Hola Barcelona!

di Augusto Foberti –
In viaggio con: Stefania, Piero, Fabio, Marianna, Pigi, Francesco
Partenza: 23 aprile
Ritorno: 27 aprile
Guida utilizzata: Lonely Planet “Barcelona” – Lonely Planet “Barcelona Incontri” Siamo partiti da Roma con Ryan Air (biglietto acquistato a gennaio: 254euro 2 adulti+ 1 bambino). Consiglio con questa compagnia di utilizzare il web check in e di fare scorta di bevande e cibo per la tratta.

Arriviamo a Girona in serata, usciti dall’aeroporto a destra troviamo il posteggio autobus della compagnia Sagales che per 21 euro a/r cad. ci porta a Barcellona (estaciò del nord) in 1h e 15 min. E’ la soluzione più comoda e economica per arrivare in città.
Arrivati al parcheggio autobus, abbiamo preferito prendere il taxi per raggiungere l’albergo ( ma la stazione della metro Arc de triomf è nelle vicinanze): i taxy li abbiamo usati spesso in questi giorni ed effettivamente costano molto meno che in Italia. Sono una valida alternativa alla metro quando si è in parecchie persone).
Arriviamo all’Hotel Moderno dopo 1 quarto d’ora (carrer d’Hospital ,una traversa sulla rambla, metro Liceu); l’albergo lo abbiamo prenotato su www.venere.com , ma a Barcelona appartamenti e B&B sono soluzioni assolutamente adeguate (consiglio di controllare www.chicandbasic.com ).
Abbiamo pagato 630 euro per 4gg con colazione; ottima la colazione, le camere decorose, buona postazione free internet ( 3 pc a disposizione dei clienti).
I bimbi sono a pezzi e affamati, ma anche noi siamo cotti a puntino: durante il viaggio in aereo avevo individuato sulla lonely P. un ristorante in C. de Quintana a pochi metri dall’albergo, ma la proprietaria inorridisce alla vista di tanti bambini (strega!!) e ci dice che la cucina è chiusa. A quel punto ci dirigiamo in un classico ristorante per turisti e veniamo puniti inesorabilmente! 195 euro per mangiare un po’ di paella , un piatto di tapas, due fettine di carne un insalata e un po’ di crema catalana.

Questa è una lezione da ricordare a tutti; nei pressi della Rambla conviene bere una birra, spizzicare qualcosa al mercato, ma sedersi al ristorante vuol dire fare automaticamente la figura dei turisti da spolpare; se all’ingresso del ristorante trovate foto enormi raffiguranti piatti di paellas e crema catalana..scappate a gambe levate.
Usciti dal ristorante facciamo una breve passeggiata sulla rambla: sono le 23 ,ma qui inizia ora la vita: un susseguirsi di artisti di strada, concerti di musica latina, ballerini di flamenco.. C’è da stare lì ore a guardarli; ma è pur vero che al termine di questi 4 gg questo immenso stradone lo troverò un po’ noioso.
Per combinazione siamo arrivati durante la festa di St Jordì (una sorta di s.valentino spagnolo, gli uomini regalano rose e le donne libri).

2° giorno . Piero ha la febbre!! Direi bene no?
In farmacia senza ricetta non ti danno nemmeno un farmaco per il mal di stomaco. Siamo costretti ad andare al pronto soccorso pediatrico. Fabio e Marianna ci accompagnano lungo la strada che li porta al Palau Guell, la prima meraviglia di Gaudì che incontriamo a Barcelona. Ho il tempo di fare qualche foto a questo palazzo modernista; un mix di stili e materiali diversi che colpiscono incredibilmente la vista. Al termine della vacanza mi accorgo che la particolarità di questo stile architettonico cattura automaticamente il mio sguardo.
Al pronto soccorso (un servizio ineccepibile, ricordatevi il tesserino sanitario europeo) ci diagnosticano una meravigliosa influenza, Piero è a pezzi, rientro con lui in albergo, mentre Stefi prosegue con gli altri.
Lei visita il mercato della Boqueria e la Cathedral: il primo si affaccia sulla rambla, mercato meraviglioso, con i suoi colori, i suoi rumori e i suoi odori. Qui incontrate i turisti che si perdono fra i banchi della frutta dove è possibile gustare frullati, macedonie, frutta esotica e i banchi d’appoggio dei bar che propongono drink e crostacei o frutti di mare (penso che sia la soluzione migliore per chi a pranzo decida di evitare il ristorante; ti permette inoltre di avere un approccio più friendly con la città). Ma lì trovi anche le signore di Barcelona alle prese con la spesa; meravigliosi i banchi dei salumi (troneggia il famoso Jamon Serrano; lo trovate intero o in confezioni sottovuoto a fette ) e le pescherie con un assortimento incredibile. In fondo al mercato trovate addirittura un banco dedicato ai vegetariani: Panini con il falafel, pitta con peperoni e asparagi.insomma qui trovate quello che cercate.
La catedral: in questi mesi la facciata principale (ci si arriva dall’Avinguda de la Catedral) è in ristrutturazione; ciò impedisce la vista delle antiche decorazioni in pietra e dei fregi che la rendono simile alle chiese gotiche del nord europa . L’interno non è stato assolutamente coinvolto nelle distruzioni risalenti alla guerra civile, quindi è tutto originario (non come puroppo è accaduto in alcune altre chiese catalane). A metà della Cattedrale sulla sinistra attraverso una porta romanica si accede al graziosissimo chiostro (un gruppo di oche è a guardia del chiostro).
Al rientro di Stefania è il mio turno: anche io passo per la Boqueria, poi mi dedico alle viuzze legate a Carrer de la Boqueria. Fra la Catedral e Placa del Rei , passo mezz’ora da Gosblau, un negozio real kitsch che ti propone l’impensabile concentrato in 40 mq: da non perdere (Carrer de La Freneria 8).
Molto bella e accogliente la Placa de st Josep Oriol e la Placa del Pi (con la meravigliosa chiesa su un suo lato).
Al rientro in albergo, Piero si è incredibilmente ripreso, ma solo perché gli è stata proposta una fuga all’Acquarium. Lì ci ribecchiamo con Fabio Marianna e i bimbi; ci troviamo nella zona del porto , dove le varie amministrazioni comunali dagli anni 80 in poi hanno trasformato una zona inospitale e pericolosa in un polo d’attrazione concepito in maniera egregia: attracchi per yacht, imbarcazioni a due piani trasformate in ristoranti,pub irlandesi, un meraviglioso passaggio in tek che porta verso un centro commerciale: il Maremagnum e l’Acquarium; penso tristemente alla situazione di abbandono in cui versa il porto della mia Napoli, e mi convinco sempre più che bisogna essere dotati di buona volontà e anche di una valida classe politica per cambiare le cose in fretta.
L’Acquarium (adulti 16?/bimbi 11? .metro Drassanes) si caratterizza per lo spettacolare tunnel degli squali: un tapis roulant di 80 m che attraversa in pieno una megavasca con squali elefanti, pastinache, pesci luna e molti altri; la bellezza è che se alzi la testa ti ritrovi gli squali che nuotano sopra di te. C’è la più vasta collezione di specie ittiche del Mediterraneo e del Mar Rosso; chi possiede il brevetto da sub può addirittura immergersi nella vasca degli squali.
Al termine proseguiamo per il lungomare della Barceloneta, poi Fabio e la truppa prende un taxy che li riporta in albergo dal porto, io rientro a piedi attraversando le strade della Ribera e andando poi a sinistra verso il Barri Gotic; nelle viuzze della Ribera si trovano numerosi bar per l’happy hour e qualche negozio dedicato all’etnico e all’artigianale.
Al rientro Piero è di nuovo alle prese con la febbre, Fabio Marianna e i bimbi vanno al ristorante per festeggiare i 40 anni di Marianna; noi organizziamo una cena vegetariana.nella stanza d’albergo (molto romantico); arrivo alla Boqueria (fino alle 20 troverete i bar e i take away al suo interno ancora aperti) e prendo una paella vegetariana e alcune pitte con le verdure.



3° giorno A questo punto devo dire che questa città è febbrile: Piero 38,5°.
Come ieri anche oggi faremo i turni; parto io alle 9 verso il Mercato di Santa Caterina (nei pressi della Catedral), si riconosce per lo spettacolare tetto in ceramica ondulata e colorata. Proseguo per il Palau della musica Catalana(12 euro per l’ingresso con guida.metro Urquinaona).
La prima visita è alle 10, ma consiglio di anticiparvi per l’acquisto dei biglietti rischiate altrimenti di trovare il turno in overbooking e aspettare almeno un’ora (non si accede senza guida ed è vietato fare foto). Questo palazzo per concerti, costruito all’inizio del 900 è una delle massime espressioni dell’architettura modernista esistente in città; belle sia le facciate che gli interni, con una meravigliosa cupola capovolta di vetro azzurro e oro. La guida parla castigliano, ma non è assolutamente un problema comprenderlo, fra l’altro la visita si rivela davvero ben fatta con un filmato iniziale dedicato alla costruzione e il prosieguo intervallato da alcuni brani di Bach che permettono di valutarne le qualità acustiche ( ma lonely Planet afferma che alcuni esperti trovano l’acustica di questa sala pessima).
Nel rientrare in albergo, Stefania ha deciso che Piero è guarito(???) e quindi raggiungiamo gli amici nei pressi di Casa Batllo’ (metro Passeig de Gracìa), una delle testimonianze di Gaudì a Barcellona. Marianna trova l’edificio eccentrico, Fabio ha seri dubbi sullo stato mentale di Gaudì. La facciata è rivestita di frammenti di mattonelle variopinte , balconi e finestre sembrano tratti di onde marine, il tetto piastrellato d’azzurro.insomma dovete vederlo. Nei pressi si trovano anche la Pedrera (metro Diagonal), ufficialmente chiamata Casa Milà sempre di Gaudì e Casa Lleò Morera di Domenech i Montaner (l’architetto del Palau de la Musica Catalana), ma ormai per l’architettura non c’è più tempo; è tempo di Football!! I Bimbi (e i padri) decidono che il prossimo obiettivo è il Camp Nou , lo stadio del FC Barcellona.
Stefania e Marianna proseguono per tre ore di shopping (super consigliati i negozi della catena Desigual, si dice che nessun capo d’abbigliamento è ripetuto due volte,mah.) Visitando il Camp Nou (biglietti adulti 17 euro,bimbi 14 euro metro Collblanc) ti rendi conto delle capacità del marketing applicate al mondo del calcio e del motivo per cui queste squadre dettano sempre legge. Si visita lo stadio nel suo complesso: si arriva sul campo da gioco (Piero Pigi e Francesco volevano provare a fare una fuga verso il centro campo, ma c’era sorveglianza in numero significativo), non prima di aver visitato gli spogliatoi, la sala stampa e la cappella per i giocatori. Dopo si sale in tribuna d’onore e tribuna stampa,poi si prosegue per il museo del FC Barcelona ; qui puoi fare la foto abbracciato alla Champions League del 2006 (15 euro) e proseguire per una serie infinita di pezzi autografati appartenuti ai migliori giocatori del Barca (ovviamente abbiamo trovato la maglia n.10 di Maradona).
Terminata la visita , il marketing ha aperto uno shop center del Barca a due piani per evitare che il visitatore spenda solo i soldi dell’ingresso; e hanno perfettamente ragione. Come fai a non comprare qualcosa fra completi di varie misure e colori, accapatoi, berretti, cancelleria, orologi e felpe? Impossibile.
L’appuntamento con le ragazze era alle 19,30 alla Font Magica (metro Espanya) per lo spettacolo di acqua luci e musica che si ripete ogni mezz’ora il venerdì e il sabato. Carino , ma al mondo c’è di meglio.
E l’ora della pappa: Fabio ha avuto una dritta su un ristorante particolarissimo nei pressi del Mercat de Born e ci arriviamo in pochissimo con un meraviglioso taxy.
Siamo alla Paradeta e si rivelerà la nota positiva della ristorazione a Barcelona (si trova esattamente nella stradina adiacente a un lato del mercato) , questo resterà uno dei ricordi più suggestivi della vacanza. Innanzitutto si deve arrivare non oltre le 20.00 ed essere dotati di un po’ di pazienza; si fa la fila per entrare , ma con un dovuto aperitivo si può aspettare senza problemi.
Una volta superato l’ingresso ci si affaccia su un immenso banco del pesce e lo si ordina come in pescheria. Noi abbiamo preferito seppie, calamari e una fetta di tonno fresco; a questo punto si sceglie se grillarlo o friggerlo, dopodiché si arriva al banco bevande, ti danno il numero del tavolo (in spagnolo mesa) e ci si siede.
Poche decine di minuti e dalla cucina chiamano il numero del tuo tavolo: vai a ritirare le pietanze e ..godi. Al costo di 90 euro (7 persone) abbiamo cenato pesce fresco in abbondanza in un ambiente assolutamente poco turistico e lontano dalla calca delle rambla.
Fabio vorrebbe mangiare ancora, lo trasciniamo a forza fuori dal locale, promettendogli una porzione di crema catalana; e ci affacciamo su Passeig del Born, che ritengo essere la zona più in di Barcelona. La suggerirei per cercare un’appartamento o un b&b; molti locali dove bere qualcosa e ascoltare musica, a pochi passi da Via Laetiana, che collega al resto del centro il quartiere.
Si rientra in albergo ,mentre i bimbi prendono possesso dei pc per navigare un po’ in rete.
4° giorno A tutto Gaudì
Oggi partiamo supermotivati alla volta della Sagrada Familia (Biglietto 12 euro,bimbi under 12 gratis. Metro Sagrada Familia). Fabio è sempre più convinto che Gaudì avesse seri problemi..
Mi affido a un sintetico commento della LP: ” un inno alla devozione religiosa tradotto in pietra e proiettato nell’etere”. Il posto è immenso e incute un timore reverenziale; un’opera incompiuta, ma che si visita con piacere (non la pensano così Piero & co.). Avrebbe senso prendere una guida e fare le file per salire sulle guglie ,ma con tre pesti al seguito è già tanto che ci abbiamo passato un’ora e mezza.
Riprendiamo la metro e ci dirigiamo verso parc Guell (metro Vallcarca), il parco interamente ideato da Gaudì (nasceva come parco residenziale, ma è poi restato un’area per il passeggio). I bimbi si lanciano nel piazzale all’interno in una sfida a calcio Italia Spagna; noi prendiamo un attimo di respiro, fotografando le sedute in maiolica stile gaudì, camminando lungo una galleria sorretta da colonne di pietra che voglio imitare querce secolari (e ci riescono benissimo).
All’uscita opposta ci imbattiamo nella famosa lucertola di Gaudi presa d’assalto da Giapponesi e..da una scolaresca pugliese.
Oggi le forze non ci abbandonano ,riprendiamo la metro e ci dirigiamo verso la Barceloneta(metro Barceloneta o Ciutadela). Attraversiamo il lungomare e ci ritroviamo a mirare una distesa di spiaggia ben attrezzata (palestre ad uso pubblico su piattaforme in cemento, ristoranti e bar ad altezza spiaggia; con il bel tempo è una grande idea per passarci una giornata); a mare ci sono surfisti e kitesurfisti. In fondo al lungomare ci accoglie la gigantesca statua di rame del Peix (il pesce) di F.Gehry che dovrebbe scintillare sotto i raggi del sole (ma oggi piove quasi).
Ripariamo verso il Parc de la Barceloneta, dove noi ci fermiamo ad un bar e il trio under 12 riparte con una partita Italia Spagna . Sono quasi le 20 , riprendiamo un autobus (linea 59: sugli autobus puoi pagare il biglietto a bordo) e ritorniamo nei pressi dell’albergo.
Purtoppo commettiamo l’errore della prima serata; ci fermiamo a cenare al Burrito (in una traversa di C. de Ferran); ricordatevi questo nome e evitatelo. Il cameriere che ci serve guarda i nostri visi e legge EURO. Ci castigano nuovamente, ma almeno la prima sera la paella era ottima.
Torniamo verso l’hotel, domani si riparte; per il momento ci godiamo su un canale spagnolo la diretta Napoli Inter 1-0!

Ultimo giorno: shopping e ripartenza
Per arrivare in orario a Girona, alla reception ci suggeriscono di partire da Estacio del Nord alle 11,30 (l’aereo parte alle 14,00) sempre con l’autolinea Sagales.
Io e Piero facciamo un giro per le vie adiacenti alla rambla; passeggiare per la Rambla durante le prime ore della mattina te la fa apprezzare maggiormente.
Ci rifermiamo alla Botiga del Barca , una succursale dello shopping center visitato due giorni fa (ce ne sono diverse per la città), diamo un ulteriore contributo alle casse del Barca e raggiungiamo il resto del gruppo.

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Ci ritornerò di sicuro in questa città che ti accoglie in modo caloroso; ti senti in un ambiente familiare e recuperi facilmente il senso d’orientamento che provi nel tuo paese natale.
Barcellona è Mediterraneo , è dinamismo economico e culturale, ma è una città che accoglie a braccia aperte chi vuole divertirsi, chi vuole assaporare architettura e tapas.

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