Viaggio in Kenya

di Bruno Borello –
Arriviamo a Nairobi e ad attenderci c’è la nostra guida. Si chiama George e di primo impatto mi ricorda la guida della Tanzania, cordiale, simpatico e capace di metterti subito a proprio agio. Saliamo sul minivan, super attrezzato per fare i safari, e incominciamo a fare amicizia con Matteo e Jessica, due ragazzi di Modena che fanno lo stesso nostro giro. Loro, pero’, proseguiranno il viaggio nei parchi della Tanzania quando noi verremo a casa. Purtroppo gli inconvenienti del viaggio hanno fatto si che altre due persone facenti perte del nostro gruppo sono gia’ arrivate e ci aspettano al Lodge del primo parco. Usciamo da Nairobi e chiaramente l’impatto visivo è devastante. Se la si confronta con le nostre città si rischia di fare un salto nel passato. Tantissima gente per le strade (caotiche e senza regole), infiniti mercati di frutta, verdura, indumenti esposti su banchi di legno o teli appoggiati sul suolo. Capanne fatte in lamiera e legno sono la maggior parte delle case. Verso mezzogiorno arriviamo ad Arberdare, nelle vicinanze del monte Kenya (5100m) dove lasciamo le valige, prendiamo l’occorrente per la notte, un pranzo veloce e ci dirigiamo al Treetop. Veramente singolare e bello. Un Lodge costruito sugli alberi dove attorno le pozze d’acqua fanno da richiamo agli animali per l’abbeveraggio, soprattutto durante la notte. E’ qui che incontriamo e conosciamo le due ragazze che fanno parte del nostro gruppo, Silvia (soprannominata poi La Regina) e Barbara di Arezzo. A cena facciamo qualche chiacchera e poi andiamo a dormire perchè la giornata è stata faticosa ma durante la notte ci siamo alzati un paio di volte per vedere i rinoceronti e le iene che venivano a bere. In stanza abbiamo una sirena e nel momento in cui ci sono animali interessanti da vedere il guardiano la fa suonare per fare in modo di svegliarti. La temperatura è abbastanza fredda, nonostante siamo a cavallo dell’equatore ma ci troviamo anche a 2200m di altitudine.

03 agosto
Ritorniamo al Lodge del giorno prima per recuperare i nostri bagagli e ci dirigiamo verso la riserva naturale Samburu, a nord del monte Kenya. Prima di entrare nel parco facciamo visita in un villaggio Samburu. Sono una popolazione simili ai famosi Masai con usanze e costumi leggermente diversi. Il villaggio è cintato con serie di rovi che fanno da protezione e le capanne sono fatte di paglia, sterco degli animali e fango. Le condizioni di vita sono veramente preistoriche. Non hanno acqua, non esiste la corrente elettrica, non esiste la sanità. Le donne Samburu ci accolgono con una danza di ben venuto e poi ci fanno visitare le loro capanne. Arriviamo al parco nel primo pomeriggio. Il lodge è molto bello masoprattutto è in tema con la savana. Tetto di paglia, interni in legno ed immerso tra la vegetazione e a pochi metri dal fiume. L’acqua è rossa (dovuto alla terra) e i coccodrilli sembrano nuotare bene. Claudio ed io ci guardiamo in faccia ma non diciamo nulla. Sicuramente se l’hanno costruito in questo posto è perchè non ci sono problemi. Rimane il fatto che vedere un coccodrillo a pochi metri è una esperienza emozionante. Facciamo un pranzo veloce perchè subito dopo partiamo per il primo e vero safari. Siamo carichi di adrenalina. Nel frattempo George ha aperto il tetto del furgone cosi possiamo uscire con la testa e le varie macchine fotografiche e telecamere. Pronti e via davanti al nostro mezzo, circa 1 metro di distanza un leopardo attraversa la strada con tutta tranquillità facendoci capire che li è casa sua. Incredibile, è un felino difficile da vedere in quanto vive solitario sulle piante. Che pelo, che mantello. Esagerato. Seguendo le strade sterrate ci avviciniamo al fiume e una famiglia di elefanti fa il bagno. Ci sono circa 10 adulti e 4/5 cuccioli. Un elefante maschio puo pesare fino a 3000Kg. Proseguiamo seguendo la riva del fiume e incontriamo alcune giraffe reticolate, una specie che vive solo in questo parco, zebre, impala e poi come per incanto, di fronte, tre leonesse in fila che ci vengono incontro. La mia esperienza con i leoni mi dava abbastanza sicurezza ma l’emozione è tale che la pelle d’oca si fa vedere sulle braccia. Ci fermiamo con il furgone per non spaventarle e loro ci regalano una bella sfilata a pochi metri da noi. Si fa sera e con grande soddisfazione ritorniamo al lodge per una doccia (di polvere c’è ne tanta) e per mangiare un boccone. Durante la serata ci siamo scambiati le nostre opinioni e scopro con grande piacere che l’Africa si sta impadronendo anche degli altri compagni.

04 agosto
Le strade sono un disastro, piccoli pezzi di asfalto bucato si alterna allo sterrato polveroso. Ci stiamo dirigendo verso il Lake Nakuru, regno dei fenicotteri rosa. Ci fermiamo per una sosta e per fare gasolio e sul bordo della strada una decina di bambini si affacciano e ci chiedono se abbiamo qualche cosa da dargli. Apro la mia valigi e prendo una confezione di penne colorate, un po’ di quaderni e riempio uno zaino di magliette che avevo raccolto in Italia prima di partire. Pensavo di aver portato abbastanza materiale ma la realta’ è che l’operazione di un singolo individuo in quei posti non è che una goccia d’acqua nell’universo. Mi avvicino e vedo negli occhi dei bambini l’eccitazione alle stelle. Non mi danno il tempo di aprire lo zaino perchè vengo assalito e si strappano le cose dalle mani. I piu’ forti prendono e scappano, i piu’ piccoli ti guardano e il mio cuore si distrugge. Che faccio? Prendo il resto o aspetto per altri bambini che incontrero’ per le strade? Sono scene toccanti, infatti per circa un’oretta sono rimasto in disparte fra i miei pensieri. Arriviamo al Nakuru e subito un’invasione di babbuini ostacola il passaggio del furgone. L’ambiente è molto verde e il quadro che si presenta è favoloso. Giraffe, zebre, bufali, impala, elefanti e finalmente riesco a vedere il rinoceronte molto da vicino. Il lago si trova poco distante e il colore è tendente al rosa. Un’invasione di fenicotteri vive nel lago e poco distante una colonia di pellicani con alcuni marabu’ stanno mangiando. Essendo un lago salato, lungo tutta la costa il colore è bianco del sale depositato. Il cielo verso sera si annuvola sempre un po’ ma comunque non piove perchè questo è un periodo secco. Solitamente, in Africa, esistono due periodi in cui piove: novembre-dicembre (stagione delle piccole piogge) ed aprile-maggio (stagione delle grandi piogge). Il nostro lodge si trova, ovviamente, immerso nella savana e durante la notte si sente il maschio del leone che, con il suo ruggito, segna il territorio.



05 agosto
Col passare dei giorni il rapporto con gli altri compagni di viaggio si intensifica sempre piu’ e con piacere, parlando con Claudio, posso ormai dire con certezza che siamo stati molto fortunati ad incontrare delle persone che hanno reso questo viaggio ancora piu’ bello di quanto si era preventivato. Ho sempre ritenuto la “qualità” della compagnia non fondamentale ma importante per la buona riuscita di un viaggio. Anche la guida George è risultata veramente simpatica e professionale. Con noi, su altri due furgoni, ci sono alcuni italiani (soprannominati “La principessa con la corte”) ed il resto sono spagnoli. George ci insegna una canzone locale molto famosa, Jambo cosi, durante i trasferimenti, passiamo un po’ di tempo a sgolarci. Eccoci all’entrata del Maasai Mara, il parco piu’ famoso del Kenya. Questo parco è la continuazione a nord del Serengeti (tanzania) ed è diviso dal fiume Mara. In questo parco avviene un fenomeno unico al mondo chiamato migrazione. Infatti, tutti gli anni verso la metà di luglio circa 1.600.000 gnu, 600.000 zebre, 400.000 gazzelle, giraffe ed elefanti si spostano dal Serengeti per venire al Maasai Mara. Seguono i monsoni e quindi le piogge per arrivare in posti dove hanno la sicurezza di trovare erba ed acqua in abbondanza. Purtroppo lungo il percorso devono attraversare il fiume, habitat dei grandi coccodrilli e felini che li attendono con ansia. Queste immense mandrie rimangono in Kenya fino alla metà di ottobre per poi ritornare indietro e trovare la secca pianura del Serengeti che sta’ diventando verde sotto l’effetto delle piogge. Dire che ci sono colline e praterie colme di animali vuol dire ancora poco. Il paesaggio è completamente diverso dagli altri parchi, qui è steppa con erba tendente al giallo. Le piante si trovano lungo i corsi d’acqua e l’ambiente è collinoso e molto vasto. Il contrasto tra l’azzurro del cielo, il giallo dell’erba, il verde delle piante è enorme, in piu’ se associamo i colori degli animali (giraffe, zebre, gazzelle, ecc) diventa una bella tavolozza di colori.

06 agosto
Giornata completa di safari al Maasai Mara. Dopo aver fatto colazione e preso la sacca dei viveri per il pranzo andiamo a visitare un villaggio Maasai. Si differenziano dai Samburu per culture e usanze ma sono simili in molte cose. Il capo del villaggio ci invita nella sua Manyatta (capanna). All’interno è buio e c’è un gran fumo perchè hanno acceso il fuoco. Di notte la temperatura scende molto e quindi il freddo si fa sentire, a differenza del giorno che si possono raggiungere i 35°. Anche queste capanne sono costruite con fango, sterco e canne. Ballano e cantano per noi, ci fanno vedere le loro usanze ed i loro prodotti. Secondo me, i Maasai sono persone, fisicamente, veramente belle. Incominciamo il safari ed è una giornata grandiosa perchè finalmete la vivo completamente in mezzo ai “miei leoni” soprattutto il Simba, il re della foresta. Ci sono dei maschi che raggiungono i 300Kg e sono enormi. Quando i nostri sguardi si incrociano ho la sensazione di essere freddato. Le femmine sono con i cuccioli e ce ne sono una esagerazione. Un altro colpo di fortuna è stato vedere il ghepardo (a 2 metri) con quattro cuccioli. Meraviglioso. In questo parco ci sono tutte le specie di animali selvaggi e in linea di massima li abbiamo visti. Ovviamente lungo il fiume ci sono anche gli ippopotami e coccodrilli.

07 agosto
Si fa ritorno a Nairobi e purtroppo i nostri safari sono finiti. Incominciamo a salutare le ragazze di Arezzo, fanno una estensione mare vicino a Mombasa e noi passiamo il pomeriggio per negozi a fare le ultime compere. Non ci inoltriamo molto nella città perchè è pericoloso e sconsigliato. Incomincio a capire che per un po’ non vedro’ piu’ i leoni e mi prendono piccole sensazioni di tristezza. Città caotica, un casino incredibile. Tutti che gridano, suonano il clacson, sgasano con auto e pulman. Non si respira.

08 agosto
Visita della città con una guida e pomeriggio visita al museo di Nairobi e alla casa della Blixen (la mia Africa / Out of Africa)

09 agosto
Ritorno in Italia, ma non c’è il volo. Panico…….gran casino con la East Africa Air. Sbattimenti a destra e a sinistra e incazzature varie.

10 agosto
Arrivo a Milano

 
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