Sopravvivere ad Atene

di Marco Marmotti –
Atene caotica, corrotta e terribilmente umana. Atene cresciuta a casaccio, da un giorno all’altro.  L’Atene degli Ateniesi e l’Atene della gente ai margini. Atene trasandata e  inquinata.  Atene antico e nuovo insieme. La città dei luoghi comuni,  la città dove si mangia a tutte le ore del giorno e della notte.  La città dove l’odore dei Souvlaki ti entra dalle narici ovunque tu sia.  Atene così grigia, Atene dal cielo di un blu quasi irreale.

 Atene così difficile da scoprire.  Atene che non dorme mai,  Atene orgoglio e malinconia.  Atene  un po’ sogno e  un po’ incubo. Atene, fondamentalmente come un parente stretto a  cui si perdonano difetti e  contraddizioni.

Urbanistica

E’ ormai da decenni che Atene conta quasi metà della popolazione dell’intera Grecia e più di metà delle automobili. Lo sviluppo della città moderna ebbe inizio nel 1834 quando la città, che allora contava non più di 8000 abitanti, fu designata quale capitale del nuovo Stato greco.

Nei primi anni dell’indipendenza greca Atene era una tranquilla e piccola città. La schiacciante immigrazione del 1922 dall’Asia Minore finì per produrre un continuo flusso di popolazione verso la capitale con un conseguente ed inevitabile sovraffollamento che fece di Atene la città greca maggiormente popolata.

L’abitato si ramificò in ogni direzione con la costruzione di estesi quartieri suburbani, dapprima verso nord, nella piana del Cefiso e verso nord-est, sulle pendici del Licabetto e oltre, e successivamente verso sud, fino a raggiungere il mare. Così Atene, che allora era poco più che un villaggio, per via di questo disordinato processo di urbanizzazione che ha prodotto una crescita talmente incredibile, è diventata oggi una colata informe di cemento che dal Pireo arriva sino alla baia di Maratona. 

Grec ia - Atene vista dall'alto

La periferia di Atene è davvero sterminata ed impressionante. Un vero e proprio susseguirsi di casermoni di cemento armato contigui e dalle tinte chiare che, quasi senza soluzione di continuità, si estendono per decine di chilometri su tutta la pianura della regione. Per molti ateniesi, la speculazione edilizia ha costituito una sorta di miniera d’oro, capace di creare opportunità di  lavoro e, quindi, una sorta di via maestra per avere uno standard di vita elevato.  I politici, d’altro canto sono sempre stati piuttosto riluttanti a operare una vera critica al modello di sviluppo venuto fuori nel periodo post-bellico. Come se non bastasse, la pazza rincorsa all’emulazione degli Stati Uniti e dell’Europa del nord ha portato negli anni ad un’impennata senza precedenti nel possesso delle automobili in Grecia e l’incremento di traffico ha generato moltissimi problemi, con il risultato di congestionare le strade ed in particolare le strette vie del centro, soffocate nella morsa del traffico presente di giorno come di notte.

Come ha scritto qualcuno, Atene è una città postmoderna involontaria. Tra la zona dell’acropoli e l’immensa distesa di cemento che costituisce l’area metropolitana ateniese vi è infatti un balzo di venti secoli: due epoche cronologicamente così distanti si affiancano l’una all’altra senza soluzione di continuità spaziale. Se le tracce fisiche dell’antichità sono sopravvissute e costituiscono oggi uno dei maggiori motivi di attrazione turistica della città, altri segni che la storia ha sedimentato sono stati seppelliti e cancellati per sempre. Atene è davvero una città molto antica, ma, al tempo stesso, una città incredibilmente nuova, effimera come un sogno.

La città è delimitata su tre lati dal Monte Párnitha, dal Monte Pendéli e dal Monte Hymettos, e al suo interno si trovano non meno di otto colline, tra le quali spiccano l’Acropoli e Lykavitós.  In realtà quasi tutti i luoghi di interesse per il semplice turista sono concentrati nella zona attorno a Piazza Sintagma, delimitata dai quartieri di Plaka a sud, Monastiraki a ovest, Kolonaki a est e Omonia a nord.

E’ meglio saperlo subito, secondo gli usuali canoni estetici Atene non può essere sicuramente considerata una città bella, anche se, probabilmente, avrà comunque lo straordinario potere di avvolgervi con i suoi tentacoli e di sedurvi con il suo spirito levantino. Il segreto per non rimanere delusi è quello di non visitare questa città col pensiero che il tempo si sia fermato ai libri di storia. La vita va avanti. Atene poi è profondamente cambiata negli ultimi anni. Il fenomeno migratorio che ha interessato quasi tutte le metropoli europee ha  creato zone all’interno della città dove l’integrazione non è avvenuta facilmente e dentro i quartieri poveri si sono formati altri quartieri sempre più poveri, proprio mentre l’Atene bene cerca di rifarsi  la facciata.

Se arrivate in aereo

L’aeroporto Eleftherios Venizelos è stato costruito apposta per i giochi olimpici. Si trova a Spata, dove ha aperto al pubblico nel marzo del 2001, rendendo l’arrivo in Grecia decisamente più piacevole rispetto al passato.  Per piazzarlo lì, trenta chilometri ad est di Atene, hanno dovuto persino spostare una chiesa ortodossa del XV secolo. Dista circa 50 minuti di auto dal centro, non proprio vicinissimo insomma.

Pare che il vecchio aeroporto di Atene, vicino al mare, nella periferia di Helliniko, sia destinato ora ad essere trasformato in qualcos’altro. Esiste un progetto per il quale il conto alla rovescia sembra già cominciato, con l’ambizione di trasformare il waterfront della capitale in un enorme parco di divertimenti da 2 milioni di metri quadrati. Le vecchie piste di decollo e atterraggio dovrebbero diventare sentieri per le escursioni e piste ciclabili e oltre un chilometro di spiaggia urbana, attualmente poco infrastrutturata, conoscere un nuovo sviluppo.

Il fatto è che gran parte dell’area del vecchio aeroporto è classificata come sito archeologico, quindi – fortunatamente –  il progetto vedrà la luce alle calende greche.

Il nuovo aeroporto è comunque grande, moderno e bello, probabilmente uno degli aeroporti meno complessi del mondo. Ci sono i servizi igienici anche nella zona dei bagagli se si deve aspettare. Inoltre, c’è un’agenzia di viaggi che vende biglietti per le isole, banche, ristoranti e negozi. C’è uno stand per la pizza e i panini, un ristorante giapponese, l’immancabile McDonalds, un ristorante greco e un sacco di caffè. Come gli aeroporti più moderni, assomiglia parecchio ad una sorta di centro commerciale.

Taxi e autobus sono proprio davanti alla porta dell’uscita, non si fa quindi fatica a trovarli.

Prendere un taxi per spostarsi non dovrebbe dissanguarvi più di tanto. I taxi sono disponibili presso l’area di attesa situata all’uscita 3 degli arrivi. Un taxi per il centro di Atene dovrebbe di regola costare un prezzo forfettario di 38 euro durante il giorno e 55 euro dopo la mezzanotte (si passa per un tratto di autostrada a 6 corsie denominata Attikì Odos, che ingloba anche la linea 3 della metropolitana e la linea 1 della suburbana). Se invece dovete andare al porto del Pireo, diciamo che il percorso è di circa 45 minuti e la regola base è che di giorno dovreste alleggerirvi il portafoglio di circa 50 euro. Questi prezzi comprendono tutto – il costo del bagaglio, i pedaggi autostradali, la tassa, ecc.

Il problema, come in gran parte delle capitali, è cercare di evitare i furbi. Ecco, diciamo che se vi chiedono di più di quanto vi ho indicato sopra è probabile che stiano facendo i furbi.

I taxi  ad Atene, in generale, costano poco o almeno meno delle altre grandi capitali europee, basterebbe controllare sempre che il tassametro indichi la tariffa giusta e soprattutto che sia in funzione;  ma spesso la cosa più difficile è proprio riuscire a fermarli in strada: provate a chiamarli dal marciapiede, urlando la vostra destinazione. Se il taxista è diretto nella medesima zona, può darsi che fermi anche se ha già dei passeggeri a bordo. Ma non contateci troppo.

Altri mezzi per lasciare l’aeroporto

Premesso che se si è almeno in quattro conviene sicuramente prendere un taxi, il mezzo più semplice e meno caro è comunque il bus. A parte la fatica di trascinarsi dietro le valigie, sono frequenti, efficienti, comodi e persino climatizzati. Ci sono quattro linee di bus da e per l’aeroporto e tutti i percorsi sono disponibili 24 ore al giorno – 7 giorni alla settimana. Tutti i bus partono esattamente dalla zona degli arrivi, giusto appena fuori l’uscita. I biglietti vengono venduti presso l’info-biglietteria (situata tra le uscite 4 e 5).

L’autobus X95  è quello che conduce dall’aeroporto a piazza Sindagma, 24 ore su 24, partenza media circa ogni quarto d’ora, tempo di percorrenza 50 minuti senza traffico.

L’autobus X96 è diretto al porto del Pireo e parte generalmente ogni venti minuti, ma ogni 40 minuti dopo mezzanotte. Se state soggiornando a Voula, Vouliagmeni, Glyfada o Faliron ci sono buone probabilità che questo autobus passi per il vostro hotel. Il tempo di percorrenza supera abbondantemente l’ora e se c’è traffico si attesta sui 90 minuti. Si tratta di una linea costiera e quindi almeno il panorama è garantito.

L’autobus X93 collega l’aeroporto con il capolinea degli autobus di Kiffissou. L’intervallo è generalmente di 35 minuti (65 di notte).

L‘autobus X97 va alla stazione della metropolitana Elliniko e si collega con la linea 2 della metropolitana.

Per queste linee il biglietto costa 6 euro ed è valido per un solo viaggio.

La metropolitana è un altro modo comodo e veloce per raggiungere il centro città. C’è una passerella che vi ci porta, seguendo le indicazioni. Quella da prendere è la linea 3 “Agia Marina – Aeroporto Internazionale di Atene”, di color blu.  Il biglietto che è speciale e valido solo per questa corsa costa 10 euro per una persona (18 euro per due persone e 24 euro per tre) e va a Monastiraki, fermandosi anche a Syntagma (dove sarà necessario cambiare se andate ad Omonia). Il primo treno dall’aeroporto per Monastiraki è alle 06:30, la frequenza è ogni 30 minuti e l’ultima corsa dall’aeroporto a Monastiraki è alle 23:30. Il primo treno da Monastiraki all’aeroporto è alle 5:50 e l’ultimo da Monastiraki all’aeroporto è alle 22:58.  Il viaggio dura circa 30 minuti.

Attenzione perché le macchinette dei biglietti  spesso non danno il resto quindi se non avete i soldi giusti per il biglietto, meglio acquistare in biglietteria.  Peraltro, nel corso del 2017 il sistema di trasporto a Atene passerà dai biglietti cartacei ai biglietti elettronici moderni con l’uso di smartcard di plastica (simile alle carte Oyster di Londra ).

Infine c’è la ferrovia suburbana che collega l’aeroporto di Atene con la stazione ferroviaria centrale di Atene e il centro ferroviario di Acharnai, e attraverso di loro alla rete ferroviaria nazionale. I treni funzionano 7 giorni a settimana dalle 5:26 alle 21:44.

La metropolitana

Dopo che per anni la città ha dovuto convivere con estenuanti lavori in corso, oggi finalmente Atene ha una metropolitana con i controfiocchi. Forse la più efficiente e bella d’Europa. I lavori per la  sua costruzione sono andati avanti molto a rilento nel tempo a causa di tutti i reperti archeologici che sono stati rinvenuti man mano: ogni volta che si scavava si finiva per trovare qualcosa di interessante. La cosa che colpisce,  soprattutto per la differenza con le altre metropolitane del resto del mondo, è che  nelle stazioni della metropolitana di Atene non si vedono graffiti, piastrelle sporche e disperati che dormono per terra. Niente odore di piscio insomma, ma solo candidi muri in marmo e pavimenti in granito. Pensate, non ci sono nemmeno le pubblicità alle pareti.

La metropolitana di Atene è stata costruita decine di metri  sotto terra , probabilmente per evitare di intaccare gli strati di interesse archeologico.  Tutte le sue stazioni dispongono di ascensori che sbucano dal sottosuolo e che consentono di raggiungere direttamente ed in assoluta comodità il livello dei treni. La rete è costituita da 3 linee (contraddistinte con tre diversi  colori: rosso, verde e blu): la vecchia linea 1 che percorre la città da sud (partendo dal porto del Pireo) a nord (arrivando all’elegante sobborgo di Kifisià) e le nuove linee 2 e 3 che attraversando tutto il centro storico e raggiungono la  linea rossa Anthoupoli – Eliniko e la linea blu Aeroporto –  Aghia Marina.

La linea 1 (verde) risale alla fine del 1800 ed è la più vecchia della città oltre ad essere tra le prime costruite in Europa. Nata inizialmente come linea suburbana (infatti per lunghi tratti è in superficie), negli ultimi anni ha subito un profondo restiling, con una serie di stazioni policrome assai originali caratterizzate tutte dalla presenza di opere d’arte contemporanea. Nelle linee 2-3, quelle nuove,  efficientissime, le stazioni sono in  stile minimalista e postmoderno e alcune di esse sembrano quasi dei musei. La stazione di Syntagma, ad esempio, è un matrimonio ben riuscito tra il trasporto tecnologico avanzato e l’archeologia: è davvero unica al mondo.

La metropolitana è senza alcun dubbio  il mezzo ideale per visitare Atene poiché  la sua struttura è articolata in maniera tale da raggiungere ogni angolo della città.

Ecco ora alcune informazioni pratiche per il suo utilizzo. La metro di Atene funziona tutti i giorni dalle 5.30 del mattino a mezzanotte circa. La frequenza dei treni varia a seconda degli orari e delle linee, ma di solito non supera mai i dieci minuti di attesa.

Di venerdì e sabato l’orario di funzionamento è prolungato e l’ultima corsa parte verso le 2:20 di notte. Tuttavia, ci sono delle stazioni che chiudono prima.

I biglietti sono utilizzabili anche con altri mezzi di trasporto pubblico ovvero, oltre la metropolitana, anche autobus e  tram (esclusi i bus express express),  e sono validi per 90 minuti dopo la convalida. Il costo è di 1,40 euro.

Esistono poi dei biglietti che consentono l’utilizzo continuo per 24 ore (costo 4,5 euro) e per 5 giorni (costo 9 euro); sono validi per il trasporto e il trasferimento su autobus urbani (esclusi i collegamenti aeroportuali) tram e metropolitana (tutte le stazioni tranne l’aeroporto). La loro scadenza parte dalla prima convalida:  esempio, dalle 13.00 del lunedì alle 13.00 del martedì per il biglietto di 24 ore, e dalle ore 13.00 del mercoledì alle 13.00 del lunedì successivo per il biglietto di 5 giorni.

Esiste infine un biglietto turistico di 3 giorni che costa 22 euro ed è valido  per un viaggio di andata e ritorno da/per l’aeroporto in metropolitana o bus express e consente l’utilizzo illimitato di tutti gli altri mezzi per 3 giorni. A partire dal 2016, questi biglietti sono disponibili presso l’aeroporto di Atene e la stazione degli autobus e le stazioni della metropolitana Omonoia, Syntagma, Thiseio, Monastiraki, Akropoli e Piraeus.

L’ingresso alla metro di Atene è completamente aperto! Significa che i varchi dove convalidare il biglietto non ti sbarrano la strada anche nel caso si decidesse di non fare il biglietto…questo si che vuol dire fidarsi del prossimo!  Inoltre, non è raro trovare appoggiato nelle macchinette obliteratrici qualche biglietto già convalidato, ma ancora valido, lasciato da qualche altro passeggero con un gesto di altruismo.

Atene racchiusa in poche strade e Atene moderna

Il cuore pulsante di Atene è l’area racchiusa dalle due piazze principali della città, Piazza Sintagma e Piazza Omonia. In queste strade i ritmi frenetici della vita ateniese sono bilanciati in qualche maniera dalla lentezza dei tempi che furono. Qui troverete tanti negozi: quelli moderni, vero e proprio inno al consumismo, e quelli tradizionali come, ad esempio, i mercanti di tessuti, in prevalenza ebrei, legati alla tradizione: a volte proprio uno accanto all’altro nella stessa strada. E poi, soprattutto, una infinità di gente… tanta tanta gente, a tutte le ore del giorno e della notte. Se volete invece vedere una città completamente diversa prendete un taxi, un autobus o la metropolitana e dirigetevi a nord verso Kifisia oppure a sud, imboccando la litoranea Leoforos Poseidonos, raggiungete Glyfada… E’ qui che si respira una nuova aria internazionale, dove il lusso è visibile a tutti e inarrivabile per molti. Questi sono i nuovi quartieri residenziali, il capitalismo greco che non conosce crisi vive qui. Negozi lussuosi, bar e discoteche alla moda, alta concentrazione di aziende, società del terziario avanzato, banche e locali modaioli strapieni di gioventù bella e dorata.

 Acropoli

Iniziamo con un po’ di informazioni pratiche. Il sito dell’Acropoli è aperto tutti i giorni dalle otto del mattino alle otto della sera. Ultimo ingresso alle 19.30. Questi orari non sono rigidi e possono cambiare in caso di caldo estremo. Non viene consentito di portare zaini o sacchetti e il costo (non proprio economico) dell’ingresso a tutta l’area archeologica dell’Acropoli è di 20 euro. Esiste poi un  biglietto cumulativo  del costo di 30 euro che è valido per visitare anche altri siti, tra cui l’antica agora, il teatro di Dioniso, Kerameikos, l’Agora Romana, la Torre dei Venti e il Tempio di Zeus Olimpico ed è valido per 5 giorni. Il Museo dell’Acropoli non è invece incluso nel pacchetto. I biglietti sono disponibili solo presso la biglietteria in loco e il costo è aumentato vertiginosamente dall’aprile del 2016. Per ricevere il terzo pacchetto di aiuti la Grecia si è impegnata  infatti a ridurre il suo immenso debito pubblico e oltre alle riforme che coinvolgono tutti i residenti, anche i turisti adesso sono chiamati a dare il loro contributo.

Se il biglietto vi sembra troppo caro, vi dò una buona notizia: la prima domenica del mese l’entrata all’Acropoli è gratis, ma solo da novembre a fine marzo. Altri giorni in cui non si paga sono il 6 marzo (in memoria di Melina Mercouri), il 18 aprile, il 18 maggio e l’ultimo fine settimana di settembre di ogni anno. Gli studenti presso Università UE con tesserino valido per l’anno accademico in corso entrano sempre gratis, invece.  E anche chi non ha ancora compiuto l’età di 18 anni, con la presentazione della carta d’identità o del passaporto per la conferma dell’età.

Fatta questa doverosa premessa, poche parole riguardo i monumenti che troverete, di cui saprete già tutto. Centro religioso, sociale e politico dell’antica Atene, l’Acropoli conserva ancora oggi un fascino immenso, nonostante le numerose devastazioni che ha subito. Il Partenone e l’Eretteo sono, in pratica, gli unici monumenti rimasti sulla spianata. Sono opere che risalgono all’epoca classica: si ritiene che siano stati eretti nel periodo tra il 447 ed il 406 a.C. L’artefice di tutto ciò può considerarsi Pericle che, con il suo ambizioso programma edilizio, aveva chiaramente lo scopo di promuovere l’immagine dello stato ateniese. Sulla cima della sacra rupe gli ateniesi eressero quindi una delle più perfette creazioni del genio umano, simbolo universale della bellezza classica. Personalmente considero il Partenone il metro stesso del mondo. La sua vista è una delle cose che è più profondamente penetrata in me in tutta la vita. Sgombriamo subito il campo da un luogo comune: non sono solo le proporzioni tra le parti e le simmetrie, come si legge nei libri d’arte, a catturare i sensi e l’anima di chi si trova ad ammirare il Partenone. Sono a mio parere piuttosto le lievissime curvature nei profili delle membrature, le deviazioni dall’appiombo delle verticali, le continue seppur minime variazioni degli interassi tra colonna e colonna, a creare la sensazione dell’esistenza di un moto sempre in atto nelle parti più visibili del tempio. Il cervello poi attribuisce a tutto ciò una espressione di  vita che pervade le forme, benché queste rimangano, ovviamente, perfettamente immobili. Non bastano le proporzioni o le simmetrie… perché non vi può essere espressione di bellezza piena senza espressione di vita e non c’è espressione di vita qualora non si coglie nell’immagine, colonna o corpo umano che sia, un empito della mente. Infondere vita e vera bellezza a un edificio fu il merito inarrivabile degli architetti greci.

E allora neppure dopo aver visto mille fotografie si è preparati ad affrontare l’emozione che si prova davanti all’immensità di questo edificio che peraltro è probabilmente la struttura più riconoscibile nel mondo, insieme agli archi dorati di McDonald’s, naturalmente!



Verso il 1450 i turchi lo trasformarono in una moschea e successivamente in un deposito di polvere da sparo. Per cacciarli un generale veneziano non esitò a sparare cannonate sull’Acropoli: una di queste fece saltare in aria il Partenone. Gran parte del Partenone è stato quindi smontato ed è stato rimesso insieme alle parti che sono state sostituite per rimediare all’usura, alle cannonate e all’inquinamento atmosferico. Le numerose impalcature presenti attualmente vi rovineranno decisamente  le foto. Ultimo consiglio: scarpe da tennis per non scivolare.

Grecia - Atene, Il Partenone

Il nuovo Museo dell’Acropoli, che è stato aperto nel giugno 2009, e situato ai piedi dell’Acropoli, raccoglie tutti i frammenti del fregio del Partenone in possesso del governo greco (assieme ad altri ancora in corso di recupero) in uno spazio architettonico ricostruito con le esatte dimensioni e l’orientamento del monumento.

A nord del Partenone si erge l’Eretteo, il secondo tempio dell’Acropoli per grandezza, risalente ad un periodo posteriore. Si tratta di una costruzione parecchio originale. Quello che salta subito agli occhi, a sud della costruzione, è la loggetta con le cariatidi, le sei statue delle korai, le leggiadre fanciulle che sostengono con grazia la trabeazione. Le statue in realtà sono state sostituite da calchi e le originali si trovano al museo dell’Acropoli, tranne una che invece si trova al British Museum .

Questo tempio dedicato Atena Poliade era il vero e proprio luogo di culto della storia leggendaria della città. In questo luogo si sarebbe infatti svolta la disputa tra Atena e Poseidone: vi si custodivano le impronte del tridente del dio su una roccia, un pozzo di acqua salata da cui sarebbe uscito il cavallo, dono del dio, e l’olivo, donato dalla dea Atena alla città. Andando di fronte al portico, sul lato opposto a quello con le famose Cariatidi, sporgendovi verso di esso e guardando il soffitto vedrete un buco. Il buco non è casuale ma è stato realizzato appositamente per indicare il punto in cui Poseidone fece passare il suo tridente per poi piantarlo in terra. Il portico è stato costruito proprio per proteggere il punto da cui sgorgava l’acqua.

Sotto l’Acropoli c’è il teatro di Erode Attico costruito dai romani ed ancora oggi usato per i concerti classici, il balletti, le manifestazioni di alto valore culturale.

Arrivare all’Acropoli è  decisamente facile perché i grandi viali che confinano a  sud e ad ovest del sito (Apostolou Pavlou a Thission e Dionissiou Areopagitou a Makrianni) sono stati trasformati in strade pedonali piene zeppe di caffè e ristoranti e perciò la passeggiata risulta piacevole.

Una volta saliti sopra, uno dei migliori punti di osservazione della città è all’angolo nordorientale, praticamente dove c’è la bandiera,  lì dove Atene si estende infinitamente. Potrete vedere i tetti in ceramica delle case della Plaka,  le rovine del Tempio di Zeus e lo Stadio Olimpico immerso in una collina coperta di pini. A sinistra dello stadio si trova l’edificio Zappion e i Giardini Nazionali. A destra dello stadio si può vedere un’altra grande macchia di verde che è il primo cimitero.

Plaka

Plaka è la parte più vecchia di Atene. La maggior parte delle vie sono chiuse alla circolazione dei veicoli. E’ soprattutto la zona dei ristoranti, dei negozi turistici e dei caffè. La quasi totalità dei ristoranti sono acchiappa turisti, in alcuni la qualità del cibo non è poi così malvagia, ma attenzione perché in certi posti, piuttosto, servono spiedini duri come i marmi del Partenone… Io sinceramente non vi consiglieri mai di mangiare qui.  Per quanto riguarda i negozi la maggior parte di essi ha paccottiglia orribile, un vero invito a nozze per gli amanti del kitsch, ma può capitare anche di trovare qualche articolo interessante. Quasi tutti i negozi vendono le stesse cose e agli stessi prezzi, solo alcuni si diversificano e vendono oggetti d’antiquariato, icone verniciate a mano, sculture in legno e pitture. Inoltre ci sono parecchi musei per la descrizione dei quali vi rimando alle guide tradizionali.

I caffè sono generalmente carissimi se sono sulle strade principali (Kydatheneon, Adrianou) ed intorno alle piazze, ma molto spesso eccezionali per la vista che offrono. Se vi sedete in uno di questi caffè abbastanza a lungo potrete capire molto della Grecia osservando chi cammina per queste vie. La gente è pur sempre il più grande spettacolo del mondo!

Potrete notare che ci sono parecchi ristoranti con i menu esposti nella strada. In effetti sarà difficile da non notare perché ogni volta che passerete qualcuno del locale proverà a  convincervi ad entrare dentro per vedere il menu. Ma se desiderate mangiare qualcosa velocemente mentre girate è bene che sappiate che ad Atene, in ogni piazza e a qualsiasi ora ci sono dei piccoli chioschi (peripteri) che vendono di tutto, cibo, bevande e quant’altro, dalla gomma alle cartoline, compresi i giornali di lingua italiana e l’altra stampa internazionale.

Piazza Sintagma

Al centro della città, è il posto migliore per orientarsi. La piazza di Sintagma ha una storia lunga. Sembra che ogni evento principale nella storia moderna della Grecia si sia celebrato qui. Il suo nome significa “della costituzione” ed è qui che si trova il grande ed imponente palazzo neoclassico, ex palazzo reale, e sede oggi del parlamento. Qui si trova anche il monumento al milite ignoto dove si svolge quotidianamente il famoso cambio della guardia con  gli Evzoni, quei ragazzotti alti e grossi vestiti in tutù che vigilano sul monumento giorno e notte… i soldati peggio vestiti al mondo…nello spettacolo fornito gratuitamente dal governo greco e molto apprezzato da bambini e turisti! Sono come le guardie al Buckingham Palace con i grandi cappelli di pelliccia e infatti vengono trattati allo stesso modo dai turisti.  Dalla parte opposta del Parlamento inizia via Ermou, centralissima via commerciale interamente pedonalizzata e ricca di negozi e grandi magazzini di marca, posto principale dello shopping ateniese. Qui i prezzi sono analoghi a quelli italiani, ci sono tantissimi bar caffè con tavolini all’aperto.  Essendo il percorso principale a piedi tra le piazze di Syntagma e Monastiraki, c’è sempre tantissima gente. È anche una strada piena di musicisti di strada, mimi, commercianti di strada e mendicanti. E’ pieno di caffetterie anche su molte delle strade laterali così come di locali dove è possibile mangiare hamburger, souvlakia, tiropita, spanakopita e panini.

Alla sinistra della piazza c’è il Grande Bretagne, un hotel straordinariamente elegante. Considerato il posto migliore per alloggiare ad Atene, è stato costruito nel 1862 per ricevere i capi di Stato, scopo per il quale è ancora usato. Del resto è uno degli hotel più noti nel mondo. Se volete togliervi uno sfizio prendete un drink (o fate la colazione, meglio ancora) in questo scintillante albergo extra-lusso appena restaurato, tutto stucchi, specchi e camerieri in livrea. Nella parte inferiore della piazza c’è invece il McDonald’s. Se vi trovate per strada e avete necessità di un bagno pulito, è il primo posto che mi viene in mente di consigliarvi. Troverete sapone e carta igienica. E comunque non è necessario consumare, anche perché per mangiare c’è sicuramente di meglio.

In cima alla piazza si trovano due scalinate e un ascensore che porta alla stazione della metropolitana, la più bella del mondo. Sempre in cima, verso destra, se si guarda al Parlamento c’è la fermata del tram che percorre la costa, con il quale è possibile raggiungere le spiagge. Il tram della costa ha un percorso che inizia a Syntagma e finisce a Voula. Le vetture sono climatizzate e confortevoli e anche se il viaggio è lungo (per Glyfada dura circa un’ora), è piacevole e offre ottimi panorami.

Dall’altra parte della strada, all’ingresso dei Giardini Nazionali, è invece possibile prendere i mezzi pubblici che portano al Museo Archeologico Nazionale.

Il Giardino Nazionale

Il giardino nazionale era riservato in precedenza esclusivamente alla famiglia reale. Ora è aperto al pubblico e l’entrata è proprio di fronte alla Piazza Sintagma. E’ un’orgia di piante lussureggianti! Ci sono aiuole, viali alberati, alberi altissimi, laghetti, ponticelli, statue ed innumerevoli panchine.  C’è un centro botanico e un piccolo zoo (gratuito) molto apprezzato dai bambini. All’interno del parco ci sono anche i bagni pubblici (lato piazza Syntagma), ma attenzione perché non vedono una secchiata di acqua e disinfettante dalle olimpiadi del 2004!

E’ un paradiso tropicale proprio nel bel mezzo della giungla di asfalto. È possibile trascorrere ore in giro per i sentieri ombreggiati ed è un ottimo posto per sfuggire al rumore e al caldo di Atene. Soprattutto se vi piacciono le anatre.

Uscendo dal Giardino ci si può immettere in viale Vassilissis Sofias, una delle arterie principali di Atene, costeggiata da Ambasciate. Al n° 91 c’è quella americana del 1960, opera di Gropius. Adiacente al Giardino c’è lo Zappeio, un centro per congressi ed esposizioni in stile neoclassico. Le colonne doriche della sua facciata, l’imponente atrio, le scalinate dell’ingresso principale sono incorniciati da verdissimi viali alberati che servono a mettere in risalto la magnificenza dell’edificio. Questa zona è molto amata dagli ateniesi per farci le passeggiate.

Il mercato delle pulci intorno a Monastiraki

Monastiraki è stato, durante i 400 anni di dominio ottomano, il centro commerciale della città. E’ per questo che, fino ai giorni nostri, ha mantenuto ancora molto di quel suo caratteristico stile orientale. Si tratta sicuramente di un quartiere molto folcloristico e animato. Ed è qui che si svolge, tutte le domeniche, il famoso mercatino delle pulci. Questo è decisamente il luogo ideale per gli amanti dei posti rumorosi, animati e ricchi di bancarelle. Il mercato è dislocato tra le viuzze intorno alla chiesetta di Agios Filippos, tra le stazioni di metropolitana di Thissio e Monastiraki, proprio nella stessa area dove in tempi remoti si tenevano i commerci al dettaglio. La domenica mattina è il momento di essere qui. Tuffatevi tra la gente. Avrete l’occasione di rovistare tra la mercanzia più incredibile: sigari cubani, caviale iraniano di contrabbando, porcellane di Limoges appena sbeccate, cellulari di ultima generazione e di dubbia provenienza, salami ungheresi in mezzo a frullatori usati, scarpe risuolate più volte e spesso spaiate, videocassette porno e ferri da stiro senza manico, accatastati sull’asfalto da bulgari, zingari, crimeani, transiberiani, transdanubiani. Un esercito cencioso che il naufragio di ideologie, rivoluzioni e controrivoluzioni ha arenato nelle vie di Monastiraki e che vende qui tutto quello che ha trascinato con sé nell’esodo. Forse percorrendo certe vie strette vi capiterà di storcere un po’ il naso o di spaventarvi e tornare indietro. Bè, questo se volete è uno dei pochi posti rimasti non ancora contaminato dalla sindrome del villaggio globale che ormai infetta con l’ardore di una febbre malarica buona parte della città.

Il resto della settimana, invece, è molto simile ad un vivace bazar, sebbene la maggior parte dei negozi siano vere e proprie trappole per turisti e vendano le stesse cose che si trovano nei negozi turistici delle isole. Del resto, ci sono un sacco di persone al mondo che quando vanno in vacanza acquistano cazzate, e i commercianti lo sanno bene.

Grecia - Atene - Il mercato delle pulci intorno a Monastiraki

Per bere qualcosa, dopo aver girato tanto, vi consiglio un locale assolutamente da non perdere. E’ in un vicolo nascosto, ai numeri 6-8 di odos Avramiotou, un pub caratteristico immerso in un giardino. Si chiama Six Dogs, è frequentatissimo dai giovani e va bene anche per un cocktail dopo cena. Il posto è davvero particolare, una sorta di cortile alberato su più livelli al centro della città. Arredi, luci, grafica dei menu, persino i bicchieri sono curati in ogni dettaglio; il risultato è un locale di qualità, frequentato prevalentemente da gente del posto oltre a qualche turista che si è perso in giro per le affollate strade di Monastiraki. I cocktail sono tutti molto particolari e i prezzi sopra la media, ma ne vale la pena.

I Mercati Generali

Percorrendo la via Athinas, dalla piazza di Monistiraki giù verso Omonia, vi troverete al mercato di Atene. Questo è il mio posto preferito! Non è un luogo turistico e bisogna guardarlo come tale. E’ un edificio bianco sporco, una specie di scatolone con la tettoia in ferro e vetro da stazione ferroviaria fin de siècle, esposizione perfetta delle delizie che giorno dopo giorno danno sollievo alla fame insaziabile di Atene.  Il mercato del pesce e quello della carne si trovano proprio sotto questo gigantesco fabbricato: una vera e propria esposizione felliniana di ogni tipologia umana! Negli ultimi anni l’UE ha reso il mercato conforme ai propri standard e ora la carne è mantenuta fresca nei frigoriferi (e non più esposta sotto migliaia di lampadine) e tutto il mercato ha avuto un deciso lifting rispetto a qualche tempo fa. Ma l’atmosfera è rimasta intatta e la mattina è comunque il momento di essere qui. Assisterete a scene da film. Alcuni dei macellai provengono dalle generazioni dei macellai che hanno avuto stalle nel mercato per un secolo. Poi c’è la parte dei pesci. Tutti i pesci che si possono trovare nel mare Egeo e anche alcuni importati da lontano come Cina, Portogallo e Nord Africa sono qui. Sarete sorpresi dal rumore poiché i venditori di pesce sanno come gridare. Vedrete anche i proprietari di ristoranti che vanno lì a fare acquisti e questo è sicuramente un buon segno…

I mercati raccontano molto della città e dei suoi cittadini, il Mercato centrale di Atene ancora di più perché frequentato esclusivamente da ateniesi. Esperienza “forte”, affascinante, di altissimo impatto (sconsigliata forse agli animalisti).

Straordinarie anche le bancarelle che vendono le olive. Da vedere!… assaggiatele tutte. Se amate le olive questo è il vostro paradiso. Ci sono inoltre negozi di spezie, negozi di formaggio, merci inscatolate, merci asciutte, polli vivi. Bè, se desiderate essere creativi con il vostro shopping e fare dei regali originali date pure un’occhiata qui intorno. Se poi vi dovesse venir fame…

I miei punti di riferimento per mangiare si trovano qui.

Una taverna proprio all’interno del mercato, dietro alle bancarelle della carne, piena zeppa di tutti i negozianti del quartiere…  Questo posto a tarda notte peraltro è un “must”. Si può mangiare a qualsiasi ora. E infatti molti ateniesi,verso le 4 del mattino si ritrovano qui per aiutare l’organismo a smaltire l’alcol ingurgitato facendo una bella mangiata in compagnia. Si mangia decentemente, cibi parecchio unti senza troppi fronzoli, in bella mostra nello scaldavivande, si spende poco (anche meno di dieci euro) e si incontra gente di ogni tipo e livello sociale. Nel mio primo viaggio in Grecia, molti anni fa, le taverne erano tutte così. Oggi, purtroppo, sono sempre più rare. L’insegna in greco “Oinomageireio H Epirus” può ingannare il turista… ma anche questo è un bene, se vogliamo preservare a lungo posti simili! Mangiate fricassea con agnello e vino rosso del Peloponneso e sentitevi in pace con il mondo.

Un’altra taverna da me amata è invece in un seminterrato là vicino proprio dietro i mercati generali (lato frutta cioè salendo a sinistra) all’incrocio tra Sokratous e Theatrou  (la porta si vede appena, è in quello che viene chiamato il “palazzo delle olive”), una saletta fumosa con le tipiche botti di retsina alle pareti, sedie traballanti, tovaglie di carta. Il menù è inesistente e l’unica lingua parlata… il greco. La cosa migliore è quella di avvicinarsi alle pentole e indicare quello che si vuole mangiare. Bisognerebbe scegliere sempre così, con l’olfatto e la vista.  In questa bettola con 130 anni di storia alle spalle, la clientela è quasi sempre greca, da quelli in giacca e cravatta ad anziani e lavoratori,  più qualche turista capitatoci per caso.  Essendo un posto affollato non raramente capita di dover condividere i tavoli con altri clienti. La taverna si chiama “Diporto” ma non c’è l’insegna. L’indirizzo comunque è Sokratous 9. Posto non adatto assolutamente agli schizzinosi. Aperto fino alle 18, poi chiude assieme al mercato. Il cibo è buono, fatto con  quello che viene comprato al mercato di fronte. La zuppa di ceci e le sardine arrosto sono tra i piatti più ricorrenti. Il conto è un numero scritto sulla tovaglia di carta (sempre intorno ai 10 euro).

In fondo a odos Theatrou, nella piazza, al numero 2, c’è una taverna, anche questa assai lontana dai circuiti turistici, che si chiama Klimataria. Il locale è molto carino e caratteristico, con botti a vista e musica dal vivo. Atmosfera tradizionale. Offrono un antipastino (tatziki) e un dolce a fine pasto. Il piatto da ordinare qui è l’agnello arrosto con patate, che è una specialità del locale. Il conto è intorno ai 15 euro.

Stou Meidani al n. 3 di odos Sokratous è un altro posto frequentato in prevalenza da gente del quartiere. Il cibo è tradizionale e l’atmosfera che si respira deliziosa. Lasciatevi consigliare dal proprietario su cosa mangiare. Il vino della casa è una buona scelta. Il sabato hanno spesso musica dal vivo. Il conto  anche qui è intorno ai 15 euro.

Certo, posticini non adatti ad animi troppo sensibili, ma dove perlomeno si può, oltre che mangiare bene e spendere pochissimo, cogliere la vera essenza di questa gente. Se non fosse per queste cose, tutte da godersi, bisogna ammetterlo, Atene non sarebbe altro che un ipertrofico mostro di cemento. No, ecco la vera Atene, quella bulimica e insonne che seduce e stordisce con una overdose di sapori suoni e linguaggi.

Grecia - Atene - street food

Dall’altra parte della strada dal mercato del pesce e della carne si trova il mercato della frutta e verdura dove troverete i frutti più  grandi e colorati che avete mai visto. Ci sono anche alcuni negozi che non vendono nient’altro che uova, o formaggio feta e alcuni negozi che vendono carni affumicate e salsicce. Ci sono anche persone che provengono dai villaggi e che non hanno bancarelle, stanno semplicemente sedute su una scatola, vendendo erbe selvatiche o aglio.

Piazza Omonia ed Exarchia

Se continuate a camminare giù per la via Athinas finalmente arriverete alla piazza Omonia, centro cardinale della città oltre che punto di transito quasi obbligato. La piazza Omonia era una volta un luogo davvero bello. Se andate giù nella stazione della metropolitana potete vedere le vecchie foto dei giorni di gloria. Quando Atene è diventata autocentrica, Omonia è stata la vittima sacrificale. Questa piazza, fino a non troppo tempo fa, era davvero un disastro. Per anni infatti questo spazio si presentava completamente recintato da lamiere e quindi inaccessibile, ma ora è da un po’ che è stata finalmente riqualificata. La versione attuale della piazza Omonia è comunque un mistero, o meglio definiamolo come un vero tributo all’architettura minimalista! Davvero bizzarra poi la scultura in metallo che si trova in mezzo.

La piazza oggi si presenta con un duplice volto, quello mattutino composto da un via vai di ateniesi occupati a far shopping e quello serale, composto dagli immigrati che la hanno adibita a luogo di ritrovo. Di notte, per molti, è diventato un posto da evitare. La piazza è circondata da fast-food. Ci sono parecchi hotel, molti dei quali sono stati rinnovati di recente. Non è la zona migliore per soggiornare sebbene ci sia un buon numero di hotel che svolge grande attività con le agenzie di viaggi straniere e i siti di prenotazione sul web, proponendo come attrattiva i prezzi molto bassi.

Diciamo che questa piazza si presenta ancora oggi come una donna sfiorita che un tempo è stata corteggiatissima e che sta ancora aspettando l’uomo della sua vita.

Ma Omonia è anche la fotografia più realistica dei flussi migratori di Atene. Se individuate l’edicola che si trova all’incrocio con Athinas, la strada che porta ai mercati generali, vi accorgerete di una quantità di gente che ad ogni ora del giorno e della notte scorre i giornali appesi ad un filo, come fossero panni stesi ad asciugare. E i giornali appesi sono tutti stranieri…

Per quanto paradossale, il rapido e inspiegabile degrado che avvolge  Omonia  e le vie adiacenti un motivo ce l’ha. Come già detto, Atene è una città relativamente nuova, costruita quasi interamente dopo il 1830. All’inizio, in centro abitavano ovviamente le fasce più benestanti. Gradualmente, col rapido sviluppo della metà del secolo scorso, gli edifici si sono ammassati l’uno addosso all’altro, il centro è diventato caotico e ha perso il suo fascino. Chi poteva si è trasferito fuori dalla città  nei quartieri verdi e ben tenuti del Nord come Kifissià e Maroussi. Una sorta di “gentrificazione” al contrario.

In questa piazza comunque dovrete per forza passarci visto che da qui iniziano o terminano tutte le principali arterie stradali della città. In Via Panepistimiou ci sono uno di seguito all’altro molti edifici storici di epoca ottocentesca: la sede del Museo numismatico opera di Ernest Ziller, la Chiesa cattolica di Aghios Dionisios, la Banca di Grecia e, in stile ionico, l’edificio denominato Accademia con un corpo centrale e due ali. L’Università (Panepistimio) è l’edificio che si trova nella parte centrale della strada. La sala delle cerimonie è davvero maestosa. La Biblioteca Nazionale è il terzo palazzo dopo l’università ed è in stile dorico: raccoglie oltre un milione di volumi! Al di qua di via Panepistimiou si trova Via Stadiou che inizia da Piazza Sintagma ed è una delle principali arterie tracciate nell’ambito del progetto urbanistico del 1832. Nella Via denominata 28 Oktovriou troverete molti negozi ed altri edifici pubblici tra cui il Politecnico, altro edificio neoclassico del XIX secolo. Le dimostrazioni studentesche, avvenute in questo edificio nel novembre del 1973, determinarono la fine della dittatura. Non sarà proprio una meta turistica insomma, ma questo edificio rappresenta sicuramente un simbolo di resistenza.

Camminando nelle vicinanze del Politecnico potrete raggiungere facilmente il quartiere di Exarchia con la relativa piazza, rumorosa e frequentatissima, luogo di ritrovo degli studenti universitari, con una intensa vita notturna. I palazzi che si affacciano sui tre grandi viali del centro sono in maggior parte “attraversabili” grazie ad una moltitudine di gallerie commerciali.

Exarchia, in molte guide di Atene, è definito come un quartiere anarchico dove, secondo alcune leggende metropolitane, nemmeno la polizia osa avventurarsi. Un mix di street art, centri sociali, alloggi abusivi e rifugi degli immigrati. In realtà, si presenta come un quartiere tranquillo con la particolarità di avere le facciate degli edifici completamente ricoperte dai graffiti. O meglio, non sono dei graffiti, sono arte.  La scena dei graffittari di Atene è stata molto fiorente nell’ultimo ventennio e alcuni dei suoi artisti di strada hanno ottenuto riconoscimenti in tutto il mondo. Molti edifici sono usati come delle “tele pittoriche”, offrendo una passeggiata all’aperto in una “galleria” davvero unica.

Grecia - Atene - Graffiti a Exarchia

Da anni poi gli artisti arrivano da tutto il mondo e si recano in questo quartiere dipingendo ovunque liberamente, grazie anche alla tolleranza della amministrazione locale. Opere di ogni tipo e di ogni grandezza. L’unico modo per esplorare il quartiere è quello di vagare e di perdersi tra tre le viuzze, fin quando il bombardamento di arte vi farà letteralmente girare la testa. Tra gli artisti più prolifici, Cacao Rocks, metà polacco e metà francese, difficile davvero da non notare.

Grecia - Atene - Graffiti a Exarchia, Cacao Rocks

Coloro che visitano Exarchia durante il giorno troveranno comunque un quartiere pieno di caffetterie, ristoranti, gallerie, negozi di computer, negozietti vintage di abbigliamento e di musica, dischi e fumetti,  negozi d’arte, e ovviamente un sacco di graffiti.

Se vi dovesse venire appetito vi consiglio qualcosa anche in questo quartiere. Si tratta della psistaria  Achileas in odos Valtetsiou 62,   appena fuori piazza Exarhion. Atmosfera amichevole in un locale frequentato prevalentemente dalle gente del posto. Prezzi intorno ai 15 euro a persona, per un pasto più che dignitoso.

Metaxourgeio e Gazi

Metaxourgeio è il quartiere posto tra Psiri, Omonia e la stazione di Larissa. In passato era considerato solo un quartiere losco. Zona di stranieri illegali e immigrati appena arrivati, tossicodipendenti, prostitute e aziende in difficoltà. L’area sta ora acquistando la reputazione di quartiere artistico e alla moda, grazie all’apertura di svariate gallerie d’arte, musei, ristoranti e caffè. Infatti, l’intero quartiere è diventato una zona di artisti che hanno approfittato degli affitti a buon mercato e degli edifici abbandonati per aprire gallerie d’arte, ristoranti, caffè e giardini. E qui è anche possibile trovare tipologie di negozi che difficilmente sarebbe possibile trovare da qualsiasi altra parte della città. Anche qui molta street art e atmosfera alternativa: se ti interessa scoprire l’Atene più autentica, sei nel posto giusto.

Grecia - Atene - Il quartiere di Metaxourgeio

Gazi invece è il sito della vecchia centrale del Gas, dalla quale l’intero quartiere ha preso il nome.  Il buon senso fa pensare che non è una buona idea avere un grande deposito di gas naturale nel mezzo di una città cosmopolita, così nel 1984 hanno deciso di spostare le infrastrutture fuori città e la proprietà è rimasta vuota. Che ci puoi fare in una ex centrale del gas se non il cuore della vita notturna di Atene? Eh si, perché ora Gazi è il quartiere più cool di Atene, amato dai giovani, dagli artisti, dagli alternativi.

L’area copre una superficie di circa 30 mila metri quadrati ed è qui, tra gassificatori e ciminiere dismesse, che si deve venire se si vuol capire come sono le notti ateniesi. Gli antichi serbatoi del gas, le officine, gli impianti sono diventati luoghi di mostre, cultura, eventi.

Raggiungibile a piedi dal Ceramico (la direzione è data dalla ciminiera). Una grande piazza è la scena aperta su cui si giocano le serate tra balli e musiche. Tutto attorno moltissimi localini, tavoli all’aperto e tanta gioventù.

Monte Lycavitos

In antichità questa collina era circondata dalla campagna ed i relativi pendii ricoperti dai pini e abitati dai lupi (Lykavitos significa appunto “la collina dei lupi”). Attualmente, di campagna e di lupi neanche l’ombra, in compenso vi troverete davanti ad una distesa infinita di edifici, tanto da non riuscire ad abbracciarli tutti con lo sguardo… ma anche di fronte ad una vista assai significativa di Atene.  E’ uno spuntone roccioso alto 273 metri, e vale la pena salire fino a quassù per fare delle fotografie incredibili della vostra vacanza. Il panorama insomma è assicurato! Da qui potrete ammirare l’intera città, dalle zone del centro fino a quelle lungo la costa e alle montagne circostanti. In cima al monte si trova la chiesa di San Giorgio. Nelle giornate limpide si vedono in lontananza l’isola di Egina e il Peloponneso, e sicuramente inizierete chiedervi  come sia possibile che si impiega tanto tempo a raggiungere la spiaggia mentre non è poi così lontana. Ci sono dei sentieri tra i cipressi e le pinete,e vi si può arrivare camminando a piedi, ma si suda parecchio, oppure con un funzionale servizio di funivia che parte dal quartiere di Kolonaki e che percorre il tragitto in due minuti al costo di € 7,50,  biglietto di andata e ritorno. In cima troverete anche un carissimo ristorante, che monopolizza i posti a sedere con panorama, e un caffè altrettanto caro.

Grecia - Atene - Monte Lycavitos, la collina dei lupi

E’ d’obbligo inoltre una passeggiata nelle strade di Kolonaki ai piedi del monte, il quartiere modaiolo della classe dirigente ateniese: luogo d’incontro di tutta la gioventù dorata, per vedere ed essere visti! Un vero festival di look modaioli e abiti firmati. Dai Giardini Nazionali, se attraversate la strada di Vassilias Sophias e proseguite sulla collina di Irodou Atikou, oltre il bellissimo palazzo che ospita il Museo Benaki, sarete a piazza  Kolonaki, uno dei luoghi più famosi e divertenti per sorseggiare il caffè e guardare la gente Il quartiere è pieno di caffè e negozi costosi. E’ qui che troverete le vetrine più a la page, le grandes maisons e le petites boutiques alternate a palestre di fitness e istituti di estetica. Sono riunite in queste strade praticamente tutte le boutiques e i negozi di firma, gli stilisti ellenici di grido e quelli che strizzano l’occhio all’occidente; Prada e Gucci vanno forte anche qui. Attenzione piuttosto a cosa consumate nei bar, perché da queste parti vi spennano.

Pireo

Conosciuto esclusivamente come il porto di Atene in realtà è una vera propria città, malgrado costituisca con Atene un unico agglomerato urbano, raggiungibile facilmente con la metro. Da qui partono quasi tutte le imbarcazioni che fanno rotta nelle isole. Il Pireo è trafficato ed incasinato, a pianta romana, composto da vie perpendicolari tra loro; è un agglomerato di fabbriche, magazzini e condomini di cemento ed è il quartiere popolare e operaio di Atene.
La zona est è  il quartiere di Mikrolimano, dove c’è il porto per le imbarcazioni private, ha un bel lungomare dove si susseguono ristoranti di pesce piuttosto cari, bar e locali notturni.
Dietro la stazione della metro (Plateia Ippodamias) la domenica mattina si svolge il mercato delle pulci, che non ha molto da invidiare a quello di Atene.

Le spiagge  di Atene

Non bisogna necessariamente andare nelle isole greche per trovare il mare. Anche i dintorni di Atene hanno una serie di spiagge da offrire, libere o a pagamento, molte facilmente raggiungibili anche con i mezzi pubblici. Atene non è certamente conosciuta per essere una destinazione balneare, ma nei dintorni ci sono molte belle spiagge quasi sconosciute. In generale, più si va da Atene verso Capo Sounion, più è facile trovare una bella spiaggia. Ma anche quelle più vicine possono riservare delle belle sorprese e piacevoli momenti al mare. Alle spiagge più vicine ad Atene si può arrivare anche in autobus o in tram, mentre per quelle più lontane serve inevitabilmente un’auto.

Grecia - Le spiagge  di Atene

Glyfada è la località balneare più nota, ben collegata al centro di Atene attraverso un efficace sistema di trasporto pubblico. Glyfada è anche una grande area commerciale con centinaia di negozi e una vivace  vita notturna. Anche se vedrete lo stesso stile di architettura che è presente in altre parti di Atene, gli edifici moderni da 4 a 6 piani, sono abitati dalle classi agiate dell’alta borghesia ateniese. La cittadina ospita  inoltre anche un vero e proprio campo da golf a 18 buche, raro in Grecia e ancor più raro negli anni sessanta e settanta, quando era l’unico del paese. Qualunque negozio di lusso che si può trovare a Kolonaki o in via Ermou probabilmente ha una sede anche qui e ci sono anche diversi centri commerciali. Nelle vie limitrofe alla piazza centrale è pieno zeppo di taverne molte delle quali niente affatto male. Qui non troverete una mare proprio cristallino, ma può essere certamente un bel posto dove fare un bagno e prendere il sole. Quasi tutta la spiaggia è libera.

La limitrofa Voula è anch’essa facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici e si trova in un’incantevole posizione. Ci sono molte caffetterie, bar e taverne che offrono ottimi servizi vicino alla spiaggia, ma questa è conosciuta proprio per essere molto organizzata con ombrelloni, sdraio e lidi gestiti dagli alberghi del posto. C’è anche la spiaggia libera comunque.

Qui vi consiglio la “Spiaggia La Banane” (Leoforos Karamanli Konstadinou al n. 4) facilmente accessibile con i mezzi di trasporto pubblico, autobus e tram. E’ praticamente un grande bar da cui si accede gratuitamente alla spiaggia libera, dotata di doccia e lavapiedi. Il bar offre peraltro pietanze dignitosissime oltre che una vasta gamma di cocktail personalizzati, bevande di ogni tipo, vino e birra. I bagni poi sono una vera sorpresa, per pulizia ed eleganza. La vista dalla terrazza di legno è eccezionale, soprattutto per vedere il tramonto. L’acqua è pulita e ci sono sedie a sdraio per prendere il sole. I prezzi delle consumazioni assolutamente ragionevoli. Se andate lì per una nuotata, soggiornatevi fino a sera, ordinare un cocktail e guardate il tramonto…

Grecia - Atene - “Spiaggia La Banane” (Leoforos Karamanli Konstadinou)

Ancora più in là, Vouliagmeni è una delle spiagge meglio organizzate fra quelle che offrono ogni genere di servizi. Aree giochi per bambini, scivoli d’acqua, cabine, campi per giocare a tennis o pallavolo e ristoranti. Si trova seguendo la strada che porta a Capo Sounion, raggiungibile ancora con gli autobus locali.

 Alcuni musei da non perdere   

Atene è anche città di musei prestigiosi, molti rinnovati di recente, tappe irrinunciabili di un tour della Grecia classica e bizantina da programmare passo dopo passo. Ma per questo ci sono le guide tradizionali. Permettetemi però di citarne giusto qualcuno.

Il nuovo Museo dell’Acropoli ha aperto i battenti nel 2009 con una  nuova struttura costruita ai piedi dell’antica Acropoli. Il progetto porta la firma dell’architetto franco-svizzero Bernard Tschumi, vincitore nel 2001 del concorso internazionale di progettazione. Il progetto fu scelto per la semplicità e chiarezza di una soluzione che si presentava in perfetta sintonia con la bellezza e la semplicità classica dei reperti del museo, e che garantiva una rilevante esperienza museale ed architettonica. L’edificio presenta delle linee dure, ammorbidite tuttavia dalla luce naturale proveniente dalle vetrate rivolte verso il tempio. Il museo si sviluppa su tre livelli, alti 23 metri e di una superficie di 15.000 metri quadrati ciascuno, in cui sono esposte oltre 350 vestigia e sculture dell’Acropoli. Una passeggiata attraverso le sue gallerie è una passeggiata nella storia, tra i capolavori dei periodi arcaici e classici, ma anche nei quartieri antichi di Atene, le cui strade e gli edifici della città si possono vedere sotto quando si guarda attraverso i pavimenti in vetro del museo. Uno dei gioielli custoditi dal museo è la metà del fregio che ornava la facciata del Partenone. L’altra metà, si trova ancora al British Museum di Londra e la Grecia ne chiede la restituzione sin dagli anni ’60. Gli spazi vuoti sono perciò riempiti di copie in gesso. Si sperava che costruendo il Museo dell’Acropoli, il Museo britannico restituisse anche i Marmi di Elgin, ma questo non è ancora avvenuto. Non perdete questo museo. Il biglietto costa 5 euro e ha gli stessi orari dell’Acropoli, tranne il lunedì che è chiuso. Per arrivare in metropolitana, scendere alla fermata Acropoli sulla linea rossa.

Il Museo Archeologico Nazionale è uno dei più importanti musei al mondo, in un tipico edificio dell’Atene neoclassica (Odos Oktovriou Patissìon). Nonostante tutte le spoliazioni subite dalla Grecia da parte degli archeologi stranieri dell’Ottocento, questo museo vanta tuttora la più bella collezione al mondo di antichità greche che distribuisce su diversi piani,  organizzandole cronologicamente L’edificio, che aveva ancora le sbiadite didascalie quasi incomprensibili e non aggiornate da anni, è stato rimodernato per le Olimpiadi del 2004. Purtroppo ancora adesso le spiegazioni non sempre sono chiare. E’ meglio informarsi prima circa le opere che si vogliono vedere con maggiore attenzione, dato che osservarle tutte con calma in poche ore è impossibile  Per visitarlo bene tutto ci vorrebbe infatti una giornata intera. La documentazione presente tocca tutta la produzione artistica dell’antica Grecia, dai periodi cicladico, minoico e miceneo a quello classico. Tra le attrazioni principali spiccano gli ori micenei ritrovati dall’archeologo Heinrich Schliemann tra cui la famosissima maschera di Agamennone! In altre sale del Museo sono interessantissime da vedere le statue dei kouros, rivelatrici della venerazione che i greci antichi avevano per la bellezza maschile e le statue in bronzo del cavallo con fantino e del Poisedon di Artemisio. C’è poi una sala con diversi piccoli idoli di marmo tra cui uno raffigurante un suonatore di arpa e un altro che si cimenta col flauto… sembrano opere di Picasso, ma risalgono al 2800-2200 a.C.  Ingresso 10 euro, chiuso il lunedì mattina.

Il Museo Benaki è a due passi da piazza Sintagma, all’angolo tra leoforos Vassillissis Sofias e odòs Koumbari, ospita reperti donati dal suo fondatore, collezionista di testimonianze della storia greca, e donazioni successive. Un museo che permette di farsi un’idea della storia greca, in meno di due ore. L’esposizione dei reperti segue il criterio cronologico, consentendo di conoscere la storia greca dalla Preistoria alla fine dell’Ottocento. 

La parte del museo a mio parere più interessante è la sezione etnografica con meravigliosi abiti, gioielli e tessuti antichi. Le teche hanno un aspetto vissuto ma le didascalie fortunatamente sono anche in inglese. E’ chiuso il martedì e il  biglietto costa 9 euro. Con la carta internazionale dello studente si entra gratis, come in tutti gli altri musei e siti archeologici ateniesi.  L’altro modo per entrare gratis è andarci il Giovedì, quando non si paga il biglietto.

Altro Museo assolutamente da non perdere è quello di Arte Cicladica e Greca Antica, tappa fondamentale per i cultori di quella particolarissima arte fiorita nell’arcipelago delle Cicladi dal III al I millennio a.C.: le figurine di marmo dalle linee essenziali, i cosiddetti idoli, straordinariamente godibili grazie anche ad un allestimento finalmente accurato e ad una illuminazione mirata. Chi apprezza i piccoli Musei, con pochi visitatori, è nel posto giusto. Se poi c’è un vago interesse per la scultura e le forme primordiali che hanno poi ricalcato gli artisti dei nostri tempi da Picasso a Giacometti, troverà qui un luogo dell’anima.  Vi consiglio di entrare dalla sontuosa residenza dei Goulandris, situata all’angolo di Leoforos Vassilissis Sofias e odos Irodòtou. Facilmente raggiungibile da Sintagma, prezzo del biglietto 7 euro.

Infine, pur se ingiustamente lasciato in secondo piano rispetto ai più famosi musei archeologici ateniesi, il Museo Archeologico del Pireo ospita alcuni importanti reperti rinvenuti sia nella zona del porto sia nel territorio circostante, risalenti all’epoca classica, ellenistica e romana e costituiti essenzialmente da bassorilievi, marmi e da alcuni splendidi rilievi tombali di un periodo compreso fra il IV e il II sec. a.C., quando il porto era collegato al sistema difensivo ateniese mediante le Lunghe Mura. Il più noto di questi tesori ritrovati e vanto del Museo è la magnifica statua di Apollo, nota come Kouros del Pireo: si tratta della più antica statua in bronzo cavo mai rinvenuta realizzata con la “fusione a cera persa” del bronzo e ha dimensioni superiori al reale. Se arrivate in metropolitana col la fermata del Pireo vi aspetta una bella camminata, piacevole se si costeggia il porto. Biglietto d’ingresso 4 euro.

Mangiare ad Atene

Parliamo subito di prezzi. Nella Grecia continentale si mangia sempre spendendo relativamente poco e le porzioni sono abbondanti; la spesa mediamente si aggira intorno ai 15 euro a pasto. In alcune taverne, decisamente non turistiche, un pranzo può costare anche  intorno ai 10 euro. I camerieri però sono spesso scorbutici e frettolosi, nessun sorriso,  e nei posti più malfamati ovviamente non parlano nemmeno l’inglese. In compenso si possono scoprire cibi deliziosi. Inoltre, vista l’abbondanza dei piatti, si possono ordinare più cose per poi dividerle. Trovare di che sfamarsi ad Atene comunque non è assolutamente un problema, basterà infatti guardarsi attorno. L’unico vero problema sarà riuscire a trovare quei locali effettivamente meno turistici dove si possono davvero gustare i piatti della cucina greca. Il mio consiglio è quello di consumare i pasti nelle taverne. Soprattutto in quelle non frequentate da turisti (evitate allora i locali troppo coreografici) dove le influenze del cibo americano ed europeo non sono ancora arrivate… e nel caso non si riuscisse a decifrare il menu si va direttamente in cucina a scegliere il proprio piatto. Vedrete, la cucina è ottima anche se non sempre varia. Tutto sta nel trovare i posti giusti! Meglio intendersi, quella che vi consiglio io è una cucina casereccia e i posti da me indicati non li troverete mai in nessuna guida Michelin… quindi non cercateli lì. Un buon indirizzo è il Kafeneio Ivis che è ubicato in Odos Apostoli a Monastiraki.  Molto spartano, tavolini sul marciapiede, servizio casalingo e cibo genuino. La grigliata di calamari è il piatto da ordinare qui, insieme alle alici marinate. Altro indirizzo interessante per mangiare pesce è Stoa Ouzeri in Odos Themistokleus al numero 11. La clientela è greca, gente che vive o lavora nei paraggi, tutti all’assalto di uno degli ultimi caffè – mezedopolio veraci ancora rimasti. E i gatti fanno altrettanto, stufi pure loro di raccattare solo avanzi di Big Mac o pollo al curry o maiale in agrodolce nei sacchi di immondizia lasciati a notte fonda dai ristoranti etnici, fusion e post moderni che ormai, inesorabilmente, guadagnano sempre più spazio. Sushi e manicaretti thailandesi, si sa, non sono trippa per gatti!!

Se non potete permettervi la taverna, potete mangiare lungo le strade spendendo pochissimo, ordinando souvlaki me pita (carne allo spiedo di maiale farcita con cipolla, pomodoro e salsa e racchiusa in una sorta di piadina piuttosto unta). Tutto ciò è molto gustoso, certamente più delle pizze industriali, e costa 2,50 euro. Il souvlaki è l’alimento principe per i greci, come l’hamburger per gli americani. Almeno lo era, fino a quando gli hamburger hanno preso il sopravvento anche qui, soprattutto tra i giovani. I negozi di souvlaki si sono così trasformati in posti di alimenti a rapida preparazione (i Goodis e i Mc Donald’s ora impazzano!) più limitati e più globalizzanti. Comunque, per fortuna, non avrete troppa difficoltà a trovare un souvlaki se ne desiderate uno.

In Grecia tutto sommato si mangia bene. Non per niente quando nel resto d’Europa si mangiava ancora la carne cruda o cibi cotti alla brace, qui si cominciavano già ad utilizzare le spezie, per ottenere sapori che rendevano il cibo più gustoso. Piatti semplici, per carità,  ma gustosi, composti principalmente da melanzane, cetrioli, peperoni, pomodori, zucchine, carne, in particolare l’agnello, formaggi,  prodotti ittici, in particolare molluschi, e pesci conditi invariabilmente con dell’ottimo olio extravergine di oliva,  dalle spezie del luogo e  con un uso spropositato di limone. Per via del clima la frutta e la verdura sono strepitose per sapore e dimensioni.

In Grecia non esistono i primi piatti, anche se recentemente i ristoranti di Atene iniziano a inserire nei menù anche la pastasciutta. Non vi consiglio però di ordinarla! Gli antipasti rappresentano invece un momento importante del pasto alla greca. I mezedes spesso costituiscono l’intero pranzo e sono costituiti da una o diverse portate: di solito non mancano mai le olive, la feta o qualche altro formaggio, peperoni grigliati, acciughe o piccoli pesciolini, l’immancabile polpo, i dolmades e una infinità di salse come la taramosalata, il tzatzichi, la melitzanosalata oppure le gustosissime tiropitakias, formaggio fuso al forno in piccoli triangoli di pasta sfoglia. Per chi ama le verdure vi è anche la variante spanakopita dove al posto del formaggio ci sono gli spinaci.

Fra i formaggi oltre alla onnipresente féta ( formaggio salato con numerose e diverse stagionature), da assaggiare la mizithra (di pecora, molle e saporito) e il kaséri (tipo pecorino stagionato). Il moussaka invece è uno dei must della cucina greca, ricorda molto le lasagne, a base di ragù e salsa di pomodoro, mentre la pasta è sostituita da melanzane e patate, farcito dall’immancabile besciamella e cotto al forno. Quel che non ti aspetti sono le patatine fritte (patates tiganites). In Grecia hanno conservato la sana abitudine, nei locali, di usare patate fresche e non surgelate, tagliate a mano e molto, molto gustose.

Il modo più usuale di cuocere la carne è senz’altro alla brace, con un frequente uso dello spiedo. L’agnello e il maiale sono spesso cucinati infilzati in grossi spiedi sopra i carboni ardenti. Ciò non toglie che esista anche una grossa varietà di pietanze di carne cucinate al forno. Un piatto molto particolare è rappresentato dal kokoretsi, a base di interiora di agnello, cotte alla brace. Nel periodo di Pasqua non sarà difficile da trovare. Un piatto invece apprezzato particolarmente dai turisti, in particolare dai bambini, è senz’altro il bifteki, carne macinata tipo svizzera con un sapore un po’ particolare dato dalle spezie locali e poi la classica brizola, bisteccona di maiale. Nei locali spesso i secondi vengono serviti nello stile piatto unico e quindi arrivano guarniti a piacimento, di solito con riso, patate o verdure cotte. Per quanto riguarda il pesce, soprattutto in estate molto diffusi sono i piatti di calamaretti (kalamarakia) rigorosamente fritti, il sublime polpo cucinato in vari modi, i gamberetti e poi il pesce vero: la frittura di pesciolini piccoli (maridas) spesso offerti tra gli antipasti e altre varietà di pesci in tutte le forme e dimensioni cucinati splendidamente al cartoccio, al forno, alla griglia.

I greci solitamente bevono l’acqua che sgorga dal rubinetto e quindi nelle taverne, se non specificate che volete acqua minerale oppure se non avete troppo la faccia da turisti, vi porteranno da bere acqua del rubinetto in caraffa. Attenzione perché è bevibile ma vi abbonda il cloro, quindi se avete un palato delicato siete avvisati! Si può trovare facilmente ogni tipo di birra. Per accompagnare i pasti quelle più diffuse sono senz’altro le bottiglie da mezzo litro prodotte localmente a partire dalla Heineken e dalla Amstel su licenza olandese e dalla Mythos. La birra alla spina invece non è diffusa come in Italia.

Per quanto riguarda i vini la retsina è il vino prodotto più in larga scala: è ottenuto principalmente dai vigneti dell’Attica secondo un antico procedimento che prevedeva l’utilizzo della resina di pino per conservare più a lungo il prodotto. Io non sono un intenditore ma personalmente lo ritengo poco adatto ai nostri palati. Ma i vitigni delle varie regioni elleniche producono vini di varie qualità sia bianchi che rossi ma anche rosati fino ai vini moscati o liquorosi di ottima fattura. In Grecia, come in molti paesi mediterranei, si usa bere un liquore a base di anice, l’ouzo: può essere un aperitivo, allungato con l’acqua, ma viene servito anche liscio. Attenzione perché è gradevole ma picchia parecchio. Una sua variante poi è il tsipouro, prodotto soprattutto nella regione della Macedonia, dai connotati più simili alle nostre grappe anche se il sapore di anice continua a prevalere. Un altro liquore tipico è certamente il brandy, che ha legato la sua notorietà al marchio Metaxa, le cui stellette indicano gli anni di invecchiamento.

I dolci sono quasi tutti di origine turca quindi estremamente dolci, a volte con un sapore a dir poco sconcertante: meritano comunque un assaggio la baklavá (noci, pasta e miele), il kataifi (noci e miele avvolti in pasta) e il rizógalo (budino di riso con cannella). In compenso se entrate in una pasticceria per regalare dei dolci a qualcuno le confezioni che vi faranno saranno sempre impeccabili!

Ad Atene, e in Grecia più in generale, sappiate che si può scegliere tra diverse tipologie di locali per mangiare: l’Estiatorion è l’equivalente del nostro ristorante, locale elegante, dove anche la forma ha un suo valore e i piatti a disposizione sono vari e numerosi, con una cucina che guarda oltre i confini nazionali. I camerieri sono (o almeno dovrebbero essere) discreti e ossequiosi e magari ti versano anche il vino, rigorosamente in bottiglia! La Taverna è il locale tipico dove si mangia e si beve. Il proprietario e i membri della sua famiglia spesso preparano e servono i pasti e i prezzi sono molto moderati rispetto a quelli dei ristoranti. Diciamo che è l’equivalente delle nostre osterie di paese con tavoli e sedie in legno, spesso traballanti, tovaglie di carta fissate al tavolo alla bell’e meglio. Di solito le posate vengono portate insieme ai bicchieri e al pane e il compito di apparecchiare è tutto dell’avventore! Il vino, sfuso, viene servito in caraffa. Nelle zone meno turistiche o nelle taverne più “malfamate” non si usa neanche il menù, l’informazione sui piatti disponibili è data direttamente dal cameriere. Alcuni piatti sono esposti in bella mostra nello scaldavivande del locale. Se insistete comunque uno straccio di menù ve lo trovano… Le portate a disposizione non sono moltissime e comunque rigorosamente appartenenti alla tradizione della cucina greca! Allora, cosa c’è di più romantico di una bella cenetta in una taverna greca, con cibo buono, i tavoli che traballano, le sedie impagliate, i bicchieri da cucina e la sensazione di sentirsi quasi a casa propria? La Psistaria è una taverna specializzata in cottura alla griglia e allo spiedo mentre nelle Psarotaverna (fish taverna) si preparano buoni piatti di pesce, generalmente pescato vicino alla spiaggia o al porto.

Nella zona centrale di Atene e anche nei rioni più popolari ormai spuntano come funghi nuovi caffè alla moda, bar vasti come portaerei, locali con arredi minimalisti e vibrazioni techno, ristoranti di charme frequentati dal bel mondo ateniese e pronti a soddisfare i turisti più esigenti, nel caso voi lo siate. Se dopo pranzo volete rilassarvi seduti al tavolino di un bar ricordatevi che il caffè greco è quello che una volta veniva definito turkikò caffè. Personalmente non riesco ad apprezzarlo: è diluito ed amaro. La parola chiave per avere un caffè un po’ più simile al nostro è nescafé! Ricordatevi: sketos è il caffè amaro; metrios è quello che contiene una o due bustine di zucchero; glykos è quello decisamente dolce.

I greci, e anche io che mi sono facilmente adattato negli anni, vanno pazzi per un beverone chiamato “freddocino”, espresso con latte schiumato servito freddo con ghiaccio, da sorseggiare con molta calma.

E infine due paroline per la famosa insalata greca: è proverbiale e abbastanza nutriente da poter sostituire un pasto intero. Dentro vi sono, in misura più o meno marcata, pomodori, cetrioli, cipolle, peperoni verdi, formaggio feta, olio e origano. Non partite senza averla mai ordinata! Infine ricordatevi che gli ateniesi pranzano dalle due alle quattro del pomeriggio e la cena non inizia mai prima delle ventidue.

Hotel: i costi

La Grecia è non più così economica come era un tempo. La spesa per l’hotel varia enormemente secondo la stagione (si può risparmiare ad esempio almeno il 30% delle tariffe ufficiali se si viaggia fuori stagione ovvero evitando il periodo che va da giugno fino a settembre). Per un albergo scadente a due stelle si può spendere da 35 fino ad un massimo di 90 euro per una stanza doppia. Per un tre stelle con aria climatizzata, televisore, asciugamani cambiati tutti i giorni e uno standard di igiene e pulizia più consono a quello a cui siamo abituati in Italia dovrete preventivare circa 70 euro per una stanza doppia. Se volete risparmiare dovete  prenotare su internet e se volete risparmiare ancora di più dovrete scegliere un Hotel nei pressi di piazza Omonia; qui sono più a buon mercato. Ho sempre sentito parlare della pericolosità di piazza Omonia, ma ci sono stato diverse volte, anche negli ultimi anni e non mi è sembrata più pericolosa di una qualsiasi stazione centrale delle nostre città italiane! Io vi posso piuttosto sconsigliare vivamente alcuni hotel di categoria troppo infima, evitate quelli ad una stella insomma, alcuni sicuramente economici e relativamente ospitali, ma non troppo puliti e soprattutto con camere veramente squallide e con l’arredamento fatiscente. Ad Atene vale la pena cercare qualcosa di meglio, spendendo un po’ di più. Se volete stare comodi e con tutti i comfort i prezzi salgono ad oltre cento euro per una stanza doppia con colazione inclusa.

Comunque di hotel ad Atene ce ne sono di tutte le scelte, da quelli extra-lusso a quelli più malfamati… riconoscibili subito. Naturalmente anche i prezzi sono adeguati: insomma lo Sheraton di Atene non crediate che costi molto meno di quello di Roma!  

Per i più squattrinati qualche consiglio su dove cercare da dormire e da mangiare a poco prezzo: si trovano molti alberghetti nel quartiere della Plaka, in quello di Monastiraki e a Psiri . Potrebbe essere una buona idea anche alloggiare nel quartiere della stazione di Larissis dove si trova l’Ostello della gioventù, l’alloggio con il miglior rapporto qualità-prezzo della città. Del resto gli alberghi economici ad Atene sono tutti un po’ tristanzuoli e soprattutto sul vetusto andante… diciamo che molti sarebbero piaciuti sicuramente ad Henry Miller! Una cosa su cui non è proprio il caso di risparmiare in estate è comunque l’aria condizionata o perlomeno dei ventilatori sul soffitto! Al Pireo poi gli alberghi sono più economici che ad Atene ed è anche più semplice trovarli: sono quasi tutti sul lungomare e intorno alla piazza del porto.

Altre informazioni utili

Per visitare questa città sarà bene evitare i mesi di luglio e agosto sia per il fatto che la moltitudine di turisti di passaggio fa lievitare i prezzi e appesantisce la macchina turistica ateniese, ma soprattutto per evitare di sciogliersi sotto un sole implacabile: non fate diventare una specie di incubo la vostra vacanza! Meglio maggio, giugno e settembre quindi, ma anche il periodo di Pasqua e soprattutto tra Natale e Capodanno quando la città riserva apprezzabili appuntamenti. Il mese di maggio è comunque il periodo migliore per vivere questa città nella sua pienezza. Quando girate a piedi per le vie più trafficate tenete gli occhi aperti.  Fare i pedoni ad Atene è un lavoro rischioso. Prima di attraversare non è sufficiente guardare che il semaforo pedonale sia verde, meglio controllare che non arrivi nessuno e muoversi velocemente!

La lingua potrebbe essere un problema, ma se parlate un po’ di inglese potete stare tranquilli. Dai trent’anni in giù tutti parlano praticamente l’inglese e molti anche l’italiano. I greci comunque solitamente sono cortesi con gli italiani, specie i giovani, molti dei quali studiano o hanno studiato presso le nostre università. Capita anche di incontrare gestori di negozi, soprattutto quelli turistici, che parlano correttamente una infinità di lingue. Vi avverto però, gli ateniesi non sono tutti così aperti e ospitali, vi potrà capitare non raramente di incontrare persone scorbutiche, un po’ rozze e per niente cordiali, anche quando si tratterà di dare solo semplici informazioni…

Per quanto riguarda gli acquisti, la maggior parte dei negozi sono nella zona di Piazza Sintagma e nelle sue adiacenze: sono senz’altro interessanti gli articoli di artigianato in marmo e alabastro, in ottone lavorato e smaltato, monete e medaglie, icone, libri antichi oltre alle specialità alimentari locali. Molto interessanti anche i monili, ciondoli e gioielli in oro e argento, ma prestate molta attenzione all’oro: non fatevi attrarre dal prezzo, ma controllate il titolo che spesso non è 18 kt ma 14 ed a volte anche 12 kt. Se poi vi dovesse servire un elmetto o una maschera antigas, la merce più strampalata è sempre in vendita la domenica mattina al mercatino di Monastiraki!  Per quanto riguarda l’abbigliamento, i negozi non sono granché, almeno per chi è abituato a quelli di una città italiana medio-grande. I negozi di souvenir poi sono decisamente monotoni e pacchiani.

Se volete vivere la notte, la movida ateniese si chiama glentie ed in quanto ad intensità non ha niente da invidiare a quella di Barcellona . A Gazi, lungo la Pireos e la Iera Odos nell’ex area industriale intorno alla centrale municipale del gas, ci sono i locali più cool del momento, ma gli ateniesi non hanno paura di spararsi chilometri e si muovono incessantemente da nord a sud come palline impazzite di flipper. Allora i locali più chic e cosmopoliti sono a Kifissia, nella cintura nord, ma d’estate molto movimento soprattutto nella zona di Glyfada, sul mare, dove gli ateniesi si concentrano per sfuggire il caldo afoso della città. Qui una serie di locali si alternano costeggiando il mare e pompando musica fino a notte fonda. Per i discobar più in voga bisogna andare su Odos Vouliagmenis. I nomi è inutile farli, perché si sa, le mode cambiano in fretta. Molti ateniesi concludono poi le serate nei pressi del mercato della carne in Odos Athinas dove si può mangiare qualcosa all’interno del mercato. Chi cercasse serate più culturali, da giugno a settembre il festival di Atene propone tutta una serie di concerti e spettacoli in teatri dall’eccezionale acustica e dall’atmosfera magica. Informatevi prima.

Il caffè in Grecia è un vero e proprio rito; ma mentre in Italia viene bevuto molto velocemente e spesso in piedi, in Grecia invece può anche durare qualche decina di minuti, può diventare l’aperitivo, o la bevanda che ti accompagna la giornata, il lavoro, e sorseggiato di tanto in tanto. Il caffè greco è uguale a quello turco,  cioè prima di bere lo devi lasciar decantare. Se no ti sembra di berti della sabbia. L’espresso Illy è fatto all’italiana e costicchia parecchio, ma i greci prendono sempre il Caffè con schiuma di latte e con ghiaccio in grandi bicchieri. Il costo dell’espresso o del cappuccino è a livelli italiani se preso e portato via nel bicchiere di carta, pratica molto diffusa. Se invece ci si vuole concedere una pausa “alla greca” e adagiarsi in qualche kafeteria si pagano dai 3,50 ai 5 euro in media per un cappuccino. In certi posti poi può costare metà della cena.

I chioschi – edicola sono dappertutto e vendono di tutto, alcuni aperti anche di notte come anche i bar della catena Everest dove potete bere o mangiare salato e  dolce a prezzi moderati.  E’ abbastanza conveniente mangiare fuori; in una taverna o in mezedopoleio (dove in teoria si servono delle porzioni più ristrette) si si spendono circa 15 euro a testa per un pranzo più che soddisfacente. Ovviamente esistono locali più cari dove si possono lasciare tranquillamente dai 30 o 60 € a testa, mangiando magari pesce. Spesso cenare fuori è più conveniente che fare la spesa.

Se siete arrivati in Grecia con un vostro mezzo o avete intenzione di noleggiarlo vi consiglio uno stile di guida prudente. Atene non è il posto più adatto da visitare con l’auto. Nelle sue strade vige l’anarchia e bisogna entrare nella mentalità folle degli ateniesi per riuscire a muoversi in sicurezza. Come turisti sarebbe meglio utilizzare la metro o i taxi.  Il traffico è troppo frenetico e sostenuto, memorizzare le strade non è semplice, le indicazioni stradali non sono affatto chiare, i parcheggi scarseggiano e inoltre i greci hanno scarsa propensione a rispettare semafori e precedenze. Fate attenzione anche ai numerosi taxi che sfrecciano a tutta velocità e inchiodano all’improvviso per caricare passeggeri.  Automobilisti e motociclisti hanno poi la pessima abitudine di partire a razzo appena il semaforo si fa verde come se fosse stato sparato un colpo di pistola per dar via a una gara. In tutta la città la sosta è comunque gratuita e permessa a tutti (non ci sono parcheggi per residenti). La benzina non è più conveniente come una volta e la differenza con i prezzi italiani a volte è solo di qualche centesimo e per il diesel uguale. Il prezzo per un litro di carburante è comunque inferiore ad Atene e tende ad aumentare man mano che ci si allontana dalla capitale.

Non pensiate che tutte le attrazioni di Atene si possano  girare tranquillamente a piedi: andare ad esempio dal Museo Archeologico Nazionale all’Acropoli sono oltre 40 minuti di camminata! Se volete poi uscire la sera (consigliabile il quartiere di Gazi, stazione della metro Kerameikos) stesso discorso, rischiate di passare più tempo a camminare che a divertirvi. Utilizzate la metro per tutti vostri spostamenti (semplice ed economica) oppure i taxi, quando la metro è chiusa. In confronto ad altre capitali europee poi la metro di Atene ha costi più ragionevoli: un motivo in più quindi per utilizzarla.

I taxi ad Atene sono fondamentalmente economici (la tariffa di partenza dovrebbe essere di € 1,20 e poi c’è la tariffa calcolata a chilometro). – insomma sarà sufficiente tenere d’occhio il tassametro – ma se lo prendete dal centro, soprattutto in determinate occasioni, la cosa più complicata potrebbe essere proprio riuscire a salirci! In effetti per fermare un taxi basta fare un cenno di mano dalla strada, anche se a bordo vi sono già passeggeri, però tenete bene presente che non sempre all’autista potrebbe piacere la vostra destinazione e quindi la possibilità di vederlo sgommare via non è affatto remota. Insomma, non contateci molto. Se assolutamente dovete essere in qualche luogo in tempo, un radiotaxi, sicuramente più costoso, vi eviterà questo tipo di problemi.

 

 
Commenti

Grazie mille per il bellissimo e esauriente articolo! 🙂

Wow mai vista una cosi’ chiara, utile e dettagliata descrizione! Fantastico grazie!

Penso che abbia realizzato il miglior articolo che io abbia mai letto su una città da visitare. Grazie.

La migliore che io abbia mai letto grazie!!!

grazie mille molto utile. buon Karma.

Di solito mi annoio alla terza riga,questa recensione è davvero completa e invoglia il lettore a carpirne tutti i particolari!bravissimo davvero!

Atene, città dell’eterna cultura classica, raccontata in questa bellissima descrizione che ci permette di scoprire o ricordare i luoghi, i profumi, il caos e il passato… Io ci sono stata alcuni giorni durante il mio viaggio di nozze. S’agapò è la parola che avvolge il mio ricordo, per sempre.

Alla fine dell’articolo non sai se ti sei perso ma, invece, ti sei trovato: si legge come quei romanzi da cui non puoi staccare gli occhi fino a finirlo. Grazie. Vorrei avere la tua capacità.

Grazie per tutte le informazioni e per la chiarezza della descrizione. Spero di non aver sbagliato a prenotare due notti vicino piazza Omonia…

Complimenti, gran bell’articolo dettagliato! Grazie x le info

Un’articolo completissimo con tutte le informazioni. Complimenti e grazie per la tua guida