E alla fine ne restera’ uno solo

di Simona Riccardi –
Si parte!!! Ritrovo a Linate per i tre in partenza da Milano (me compresa) e poi a Roma con il resto della truppa. E da qui iniziamo il solito giro del mondo con l’obiettivo di raggiungere Bangkok; nonché il nostro gioco ad eliminazione dove alla fine rimarrà uno solo componente del gruppo (per dovere di cronaca preciso che siamo partiti in 9 – peccato, i piccoli indiani di Agatha Christie erano 10 …) La prima tappa la facciamo ad Amman con uno scalo di qualche ora. E qui ho imparato che i tailandesihailandesi non sono tutti buddisti come pensavo ma un bel 3% della popolazione è musulmano. E dov’era quel 3% la notte tra il 3 e 4 marzo 2002?? Ma sul volo Amman – Bangkok della Royal Jordanian Airlines. E da dove arrivava quel 3%? Ma dalla Mecca, che domande. E cosa si portava appresso quel 3%? Ovviamente ettolitri di acqua santa nonché delle bronchiti allucinanti che li hanno fatti tossire e sputacchiare tutta notte. E che schifo!!! E a questo punto non dico uno intero ma almeno mezzo partecipante già l’abbiamo eliminato.

04/3/2002 Bangkok ci accoglie verso mezzogiorno con la sua aria frizzantina di montagna (35 gradi umidità 98%). Stremati e sotto un sole feroce come raggiungiamo l’albergo. In taxi? Ma perché mai, un bel treno – posti in 3° classe – è proprio quello che ci vuole!! E può dirsi completata l’eliminazione del primo partecipante. Doccia veloce e ci buttiamo nella calura e nel caos della capitale. L’impatto è veramente infernale: traffico e inquinamento al punto che Milano al confronto sembra l’oasi ecologica Plasmon!! Ma niente paura basta metabolizzarla un po’ e poi tutto cambia aspetto. Un’occhiata a Chinatown e poi ceniamo in un ristorantino “very Thai solo per gente Thai” dove rimaniamo tutti un po’ perplessi dal cibo troppo Thai (in realtà questa si rivelerà essere la peggior cena di tutto il viaggio………).

05/3/2002 Sveglia ben prima dell’alba e partenza in pulmino verso il mercato galleggiante Damnoen Saduak Floating Market (non spaventatevi mi ricordo due o tre nomi in tutto ….). Qui con la barchetta ci addentriamo per i “canali” e raggiungiamo il vero e proprio mercato. Lungo il tragitto osserviamo come si svolge la vita lungo il fiume: chi fa il bucato, chi si fa la doccia e chi lava i bambini. E’ ancora mattina presto, il mercato si sta svegliando, i turisti non sono ancora arrivati e l’atmosfera è magica e intrisa di mistero. L’offerta è ampia: splendide sete di ogni foggia e colore, maschere tailandesi, cappelli di bambù dipinto (per intenderci quelli tradizionali che si vedono nelle risaie) e una marea di altri oggettini di artigianato locale. Ci sbizzarriamo negli acquisti e rientriamo a Bangkok per visitare il Grand Palace, l’antica residenza reale (giusto giusto sul far del mezzogiorno…..). La maestosità dei templi ci affascina e ci obbliga a togliere le scarpe e a coprirci spalle e gambe prima di entrare. Qui è custodito il Buddha di smeraldo (che in realtà è di giada) al quale cambiano i vestiti a seconda delle stagioni. Scattiamo un bel po’ di foto e a bordo dei nostri tuk tuk, una sorta di Ape Piaggio carrozzata con tre comodi sedili dietro, raggiungiamo il mitico HSB (Huge Standing Buddhah) che oltre ad essere il Bbuddha in piedi più alto della Thailandia è anche pieno di striscioni pubblicitari e antenne dei telefonini (ma dimmi te). Il Wat Po ci offre il superlativo SSSGB (Super Super Sleeping Golden Buddhah) corredato da impalcature per il restauro. Concludiamo con un massaggio Thai che ci rigenera e ci prepara per la nottata in treno che ci porterà a Chang Mai. Ma che belle le cuccette dei treni Thai!!! Lenzuola e federe di cotone, cuccette spaziose … insomma finalmente si dorme un po’. Volendo si può prenotare anche la cena e la colazione.

06/03/2002 Arriviamo a Chang Mai verso mezzogiorno (ma no!). Prendiamo possesso dell’albergo e ci gustiamo i templi della città. Ceniamo al The Wok e qui sì che si ragiona. Ottima la cucina Thai … forse un po’ piccante… Il finale con il mercato notturno non poteva mancare anche se ci limitiamo a prendere buona nota degli acquisti che faremo al ritorno dal trekking. Qualcuno ne approfitta per farsi fare un altro massaggio.

07/3/2002 E qui comincia l’avventura del Sig. Bonaventura … solo che alla fine non ci hanno dato il milione. Dopo aver ridotto i bagagli al minimo indispensabile per la sopravvivenza di 4 giorni (e aver lasciato la restante parte in albergo) un pick-up ci porta al punto di partenza del nostro trekking (e siamo già tutti impolverati trattandosi di uno sterrato). Preciso che la nostra interpretazione della parola trekking si avvicinava molto al significato di “passeggiata” … sti cavoli!!!! La prima passeggiata di 3 ore ci porta all’accampamento dove trascorriamo la notte… e che notte…da urlo!!! Una bella palafitta con spifferoni d’aria a mo’ di tornado; sdraiati letteralmente per terra e ……. tutti insieme nella stessa stanza. Tra il freddo, per darvi un’idea non mi sono tolta nemmeno le scarpe, e chi russa … non si dorme un bel niente.

08/3/2002 Dopo una succulenta colazione (se non abbiamo preso il colera qui vuol dire che siamo vaccinati per tutta la vita) scopriamo che la “sgambata” di oggi prevede 3 ore alla mattina e 3 ore al pomeriggio, il tutto condito dalla temperatura alta che non agevola il cammino. Ed è sera di nuovo. Il secondo accampamento è già bell’e pronto: stessi comfort del primo. Non per spaventare, ma dimenticavo di precisare che di acqua non si è vista traccia per tre giorni, le unghie delle mani erano così nere che mi ero rassegnata al fatto che me le sarei tenuta in quello stato per tutta la vita . E qui un altro partecipante l’abbiamo eliminato… anzi due.

09/3/2002 Ci svegliamo con l’invasore in casa: l’acido lattico ha riempito tutti i nostri muscoli e camminare è veramente un’impresa!! I polpacci sono così duri da sembrare pezzi di legno. Ma oggi è tutta un’altra musica: solo 6 ore di rafting in piedi come cavalli sulle zattere di bambù. In compenso il meraviglioso paesaggio ci ripaga di tutte le fatiche.
Saltiamo il giro in elefante perché l’orario di lavoro degli animali è terminato (e qui il sindacato è molto forte…) e raggiungiamo Taton. Esultiamo alla vista di camere d’albergo dotate di bagno e doccia ….. ci si lava!!! Le unghie magicamente ritornano ad avere un colorito rosa-carne …. Un’ottima cena e una nottata di sonno ci riappacificano con il mondo.



10/3/2002 Gironzoliamo per la vallata e tra un SMGB (Standing Middle Golden Buddha) e un SMWB (Sitting Middle White Buddha) arriviamo al giro in elefante e al villaggio Padaung – Donne Giraffa. La comunità è molto piccola ed è compito della donna più anziana tramandare la tradizione degli anelli al collo. Le bambine fin da piccole vengono sottoposte ad un massaggio quotidiano che permette l’allungamento del collo e il successivo inserimento di anelli metallici. Possono arrivare ad avere fino a 5 chili di metallo avvolto intorno al collo. La tappa successiva è la splendida vista sul Triangolo D’Oro. Qui il fiume Mekong divide i confini di Thailandia, Laos e Birmania., Scattiamo un po’ di foto e poi via alla volta di Chang Rai. Tra un tempietto e l’altro passiamo il pomeriggio prima di rientrare a Chang Mai. E stavolta nessuno ci può fermare: il mercato notturno viene svaligiato. Io, Claudia e Anna “ravaniamo” selvaggiamente per una buona ora in mezzo a centinaia di sciarpine di seta colorate; alla fine ne compriamo un discreto quantitativo …… ma la povera commessa è distrutta al solo pensiero di risistemare il banco… pazienza!!

11/3/2002 Sveglia ore 6.00 – colazione ore 6.30 – partenza ore 7.00 con bagagli al seguito – se non vi siete lavati i denti cavoli vostri ….ve li laverete stasera!!! La giornata trascorre tra Lampoon e Lampang , un Bbuddha qui, uno là, togli le scarpe, metti le scarpe. Trasferimento di 4 ore fino a Sukothai (Si scriverà così? Chi può dirlo!!) ovviamente nelle ore più calde della giornata. E dulcis in fundo il pulmino non ha nemmeno l’aria condizionata che funziona. Risultato: ne abbiamo eliminato un altro. E con questo facciamo tre ma la strada è ancora lunga!! Sukothai è splendida. Le rovine archeologiche al tramonto acquistano un fascino incredibile, e il silenzio del luogo invita alla meditazione. Insomma ci sentiamo tutti un po’ bonzi e mentre camminiamo in mezzo alle rovine (quelli che c’hanno il fisico hanno noleggiato le biciclette) immaginiamo gli splendori del tempo che fu. All’uscita delle rovine ci imbattiamo in una sagra di paese con i classici banchetti che friggono di tutto e vi garantisco che il vocabolo “tutto” in questo caso calza a pennello. Tra gli spiedini di pollo e maiale, i calamari giganti cotti sulla griglia e i dolci di mandorle e miele fanno capolino delle ottime fritture di scarafaggi e cavallette, che vengono confezionati in pacchettini di vari prezzi. E qui ci giochiamo il quarto (che sviene per lo schifo!!). L’albergo è bello anche se hanno a disposizione poche stanze; questo fa sì che io e Lorenzo ci accampiamo per terra in camera di Anna e Claudia .. ma dopo il trekking questo è niente!!

12/3/2002 Partenza presto e trasferimento ad Ayuttaya. Anche qui visitiamo le antiche rovine che si trovano sparse all’interno della città. Il caos e il traffico cittadino ci impediscono di assaporare appieno il fascino del sito, se aggiungiamo il fatto che anche questa volta è mezzogiorno …… Sosta a Bangkok per prendere l’amico treno notturno che ci porterà a Krabi sulla costa. Stiamo per arrivare al mare, evviva!!!

13/3/2002 Giornatona!! Scendiamo dal treno a Surat Thani e prendiamo un pullman che dopo tre ore di viaggio ci porta a Krabi. Qui ci caricano su un pick up che ci porta al all’imbarco per Krabi. Il guscio di noce regge a malapena il peso nostro e dei nostri bagagli. C’è la bassa marea quindi la nostra barchetta arriva fino a circa 200 metri dalla costa. E poi? E poi ci scaricano nonché sbagagliano in mezzo al mare. E noi con tutta la nostra roba sulle spalle guadiamo fino a raggiungere la riva. Il nostro Massimo è munito di un valigione modello Samsonite. E dove se lo mette? Ma in testa naturalmente. Volete indovinare che ore sono?? Ma no, tanto è sempre mezzogiorno!! E qui ne abbiamo fatti fuori altri due di botto.
Stremati passiamo il pomeriggio sulla Raylay Beach pucciando un po’ i piedi a mollo….. anche se l’acqua non ci entusiasma particolarmente. La cena ci soddisfa..…. qualcuno riesce anche a mangiare una pizza decente.

14/3/2002 Giornata di mare?? Si, ma non come ve la immaginate voi!! Ci imbarchiamo alle 9.00 per un’escursione alle isole Phi Phi. Lo stile è un po’ quello del “gruppo vacanze Piemonte”, ma ogni tanto la barca si ferma, ci buttano in acqua e si fa un po’ di snorkeling. Io non sono proprio quello che si dice una provetta nuotatrice ma con giubbotto salvagente / ciambellone / maschera / boccaglio e una mano serrata alla scaletta della barca riesco a sbirciare i pesciolini colorati. Per Anna, che nuota ancora meno di me, la faccenda è veramente grigia ….infatti questa volta è lei l’eliminata. Gli altri invece si divertono come pazzi. Tra un pesce e l’altro maturiamo quanto segue: Krabi non ci piace quindi il gruppo si divide. Una parte si trasferisce a Phi Phi Don mentre gli altri si avventurano alla volta delle Similan, più spartane e selvagge.

15/3/2002 E te pareva che stavamo du’ giorni senza fa’ i bagagli?? E no!! Io appartengo al gruppo dei”comodini” che si dirige a Phi Phi, quindi alle 9.00 (dopo aver salutato gli intrepidi) salpiamo. Phi Phi ci accoglie con le sue spiagge bianche e il suo mare azzurro – oltre ai ristoranti thai e internazionali – gelaterie italiane – pub irlandesi – discoteche e un quantitativo sbalorditivo di negozi che avremo modo di prendere d’assalto a più riprese. Iniziamo subito con un pranzo succulento e poi ci stravacchiamo sulla spiaggia (anzi per la precisione sulle sdraio) e questa volta il mare è proprio quello che volevamo. Ci rilassiamo e ci godiamo il pomeriggio all’insegna dei bagni e del sole, che comunque si fa sentire. Ceniamo in un ottimo ristorante a base di pesce, pollo, patatine e chi più ne ha più ne metta!! Ma di questo passo come farete ad eliminare gli altri??? Aspetta non è ancora finita la vacanza … e poi in fondo ne mancano solo due!!

16/3/2002 E finalmente siamo allo svacco totale: un’intera giornata di mare. Non abbiamo fatto nient’altro che mangiare, dormire e fare shopping; persino la merenda alla gelateria italiana (ottima peraltro) era diventata un appuntamento fisso. Che dirvi? Che bello, che bello, che bello!!

17/3/2002 E lo svacco è finito. Noleggiamo una barchetta per fare snorkeling intorno all’isola. E dai con sto snorkeling (ricordate vero che non so nuotare?!) e poi la barchetta era piccola e poi io soffro il mal di mare ….insomma mi hanno eliminata!!! In ogni caso spiagge e mare da sogno!!!!

18/3/2002 Ultimo giorno di mare. Iniziamo con le prenotazioni di barca / pullman / treno che ci riporteranno a Bangkok, e poi ci godiamo la giornata di sole. Terminiamo gli acquisti e ceniamo in un posto molto panoramico ma in quanto a cibo niente di speciale.

19/3/2002 Si parte (sigh!) Riusciamo a fare un ultimo bagno (anche se la bassa marea stamattina è più bassa del solito ….) prima di dirigerci all’imbarco per krabi. Dopo lunghe trattative siamo riusciti a recuperare l’omino con il carrettino che fortunatamente ci ha scarrozzato i bagagli; altrimenti sì che erano dolori!!! Due ore di barca: il tempo è brutto, le onde sono alte e i nostri bagagli sono tutti inzuppati!!! Vabbè tanto puzzare puzzavano già; al limite prenderanno quell’odorino di salmastro tipico delle fogne di Calcutta…. Giù dalla barca, su sul pullman (nel mezzo una sosta per un gelato) e alle 19.00 circa arriviamo alla stazione di Surat Tthani. Ceniamo in un posto urfidissimo ma con ottimo cibo (superbo il pollo con aglio e pepe) e poi rieccoci in stazione. Qui incontriamo gli ardimentosi delle Similan anche loro con la prenotazione sul nostro treno e così il gruppo è di nuovo compatto.

20/3/2002 Dopo una notte di sonno nelle cuccette Bangkok ci accoglie nuovamente con il suo clima torrido (anche se la giornata è nuvolosa). Appoggiamo i bagagli in albergo, doccia e partiamo alla volta della casa del Tek (l’antica residenza reale). Ci fanno togliere le scarpe e ci forniscono parei e scialli (per chi indossa pantaloncini corti e canottiere) prima di entrare. La magione è interamente costruita in tek e le sale molto belle e sfarzose rievocano molto quelle di Buckingham Palace e di Versailles. Assistiamo anche a uno spettacolino con balli tradizionali thailandesi e poi ognuno si dedica alle attività che preferisce. Io passo il resto del pomeriggio a zonzo per Chinatown a caccia di sete e stoffe colorate. La serata prevede una mitica cena in un ristorante tutto-pesce (io odio il pesce ….) e per finire il mercato di Pat Pong. Un casino allucinante: gente dappertutto che urla, innumerevoli banchetti con tutti i “tarocchi” possibili e immaginabili – dagli orologi Rolex alle scarpe Nike agli occhiali firmati. Spendiamo i nostri ultimi bat e poi a nanna. OOOPS: Lorenzo ha un bel febbrone … è lui l’eliminato di turno!!!

21/3/2002 Questa volta si parte sul serio. Alle 9.00 lasciamo l’albergo con destinazione aeroporto. Ci guardiamo un po’ in giro nei vari duty free e scopriamo che i prezzi sono dieci volte più cari rispetto a Bangkok e quindi … non compriamo niente!! La prima tratta è la più lunga e tra un film e l’altro ci porta ad Amman. Atterriamo verso sera e …… ma che freddo …ci saranno 8 gradi al massimo e noi siamo in magliettina!!! E qui eliminiamo un altro partecipante. Ma fammi fare due conti …. Quanti ne abbiamo eliminati?? Comunque ceniamo all’”araba” e ronfiamo come ghiri conciliati dalla temperatura “fresca”.

22/3/2002 All’alba siamo di nuovo in aeroporto per la tratta Amman-Roma. Atterriamo a Roma e ci lanciamo ad acchiappare i nostri voli interni (le cui prenotazioni erano saltate a causa di un ritardo nella partenza del volo precedente) … ed essendo venerdì pomeriggio capite bene che la cosa non è semplicissima. Comunque quelli di Milano riescono a partire praticamente subito, Claudia di Torino è in lista d’attesa per qualche ora e la famiglia su Ancona deve aspettare fino alla sera. Però tutti sistemati. A proposito i conti tornano: nove partecipanti ….. e nove eliminati. Ma allora non è rimasto nessuno; nessuno ha vinto il gioco!!! Vabbè tanto il viaggio è finito, ne riparliamo alla prossima. Questo è stato il mio primo viaggio in oriente e a renderlo indimenticabile hanno contribuito anche i miei compagni di viaggio: Claudia di Torino (che storia!!), Anna di Bologna (colei che dimostra 15 anni meno della sua età …però non sa nuotare), Mauro, Maurizia e Chiara di Ancona (la simpaticissima famiglia), Massimo di Brescia (ti confesso che era la prima iniezione che facevo in vita mia …… ah ah non è vero!!), Lorenzo di Varese (colui che mi ha sopportata come compagna di stanza per buona parte del viaggio). Vi ricorderò sempre con molto affetto.

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