Tre giorni a Barcellona

di Marco –

Un’ estate senza ferie, mille motivi, con cui non vi annoiero’, che quest’anno mi faranno saltare il solito viaggio estivo. E allora appena si presenta l’occasione di avere tre giorni liberi dal lavoro la colgo al volo. Ma tre giorni sono pochi davvero, bastano solo per visitare una capitale europea. Ci vuole qualcosa di rilassante, di allegro, di gioioso, dove le mie misere 72 ore di vacanza possano essere vissute ”a pieno”. La scelta e’ obbligata: Barcellona, la citta’ capoluogo della Catalogna, il posto perfetto per una vacanza intensa: di mattina e di pomeriggio faro’ il turista, la sera e la notte mi uniro’ alla movida cittadina e approfittero’ della grande quantita’ di locali e discoteche che a Barcellona restano aperti fino all’alba. Dormire, per tre giorni se ne puo’ anche fare a meno.

Organizzare il viaggio e’ di una semplicita’ incredibile: grazie a ”mamma” Ryaniar trovo un’ottima tariffa, da Roma, per l’andata e il ritorno malgrado la data di partenza sia ravvicinata. Si parte di mattina presto e questo mi consente di ottimizzare i tempi. Ora devo trovare una sistemazione per dormire, preferisco arrivare con una prenotazione gia’ in tasca per non perdere ulteriore tempo alla ricerca di un albergo, non voglio spendere molto e devo prenotare una camera singola. Di nuovo al computer, vado su Google e scrivo: hotel barcellona, pochi click ed ho trovato la sistemazione, ora sono pronto a partire.

L’albergo e’ dove volevo, proprio a due passi dalla Rambla, un posto strategico per visitare la citta’ e vicino ai locali e alla discoteche del barrio gotico e del lungomare.



Il primo giorno inizio con la visita della parte gotica di Barcellona, passeggiando per le stradine del Born, e il carrer de Montcada arrivo fino alla stupenda chiesa di Santa Maria del Mar, risale al XIV secolo ed e’ in perfetto stile gotico catalano. E’ forse una delle piu’ belle dell’intera Spagna. E’ domenica e mi fermo un po’ sulla piazza antistante la cattedrale, che e’ dedicata alla santa patrona dei marinai e soprannominata ‘Chiesa del popolo’, perche’ verso mezzogiorno, dopo la messa domenicale, molti abitanti di Barcellona arrivano in piazza per ballare la Sardana. I ballerini sono quasi tutte persone di mezza eta’ che eseguono in circolo una danza che a me ricorda qualcosa di gia’ visto in Sardegna.
Poi mi dirigo verso il Museo Picasso, visito la chiesa di Santa Maria del Pi, mi perdo ancora nelle stradine del barrio, ascolto dei musicisti di strada lungo la via Laietana, e pian piano mi dirigo verso il mare fino a giungere al cospetto di Cristoforo Colombo, o meglio della sua statua, in piazza del Portal de la Pau. Quindi vado alla ricerca di un po’ di fresca brezza marina verso Port Vell, l’ elegante porto turistico della citta’. Ma il caldo e’ opprimente e trovo rifugio e sollievo per una mezz’ora nel modernissimo (e dotato naturalmente di aria condizionata) centro commerciale Maremagnum.

Lunedi’ mattina mi alzo molto presto e decido che oggi, almeno virtualmente, non passeggero’ da solo. Passero’ la giornata in compagnia di Antoni Guadi, il geniale maestro catalano del modernismo, o meglio la passero’ godendo dell’allegria che le sue opere trasmettono.

 

Barcellona

 

Si comincia dal top, Casa Battlo al Passeig de Gràcia. Il biglietto costa 17 euro e c’e’ gia’ la file alle nove del mattino ma l’edificio e’ da non perdere con le sue forme e i suoi colori interamente ispirati dall’ambiente marino. Circa 50 numero civici piu’ avanti, al 92, visito Casa Milà, conosciuta anche come La Pedrera. La visita all’edificio permette di visitare l’attico e la terrazza sul tetto e l’appartamento Pedrera di CatalunyaCaixa.
L’incompiuta e molto celebrata Sagrada Família non mi emoziona, forse l’effetto del troppe volte visto e del troppo riprodotto. Mi aspettavo che vista dal vivo suscitasse un’impressione maggiore invece, al di la’ dei bei fregi dell’esterno, non riesco ad appassionarmi a quest’ultima opera di Guadi.
Mi rifaccio con un lunga passeggiata nei quartieri periferici della citta’ fino ad arrivare al Park Guell un bellissimo giardino che la fantasia di Guadi’ ha trasformato in un vero e proprio parco delle meraviglie. Tante sculture in calcestruzzo tra cui moltissimi animali fantastici colorati con un mosaico realizzato di pezzi di vetro e ceramiche di recupero. Spiccano fra tutti una salamandra multicolore, il sinuoso sedile a forma di serpente lungo 150 metri e la cosiddetta ”sala delle cento colonne” che si trova proprio al di sotto della piazza centrale.
Un giorno coloratissimo non puo’ che concludersi con una altrettanto variopinta serata. Lo spettacolo della Fontana Magica di Montjuïc: colori, luci, movimento, musica e giochi d’acqua combinati con grazia e gusto deliziano gli abitanti di Barcellona e i visitatori occasionali sin dal 1929, quando venne inaugurata quest’opera di Carles Buigas in occasione della Grande Esibizione Universale.

Barcellona

Martedi’, ho poco tempo da trascorrere in citta’, il mio volo parte nel pomeriggio, ma voglio cercare un luogo che mi e’ stato molto raccomandato. Ho informazioni vaghe su un piccolo locale situato nella zona del quartiere gotico intorno a Carrer d’en Gignas. Mi addentro nei vicoli, curiosando nei cortili e gettando uno sguardo all’interno delle trattorie che si aprono sulle vie finche’ non trovo il locale che stavo cercando. E’ arredato in modo molto semplice, sette-otto tavoli, un bancone con dei polpi esposti in bella vista e dietro una signora di mezz’eta’. Si accorge che sono un po’ spaesato e prima che io possa dire una parola mi invita a sedermi e mi capire che il pranzo sara’ servito a breve. Non sono solo, ci sono quattro persone anziane ognuna seduta ad un tavolo diverso. Sono tutti in attesa. La proprietaria del locale sparisce in cucina e si materializza dopo qualche minuto nella sala con una grosso recipiente metallico. Passa di tavolo in tavolo e riempie i piatti con una gustosa quanto abbondante porzione di paella.
Il pranzo migliore, in un locale come ormai non ne esistono quasi piu’, in compagnia di alcuni vecchi abitanti del barrio. Non poteva finire meglio la mia minivacanza a Barcellona.

 

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