Los Roques alla Lagunita

di Paola e Filippo –
Nonostante siano trascorsi ormai parecchi mesi, finalmente sono riuscita ad inviarvi il report sul mio ns viaggio a Los Roques, sperando che possa essere utile a quei viaggiatori che hanno ancora qualche dubbio o riserva su questo luogo magnifico. Volo: abbiamo optato per il volo di linea Air France, per avere la certezza di poter prendere il volo interno da Caracas a Gran Roque entro il pomeriggio e non dover così passare una notte a Caracas; quindi Torino-Parigi-Caracas e ritorno; euro 1.150 a testa, prenotato a Febbraio. Poi Caracas-Gran Roques e ritorno, $150 a testa, prenotato direttamente da Andrea, il proprietario della posada Lagunita. Posada Lagunita – www.posadalagunita.com: abbiamo soggiornato qui per 2 settimane; la posada già stata ampiamente descritta e commentata da parecchi ospiti sia sul sito di Turisti per Caso che su altri siti di viaggi.

Il trattamento è di pensione completa con bevande: colazione, pranzo al sacco (con le cavas, grossi contenitori frigo), merenda in posada alle 18, aperitivo, cena e dopocena. Innanzitutto è molto bello il fatto di poter condividere i pasti con tutto il gruppo: si mangia tutti insieme, in un’unica tavolata, non si hanno posti fissi quindi si conversa con tutti indistintamente e nascono così molte occasioni per conoscersi e socializzare. I gruppi in posada sono sempre molto eterogenei: 18enni, 30enni, famiglie di 40enni con bambini e coppie over 50. Noi abbiamo incontrato coppie di ragazzi come noi dai 20 ai 30 anni, alcuni un po’ più freak che giravano il Venezuela solo con i mezzi locali, alcuni 50enni che tutte le estati vengono qui per perchè adorano il posto e l’ambiente… il panorama umano è davvero vario. E’ facile trovare ragazzi che fanno solo una tappa di 2/3 gg per poi proseguire il viaggio, ma c’è anche chi si ferma 1 o 2 settimane; quindi c’è un continuo ricambio di persone nella posada e fa’ sì che si socializzi molto e con tutti indistintamente. E’ come vivere per un po’ in una dimensione molto più rilassata, informale, distesa, ma non per questo meno affascinante. Si impara ad apprezzare molto di più tutto quello che abbiamo a casa, nella vita di tutti i giorni; si impara a fare a meno di tante cose (anche solo per pochi giorni) ma anche a rendersi conto che tutto sommato molte di esse non sono poi così indispensabili per vivere bene. L’esperienza è veramente bella ed unica; mi sento di consigliare a tutti di farla almeno una volta nella vita! Per colazione ci sono frutta fresca, torte e pane appena sfornati, prosciutto, formaggio, confetture, crepes, latte, caffè, tè e succhi di frutta. Per pranzo le “cavas” vengono riempite di ghiaccio x tenere tutto in fresco e ci sono vaschette individuali con insalate di pasta o di riso, macedonie di frutta, crackers, vari tipi biscotti snack, acqua, coca, vino e birra a volontà. Per l’ora della merenda, tra le 17.30-18.30, si è tornati in posada e ci si abbuffa di pizze o focacce calde, delizioso tea freddo, coca, vino bianco o birra. Dalle 19.30 in terrazza Alex (il factotum della posada) serve un aperitivo fresco, ogni sera diverso: mojito, cuba libre e tanti altri cocktails. Alle 20.30 si cena tutti insieme: come antipasto carpaccio di pesce con verdure crude, poi pasta ogni sera condita con un sugo diverso, pesce a volontà (il barracuda va per la maggiore ed è anche buonissimo) con contorni, frutta e ahimè il dolce che purtroppo è sempre al di sotto delle aspettative di noi italiani! La bravissima cuoca Mercedes si impegna tantissimo ma i dessert proprio non sono nel DNA dei venezuelani! Peccato!

La posada ha 7 camere: sono piuttosto spartane e molto molto essenziali, nel senso che ci sono un letto, 2 comodini e una sorta di armadio e comò, tutto fatto in muratura oppure in vimini. I bagni sono piccolini, con doccia e lavandino. Attenzione: è vietato gettare la carta igienica nel WC (sull’isola non ci sono gli impianti fognari) per cui si utlizzano appositi cestini. L’acqua è razionata in quanto viene portata sull’isola con le autobotti e messa nelle cisterne (ogni posada ne ha almeno una), per cui è inutile tentare di aprire i rubinetti a manetta, ne uscirà sempre e solo un getto molto moderato; se volete evitare di rimanere tutti insaponati e di aver finito l’acqua consiglio di bagnarsi, chiudere l’acqua, insaponarsi o fare lo shampoo e soltanto dopo aprire l’acqua x sciacquarsi. Nel prezzo della pensione completa è incluso anche il passaggio in barca ed il posizionamento degli ombrelloni e sdraio nelle isole vicine, Madrisquì e Francisquì, mentre per le altre si paga un supplemento come da un tabella affissa in posada (circa dai 7 ai 30 $ a seconda della distanza). La barca della posada è El Gordo e la guida el Capitan, il più grande tamarro venezuelano; è noto nell’arcipelago perchè ha sempre lo stereo a palla quando arriva all’attracco e mette sù solo musica Reggaeton! Vi lascio immaginare! E’ noto anche perchè lui le onde le prende di petto, senza curarsi del fondo schiena dei passeggeri; per lui l’importante è arrivare alle isole o al porto nel minor tempo possibile.
Insomma è un personaggio molto ruspante! Decisamente pittoresco! Le serate si trascorrono sulla terrazza della posada a chiacchierare, bere ed ascoltare musica, oppure a spasso tra i 5 negozietti di souvenir nella piazza, oppure comodamente sprofondati nei pouf dei localini davanti la spiaggia (la Gotera, Aquarela, ecc) alla luce delle fiaccole sorseggiando cocktail di frutta tropicale ed ammirando il cielo stellato, oppure a ballare latino-americano nell’unico locale dell’isola dove si balla quasi tutte le sere, oppure venerdì/sabato/domenica a ballare in piazza, infatti nel weekend mettono in piazzetta 2 casse gigantesche ed un deejay mette musica raeggeton e latino-americana e si balla, sia turisti che locali, tutti insieme! Davvero caratteristico! Se cercate le discoteche e locali tipo Ibiza, beh…forse vi conviene andare a Isla Margarita.



Immersioni: ci siamo affidati al Diving Ecobuzos, a pochi passi dalla Lagunita con i Dive Master Carlos e Rommell. Io ed il mio fidanzato abbiamo rispettivamente preso l’Advanced e l’Open Water; prima abbiamo fatto 3 immersioni per saggiare i fondali e gli istruttori, poi abbiamo deciso di prendere anche i brevetti. Le immersioni sono state molto belle e piacevoli, a volte impegnative (quella in corrente), a volte sorprendenti (quella notturna). I punti di immerrsione sono diversi nell’arcipelago, anche a seconda del livello; noi ci siamo immersi a Cabeza de Salina, Maceta de Cote, el Burrito, la Buceadora e la Guaza.

Le isole:
– Cayo Carenero: è molto particolare perchè ricorda un po’ Phi Phi Island, nel senso che ha due spiaggie sui due lati opposti, e ci sono solo 3 palme piegate dal vento, nessun albero.
– Noronquì: una spiaggia deliziosa, dove ci si può rifugiare all’ombra di un bel gazebo in legno, rialzato sulla spiaggia, dalla quale si gode la vista di tutto l’isolotto.
– Boca de Cote: qui abbiamo fatto uno snorkeling superbo (e ci siamo anche tornati a fare le immersioni col diving) in mezzo ai barracuda, poi risalendo ci siamo fermati a Maceta de Salina (un capanno di legno usato come riparo dai pescatori) dove ci sono un’infinità di gusci di botuti e stelle marine enormi, a non finire…..ed infine a Solapa de Rabusquì, una lingua di sabbia da film, senza alberi, senza rocce, senza niente, solo sabbia e mare cristallino.
– Krasquì: qui la spiaggia è più stretta ma se vi avventurate fino all’estrema punta Est dell’isola trovate un sentierino segnato con i gusci dei botuti che vi conduce ad una piccolissima caletta circondata da mangrovie e se proseguite ancora il sentiero vi porta alla caletta sul lato nord dell’isola dove i fondali sono incantevoli: coralli cervello enormi, barracuda e murene e tantissimi pesci colorati. Qui il fondale è veramente ricchissimo, starete in acqua delle ore a fare snorkeling e non vi renderete conto del passare delle ore!
– Francisquì e Madrisquì: sono le isole più vicine a Gran Roque e sono molto battute dai locali soprattutto nel weekend; nonostante ciò anche qui i colori sono bellissimi, l’acqua ha tutte le sfumature d’azzurro e verde, non c’è molto dal punto di vista dei coralli perchè è una zona battutissima dalle barche a vela, dai motoscafi ed anche dai kite-surfers.
Ci sono anche ristorantini/chioschi per mangiare ed dissetarsi.
– Cayo Fabian: è anche questa una lingua di sabbia senza vegetazione, non lontano da Gran Roque; può andar bene il giorno che non c’è tanto sole e che non si è in molti (il ns gruppo era di 5 ombrelloni ed abbiamo preso possesso di tutto l’isolotto!).
– Espenquì e Sarquì: sono due isolette vicine, volendo di passa dall’una all’altra a nuoto; sulla prima ci siamo fermati a fare snorkeling e ad avvistare le tartarughe (che però appena tuffati in acqua sono scappate via!), poi per il pranzo e pomeriggio ci siamo spostati a Sarquì. L’isola è in parte resa verde da una bassa vegetazione tipo arbusti e da un tappeto erboso che ha la stessa consistenza delle foglie delle piante grasse (mai vista!!), con una parte di spiaggia di sabbia bianchissima ed una parte (la punta Nord) con piccole rocce e tanti tanti granchietti.

Consigli:
– In tutti i post e resoconti su Los Roques avrete letto di portarvi solo parei, tshirt, e ciabattine: confermo tutto. Portate solo ciabattine basse o infradito ed al max un paio di scarpe da ginnastica ma niente tacchi: a LR non ci sono strade, le case e le posadas sono costruite sulla sabbia quindi se indossate i tacchi non riuscirete nemmeno a camminare, ma sprofonderete!
La sera c’è molta umidità e fa’ caldo: non riuscirete nemmeno ad infilarvi i jeans dal caldo appiccicoso (il mio ragazzo è fanatico del jeans sempre, anche in vacanza, ed ha dovuto ricredersi: 2 settimane in bermuda!), quindi via libera a parei e mini oppure shorts anche per la sera, e tanti top perchè non servono maglie o camicie. Portate un bagaglio minimo e in borsoni morbidi: nei voli interni gli aerei sono 8/10 posti, massimo 14 e non c’è posto per le valige rigide.
– Portate qualche t-shirt, cappellini, gadget, da regalare ai bimbi; nelle posadas lavorano ragazze dai 16 anni in su che hanno già dei figli; la maggior parte di loro li affida ai nonni che vivono a Caracas e loro lavorano tutto l’anno a LR e mandano i soldi a casa. Noi abbiamo portato un sacchetto di queste cose dall’Italia e le abbiamo lasciate alle ragazze della posada per i loro bimbi: erano contentissime.
– Creme solari: non banfate “tanto io non mi brucio”. Abbiamo visto ragazzi del sud Italia abituati al sole tutto l’anno, quelli che non si scottano mai, che avevano le piaghe per le ustioni del sole! Quindi protezione over 40! E non solo i primi giorni, sempre, anche quando sarete già scuri! Non fatevi fregare! I venti Alisei soffiano tutto il giorno per cui non vi rendete conto di quanto il sole sia forte, e così anche i giorni in cui il cielo è velato: in realtà brucia ancora di più!

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