Il viaggio della Statua della Libertà

di Eno Santecchia –

Chiamata affettuosamente Miss Liberty, è la grande statua che si trova sull’isolotto roccioso di Bedloe nel porto di New York, essa è anche il simbolo più famoso della città e degli Stati Uniti d’America. Il monumento fu opera dello scultore francese Frédéric Auguste Bartholdi (1834- 1904) originario dell’Alsazia; vediamo come si è concretizzata la sua idea. 
Bartholdi, nel 1856, fece un viaggio in Egitto, ammirando le grandi sculture egizie pensò di costruire una statua-faro da mettere all’imboccatura del canale di Suez, dove nel 1859 il diplomatico e ingegnere francese Ferdinand de Lesseps (1805- 1894) avrebbe iniziato gli scavi per unire il Mediterraneo con il mar Rosso. Lo scultore alsaziano sottopose al viceré egiziano l’idea di una grande statua che rappresentasse “l’Egitto che illumina l’Asia”, il quale si dimostrò subito entusiasta. Lo scultore impiegò due anni per fare disegni e modelli, ma alla fine il Khedivé Ismail non ne volle più sapere dicendo che la statua sarebbe stata troppo costosa. A discolpa del Khedivé bisogna ricordare che, con il canale di Suez, lo stato egiziano si stava indebitando fortemente.

Nonostante ciò il francese non abbandonò l’idea di costruire una statua gigantesca, anche per celebrare il progresso che in quegli anni stava facendo passi da gigante. Nel crearla s’ispiro: allo scomparso colosso di Rodi (alto 31 m), una delle sette meraviglie del mondo antico, al maestoso complesso architettonico di Abu Simbel in Nubia e alla vecchia statua di San Carlo Borromeo ad Arona (NO) sul lago Maggiore. Bartholdi visitò questo ultimo colosso alto 23,5 m; completato nel 1698, era allora l’unico esempio di grande statua visibile.
Superate le difficoltà, dopo dieci anni di lavori, l’opera del francese fu completata, grazie anche a sottoscrizioni e lotterie per sostenere le spese che raggiunsero l’enorme cifra di 600.000 franchi francesi dell’epoca.
Nel 1876 la statua fu donata dalla Francia agli Stati Uniti per commemorare il centenario dell’indipendenza americana. Quindi, smontata e imballata in 214 casse, partì da Parigi a bordo della fregata Isère. Fu installata sull’isolotto dove nel frattempo era stato preparato un idoneo piedistallo; l’inaugurazione avvenne solo dieci anni dopo giovedì 28 ottobre 1886.



L’armatura interna d’acciaio leggera e robusta fu progettata dall’ingegner Gustave Eiffel. La statua rivestita di rame ed alta 46 m (93,5 con il piedistallo), è praticabile all’interno, consente ai visitatori di salire fino alla corona, è una delle statue più grandi del mondo. Il monumento, intitolato inizialmente “La libertà che illumina il mondo”, ha le sembianze di una dea greco-romana con toga, coronata con un diadema di sette raggi che rappresentano i continenti e i mari. Tiene sulla mano destra una fiaccola e in quella sinistra un libro con l’iscrizione “4 luglio 1776” (data della dichiarazione d’indipendenza), ai piedi vi sono delle catene spezzate simbolo del rovesciamento della tirannia.
Due belle immagini di Miss Liberty, opera di Elizabeth Jones, compaiono nella moneta da un dollaro d’argento del 1986 e nel cinque dollari d’oro dello stesso anno.
Oltre a simboleggiare il concetto di libertà politica americana, l’austera signora rappresentò la speranza di un’esistenza migliore per i milioni d’emigranti europei che fecero grande l’America, tra cui moltissimi italiani.
Sempre a New York in Union Square, dal 1895, si trova un’altra opera di Bartholdi, simbolo dei buoni rapporti tra Francia e Stati Uniti: il monumento al marchese de La Fayette che combatté attivamente per l’indipendenza americana.

Andiamo a vedere invece cosa accadde in Egitto.
Dopo dieci anni di scavi secondo il progetto dell’ingegnere italiano Luigi Negrelli, il canale fu inaugurato in pompa magna 17 novembre 1869 dall’imperatrice Eugenia, alla presenza di molti sovrani europei. Nel canale transitarono 48 navi in gran pavèse; i sontuosi festeggiamenti con oltre seimila invitati durarono molte settimane. Per l’occasione, il musicista Giuseppe Verdi compose l’Aida.
Le coraggiose riforme interne e le grandi opere fecero indebitare enormemente lo stato egiziano con le nazioni europee, dieci anni dopo il sultano ottomano licenziò il Khedivè Ismail in modo davvero singolare: un semplice telegramma!

Per rimpiazzare la statua prospettata da Bartholdi bisognerà aspettare trenta anni dopo l’apertura della via d’acqua; il 17 novembre 1899 una grande statua raffigurante Ferdinand de Lesseps, opera di Emmanuel Frémiet, fu installata all’entrata nord del canale a Porto Said. Purtroppo quando Nasser nazionalizzò il canale, ahimè fu fatta saltare con l’esplosivo (23 dicembre 1956)! La statua, recentemente restaurata da un’associazione francese, si trova ora in un piccolo giardino a Porto Fuad nell’attesa di essere rimessa sul suo piedistallo originale.

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