Un sogno chiamato Argentina

di Valeria Barosselli e Luca Barberini –
Da qualche anno io e mio marito sognavamo di visitare l’Argentina, terra caratterizzata da spazi infiniti e da paesaggi grandiosi e vari.
Ed eccoci, dopo un po’ di sacrifici, sull’Airbus 340 diretto a Buenos Aires.
E’ impossibile descrivere a parole la gioia, l’emozione e la soddisfazione che proviamo per essere riusciti a raggiungere questo tanto desiderato obiettivo. Il tempo a disposizione purtroppo è poco, solo 17 giorni che abbiamo sfruttato al massimo per poter vedere più cose possibili, lo spiega anche il nostro itinerario che ha toccato i punti di maggior interesse turistico e naturalistico ( si è scelto di evitare Iguazu per motivi di tempo e perché abbiamo ritenuto che fosse una meta accessibile durante un eventuale futuro viaggio in Brasile).
Il viaggio lo abbiamo organizzato tutto da soli, dopo aver letto guide, riviste, racconti di viaggio e aver passato ore e ore su Internet per visitare tanti siti e ricavare il maggior numero di informazioni su alloggi, escursioni possibili, trasferimenti, curiosità: alla fine del racconto sono presenti numerosi riferimenti.
Ci è stato possibile prenotare via e-mail solo le escursioni a Salta presso l’agenzia di viaggi Tippak; il resto lo abbiamo fatto in loco, giorno per giorno rischiando un po’, infatti a El Calafate per poco non ci sfumava l’occasione di fare il minitrekking sul Perito Moreno!

VOLI

Roma – Buenos Aires a/r + n° 6 voli interni per un totale di 2415 euro a persona

> Buenos Aires – Trelew
> Trelew – Ushuaia
> Ushuaia – El Calafate
> El Calafate – Buenos Aires
> Buenos Aires – Salta
> Salta – Buenos Aires

Acquistati telefonicamente un paio di mesi prima dagli uffici di Milano di Aerolineas Argentinas in modo da avere I voli interni a tariffe agevolate ( a loro interessa che iltuo volo intercontinentale sia effettuato con la loro compagnia aerea nazionale).
Attenzione! Aerolineas Argentinas ha una convenzione con Air One per cui se, come noi, avete bisogno il volo per Roma, specificatelo subito; noi purtroppo l’abbiamo saputo molto tempo dopo e così abbiamo prenotato il volo Milano – Roma con Alitalia spendendo qualcosa in più e con il rischio di rimetterci i soldi del biglietto nel caso avessimo perso il volo.
In Argentina, in quasi ogni aeroporto, prima dell’imbarco, si pagano le tasse aeroportuali:

> Trelew – Ushuaia 11 pesos a coppia
> Ushuaia – El Calafate 26 pesos
> El Calafate – Buenos Aires 36 pesos
> Buenos Aires – Roma 115 pesos

Ricordatevi di riconfermare ogni volo, telefonando o meglio ancora recandovi di persona agli uffici Aerolineas – Austral, perchè è molto molto probabile che ci possano essere state variazioni di orario. A noi è capitato praticamente sempre, per fortuna non ci ha creato grossi problemi o modifiche sull’itinerario che ci eravamo prefissati.

ASSICURAZIONI

Abbiamo stipulato il contratto con GLOBY (Mondial Assistance) per l’assistenza in viaggio, le spese mediche e la protezione del bagaglio per una spesa complessiva di 238 euro.

SOLDI

Abbiamo portato un po’ di euro che abbiamo cambiato in aeroporto alla Banca de la Nacion, la più conveniente, e poi ritiravamo al bancomat, presente ovunque o pagavamo con la carta di credito Mastercard.

18 GENNAIO 2007

Finalmente si parte!
Arriviamo a Milano Linate e al check in ci dicono che l’aeroporto di Fiumicino è chiuso dal mattino per nebbia(!!!) per cui il nostro volo delle ore 15 sarebbe sicuramente partito in ritardo. Bene, iniziamo proprio bene! Aspettiamo un’oretta e la situazione si sblocca tanto che in un’ora fanno decollare 5 aerei per Roma, compreso il nostro.
Alle ore 20.30 l’Airbus 340 dell’Aerolineas Argentinas decolla puntuale; ci aspettano 14 ore di volo e poi finalmente saremo a Buenos Aires. Il tempo trascorre abbastanza velocemente, si dormicchia un po’, si legge, alla tv solo film in lingua spagnola e inglese; un consiglio: tenetevi a portata di mano la giacca perché fa freschino e non c’erano coperte a sufficienza, ovviamente noi siamo rimasti senza!

19 GENNAIO : BUENOS AIRES

Sono le 7 e atterriamo puntuali all’aeroporto internazionale Ezeiza, ritiriamo gli zaini e cerchiamo un remis che con 65 pesos ci accompagna all’HOTEL LIBERTY in Av.Corrientes, in pieno microcentro, a due passi dalla pedonale Florida, in posizione davvero ottimale; vi consiglio, se possibile, di richiedere una camera che non si affacci in Corrientes perché un po’ troppo rumorosa anche se si è ai piani più alti. La doppia con colazione ci è costata 220 pesos.
La giornata è dedicata alla visita del microcentro a piedi: passeggiamo lungo Av.Corrientes fino all’Obelisco dove si resta stupiti nel vedere la grandiosità dell’Avenida 9 de Julio con le sue 18 corsie e un traffico incessante di auto sempre in movimento.
Visitiamo il Teatro Colon ma ci dicono che l’interno è chiuso per restauri fino al 2008, che peccato!
Proseguiamo verso Plaza Lavalle e da lì, attraverso Av.Paranà, arriviamo al Palacio del Congreso, ispirato al Campidoglio di Washington DC. Non ci è stato possibile effettuare la visita guidata al Senato in quanto chiuso fino a Febbraio….no comment!
Proseguiamo verso il Palacio de los Aguas Corrientes, Avenida Cordoba e ritorniamo in Av.Florida a vedere le Galerias Pacifico; percorriamo tutta la pedonale fino ad incrociare l’Av.de Mayo dove ci fermiamo al Cafè Tortoni, storico locale dove gustiamo un caffè in un’atmosfera d’altri tempi.
Si prosegue verso Plaza de Mayo, fiancheggiata dal Cabildo, dalla Catedral metropolitana e dalla Casa Rosada che è tutta avvolta dalle impalcature in quanto è in corso la ritinteggiatura della facciata.
Visitiamo la Cattedrale, molto bella, che ospita le spoglie del generale Josè de San Martin, l’eroe più amato dagli argentini, davanti alla tomba del quale alle ore 17 si può assistere al cambio della guardia con la chiusura del cancello e quindi della tomba ai visitatori.
La nostra giornata termina a Puerto Madero, situato a est del microcentro e proprio alle spalle di Plaza de Mayo; è una zona molto bella dove si può passeggiare, ammirando gli splendidi edifici in mattoni che un tempo erano magazzini per il deposito delle merci e trasformati oggi in lussuosi appartamenti, moderni uffici e ristoranti di classe.
Abbiamo visitato la Fregata Sarmento, veliero lungo 85 m che ha circumnavigato il mondo una quarantina di volte senza mai essere coinvolto in battaglia.
Cena al ristorante LA CABALERIZZA, 78 pesos in due dove abbiamo gustato un ottimo asado de tira.
Buenos Aires è una città caotica, rumorosa, piena di smog, di gente che cammina velocemente lungo le immense strade ma è molto bella e affascinante.



20 GENNAIO: BUENOS AIRES, DELTA DEL PARANA’, TIGRE

Oggi ci rivolgiamo alla reception dell’hotel e prenotiamo un city tour in bus in modo da poter visitare in poche ore, senza perdere troppo tempo, i barrios più periferici quali Palermo, San Telmo, Barrio Norte, La Boca e il Caminito, lo stadio della Bombonera, Recoleta, il tutto per 70 pesos in due.
E’ stata un’ottima idea sia perché la guida ci ha svelato molte informazioni, consigli, curiosità, sia perché se avete poco tempo come noi, potete comunque godere appieno della bellezza di questi luoghi.
A pranzo una gustosa empanada e poi si riparte verso Tigre, un sobborgo a circa 30 km da B.A. che si trova sul delta del fiume Paranà, raggiungibile in bus o con il Tren de la Costa che parte dalla stazione Retiro.
Consiglio di fare questa escursione perché molto bella e suggestiva, arrivati al fiume si prende una lancia che naviga lungo i canali alla scoperta di case costruite su palafitte e ville d’epoca coloniale, immerse in una vegetazione rigogliosa.
Di ritorno a B.A., ceniamo al ristorante LOS IMMORTALES in Av.Lavalle dove assaporiamo un fantastico bife de chorizo con salsa chimichurri e un lomo y pimento che qui in Italia così buono non lo trovi ; il tutto per 61 pesos a coppia.

21 GENNAIO: TRELEW, PUNTA TOMBO

Che levataccia! Alle 5.40 abbiamo il volo per Trelew così di buon ora prendiamo un remis che ci accompagni all’aeroporto nazionale Newberry meglio conosciuto come Aeroparque.
Vediamo un’altra faccia di B.A.: poche auto in giro, gente che dorme lungo le strade, ragazzi che trascinano un carretto pieno di cartoni raccolti durante la notte in giro per la città che poi rivenderanno per guadagnarsi qualche soldo per mangiare.
Dal finestrino dell’aereo posso ammirare il paesaggio sottostante, un’infinita distesa verde di campi coltivati e non, con qualche agglomerato di case qua e là, è la Pampa.
D’un tratto il paesaggio si fa più arido e selvaggio, inizia la Patagonia.
Alle 7.45 arriviamo a Trelew, ci sono 25°C, c’è nuvolo e ovviamente c’è vento. Qui ci aspetta Nadia della Europcar che ci consegna l’auto presa a noleggio ( tutte le pratiche sono state fatte in Italia via Internet, ricordatevi la patente internazionale da farsi alla Motorizzazione Civile o all’ACI).
E’ una Wolkswagen Gol con aria condizionata e radio, che, nonostante avesse un basso chilometraggio, necessitava di una bilanciatura e di una convergenza urgenti! Chiaro, su quelle strade!!!E si perché poche sono quelle asfaltate, la maggior parte sono sterrati in ripio (ghiaia) con alcuni punti sabbiosi, impraticabili se piove, dove si può guidare alla velocità massima di 50/60 km/h; strade piene di curve, di saliscendi, di dossi; fate molta attenzione quando incrociate altre vetture, i sassi che possono essere lanciati diventano proiettili!
Facciamo il pieno con 56 pesos (mi raccomando, non dimenticatevi o rischierete di restare a piedi inutilmente perché i distributori sono pochi e collocati a grandi distanze l’uno dall’altro) e ci dirigiamo verso la Reserva Natural de Punta Tombo, percorrendo la RN 3, la cosiddetta Panamericana, che parte dall’Alaska e termina ad Ushuaia, a Baia Lapataia.
Il paesaggio che si può ammirare è di una bellezza ineguagliabile; proseguiamo il nostro itinerario lasciando la RN 3 per prendere la RN 1, per un breve tratto asfaltata e poi sterrata fino ad arrivare a Punta Tombo ( ingresso alla riserva 20 pesos a persona).
Incontriamo subito centinaia di pinguini di Magellano, dal loro aspetto un po’ buffo, che ti vengono incontro, dormicchiano al sole, si riposano all’ombra delle loro tane, si tuffano nell’acqua fredda dell’oceano e si lasciano trasportare dalle onde; alcuni, forse più freddolosi, arrivano appena a toccare l’acqua e poi indietro di corsa quasi a dire “Che fredda, io qui non entro!”. E’ fantastico!
Percorriamo il sentiero circondati da pinguini, da guanachi, da centinaia di uccelli e nandù senza accorgerci che il tempo scorre inesorabilmente e dobbiamo ritornare, ci aspettano ancora molti km per arrivare a Puerto Madryn dove ci fermeremo a dormire all’HOTEL CARRERA ( doppia con colazione 130 pesos al giorno) in ottima posizione, lo consigliamo.
Cena a base di pesce al ristorante CACCAROS : 58 pesos in due.

22 GENNAIO : PENISOLA VALDES

Oggi ci aspetta una giornata molto impegnativa ma sicuramente emozionante: il giro completo della Penisola Valdes.
La giornata è bella, c’è il sole e 30°C; partiamo alle 8 e ci dirigiamo verso Puerto Piramides, l’unico villaggio della penisola, da dove si possono osservare le balene ( a gennaio però le balene non ci sono); a pochi km c’è Punta Piramides dove è possibile vedere una colonia di lobi marini de un pelo, conosciuti anche come leoni marini, che si rilassano al sole.
Proseguiamo lungo la RP 2 verso l’ingresso della riserva ( 35 pesos a persona) e verso il Centro de Interpretacion dove chiediamo informazioni e ammiriamo il panorama su entrambi i golfi: San Josè a nord e Golfo Nuevo a sud.
A 76 km da Puerto Piramides si trova la suggestiva località di Punta Delgada, dove è possibile osservare colonie di elefanti marini e leoni marini. Il paesaggio è mozzafiato; il vecchio faro e gli edifici adiacenti sono stati trasformati in un lussuoso albergo-ristorante.
Proseguiamo, a 43 km a nord di Punta Delgada, verso Punta Cantor e Caleta Valdes, un’insenatura formata da una striscia di terra lunga circa 32 km che corre parallela alla costa dando origine ad uno specchio d’acqua in cui il mare scorre liberamente al ritmo delle maree, dove possiamo osservare un gran numero di uccelli, pinguini, elefanti marini, otarie, delfini, orche.
Infine a 47 km a nord di Caleta Valdes, troviamo Punta Norte, le cui spiagge ospitano colonie di elefanti marini; è interessante recarsi qui quando c’è alta marea perché si possono avvistare le orche che si avvicinano alla spiaggia in cerca di prede.
Da Punta Norte la RP 47 ritorna a Puerto Piramides abbandonando la costa e inoltrandosi all’interno, offrendo la possibilità di incontrare i guanachi, la martineta, i nandù, gli armadilli, le mucche, le pecore e tanti cavalli selvaggi allo stato brado; è tutto così meraviglioso!
Fermiamo la macchina, scendiamo, siamo soli in questa immensa distesa di campi aridi e selvaggi, avvolti dal silenzio, dalla solitudine, dalla tranquillità di questi luoghi, con il vento patagonico che soffia ininterrottamente, sotto un cielo che ha dei colori meravigliosi.
Rientriamo a Puerto Madryn che sono ormai le 19, siamo stanchi ma pieni di gioia per le bellezze che abbiamo potuto vedere. Un forte temporale si scatena all’improvviso proprio mentre cerchiamo di raggiungere il ristorante AMBIGU’, molto carino, cena buona.
Qui il tempo è davvero instabile, cambia repentinamente e gli acquazzoni durano poco ma sono davvero violenti.

23 GENNAIO: TRELEW , GAIMAN

Prima di lasciare l’hotel, cerchiamo di dare alla nostra auto un aspetto decente, è infatti sporchissima, piena di polvere, con le portiere che restano appiccicate e si aprono a fatica, stasera dobbiamo riconsegnarla.
Partiamo alla volta di Trelew dove facciamo un giro in città, visitiamo il museo paleontologico E.Feruglio molto interessante e ben organizzato, con esposizioni di dinosauri, fossili di piante e di pesci.
Ripartiamo verso Gaiman, una simpatica cittadina a 15 km da Trelew, fondata dai gallesi alla fine del 1800, che conserva le sue antiche costruzioni coloniali di pietra e le case da thè, dove, di pomeriggio, dopo le 15, in un’atmosfera ottocentesca, ci viene servita la bevanda accompagnata da torte e dolci squisiti e altamente calorici, tra cui la famosa torta galesa.
Visitiamo infatti la Ty Nain, dalle pareti bianche ricoperte di edera rampicante, all’interno vi è un piccolo museo che raccoglie autentici manufatti gallesi, molti dei quali provengono dal brigantino Mimosa che nel 1865 portò i primi gallesi in questi luoghi solitari e desolati.
A Gaiman è molto interessante anche il Parque El Desafio, creato da Joaquin Alonso, il “Dalì del riciclaggio”, interamente costruito con materiale da riciclo quale bottiglie, lattine, tubature, vetro, ecc. ed entrato a far parte del Guinness dei Primati nel 1998.
Ritorniamo all’aeroporto di Trelew, dove incontriamo Nadia della Europcar e le riconsegnamo l’auto.
Ci sediamo in sala d’attesa e dopo pochi minuti ci informano che il nostro volo subirà ritardo: si partirà alle 21 anziché alle 18.30 ( a sua volta modificato il giorno prima!).
Godiamoci il tramonto che è spettacolare e salutiamo con tristezza questa parte di Patagonia che ci ha lasciati senza fiato, emozionati e tanto soddisfatti.
Un paio d’ore di volo e atterreremo ad Ushuaia, la ciudad mas austral del mundo!
Alloggeremo all’HOSTERIA MALVINAS, in ottima posizione, dove troviamo pulizia, cordialità, disponibilità al prezzo di 525 pesos la doppia con colazione per un totale di 3 notti: ve la consigliamo.

24 GENNAIO: USHUAIA, NAVIGAZIONE CANALE BEAGLE, ESTANCIA HARBERTON

Usciamo di buon ora per vedere quale escursione riusciamo a prenotare; andiamo direttamente al porto dove ci sono i vari chioschi delle diverse compagnie turistiche che organizzano le più svariate escursioni marittime.
Alla Tolkeyen prenotiamo la navigazione del canale di Beagle in catamarano fino all’estancia Harberton (costo 350 pesos a coppia); è la più lunga ma sicuramente la più completa.
Si parte alle 9.30, il cielo è parzialmente coperto, fa freddo ma ci fermiamo tutto il tempo sul ponte esterno per poter ammirare il meraviglioso paesaggio e scattare tantissime foto ai cormorani, ai lobi de dos pelo (più rari rispetto a quelli visti in Penisola Valdes e a rischio di estinzione); ai pinguini di Magellano, agli albatros e a numerose altre specie.
Passiamo davanti al faro Les Eclaireurs che segna l’ingresso all’area del porto di Ushuaia e ricorda il luogo dove naufragò nel 1930 la nave Monte Cervantes; all’estancia Remolino con il relitto del bastimento Monte Sarmento; a Puerto Williams in Cile; proseguiamo fino all’isla Mirtillo ( Pinguinera) e finalmente si arriva all’estancia Harberton, la più antica dell’isola, a 85 km da Ushuaia, fondata dal reverendo Thomas Bridge e oggi gestita dal pronipote.
Qui regnano la pace e il silenzio più assoluti, siamo immersi nella natura, che relax!
Thomas, 13 anni, appartenente alla 6° generazione dei Bridges, ci accompagna a visitare l’estancia: ne vale veramente la pena. Al termine della passeggiata, c’è la possibilità di gustare gli ottimi dolci preparati da loro.
Rientrati ad Ushuaia, passiamo all’Ufficio Turistico dove una simpatica e molto disponibile signora ci fornisce un sacco di materiale, risponde alle nostre curiosità e ci timbra il passaporto, confermando che siamo stati nella città più australe del mondo!
Passeggiamo per il centro e ci organizziamo per i giorni successivi: ci piacerebbe visitare il Parque Nacional Tierra del Fuego e i laghi Fagnano ed Escondido. L’agenzia Canal Fun ci permetterà tutto questo, facendoci divertire e sfruttando tutto il poco tempo a nostra disposizione, ve la consiglio.
Questa sera cena al VOLVER, un ristorante molto particolare con vista sul canale di Bearle dove si mangia divinamente: tutto a base di centolla con un ottimo Chardonnay e dolce tipico a 120 pesos e ci hanno offerto anche un bicchiere di champagne! Beh il modo migliore per celebrare la conclusione di una giornata fantastica in una terra da sogno!

25 GENNAIO: TREKKING NEL PARQUE NACIONAL TIERRA DEL FUEGO

Ore 8.30: il pulmino di Canal Fun ci passa a prendere all’ostello, ci dirigiamo verso il Parque Nacional Tierra del Fuego, a una decina di km da Ushuaia.
Siamo 8 persone: noi, due francesi, due canadesi e due ragazzi di Buenos Aires ed è stato divertente confrontarsi con loro e chiacchierare.
Arriviamo a baia Ensenada dove inizia il nostro trekking lungo la Senda Costera, un sentiero di 6,5 km che serpeggia lungo la baia che un tempo ospitava gli Yamanà e lungo il quale so possono ammirare la tipica vegetazione subantartica o andino patagonica e numerose specie animali (uccelli, castori, lepri, picchi, ecc.)
Purtroppo oggi il tempo non è stato clemente e piove per tutta la durata del cammino; il sentiero è semplice e non difficoltoso, lo consiglio perché si è a stretto contatto con la natura e si può godere di paesaggi mozzafiato. Al termine del sentiero ci aspetta il pulmino che ci porta al lago Roca, pochi km più avanti, dove ci fermiamo per il pranzo ( improvvisiamo un asado e pranziamo sotto ad una tenda!).
Nel pomeriggio, a bordo di due piccoli kayak, pagaiamo nel lago e lungo il rio Lapataia fino ad arrivare alla famosa Baia Lapataia, dove termina la RN 3 che si snoda per 3242 km da Buenos Aires.
E’ stato piuttosto faticoso ma molto divertente e i panorami che si possono ammirare lungo il percorso ti lasciano senza fiato, i colori ti affascinano, il silenzio e la tranquillità di questi luoghi ti ammaliano.
Finalmente è uscito il sole, qui il tempo è davvero variabile, cambia ogni ora per questo è consigliabile vestirsi a cipolla.
Rientriamo ad Ushuaia verso sera e dopo una rigenerante doccia calda, usciamo a fare un po’ di shopping e a cena al ristorante BODEGON FUEGINO, dove abbiamo mangiato discretamente.
Qui ad Ushuaia le giornate sono molto lunghe in questa stagione, alle 23 c’è ancora chiaro e a malincuore, non siamo ancora riusciti ad ammirare la volta celeste dell’emisfero australe e la Croce del Sud.

26 GENNAIO: I LAGHI FAGNANO ED ESCONDIDO

Alle 8.30 il fuoristrada di Canal Fun ci raggiunge all’ostello per portarci ai laghi Fagnano ed Escondido; arriviamo al Passo Garibaldi e anziché proseguire per la RN 3, deviamo lungo quella che era la vecchia RN 3, non asfaltata, fiancheggiata da grandi pareti rocciose, che scende lungo ripidi tornanti fino ad arrivare al lago Escondido con il lago Fagnano sullo sfondo: è meraviglioso!
La cosa più bella è stata raggiungere questi posti incantevoli attraverso strade secondarie, in mezzo ai boschi e lungo le rive del lago, potendo osservare i cambiamenti repentini del lago a seconda delle condizioni meteorologiche: da azzurro e tranquillo specchio d’acqua si è trasformato in un minaccioso piccolo mare in tempesta con le onde che si increspano in seguito all’aumentare della forza del vento. Suggestivo anche il pranzo in una capanna in riva al lago dove abbiamo improvvisato una parrilla!
Lungo la strada del ritorno, ci fermiamo in un locale molto insolito alle porte di Ushuaia: il KUAR dove si può sorseggiare la loro birra fatta in casa stando comodamente seduti su morbidi cuscinoni ammirando il canale di Beagle.
Sono ormai le 18, recuperiamo gli zaini che l’Hosteria Malvinas gentilmente ci ha tenuto e con un taxi (10 pesos) andiamo all’aeroporto.
Ciò che vediamo dal finestrino dell’aereo è a dir poco spettacolare, soprattutto se ci si siede sul lato sx.
Alle 21 circa arriviamo a El Calafate dove restiamo stupiti nel vedere l’aeroporto solitario in mezzo alla steppa patagonica.
Con un bus navetta ( 30 pesos in due) raggiungiamo la città che si trova a 23 km circa dove alloggeremo all’HOSTERIA AUSTRAL (150 euro per 3 notti con colazione), molto graziosa, pulita e in posizione centrale.
Cena al ristorante VERA CRUZ in Av.Libertador: giudizio buono.
Purtroppo le agenzie sono chiuse, domani ci alzeremo di buon ora per cercarne una e vedere di riuscire a fare la navigazione del Lago Argentino o il minitrekking sul Perito Moreno: speriamo in bene!

27 GENNAIO: IL MINITREKKING SUL PERITO MORENO

Che paura! Per poco non ci sfuma l’occasione di fare trekking coi ramponi sul Perito Moreno. Alle 8.15 siamo già davanti all’agenzia Hielo y Aventura, ci dicono che per il momento ci siamo solo noi due e così l’escursione non si fa; la signora ci dice però di aspettare mezz’oretta ( nel frattempo andiamo a prenotare all’agenzia Fernandez Campbell la navigazione per il giorno successivo) per vedere se qualcuno si aggiunge e così è stato per fortuna!
Siamo una decina e con il pulmino ci accompagnano al Perito Moreno che si trova a circa 80 km da El Calafate.
L’impatto è fortissimo: arriviamo alle passerelle, camminiamo lungo i sentieri per cercare una veduta sempre diversa del ghiacciaio e restiamo senza parole e senza fiato nel vedere una meraviglia così grande, in tutti i sensi.
Enormi blocchi di ghiaccio si staccano ogni tanto dalla parete del ghiacciaio e crollano con fragore nel Canal de los Tempanos; il cielo è parzialmente nuvoloso ma non appena qualche raggio di sole riesce a fare capolino, il ghiacciaio assume una colorazione azzurra meravigliosa che contrasta con il verde azzurro dell’acqua del lago e il verde dei boschi circostanti.
Che emozione e che stupore di fronte a così tanta bellezza!
Alle 14.30 circa si parte per andare sull’altro lato del ghiacciaio ed iniziare la nostra emozionante camminata. Da Puerto Bajo de Los Sombras con una piccola barca, raggiungiamo l’altra sponda del lago e dopo un breve percorso a piedi attraverso foreste di lenga e una breve chiacchierata di glaciologia con le nostre guide, ascoltiamo le ultime raccomandazioni sulla necessità di seguire le indicazioni impartite e di stare vicini e raggiungiamo il bordo del ghiacciaio.
Il momento tanto atteso è arrivato, siamo emozionatissimi: le punte dei nostri ramponi stanno per mordere il ghiaccio azzurro del Perito Moreno.
Un’ora e mezza di cammino, su e giù tra crepacci, gobbe, laghetti, pinnacoli, pozzi glaciali, il tutto sempre in totale sicurezza grazie alle nostre guide, esperti alpinisti, che non ci perdono di vista nemmeno un istante.
Il cielo si è schiarito, ora c’è il sole e non fa per niente freddo; è impossibile per noi descrivere cosa provavamo in quei momenti, vi assicuriamo che è stata un’esperienza indimenticabile.
Al termine del cammino, i ragazzi ci hanno fatto trovare nascosto dietro ad una gobba di ghiaccio, un tavolino di legno allestito con cioccolatini e whisky: è stata una gradevole sorpresa.
Stanchi ma enormemente felici torniamo in città, ceniamo al ristorante CASIMIRO BIGUA’, davvero eccezionale ( non perdetevi il panqueque con la marmellata di calafate, è squisito!).
Consigli per il minitrekking: occhiali da sole, cuffia, guanti ( se non li avete, ve li danno loro), giacca impermeabile a pioggia e vento, pantaloni comodi meglio se da trekking ma anche i jeans vanno benone, scarponcini da trekking o robuste scarpe da ginnastica, crema solare.
Costo: 440 pesos in due, pranzo al sacco. ( noi andavamo al supermercato che è comodo, nella via principale, economico e chiude alle 22)

28 GENNAIO: LA NAVIGAZIONE DEL LAGO ARGENTINO

Alle 7.15 il pulmino ci aspetta per portarci a Puerto Bandera, a 45 km dalla città dove ci imbarchiamo su un catamarano e iniziamo la navigazione del Lago Argentino attraverso la Boca del Diablo e il Brazo Norte fino ad arrivare ai ghiacciai Seco, Spegazzini, Upsala, Onelli.
A Bahia Onelli sbarchiamo e dopo una breve passeggiata nel bosco, arriviamo al lago Onelli dove si incontrano i ghiacciai Onelli, Bolado e Agassiz, circondati dalla tipica vegetazione andino-patagonica.
E’ stupendo! Nelle acque del lago ci sono tanti piccoli iceberg che si possono raccogliere a differenza di quelli, ben più grossi, che ci sono vicino ai ghiacciai Upsala e Spegazzini che sono ben cristallizzati.
E’ emozionante navigare tra gli iceberg, sembra di essere davvero in Antartide!
Questi ghiacciai sono spettacolari per la loro bellezza, la loro purezza, il loro colore intenso ma soprattutto sono particolari perché si trovano in luoghi dove non dovrebbero esistere semplicemente perché lì le temperature sono troppo elevate, è come se fossimo in Italia a 800-900 metri di quota!
Vale davvero la pena fare questa escursione anche se c’era a mio avviso troppa gente.
Costo: 386 pesos in due compreso il servizio bus da e per Puerto Bandera
Cena al ristorante MI VIEJO dove abbiamo gustato uno spettacolare bife de chorizo e de lomo accompagnati da un ottimo Malbec: giudizio ottimo.

29 GENNAIO: BUENOS AIRES

Alle 10.45 decolla il nostro volo per B.A., questa volta dobbiamo proprio dire addio alla splendida Patagonia, chissà se avremo la fortuna e la possibilità di tornarci ancora!
Arriviamo ad Aeroparque in orario e raggiungiamo con un remis l’HOTEL LIBERTY: non essendoci la coincidenza per Salta, dobbiamo pernottare qui e prendere il volo domani mattina, beh non siamo dispiaciuti, Buenos Aires è così bella, ne approfittiamo per gironzolare ancora un po’. Prendiamo infatti il bus n° 17 e andiamo alla Recoleta ( il biglietto si compra direttamente sul bus, c’è la macchinetta automatica, funziona solo con le monete).
Visitiamo la chiesa e il vicino cimitero, molto particolare perché le tombe sono veri e propri monumenti con sculture di notevole rilievo; vediamo le tombe di personaggi illustri argentini, generali, eroi militari, presidenti e quella che è forse l’attrazione principale cioè la tomba di Evita Peron.
Passeggiamo poi lungo Av. Alvear, tra ville d’epoca, palazzi lussuosi e boutique di fama internazionale e arriviamo al Centro Cultural Recoleta.
Ritorniamo in Corrientes e ceniamo al ristorante LA ESTANCIA in Av. Lavalle: che posto fantastico!
Cena ottima deliziata anche da uno spettacolo di tango: ve lo consigliamo vivamente!

30 GENNAIO: SALTA

Alle 5.20 arriva il remis che ci accompagna ad Aeroparque: che sonno, la stanchezza comincia a farsi sentire!
Due ore di volo ed eccoci a Salta, la linda, tutta in stile coloniale, una vivace cittadina nel nord-ovest andino.
All’aeroporto ci aspetta Agustin, un simpatico “gaucho” dell’agenzia Tippak, che starà con noi oggi e i prossimi giorni. Dall’Italia avevo contattato via e-mail diverse agenzie e Tippak mi aveva subito fatto una buona impressione, dimostrandomi disponibilità e serietà.
Lasciamo gli zaini all’ostello e partiamo subito per una visita della città e dei dintorni ( Quebrada San Lorenzo): è davvero bellissima.
Raggiungiamo con la teleferica il Cerro San Bernardo dal quale si può ammirare uno splendido panorama sulla città; non perdetevi la centralissima Plaza 9 de Julio con il Cabildo, la Cattedrale ottocentesca che conserva le ceneri del generale Guemes, la chiesa di San Francesco e il convento di San Bernardo, il monumento a Guemes e le vie del centro, piene di negozi e ristoranti.
Soggiorniamo all’ostello LAS REJAS, molto molto carino, in posizione centrale e tranquilla, dove troviamo cordialità, disponibilità e pulizia, il tutto per 240 pesos 3 notti con colazione e accesso ad Internet gratuito.
Ceniamo al ristorante DONA SALTA, proprio di fronte alla chiesa di San Francesco, un locale molto caratteristico dove vieni servita dai gaucho e la cucina è qualcosa di eccezionale. Qui abbiamo mangiato il più buon bife de chorizo fino ad ora! Non perdetevi le zuppe, tipico piatto salteno, le empanadas che qui vengono cotte al forno anziché essere fritte, le humitas e i tamales, i dolci con il dulce de leche e il cayote, insomma la cucina argentina e in particolar modo quella saltena sono eccezionali! Ovviamente il tutto deve essere accompagnato dal vino, questa è proprio zona di produzione di Malbec e Torrontes.

31 GENNAIO: JUJUY, PURMAMARCA, SALINAS GRANDE, TILCARA, HUMAHUACA

Oggi ci aspetta un lungo itinerario di oltre 700 km, ma molto suggestivo e affascinante che ci permetterà di scoprire un’altra faccia di questa immensa Argentina.
Partiamo verso San Salvador de Jujuy per poi proseguire verso Purmamarca ai piedi del variopinto Cerro de los Siete Colores: le case bianche costruite con mattoni cotti al sole, la chiesa seicentesca Santa Rosa de Lima e il mercato artigianale nella piazza principale, una vera festa di colori e manufatti a buon prezzo e alle spalle questa montagna favolosa dalle diverse gradazioni di colore.
Proseguiamo attraverso una lunga serie di tornanti a strapiombo e risaliamo le Ande orientali fino a 4.170 metri s.l.m., il fiato si fa più corto e la testa un po’ pesante nonostante il rimedio “poco legale” contro il malessere da altitudine che ci è stato fornito ma ciò che si prova quassù è davvero emozionante, che panorami spettacolari! Scendiamo poi sull’altopiano dove troviamo Salinas Grande, un’immenso lago di acqua salata ricoperto da uno strato di sale compatto per cui è possibile muoversi al di sopra. La luce è accecante, non riesci a togliere gli occhiali e il sole è caldissimo; alcuni uomini bardati dalla testa ai piedi con il volto coperto stanno lavorando il sale creandone piccoli oggetti.
Torniamo a Purmamarca e proseguiamo verso Tilcara, pranziamo al ristorante LOS GUESTOS, dove ho assaggiato il lomo de llama (filetto di lama): buono.
In piazza c’è un altro mercato artigianale così compriamo qualche variopinto tappeto, le sciarpe in lana di guanaco, un paio di maglioni di alpaca.
Stiamo ormai attraversando la Quebrada de Humahuaca, dichiarata dall’UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità; lunga e stretta, sembra una tavolozza di colori spruzzata sugli aridi pendii delle montagne. Suggestivo il paese di Humahuaca, a 130 km da Jujuy e a 3.000 metri di altezza, con le strade acciottolate, le case bianche in mattoni, la pittoresca piazza sempre con il mercatino artigianale, la bellissima chiesa della Candelaria e la scalinata che porta al monumento a la Independencia.
E’ ormai tardo pomeriggio, ci fermiamo qualche minuto al passaggio del Tropico del Capricorno, segnalato da una piccola piramide di cemento, e poi stanchi ma pienamente soddisfatti, torniamo verso Salta dove ceneremo a base di sorrentinos alla puttanesca (pasta simile ai ravioli) al ristorante MAMMA MIA.

01 FEBBRAIO: CACHI, PARQUE NACIONAL LOS CARDONES

L’itinerario di oggi è tra i più spettacolari che si possono compiere e ti offre la possibilità di godere appieno di fantasmagorici panorami: andiamo a Cachi a 146 km da Salta.
Le strade sono strette, tortuose, non asfaltate, serpeggiano intorno all’imponente Cuesta de Obispo, offrendoci un’ampia veduta su valli e picchi che sembrano susseguirsi all’infinito, in alcuni punti viaggiamo al di sopra delle nuvole, siamo a 3198 metri.
La strada gradatamente riscende a valle, entriamo nel Parque Nacional Los Cardones dove il paesaggio è quasi lunare e spiccano milioni di cactus cardon che sono davvero altissimi.
Percorriamo un tratto della mitica Ruta 40 e arriviamo a Cachi, una graziosa e pittoresca città a 2280 metri di altezza con le caratteristiche e lo stile molto simile a Humahuaca e Purmamarca.
Pranziamo in una locanda molto “rustica” e assaggiamo il capretto, molto gustoso, accompagnato da una fresca birra “Salta”; oggi fa proprio caldo, il cielo è azzurro, non c’è una nuvola e qui si respira un’atmosfera d’altri tempi: sono seduta in piazza all’ombra di una pianta e vedo cavalli che riposano lungo le strade alla sola ombra dei muri delle case bianchissime, gente che si rinfresca seduta nei diversi locali circostanti la piazza.
Rientrando a Salta, ci colpisce un violento acquazzone che trasforma le strade in enormi fiumi d’acqua e fango e aumenta il rischio di frane lungo il percorso.
Arriviamo in città alle ore 18, abbiamo il tempo di farci ancora un giretto per le vie del centro e poi andare a cena, di nuovo da DONA SALTA perché ci ha soddisfatti pienamente.

02 FEBBRAIO: SALTA, BUENOS AIRES, ROMA

Eh si, siamo arrivati alla fine del nostro sogno; purtroppo le cose belle hanno un inizio ma inevitabilmente anche una fine! Aerolineas ha spostato di nuovo l’orario del volo: dalle 9 del mattino alle 14.30 del pomeriggio per poi decollare alle 16.30!
A Buenos Aires si cambia aeroporto e da Ezeiza alle 00.30 il nostro Airbus 340 decolla verso Roma.
Lasciamo questa terra meravigliosa con tanta tristezza e nostalgia ma anche tanta soddisfazione e piacere per aver raggiunto questo nostro sogno ed esserci riusciti con le nostre forze e capacità.
Viaggiare è la cosa più bella che ci sia, è un piacere grande che ti apre la mente verso nuovi spazi e culture diverse, ti apre nuovi orizzonti della conoscenza , ti fa stare bene ed essere felice.

BUON VIAGGIO A TUTTI!
VALERIA E LUCA

Partenza 18/01/07 ritorno 03/02/07
Eravamo in due
Spesa approssimativa oltre 3.000 euro a persona

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