The big circle

di Claudio Gecchelin – 
A distanza di 16 anni ritorno a compiere uno dei più interessanti tour paesaggistico-ambientale che oggi si possano fare senza particolari difficoltà e in completa autonomia e libertà.
La volta precedente eravamo io e mia moglie e abbiamo utilizzato auto e tenda, questa volta invece c’è anche il figlio di 11 anni e abbiamo deciso di utilizzare il camper, che a parer mio è la soluzione migliore per questo tipo di viaggio; ad accompagnarci un’altra famiglia di cinque persone, marito, moglie e tre figli di 17, 14 e 11 anni. Biglietti aerei, noleggio camper (www.camperusa.com), prenotazione campeggi fatti, con notevole anticipo, tramite Internet; di notevole aiuto sono stati i numerosi racconti di viaggio che ho trovato sul web ed è per questo che ho deciso di mettere anche il mio.

13/07/07
In orario alle 16,30 arriviamo con il volo SwissAir a Los Angeles direttamente da Zurigo senza scalo, è un po’ lungo ma ne vale la pena. Si evitano i rischi degli scali intermedi: ritardi, perdite di coincidenze e anche bagagli.
Sbrigate le lunghe formalità doganali usciamo dall’aeroporto e chiamiamo l’albergo e dopo un’oretta arriva il pulmino a prelevarci. Il servizio di trasporto come il pernottamento in albergo e la prima colazione fa parte di un pacchetto proposto dal noleggio del camper ad un prezzo molto conveniente (129 $ a famiglia).
L’albergo è a circa mezz’ora dall’aeroporto, ci sistemiamo e dopo un po’ usciamo per cercare qualche posto dove mangiare. Non c’è molta scelta anche perché non ci fidiamo ad allontanarci troppo dalla zona e finiamo in un self-service asiatico dove in qualche modo ceniamo.

14/07
Sveglia presto, alle 7,30 la navetta ci aspetta fuori dal motel per accompagnarci al noleggio del camper che dista 15minuti di strada. Controlliamo i mezzi e sbrighiamo tutte le formalità.
Ritiriamo il camper e partiamo in direzione JOSHUA TREE NATIONAL PARK, dopo qualche km di rodaggio decidiamo di uscire dalla Interstate10 e ci fermiamo in un supermercato per i primi acquisti. Proseguiamo ed entriamo nel parco da nord per la 62, ci fermiamo al visitor center dove acquistiamo la card per l’accesso a tutti i Parchi nazionali (80$)

Il caldo si fa sentire; facciamo comunque una piccola escursione a piedi nella Hidden Valley. I ragazzi naturalmente si divertono ad arrampicarsi sulle rocce
Usciamo dal parco a sud e riprendiamo la 110, ormai è sera e decidiamo di uscire all’incrocio con la 177; siamo in mezzo al deserto e c’è solo un distributore (il più caro in assoluto che abbiamo trovato in tutto il viaggio) chiediamo per un campeggio e ci viene indicata un’area sosta a poche miglia in direzione nord sulla 177. Il campeggio è praticamente deserto e l’anziana signora che ci accoglie è ben felice di averci come ospiti. Ceniamo all’aperto sotto una stellata magnifica ma con un caldo torrido, per fortuna il condizionatore ci permetterà di dormire un po’ più freschi.

15/07
Riprendiamo di mattino presto la 110 verso Phoenix dove giriamo verso nord sulla 117 e proseguiamo fino all’incrocio con la 179. Usciamo e ci dirigiamo verso Sedona; la strada è trafficata e con dei lavori in corso ma i panorami sono notevoli. Giunti a Sedona decidiamo di proseguire perché ci pare troppo affollata di turisti. Prendiamo la 89 in direzione Flaggstaff.
L’intenzione è quella di fermarsi per un bagno allo Slide Rock State Park. Purtroppo quando arriviamo scopriamo che per motivi di inquinamento batteriologico è vietato fare il bagno; ci fermiamo lo stesso per il pranzo e approfittiamo dell’ombra e delle panchine con tavoli del parcheggio. I ragazzi comunque trovano lo stesso il modi di fare un bagno utilizzando una canna d’acqua; il gioco dura poco perché dopo un po’ arrivano i rangers che chiudono il rubinetto! Dopo il pranzo andiamo a vedere il torrente dove effettivamente sembrerebbe piacevole scivolare su una specie di scivolo naturale; c’è molta gente ma tutti rispettano in maniera rigorosa il divieto di balneazione.

Riprendiamo il viaggio per Flagstaff e poi per la 180, attraversando un meraviglioso bosco di betulle, arriviamo a sera al Grand Canyon; dal camper diamo una sbirciatina al canyon ma i parcheggi tutti pieni e ormai è sera quindi ci rechiamo al MATHER SOUTH RIM CAMPGROUND dove avevamo prenotato le piazzole ancora dall’Italia. Accendiamo il fuoco e via con il barbecue! Nelle piazzole non c’è nessuna illuminazione elettrica e perciò velocemente corriamo nel buio del bosco fino al General Store dove acquistiamo una lampada a gas che ci tornerà utile più avanti anche negli altri campeggi statali.

16/07
Appena alzati vista la bella giornata decidiamo di vedere il Grand Canyon dall’alto e perciò saliamo tutti su un camper e usciamo dal parco per andare al vicino aeroporto. Purtroppo non ci aspettavano! in mattinata non c’erano voli disponibili e perciò prenotiamo per il giorno dopo e rientriamo al parco. Passiamo la giornata passeggiando lungo il rim e, utilizzando il servizio navetta, ci spostiamo nei vari punti di osservazione. Nel tardo pomeriggio incontriamo anche dei bellissimi cervi che tranquillamente pascolano a pochi metri dai nostri camper. Dopo un bellissimo tramonto rientriamo e, come consuetudine, accendiamo negli appositi barbecue il fuoco per la cena.

17/07
Al mattino usciamo dal parco e ci dirigiamo all’aeroporto dove saliamo sul piccolo aereo; è una esperienza notevole che dà veramente l’idea della grandiosità del canyon; interessante notare che il volo viene effettuato con una guida registrata multilingue tra cui l’italiano.
Scesi dall’aereo riprendiamo il viaggio sulla mitica Route 66; verso l’ora di pranzo ci fermiamo a Winsolw diventato famoso per una canzone degli Eagles. Entriamo in un simpatico locale sulla Main Street, è tipicamente americano ma fa delle buone pizze; gentilissimi; alla fine, ce ne regalano anche un paio per il viaggio.
Proseguiamo sulla 140 e usciamo in prossimità della PETRIFIED FOREST NATIONAL PARK. Prendiamo la strada che entra nel parco e ci fermiamo al Kachina Point View; fa molto caldo e soffia un vento bruciante. Il panorama è suggestivo; i colori delle sabbie e delle rocce assumono continuamente tonalità diverse. Decidiamo, visto il clima, di non effettuare tutto il lungo giro e ritorniamo sulla 140 per poi uscire sulla 191 in direzione nord per il Canyon de Chelly.
Ci arriviamo verso il tramonto e non perdiamo tempo per cercare campeggi: ci dirigiamo velocemente allo Spider Rock Overlook da dove vediamo uno dei più bei panorami del nostro viaggio.
Pensavamo di fermarci allo Spider Rock Campground che dista poche miglia ma sembra in uno stato di totale abbandono che neanche proviamo a scendere e così ritorniamo indietro fino al Visitor Center dove pernottiamo nell’area di sosta gratuita (solo scarico e carico acqua).

18/07
Al mattino ci dirigiamo nuovamente verso il canyon per scendere alla White House.  Questo trail è l’unico permesso in forma autonoma. La discesa è molto piacevole con bellissimi scorci del canyon; un po’ più impegnativa la salita anche perché il sole comincia a scaldare notevolmente. Bisogna comunque prevedere un paio di ore tra andata e ritorno.
Ci rinfreschiamo con una doccia all’aperto, ovviamente senza sapone: il camper è dotato di un apposito tubo flessibile con doccia proprio per queste necessità.
Partiamo in direzione Monument Valley.
Arriviamo nel tardo pomeriggio e decidiamo di avviarci al campeggio Goulding’s (un po’ caro ma situato in una bellissima gola e dotato di tutti i confort) che dista qualche miglio dall’ ingresso della Monument.
Rapidamente ci sistemiamo e quindi con un solo camper partiamo per la visita della Monument Valley:
entriamo, pagando una tassa d’ingresso di 5$ pro-capite, e subito si fanno incontro gli indiani nativi che si offrono per un tour su dei pick-up ma preferiamo percorrere la strada sterrata per conto nostro. Avevamo letto che non c’erano particolari problemi, bastava affrontarla a bassa velocità. Il sole comincia a tramontare e lo spettacolo delle rocce rosse è indimenticabile, non serve quasi scendere dal camper perché la visuale è ottima da qualsiasi lato; dopo un po’ però si solleva un forte vento che alza un turbinio di sabbia; non invidiamo gli altri turisti che sono seduti all’esterno dei pick-up completamente avvolti dalla sabbia! Il vento si calma e a sole ormai tramontato anche se non abbiamo completato le 17 miglia del giro rientriamo al campeggio, dove, prima del solito barbecue, i ragazzi riescono a farsi un tuffo nella piccola piscina.
Un consiglio: se siete degli amanti del vino o della birra fatevene una scorta prima di entrare in questa zona perché siamo in una riserva indiana dove è vietata la vendita di alcool; la legge ne vieta persino il trasporto, ma non penso che fermino dei camper di turisti per questo tipo di controllo. Comunque anche usciti dalla riserva indiana vi trovate nello Utah dove per legge gli alcolici possono essere venduti in pochi negozi specializzati e neanche nei mega supermercati si riesce a trovare una birra!
In ogni caso anche negli altri stati la guida con un tasso alcolico minimo è severamente punita quindi per tutto il viaggio è stato solamente alla sera davanti al fuoco che ci siamo gustati qualche birra fresca o del Cabernet californiano.



19/07
Riprendiamo il viaggio sulla 163 e dopo Mexican Hat prendiamo la 261, qualche km e la strada inizia a salire e diventa sterrata. E’ bella e larga e troviamo, incredibilmente, un ciclista solitario. Alla fine della salita riprendiamo l’asfalto, ma poco dopo svoltiamo nuovamente a sinistra. Ci ritroviamo a guidare nuovamente sullo sterrato, il fondo è peggiore del tratto precedente ma comunque facilmente percorribile con qualsiasi tipo di vettura. Questa strada porta ad un punto panoramico: Muley Point. La vista che si gode è notevole. Dopo le foto di rito si dirigiamo verso il NATURAL BRIDGES NATIONAL MONUMENT; arriviamo verso l’ora di pranzo e il caldo è notevole e questo forse non ci fa apprezzare molto il piccolo parco, ci riposiamo sotto uno dei soliti gazebo per pic-nic e ripartiamo per Moab.
Arriviamo nel tardo pomeriggio al campground Slickrock , dove non abbiamo difficoltà a trovare posto;
più tardi usciamo e andiamo in una delle numerose agenzie dove prenotiamo, per il giorno seguente, una discesa con gommoni sul Colorado.

20/07/08
Alle 9,00 in punto un pulmino ci preleva dal campeggio e ci porta nella sede dell’agenzia dove veniamo dotati di giubbotti salvagente e cassettina impermeabile per deporre gli oggetti personali, quindi, assieme ad altri turisti, partiamo per la nostra meta. Saliamo su vecchio pullman tipo scuola-bus americani anni ’60 e percorriamo la strada che segue il Colorado per circa un’ora e quindi finalmente arriviamo al punto di partenza. Veniamo divisi in gruppi di circa 12 persone e saliamo su un grande gommone condotto da un simpatico giovanotto. Dopo alcuni minuti di navigazione molto tranquilla (questo tratto di Colorado è praticamente piatto) inizia l’avventura.. o meglio la battaglia. Veniamo affiancati da altri gommoni i cui passeggeri simpaticamente cominciano prima a spruzzarci con delle pistole ad acqua a cui noi rispondiamo con colpi di mano in acqua, per poi passare a bordate con secchiate d’acqua! (salendo sul gommone avevamo visto questi secchi ma pensavamo servissero per svuotare l’imbarcazione in caso di emergenza, ingenui!). La battaglia si scatena contagiando praticamente tutti i gommoni e non limitandosi alle secchiate ma anche tuffandosi in acqua per cercare di avvicinarsi meglio alle imbarcazioni “nemiche”. In questo tratto in effetti non c’è alcun pericolo per chi sappia nuotare, l’unico neo è il colore fangoso dell’acqua che non ispira un tuffo. Prima che le cose degenerino -alcuni americani la stavano prendendo un po’ troppo sul serio- i vari timonieri allontanano il più possibile i gommoni e le cose si calmano: iniziano le rapide. Queste in realtà non sono gran cosa (livello II), qualche rollio e qualche salto; in compenso il paesaggio che ci circonda è molto bello ed affascinante. Giunti verso la fine del percorso il nostro capitano ci invita tutti ad un bagno, oramai in ogni caso eravamo tutti bagnati (naturalmente si consiglia un abbigliamento molto marino: sandali, costume, maglietta e pantaloncini). Ci tuffiamo e con il giubbotto si galleggia tranquillamente e ci si fa trasportare dalla leggera corrente, l’unico problema è la risalita sul gommone: molto difficoltosa, ci deve essere qualcuno che ti aiuta ad issarti. Verso le tredici arriviamo alla meta dove troviamo l’autobus che ci aspetta, ci strizziamo e ci asciughiamo un po’ al sole e quindi ritorniamo al campeggio.

Nel pomeriggio ci rechiamo nel vicino parco Arches dove incontriamo subito il famoso Balanced Rock; il parco non è grandissimo, scegliamo alcuni percorsi e girovaghiamo fino al tramonto osservando questi spettacolari archi: è molto difficile dire quale sia il più bello. Consiglio di andarci o al mattino presto o, come noi, alla sera per cogliere un susseguirsi di continui cambi di tonalità del paesaggio.
Torniamo a notte, stanchissimi dell’intensa giornata ma felicissimi delle esperienze che stiamo vivendo.

21/07
Ci svegliamo con calma e ci dirigiamo verso il vicino Death Horse State Park. Non fa parte dei parchi nazionale e perciò paghiamo l’ingresso ma ne vale la pena, lo spettacolo sul Colorado che si ha dalla terrazza panoramica è maestoso, e anche il piccolo visitor center merita una sosta.

Riprendiamo il viaggio e ritorniamo sulla 191 in direzione nord, percorriamo per un breve tratto la 170 e quindi ripieghiamo verso sud sulla 24 in direzione Torrey. Il paesaggio che attraversiamo continua a stupirci in particolare quando attraversiamo il Capitol Reef National Park, ma non abbiamo tempo per altre soste! Arriviamo verso sera a Torrey e ci fermiamo in un piccolo campeggio-ostello verso l’uscita del paese (Sand Creek RV Campground). Ci organizziamo per il nostro solito barbecue serale, ma a metà cottura delle nostre steak si scatena un temporale, riusciamo comunque a cucinare coperti con un telo tenda; siamo però costretti a rinunciare alla cena sotto le stelle riparandoci dentro i camper.

22/07

Non siamo molto distanti dal Bryce Canyon e ci arriviamo poco prima di pranzo, ci rechiamo al Sunset Campground dove abbiamo l’imbarazzo della scelta su dove sistemarci in quanto quasi vuoto. Compiliamo la scheda d’ingresso e la imbuchiamo con i 10$ nella apposita cassetta. Pranziamo e ci rilassiamo un po’; il canyon è a pochi metri e abbiamo tutto il pomeriggio per gustarcelo con calma. Più tardi iniziamo la nostra visita ad uno dei più spettacolari canyon del mondo! percorriamo il rim sia a piedi sia con il servizio navetta gratuita fino al Bryce Point; la macchina fotografica scatta in continuazione fino all’ultimo raggio di sole. La cena all’aperto nel buio della foresta con il fuoco acceso (rigorosamente all’interno degli appositi barbecue) è qualcosa di magico.

23/07
Per la mattinata abbiamo in programma la discesa nel canyon e dunque sveglia presto. Scegliamo uno dei percorsi che partono dal Sunrise Point. Dall’interno del canyon la vista delle guglie risulta ancora più affascinante e, nonostante il caldo, percorriamo senza difficoltà l’intero percorso che dura circa 2 ore.
Riprendiamo il camper e ci dirigiamo per la 89 verso lo Zion National Park. Ad Hatch lungo la strada facciamo una sosta per il pranzo in un caratteristico locale, il Mountain Harvest.
A Monte Carmel Junction giriamo per la 9 per entrare nel parco da Est, qui l’ingresso è però attraverso un tunnel molto stretto e per far passare i camper la circolazione diventa a senso unico; ci si deve mettere in fila ed aspettare il proprio turno, naturalmente dopo aver pagato il pedaggio. Ce la caviamo abbastanza in fretta e attraverso un paesaggio spettacolare arriviamo a Springdale dove ci sistemiamo, sotto un improvviso temporale, allo Zion Canyon Campground, l’unico dove troviamo posto. Il campeggio non è dei migliori ed è anche abbastanza caro. Il temporale passa in fretta e all’uscita del sole i nostri ragazzi scoprono che nel torrente, che scorre a lato del campeggio, si fa il bagno e non solo; equipaggiati con dei grossi salvagenti è possibile scendere trascinati dalla corrente per qualche centinaio di metri senza particolari pericoli; il divertimento dura fino a sera.

24/07
Nel parco è vietata la circolazione delle auto e perciò prendiamo l’apposita navetta che si ferma vicino al campeggio e percorriamo l’intera valle. C’è la possibilità di scendere in vari punti e spostarsi a piedi lungo diversi percorsi, noi optiamo per quello più settentrionale. E’ una valle stretta con altissime pareti rocciose molto particolari, ma probabilmente è il parco che meno ci affascina. Nel pomeriggio ripartiamo.
Scendiamo dall’altopiano e ci avviciniamo al deserto attraverso una bellissima strada incuneata in una valle; in lontananza vediamo un grosso temporale proprio nella nostra direzione.. arriviamo a Las Vegas con la pioggia! Troviamo subito il parcheggio-campeggio della Koa nei pressi del Circus-Circus; sembrano tutti felici di questo temporale, è da un po’ che l’aspettavano.
Acquistiamo una tessera che vale 24 ore per l’autobus con l’intenzione di percorrere alcuni tratti della “strip”; ha smesso di piovere e nonostante non sia ancora buio tutte le luci dei casinò sono accese e il traffico è intenso. Ci mettiamo un po’ ad arrivare alla fine della strip dove decidiamo di scendere all’altezza dell’ Excalibur. Cominciamo a piedi il percorso a ritroso di questo incredibile mondo dove domina la finzione (copie di Venezia, Parigi, Roma antica, Isole di pirati..) e assistiamo, direttamente dalla strada (in campeggio si trovano le locandine con gli orari), a qualche spettacolo gratuito; ceniamo in un uno dei numerosi ristoranti dei casinò dove si paga l’entrata (12-17 $) e si può mangiare e bere tutto quello che si vuole senza limiti: per gli affamati e i golosi una vera occasione.
Sulla strip non c’è che l’imbarazzo della scelta: quale casinò visitare? si può entrare quasi ovunque, ad eccezione delle salette riservate, attenzione con i minori, non possono avvicinarsi nè ai tavoli da gioco né alle slot machine, devono rimanere dietro una linea gialla a debita distanza dal vizio! (2 metri!!)
A mezzanotte, accecati, storditi e confusi rientriamo con l’autobus al campeggio, ma la vicinanza del casinò induce un paio di noi a ri-uscire e gironzolare per le varie sale, negozi e bar dove tutto funziona 24 ore su 24 senza interruzione, senza nessun riferimento ai ritmi del giorno o della notte. Il tavolo ci tenta e così, decidendo una quota fissa, ci sediamo, giochiamo, ci divertiamo e alla fine perdiamo! Anche noi abbiamo lasciato il nostro contributo a questa incredibile macchina della finzione e del divertimento.

25/07
A questo punto dobbiamo fare delle scelte per le prossime mete: dobbiamo scartare la Valle della Morte, nelle condizioni di noleggio è esplicitamente vietato entrare con il camper; è un peccato perché nonostante il caldo davvero torrido i paesaggi sono notevoli; Il parco di Yosemite, con le sue montagne mozzafiato ma per qualche verso abbastanza simile a paesaggi europei, richiederebbe almeno 2 notti. Puntiamo quindi su San Francisco e, essendo in anticipo rispetto alla data prevista di arrivo (abbiamo già prenotato dall’Italia il campeggio) e vista anche la distanza, decidiamo di fare una tappa al Sequoia National Park. La strada risulta più lunga di quanto pensassimo e arriviamo al campeggio di Tree Rivers nel tardo pomeriggio accaldati e stanchi. La famosa sequoia General Sherman non è molto distante ma bisogna farsi anche un pezzo a piedi; decidiamo di ripensarci il giorno dopo e, visto il caldo, ci immergiamo nel torrente che passa per il campeggio.

26/07
La notte, senza condizionatore perché non c’era corrente, ha portato alla decisione che purtroppo dobbiamo rinunciare alla sequoia! ci dirigiamo verso San Francisco.
Arriviamo nel primo pomeriggio al Candlestick R.V. Park dove avevamo prenotato due piazzole; ci informano che una navetta per il centro stava per partire e così parcheggiamo velocemente i camper e saliamo: la navetta è un po’ cara (10 $ a testa) ma è molto comoda, in neanche mezz’ora ci scarica in centro e prenotiamo il rientro per le 22.
Passeggiamo lungo la Columbus e, passando per Lombard Street, arriviamo al Fisherman’s Wharf dove ci dilettiamo nello shopping. Purtroppo al calare della sera il freddo e il vento ci fanno desistere dal continuare la passeggiata. Ci rifugiamo per la cena in un locale “italiano” lungo la Columbus e ghiacciati ci rechiamo all’appuntamento con la navetta alle 21 sperando ci siano dei posti liberi; siamo fortunati ci fanno salire e rientriamo al parcheggio dove accendiamo la stufa per riscaldarci.

27/07
Di buon’ora prendiamo la nostra navetta per il centro e acquistiamo il pass giornaliero (11$) per i trasporti pubblici e con i tram girovaghiamo tutto il giorno prendendo anche i famosi Cable Car (per evitare lunghe file è preferibile prenderli nelle linee secondarie dove non ci sono molti turisti altrimenti si rischia di aspettare anche 1 ora). Arriviamo anche al Golden Gate, ma nel pomeriggio la nebbia copre la baia e non si riesce a vederlo completamente; comunque una passeggiata su questo famoso ponte vale sempre la pena. Memori della serata precedente decidiamo di rientrare prima e ceniamo in camper.

28/07
Partiamo verso la nostra ultima meta: Los Angeles; anziché la comoda Interstate 5 prendiamo la strada costiera, la famosa 1. Prima sosta Monterey con l’intenzione di visitare l’acquario, ma la fila di gente all’esterno che aspetta di entrare ci fa cambiare idea e proseguiamo; poco dopo riusciamo a parcheggiare lungo la strada dove a pochi metri vediamo delle colonie di foche che giocano e si fanno fotografare. Da qui inizia una strada a pagamento che permette di passare in mezzo alle ville dei super-ricchi che evitiamo e ci dirigiamo verso Carmel. Non eravamo abituati alla folla e quando arriviamo ci sembra di essere in un paese della costiera ligure o amalfitana in pieno agosto, nessuna possibilità di sosta per i camper! siamo costretti a proseguire e, appena usciti dalla famosa cittadina, troviamo un parcheggio direttamente su una spiaggia per la pausa pranzo; peccato per il tempo un po’ nuvoloso.
Riprendiamo la strada verso sud e attraversiamo Big Sur,la strada si fa sempre più tortuosa ma con bellissimi scorci di costa oceanica

Poco prima di Hearst Castle siamo incuriositi da numerose macchine parcheggiate vicino alla strada, ci fermiamo ed assistiamo ad uno straordinario spettacolo: una colonia di elefanti marini. Siamo a Piedras Blancas una spiaggia che da un po’ di anni è diventata una riserva naturale per questi giganteschi animali; sono proprio vicinissimi e passiamo un po’ di tempo ad osservarli.
Puntiamo quindi verso Morro Bay dove pensiamo di fermarci per la notte, purtroppo siamo in piena stagione turistica e tutti i campeggi sono pieni, proseguiamo verso Grover Beach dove arriviamo a tarda sera ma senza fortuna, tutto completo.
Sulle guide vediamo che c’è un campeggio a circa 40 km a sud in una piccola cittadina: Bluelton. Arriviamo, ma anche qui a causa di una manifestazione il campeggio è esaurito; nonostante i divieti vediamo anche altri camper parcheggiati in giro e così troviamo un parcheggio tranquillo a fianco di un motel dove trascorriamo la notte.

29/07/
In mattinata arriviamo al Los Angeles e ci dirigiamo subito al Dockweiler RV Park (avevamo prenotato ancora dall’Italia rvpark.pci@netzero.com 12001 Vista del Mar, Playa del Rey, CA 90293.); è bellissimo, in riva all’oceano, ma disturbato dagli aerei del vicino aereoporto. Tranquillamente ci sistemiamo e proviamo ad informarci per gli autobus. Purtroppo, nelle prossimità del campeggio, non ci sono possibilità di mezzi pubblici quindi con un camper ci spostiamo a Marina del Rey all’ufficio turistico. La nostra idea era di raggiungere Hollywood, ma con l’autobus è un’impresa e visto che Los angeles è una città fatta per le auto decidiamo di andarci con il camper! Tutto sommato non risulta per niente difficoltoso perché con il sistema autostradale si arriva abbastanza comodamente; alcuni problemi con il parcheggio ci vengono risolti da un intraprendente proprietario di un bar: per 10 $ sposta la sua auto e ci fa parcheggiare davanti al suo locale proprio all’incrocio con Hollywood Boulevard.
Ci facciamo una passeggiata alla caccia di stelle e quindi, a sera, ritorniamo al campeggio

30/07/
Per oggi decidiamo di riposarci e sempre con un camper ci spostiamo nella famosa spiaggia di Venice dove trascorriamo la giornata tra shopping e bagni nell’oceano

31/07/
Giornata dedicata al divertimento, eravamo indecisi tra Disneyland e gli Universal Studios e alla fine la scelta è caduta sul cinema. Sempre con il camper ci siamo spostati al parco dove abbiamo trascorso la giornata tra effetti speciali e rivisitazione di famosi film.
Stanchi rientriamo in campeggio dove ci aspetta l’ultimo barbecue americano!

01/08/
Con calma, alle 10, ci dirigiamo verso l’agenzia per la restituzione del camper, non ci sono problemi e a mezzogiorno veniamo accompagnati all’aeroporto dove, con il magone e già tanta nostalgia, aspettiamo il nostro volo per il ritorno

Totale km percorsi 5300
Benzina 1300 litri per un totale di 1093$ (840 €)

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