Safari in Tanzania

di Elena e Massimo –
Quando ero bambina guardavo sempre una serie televisiva dal nome “Nata Libera”, che raccontava le avventure di una leonessa (Elsa) adottata cucciola da una famiglia e poi restituita alla savana. Non ne perdevo una puntata. Era un appuntamento fisso dei miei pomeriggi.
Davanti alla televisione sognavo di avere anche io il mio leoncino con cui giocare, che mi sarebbe stato affezionato e che crescendo sarebbe diventato uno splendido leone dalla criniera fulva. Erano i sogni di una bambina affascinata dalla natura africana, i suoi colori e dai suoi animali.
Così, quando Chihiro (una mia amica giapponese) mi disse che aveva fatto un safari fotografico in Tanzania e che durante il viaggio aveva visto ben 57 leoni, si risvegliò in me il ricordo di Elsa e dell’Africa nera.

“Chihiro, ma tu come hai fatto ???”
Tramite un amico, Chihiro era entrata in contatto con Max. e aveva partecipato ad uno dei safari fotografici che Max organizza ogni anno nella Tanzania settentrionale. Così le chiesi di mettermi in contatto e per farlo, Chihiro organizzò una cenetta in un ristorantino giapponese di Milano.
Qui Max, mi illustrò il programma del safari che stava pianificando.
Ovviamente gli dissi di tenere in considerazione la mia candidatura. Ormai ero decisa. Quel viaggio io lo avrei fatto a qualunque costo….
Nei mesi successivi vidi Max in un paio di occasioni, quando mi presentò alcuni dei partecipanti al nostro safari e ci illustrò più in dettaglio il nostro viaggio.

Il momento fatidico arriva il 6 giugno 2008.
Andiamo all’aeroporto di Linate dove incontriamo Giampietro e Luigi (ormai per gli amici Luis). Con gli altri l’appuntamento è a Roma, al gate della Ethiopian Airlines”.
Noi siamo già lì quando verso le 22:00 arrivano Gigi, Milva, Sante e Cristina, Edwin e il suo amico Wiebe. “Simpatici questi ragazzi olandesi, sempre pronti a scherzare….”.
Il volo parte puntuale alle due di notte e verso le 9:00 di mattina arriviamo ad Adis Abeba. La coincidenza per Arusha parte verso mezzogiorno e arriva a destino nel pomeriggio verso le 16:00. Espletate le pratiche burocratiche all’aeroporto del Kilimanjaro, usciamo e incontriamo le nostre guide (Paul e George) che ci stanno attendendo sui loro Toyota Landcruiser. Carichiamo i bagagli e via verso il nostro albergo.

Ad Arusha arriviamo dopo mezz’ora circa e prendiamo alloggio all’Ethiopian Hotel.
Due amici di Edwin (Roel ed Hans Dick) sono già lì dal giorno precedente e, quando li incontriamo all’albergo, stanno gustandosi una birra fresca in giardino. Alla fine siamo in 12, un bel gruppo.
“Ma quanta gente. Sono frastornata. Poi ho dormito proprio poco questa notte….”.
La sera ceniamo tutti insieme. “buono questo zighinj….” e poi ci ritiriamo presto perché siamo tutti abbastanza stravolti.
La mattina dopo, verso le 9:00, Paul e Gorge, le nostre guide, ci vengono a prendere in hotel e ci portano in agenzia per sbrigare le pratiche e i pagamenti.
Dopo circa un’ ora siamo al mercato dove Paul e Innocent (il ns. cuoco!) entrano in azione per acquistare il necessario che ci servirà durante il safari.
Intanto noi facciamo un giretto per il mercato che è molto pittoresco. Bella soprattutto la parte del pesce secco e della medicina tradizionale.
Io parlo un po’ di Inglese e quindi Max mi fa accomodare nella Toyota Land Cruiser guidata da Paul, con i ragazzi olandesi, mentre lui rimane con gli altri perché nessuno di loro parla inglese.
Dopo mezz’ora partiamo per il safari. La prima meta è la foresta del Manyara National Park.
Arriviamo a Mto Wa Mbo il paesino situato a 5 minuti dal gate del parco dove, mentre montiamo le tende, il nostro cuoco in solo mezz’ora prepara un gustoso pranzetto a base di insalata mista. “Mangiano tutti senza problemi Ma ci sarà da fidarsi ??? Speriamo bene…”
Dopo pranzo ci rilassiamo e socializziamo (foto di rito al camp con tutto il gruppo) fino alle 15:30 quando Paul e George (le nostre guide) scoperchiano le Land e ci invitano a salire.
Dopo 5 minuti siamo già al gate del parco. Intorno al gate si snoda un percorso su pedane di legno che entra un po’ nella foresta circostante e già da li si cominciano a vedere i primi animali: babbuini, cercopitechi verdi, scimmie blu e vari uccelli. Dopo un quarto d’ora, durante i quali le nostre guide si occupano delle pratiche d’ingresso, entriamo nel parco.



“Finalmente ci siamo. Sto veramente per entrare in un selvaggio parco africano…!!”.
La prima parte del Manyara National Park è una bella foresta. Paul ci mostra le piante. Ogni tanto incrociamo una famiglia di babbuini. Ci fermiamo su un ponticello sotto il quale scorre un ruscello poiché scorgiamo un iguana ma … dopo pochi secondi emerge un ippopotamo che ci sorprende correndo verso la vegetazione. Cavolo, che paura. Non mi aspettavo questa sortita. Nella foresta ogni tanto Paul si ferma e ci mostra questa o quella pianta o qualche animale. Belli gli alberi delle salsicce…. e le liane.
Poi ad un certo punto vedo che nella macchina davanti (guidata da George) Max viene preso dall’eccitazione. Non capisce più nulla, estrae la macchina fotografica con foga e comincia a inquadrare sulla destra. A circa 50 metri, sotto un grande albero c’è il primo leone del nostro safari. E’ un grande maschio solitario che sta appisolato, ma che ogni tanto si alza per segnare il territorio.
Caspita che emozione!!. Finalmente il mio primo leone. Mi sembra un sogno. Dopo solo trenta minuti nel Manyara ho già coronato il mio sogno !!!! Possibile !!!!! Cosà potremo vedere nelle prossime due settimane ???
Questo posto è stupendo e gli animali si susseguono sulla pista: ora elefanti, ora giraffe ora impala, fino a quando non raggiungiamo una zona più aperta dove la la vegetazione cambia repentinamente. Ci sono molti alberi morti. Paul dice che è colpa del nino. Le acque salmastre del lago hanno inondato la zona e ucciso le acacie più vicine alle sponde.
Andando avanti nel nostro giro continuiamo ad avvistare animali: zebre, giraffe, gazzelle, dikdik, fino a quando Paul non si ferma e ci invita a scendere per sgranchirci le gambe in un area di sosta.
Nel lago ci sono ippopotami, aironi, pellicani e fenicotteri. In lontananza distinguiamo una striscia rosa. Max mi spiega che sono una moltitudine di milioni di fenicotteri che popolano il lago ma che in quel momento sono sulla riva opposta. Incredibile…
Max e Giampietro sono molto arrabbiati. Entrambi hanno problemi con le loro super macchine fotografiche e pare che la cosa sia grave. Si sono rotti i loro 500mm (forse per qualche colpo).

Che sfortuna, dovrò cavarmela con la mia macchinetta !!!
Comunque nel gruppo si è creato uno spirito di corpo e tutti condividono il dispiacere di Max e Giampietro. Sante cerca di riparare l’obiettivo di Max ma senza successo, così George promette che la sera porterà l’obiettivo ad un suo amico che forse potrà ripararlo. Speriamo.
Dopo un po’ riprendiamo il nostro game drive e la seconda parte non è meno bella. Effettuiamo altri giri. Il paesaggio è diverso e vedo che spesso Max guarda sugli alberi. Paul mi spiega che cerca leoni che in questa zona usano arrampicarsi sugli alberi per sfuggire alla calura e alle mosche tze tze. Per un’attimo mi preoccupo … e se un leone “zompa” dentro la jeep!! Meglio non pensarci. Verso le 18:00 siamo di ritorno al gate. Il pomeriggio è stato bellissimo e mi chiedo cosa vedrò domani. Mi sembra di aver già visto tutto…
Arrivati al camp, Innocent ha preparato l’acqua calda per il tea.
Durante la sera scherziamo in compagnia, scambiandoci esperienze. Giampietro ha viaggiato molto e anche Max ha tante cose da raccontare.
Poi anche i ragazzi olandesi sono molto simpatici e corretti. Proprio dei gentleman!
Per cena Innocent ci ha stupito preparandoci pollo con verdure cotte, salsine sfiziose e poi frutta e dolci. Caspita ! … e io che pensavo che avrei sofferto la fame.
Sul tardi torna George con la ferale notizia: l’obiettivo di Max è K.O.. Potrà ripararlo in Italia ma qui dovrà arrangiarsi con il 200mm. Peccato.
Inoltre pare che non potremo partecipare alla caccia bushmen (una delle chicche del nostro viaggio) perché nella zona è appena scoppiata un’epidemia di colera.
Nessuno vuole rischiare e Max propone di sostituire il giorno di caccia un giorno extra nel cratere dello Ngorongoro.
La mattina dopo, di buon ora, ci svegliamo e partiamo per il secondo game drive nel Manyara. Il leone di ieri non c’è più. La replica non è così emozionante ma il biglietto del parco dura 24 ore e quindi vale la pena sfruttarlo fino alla fine.
Usciamo dal parco verso mezzogiorno e torniamo al camp dove Innocent ha preparato un altro gustoso pranzetto. Proprio bravi questi ragazzi. Non mi aspettavo una tale organizzazione.

Dopo pranzo smontiamo le tende, le sistemiamo sulla macchina e ci muoviamo verso la seconda tappa del nostro safari: il villaggio di Karatu.
Saliamo di quota e arriviamo dopo circa un’ora e mezza a Karatu. Montiamo la tenda al Karatu Resort, un camp molto carino con bungalows, bar, ristorante e bagni puliti.
Dopo aver montato la tenda ci muoviamo per una passeggiata a zonzo per il villaggio. Molto carino. Al camp i nostri amici olandesi hanno fatto conoscenza con altri due ragazzi olandesi che sono stati il giorno prima a cacciare con i bushmen. Ma allora si può fare ???
Chiediamo a Paul e a George di informarsi meglio e intanto ci godiamo il bel paesino di Karatu. Molto vivo. Max deve portare un regalo di Chihiro ad un vecchietto che ha qui un negozio.
A sera arriva finalmente la buona notizia. Paul e George hanno ottenuto i permessi per entrare nelle zone bushmen. Però non potremo pernottarvi, come era previsto nel programma, e non potremo acquistare cibo del posto. Potremo solo andarci la mattina presto, assistere alla caccia e, andarcene a pernottare al lodge.
Così per festeggiare Max ci offre del vino sudafricano acquistato allo spaccio del Resort.
Ceniamo e andiamo a letto presto. Domani la sveglia è per le 4:00. Dobbiamo viaggiare per più di 3 ore per raggiungere la zona dei bushmen e sarà una giornata molto lunga.
L’indomani come da programma siamo tutti svegli presto. Smontiamo le tende, carichiamo le macchine e ci muoviamo verso il lago Eyasi, la meta della nostra giornata.
Dopo circa mezz’ora la strada cambia e diventa abbastanza accidentata. Si sobbalza per le buche e si mangia polvere. Uhhh che fatica l’avventura anche perché per alcuni km la pista da seguire è il letto di un fiume in secca !! E si è la stagione secca, non fa caldissimo (le ore più calde sono più o meno dalle 11 della mattina sino alle 15 / 16 nel pomeriggio), il paesaggio per rendere l’idea è esattamente quello visto nel film “la mia Africa” !!
Arriviamo nella zona del lago verso le 9:00. Paul e George ci presentano la guida, che parla inglese, che ci accompagnerà durante la caccia con i bushmen.
Così partiamo a piedi e dopo circa 10 minuti raggiungiamo l’accampamento bushmen. Sono persone che vivono di caccia e raccolta. I bimbi sono molto spaventati e piangono quando ci avviciniamo, evidentemente non sono molto abituati ai turisti.
Le case sono dei recinti delimitati da foglie di agave piantate nel terreno a 20cm di distanza l’una dall’altra.
La guida ci presenta i ragazzi con cui andremo a caccia. Sono in quattro, giovanissimi, snelli e potenti. Pare che dovremo seguirli a piedi, mentre loro con i cani cercheranno di cacciare qualche scimmia o cos’altro non so.
Partiamo verso le 10:00. Nel bush fa abbastanza caldo. Che fatica. I bushmen sono più veloci di noi ed ogni tanto devono fermarsi ad aspettarci. Comunque con noi c’è sempre la guida, controlla tutti e ci dà sicurezza. Stiamo camminando a piedi nel bush. Cosa accadrebbe se incontrassimo qui un leone o un bufalo?
Questa gente sembra sapere il fatto suo e non hanno paura di niente. Mi sento abbastanza tranquilla e poi c’è sempre qualche baldo giovane del gruppo che bada a me ! A parte Max, Giampietro e Hans Dick che non vogliono perdersi nemmeno una foto (mannaggia che passione…. come fanno a correre col caldo e con gli zaini carichi di tutti quei kg di attrezzatura fotografica sulle spalle!)
Corriamo e ci fermiamo a riposarci, poi nuovamente una traccia e siamo di nuovo dietro ai bushmen. Alla fine… vittoria. Uno dei ragazzi esce da una boscaglia con un bushbaby (una specie di proscimmia) infilzata sulla freccia. E’ ancora viva ma è trapassata da parte a parte. Poverina !! E i bushman ci mostrano con orgoglio il loro trofeo !!
La scena è agghiacciante. Il ragazzo tramortisce la bestiolina e la uccide mentre gli altri bushmen stanno già accendendo il fuoco utilizzando bastoncini, insomma alla maniera preistorica, altroché accendino o fiammifero di legno.
Tutti hanno scattato decine di foto. Il povero bushbaby viene cucinato e mangiato dai cacciatori e noi assistiamo a tutto il rituale. Però !! pensavo che mi facesse più impressione. Invece qui sembra fare tutto parte di un processo naturale. Da milioni di anni i bushmen cacciano per vivere, come fanno gli altri animali. La nostra caccia è terminata. Torniamo al campo bushmen dove ad attenderci ci sono le nostre guide. Innocent ha apparecchiato e preparato un brunch.
Salutiamo i nostri amici bushmen che tornano al loro villaggio non prima di esserci fotografati insieme a loro.
Adesso ci spostiamo per vedere un villaggio Datoga (un’altra etnia che vive nell’area). Qui le capanne sono vere capanne di fango. La gente è molto ospitale, e noi per ricambiare offriamo caramelle e leccalecca ai bimbi (Hans Dick ne ha un sacco pieno).
Nel pomeriggio ci muoviamo e torniamo nuovamente sulla pista principale che ci porta verso il cratere dello Ngorongoro. Poco prima del lodge dove ci fermeremo per la notte Paul ferma la jeep in un punto panoramico ai bordi del cratere (siamo a quota 2000 mt), scendiamo dall’auto ci sgranchiamo un po’ le gambe e in un primo momento no ci accorgiamo di ciò che abbiamo sotto gli occhi, è uno spettacolo che ci lascia senza fiato … al mio fianco c’è Edwin, siamo entrambi senza parole !! Ma devo assolutamente condividere questa sensazione e cerco di raccontargli nel mio pessimo inglese il mio stupore ma noto che non ce ne è bisogno sta vivendo anche lui la stessa emozione, allora, mi azzittisco e ammiriamo in silenzio lo spettacolo della natura !


Arriviamo allo splendido lodge poco prima del tramonto.
Il lodge è costruito appena dentro al bordo del cratere. Anche da qui c’è una vista splendida. Si domina tutto il cratere e col binocolo si vedono gli animali più grandi (gli elefanti) che mangiano nella foresta di Lerai. Domani, per un intero giorno, visiteremo il cratere più famoso del mondo. In questo viaggio le emozioni si susseguono con un ritmo incalzante. Ogni giorno è un crescendo di meraviglie e ogni sera mi ritiro chiedendomi se domani potrò vedere cose altrettanto emozionanti.
Anche la sera al lodge e bellissima. L’ambiente è caldo e accogliente. Arredato in stile coloniale. Il grande camino brucia legna e gli acrobati si esibiscono dopo cena nei loro esercizi ginnici.
Col gruppo è un idillio. I ragazzi olandesi sono molto simpatici. Ho fatto amicizia e con loro mi trovo particolarmente bene. C’è feeling.
La mattina dopo si entra finalmente nel cratere. Ci vuole circa mezz’ora per arrivare al gate. Da lì inizia la discesa che ci porta sul fondo del cratere.
Ci mettiamo mezz’ora e man mano che scendiamo la temperatura aumenta. Alle 10:00 fa caldo e le nostre guide scoperchiano le jeep. Il game drive comincia.
Cosi iniziamo a vedere un sacco di animali: bufali, ippopotami, iene, sciacalli, serpentari, fenicotteri, zebre, gnu, gazzelle di Thompson e di Grant. . Che bello qui. Dopo un po’ avvistiamo i nostri leoni. Sono una coppia in amore. Li osserviamo per un po’ poi via, alla ricerca di altre scene interessanti. Così avvistiamo quattro ghepardi in caccia (un po’ da lontano…), un’altra leonessa, poi ancora altri leoni. Wiebe decide di annotare specie per specie il numero di animali avvistati sul un cartone che è stato il nostro lunch-box. Insomma questo posto sembra davvero l’eden. Gli animali non sono infastiditi dalle macchine. Le altre jeep ci guidano verso le scene più interessanti. Quando da lontano si vede una macchina che sosta più del dovuto, tutte le altre convergono in quella direzione. Le macchine ferme sono il segnale che lì vi è qualcosa di interessante.
Verso le 17:00 ci dirigiamo sulla via del ritorno. Arriviamo al lodge per le 18:00 pronti per un altro fantastico tramonto e un’aperitivo alla “milanese”. Non voglio andarmene…. Voglio rimanere qui…
Invece il giorno dopo ci alziamo presto. Bisogna muoversi per tempo perché ci attende una lunga strada per arrivare nel pomeriggio al Seronera Wildlife Lodge nel cuore del Serengeti National Park.
Il paesaggio dello Ngorongoro è splendido e sulla strada ci fermiamo e visitiamo un villaggio Masai, dove veniamo accolti da gente cordiale. Dopo la visita al villaggio proseguiamo verso il Serengeti. Ogni tanto avvistiamo giraffe, zebre e gnu. Il paesaggio è incessantemente meraviglioso.
Arrivati sull’altipiano cominciamo a dirigerci verso la grande piana del Serengeti. Gazzelle a centinaia ci accompagnano lungo tutta la pista che ci porta al gate (che carine con quelle loro mini-code in movimento continuo!).
Verso le 13:00 arriviamo al gate del parco. La zona è piacevole. Si sale su una formazione rocciosa (Kopje) e da lì si domina in tutte le direzioni un parco che sembra non finire mai. In swahili Serengeti vuol dire “La piana senza fine”. Mangiamo al sacco. Il lunch-box comprende coscia di pollo, sandwiches con burro e verdura, uova sode, cioccolata, plumcake, arancia e banana.
Aspettiamo circa un’ ora prima che Paul e George finiscano le pratiche e finalmente entriamo.
La strada è dritta e sembra non finire mai. che stupenda sensazione di infinito !!!! Che colori, ecco la MIA AFRICA !! Si è proprio ciò che volevo vedere, tutto ciò che avevo sognato ora è qui davanti ai miei occhi e esattamente così come in quei sogni nei miei pomeriggi di bambina !!
Ogni tanto incontriamo un kopje e ci facciamo un giro intorno. Max vorrebbe vederli tutti spingendosi anche verso quelli più remoti (anche lui ha una passione per i leoni ed era un fans di Elsa !!) Dice che in passato ha visto molti leoni addormentati sulle rocce.
In effetti è proprio su un Kopje che vediamo i nostri primi leoni del Serengeti. Dormono. Sono bellissimi. Ci sono due giovani maschi e due femmine.
Continuiamo a perlustrare il Serengeti del sud e verso le 17:00 arriviamo al bellissimo lodge ma poco prima di nuovo leoni anzi due leonesse con due bellissimi cuccioletti, che tenerezza! Sembrano due peluches. Che voglia di scendere dalla jeep per avvicinarmi a loro.
L’ambiente è costruito su un grande Kopje. La terrazza domina una vallata meravigliosa. La costruzione è perfettamente integrata con la natura. Costruito con massi e legno è veramente un posto bellissimo.
Ci precipitiamo sulla terrazza per goderci il tramonto, questi lodge sono uno più bello dell’altro…. Preferiamo prendere posto sugli enormi massi ancora tiepidi il sole gli ha scaldati durante il giorno, ci sdraiamo e ci abbandoniamo completamente al silenzio. La giornata stà terminando e come concluderla se non con una birra fresca ?!?!
Non potete immaginare cosa si prova a raccontarsi le emozioni della giornata in piena savana !!
Wiebe ci ricorda che anche oggi abbiamo visto gazzelle, damalischi, impala, zebre, gnu, ben otto leoni e tutti gli altri animali che ci hanno accompagnato anche nello Ngorongoro.
E la conta continua anzi è quasi diventata una gara con gli altri amici del gruppo, ogni auto ha una sua classifica anche perché capita di seguire piste diverse durante la giornata !! e…. in quanto a leoni siamo in vantaggio noi e… non solo !!!!!!!
Passeremo qui due giorni. Game drive mattina e pomeriggio, alternati con rilassanti soste al lodge.
Leoni in amore. Leonesse ferite dalle cornate di bufali, serval in caccia, leoni in caccia ….
Finalmente fra tanti leoni avvistiamo anche due leopardi in riposo sugli alberi ed una emozionante caccia di un serval che, a pochi metri dalla nostra macchina, cattura e mangia un topolino di campagna. E’ tutto straordinariamente normale anzi naturale anche la caccia !
Non mi stacherò mai di ripeterlo : il Serengeti è bellissimo.
Dopo due giorni di avvistamenti ci spostiamo verso il Western Corridor dove Max spera di vedere la migrazione degli gnu mentre attraversa il Grumeti River, ma le guide delle macchine che vengono da quella parte del parco ci dicono che ormai la migrazione è già passata e che non vedremmo molto. Peccato. In effetti è così. Vediamo grandi gruppi di gnu e zebre ma non vicino al fiume. Max è un po’ deluso perché sperava di vedere l’attacco di qualche coccodrillo agli gnu in attraversata, ma a me va bene lo stesso. Non avrei mai pensato di poter vedere tante cose durante un safari.
La terza sera nel Serengeti la passiamo al camp tendato di Fort Ikoma. Chiamarlo camp è un eufemismo. Le tende hanno tutte le comodità, compreso bagno e doccia in muratura. Che alloggiamento da VIP !

Dopo cena ci mettiamo tutti su un unimog aperto e partiamo per il game drive notturno.
Il giro dura circa un’ ora e mezza e gli animali che avvistiamo sono molto diversi da quelli che vediamo di giorno (civette, gufi, serval, iene, tassi, genette,). Animali notturni. Bello anche qui. Il Serengeti in ogni area ha sempre qualcosa di nuovo e di diverso da offrire.
Sono un po’stanca, anche oggi è stata una giornata intensa e poi domani dovremo muoverci verso il Lobo all’estremo nord del parco, quasi al confine con il Kenia quindi, accompagnata da un’omino munito di arco e frecce mi inoltro nella savana verso la VIP-tenda.
La mattina dopo facciamo una colazione abbondante e tutti aiutiamo Luis ad ammazzare il barattolo di nutella portato dall’Italia. Dopo colazione ci muoviamo per il game drive di trasferimento al Lobo dove arriviamo verso l’ora di pranzo. Anche questo lodge è stupendo. Qui c’è una piscina su una terrazza e dalla terrazza stessa si vedono gli animali. Qui si può fare il game drive rimanendo comodamente sdraiati sulla terrazza del lodge.
Mentre mi sto preparando, Max arriva tutto trafelato a chiamarmi. Dalla terrazza del lodge, ha avvistato quattro leoni. Sono su dei Kopje e prendono il sole di fronte al loro territorio di caccia che è costituito dalla valle proprio sotto la terrazza del lodge. E’ una vallata bellissima, piena di animali Qui elefanti, damalischi, gazzelle, zebre, bufali, giraffen non li devi andare a cercare, basta stare sdraiati sulla terrazza di fronte alla piscina e osservarli mentre si abbeverano alle pozze. Anche questo è un posto speciale.
Nel pomeriggio partiamo per il game drive. Vediamo ancora leoni (in amore), tanti gnu, elefanti gazzelle, zebre. Animali ovunque. Quindici antilopi alcine che corrono veloci.
Incredibile. Proprio al tramonto Paul avvista una coppia di leopardi in amore, bravo Paul che occhio ! E’ importante avere una guida-autista con la dote “occhio di lince”. Sono un po’ lontani ma si accoppiano ben due volte mentre li osserviamo. Che bello questo game drive. Ogni giorno una cosa nuova.
Domani usciremo dal Serengeti per tornare e sono davvero triste. Ma cosa ci riserverà la fortuna ? Abbiamo ancora un game drive nel Serengeti e non è cosa da poco…..
La serata al lodge è piacevole come le altre. Davanti al fuoco del camino chiacchieriamo piacevolmente. Siamo diventati proprio una bella compagnia.
La mattina dopo siamo in partenza per lo Ngorongoro. Per la sera è previsto il pernottamento al camp pubblico dello Ngorongoro e il giorno successivo dovremmo rientrare in mattinata ad Arusha. Max però ha un idea che mi cattura. Perché non dormiamo ancora allo Ngorongoro Lodge e il giorno dopo facciamo un secondo game drive nel cratere ?
Arusha è carina ma il cratere ….. quell’atmosfera che oserei definire quasi quasi eterea !
Così parte il nostro ultimo game drive nel Serengeti e dopo meno di un’ ora di game drive cosa succede ? Beh un gruppo di quattordici leoni ha catturato uno gnu e lo sta divorando proprio sulla pista. Siamo noi i primi ad arrivare. Le macchine fotografiche scattano a ripetizione Anche io scatto. La scena è incredibile. Un gruppo così numeroso a solo 5-10 metri dalla nostra macchina….
Insomma Wiebe sentenzia che siamo arrivati a 64 leoni…. Un bel numero anche per Max.
Durante il game drive di ritorno avvistiamo una famiglia di tre ghepardi (madre con due cuccioli già grandicelli) che divorano una gazzella. E questo doveva essere l’ultimo giorno ? Un apoteosi…
Quando verso le 13:00 arriviamo al gate del parco siamo tristi. Abbiamo vissuto momenti indimenticabili ! Non vorrei tornare. Come sarebbe bello invertire la direzione e tornare a Seronera.
Alla fine il gruppo si spacca. Una macchina decide di pernottare al camp e di proseguire come da programma verso Arusha mentre l’altra (dove stiamo io, Max e i ragazzi olandesi) decide per il game drive extra nel cratere. Non può finire così. Non ora…..
La sera al lodge come al solito è molto piacevole e la mattina successiva siamo nuovamente nel cratere verso le 8:00. Purtroppo non potremo starci tutto il giorno perché per tornare ad Arusha per cena dovremo uscire dal cratere verso le 14:00.
Comunque abbiamo 6 ore. Questa seconda volta siamo un po’ meno fortunati. Certo vediamo comunque tantissimi animali ma io e Wiebe teniamo il conto dei leoni e oggi si muove di poco. Solo tre leonesse in caccia di gnù. Ormai mi ero abituata bene ma posso lamentarmi avendo contato alla fine 67 leoni, 8 ghepardi, 4 leopardi e anche 2 rinoceronti ?

Ormai il nostro safari è agli sgoccioli. Questa sera dormiremo ad Arusha e domani, ci sarà l’ultimo capitolo: la visita nell’Arusha National Park.
Come sono triste. L’avrò scritto cento volte ma è la verità.
Arriviamo ad Arusha nel tardo pomeriggio e prendiamo nuovamente alloggio all’Ethiopian Hotel, dove ci incontriamo subito con gli altri amici del gruppo che hanno preferito tornare in città prima per comprare qualche souvenir. Tutti insieme beviamo una bella birra e poi la doccia. La cena la facciamo in un tipico ristorantino tanzaniano che Max sponsorizza come ottimo.
In effetti, la “truppa” (una specie di rattatuia di verdure e pollo) è ottima e l’”ugali” (una specie di polenta bianca) ci si accompagna benissimo e poi per la gioia dei ragazzi Olandesi c’è anche la Heinneken !. Mangiamo abbondantemente accompagnati dalla melodia di un complessino che canta canzoni tipiche come “Jambo Buana” o “Malalaika”.
La sera finisce piacevolmente al bar dell’Ethiopian Hotel dove Hans Dick ha voglia di darsi alla pazza gioia e offre da bere a tutti per festeggiare.
La mattina dopo Paul e George arrivano verso le 10,00. Non è prestissimo e siamo pronti da mezz’ora, ma faremo tutti il giorno nel parco e quindi non serve essere estremamente mattinieri.
Dopo mezz’ora siamo al gate del parco dove Max compra 2 cappellini per la sua collezione. Entriamo nel parco e attraversiamo una foresta di montagna, simile a quella che avevamo visto all’inizio del safari nel Manyara. Anche qui vediamo giraffe, cervi d’acqua, dikdik, impala, cercopitechi verdi, babbuini, elefanti, fenicotteri e per finire il famoso colobo guareza
E chi ha detto che qui non ci sono animali ? Poi il paesaggio è così bello….di un verde smeraldo.
Dopo circa un’ ora arriviamo ad un’area di sosta dove lasciamo le nostre macchine e partiamo per una passeggiata sul monte Meru. Ma sarà sicuro ? Ah, c’è un ranger armato che ci accompagna…. Per gli animali non sarà certamente un problema.
Così saliamo per una quarantina di minuti incontrando sulla nostra strada giraffe, elefanti, bufali e facoceri. Una volta arrivati su un pianoro ci giriamo. Di fronte a noi c’è il Kilimanjaro che con i suoi 6000 metri troneggia su tutta l’Africa ma oggi il tempo non è bello e purtroppo non riusciamo a vederlo bene.In compenso vediamo uno dietro l’altro una serie di laghi (i sette laghi di Momela) che più tardi visiteremo più da vicino. Che belli….
Ritornati alla macchina è il momento del pic-nic. Il menù e quasi sempre lo stesso: pollo, banana, cioccolata, plum-cake, sandwiches, uova e succo d’arancia. Che barba. Cedo uova e pollo a Max, tanto lui ingurgita tutto come fosse un lavandino….
Nel pomeriggio, continuiamo per i laghi di Momela che costeggiamo uno ad uno.
Max dice che hanno colori bellissimi, ma oggi il tempo non è dalla nostra e purtroppo non riusciamo ad apprezzarli appieno per i loro colori. Comunque di fenicotteri ce ne sono davvero un sacco e anche altri uccelli come aquile dalla testa bianca, aironi, pellicani etc.
Verso le 17:00 finisce l’ultimo game drive della nostra vacanza.
Usciamo dal parco per tornare ad Arusha. La sera è libera e io penso che voglio rilassarmi un po’ e quindi ho deciso di rimanere all’albergo dove cenerò etiope. Tanto mi piace pure…
La sera è piacevole ma non vorrei mai andare a letto. Domani mi sveglierò e l’incantesimo sarà finito. Alle 8:00 Paul e George ci verranno a prendere per portarci all’aeroporto.
Domani passerò tutto il tempo a pensare ai luoghi meravigliosi che ho visto durante il safari ??? Una cosa è certa. Voglio tornare. Voglio già un altro safari. Voglio rivedere il Serengeti; la grande piana senza fine e voglio provare nuovamente il brivido di arrivare sul bordo del grande cratere per guardarvi dentro…
Mi sono trovata veramente bene con tutti i compagni di viaggio. Una vacanza davvero ben riuscita.
Devo ringraziare Max per avermi coinvolto e Paul e George per l’organizzazione davvero perfetta.
Col mio racconto spero di riuscire a trasmettere a chi lo leggerà, come si svolge un safari in Tanzania, anche se è difficile trasferire solo con le parole la bellezza e la purezza di questo ambiente naturale incontaminato.
Se poi volete qualche info aggiuntiva sul viaggio, scrivetemi pure. Il mio indirizzo è emari55@libero.it

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