{"id":10947,"date":"2026-10-12T19:38:29","date_gmt":"2026-10-12T17:38:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/?p=10947"},"modified":"2026-10-12T19:46:26","modified_gmt":"2026-10-12T17:46:26","slug":"avenue-verte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/avenue-verte\/","title":{"rendered":"Avenue Verte"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">di <a href=\"mailto:mansell_n@hotmail.com\">Nigel Mansell<\/a> &#8211;  <br>L\u2019Avenue Verte, chiamata anche Greenway, \u00e8 un percorso ciclabile che collega Parigi a Londra, inaugurata in occasione delle Olimpiadi di Londra, nel 2012.<br>Si tratta di quasi cinquecento chilometri ricavati da tratti di antiche ferrovie dismesse, strade secondarie non trafficate e sentieri di campagna che attraversano i campi. \u00c8 un tragitto perlopi\u00f9 pianeggiante, intervallato da leggere salite e discese. <\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando Vanessa mi ha proposto di farlo, eravamo nel dicembre dello scorso anno, (parliamo quindi del 2025), per festeggiare i suoi cinquant\u2019anni, non sapevo di cosa stesse parlando. Quando mi ha spiegato di cosa si trattava, ho pensato che fosse improvvisamente impazzita. Poi mi sono detto: lasciamo decantare la cosa, tanto se ne dimenticher\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Invece non \u00e8 andata cos\u00ec\u2026 e allora eccomi qui a raccontare la nostra Avenue Verte. Questa \u00e8 la cronaca dell\u2019avventura percorsa con le nostre biciclette MTB, cariche da far paura, tra Parigi e Londra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non sar\u00e0 un racconto puntuale del viaggio: non mi interessa! Quello che mi \u00e8 importato invece, \u00e8 stato di fissare, per non perderne il ricordo, le nostre sensazioni, impressioni e pensieri. Cos\u00ec, in ordine sparso e non puntuale, quasi in presa diretta, infatti ho messo gi\u00f9 a caldo, sul taccuino di viaggio che mi sono portato dietro, ci\u00f2 che accadeva e pi\u00f9 ci colpiva. Scrivevo al momento, pi\u00f9 spesso alla sera in albergo, prima di andare a dormire o al mattino a colazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019organizzazione, \u00e8 imprescindibile in questi viaggi, ed \u00e8 tutto merito di Vanessa. Non si pu\u00f2 improvvisare, ogni sera devi sapere dove dormire, non puoi metterti a cercare la sistemazione al momento, \u00e8 troppo rischioso. Cos\u00ec Vanessa ha impostato la strategia. Con interminabili previsioni e proiezioni ha calcolato le tappe e ha poi prenotato gli alberghi, il viaggio in nave e il ritorno in treno, nel tunnel sotto la Manica. Molto utile \u00e8 stato scaricare il percorso su Wikiloc, in modo da avere le mappe anche off-line. L\u2019app provvedeva ad avvisarci con un suono contrariato ogni volta che abbandonavamo il percorso e uno entusiasta ogni volta che lo ritrovavamo.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Avvicinamento &#8211; 11 agosto 2026<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo pomeriggio di vigilia, sono a casa da solo. Con calma ho fatto la lista di cosa portarmi dietro in questo viaggio. Ho poi caricato la bici, riempiendo le due borse laterali e quella centrale sul portapacchi posteriore. Ho dovuto anche trovare una sistemazione per la sacca, ripiegata in una forma a cilindro, che sar\u00e0 quella che utilizzer\u00f2 quando dovr\u00f2 caricare la bici sul treno, che ci porter\u00e0 indietro dall\u2019Inghilterra. Terminate le operazioni di carico ho provato a sollevare la bici, per verificare il suo peso: mi sono spaventato! Mi sono visto la bici spezzarsi in due sotto la massa del mio corpo, quasi novanta chili e quello delle borse, forse un\u2019altra quindicina. Poi preparo una valigia per la parte di vestiti che indosseremo a Parigi e lasceremo l\u00ec all\u2019interno della macchina, per poi recuperarli al ritorno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A letto mi coglie una forte apprensione. Penso al viaggio in auto sino a Parigi, mi coglie la paura per tutti i possibili inconvenienti che si potrebbero abbattere su due poveri cicloturisti. E poi c\u2019\u00e8 l\u2019incubo dei guasti meccanici e l\u2019ansia di trovarsi magari nel pieno di una perturbazione con una pioggia torrenziale, (neanche tanto inusuale sulle coste atlantiche), una di quelle che non ti abbandona per tutto il viaggio e ti inzuppa abiti e bagagli\u2026 Ecco, la notte prima della partenza ho dormito poco e male. Alle tre di notte poi, ero definitivamente sveglio come un grillo, non mi \u00e8 restato, pure io, che dedicare i miei cri cri alla luna e aspettare l\u2019alba: partiamo prestissimo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Viaggio lungo, lunghissimo sino a Parigi. Con il caldo record di questa estate, che \u00e8 terribile, e oltre confine \u00e8 anche peggio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche se siamo in agosto, \u00e8 sempre difficile entrare a Parigi. Ma poi una volta dentro, lasciata la tangenziale alle nostre spalle, la sorpresa: forse per il periodo festivo, anche i parigini fuggono dalla citt\u00e0, specie se rovente come quest\u2019anno. Troviamo cos\u00ec una Parigi quasi vuota e come addormentata, con pochissime auto e tante serrande abbassate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non \u00e8 facile azzeccare il nostro Ibis, vicino alla Gare de Lyon ce ne sono addirittura tre, e naturalmente non centriamo il nostro. Vaghiamo ramenghi sui boulevard con i nostri trolley, mentre i tanti barboni ci osservano oziosi e intontiti, dai loro giacigli ai bordi della strada. Davanti a questi due, una coppia, ci passiamo spesso sbagliando strada. Loro ci guardano impassibili con la birra in mano, mentre noi sudiamo tirando i nostri trolley avanti e indietro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Abbiamo lasciato il nostro Dokker, con le nostre bici cariche all\u2019interno, in un posteggio sotterraneo a pagamento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Appena arrivati in albergo mi sono accorto di non avere gli abiti adatti per sopportare il caldo torrido che sale dalle strade assolate. Ho dovuto correre al Monoprix vicino a noi per comprarmi un\u2019ampia e fresca camicia di lino, che tengo quasi totalmente slacciata per non soffocare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Abbiamo camminato tantissimo dentro Parigi, nonostante ormai fosse gi\u00e0 calata la sera. Eppure, la sensazione \u00e8 quella quasi di non muoversi, di non riuscire a coprire gli enormi spazi per raggiungere i principali luoghi di interesse. Non la ricordavo cos\u00ec grande, il mio contapassi segna quasi diciotto chilometri, forse sar\u00e0 un dato sovrastimato, ma a me e ai miei piedi sono sembrati comunque moltissimi. Il caldo, inoltre, non ci da pace, nonostante, questo s\u00ec, una piacevole brezza soffi sempre tra gli splendidi palazzi della Ville Lumi\u00e8re.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A giudicare dai molti annunci affissi su muri e lampioni, anche qui sono in molti a cercare il loro gatto improvvisamente scomparso. Tutti questi gattini, sembra ci sorridano dalle loro foto affisse ovunque.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Polizia, qui molto presente e minacciosa, in perenne stato di agitazione e in tenuta antisommossa con i fucili mitragliatori bene in vista, fa i suoi show. Prima tutti sulla Rive Gauche, con macchine e furgoni che corrono a tutta velocit\u00e0 con le sirene spiegate: tutti verso la Tour Eiffel! Poi dopo un poco tutti indietro sulla Rive Droite. A volte sembra che Parigi sia in preda di una crisi di nervi e allora si scatena il caos, per poi, fortunatamente, tornare a una calma da cartolina turistica, con la Senna che scorre silenziosa sotto i ponti monumentali. Quando le sirene si tacciono, si alza una leggera brezza che scompiglia le foglie degli alberi e noi, da uno della decina di ponti, osserviamo i bateaux mouches scivolare sull\u2019acqua sotto di noi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma c\u2019\u00e8 ancora pi\u00f9 pace nella Place des Vosges: cos\u00ec verde, cos\u00ec quadrata, cos\u00ec perfetta e parigina.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo la cena nei Marais, passeggiamo al buio tra le piramidi di vetro del Louvre, mentre una soprano sfrutta la cassa armonica dei portici e si sgola per la gioia dei turisti.<br><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/62a33717-fa05-41d4-a38b-8b76acbd2526-768x1024.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-10949\" srcset=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/62a33717-fa05-41d4-a38b-8b76acbd2526-768x1024.jpeg 768w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/62a33717-fa05-41d4-a38b-8b76acbd2526-225x300.jpeg 225w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/62a33717-fa05-41d4-a38b-8b76acbd2526-1152x1536.jpeg 1152w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/62a33717-fa05-41d4-a38b-8b76acbd2526-900x1200.jpeg 900w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/62a33717-fa05-41d4-a38b-8b76acbd2526-924x1232.jpeg 924w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/62a33717-fa05-41d4-a38b-8b76acbd2526.jpeg 1536w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Parigi -12 agosto 2026<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E c\u2019\u00e8 questa Coul\u00e9e Verte, l\u2019ex tracciato della Ferrovia tra la Bastille e Vincennes, trasformato in una passeggiata sopraelevata tra i quartieri di Parigi. Camminiamo immersi nel verde, all\u2019altezza del terzo o quarto piano dei palazzi dagli splendidi tetti spioventi in ardesia, forati da incantevoli abbaini. La strada con i suoi taxi e autobus, rimane sotto di noi, qui sopra solo gente che passeggia o al massimo corre tutta sudata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Che qui qualche linea della metropolitana abbia le ruote come gli autobus, e non viaggi su rotaia, \u00e8 proprio una cosa curiosa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando dalla Place de la Concorde vedo in fondo agli Champs Elys\u00e9es, l\u2019Arc de Triomphe quasi mi commuovo per la bellezza di questa favolosa citt\u00e0. E mi commuovo davvero quando dalla spianata del Trocadero vedo la Tour Eiffel in tutta la sua bellezza, proprio l\u00ec sotto, pronta a farsi fotografare. Mi sovvengono le immagini di Hitler, quando appena conquistata la Ville Lumi\u00e8re, tronfio dei suoi successi militari, si fece fotografare qui, proprio come sto facendo io ora. Dopo ottant\u2019anni tutto sembra ormai lontano, dimenticato e si spera superato per sempre.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Girando a random per i magnifici quartieri di questa citt\u00e0, facciamo cose stupide da turisti, come farci fare delle finte foto di inizio secolo, dove poi appariamo nella prima pagina di un vecchio quotidiano. Mi siedo in una di quelle invitanti sedie di metallo, che qui trovi dappertutto nei parchi. Sono nel Giardino delle Tuileries, creato dalla nostra compatriota Caterina de\u2019 Medici: abbiamo dato tanto alla Francia, a iniziare da Napoleone. Comunque mi metto comodo, mi rilasso, allungo le gambe, osservo in lontananza la Ruota Panoramica parallela a Rue de Rivoli, che gira lentamente\u2026 e\u2026 E mi addormento, quando mi risveglio scopro che Vanessa mi ha fotografato mentre dormivo a bocca aperta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi sono pi\u00f9 di venti i chilometri di strada fatta a piedi, anche se abbiamo sfruttato molto la metropolitana per spostarci dalla Tour a Montmartre e poi al nostro albergo che \u00e8 in zona Bastille.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per cenare andiamo in zona Saint-Germain, mentre tutti in strada guardano il cielo ammutoliti, come se aspettassero un\u2019inevitabile fine del mondo. Con il naso all\u2019ins\u00f9 e gli occhi protetti nei modi pi\u00f9 curiosi e buffi, osservano l\u2019eclissi lunare. Noi ce ne disinteressiamo, anche perch\u00e9 i media ci hanno angosciato con le loro avvertenze e ora abbiamo paura di rimanere accecati.<br><br><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"576\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/IMG_0178-576x1024.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-10952\" srcset=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/IMG_0178-576x1024.jpeg 576w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/IMG_0178-169x300.jpeg 169w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/IMG_0178-864x1536.jpeg 864w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/IMG_0178-1152x2048.jpeg 1152w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/IMG_0178-900x1600.jpeg 900w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/IMG_0178-924x1642.jpeg 924w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/IMG_0178-scaled.jpeg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 576px) 100vw, 576px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">1\u00b0 giorno Parigi-Vernon &#8211; 13 agosto 2026<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un po\u2019 sono preoccupato, anche quest\u2019altra notte di vigilia ho dormito male, tanti pensieri e agitazione per il nostro viaggio: ma ora si parte!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questi sono giorni da caldo estremo nel nord-ovest della Francia, e noi andremo proprio l\u00ec e pedaleremo in questo inferno da 40-45\u00b0 C.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Raggiungiamo il nostro parcheggio sotterraneo, camminando per qualche minuto, ai piedi della Coul\u00e9e Verte, osservando le vetrine degli atelier degli artisti pi\u00f9 disparati. I barboni lungo la strada sono gi\u00e0 svegli e si sono trasferiti dalla zona notte, ricavata nelle tende della Decathlon, in quella giorno, fatta di luride coperte arruffate per terra. Da l\u00ec, indifferenti dell\u2019avventura che stiamo affrontando, ci guardano con occhio bovino. Dall\u2019altra parte della strada c\u2019\u00e8 una Stazione della Polizia Nazionale, con tutti i mezzi posteggiati per strada, ed \u00e8 un via vai di poliziotti. Gli uomini in divisa non si curano di queste persone per terra e tanto meno loro fanno caso a tutte quelle divise. Mi chiedo come si fa a finire l\u00ec per terra, forse la perdita del lavoro, una separazione, oppure la malattia mentale, magari la droga o l\u2019alcolismo. Mi chiedo se alla fine sono pi\u00f9 sereni loro che non pensano e non si aspettano pi\u00f9 o nulla o noi che corriamo sempre come dei matti, ottenendo sempre poco.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Scarichiamo le bici dalla macchina, ma per uscire dobbiamo usare il percorso dei pedoni e infilare una alla volta le bici, in verticale, nello stretto ascensore. Inavvertitamente pigiamo anche il pulsante d\u2019allarme dell\u2019ascensore. Una voce in francese dice di stare calmi e aspettare i soccorsi, ma noi ci allontaniamo trafelati. Al termine di tutte queste fatiche, e dopo aver lanciato mille imprecazioni con la fronte imperlata di sudore, riemergiamo con le nostre bici cariche dal sottosuolo, siamo pronti a partire. Foto di rito, azzeriamo i conta chilometri e facciamo partire i nostri sportwatch.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pensavo che dentro Parigi ci si muovesse male con le biciclette; invece, le piste sono numerose e ben congeniate. Quando c\u2019ero stato l\u2019ultima volta, una ventina d\u2019anni fa, non ce n\u2019era neanche una. Raggiungiamo Notre Dame, che \u00e8 la partenza ufficiale dell\u2019Avenue Verte. Dovrebbe esserci una placca, una pietra di inciampo o qualcosa del genere che segna il luogo da dove inizia il percorso, ma per via degli ancora numerosi ponteggi per la ristrutturazione della cattedrale, non riusciamo a trovarla. Documentiamo la partenza con numerosi selfie e foto chieste ai numerosi turisti. Abbiamo gi\u00e0 perso un sacco di tempo che di sicuro non recupereremo durante il tragitto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pedaliamo in Rue de Rivoli ormai quasi interdetta al traffico, poi gli Champs: quasi inimmaginabile solo qualche anno fa che si potesse girare liberamente in bicicletta dove una volta c\u2019era un groviglio di auto. Poi in leggera salita si arriva all\u2019Arco di Trionfo con la sua enorme rotonda che fatichiamo non poco ad attraversare per proseguire verso La D\u00e9fense.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Scaliamo Nanterre, dove da un tornante, in uno spiazzo a sbalzo sulla pianura sottostante, vediamo tutta Parigi. La Tour non riusciamo a individuarla, ma Sacre C\u0153ur eccolo l\u00e0, in alto che veglia su quella che una volta era Lut\u00e8ce gallica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Seguendo l\u2019itinerario dell\u2019Avenue Verte percorriamo effettivamente soprattutto ciclabili, ex ferrovie, strade poderali e solo raramente le strade normali, comunque sempre pochissimo trafficate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Capiamo subito che ci si pu\u00f2 scordare le velocit\u00e0 medie che avevamo ipotizzato. Tra percorsi accidentati, perdita del tragitto, tratti pedonali e pause indispensabili per bere e mangiare, in un\u2019ora riusciamo a percorrere non pi\u00f9 di una manciata di chilometri che a stento superano la decina.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A Maisons-Lafitte ammiriamo il magnifico castello barocco. Praticamente il paese si \u00e8 sviluppato intorno a questa monumentale opera, con imponenti strade che portano alle porte del castello.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci mangiamo un panino nei pressi di Conflans-Sainte-Honorine, al riparo di un ponte, osservando questi enormi barconi carichi di merci, solitamente con l\u2019auto del comandante caricata in poppa, che lentamente solcano la Senna.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Appena fuori da Parigi, quella che ci fagocita \u00e8 una Francia vuota, con tanto verde, campi coltivati, villaggi pressocch\u00e9 disabitati e incontriamo pochissima gente. Ciclisti che fanno il nostro viaggio, non ne incrociamo. Seguiamo la Senna nei suoi giri tortuosi, poi la abbandoniamo per biondi e cocenti campi di cereali per poi ritrovarla alla fine della tappa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sar\u00e0 che \u00e8 agosto, sar\u00e0 che ci sono quasi cinquanta gradi sull\u2019asfalto, ma nei centri abitati che attraversiamo, davvero non si vede un\u2019anima per strada. Macchine posteggiate di fronte alle case ce ne sono, ma probabilmente sono tutti tappati in casa con l\u2019aria condizionata al massimo. Sembra quasi di trovarsi a Frittole, nel quasi millecinque.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Continuiamo a perdere tantissimo e non riusciamo a spiegarci il perch\u00e9. Forse \u00e8 il tempo che impieghiamo nel cercare il tragitto, i cartelli non sempre sono puntuali, oppure perch\u00e9 ci guardiamo troppo in giro per ammirare i paesaggi e poi ci mettiamo a fare, e farci, foto lungo il percorso. Fatto sta che la media si abbassa sempre di pi\u00f9. Cos\u00ec alla fine di questa prima tappa di 114 km., partiamo alle nove di mattina e arriviamo alle nove di sera.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il problema pi\u00f9 grosso \u00e8 trovare l\u2019acqua e il mangiare, nelle poche localit\u00e0 che attraversiamo non ci sono fontane e tutti i locali o sono chiusi per ferie o abbandonati da anni. Quando, al colmo di una collina che raggiungiamo pedalando su di una strada bianca e impolverata, scorgiamo finalmente una fontanella pubblica, ci buttiamo sotto. Beviamo, ci bagnamo la testa, ci laviamo i piedi, facciamo di tutto per dissetarci e abbassare la temperatura corporea.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma quello che ci salva, ormai a fine percorso, ormai stanchi e disillusi, \u00e8 una sorta di \u201csvoncione\u201d come chiamiamo noi gli ambulanti che da noi vendono i panini con la porchetta nelle sagre e sui bordi delle strade trafficate. Mi appare come un miraggio, nella piazzetta della chiesa della disabitata Chaussy. Qui la cosa \u00e8 per\u00f2 un po&#8217; pi\u00f9 articolata e se vogliamo raffinata. Si tratta di un pizzaiolo, francese per\u00f2, con tanto di forno a legna sul furgone. Sembra che giri di paese in paese, con un giorno fisso per ogni villaggio, e infatti verso le otto, da case che parevano inanimate, iniziano tutti ad accorre per ritirare la propria pizza ordinata precedentemente. Lo assaliamo: acquistiamo bottigliette d\u2019acqua, coca-cola e aranciata, anzi Orangina come usa qui.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ritroviamo infine la Senna a Vernon dove scendiamo nel nostro albergo, veramente bello. Riponiamo le bici nel loro attrezzato posteggio nel seminterrato e mi faccio dare, pagando il supplemento, una camera con aria condizionata, abbiamo patito troppo caldo oggi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una volta docciati, ci trasciniamo al di l\u00e0 della piazza dove c\u2019\u00e8 una sorta di Diner di stampo americano. Mangiamo e beviamo benissimo, due belle birre ghiacciate ci fanno dimenticare la polvere dei sentieri sterrati e l\u2019arsura della giornata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"576\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/IMG_0230-576x1024.jpeg\" alt=\"Avenue Verte - Viaggio in bicicletta da Parigi a Londra\" class=\"wp-image-10953\" srcset=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/IMG_0230-576x1024.jpeg 576w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/IMG_0230-169x300.jpeg 169w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/IMG_0230-864x1536.jpeg 864w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/IMG_0230-1152x2048.jpeg 1152w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/IMG_0230-900x1600.jpeg 900w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/IMG_0230-924x1642.jpeg 924w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/IMG_0230-scaled.jpeg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 576px) 100vw, 576px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">2\u00b0 giorno Vernon-Gournay en Bray &#8211; 14 agosto 2026<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La giornata inizia nei migliori dei modi. \u00c8 una giornata fresca e piacevole, ne approfittiamo per visitare Vernon, ieri era troppo tardi ed eravamo troppo stanchi per farlo. C\u2019\u00e8 un incantevole centro storico con un\u2019imponente chiesa gotica, (come potrebbe essere altrimenti), e tutt\u2019intorno le case medioevali a graticcio. Passato il fiume, in un ampio parco, c\u2019\u00e8 anche un antico mulino ad acqua. Pi\u00f9 avanti a Giverny, sfioriamo la casa con lo stagno e le ninfee di Monet, ma non abbiamo tempo di fermarci.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mangiamo su di una panchina del bosco, protetti da un\u2019ampia vegetazione che fa ombra alla ciclabile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma poi il caldo si fa sentire, ora il sentiero \u00e8 completamente esposto al sole. Ci coglie una sorta di apatia e rassegnazione. Questa per me \u00e8 una giornata difficilissima, per Vanessa lo era stato ieri. Inoltre, non riesco pi\u00f9 a stare seduto sulla sella, il dolore \u00e8 molto fastidioso. A Gisors prendiamo da bere e da mangiare in un supermercato Lidl. Dentro si sta da Dio con l\u2019aria condizionata, ma quando usciamo, non pi\u00f9 abituati alla temperatura, ci sembra di soffocare. \u00c8 come se decine di phon ti soffiassero addosso dell\u2019aria bollente. Del castello voluto da Guglielmo II quando qui era tutto degli inglesi, ce ne disinteressiamo, non siamo nelle condizioni di poter apprezzare l\u2019edificio sulla sommit\u00e0 di un\u2019altura che controlla l\u2019abitato. Continuiamo a seguire il tragitto dell\u2019Avenue che ci riporta nella campagna arroventata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pedaliamo proprio tra quei paesini, con le piccole chiese e i campanili neri, persi nei prati colore dell\u2019oro, proprio quelli che vediamo quando sfrecciamo veloci sulle autoroutes fran\u00e7aises.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo viaggio \u00e8 all\u2019insegna della scoperta della pi\u00f9 profonda provincia francese, che appare, se possibile ancora pi\u00f9 vuota, dimenticata e abbandonata della nostra. Quando finalmente raggiungiamo un paese, troviamo sempre tutto chiuso. Negozi dalle insegne scolorite, chiusi ormai da anni, alberghi e ristoranti abbandonati chiss\u00e0 da quando, con la pubblicit\u00e0 di prodotti che ormai non sono pi\u00f9 in commercio: \u00e8 tutto molto malinconico. Per fortuna, ogni tanto troviamo qualche minimarket, che vende di tutto come gli empori dei film western: sono tutti gestiti da indiani. Dico indiani per identificarli, ma immagino siano persone originarie pi\u00f9 ampiamente del subcontinente indiano: indiani appunto, bengalesi, pakistani e forse cingalesi. Sono loro che stanno tenendo insieme il tessuto sociale ormai disgregato, che danno un senso alle piazze di questi paesini, altrimenti desolate, dove anche le chiese sono chiuse da anni. Nei tratti in cui frequentiamo le strade, incontriamo soprattutto chiassosi e arroganti magrebini, che con rumorose e vistose auto, ci sfiorano senza rispettare le distanze, rischiando di farci rotolare nei fossi ai lati della carreggiata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A Saint-Germer-de-Fly, dobbiamo fare l\u2019ennesima sosta dal solito indiano, il caldo ci sta stremando. Il suo \u00e8 come sempre l\u2019unico locale che ci ospita, per il resto case dalle imposte chiuse e tanto silenzio. Ma lui non ascolta quello che gli diciamo e ci rifila quello che pare a lui. Gli faccio notare che non voglio l\u2019acqua col limone, ma un\u2019acqua gassata normale. Sembra capire, si illumina e dice: ci penso io. Inizia a frugare nella zona dove ha accatastato tutte le bibite. Dopo qualche secondo, riemerge trafelato dalle bottiglie e sorridente mi dice: trovata! \u00c8 una bottiglietta di Perrier al limone! Non sto neanche a discutere, la prendo senza pi\u00f9 fiatare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Visitiamo la notevole abbazia dedicata all\u2019omonimo santo. Molto luminosa e con splendide vetrate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Approfitto della pausa per telefonare al nostro hotel, voglio chiedere se c\u2019\u00e8 l\u2019aria condizionata. Chi risponde mi dice di no. Chiedo allora se si riesce a dormire con questo caldo, e lui mi risponde: non lo so, questo \u00e8 un problema suo. Non iniziamo per niente bene.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per strada la gente ci fa i complimenti quando ci vede pedalare sotto questa canicule, come la chiamano loro. Ci incoraggiano, ci dicono bon courage. I motociclisti sollevano il pollice, degli italiani invece ci dicono che ci ammirano. Apprezzano tutti la protervia con la quale affrontiamo questa estate, un\u2019estate nordafricana non certo da Normandia. Ma poi, una vota passati, quando ci allontaniamo con le nostre bici stracariche, sicuramente tra loro si diranno: questi sono dei pazzi!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Arriviamo finalmente a Gournay, fine di questa faticosissima tappa, all\u2019insegna delle temperature pi\u00f9 calde che abbiamo trovato. Cerchiamo il nostro hotel che si chiama curiosamente Normandie come quello di Vernon, ma sospetto che non sar\u00e0 dello stesso livello.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019impatto \u00e8 subito negativo, forse anche perch\u00e9 google maps ci fa entrare dal posteggio sul retro, e quindi vediamo subito la parte peggiore dell\u2019edificio\u2026. non \u00e8 che il fronte sia tanto meglio per\u00f2. Ci accoglie un indiano, che fa appunto l\u2019indiano. Avevo gi\u00e0 sperimentato in un viaggio nel Kerala quanto possano essere permeabili a qualsiasi domanda o richiesta tu possa porgere loro. Alla fine, con gentilezza, questo bisogna riconoscerlo, finiscono sempre per fare quello che vogliono loro. Questo che ci accoglie non fa eccezione. Chiedo se almeno c\u2019\u00e8 un ventilatore in camera, lo chiedo in francese, non lo capisce. Glie lo dico in inglese, ancora peggio. Mimo il vento che soffia sulla faccia, niente da fare. Glie lo scrivo sul telefono con translate, finalmente capisce. Ma no che non c\u2019\u00e8 mi dice. Saliamo nella camera che \u00e8 caldissima. Affaccia sulla piazza dove batte un sole ancora altissimo, nonostante siano quasi le otto. Alle nostre rimostranze riguardo il caldo della stanza, l\u2019indiano finge di non capire, non so pi\u00f9 quale lingua usare per comunicare con lui, forse sono meglio i gesti all\u2019italiana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mentre mi faccio la doccia, scopriamo che alla fine un ventilatore c\u2019\u00e8, eccome. Lo mettiamo subito in azione. L\u2019indiano \u00e8 totalmente inaffidabile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando scendiamo, provo a chiedere se c\u2019\u00e8 un cuscino in pi\u00f9, peggio ancora. &nbsp;Vorrei anche dirgli che alla fine il ventilatore c\u2019era in camera, ma mi guarda sorridendo, con l\u2019espressione che si riserva a un matto che farnetica. Rinuncio a comunicare. Alla fine, ottiene quello che si era probabilmente prefissato: esasperato non gli rivolgo pi\u00f9 nessuna richiesta. Spero solo che il locale dove ci ha fatto lasciare la bici, un ex camera al pian terreno, si ricordi di chiuderlo per la notte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Aspettando che la stanza si raffreschi con la brezza serale, ci intratteniamo a lungo per cena, seduti nel plateatico della pizzeria proprio nella piazza davanti al nostro albergo. Mangiamo e beviamo un po&#8217; di tutto: pizza, insalata, gelato, birra e un ettolitro di acqua. Dovrebbe essere un ristorante italiano, ma il pizzaiolo \u00e8 albanese e il personale tutto francese. Per\u00f2 la pizza la sanno fare bene, faccio i complimenti al pizzaiolo balcanico, di risposta mi fanno vedere che si sono classificati tra le migliori pizzerie di Francia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci sono due minimarket in piazza, uno di fronte all\u2019altro, che si fronteggiano come in Mezzogiorno di Fuoco. Anche questi, sono gestiti da indiani. Ne scelgo uno per prendere l\u2019acqua da portare in camera per la notte. Nel cercare nel frigo la bottiglia pi\u00f9 fredda, scartabellando tra quelle pi\u00f9 in fondo solitamente ghiacciate, abbatto tutte e lattine di Perrier e Orangina facendo Strike. L\u2019indiano rimane impassibile, ma quando usciamo corre a riordinarle e lo sento imprecare tutte le divinit\u00e0 ind\u00f9 andando a disturbarle nel loro paradiso di Indra. Allora soddisfatto realizzo che una piccola vendetta me la sono presa anche io contro questi indolenti asiatici, che continuo a trovare sulla mia strada in questo viaggio, e che mi stanno facendo impazzire.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/c0674839-efff-43c3-918a-c122442cd861-768x1024.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-10950\" srcset=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/c0674839-efff-43c3-918a-c122442cd861-768x1024.jpeg 768w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/c0674839-efff-43c3-918a-c122442cd861-225x300.jpeg 225w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/c0674839-efff-43c3-918a-c122442cd861-1152x1536.jpeg 1152w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/c0674839-efff-43c3-918a-c122442cd861-900x1200.jpeg 900w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/c0674839-efff-43c3-918a-c122442cd861-924x1232.jpeg 924w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/c0674839-efff-43c3-918a-c122442cd861.jpeg 1536w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">3\u00b0 giorno Gournay en Bray-Dieppe &#8211; 15 agosto 2026<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Stanotte ha piovuto e tirava anche un forte vento, la camera si \u00e8 raffreddata e siamo infine riusciti a dormire, neanche tanto male tutto sommato. Oggi finalmente la temperatura \u00e8 accettabile, quando mi affaccio alla finestra cade una leggera pioggia, sulla piazza del paese che stenta a rianimarsi. \u00c8 vero non sono mai contento, ma non mi piace per niente pedalare sotto l\u2019acqua.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Scendiamo per fare la colazione e chi c\u2019\u00e8 che la prepara? Ma sempre il nostro amico indiano. Rimango fermo sulla mia risoluzione e non tento di comunicare con lui, prendo per buono tutto quello che, a tratti incompressibile, ci dice.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Trattengo la tovaglietta di carta che riproduce in modo stilizzato la mappa della zona, incluso il tragitto che faremo oggi sino a Dieppe. Verificher\u00f2 sulla carta i progressi del nostro lento incedere sull\u2019Avenue Verte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando ci mettiamo a pedalare ha smesso di piovere, ma rimane questa piacevole aria frizzante che friziona la pelle. Pedaliamo per qualche chilometro, la strada stranamente assomiglia tantissimo a quella di ieri sera. Vanessa guarda meglio, verifica sul telefono: accidenti, stiamo tornando indietro. Inversione e si ricomincia, succede anche questo quando i nostri telefoni faticano a stabilire il contatto con il satellite e non rilevano esattamente la nostra posizione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Siamo passati a indossare tre pantaloncini per vincere il male al sedere. Io ho anche cambiato la pedalata, a tratti sto con il sedere a sbalzo sulla sella, per variare la parte di appoggio, perch\u00e9 a volte il fastidio diventa insopportabile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Passando per i villaggi di campagna rimango sempre colpito da questi cimiteri rurali, con le lapidi delle tombe che emergono dal verde, sui dorsi di collinette. Pi\u00f9 che cimiteri orizzontali come i nostri, sembrano avere uno sviluppo verticale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fino a Forges Les Eaux sono dei gran su e gi\u00f9, sembra di essere tra le colline del Monferrato. Ci fermiamo in una locanda in sasso, gestita da un curioso signore di origine scozzese, e non ne fa mistero, ci sono bandiere con la croce di S.Andrea ovunque. \u00c8 proprio all\u2019angolo strategico dove deviare, \u00e8 impossibile ignorarla e non fermarsi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come ci siamo prefissati arriviamo per mezzogiorno a Forges Les Eaux, un\u2019antica localit\u00e0 termale. Ci rifocilliamo nel parco della Mairie, intorno a noi qualche ciclista amatoriale che sta percorrendo l\u2019Avenue. A giudicare dai bagagli non penso interamente come noi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci aspetta ora un lungo tratto ricavato da una vecchia ferrovia fino Dieppe. Questo vuol dire: strada diritta con pendenze dolci, in questo caso tutte in leggerissima discesa sino all\u2019oceano! Sono state modellate in questo modo proprio per agevolare l\u2019incedere del treno nella verde campagna Normanda. Ai lati ci sono ancora i vecchi caselli e le stazioni dismesse. Non deve essere molto che questa ferrovia \u00e8 stata riconvertita. Pedaliamo ora veloci e spensierati, intorno a noi prati verdi, piccoli villaggi e splendidi castelli, dimora dell\u2019antica nobilt\u00e0 e nuova ricca borghesia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando mancano una decina di chilometri, l\u2019oceano inizia a farsi sentire. Soffia un vento umido che sembra appiccicoso di salsedine.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Finalmente Dieppe, la classica localit\u00e0 balneare atlantica, con i resti dei fasti del primo turismo della Belle \u00c9poque. A sinistra la parte turistica, a destra la parte portuale. Mi ricorda Dunkerque, se non fosse per le alte scogliere bianche, tipiche della costa di qua e di l\u00e0 della Manica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo \u00e8 per noi un primo grande successo, siamo a met\u00e0 del viaggio. Quando questo inverno lo guardavamo sulla mappa, sembrava quasi impossibile che saremmo riusciti ad arrivare sino a qua, con le nostre biciclette.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 la solita idea di Finis Terrae, quando raggiungi al mare e non puoi pi\u00f9 continuare. Hai la sensazione di essere arrivato alla fine del mondo conosciuto, indietro non puoi tornare, davanti l\u2019ignoto che non puoi vedere, solo acqua a perdita d\u2019occhio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nonostante il mare non sia molto fruibile, questo chiaramente secondo il nostro gusto mediterraneo, sulla costa ci sono moltissimi locali pubblici e tanta gente che si attarda sulla spiaggia, incuranti del fatto che ormai sia calata la sera. C\u2019\u00e8 musica ad alto volume, e tanti tanti aquiloni, sospinti in alto dal vento oceanico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Andiamo a vedere dove prenderemo la nave domani, non possiamo mancarla, \u00e8 meglio prepararsi. Ne vediamo proprio adesso una che sta salpando, dallo scafo giallo con la scritta DFDS. Si allontana molto velocemente e sparisce alla nostra vista, alla volta di Newhaven, dall\u2019altra parte della Manica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In albergo ci avevano promesso un ricovero per le bici ma pare che non ci sia pi\u00f9 posto. Vogliono farcela lasciare fuori contro il muro, ci opponiamo decisamente. Insistiamo, e allora ci fanno vedere il locale sul retro stipato di bici. Allora prendo le nostre, prive di borse senn\u00f2 sarebbe impossibile, le sollevo sopra la testa e le sistemo in cima a degli scatoloni a un metro di altezza. L\u2019impiegata del ricevimento mi guarda come fossi Ercole, non ha molta dimestichezza con le mountain bike, non sa che senza borse, per fortuna pesano molto poco.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Riusciamo a infilarci in uno degli affollati locali. Non \u00e8 che siano solo gli italiani quelli villani e maleducati, anche qui molti francesi sembrano esserlo. Sono sciatti, mal vestiti e caciaroni. Telefono sempre in mano, e sigarette in bocca, e il fumo chiss\u00e0 perch\u00e9 arriva sempre verso di noi. Il disagio delle classi pi\u00f9 umili, meno acculturate e vittime del consumismo, assomiglia un po\u2019 dappertutto, e i danni sulla popolazione sono praticamente gli stessi a ogni latitudine.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dal nostro albergo ammiriamo la larga spiaggia e poi l\u2019oceano. Non la vediamo, ma l\u00e0 in fondo all\u2019orizzonte c\u2019\u00e8 l\u2019Inghilterra. A destra ammiriamo le splendide bianche scogliere con un imponente castello a sbalzo sulla sommit\u00e0. Nel largo spiazzo che ci separa dal mare, una parte \u00e8 occupata da un accampamento militare che rievoca lo Sbarco in Normandia. Ci sono vecchi mezzi militari, soldati in uniforme, tende e pure infermiere in divisa. Quando si fa buio, parte un concerto di musica rock\u2019n roll che dura fino a notte tarda. Gli aquiloni continuano a volare, e grazie a strani effetti, sono tutti illuminati e rischiarano il cielo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/ba32dcb0-4cb9-46e3-b598-afa1a25264b6-1-768x1024.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-10954\" srcset=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/ba32dcb0-4cb9-46e3-b598-afa1a25264b6-1-768x1024.jpeg 768w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/ba32dcb0-4cb9-46e3-b598-afa1a25264b6-1-225x300.jpeg 225w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/ba32dcb0-4cb9-46e3-b598-afa1a25264b6-1-1153x1536.jpeg 1153w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/ba32dcb0-4cb9-46e3-b598-afa1a25264b6-1-900x1199.jpeg 900w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/ba32dcb0-4cb9-46e3-b598-afa1a25264b6-1-924x1231.jpeg 924w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/ba32dcb0-4cb9-46e3-b598-afa1a25264b6-1.jpeg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">4\u00b0 giorno Dieppe-Black Boys &#8211; 16 agosto 2026<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I nostri amici Alleati del D-Day si svegliano presto, al suono della tromba, stonata per altro. Poi attaccano con la cornamusa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La nostra nave parte a mezzogiorno e mezzo, ma l\u2019ansia di perderla \u00e8 tanta, cos\u00ec ci presentiamo all\u2019imbarco con largo anticipo. Incontriamo qualche ciclista, come noi in viaggio: francesi, inglesi e olandesi. Poi finalmente iniziano a imbarcare. Fanno salire tutti, macchine, camion e barche; persino le moto. Noi impazienti aspettiamo sotto il sole. Poi, veramente ultimi, saliamo noi con le biciclette; ce le fanno ammassare, una sopra l\u2019altra, contro la parete di acciaio della stiva.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sensazione strana quella di lasciare il continente per la Gran Bretagna, dove tra l\u2019altro non siamo mai stati. Il viaggio non dura neanche poco, qui l\u2019Inghilterra non \u00e8 cos\u00ec vicino come a Calais, dove dalla riva puoi vedere le bianche scogliere di Dover. Sono quattro ore di navigazione, una la recupereremo con il cambio del fuso orario.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Appena saliti ci fiondiamo alla tavola calda, il pranzo \u00e8 compreso nel biglietto, anche se buona parte di quello che vorremmo, \u00e8 considerato un extra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il tempo passa lento, per un po&#8217; stiamo sul ponte esterno ad ammirare il mare, poi scendiamo a visitare l\u2019area shopping, dove compriamo un altro adattatore per le prese, da non dimenticare che in Inghilterra sono completamente diverse dalle nostre. Poi ci viene a noia un po&#8217; tutto, passiamo dalle poltrone alle sedie del bar, e infine a guardare le immagini pubblicitarie della Dieppe del Novecento che sono affisse nei corridoi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le bianche scogliere delle Seven Sisters ci annunciamo che siamo arrivati, finalmente l\u2019Inghilterra!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una volta a terra, la prima parola che rivolgo \u00e8 al doganiere inglese che controlla i passaporti, ma \u00e8 sbagliata. Gli dico Good Morning invece che Good Evening e mi sgrida subito. Quando scopre che siamo italiani, diventa ilare e giocoso e la sua parlata switcha nella modalit\u00e0 lingua italiana, diventando la classica macchietta dell\u2019inglese che parla l\u2019italiano. Sicuramente noi che cerchiamo di parlare inglese siamo ancora peggio. Per vari motivi, disinteresse, pigrizia, poca lungimiranza, professori non adatti, ecc., non ho mai studiato quando dovevo la lingua anglosassone e ora la mia unica fonte di apprendimento \u00e8 l\u2019esercizio quotidiano con Duolingo. Il mio livello \u00e8 forzatamente bassissimo, faccio fatica a capire e tanto pi\u00f9 a parlare. Per Vanessa \u00e8 la stessa cosa: speriamo di non ficcarci nei guai.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche oltre la Manica l\u2019Avenue Verte ci porta su strade secondarie e in periferia. A una prima vista la campagna qui sembra meno spopolata di quella francese. Abbiamo iniziato a pedalare molto tardi, non abbiamo calcolato che le operazioni di sbarco ci avrebbero fatto perdere un\u2019oretta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le strade sono quelle tipiche inglesi, costeggiate da alte siepi che sembrano lasciate a s\u00e9 stesse, ma non \u00e8 cos\u00ec, non c\u2019\u00e8 un ramo n\u00e9 erba incolta che invade la strada. Sembra di essere in un episodio dell\u2019Ispettore Barnaby.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando scopriamo che i cartelli ci stanno dicendo che la nostra strada \u00e8 interrotta, non ce la sentiamo di tornare indietro, e andiamo avanti lo stesso. Poi degli inglesi, che incontriamo pi\u00f9 avanti, seduti fuori da un pub, ci dicono che con le bici possiamo comunque proseguire, di non preoccuparci. Incredibile, allora qualcosa lo capiamo!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dobbiamo comunque operare un piccolo taglio al percorso, si \u00e8 fatto troppo tardi. Questo ci porta alla fine della tappa, a percorrere una strada molto stretta, con molti sali scendi e super trafficata. Un incubo, gli inglesi poi guidano peggio di noi. Dovendo tenere la sinistra, la sensazione \u00e8 che siano tutti impazziti e viaggino contromano.&nbsp; Non mi abituer\u00f2 mai ad andare dalla parte opposta e a dover guardare, per attraversare, a destra. Non parliamo delle rotonde, non sai davvero come affrontare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sono le otto passate quando arriviamo al nostro albergo che \u00e8 una sorta di cottage con pub, mentre le nostre camere, seppur carine, si dispiegano in orizzontale come quelle del Motel di Psyco. La nostra stanza \u00e8 in realt\u00e0, anche se \u00e8 accostata alle altre, una piccola abitazione su due piani, davvero incantevole.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vista l\u2019ora il gestore ha gi\u00e0 chiuso il pub e non pu\u00f2 darci da mangiare, ma insieme a due belle birre ghiacciate, ci consegna un foglio con i recapiti dei vari take away che possono consegnare a domicilio. Cerchiamo di fare conversazione, ma non capiamo assolutamente niente di quello che ci dicono e quando parliamo loro ci guardano come dei curiosi animaletti che non hanno l\u2019uso della parola.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci ritiriamo allora nel nostro appartamento e sconsolati guardiamo il foglio con l\u2019elenco di chi potrebbe salvarci e portarci da mangiare. Siamo inibiti, non abbiamo il coraggio di comporre il numero per fare l\u2019ordine telefonico, non ci capirebbero mai e noi del resto non capiremmo loro. Proviamo allora on-line, ma non riusciamo a far accettare la nostra carta di credito italiana. Io ormai sono affamatissimo e dico a Vanessa di pagare alla consegna, anche se abbiamo solo euro. Le dico: sar\u00e0 un problema loro, a noi che ci frega!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Invece lei insiste e riesce, tramite la triangolazione con un altro sito italiano, a pagare on-line: e per fortuna!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chi bussa alla nostra porta per consegnare il cibo? Ma certo, ancora un indiano! Se avessi dovuto spiegare che non avevamo le sterline per pagare, sarebbe stata un\u2019impresa insormontabile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cos\u00ec finiamo la nostra prima giornata inglese a mangiare due insalatine e una cosa che chiamano pizza, in un ambiente finemente arredato con un raffinato stile inglese di campagna.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"576\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/IMG_0421-576x1024.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-10955\" srcset=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/IMG_0421-576x1024.jpeg 576w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/IMG_0421-168x300.jpeg 168w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/IMG_0421-864x1536.jpeg 864w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/IMG_0421-1152x2048.jpeg 1152w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/IMG_0421-900x1600.jpeg 900w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/IMG_0421-924x1643.jpeg 924w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/IMG_0421-scaled.jpeg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 576px) 100vw, 576px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">5\u00b0 giorno Black Boys-Red Hill &#8211; 17 agosto 2026<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Iniziamo con un percorso veramente difficile, un continuo sali e scendi, su e gi\u00f9 per le colline del sud Inghilterra. Per fortuna il clima \u00e8 molto piacevole, non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 quel caldo che abbiamo patito nella parte continentale del viaggio. Molti tratti sono tracciati nei boschi, dove numerosissimi scoiattoli, uguali ai nostri, ma grigi e pi\u00f9 leggiadri, saltano di qua e di l\u00e0 come folletti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Finalmente abbiamo l\u2019occasione di poter mangiare in un vero pub inglese, non vedevo l\u2019ora. Purtroppo, siamo capitati nella giornata della pizza, e ci dobbiamo accontentare nuovamente di un qualcosa che qui chiamano pizza e che noi annaffiamo con del sidro di mele.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel percorso che ci ha portato a East Grinstead e in quello che ce l\u2019ha fatta lasciare indietro, abbiamo percorso anche qui quello che sembra il tracciato di una vecchia ferrovia: le pendenze gradevoli e progressive, sono una prova inconfutabile. Deve essere passato molto tempo da quando la ferrovia \u00e8 stata dismessa, il verde ha ormai invaso tutti i lati della pista, se mai fosse sopravvissuta qualche infrastruttura ferroviaria, ormai sarebbe irriconoscibile tra alberi e rovi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Guardandomi in giro, qui in Inghilterra, in Fracia, in tutti i viaggi che ho fatto, ma anche a casa nostra, realizzo che alla fine \u00e8 sempre la stessa storia, ovunque. Ci sono sempre poche persone, un\u2019\u00e9lite politica, economica, militare o dinastica che se la passa pi\u00f9 che bene a discapito della gente ordinaria che manda avanti al paese e vive con poco. Ai margini c\u2019\u00e8 chi non ce l\u2019ha fatta, gli sconfitti, i barboni e disagiati. Il copione, quindi, \u00e8 sempre lo stesso, con una maggioranza che si arrabatta per sopravvivere, pi\u00f9 o meno allo stesso modo, indipendentemente dalla latitudine, e poche persone che si spartiscono il meglio. Non esiste un paese giusto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mancano davvero una manciata di chilometri al nostro albergo, ma non riusciamo a raggiungerlo. Deve essere una collinetta qui intorno, ma non arriviamo pi\u00f9 e continuiamo a perdere la strada. Io mi infilo in un\u2019officina, ho appena scoperto che ho perso un bullone che sostiene il portapacchi. Ci capiamo a gesti con il meccanico, che riesce infine ad accontentarmi trovando vite e dado nel suo cilindro da prestigiatore. Nel frattempo, Vanessa non sa dove sono finito e quando la raggiungo si sta guardando in giro sconcertata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci siamo stufati, questo albergo proprio non lo troviamo, allora iniziamo a cenare e poi se ne parla. Finalmente troviamo un pub come si deve, con tanto di tavoli in legno, omaccioni alticci sghignazzati, hamburger e patatine fritte. Peccato che la birra sia calda.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Finalmente arriviamo al nostro albergo, era come nascosto dietro un distributore, era cos\u00ec semplice imboccare la via dietro le pompe, ma proprio non riuscivamo a capirlo. Sembra sia una sorta di club per i golfisti. Quando entriamo tutti sudati e discinti, nelle nostre tenute da ciclisti, non ci vogliono accettare, sono convinti che ci stiamo sbagliando: sicuramente avremo prenotato altrove pensano, un campeggio forse, ma non di certo nel loro hotel.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Invece \u00e8 proprio l\u00ec che dobbiamo dormire, l\u2019indiana che ci riceve, (guarda a caso), deve fare buon viso a cattivo gioco. Cos\u00ec gli dico, nel mio inglese stentato, che comunque riesce a capire benissimo: Sorry, we come from Paris in bycicle, so we don\u2019t have a smoking. Cos\u00ec, la mia maledizione indiana, si mette a ridere, si rilassa, e ci riserva un ottimo trattamento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/IMG_0430-768x1024-1.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-10956\" srcset=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/IMG_0430-768x1024-1.jpeg 768w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/IMG_0430-225x300-1.jpeg 225w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/IMG_0430-1152x1536-1.jpeg 1152w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/IMG_0430-1536x2048-1.jpeg 1536w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/IMG_0430-506x675-1.jpeg 506w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/IMG_0430-520x693-1.jpeg 520w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/IMG_0430-scaled-1.jpeg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">6\u00b0 giorno Red Hill-Londra &#8211; 18 agosto 2026<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E cos\u00ec siamo arrivati all\u2019ultima tappa, sembrava impossibile\u2026 ma la scaramanzia non ci permette di gioire anticipatamente. \u00c8 tutto il viaggio che ho paura che possa succedere qualcosa, un guasto meccanico, un inconveniente, un infortunio, un nonnulla o chissacch\u00e9 che ci possa fermare e che cos\u00ec tutto vada a monte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Stamattina pioviggina, ma appena ci mettiamo in sella, anche questa volta smette. Per la prima volta indossiamo la mantellina, come dicono i professionisti del Giro d\u2019Italia. Il sole non si fa vedere e cos\u00ec il caldo torrido della Francia \u00e8 solo un ricordo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non siamo stanchi per il pedalare, ma per lo stare in sella tutto questo tempo, \u00e8 quello che veramente ti distrugge. Abbiamo voglia di arrivare alla fine.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da subito abbiamo da affrontare delle salite tremende per attraversare le colline che circondando Londra e immagino, per evitare le strade principali, ma senza il sole cocente sembra tutto pi\u00f9 facile. Nell\u2019ultima ascensione che ci porta a duecento metri di altimetria, in una sorta di ampio altopiano, vediamo in lontananza i grattacieli della City, contornati dalla campagna inglese. Poi gi\u00f9 a perdifiato, sino a portarci al livello del mare e piombare dentro Coulsdon. Ci fermiamo in un bar per una seconda colazione, ma essendo ormai mezzogiorno diventa un pranzo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ancora molta campagna, poi costeggiamo l\u2019aeroporto di Gatwick con tutta l\u2019area dei magazzini. Pensavo di dover attraversare quartieri periferici malfamati con situazioni degradate e potenzialmente pericolose; invece, l\u2019Avenue Verte ci fa passare per i numerosi parchi di Londra che sono inevitabilmente tutti ingialliti per la siccit\u00e0 e per il caldo fuori dal comune di quest\u2019anno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma poi l\u2019inevitabile foratura, pensavo di averla scampata questa volta!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci vogliono degli artigli da velociraptor per tirare fuori il grosso copertone da sterrato dal cerchio, per poi estrarre la camera d\u2019aria bucata. Mi siedo per terra, faccio le cose con calma e alla fine in una mezzoretta possiamo ripartire, dopo aver gonfiato la nuova camera d\u2019aria con la pompa elettrica, che ho fatto proprio bene a portarmi dietro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Londra si fa sempre pi\u00f9 vicina, ecco il Tamigi e finalmente Westminster con il Big Ben!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quasi non ci crediamo: siamo andati davvero da Parigi a Londra in bicicletta! Scattiamo decine di foto, selfie, pi\u00f9 altre numerose foto che ci facciamo fare, importunando gli altri turisti. Il momento \u00e8 troppo importante, vogliamo fissare il ricordo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 stata un\u2019esperienza incredibile. Solo qualche mese fa sembrava una cosa impossibile, un azzardo, un qualcosa al di fuori della nostra portata, e invece ce l\u2019abbiamo fatta!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E ora, quasi commosso, ripercorro mentalmente tutta la strada che abbiamo fatto in questi sei giorni. Per quanto possibile abbiamo seguito il percorso dell\u2019Avenue Verte, come indicato sulla sua mappa e segnalato con un numero sufficiente di cartelli che ci hanno impedito di perderci nelle campagne francesi e inglesi. E penso a tutti chilometri che abbiamo pedalato su quelle strade secondarie, nella periferia parigina, tra le colline e pianure sconfinate della Normandia, e poi nella campagna inglese sino dentro ai parchi di Londra.&nbsp; E mi sovvengono quelle stradine, tra i villaggi quasi disabitati francesi, i percorsi sterrati tra i campi agricoli o dentro quegli enormi boschi. Ma anche le ripide salite e discese, nei dintorni della metropoli inglese, tra fitti alberi e terreni coltivati. Le nostre Mtb, ammortizzate frontalmente, penso siano state la scelta migliore come mezzo da utilizzare. Anche una gravel si sarebbe comportata egregiamente ma una bici da corsa sicuramente no. Se da una parte il tragitto ci ha tirato fuori dal traffico, mai piacevole quando sei in bicicletta, dall\u2019altra non ci ha fatto visitare le localit\u00e0 sul percorso, che abbiamo solo sfiorato. Da scordarsi poi le medie che si possono fare nei normali giri della domenica, si perde molto tempo a cercare il tragitto. Su questo Vanessa si \u00e8 organizzata benissimo, con l\u2019ausilio della mappa on-line si \u00e8 orientata benissimo, e ci ha guidati in percorsi veramente articolati e tracciati in aree molto rurali. Tutto questo non ci ha mai permesso di superare la media dei quindici chilometri orari nel percorrere le sei tappe in cui abbiamo diviso l\u2019Avenue.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Percorrendo le caotiche vie del centro nell\u2019ora di punta della chiusura degli uffici, raggiungiamo il nostro albergo. Non ci speravamo, ma sorprendentemente si occuperanno di custodire le nostre biciclette. Ce le fanno tirare dentro dalla porta girevole principale, una di quelle imponenti e tutte vetrate, e le portiamo dietro l\u2019elegantissima reception sempre in febbrile attivit\u00e0, con numerosi impiegati che si fanno in quattro per accoglierti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/IMG_0462-1024x576.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-10957\" srcset=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/IMG_0462-1024x576.jpeg 1024w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/IMG_0462-300x169.jpeg 300w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/IMG_0462-1536x864.jpeg 1536w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/IMG_0462-2048x1152.jpeg 2048w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/IMG_0462-923x519.jpeg 923w, https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/IMG_0462-900x506.jpeg 900w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Londra &#8211; 19 agosto 2026<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si scoppia di caldo nella nostra stanza del Tavistok Hotel, nonostante sia un tre stelle, non \u00e8 presente l\u2019aria condizionata, in nessuna stanza. Siccome la finestra non si pu\u00f2 aprire del tutto, immagino per sicurezza, visto che siamo al sesto piano, Vanessa verso le tre di notte \u00e8 intenzionata a scassinare il dispositivo di sicurezza per sbloccare l\u2019apertura. Riesco a farla desistere dall\u2019intento criminoso, e poi dormiamo di traverso nel letto, in modo da poter godere meglio della poca aria che produce il piccolo ventilatore che ci ha fornito l\u2019Hotel.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per Londra facciamo i soliti giti classici, quelli che poi finiscono di fare tutti, non \u00e8 che puoi fare altrimenti la prima volta che visiti la capitale inglese.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A me piace tantissimo il Tower Bridge. Le immagini che avevo visto mi avevano portato a pensare che fosse tetro e grigio. In realt\u00e0 la muratura \u00e8 di un bel grigio luminoso e le strutture metalliche sono verniciate di un bell\u2019azzurro o verde acqua. Il colpo d\u2019occhio con l\u2019immenso Tamigi che gli scorre sotto e di sfondo i grattacieli del distretto finanziario \u00e8 fantastico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dell\u2019inglese stereotipato che possiamo immaginare, se mai \u00e8 esistito, si \u00e8 persa ormai ogni traccia. Pi\u00f9 della met\u00e0 delle persone che incontriamo sono indiani, sempre loro, poi ci sono gli asiatici dagli occhi a mandorla e gli africani. Solo una piccola percentuale di persone \u00e8 bionda o rossa con le lentiggini. Non sono come quelli ritratti nei libri di testo che dicevano semplici e stupide frasi, tipo the book is on the table. Che tra l\u2019altro\u2026 non \u00e8 che abbiano poi assolto molto bene lo scopo per il quale erano stati stampati, visto le mie difficolt\u00e0 di comunicazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci sono talmente tante biciclette in giro, che sembra di essere nella Cina di Mao.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da Harrods solita messa in scena di merce di lusso costosissima, del tutto inutile, ma quello s\u00ec, esclusiva, come piace ai ricchi. Quelli che comprano sono soprattutto benestanti arabi, che non hanno assolutamente un minimo di buon gusto. Cos\u00ec ci siamo solo noi poveri turisti ordinari, con i giovani commessi, solo apparentemente convinti del loro ruolo, che si sono accorti che l\u2019Imperatore \u00e8 nudo, ma non abbiamo il coraggio di gridarlo. Ormai in ogni citt\u00e0 e localit\u00e0 turistica si mette in scena questa assurda follia e spreco, questo teatrino surreale, per convincere questi ricchi spendaccioni che stanno facendo qualcosa di appunto esclusivo, che solo loro se lo possono permettere e noi grigie comparse siamo l\u00ec solo per invidiarli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mangiamo in zona City, proprio mentre tutti gli impiegati degli svettanti edifici l\u00ec intorno stanno facendo lo stesso. Anche qui c\u2019\u00e8 un\u2019atmosfera multietnica. Gente tesa, poco rilassata, tutti volti verso il loro obiettivo, quello di fare carriera, per arrivare chiss\u00e0 dove. Spero non cos\u00ec lontano da arrivare a perdere s\u00e9 stessi e la propria storia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche qui nel centro pi\u00f9 lussuoso questa calda estate ha colpito duro. Tutti i prati sono secchi e il colore dominante dei parchi non \u00e8 pi\u00f9 il verde della piovosa citt\u00e0 del nord Europa, ma il giallo di una qualsiasi localit\u00e0 del mediterraneo. Gli alberi iniziano a perdere le foglie come in autunno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In giro c\u2019\u00e8 una sorprendente alta percentuale di giovani, tutto il contrario di quello che vediamo da noi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Finalmente in un pub mangio questo famoso Fish and Chips, \u00e8 delizioso!<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Londra &#8211; 20 agosto 2026<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Certamente s\u00ec, da vedere Portobello Road, un\u2019intera via dedicata alla rivendita di abiti usati e i soliti cazzabubboli. Dai racconti che avevo sentito, probabilmente qualche anno fa doveva essere un mercatino pi\u00f9 vivo e ruspante, ora sembra un po&#8217; tutto finto e asettico, e soprattutto molto caro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u00ec vicino c\u2019\u00e8 il quartiere di Nothing Hill, ambientazione del noto film, che per inciso mi sono rifiutato di vedere, soprattutto per la presenza di Julia Robert, la cui mimica le consente sempre e solo la sua solita unica espressione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E comunque, non ci sono pi\u00f9 i punk, quelli che negli anni Ottanta tutti fotografavano o che erano rappresentati sulle cartoline che i fortunati compagni di scuola ti spedivano dalle loro vacanze.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Siamo sempre pi\u00f9 stanchi, ci facciamo una media di quindici chilometri a piedi ogni giorno. Certamente usiamo anche la metro, tralasciando per\u00f2 che facciamo sempre casino con le ricariche dei biglietti, ma nonostante questo, c\u2019\u00e8 molto da camminare quando visiti una citt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mangiamo anche oggi nella City, in uno dei tanti parchetti, con il nostro cibo da asporto comprato l\u00ec intorno, proprio come usano fare le centinaia di impiegati. Tranquilli e silenziosi si mangiano le loro foglie di insalata, prendendosi una pausa dal loro lavoro di formichine digitali, dove alimentano complessi algoritmi, che alternativamente affossano uno stato qui o fanno scoppiare una guerra l\u00e0, oppure un colpo di stato ai confini del mondo. Tutti abbastanza somiglianti, pressoch\u00e9 intorno alla trentina, appaiono acerbi e un po\u2019 smarriti. Si vestono senza gusto, anche se pare che si sforzino di apparire eleganti, ma non comprendono la differenza tra un paio di scarpe invernali e quelle estive, tra dei mocassini eleganti e delle sdrucite sneaker. Non parliamo poi dei vestiti, accostati e abbinati senza gusto, alternando un paio di leggeri pantaloni primaverili o un\u2019importante gonna invernale. Sembra che nessuno faccia casa alla stagione in cui si trova, ma che apre l\u2019armadio e indossa la prima cosa che gli si propone. Ancora meno sono quelli che riescono ad azzeccare l\u2019acquisto di una camicia della propria taglia. Anche se qualche ragazza a prima vista sembra ben vestita, guardandola bene, ci si accorge che riesce sempre a rovinare tutto con dei dettagli fuori luogo, tipo delle scarpe da trekking con un tailleur elegante. Mediamente per\u00f2 mi appaiono abbastanza sereni, penso che per la maggioranza di loro un impiego nella city sia il trampolino di lancio per la loro futura posizione lavorativa. Nella piazza circolare, ricavata all\u2019interno del parco dove sediamo su di una panchina, camminano soli o pi\u00f9 spesso in gruppetti, facendo pi\u00f9 giri, come in un girone dantesco.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al centro di Londra, dove ci muoviamo noi, pare di essere in un enorme centro direzionale delle societ\u00e0 internazionali. Non vedo i normali cittadini, i residenti che portano a spasso il cane o gli anziani che osservano le enormi gru edili che svettano nel cielo londinese, necessarie per tutti i lavori incorso che continuano a trasformare questa metropoli. Come ho osservato ci sono invece tanti giovani yuppies come si diceva una volta e studenti. Raramente si scorge qualche mega dirigente o docente, li riconosco dal portamento e dagli abiti un po&#8217; pi\u00f9 coerenti di quelli dei giovani.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alla sera mangiamo nella China Town non considerando quali sarebbero state le dimensioni dei piatti, molto pi\u00f9 abbondanti di quelle che servono in Italia. Rischiamo cos\u00ec di esplodere e il conto salato che ci presentano lo fa davvero. A un certo punto sbarazzano il tavolo senza chiederci se vogliamo il caff\u00e8 o il gelato fritto. Ci mettono sotto il naso lo scontrino e iniziano a digitare la cifra sul Pos portatile per farci pagare immediatamente. Ah, l\u2019intraprendenza e solerzia cinese! Un qualsiasi pizzaiolo, il Mimmo che tutti conosciamo, almeno un limoncello dopo la pizza ce l\u2019avrebbe offerto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sulla strada del ritorno ci assale un vento gelido, salito improvvisamente da chiss\u00e0 dove. Mi devo comprare un cappello, perch\u00e9 la mia testa Kojac Style, si sta ibernando. Nel nostro albergo invece, impossibile da arieggiare, si continua a schiattare dal caldo.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Londra &#8211; 21 agosto 2026<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nonostante le fatiche che abbiamo passato in bicicletta, e girando a piedi Londra e Parigi, abbiamo delle belle facce rilassate. Siamo riusciti a staccare dai nostri lavori e dalla solita routine. Ma ormai la vacanza \u00e8 quasi finita ed \u00e8 ora di rientrare. Ci aspetta l\u2019Eurostar che ci riporter\u00e0 fino a Parigi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Raggiungiamo la stazione di St. Pancreas spingendo a mano le nostre bici cariche di tutte le nostre propriet\u00e0, \u00e8 molto vicino al nostro albergo. Percorriamo interamente il padiglione della stazione, la nostra destinazione si trova proprio nel retro. Nonostante tutte le mie remore iniziali, troviamo relativamente semplice smontare le bici per metterle nelle sacche che ci siamo portati dietro da Parigi. C\u2019\u00e8 anche un\u2019apposita saletta dove possiamo completare le nostre operazioni con tutta calma. Carichiamo le sacche su di un rullo mobile che le consegna nelle mani degli impiegati delle ferrovie. Salutiamo le nostre bici dalle quali ci separiamo momentaneamente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sei giorni per arrivare a Londra in bicicletta e due ore e un quarto con l\u2019Eurostar per tornare a Parigi: frustrante.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ho guardato dai finestrini pensando di intravedere il momento esatto in cui ci saremmo immersi nel tunnel sotto la Manica, ma percorriamo un sacco di gallerie, e cos\u00ec non riesco a coglierlo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Scendiamo alla Gare du Nord, dove ci aspetta il caos rispetto a Londra. Rimontiamo le bici praticamente tra i binari e poi le carichiamo di tutti i nostri bagagli. Pedaliamo per pi\u00f9 di sei chilometri dentro Parigi, per scendere dalla collina sino al nostro Ibis. Prendiamo anche una bella lavata perch\u00e9 ci sorprende un acquazzone estivo. Ci stavamo quasi abituando alla circolazione a destra e ora si torna al sistema di circolazione napoleonico: che confusione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Parigi \u00e8 Parigi per\u00f2. Forse Parigi la scegli con il cuore e Londra con la testa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Riportiamo le bici nel garage sotterraneo e le carichiamo nel nostro Dokker, anzi, nel Dokker di Vanessa. Non molto femminile come auto, ma a lei piace cos\u00ec e non ha tutti i torti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I barboni che avevamo lasciato una settimana fa, sono sempre accampati qua fuori. C\u2019\u00e8 sempre la loro tenda della Decathlon, la loro camera da letto, e il salotto diffuso che si allarga sul marciapiedi. Si concedono il lusso di vecchie sedie girevoli, un tavolino e un vecchio sof\u00e0. Alle loro spalle un ammasso enorme di immondizia e rottami, penso rappresenti la loro ricchezza e sicurezza per affrontare il futuro. Non so come possano organizzarsi quando piove. Lei \u00e8 in sedia rotelle, hanno sempre qualche lattina di birra scadente tra le mani e un aspetto assonnato. Per loro il tempo non \u00e8 passato, \u00e8 rimasto tutto come lo avevamo lasciato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In Francia ci sono molti barboni, scarti del nostro mondo, noccioli che la bellissima Parigi ha comunque sputato ai margini dei suoi bei boulevards.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E tutti si fa finta di non vederli, perch\u00e9 non \u00e8 poi cos\u00ec difficile finire l\u00ec al loro posto. Dispiace vedere tutta questa gente, di ogni sesso ed et\u00e0, nel sozzume dei marciapiedi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ripensandoci, non so dove invece dove si potessero nascondere a Londra: l\u00ec di clochard noi non me abbiamo visti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una settimana fa qui a Parigi si moriva di caldo, me ne rammento guardando i vestiti che avevo lasciato nella valigia. Ora invece \u00e8 freddo, mi devo coprire con una giacca e mettere qualcosa sulla testa. A tratti piove. Forse una dell\u2019estati pi\u00f9 calde che si ricordi sta per finire e mollare finalmente la presa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sar\u00e0\u2026 ma io mi trovo comunque meglio a Parigi, la sento un po&#8217; casa mia.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Parigi &#8211; 22 agosto 2026<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Adesso \u00e8 davvero finita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lasciamo il nostro Ibis per raggiungere la macchina che per tutto questo nostro viaggio ci ha aspettato nel posteggio sotterraneo. All\u2019interno le bici che abbiamo caricato ieri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Passiamo nuovamente davanti alla solita coppia di barboni, oggi c\u2019\u00e8 solo lui. Di lei nessuna traccia, \u00e8 rimasta l\u00ec solo la sua sedia a rotelle.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 sabato, un sabato di agosto: la citt\u00e0 \u00e8 vuota. Ci mettiamo pochissimo a uscire dal centro. Tornati a casa ritroviamo il nostro Lago Maggiore in uno stato quasi autunnale, lo avevamo lasciato nel mezzo di un\u2019estate equatoriale.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusioni<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non c\u2019\u00e8 dubbio, \u00e8 stata una magnifica avventura. Abbiamo visitato le due capitali d\u2019Europa, percorrendo quasi 480 chilometri, che poi sono diventati 500, contando la strada fatta dentro Londra e Parigi da e per le stazioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il percorso dell\u2019Avenue Verte \u00e8 stato veramente interessante, molto variegato e mai noioso. Il tragitto \u00e8 stato tracciato con l\u2019intento di tenerti il pi\u00f9 possibile lontano dal traffico automobilistico. Quindi strade poderali che hanno attraversato i campi coltivati a cereali, o con i covoni appena composti dopo il taglio del fieno, ex ferrovie dismesse, alcune relativamente in tempo recente altre da talmente tanto tempo che la natura se ne \u00e8 quasi riappropriata ed \u00e8 difficile immaginare che il treno potesse passare di l\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Abbiamo subito preso coscienza che la percorrenza non \u00e8 quella del ciclista sportivo, non si riesce ad andare oltre i quindici chilometri all\u2019ora.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019Avenue l\u2019abbiamo percorsa sicuramente nell\u2019estate pi\u00f9 calda di sempre. Se da una parte questo ci ha veramente spossato, dall\u2019altra ci ha permesso di non pedalare mai sotto la pioggia o con il vento contrario.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Abbiamo potuto confrontare Parigi con Londra. Da un lato la capitale francese, romantica, bellissima, dolcemente malinconica, sognante nei suoi scorci indimenticabili, ma sempre grande e aristocratica, nonostante tutte le nobili teste che ha fatto rotolare nel paniere. Dall\u2019altro quella inglese, moderna, giovane e operosa, proiettata a tutta velocit\u00e0 verso il futuro, che non dimentica il suo passato quando era a capo di uno degli imperi pi\u00f9 vasti che il mondo abbia mai visto, e che \u00e8 tuttora governata dalla casa regnante pi\u00f9 conosciuta del mondo, con tutte le implicazioni, positive e negative che ne conseguono.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ancora non riusciamo bene a metabolizzare quello che abbiamo fatto in questi sei giorni in bicicletta, che sono sembrati smisuratamente lunghi. Tante le cose viste e sentite, i paesaggi, le strade la gente, le lingue. Tutte sensazioni che ci sono entrate sotto la pelle, che ora non riusciamo a spiegare ma che piano piano verranno fuori con i loro prepotenti ricordi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E quando eravamo ormai alla fine ci dicevamo: s\u00ec bello \u00e8 bello, ma per un po&#8217; basta con queste fatiche e questa continua apprensione di non farcela, con la paura di possibili problemi, con l\u2019ansia di non arrivare in tempo\u2026 Ma poi il giorno dopo si era gi\u00e0 subito a progettare quale sar\u00e0 la prossima avventura\u2026 &nbsp;forse il Danubio, magari il Nord Europa, oppure l\u2019Atlantico o la penisola scandinava.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group alignfull has-text-color has-background\" style=\"color:#000000;background-color:#ffffff\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<div class=\"wp-block-buttons is-vertical is-content-justification-center is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-569b4b61 wp-block-buttons-is-layout-flex\">\n<div style=\"--wp--block-button--width: 75;\" class=\"wp-block-button has-custom-width wp-block-button__width wp-block-button__width-75\"><a class=\"wp-block-button__link has-luminous-vivid-orange-background-color has-text-color has-background wp-element-button\" href=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/consigli-di-viaggio-come-organizzare\/cerca-hotel\/\" style=\"border-radius:50px;color:#ffffff\">Hotel consigliati a Parigi e Londra<\/a><\/div>\n\n\n\n<div style=\"--wp--block-button--width: 75;\" class=\"wp-block-button has-custom-width wp-block-button__width wp-block-button__width-75\"><a class=\"wp-block-button__link has-luminous-vivid-orange-background-color has-text-color has-background wp-element-button\" href=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/consigli-di-viaggio-come-organizzare\/noleggio-auto-low-cost\/\" style=\"border-radius:50px;color:#ffffff\">Noleggio auto low cost in Francia<\/a><\/div>\n\n\n\n<div style=\"--wp--block-button--width: 75;\" class=\"wp-block-button has-custom-width wp-block-button__width wp-block-button__width-75\"><a class=\"wp-block-button__link has-luminous-vivid-orange-background-color has-background wp-element-button\" href=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/consigli-di-viaggio-come-organizzare\/cerca-voli-low-cost\/\">Cerca e prenota voli di linea e low cost<\/a><\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:64px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n<\/div><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Nigel Mansell &#8211; L\u2019Avenue Verte, chiamata anche Greenway, \u00e8 un percorso ciclabile che collega <a href=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/avenue-verte\/\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":10962,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3,22,197],"tags":[851,342],"class_list":["post-10947","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-europa","category-francia","category-inghilterra","tag-gemania","tag-nigel-mansell"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.6 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Avenue Verte - Quaderni di Viaggio<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Avenue Verte in bici: il racconto del viaggio da Parigi a Londra tra tappe, emozioni e consigli utili. 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