In Thailandia col bimbo

di Riccardo Furia – 
In Thailandia ci saremmo dovuti andare prima della nascita di nostro figlio e avevamo già’ comprato la guida EDT, ma saputo del suo arrivo abbiamo pensato di rimandare il viaggio.
Superati i tre anni di vita del nostro bimbo decidemmo di riprendere la via del viaggiatore (niente piu’ villaggi come avevamo fatto in Tunisia e nel Mar Rosso). Ripensammo alla Thailandia, dato che e’ un paese con trasporti efficienti, hotel puliti, buon cibo e pochi pericoli.
I preparativi sono stati abbastanza faticosi ma fatti con entusiasmo; alla fine il nostro zaino conteneva pochi vestiti tante medicine e un giubbino di salvataggio (anche se ingombrante si e’ rivelato poi molto utile per la sicurezza nei nostri continui spostamenti in barca).
La nostra prima tappa fu Milano, di seguito Bangkok e poi atterraggio finale a Phuket. Il volo e stato ben assorbito dato che coincideva con la notte italiana.
Arrivammo nella notte tailandese e decidemmo di pernottare presso un hotel di Phuket Town visionato e scelto sui tanti siti Internet. La mattina dopo con un autobus di linea raggiungemmo Krabi e da li’ con un tuk-tuk la localita’ marina di Ao Nang.Dopo lunga contrattazione ci siamo aggiudicati un semplice ma funzionale resort adatto alle esigenze del nostro bimbo (spazioso, pulito, vicino ai ristoranti. Le nostre giornate le passavamo nelle varie spiagge raggiunte con le tipiche barche locali. La provincia di Krabi e’ bellissima, offre scenari stupendi isolette incontaminate e lunghe spiagge di sabbia bianca.
Spesso si usciva con una barca capitanata da Fabio un italiano che abita li’ da diversi anni, l’esperienza piu’ bella che ci ha fatto fare è stata quella di fare snorkelling con gli squali. Unico problema sorto in questo periodo sono dei fastidiosi puntini rossi causati sulla pelle di tutti e tre causati dal forte sole ma subito scacciati con il Polaramin.
Seconda tappa, sempre marina, e’ stata la spendida isola di Phi Phi o famosa anche per il film “The beach” anche se i locali ne avrebbero fatto volentieri a meno dati i danni causati nella spendida Maya bay.
Il resort dove abbiamo trascorso il nostro soggiorno è stato Il Cabana, bellissimo anche sé non era quello che ci eravamo prefissati (le settanta mila giornaliere sono un po’ care per la media del posto), ma gli altri resort dell’isola erano tutti completi.
Dopo giorni di mare stupendo e pasti a base di delizioso pesce, siamo rientrati a Phuket da dove abbiamo fatto ritorno a casa.



 
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