). Visto che il taxista del giorno prima non risponde al telefono prendiamo un autobus che ci porta proprio alla fermata dell’Esplanade per 1 solo $ Sing. Concludiamo la serata al Casino’ del Marina Bay (ricordarsi di portare il passaporto anche se ospiti dell’hotel!).
3° giorno – 25 luglio

Oggi il programma non prevede shopping mall ma cultura! prendiamo il bus pubblico ad 1 $ Sing e raggiungiamo Little India alla ricerca del famoso Tempio Hindu SRI Veeramakaliamman, dedicato alla terribile dea Kalì (rappresentata con una corona di teschi, con un fedele sulle gambe che viene sbudellato dalle sue fauci.un po’inquietante!) dove, entrati a piedi nudi,assistiamo ad alcune celebrazioni. Percorrendo i vicoli alla ricerca della Metro passiamo davanti al tempio Shree Lakshminarayan dove sono in corso altre celebrazioni. Con la metro ( 0,8 $ Sing inclusa cauzione ticket che viene restituita a destinazione reinserendo il ticket nella biglietteria automatica , doppiamente ecologico :per evitare di insudiciare i pavimenti ed evitare l’abbattimento di alberi!) raggiungiamo la fermata di China Town che , per ns “disgrazia”, esce proprio nel bel mezzo di un centro commerciale, il Chinatown Maxell Food Center, un classico food court strapieno di piccoli “negozi” per mangiare contraddistinti da un cartello con una lettera dell’alfabeto (a,b,c,d,e) che indica il loro grado di pulizia! Cambia notevolmente il panorama rispetto a Little India: il rosso e l’oro prendono il sopravvento sugli altri colori… Fra i negozi scoviamo una Fish Spa e ne approfittiamo per farci eliminare cellule morte da mani e piedi dai pesci pulitori (8 $ Sing per 15 minuti contro i 30 $ Sing chiesti al mall del Marina Bay). Dopo poco ci rendiamo conto di aver attirato l’attenzione di passanti incuriositi dalle ns risate e dai ns grugniti ! Chissa’ se si divertivano + loro spettatori o noi attori! Approfittiamo per mangiare qualcosa ed acquistare della frutta nelle variopinte bancarelle (Licyes, Longan, Mangostina) dopo esserci fatti spiegare come sbucciare od aprire i frutti… Deliziosi Frullati di frutta fresca attirano la ns attenzione e sperimentiamo pure questi! Attraverso Bencolen street e Waterloo street, raggiungiamo il maestoso Chinatown Buddah Tooth Relic Temple a cui accediamo dopo aver indossato dei parei per coprire gambe e spalle, come richiesto dalla cultura cinese. Il fasto del tempio , il profumo degli incensi e dei fiori donati alle divinita’ ed uno strano rumoreggiare ci invitano ad entrare. Il rosso e l’oro dominano ovunque, dal pavimento ai tappeti, dalle pareti al soffitto. Attraversando la sala della preghiera raggiungiamo il piano superiore da cui osserviamo le celebrazioni. Saliamo ancora e dopo una visita al museo che raccoglie numerose statue di Buddha in oro, giada ed altri materiali preziosi, raggiungiamo il tetto dove si apre un fantastico giardino di decine e decine di piante di orchidee. Oltre il mare di orchidee scorgiamo una piccola pagoda che ospita una enorme “ruota della preghiera” e ne approfittiamo per farle fare 3 giri ed esprimere un desiderio… Abbandoniamo questa oasi di pace e attraversando un mercato snodato tra i vicoli di Bencoolen Street torniamo alla stazione metro alla volta di Arab Street , con la speranza di poter entrare nella moschea. Speranza delusa dall’ accesso negato per l’orario della preghiera… dopo una lunga camminata raggiungiamo il Raffles Hotel, il piu’ antico hotel, di epoca coloniale ma ancora operativo e con un fascino senza fine. Rientriamo in hotel per una deludente cena da Mozza, una specie di cuoco che si spaccia per italiano ma non ha la minima idea di cosa sia il cibo italiano, tantomeno di come sia la vera pizza! (circa euro 31 a testa!)

4° giorno – 26 luglio

Dopo una lauta colazione al pool bar della Sky view pool, ci godiamo le ultime ore oziando in piscina prima di raggiungere l’aeroporto dove alle 17,35 un volo di Air Asia ci avrebbe portato a Kuching, Borneo malese. Anche per Air Asia nulla da dire se non che eccelle in tutto con prezzi a dir poco ridicoli… (euro 42,46 incluso assicurazione personale e smarrimemto bagaglio, eccedenza kg bagaglio fino a 20 kg). Arrivati a Kuching alle 19.10 ci dirigiamo vs l’uscita alla ricerca di un cambio-valuta e di un taxi, ma l’ufficio cambi ha appena chiuso e il servizio automatico (Atm) non accetta la ns carta di credito… Riusciamo a prendere due taxi pagando con carta di credito (rym 51,5 = euro 12,50) e dopo circa 40′ arriviamo al Lime Tree hotel, semplice ma pulito e abbastanza centrale (meno di euro 40 a camera doppia x notte). Sbrighiamo rapidamente le formalità ed usciamo alla ricerca di un ristorante per la cena, ma la cosa si mostra abbastanza ardua senza valuta locale… poco prima della chiusura entriamo al Japanese Noodle House dove con pochi spiccioli (meno di 9 euro) mangiamo mentre un enorme scarafaggio si aggira tra le sedie… una realtà completamente diversa da quella di poche ore prima! Rientrati in hotel ci facciamo una birra al bar del tetto dell’hotel ed osserviamo le luci della città. ( euro 1 = 4,13 rym – ringgit malesiano).



5° giorno – 27 luglio

Alle 8.00 in punto Jumat, il tassista prenotato via mail dall’Italia, ci aspetta per portarci al Semenggogh Orang Utan Reserch Center (ticket di ingresso Rym 3, poco meno di 80 cent di euro). Passiamo prima ad un ufficio cambia valute e poi via di corsa per esser li’ al feeding-time delle 9.00. Arriviamo giusto in tempo per vedere arrivare i primi Oranghi…un emozione da non dimenticare! Ci spostiamo nei 3 punti della foresta, dove i ranger distribuiscono cibo, per osservare estasiati le evoluzioni aeree di questi primati dalle sembianze e dallo sguardo incredibilmente umano. ‘Appollaiato’ su un piccolo arbusto, tra numerose piante carnivore, scorgiamo un vipera verde brillante e pochi cm piu’ in là un coloratissimo grillo che si avvicina pericolosamente al rettile per poi salire addirittura fin sopra la sua testa! Ancora mi chiedo se la vipera era ipnotizzata o distratta da noi umani, visto che il grillo ha sostato un bel po’ sopra la sua testa, senza esser mangiato, prima di scappar via! Vs l’orario di chiusura del centro si sono avvicinate anche delle femmine con cuccioli che dopo aver piroettato su dei cavi legati tra gli alberi hanno deciso di seguirci fino al parcheggio…un regalo piu’ bello non avremmo potuto riceverlo…mentre i ranger ci invitavano ad uscire le due femmine camminavano a poco piu’ di due metri da noi, alla faccia dei 5 mt vivamente consigliati! Per farla breve le due mammine hanno prolungato l’orario di apertura di quasi un ora…

Ci congediamo malvolentieri da queste meraviglie della natura per dirigerci alla volta dell’Anna Rhais Longhaus dove arriviamo dopo circa un ora. Pagato il ticket di ingresso (Rym 30 in 6 persone) andiamo alla scoperta della longhaus, dall’area comune dove viene lavorato il caucciu estratto dalla corteccia, alla capanna del capo tribu’ dove è ancora possibile vedere alcuni teschi delle ultime vittime degli Iban, famosa popolazione indigena tagliatrice di teste. Rientriamo in città nel primo pomeriggio e dopo aver pagato il taxi (Rym 320 /6 persone= euro 12,50 a testa) e riconfermato per il giorno seguente, ci concediamo un buonissimo pranzo in centro, a fianco dell’ufficio per il turismo,vicino al Main Bazaar, al ristorante Magna Carta alla modica cifra di rym 276 ( euro 11 circa a testa ). Approfittiamo per fare un po’ di shopping nei numerosi negozietti del Bazaar, ma quello che ci ha affascinato di più è stato sicuramente quello di antiquariato dove centinaia di pezzi giacevano impolverati accatastati l’uno sull’altro e dove abbiamo acquistato una piccola cornice in legno, alcune monete antiche cinesi ed un vecchio bracciale in argento che avremmo poi visto al museo della cultura antica del Borneo! Seguiamo le indicazioni di altri viaggiatori e per la cena andiamo al Top Spot, un ristorante all’ultimo piano di un parcheggio multipiano, composto da diversi chioschi dove scegliere pesce da far cucinare. Mai miglior scelta poteva esser fatta! Una efficientissima cameriera (Wendy) ci consiglia cosa ordinare e scopriamo cosi dei buonissimi spinaci selvatici (Wild Spinach) oltre a ottimi noodles, gamberoni ed aragoste. Per il granchio siamo arrivati tardi , ma non disperiamo perche’ Wendy ce l’avrebbe fatto trovare la sera dopo! (Ling Loong Saefood rym 301 – euro 11,50 a testa!).

6° giorno – 28 luglio

Di prima mattina partiamo (taxi rym 20 a testa) alla volta del jetty per il Bako Park (ticket rym 32 circa a testa) dove giungiamo dopo circa 3 ore (tra taxi e barca) per seguire il percorso in foresta lungo circa 1800 mt e percorribile in circa 2 ore. La foresta si rivela fitta e varietale, ma di scimmie nasichee o altre forme animali manco la puzza, se si esclude un pitone sottile e lunghissimo scappato via rapidamente. Ci arrampichiamo alla Indian Johnes tra radici e sentieri poco piu’ che segnalati fino ad arrivare alla sommità rocciosa di una collina da cui si scorge una bella spiaggia, meta finale del percorso. Chi pensava che la discesa sarebbe stata molto piu’ semplice ha dovuto ricredersi…Giunti a destinazione ci godiamo un bel bagno e un po’ di relax in spiaggia dove dopo un po’ si fanno vedere delle scimmie da cui ci teniamo alla larga per evitare di subire furti…. Ripartiamo con un taxi-boat prenotato all’arrivo e mentre i miei compagni si fanno portare al jetty, io scendo in una spiaggia poco distante per proseguire da sola alla ricerca delle scimmie nasiche, ma nulla da fare, quest’altra passeggiata di 800 mt rimane fine a se stessa! Arrivati al jetty seguiamo una guida che indica a dei clienti un lemure volante nascosto sotto la foglia alla sommita’di una palma : almeno quello! Mentre ci dirigiamo all’imbarco vediamo un lungo serpente marino che proprio sotto alla ns passerella insegue dei piccoli anfibi. Tornati a Kuching ci concediamo una bella camminata lungo il river side dove ci soffermiamo in un chiosco per mangiare del cocomero fresco , osservando la residenza del governatore sita sulla sponda opposta del fiume, solcato da tipiche imbarcazioni e da canoisti in allenamento . Per la cena ci rechiamo di nuovo al Top spot (meno di euro 8,5 a testa!), dove Wendy, alla faccia delle centinaia di persone sedute ai tavoli, ci viene incontro e ci assegna lo stesso tavolo della sera prima! nemmeno noi lo avremmo potuto riconoscere…addirittura lei si ricordava cosa avevamo ordinato ed aveva, ovviamente, tenuto da parte i granche richiesti la sera prima! Con enorme dispiacere ci congediamo da questo che sarà in assoluto il ristorante piu’ eccellente di tutta la vacanza nel rapporto qualità-prezzo.

7° giorno – 29 luglio

Dedichiamo la mattinata alla visita di una serie di musei gratuiti sulla cultura, l’arte e l’artigianato del Borneo, ed il museo di scienze naturali con le tante specie endemiche animali terrestri e marine. Fatto il chek out in hotel passiamo il pomeriggio allo Spring mall, un centro commerciale molto simile ai tanti visti a Singapore ma molto meno affollato. Alle 19.50 ci imbarchiamo in un volo Air Asia (euro 33 a testa con pacchetto assicurativo completo+eccedenza bagaglio+ bus dall’apt alla stazione centrale – KL Central) che ci portera’ in circa 1h e 40′ a Kuala Lumpur. Il bus dell’Air Asia è molto confortevole e, vista la durata del viaggio, offre pure un bel film in inglese. A Kl Central (lo snodo più importante di una rete urbana su rotaia a cui appartengono varie compagnie e sistemi di trasporto) prendiamo un taxi (neanche 2 euro a testa) che ci porta al Korus Hotel, ad occhio vicino ma in realtà impossibile da raggiungere a piedi viste le strade a scorrimento veloce. L’hotel ha una ottima location , proprio a 1 minuto a piedi dalle Petronas, una bella hall e concergie, le camere ampie anche se un po vecchiotte…in compenso dalla finestra vedo le Petronas illuminate, come avevo richiesto alla prenotazione! Di notte son favolose. E’ mezzanotte passata e filiamo a dormire visto che l’indomani “il gallo cantera’ presto”…

8° giorno – 30 luglio

Alle 7 via di corsa verso le Petronas per guadagnare uno dei pochi biglietti di accesso (1640) allo skybridge, il ponte che collega le due torri ad un’altezza di 170 metri… la fila alla biglietteria (che apre alle 8.30) sarà lunghissima (2 ore e mezzo!) ma alla fine la spuntiamo e per soli 10 rym a testa ci accaparriamo i ticket per le 16.40, ultima salita permessa. Per accedere al box office delle Petronas si entra al Suria, il centro commerciale alla base delle Petronas, si gira subito a sx e si scende con la scala mobile. Perdiamo un po’ di tempo per risolvere un “problemino” con l’Atm che non aveva dato valuta mentre Visa aveva addebitato l’importo e ci aveva avvisato via sms…. Cmq dopo aver compilato un form con le ns generalità e la descrizione dell’accaduto veniamo rincuorati, dal manager della banca, che, dopo i dovuti accertamenti, avremmo avuto il riaccredito in conto. Raggiungiamo la stazione della metro, linea rossa, che parte proprio dal piano sotterraneo del Suria, per arrivare alla Kl Central da dove la Monorail (rym 6,5 a testa) ci porterà in circa 40′ a Selangor, alle Batu Caves. Arrivati a destinazione sembra proprio di esser in India: donne in sari che vendono collane di semi di solito indossate dai ministri dei templi, un pitone albino al collo di un ragazzino, scimmiette. La sacralità,ed il coinvolgimento religioso nell’assistere ai particolari riti induisti, con offerte e benedizioni si respirano nell’aria. Nel piazzale prima di arrivare alle scalinate, possiamo trovare due grandi guardiani del tempio e alcuni tempietti minori, dove spesso ci sono funzioni religiose- Il tempio principale si trova al centro di una montagna di formazione calcarea, all’interno di una maestosa grotta naturale, che diventa poi a cielo aperto, raggiungibile salendo una suggestiva scalinata di 272 scalini intagliati nella roccia alle spalle di una gigantesca statua dorata di Muruga. Molte sono le statue hinduiste tutte coloratissime ed arricchite di fiori ,frutta fresca ed incensi. Tra le incarnazioni di Shiva, la più importante è quella di Lord Subramaniam, conosciuto anche come Signore Muruga o Durga. Queste statue sono anche messe in modo da rappresentare sia alcune scene della Bhagavad Gita, che altri testi sacri hinduisti.
China Town

Riprendiamo la monorail per raggiungere China Town, meglio conosciuta come Petaling Street (Jalan Petaling) , ben evidente sulla porta di ingresso di quello che ormai è divenuto un moderno mercato di strada, coperto da una tettoia vetrata. Prezzi interessanti ma sempre da contrattare ( to bargain for : ricordarsi bene questo verbo, dall’inizio alla fine della vacanza!) per qualsivoglia articolo. Con l’orologio sempre sotto controllo ,concludiamo lo shopping e scappiamo in metro verso le Petronas per l’ultimo accesso della giornata allo Sky Bridge, dove ci viene rilasciato un pass da visitatore e ci obbligano a lasciare borse e zaini in deposito prima della salita. Interessante e bella vista ma il tempo concesso è di soli 15 minuti dopo i quali vieni accompagnato fuori. Mi permetto di fare un paragone col Burj Khalifa di Dubai… comprendiamo che le Petronas siano state costruite anni fa ma BurJ Khalifa batte Petronas 9 a 1! Le Petronas sono bellissime di notte, ma di giorno anche internamente non ci hanno dato grosse emozioni, inoltre scendendo al piano terra siamo stati indirizzati all’uscita tramite un corridoio anonimo e con tubature a vista sul soffitto…che squallore! Terminiamo il pomeriggio girovagando all’interno del Suria in attesa di una bella cena a La Biblioteque, un ristorante molto carino ed in voga ,proprio di fronte alle Petronas, con buon cibo e bella gente.

9° giorno – 31 luglio

Eccoci all’ultimo ed intenso giorno a KL, una città che si appresta ad affrontare l’inizio del Ramadan e di conseguenza ad abbassare l’intensità delle luci di ogni edificio e di ogni strada, quello che io mi permetto di definire “indossare un vestito a lutto”… per fortuna l’indomani mattina saremmo scappati via Vs il mare! Usiamo la linea rossa della Klcc all’interno del Suria per raggiungere il famoso Central Market, storico mercato locale ospitato in un antico edificio del 1888 rinnovato ed ampliato più volte fino al 1933. Nel 1985 il Mercato Centrale è stato restaurato e riaperto e tuttora è noto come il più importante centro commerciale culturale della Malesia dove acquistare artigianato malese e souvenir a buon prezzo, se esperti di contrattazione. Conosciuto anche come Pasar Seni o Pasar budaya, è una delle attrazioni principali di Kuala Lumpur all’interno del quale c’è una zona adibita alla ristorazione con menù thailandesi, cinesi, malesi, indonesiani. Costeggiamo a piedi la Masjid Jamek, l’antica moschea costruita nel 1907 su modello delle moschee costruite dai moghul nel nord dell’India, con le cupole a bulbo, minareti a file sovrapposte di mattoni rosa e bianchi e colonnati ad arco, mentre il cielo ci regala qualche goccia di pioggia, ma giusto il tempo di indossare il K-way che ha già smesso! Che fortuna…

Arriviamo a destinazione troppo presto ed in attesa dell’apertura curiosiamo tra i negozi del piccolo quartiere di Little India, proprio li vicino. Piu tardi torniamo al Central Market dove scoviamo un piccolo negozio con la merce incastrata ed instabile come un castello di carte… se muovi qualcosa devi esser pronto a raccoglier quello che cade giu… aveva tante di quelle cose particolari ed interessanti che ci abbiamo passato piu’ di un ora! La cosa che ci ha stupito di più è stato che in mezzo a quella baraonda la proprietaria riusciva a trovare qualsiasi cosa gli chiedessimo! devo ancora capire se alla fine eravamo piu soddisfatte noi per aver trovato souvenir particolarissimi e mai visti prima altrove o lei per le tasche piene di Rym! (Parlo al femminile xche’ come solito spetta a noi femminucce il compito di pensare ai souvenir per tutti, parenti dei mariti compresi…e poi i maschietti sbuffano perchè impieghiamo troppo tempo e/o spendiamo troppo! Finisce sempre cosi’). Soddisfatte usciamo e ci incamminiamo verso Merdeka Square dove il 31 agosto del 1957 è stata proclamata l’indipendenza della Malesia ed ancora oggi ogni anno, in occasione del National Day, si svolgono parate militari: in questo i malesi sono estremamente nazionalisti! Noi la bandiera la sventoliamo solo per le partite della nazionale di calcio! Con la mappa in mano ci dirigiamo Vs il Butterfly Park pensando che sarebbe stato un breve tragitto ed invece… sbagliamo pure strada! Alla fine arriviamo all’ingresso (rym 20 a testa + rym 4 per l’ingresso della telecamera) dove depositiamo zaini ed acquisti e ci immergiamo nel verde di questo grande giardino fiorito coperto da una enorme rete. Farfalle colorate anche di grandi dimensioni che si spostano di fiore in fiore e per nulla intimorite si posano pure sulle ns mani e con la “proboscide” succhiano il sale del ns sudore. Assistiamo alla liberazione di alcuni esemplari appena usciti dal bozzolo contenuto in una bacheca chiusa con 2 sportelli dove rimangono ancora alcune crisalidi. A malincuore lasciamo il giardino e attraverso una sorta di museo con teche contenenti giganteschi insetti (stecco, scarabei,…) e cornici con farfalle di molti tipi e misure, torniamo all’ingresso dove recuperiamo i ns babagli. Prendiamo un taxi ed in soli 5 minuti arriviamo al Bird Park , stesso sistema del precedente ma di dimensioni notevoli…. enormi voliere di centinaia di metri cubi, piene di alberi, laghetti, cascate, fiori, prati e ruscelli e uccelli tropicali. Finalmente vediamo il famoso HornBill, altro simbolo della Malesia ed ormai difficilissimo da vedere in foresta, oltre a centinaia di altre specie. Dopo un paio di ore usciamo e riusciamo a trovare un taxi per 6 che ci porta Vs l’Hotel, ma ci fermiamo prima, al Bukit Bintang Plaza (fermata della Monorail Bukit Bintang) un centro commerciale di solo materiale elettronico dove promoter offrono pc di ultimissima generazione, macchine fotografiche e quant’altro. Facciamo il primo acquisto elettronico e ci portiamo a casa l’ultimo modello di una macchina fotografica compatta ancora non uscita in Europa, completa di sim da 8 Gb e custodia. A distanza di 3 mesi scopriamo di aver risparmiato il 30% sulla macchina più il costo totale della sim e della custodia, senza contare che all’acquisto non era ancora in commercio! Increduli dell’acquisto ormai insperato visti i prezzi dei giorni precedenti, non terminiamo neanche il giro del Mall (considerando che era a 5 o 6 piani sarebbe stata necessaria una intera giornata…) e con la Monorail torniamo al Suria Mall dove trascorriamo le ultime ore di KL gustando una bella cena (poco piu di euro 12 a testa) al Ben’s, locale moderno di proprietà di un famoso personaggio (vi dice nulla Mercedes – Bens?). Qui assistiamo ad un buffo siparietto: un distinto signore orientale che “combatteva” con la forchetta per mangiare un piatto di spaghetti…e più di una volta sono stata lì lì per alzarmi dal tavolo e mostrargli come usarla… non si poteva guardare! Perche’ non mangiarli con le bacchette, in fondo spaghetti e noodles si somigliano molto! Ci congediamo da una Kuala Lumpur sottotono per l’imminente ( il giorno successivo) inizio del Ramadan e ringraziamo il cielo, vista l’esperienza dell’anno precedente a Dubai, che la mattina successiva saremmo scappati alla volta delle Perhentian Island.. .Anche le Petronas con le luci “a mezzasta” perdono molto fascino.

10° giorno – 01 Agosto

Alle 7.10 partiamo in taxi (circa euro 6 a testa) verso il Kuala Lumpur International Airport dove alle 10.10 la Malaysian Airlines ci avrebbe portato in un’ ora a Kota Bahru e da lì in un ora di taxi avremmo raggiunto il Jetty dove ci attendevano circa 40′ di barca (tot taxi+barca euro 23 a testa) per arrivare in paradiso: le Isole Perhentian (Besar e Kecil più un innumerevole di isolotti), situate in prossimità del confine thailandese, che offrono acque magnifiche, spiagge deserte, sabbia finissima e pesci multicolori (ticket di ingresso al parco marino circa euro 1). A Perhentian Besar il P.I.R. si è rivelato l’ hotel con la migliore location in assoluto, posto in una baia a mezza luna di sabbia bianchissima e con un mare dai colori piu’incredibili.. dal celeste al turchese piu’ accecante! La barriera corallina si trova a pochissimi passi dalla riva ed è ricchissima di carangidi, pesci pappagallo, attinie, anemoni e pesci pagliaccio, vermi ad albero di natale, spirografi, razze Jankins, balestra titano a cui occorre prestare attenzione in quanto assai aggressivi (proteggono le uova), fucilieri, etc… Le camere con vista mare sono quasi sulla spiaggia, separate solo da un viottolo pavimentato ed il costo è veramente irrisorio ( circa 51 euro a testa a notte), mentre le camere con vista giardino/ collina hanno la foresta alle spalle e di fronte la piscina ed un piccolo stagno (regno di un Drago di Comodo – Varano- di oltre 2 mt ). Sconsiglio queste ultime, soprattutto perche’ di notte i richiami degli animali selvatici si fanno sentire. Il giardino in cui sono poste le cabanas è abitato da un altro piccolo varano (circa 80 cm di lunghezza, molto più spaventato degli umani), numerosi volpi volanti (pipistrelli dall’apertura alare di oltre 1 mt) ed un infinita quantità di scoiattoli che spesso si intrufolano all’interno delle camere combinando qualche marachella (rosicchiano cibo lasciato incustodito, valige ed abbigliamento). Il Mare della Cina offre una temperatura dell’acqua costante (circa 27°) ed è priva di escursione termica, tantoche’ finita colazione e pranzo, il tempo di infilare maschera e pinne e mi gettavo in mare per safari fotografici lunghi un paio d’ore.solo la batteria della macchina fotografica mi faceva desistere dal rimanere ancora. Da non perdere l’escursione di 3-4 ore (circa euro 10) a Rawa Island (piccolissima isola deserta dalla sabbia bianchissima e con fondali ricchi di pesci pappagallo-scatola-carangidi-leone- squali pinna nera e branchi di enormi Bolbometopon – erroneamente scambiati per pesce napoleone- Tokong Burung (alla ricerca di una manta stanziale), Light House (il faro da cui tuffarsi in un mare ricchissimo di coralli, attinie bianche-viola.rosse, anemoni ed enormi banchi di pesce) e Tourtle point (dove rincorrere le tartarughe che emergono a pelo d’acqua per prender aria).

Oltre ad oziare sotto le palme e fare snorkeling ci si puo’ immergere in diversi siti anche se in possesso del brevetto O.W. La mia unica (purtroppo) escursione è stata a Sugar Wreck all’interno del relitto di una nave cargo (che come dice il nome stesso trasportava zucchero), affondata nel 2000 a sud-ovest di Perhentian Kecil. La nave, il cui vero nome era Union Star, era diretta verso Singapore per riparazioni quando si imbattè nelle forti piogge della stagione dei monsoni e pian piano fu completamente riempita d’acqua. Il relitto è lungo circa 90 metri e giace sul suo fianco a una profondità di 18 metri. La penetrazione del Sugar Wreck è possibile a tutti ma l’accesso alle cabine e alla sala motori è adatta solo a sub con esperienza in materia. Sopra le lamiere i coralli hanno iniziato a crescere e quindi ad attirare pesci: si possono avvistare ricci dagli aculei lunghissimi, grossi gruppi di azzannatori, carangidi, barracuda e tonni che nuotano intorno al relitto. Nei diversi anfratti e passaggi si incontrano enormi pesci palla, pesci scatola, pesci pipistrello, pesci leone, pesci scorpione e, se fortunati, anche squali nutrice. (20′ di barca più mutino, gav e bombole più 52′ di immersione a circa 19 Euro!). Altra cosa consigliata è l’escursione alla scoperta della lussureggiante foresta che si allunga fino al mare. Con poco piu’ di 1 ora e mezza di camminata si raggiunge l’altro lato dell’isola dove si trovano il Tuna Bay hotel, l’Abdul Chalet ed il Flora Fauna, strutture molto ma molto spartane posizionate in una spiaggia soggetta all’influsso delle maree dove, tra l’ altro, sfociano le fognature dell’isola ed alle cui spalle si trova una discarica. Proprio in questa discarica abbiamo avuto un incontro emozionante con 2 enormi Draghi di Comodo che, in piedi sulle zampe posteriori, si contendevano una femmina che assisteva poco lontano. Camminata molto impegnativa ma anche molto fruttuosa perché oltre a questo combattimento abbiamo visto numerose specie vegetali, lunghissimi millepiedi ed assaggiato alcuni frutti a noi sconosciuti. Lasciate pure a casa le scarpe , qui si gira anche di notte a piedi nudi o massimo in infradito.. inoltre in alcuni ristoranti si lasciano le scarpe fuori!

Dal P.I.R. con 5 minuti di camminata, attraversando un ponte in legno tra la vegetazione, si giunge in un’altra piccola baia dove i locali, adiacenti l’uno all’altro, offrono una ampia scelta di ottimo cibo a prezzi bassissimi. Dal Mama’s Chalet al Watercolor front, al Coral View, i prezzi variano da 6 ai 10 euro a testa, inferiori a quelli del P.I.R. sebbene la qualità ed il servizio siano i medesimi. Addirittura al Mama’s si sceglie il pesce, e dopo essere pesato se ne contratta il prezzo e finisce subito sulla brace. Indimenticabili i giganteschi frullati di frutta e gelato alla vaniglia. Slurp! Cinque giorni in questo paradiso son proprio serviti a rigenerarci dopo 10 gg di tour e ripartire non è stato facile.ma come ogni cosa tutto ha un inizio ed una fine! Mentre la ns barca, che ci riportava vs Kuala Besuit, si allontanava da Perhentian Besar, il cartello di benvenuto posto al molo del Pir si faceva piccolo piccolo, ma le parole rimanevano impresse nei ns occhi come i volti ed i sorrisi dei ragazzi dello staff ed i colori del mare e delle palme che diventavano piccole piccole fino a sparire tra la schiuma del mare. Selamat Datang ( benvenuti) è stato il leith motiv della ns vacanza, ovunque andassimo lo trovavamo scritto. proprio vero la cordialita’ dei Malesi è incredibile: ricordo un uomo in metropolitana a cui chiesi quale fermata mi consigliasse per raggiungere Chine Town a Kuala Lumpur e lui, senza pensarci due volte, si offri di accompagnarci. e quando tentai di dargli una mancia si rifiuto’ e faticai a fargli accettare un euro che gli offrii come porta fortuna. Ma farei loro un torto se non nominassi anche Jumat, il tassista di Kuching – Wendy, la cameriera del Top Spot di Kuching – John, il receptionist del P.i.rche mi ha accompagnato in foresta – il tassista che dal jetty di Kuala Besuit ci porto’ in aeroporto a Kota Bahru e che, quando gli chiesi di fermarsi lungo la strada per comprare della frutta, fece una deviazione fino al centro città per farmi comprare dei langon e ci offri un gelato ghiacciolo a tutti e 6.Pensare che si tratta di persone che vivono quasi nella miseria.

Prima di ripartire alla volta di KL abbiamo riconvertito i Rym rimasti in euro , memori del miglior cambio a Kota Bahru. Da Kl a Roma il tempo è passato veloce accompagnato dai flash back dei piacevoli giorni trascorsi nella terra di Sandokan. Assolutamente un viaggio da consigliare anche a chi ha bambini. Mi congedo con un “Arrivederci Malesia”…

NOTE: sia a Singapore che in Malesia i tovaglioli di carta e la carta igienica sono un bene di lusso, pertanto non vi stupite se seduti al tavolo di un ristorante vi viene consegnato un piccolissimo tovagliolo tipo dispenser da bar o, entrando al bagno, non trovate il classico rotolo bensi’ un addetto che taglia la carta igienica e ve ne porge solo due pezzetti. richiederne altra spesso risulta esser fatica sprecata

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