Viaggio in India

di Rudi –
Primo giorno in India..
Arrivo a Delhi dopo un viaggio massacrante, è mattina presto e la mia testa sembra scoppiare. All’uscita dell’aereoporto, il primo impatto con la realtà indiana è davvero sconvolgente. Una folla di mendicanti si dirige verso di noi, per chiederci qualche rupia.
Incontriamo il nostro autista, Abishek e ci avviamo verso l’albergo. Durante il trasferimento guardo il paesaggio attraverso il finestrino… scioccante… la sporcizia, il traffico, lo smog ma soprattutto le famiglie che vivevano in baracche di lamiera, i poveracci che dormivano ai bordi delle strade…ma dai, non tutta l’India sarà così…
Nel pomeriggio visitiamo Old Delhi, la città vecchia. Visitiamo la grande moschea Jamàa Masjid, la piu grande del’India. E’ la prima volta che entro in una moschea.
Verso sera andiamo a cenare in un ristorante frequentato solo da indiani (scopriremo poi che si trattava di un ristorante “di lusso”!), i cui piatti contenevano dosi massicce di tutte le spezie conosciute al mondo! Cerco di mangiare una zuppa dall’aspetto innocuo, che si rivelerà poi una vera bomba incendiaria.

Capodanno ad Agra

Il mattino seguente partiamo per Agra. Lungo il tragitto ci siamo fermati a vedere la tomba di Akbar, una costruzione gigantesca, simile a una moschea, con al suo interno la tomba dell’imperatore… nelle stanze a fianco, vivevano delle famigliole di scimmie, alcune abbastanza aggressive!
Inizio a credere veramente che questa è solo una delle cose meravigliose che vedrò lungo questo viaggio.
Ad Agra visitiamo il famoso Taj Mahal, il monumento all’amore eterno, come dicono le guide locali, perché l’imperatore lo fece costruire in memoria dell’amata moglie morta prematuramente. Non ho mai visto nulla di più grandioso…
Ci prepariamo quindi per trascorrere la serata dell’ultimo dell’anno. C’e’ una cena di “gala” nel nostro albergo e decidiamo di partecipare.Abbiamo festeggiato e ballato fino a tardi ( l’una di notte!) , poi ci siamo fatti una passeggiata notturna per i viali di Agra…un’esperienza indimenticabile, in tutti i sensi.
La mattina di capodanno ci siamo diretti a Fathepur Sikhri, un’antica città abbandonata ,molto suggestiva…

“paura a Jaipur”

Il giorno dopo partiamo per Jaipur, la capitale del Rajasthan.
Jaipur è una città “veramente” indiana, con un traffico esagerato di uomini, auto, carri, risciò,mucche e animali di vario tipo che arrivano da tutte le parti. Conosciamo un indiano che ci farà da guida, si chiama Govind e parla un perfetto italiano! Quindi iniziamo a girare per la città e i suoi vicoli…gli odori, i suoni, le facce che vedo mi fanno finalmente realizzare che sono in India…da quanto tempo aspettavo questo momento! La mattina seguente andiamo a visitare la fortezza di Ambér. Saliamo al forte a dorso d’elefante, l’atmosfera è troppo coinvolgente…come dei mahraja.
D’ora in poi non mi dilungherò a descrivere tutti i forti che abbiamo visitato, erano veramente tanti, e tutti così grandiosi da rendere difficile descriverli con le parole. Gli immensi giardini, le statue delle divinità, le fontane, i marmi e le atmosfere che ti avvolgevano quando entravi in quei palazzi così raffinati, sono cose difficili da descrivere…
Verso sera mi stacco dal gruppo, e cerco un tuc-tuc per tornare in albergo. Mi sentivo male e volevo andare a riposare in albergo. Stranamente non c’era nessun tuc-tuc. Ad un certo punto si avvicina un indiano che si offre di accompagnarmi in albergo con la sua auto.
Salgo, un po titubante, e chiedo al ragazzo cosa mi costerà il viaggio, dato che avevano un grosso fuoristrada. Il ragazzo mi dice che non vuole assolutamente soldi. Mah, la cosa puzza…
Dentro l’auto c’erano altri due ragazzi, un Seehk con il turbante e la barba lunga e uno che sembrava fatto. Partiamo e subito dopo si fermano a fare benzina. Dico al ragazzo che posso pagare io, ma lui insiste “you are my guest, you are my guest! No problem!” . L’autista inizia a prendere delle stradine buie… avevo l’impressione che stessimo uscendo dalla città. Mi assale una certa paura, con questi sconosciuti, da solo, in India…
Ad un certo punto mettono su una cassetta di musica indiana, mi chiedono se mi piace e io rispondo di sì. Chiedo al ragazzo seduto a fianco di me, il titolo della canzone. Parlava male, non capivo cosa diceva e alla terza volta che glielo ho chiesto, mi guardò con un espressione serissima ed esclamò “give up your money!understand? give up your money!!”, con un tono abbastanza calmo e pacato. Nello stesso momento il seekh si volta e mi guarda dritto negli occhi.
Forse la tensione, i pregiudizi e il mio scarso inglese, mi hanno fatto fraintendere il significato della frase…traduco mentalmente…tira fuori i tuoi soldi! Il ragazzo mi guardava con un espressione di sasso…gli altri due zitti…pensai che ero finito, questi mi vogliono rapinare..il cuore mi salì in gola.. “what?” “what does it mean?” e lui mi risponde “the song’s name!” il titolo della canzone!!!
Capito l’equivoco, ci facciamo una risata insieme!
Mi accompagnano poi fino all’ingresso dell’hotel, rifiutando addirittura che gli offrissi da bere al bar, dicendomi che per loro l’ospitalità è sacra. Prima di andarsene, mi dicono: “ricordati che gli indiani sono brava gente, disponibile con gli stranieri; tu eri in difficoltà e noi ti abbiamo aiutato come si aiuta un amico”.



Pushkar e il monaco

Un’altra località molto affascinante è Pushkar… un piccolo paese intorno ad un lago, con i ghat (gradinate) dove vengono compiuti strani riti e cerimonie sacre particolarmente suggestive. A differenza delle altre città, nelle quali si vedevano pochissimi europei in giro, qui ci sono tanti ragazzi, soprattutto inglesi e israeliani.Sembra di essere tornati al tempo dei figli dei fiori..tutti ‘sti fricchettoni! Qui il passatempo preferito è fumare di tutto. Preferisco evitare. Compro la mitica “pashmina”, la sciarpa di lana di capra (tutti in India cercheranno di venderti queste sciarpe..)
Mi dirigo verso il tempio di Brahma.
Mi si presenta un monaco, tutto vestito in arancione. Vive in una stanzina di 2mx2m, dove ha tutte le sue (poche) cose. Swati Satya Nand, questo il suo nome, mi parlo a lungo delle sue teorie sulla vita, con la pretesa di spiegarmi tutto il significato della creazione, di Dio e il senso della vita… interessanti le sue teorie.
Alla sera facciamo un giro per le strade (buie) della città, è troppo emozionante, il suono dei tamburi del tempio, le vacche sacre che ti appaiono all’improvviso, le strame atmosfere….all’improvviso un asinello inseguito dai cani ci sfreccia davanti, ragliando come un ossesso… che risate!

Basta! Non ho piu voglia di scrivere!…per raccontare tutto questo viaggio, tre settimane in giro per l’India, potrei scrivere pagine su pagine, annoiandovi oltre misura.

Conclusioni:

Molti vanno in India e tornano “illuminati” spiritualmente….personalmente non credo sia così. In un certo senso però sono cambiato anche io. Questo viaggio mi è servito per capire e rendermi conto che molta, forse troppa gente vive in una povertà indescrivibile. Mi ritornano spesso in mente le immagini dei bambini che rovistavano nell’immondizia per mangiare …e penso ai nostri bambini, che hanno tutto quello che vogliono, cibo in quantita, vestiti, giocattoli inutili… e loro nudi, a mangiare rifiuti…
Ovviamente non tutta l’India è così, la maggior parte delle persone vive dignitosamente.
Gli indiani sono gente ospitale, amichevole con gli stranieri. Anzi spesso troppo invadenti! Strano è il loro rapporto con gli animali: venerano mucche e topi, ai quali non farebbero mai del male…poi portano gli orsi al guinzaglio, strappandogli denti e unghie e passandogli una corda nel naso, per renderli inoffensivi…
Che altro dire, è difficile descrivere le emozioni che si provano in India…bisogna andarci!

Consigli:

– prima di attraversare le strade, guardate a destra, a sinistra, davanti a voi, dietro e comunque in tutte le direzioni!
– Attenzione a non camminare con cibo in mano dove ci sono le scimmie! Sono molto golose è un po aggressive!
– Attenzione ai falsi santoni (specialmente a Pushkar) che fanno riti inutili a pagamento ad uso dei turisti
– Non fermatevi MAI e dico MAI a fare le foto con gli orsi al guinzaglio che vedrete lungo la strada: torturano questi animali solo per fare le foto coi turisti scemi che li pagano per questo.
– Non andate a fare acquisti nei negozi con le guide: loro si prendono la percentuale, ovviamente a vostro carico (pagherete tutto il doppio che se ci andate da soli)
– Attenzione alla bevanda chiamata “Bhang Lassi” è di buon sapore, ma a base di sostanze stupefacenti..si può stare molto male
– Non offendete gli usi e costumi locali, comportatevi educatamente specialmente in luoghi sacri.
– Non andate se siete troppo schizzinosi o fanatici dell’igiene

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