Viaggio in Honduras

di Sante Pesci –
Il Mar Rosso? Le Maldive? Il Grande Reef australiano? No, questa volta la ricerca di nuovi fondali da ammirare (non proprio da scoprire) ci ha portati in un angolo del Mar dei Caraibi, in Honduras e precisamente sulla barriera corallina della sua isola atlantica maggiore: Roatan. L’Honduras, paese dell’america centrale situato tra il Guatemala e il Nicaragua, è stato finora più famoso per le sue piantagioni di banane e per i suoi colpi di stato che per la bellezza dei suoi fondali, della sua barriera corallina e per la ricchezza della sua fauna ittica. L’antistante arcipelago della costa atlantica, è infatti composto da tre isole principali: Utila, Roatan e Guanaja. Queste isole, circondate da un mare veramente incontaminato, si sono aperte al turismo molto recentemente e di recente costruzione sono i rari villaggi turistici e i diving centers. La piccola Utila è famosa per una singolare attrazione: è il posto meno costoso nel mondo dove poter seguire un corso di immersioni subaquee e conseguire il relativo brevetto (PADI, naturalmente). Ma per il resto l’isola offre ben poco se non un’ estrema tranquillità.
Diverso è il discorso per Roatan. Di ben più ampia estensione, l’isola ha più di un diving center, alcuni discretamente, altri ottimamente attrezzati, in diversi punti dell’isola. La vicinanza della barriera corallina, non più di 10 minuti per raggiungerla con un piccolo gozzo, e la tendenzialmente costante tranquillità delle sue acque, la rende estremamente attraente per ognuno che voglia ammirarla, dal subacqueo principiante a quello più esperto e smaliziato.
Punto di partenza prediletto degli inguaribili curiosi delle cose marine è la zona del West End, all’estremità occidentale dell’isola, dove si è formata una piccola comunità di alberghetti, graziose casette in legno da affittare sulla spiaggia, localini senza troppe pretese e, naturalmente, diversi diving centers, tutti comunque con istruttori ben qualificati e provenienti da ogni parte del mondo. Il fatto che questi diving siano di relativamente recente istituzione comporta una conseguenza importantissima per noi: hanno un attrezzatura a disposizione dei subacquei in ottimo stato e, in molti casi, nuovissima, senza quelle pinnette di pochi centimetri e quelle brutte maschere ingiallite troppo spesso proposte da diving in località più famose, a prezzi vicini allo strozzinaggio!
C’è solo una piccola stradina in terra battuta e piena di buche che divide i vari diving dalla spiaggia, dove si trovano alcuni piccoli pontili di legno e da dove partono le barche alla volta della vicina barriera. Una volta in mare si prova quella bella consapevolezza di immergersi in un luogo, se non proprio incontaminato, certamente lontano dalle eccessive frequentazioni che caratterizzano altri reef. Raramente si incontrano coralli danneggiati dal passaggio di gruppi di subacquei e la ricchezza della fauna testimonia che la presenza umana è ancora entro limiti accettabili. Il reef dell’ isola di Roatan ha un’ altra caratteristica che rende le immersioni emozionanti: è spesso solcato da profonde insenature, simili a canyon sottomarini, a non più di 10/15 metri dalla superficie, ideali per godersi delle belle discese in apnea tra le due pareti. Allo stesso tempo l’estrema purezza dell’acqua rende certi ambienti estremamente luminosi ed adatti alla fotografia.
Certo, raggiungere Roatan è un pochino più dispendioso e non comodo come arrivare a Sharm, ma ne vale certamente la pena, almeno finché anche lì non si inizierà ad incontrare sott’acqua gruppi di turisti sommozzatori e l’ambiente non sarà più lo stesso. Meglio farlo oggi che domani.



 
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