Tibet (quasi) ignoto: da Chengdu a Lhasa

di Patrizia –
Avevo gia’ visitato il Tibet nel 2004, da Katmandhu, un viaggio molto bello, ma volevo vedere l’altra parte, la meno conosciuta, la meno turistica, la piu’ vera!
Ho preso un volo da Nice (Francia) per Amsterdam e Chengdu (Cina), da qui ho percorso 2500 Km. attraversando dei paesi in alcuni dei quali l’uomo occidentale e’ un’assoluta novita’. 

Questo e’ il programma:
1/o giorno: Nice Chengdu
2/o G. Chengdu Rilong Danba
3/o G. Danba Bamei Daofu
4/o G. Daofu Luho Ganzi
5/o G. Ganzi Manigange Xianhailu Quershan Dege
6/o G. Dege Jiangda Chamdu
7/o G. Chamdo Bangda Zuogong Basu
8/o G. Basu Ranwuhu Bomi Nyingchi
9-10-11/o G.Lhasa.
12/o G. rientro in Europa

Facendo una ricerca su internet tra i vari tour operator cinesi ho scelto “DREAMS TRAVEL”, come l’ho scelta? Scrivendo a parecchie agenzie e valutando le risposte cercando di capire…in sostanza ne ho scelto una! E’ stata una buona scelta: e’ un ottimo tour operator, non ho avuto il minimo imprevisto!



Arrivata a Chengdu mi incontro subito con il sig. Daniel della “Dreams Travel” concludiamo la pratica e con mio marito, un autista,
una guida e un’ automobile sono pronta! Naturalmente appena sistemate le valige in hotel e giusto il tempo per una rinfrescata sono gia’ schizzata in strada, avro’ tempo tutta la notte per riposare… sono in una citta’ enorme: 10.000.000 di abitanti circa… ma si passeggia bene per le vie del centro, la gente e’ tranquilla…

Il giorno 8 giugno alle 8 del mattino sono di partenza, attraversera’ dei paesi cinesi abitati dai tibetani, sembra strano ma i tibetani pie’ puri abitano in Cina, sono perlopiu’ nomadi, possiedono intere mandrie di yak e pecore, il governo non e’ riuscito a piegarli, continuano le loro migrazioni non tenendo conto delle frontiere che per queste popolazioni non esistono! Si recano nei paesi solo quando hanno bisogno di provviste, sono felici e fieri della loro vita e ogni cosa che vedono li interessa. Le loro tende sono molto confortevoli e molto calde, la loro vita trascorre, senza dubbio, nel pieno rispetto della natura, una natura qui molto severa che non concede distrazioni e non perdona gli sbagli!

I panorami in questi 2500 km. di viaggio sono stati molto vari: pascoli di un verde splendente, montagne innevate e severe, zone semi-desertiche, boschi maestosi, laghi glaciali, passi di oltre 5000 metri… paesi che sembrano essere arrivati fino a noi da molto lontano nel tempo, tutti tranquilli e sicuri, e poi tanti bambini tutti intenti nei loro giochi inventati, mai sentito un pianto, mai sentito un capriccio, mai sentito un lamento! Bellissime le strade alcune asfaltate le altre in sterrato ma tutte molto agevoli. Il confine tra il Sichuan e il Tibet e’ segnato da un ponte presidiato dai cinesi, non sono permesse fotografie…

Gli hotel, nel Se’chuān e nel Tibet sono puliti, molto semplici ma decorosi, sono frequentati soprattutto da cinesi e turisti giapponesi, ma sono piuttosto viaggiatori, ne ho incontrato qualcuno, non molti. Occidentali ne ho visto pochissimi…italiani neanche uno… I pasti: sono un pochino “forti” per noi, a cominciare dalle colazioni, riso in brodo con salsa di pesce secco e salato, le pietanze: buonissime ma piccantissime, esageratamente piccanti, ma si sopravvive! La cosa principale e’ che gli alimenti sono sempre freschi e ben cotti, non ho avuto assolutamente nessun problema, mai, a parte che nessuno sa l’inglese e io non parlo ne’ cinese ne’ tibetano!… ma con un pochino di buona volontu’ mi sono fatta capire a gesti e a versi, sono veramente tutti molto disponibile e pazienti. Cose’ diventa anche divertente cercare qualcosa da mangiare, un telefono o qualsiasi atro acquisto! Una sera, in particolare riuscire a cenare e’ stata un’impresa: sono entrata in un primo ristorante: menu’ scritto esclusivamente in cinese, con tutta la buona volonta’, anche da parte loro non e’ stato possibile ordinare, chiedo scusa (non so se mi hanno capito) e esco, entro in un secondo locale: il menu’ non c’e’ ma il cuoco e’ molto premuroso: arriva con un pesce vivo, dei funghi surgelati, delle descrizioni a gesti di altre pietanze e su un biglietto mi segna il prezzo di ogni portata. e’ troppo gentile cosi’ rischio e ordino “qualcosa”: mi arriva uno spezzatino di pecora con patate e delle costine alla brace speziate: una cena assolutamente deliziosa! A volte mi sono fermata a cenare nei chioschi, ce ne sono molti in ogni citta’ o paese, cuociono le vivande al momento, fritte e alla brace, carne e verdure, molto buone e sicure perche’ consumate appena cotte.

Si e’ trattato di un viaggio vero, durante il tragitto mi sono fermata qualche volta per visitare i monasteri, ma la cosa interessante era la strada che scorreva davanti a me, infinita, le montagne maestose, i paesi, i costumi delle persone, i loro sorrisi e la loro disponibilita’, queste sono le emozioni che mi aspettavo da questo giro, quello che cercavo: osservare senza disturbare e imparare da queste genti il valore della vita, quella vera, non virtuale come ormai siamo abituati a viverla noi… L’ultimo giorno trascorso a Lhasa l’ho dedicato al monastero di Ganden a 4500 mt. Poco fuori la citta’, in taxi senza guide assolutamente libera. Questo monastero, e’ da visitare! Mi colpisce molto la semplicita’ e la spiritualita’ di questi luoghi, le poche ore passate qui sono molto intense e gratificanti, la mente si libera, ci si sente sereni e in armonia con se stessi e il mondo intero!

Una cosa che vorrei rimarcare: sono stata in Tibet nel 2004, allora la strada da Lhasa per l’aeroporto era molto lunga, mancava un ponte e un traforo, l’aeroporto di Lhasa era piccolo e le operazioni arano quasi manuali… oggi c’e’ il ponte, il traforo e un aeroporto modernissimo tutto nuovo fin dalle fondamenta…ammiro i cinesi, nutro per loro un’assoluta venerazione, mi piace l’organizzazione che hanno, l’operosita’ e l’ingegno: stanno portando l’energia elettrica, le comunicazioni e le strade ovunque, mi dispiace solo per i tibetani, loro sono veramente bravi, troppo, ma non hanno assolutamente niente delle qualita’ organizzative dei cinesi… ma sono a casa loro e avrebbero tutto il diritto di vivere come pia’ gli piace! Osservando pero’ la loro devozione cosi’ profonda e sincera, non posso non pensare a tutto loro dolore subito negli anni, dolore inferto dai cinesi e che questo popolo non si meritava! I miei giorni a disposizione sono volati molto velocemente e’ gia’ ora di tornare alle piccolezze della vita di tutti i giorni, mentre sono sull’aereo che mi riporta a casa ripenso a tutto cio’ che ho visto, alle persone che ho incontrato, ai panorami che scorrevano davanti ai miei occhi… e sono gia’ pronta per la prossima meta…

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