{"id":1163,"date":"2016-11-28T17:27:02","date_gmt":"2016-11-28T16:27:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.markos.it\/viaggi\/?p=1163"},"modified":"2016-11-28T17:27:02","modified_gmt":"2016-11-28T16:27:02","slug":"norge-bergen-fjord","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/norge-bergen-fjord\/","title":{"rendered":"Norge &#8211; Bergen &#8211; Fjord"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"mailto:giachi@ataf.fi.it\">di Lucia Giachi<\/a>\u00a0&#8211;\u00a0<\/p>\n<p align=\"justify\">TUSEN TAKK &#8211; \u00e8 la parola norvegese che significa &#8211; grazie. <br \/>\n Mi sembra il modo migliore per cominciare questo diario di viaggio, o di bordo (visto che ho passato pi\u00f9 tempo in aereo o in nave che non sulla terra ferma).<br \/>\n Tutto \u00e8 cominciato sull&#8217;aereo con la tregedia dei cambi di volo.<br \/>\n Santo cielo! Come si fa in un&#8217;ora (con mezz&#8217;ora e pi\u00f9 di ritardo&#8230;.e quindi in circa 25 minuti) a trovare la destinazione giusta fra la babele labirintica dell&#8217;aereoporto.<br \/>\n Ho fatto una tale corsa con bagaglio a mano, che pi\u00f9 a mano non si pu\u00f2, (e&#8230; maledizione&#8230;.era pi\u00f9 pesante dell&#8217;altro perch\u00e9 non si sa mai&#8230;.), tanto che arrivata alla scaletta dell&#8217;aereo, mi sono presi dei crampi alle gambe cos\u00ec forti che credevo di non riuscire neppure a raggiungere il secondo scalino.<!--more--> Ma il bello \u00e8 venuto ad Oslo dove l&#8217;organizzazione nordica ha toppato clamorosamente.<br \/>\n Ero tranquilla. Tutta un&#8217;ora per mostrare il passaporto, ritrovare il bagaglio, riprenotare il volo&#8230;.fattibilissimo !<br \/>\n Sennonch\u00e9 arrivo al controllo passaporti e sono circa la quarantesima di una sconfortante e sconfortata fila di persone&#8230;.. naturalmente quella sfigata !<br \/>\n E&#8217; chiaro che se una delle due file scorre, quando hai una fretta indiavolata, scegli quella sbagliata, secondo la collaudata legge di Murphy, postulato 2.<br \/>\n I minuti passano inesorabili. Ce ne vogliono 35 per fare 10 metri. Mi vedo perduta. Finalmente, superate quelle forche caudine mi precipito a cercare il bagaglio &#8211; miracolosamente c&#8217;\u00e8 ! L&#8217;afferro e chiedo dove fare la prenotazione.<br \/>\n Nessuno mi capisce&#8230;..una vecchia impiegata non mi considera proprio. Al mio sconforto, una ragazza molto gentile fa del suo meglio e finalmente capisco.<br \/>\n Posso consegnare il bagaglio ? Neanche per sogno !<br \/>\n Te lo porti a mano alla postazione successiva.<br \/>\n L&#8217;efficienza nordica ha un grafico che cala a picco. Niente ascensori&#8230;scale e muscoli&#8230;&#8230;.Arrivo trafelata credendo di vedere la scia del mio aereo che gi\u00e0 si \u00e8 involato. E invece c&#8217;\u00e8 una fila pazzesca anche per l&#8217;imbarco. Sono la solita &#8220;circa&#8221;quarantesima, e mi sorbisco una mezz&#8217;ora di attesa, nella quale avrei potuto fare benissimo tutto con calma &#8230;&#8230;GRUNT !<br \/>\n Via da Oslo&#8230;..finalmente !<\/p>\n<p align=\"justify\">Il tratto successivo Oslo &#8211; Bergen \u00e8 straordinario per il paesaggio variegato di acqua e terra verde che si intrecciano, si contorcono, vanno e vengono a chiazze, a serpente, come pennellate di un quadro impressionista.<br \/>\n Il viaggio in taxi verso Bergen \u00e8 piuttosto lungo. Traffico incredibile. Tutto uguale, come in Italia e Firenze. Semafori, ogni cento metri, tutti rossi, col tassametro che corre.<br \/>\n La periferia, come sempre in questi posti cos\u00ec belli e particolari, \u00e8 di uno squallore unico. Sembra facciano a gara per mortificare la bellezza&#8230;&#8230;.casermoni, uno stile moderno gi\u00e0 vecchio e brutto.<br \/>\n Non capisco perch\u00e9 ogni periferia sia anonima e triste&#8230;..forse per rendere ancora pi\u00f9 miracoloso il passaggio dal brutto puro allo splendore che compare all&#8217;improvviso.<br \/>\n Bergen si stende multicolore, come una coperta fatta a quadri di lana avanzata, sulle pendici di una collina e circonda di pullulante movimento un&#8217;insenatura del fiordo, diventata porto.<br \/>\n E&#8217; piccolo, grazioso, ma con tutto quello che ci vuole per essere un porto in piena regola.<br \/>\n Poso i bagagli. La camera \u00e8 carina e d\u00e0 proprio sul mare e su un vecchio castello.. Non esistono armadi (mistero !) cos\u00ec non ho il problema di disfare le valige. Mi riposo, distrutta dal lungo viaggio, che poteva essere tranquillo senza le peripezie di quelle rincorse affannose.<br \/>\n Ma, dopo un po&#8217;, vince la curiosit\u00e0. Scendo a prendere possesso del mio sogno.<br \/>\n L&#8217;impatto \u00e8 visivamente emozionante. L&#8217;albergo ha una posizione ottima. Si esce e siamo sul Briggen, la storica passeggiata lungo mare, rimasta intatta da secoli con le sue armoniose costruzioni di legno colorate, tutte in fila, lustre di vernice, di insegne elaborate e di sculture che si affacciano sugli angoli di queste casette, troll di pietra simpaticamente mostruosi e ammiccanti all&#8217;ingresso dei negozi, pescatori intagliati nel legno e teste di renna a guardia degli stipiti, come divinit\u00e0 pagane e&#8230;&#8230;..di fronte il mare che entra nella terra con, all&#8217;attracco, decine di imbarcazioni.<br \/>\n Grazie a Dio non ci sono i lussuosi yatch che invadono le localit\u00e0 &#8220;in&#8221;, ma solidi pescherecci, alcuni molto vissuti, scrostati che odorano salsedine.<br \/>\n Alla rada un veliero, con solo l&#8217;alberatura, senza vele, simile a una vecchia nave pirata. E&#8217; l\u00ec stagliato, quasi a guardia dell&#8217;insenatura. Lo vedo proprio dalla mia finestra.<br \/>\n Costeggiando la banchina, dove questa curva e si chiude per proseguire sulla sponda di fronte, arrivo in una spianata brulicante di ogni ben di Dio&#8230;&#8230;\u00e8 il famosissimo Fish Market, il mercato del pesce.<br \/>\n E&#8217; una festa di colori e di odori.<br \/>\n Mi trovo in mezzo a banchi stracolmi di merce. Tutti vanno in fretta, si muovono sicuri fra casse di pesce e clienti da servire, nelle loro cerate giallo vivo, altri scaricano dalle imbarcazioni &#8230;.e poi banchi di frutta disposta come in una tavolozza &#8211; fragole rosse, banane gialle, mele verdi&#8230;. altri banchi di fiori&#8230;..insomma&#8230;..un&#8217;ubriacatura di colori.<br \/>\n Sento dei versi di animali sempre pi\u00f9 vicini, l\u00ec per l\u00ec penso siano anche quelli in vendita, tenuti in qualche gabbia.<br \/>\n Tanto per dare un&#8217;idea di che razza di tipo di mare sono&#8230;.mi ricopro immediatamente e riconosco le strida dei gabbiani che ruotano a stormi sopra quelle invitanti golosit\u00e0. Sono come i nostri piccioni intorno alla vecchina che gli butta il pane. E&#8217; festa anche per loro, potranno abbuffarsi di tutti i pezzi di pesce ributtati in mare.<br \/>\n Mi fermo incantata affacciata sull&#8217;acqua. Sotto, le barche ondeggiano, tenute da corde ruvide.<br \/>\n L&#8217;odore \u00e8 fortissimo, un odore acre, una delizia&#8230;..l&#8217;odore del mare, della salsedine, del pesce. L&#8217;aria \u00e8 fresca e pura.<br \/>\n Sto a lungo a guardare i gabbiani che si gettano nell&#8217;acqua a volo radente e riprendono quota per un nuovo rifornimento.<br \/>\n Il suono delle loro grida riempie l&#8217;aria e, dall&#8217;aria i polmoni, insieme agli odori e al profumo dei colori.<br \/>\n E&#8217; strano come i gabbiani, cos\u00ec apparentemente goffi e insignificanti quando posano sull&#8217;acqua, diventino grandiosi come aquile quando si sollevano e stendono le grandi ali nel volo veloce, o in quello lento, a cerchi calanti&#8230;..e si possono guardare con calma, seguire la loro via d&#8217;aria, quasi si lasciassero ammirare.<br \/>\n Forse c&#8217;\u00e8 un grido particolare fra loro, forse quello che sto guardando dalle ali pi\u00f9 grandi degli altri, che quasi si ferma sopra di me, in un&#8217;impossibile sosta sul peso dell&#8217;aria, \u00e8 proprio lui &#8211; Jonathan !<br \/>\n E&#8217; tanto ormai che ha imparato a volare e come sempre guida il suo branco.<br \/>\n Si tuffa nel mare. E lascia la risposta a me. Mettere alla prova le proprie ali nascoste.<br \/>\n Ciao Jonathan Livingston ! Ci rivedremo.<\/p>\n<p align=\"justify\">Parlare della mia prima notte a Bergen \u00e8 strano perch\u00e8, uno, la notte la conosce, non ha mica bisogno di farci caso ! Chiude le finestre e dorme.<br \/>\n Provateci voi ! E&#8217; un esercizio divertente.<br \/>\n Quando, verso le nove di sera, stremata dalla giornata piuttosto pesante, mi stendo nel letto, ho di fronte una grande finestra &#8211; le persiane non esistono, solo una piccola tenda trasparente.<br \/>\n E&#8217; pieno giorno, la luce batte sul letto e uno si sente un po&#8217; scemo a stare l\u00ec e cercare di dormire. Per fortuna non ho di questi problemi, non c&#8217;\u00e8 nulla che mi impedisce di dormire, nemmeno la luce negli occhi.<br \/>\nComunque \u00e8 il primo giorno e il sonno \u00e8 un po&#8217; agitato. Mi sveglio a pi\u00f9 tappe.<br \/>\n Ore undici e trenta &#8211; giorno pieno. <br \/>\n Ore dodici e trenta &#8211; l&#8217;occhio mi si apre sul cielo scuro. Un po&#8217; faticosamente ma la notte \u00e8 arrivata anche qui.<br \/>\n Corro alla finestra, lo spettacolo \u00e8 di una dolcezza unica&#8230;.le luci gialle del porto si offrono a sfiorare le sagome delle navi e dell&#8217;acqua. Laggi\u00f9 il faro all&#8217;inizio dell&#8217;insenatura. Una vecchia torre illuminata mi sta di fronte. Gli alberi del veliero sembrano rami luminosi a guardia della notte.<br \/>\n Mi incanto un po&#8217; a guardare poi riprendo a dormire.<br \/>\n Ore tre e trenta. E&#8217; di nuovo giorno.<br \/>\n Non bisogna farci caso , e riprende la notte (almeno per me).<br \/>\n Il giorno dopo ho voluto fare una prova e ho messo la sveglia per controllare a che ora precisa faceva buio. Ma i conti non tornavano pi\u00f9.<br \/>\n Poi mi sono ricordata che era il solstizio d&#8217;estate, il 21 Giugno. La notte pi\u00f9 breve dell&#8217;anno e, a parte Capo Nord, dove non si fa neppure vedere, qui \u00e8 durata solo un&#8217;ora e mezza, dalle una e trenta alle tre.<br \/>\n C&#8217;\u00e8 una cosa che capita spesso in questi casi.<br \/>\n A un certo punto apro gli occhi e penso: &#8220;Sar\u00e0 una vita che ho dormito !&#8230; deve essere una bella giornata, forza su&#8230;alziamoci&#8221;&#8230;.mi sgranchisco, vado alla finestra&#8230;.&#8221;tutto a posto, poche nuvole&#8230;&#8230;&#8230;.coraggio la giornata promette bene &#8220;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.poi guardo l&#8217;orologio e sono le undici e trenta di sera.<br \/>\n A quel punto ti assale inevitabilmente lo sconforto &#8220;come ?&#8230;sono solo tre ore che dormo ?&#8221;. E non c&#8217;\u00e8 soluzione, devo tornare a letto e chiudere gli occhi, nell&#8217;attesa che arrivi la notte, quella vera, o virtuale, o presunta. Insomma devo aspettare le sette !<br \/>\n Da notare, fra l&#8217;altro, che nel castello di fronte alla mia camera, in quei giorni danno ogni sera la rappresentazione della Turandot di Puccini. In particolare, una sera mi arriva all&#8217;orecchio, molto chiara, forse portata dal vento, l&#8217;aria finale ..&#8221;nessun dorma&#8221;.<br \/>\n Giuro che \u00e8 un pezzo che adoro, ma \u00e8 impossibile non pensare che in quei versi c&#8217;\u00e8 stata da parte di Puccini una inconsapevole voglia di presa in giro verso i miei occhi che tentano di chiudersi su un&#8217;improbabile luce.<br \/>\n Meno male che &#8220;all&#8217;alba vincer\u00f2&#8221;.<br \/>\n Nonostante i miei impegni astrofisici, ho anche dormito molto&#8230;&#8230;..<\/p>\n<p align=\"justify\">Oddio, veramente, il giorno dopo l&#8217;osservazione del solstizio, mi sono alzata alle sei per affrontare una lunga giornata &#8211; quella in cui avrei visto i fiordi.<br \/>\n Ho portato con me una piccola valigia, stipata di sciarpa, giacca a vento, calze di lana, per affrontare tutte le avversit\u00e0 possibili. Il viaggio dura dieci ore e qui il clima varia continuamente, cos\u00ec come la temperatura, e devo essere pronta a tutto. Anche se \u00e8 sereno, non c&#8217; da fidarsi&#8230;&#8230;e poi andiamo ancora pi\u00f9 a nord.<br \/>\n Timorosa di apparire ridicola, ho fatto la mia comparsa sul molo di partenza, trascinandomi il bagaglio appresso&#8230;.e ho scoperto con sollievo che quasi tutti avevano avuto la mia stessa idea (un&#8217;ottima idea).<br \/>\n Comincia questo lungo viaggio verso qualcosa per me ignoto e lungamente atteso.<br \/>\n Grazie a Dio c&#8217;\u00e8 un bellissimo sole anche se, appena la nave si muove, a una velocit\u00e0 sostenuta, il vento diventa molto forte.<br \/>\n Indosso l&#8217;attrezzatura d&#8217;emergenza e mi piazzo all&#8217;aperto, a poppa, dove si sono radunati tutti quelli come me &#8211; gli irriducibili.<br \/>\n QUELLI CHE&#8230;&#8230;&#8230;. per una foto o una ripresa sono disposti a patire tutte le intemperie.<br \/>\n Devo dire che la mia determinazione non \u00e8 cos\u00ec costante, perch\u00e9 ogni tanto, prudentemente, torno dentro a riscaldarmi e sonnecchiare.<br \/>\n Ma ad ogni richiamo di immagini esaltanti, colte dal finestrino, non esito a riprecipitarmi fuori.<br \/>\n Se si pensa che, ad alta velocit\u00e0, il percorso fino alla fine del pi\u00f9 grande fiordo norvegese (Sognefjord) dura quasi sei ore, basta a dare un&#8217;idea della profondit\u00e0 quasi sconfinata di queste insenature in cui il mare si addentra per chilometri e chilometri, facendosi strada fra montagne che sembrano colline, o ripidi, altissimi dirupi, fra verde, rocce&#8230;.neve o fioriture&#8230;laghi e ghiacciai.<br \/>\n Questo \u00e8 il mio sogno e ci sono dentro. Una cosa &#8220;da urlo&#8221;, un&#8217;esaltazione pazzesca.<br \/>\n L\u00ec, su quella specie di avamposto spazzato dal vento, il nostro eroico gruppetto di varie nazionalit\u00e0 (l&#8217;Italia \u00e8 validamente rappresentata solo da me), stringe un silenzioso patto di amicizia&#8230;&#8230;&#8230;\u00e8 tutto un sorridersi, scambiarsi foto, gentilezze. Si guarda intorno e poi ci si guarda fra noi, compiaciuti. Il senso \u00e8 &#8220;che bello vero ?&#8230;.non trovate che sia meraviglioso ?&#8221;.<br \/>\n Quando faccio le mie soste all&#8217;interno, continuo a essere stupita&#8230;&#8230;.come fossero marziani, un gruppo di distinti giapponesi sta occupando un tavolo al centro. Gli imbecilli stanno facendo l\u00ec una riunione di lavoro !!. Nessuno si degna di dare uno sguardo fuori&#8230;&#8230;impegnati fra relazioni e telefonini che squillano. Peggio per voi, non sapete cosa vi perdete, e neanche lo meritate !.<br \/>\n Ritorno con sollievo dagli amici del Fjord-fans-club a cui, a onor del vero, appartengono anche due figli del sol levante molto pi\u00f9 intelligenti degli altri.<br \/>\n Non manca il macho che in maglietta a maniche corte, cerca di stabilire il record di sopravvivenza&#8230;.ritto immobile sulla punta pi\u00f9 ventosa e gelida. <br \/>\n Resiste per un tempo strabiliante. Lo vedo dopo un paio d&#8217;ore che ha ceduto a una leggera giacchetta. Solo per una questione di stile, non perch\u00e9 avesse freddo.<br \/>\n Il record opposto lo stabilisco io, accumulando strati a cipolla e aggiungendo al cappello il cappuccio del K-way per salvare le orecchie dal congelamento.<br \/>\n Ma ora voglio abbandonarmi al ricordo di quelle immagini indimenticabili.<br \/>\n Lo sguardo si trasforma in un &#8220;grandangolo&#8221; per poter contenere l&#8217;estensione di ci\u00f2 che mi sta di fronte.<br \/>\n Da poppa si vede la scia enorme e spumosa che segna una via di mare. Ai lati si alzano alture verdeggianti, oppure pareti pi\u00f9 aspre e rocciose. In mezzo all&#8217;acqua si incrociano isolotti dalle forme e i colori diversi, regno di uccelli e di solitudine. Non c&#8217;\u00e8 che sole, mare, altezze, larghezze, profondit\u00e0 vertiginose da dare il capogiro.<br \/>\n E&#8217; tutto uno spostarsi a destra poi a sinistra, non si riesce a scegliere qual \u00e8 la vista pi\u00f9 bella.<br \/>\n Mi inoltro in uno dei corridoi laterali, letteralmente proibiti, dove il vento \u00e8 talmente forte che rischia di ributtarti indietro. Naturalmente aspetto che la velocit\u00e0 diminuisca, altrimenti il vento avrebbe la meglio sui miei scarsi cinquanta chili. E qui chi ti incontro ?<br \/>\n Un avventuroso giapponese di mezza et\u00e0, di quelli intelligenti, che mi chiede di fargli una foto. Un evento unico ! Di solito sono i giapponesi che fanno foto&#8230;..stavolta sono io a fotografarli. Inchino di cortesia e via.<br \/>\n Nell&#8217;ultima mezz&#8217;ora, il capitano avverte che siamo alla fine del viaggio e che questo \u00e8 il punto pi\u00f9 bello e emozionante, perch\u00e9 il fiordo si restringe al massimo e diventa uno stretto corridoio.<br \/>\n Non chiedetemi come ho fatto a capirlo&#8230;&#8230;\u00e8 una sensazione interna.<br \/>\n E va bene !&#8230;. confesso che ho visto tutti precipitarsi fuori e ho capito che accadeva qualcosa di importante.<br \/>\n Lo spettacolo \u00e8 degno di un dio, anzi di Dio, visto che l&#8217;ha fatto Lui.<br \/>\n L&#8217;impressione \u00e8 nettamente quella della potenza della natura allo stato puro&#8230;.e tu ti senti piccolissima e strabiliata.<br \/>\n L&#8217;aria \u00e8 quasi gelida. Abbiamo da un pezzo costeggiato cime nevose, ma ora queste si stringono su di noi, come se la nave dovesse aprirsi un varco per passare&#8230;.e noi siamo l\u00ec, sbattuti dal vento, con gli spruzzi sul viso (e anche sugli occhiali&#8230;mannaggia !)&#8230;.come un gruppo di ragazzini entusiasti,, a naso in su che si guardano l&#8217;un l&#8217;altro con degli &#8220;OOOOHHHH !&#8221; di meraviglia, perch\u00e9 hanno scoperto un Ufo.<br \/>\n L\u00ec nasce quell&#8217;unione che porta la visione della bellezza gli sguardi parlano &#8220;Che spettacolo eh ?&#8230;.per mille corna d&#8217;alce !&#8221; (come si direbbe da queste parti).<\/p>\n<p align=\"justify\">Dopo questo momento magico di esaltazione e di scatti a ripetizione&#8230;..ecco che ci si para davanti, alla fine del fiordo, la cittadina di Flam.<br \/>\n Mentre le prime ore erano state accompagnate da un bel sole, nell&#8217;ultimo tratto, alla prima neve, il cielo si era scurito ed era pure caduta qualche goccia di pioggia (anche se ignorata). Quando la nave si ferma, invece, sembra di essere arrivati in un altro mondo.<br \/>\n All&#8217;improvviso, dopo la maestosit\u00e0 e la possanza del paesaggio selvaggio che ci aveva quasi schiacciato, sotto un sole apparso miracolosamente che rende<br \/>\n tutto dolcemente tiepido, approdiamo a una specie di villaggio delizioso e<br \/>\n colorato. <br \/>\n Pare un set cinematografico, allestito per filmare un film western, o meglio ancora &#8220;La casa nella prateria&#8221;. Con intorno una corona delle stesse maestose montagne compaiono, s\u00ec e no, una decina di casette di legno, ognuna di colore diverso (con nostalgia ho riconosciuto le piccole case costruite e incollate nella mia infanzia, o i mattoncini dei villaggi Lego).<br \/>\n C&#8217;\u00e8 tutto. Il negozietto di souvenir, la Minibank (si chiama proprio cos\u00ec, e per rapinarla basterebbe un sacchetto del supermercato), il ristorantino&#8230;panchine di legno colorate per oziare beatamente al sole, dopo lo scatenarsi degli elementi della natura.<br \/>\n Non manca, come nel Far West, la minuscola ferrovia&#8230;un solo binario e il trenino locale, che ci riporter\u00e0 a Bergen.<br \/>\n Questo treno e questo tratto ferroviario, per quanto sembrino un giocattolo, sono un capolavoro.<br \/>\n Una delle pi\u00f9 alte ferrovie del mondo che si snoda sopra i mille metri a picco sulle vallate sottostanti e fa un percorso mozzafiato, considerato una delle meraviglie della Norvegia.<br \/>\n Nel treno ritrovo i vecchi compagni della nave ed altri nuovi. Anche qui si crea un clima di familiarit\u00e0 molto piacevole.<br \/>\n Siccome la bellezza del paesaggio, a seconda delle gallerie che portano il treno da un versante all&#8217;altro, appare ora a destra, ora a sinistra, non facciamo che precipitarci di qua e di l\u00e0, pronti a scattare, con scambi reciproci di cortesie &#8220;prego, venga pure&#8230;..no, passi lei !&#8221; (naturalmente intuite dai gesti e l&#8217;espressione) e ci viene anche da ridere con tutto questo movimento tipo palla da tennis &#8211; destra sinistra &#8211; sinistra destra ecc&#8230;<br \/>\n Qui, devo dire che \u00e8 successo un evento che mi ha riconciliato col popolo giapponese (cos\u00ec spesso indifferente e fissato col lavoro&#8230;.e cio\u00e8 una palla incredibile !).<br \/>\n Davanti a me un giapponese in giacca e cravatta sui trent&#8217;anni (apparentemente un yuppie rampante) sta leggendo &#8211; miracolo dei miracoli ! &#8211; un libro di fiabe &#8220;La leggenda dei Troll&#8221;&#8230;&#8230;.e la legge proprio tutta, con attenzione, come un bambino che vuole vedere come va a finire. L&#8217;abbraccerei per la simpatia. Si contano sulle dita gli adulti capaci di amare le fiabe, senza sentirsi ridicoli e sminuiti. E accade raramente in ogni parte del mondo. Questo \u00e8 sicuramente un mio simile, un &#8220;fratello&#8221;.<br \/>\n Quando mi sposto pi\u00f9 avanti per una foto pi\u00f9 azzardata, mi trovo seduta davanti a un altro giapponese&#8230;..(sono dovunque&#8230;.per fortuna l&#8217;estensione della Norvegia \u00e8 enorme e la loro percentuale rimane bassa, ma la concentrazione in quei pochi chilometri quadrati \u00e8 altissima)&#8230;..sono circa dieci a uno con gli altri turisti.<br \/>\n Appena mi vede gli si illumina lo sguardo e con un suo misto di lingue&#8230;&#8230;ma pi\u00f9 che altro a gesti, mi fa capire che io sono quella che gli ha fatto le foto sulla nave (vi ricordate ?). Ora lo riconosco anch&#8217;io e ricambio il saluto sorridente.<br \/>\n D&#8217;accordo che gli orientali sono gentilissimi e cerimoniosi, ma la sua reazione<br \/>\n \u00e8 di tale sconfinata ammirazione che mi lascia divertita.<br \/>\n Per me fare foto agli altri \u00e8 un&#8217;abitudine normalissima, del resto sempre ricambiata, ma qui \u00e8 diverso. Pare che l&#8217;onore che gli ho fatto sia tale da indurlo persino a presentarmi le figlie, due ragazze carine, molto simpatiche che parlano bene inglese&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.&#8221;ma sapete chi \u00e8 questa ?..(traduzione intuitiva)&#8230;\u00e8 quella signorina che mi ha fatto una foto sulla nave&#8230;..\u00e8 di Firenze&#8230;.presentatevi su !&#8221;. Non manca l&#8217;apprezzamento sulla mia macchina Canon.<br \/>\n E&#8217; un ometto divertente e anche lui mi riconcilia coi giapponesi. Anche noi simili&#8230;.con la stessa testa a forma di macchina fotografica. Qui siamo a livello di &#8220;Affinit\u00e0 elettive&#8221;.<br \/>\n A un certo punto il treno fa una sosta in un punto particolare, per permetterci di godere lo spettacolo di una enorme cascata che cade a picco proprio a pochi metri dal treno.<br \/>\n Siccome l&#8217;interno del vagone era caldo, mi ero piano piano tolta i vari strati fino ad arrivare alla camicia. Questo richiamo mi coglie inaspettata e tutti ci affrettiamo a scendere.<br \/>\n Sorpresa ! Temperatura &#8211; 7\u00b0 come Bolzano e, di fronte, una stupefacente cascata a due balze che sembra caderti addosso&#8230;.gli spruzzi sono tali che ci raggiungono portati dal vento&#8230;simpatici ma gelidi. Il frastuono \u00e8 enorme.<br \/>\n Sarebbe stato magnifico godere un po&#8217; di quello splendore, ma il tempo di uno scatto \u00e8 sufficiente a impedirmi di diventare una statua di ghiaccio.<br \/>\n Rientriamo tutti ridendo per il bello scherzo che ci hanno combinato, mezzi infreddoliti e umidi.<br \/>\n Il mio vicino giapponese poggia il libro di fiabe e, quando il treno riparte, si alza e tranquillamente scatta la sua brava foto dal finestrino.<br \/>\n Questo s\u00ec che \u00e8 un ganzo, ci ha fregati tutti&#8230;&#8230;fantasia tanta ma anche cervello. Niente freddo, tutto composto e senza schizzi d&#8217;acqua. Ci guardiamo e scoppiamo a ridere. E&#8217; come se gli dicessi &#8220;Sei un bel furbo amico !&#8221;.<br \/>\n Dopo due ore c&#8217;\u00e8 un cambio di treno. A questo punto arriva il crollo&#8230;.mi sono svegliata alle cinque del mattino e ora non vedo l&#8217;ora di arrivare. Passano altre due ore in cui sonnecchio e mi riposo, anche perch\u00e9 il bellissimo ghiacciaio di Voss che costeggia i binari e mostra per chilometri chiazze di neve, come la pelle di un leopardo, purtroppo \u00e8 dal lato opposto al mio finestrino. E&#8217; come quando si sceglie la fila sbagliata.<br \/>\n Ma forse non \u00e8 un male, perch\u00e9 questo mi permette di riposare un po&#8217; in questo tratto finale.<\/p>\n<p align=\"justify\">All&#8217;arrivo a Bergen, mentre trascino la piccola valigia, sulle sue ruote&#8230;..mi sento chiamare&#8230;.e mi accorgo che la striscia di stoffa che usavo per avvolgerla si \u00e8 srotolata e mi segue come una lunga coda strascicante di circa due metri.<br \/>\n E&#8217; uno degli stranieri, compagni di avventura fin dall&#8217;inizio che mi insegue sorridente e mi avvisa del buffo guaio. Lo ringrazio con calore. <br \/>\n &#8220;Good luck&#8221; &#8211; \u00e8 il suo saluto &#8211; &#8220;Buona fortuna&#8221;.<br \/>\n Non \u00e8 bellissimo ? Non ci conosciamo nemmeno. Mi colpisce molto, sono quasi commossa.<br \/>\n Il giorno dopo &#8211; domenica &#8211; tutti i programmi saltano clamorosamente, sia per il brutto tempo, che per le condizioni pietose dei miei muscoli indolenziti.<br \/>\n Questi due giorni sono stati cos\u00ec intensi ed emozionanti che ho esaurito la mia riserva di energie (se cos\u00ec vogliamo chiamarle). Insomma la spia segna rosso e devo fermarmi. La giornata scorre un po&#8217; noiosa e sonnecchiante.<br \/>\n Due episodi la rianimano un po&#8217;.<br \/>\n Al mattino molto presto fa piuttosto freddo e sono alla ricerca disperata di una toilette. Quelle del mercato, essendo domenica, sono chiuse.<br \/>\n Tipica situazione in cui si vaga sempre pi\u00f9 allucinati, domandando a destra e a manca. Quando dubito ormai di farcela, mi affaccio in una panetteria e chiedo dove posso trovare una toilette&#8230;.cascano dalle nuvole, una ragazzina e la madre, ma vedendo il mio gesto di sconforto, la donna gentilmente mi invita a usare la sua. Rimango sempre pi\u00f9 stupita della cortesia della gente e, per riconoscenza, compro una cosa qualsiasi (tanto non c&#8217;\u00e8 nulla di cui si capisce cosa realmente sia). Per l&#8217;appunto costa molto &#8211; la sosta \u00e8 stata cara. Poi scopro che sono biscotti pesantissimi, a mille calorie l&#8217;uno, per\u00f2 molto buoni. Li consumer\u00f2 pezzettino per pezzettino, con parsimonia, nei giorni successivi.<br \/>\n Fa ancora freddo, sta quasi per piovere e devo rinunciare al progetto della funivia. Mi siedo al mio posto preferito&#8230;.le panchine che si affacciano sull&#8217;acqua a respirare l&#8217;odore salmastro e seguire il volo dei gabbiani. <br \/>\n Poco dopo si siede accanto a me un&#8217;anziana coppia. Non so come comincia l&#8217;approccio&#8230;.forse con l&#8217;accenno classico al tempo e a quel po&#8217; di sole che si sforza di spuntare. Fatto sta che mi trovo con mia grande sorpresa a entrare in immediata sintonia con i due, tanto che ci scambiamo abbondanti notizie personali, commenti sull&#8217;Italia e Firenze in particolare. E&#8217;un po&#8217; il mio passaporto&#8230;.non appena la nomino si accendono gli sguardi&#8230;molti la conoscono gi\u00e0.<br \/>\n I due sono olandesi, di Amsterdam. Ma la cosa prodigiosa \u00e8 che ci parliamo in inglese.<br \/>\n Ora &#8211; che io sappia sostenere una conversazione in francese \u00e8 cosa ormai nota&#8230;..ma l&#8217;inglese ahim\u00e8 ! Come era successo fino ad allora mi fa sentire l&#8217;idiota di turno. <br \/>\n Ma stavolta le parole escono normali, persino appropriate, mi lancio in opinioni e commenti a loro capiscono (questo \u00e8 il vantaggio di non essere nessuno di noi inglese&#8230;.ma l&#8217;origine delle nostre lingue \u00e8 totalmente diversa).<br \/>\n Loro trovano difficilissimo l&#8217;italiano e la donna esce con un&#8217;osservazione tanto ovvia, quanto meravigliosamente vera&#8230;&#8221;Io vorrei che in tutto il mondo si parlasse una sola lingua !&#8221;. Parole sante signora&#8230;.sapesse in quanti la pensiamo cos\u00ec ! Per\u00f2 finirebbe una grossa parte di divertimento dei miei viaggi. Non capire e cercare di farsi capire. A volte manda in crisi, a volte \u00e8 buffo da morire.<br \/>\n Anche l&#8217;uomo interviene ma lo capisco meno. Comunque \u00e8 buona regola rivolgersi all&#8217;interlocutore con un cenno affermativo e un sorriso che fa capire che si approva quanto ha detto e che \u00e8 pure divertente. Capire non ha importanza, \u00e8 questione di &#8220;savoir faire&#8221;&#8230;&#8230;.tranne poi essere bruscamente smascherati se l&#8217;affermazione era drammatica o negativa.<br \/>\n Nel qual caso, per non passare da idioti, fingere di non capire, anzi essere naturali &#8211; non capire.<br \/>\n Dopo un altro pomeriggio di riposo, visto che \u00e8 domenica, cerco per andare a messa, l&#8217;unica chiesa cattolica di Bergen che \u00e8 piuttosto distante e si pu\u00f2 raggiungere solo a piedi. Ma nei miei viaggi non ho mancato nessuna messa e, anche se un po&#8217; affaticata, non posso perdere quella in norvegese.<br \/>\n La Norvegia \u00e8 quasi totalmente atea e questo si nota non solo dallo scarso numero delle chiese, ma dal fatto che, quando ho cercato di visitarle, anche quelle di altre confessioni, pur essendo di domenica, le ho trovate sempre chiuse. Forse aprono solo per le funzioni.<br \/>\n Infatti quando sono arrivata alla chiesa di Saint Paul, mancava ancora un&#8217;ora e tutto era chiuso. Si avvicinano due vecchie turiste tedesche e, a gesti, cerchiamo di capire cosa succeder\u00e0&#8230;&#8230;.se \u00e8 meglio andarsene o tentare di aspettare.<br \/>\n Io decido e mi siedo, determinata, su un gradino. Loro intanto vanno a cercare notizie. Quando sono di ritorno, proprio in quel momento, alle cinque e mezzo la porta si apre ed entriamo.<br \/>\n La chiesa \u00e8 grande e piuttosto bella. Sull&#8217;altare c&#8217;\u00e8 uno splendido crocifisso in stile moderno che ricorda in modo impressionante, come forma e per la posizione eretta e piena di maest\u00e0 del Cristo, il famoso crocifisso francescano di S. Damiano ad Assisi, tanto che mi propongo, alla fine della messa, di chiedere al prete se ne ha un&#8217;immagine da potermi dare.<br \/>\n La chiesa \u00e8 semivuota. Poco a poco si fa chiara la situazione. I fedeli sono tutti di altre razze, probabilmente immigrati e si occupano loro dell&#8217;organizzazione.<br \/>\n Due ragazze filippine indossano l&#8217;abito da chierichette e preparano rapide e silenziose l&#8217;altare (faranno anche le letture).<br \/>\n Entrano poi altri orientali, un negro e due donne indiane col tipico sari. La gente del posto \u00e8 poca, considerato che anche io e le due anziane donne siamo delle turiste.<br \/>\n La messa \u00e8 semplice e intensa. Il rito perfettamente identico, tanto che posso rispondere tranquillamente in italiano seguendo i vari momenti.<br \/>\n Naturalmente non capisco nemmeno una parola, non c&#8217;\u00e8 nessun riferimento con nessuna altra lingua conosciuta che, di solito, mi faceva cogliere in qua e in l\u00e0 qualche elemento per capire di che letture si trattava. Qui niente.<\/p>\n<p align=\"justify\">Alla consacrazione, molto bello il suono di una specie di gong piccolo e squillante, toccato a turno dalle due ragazze filippine.<br \/>\n Al momento della comunione, io che ero in prima fila, mi volto e vedo arrivare una quantit\u00e0 enorme di gente&#8230;.non mi ero accorta che la chiesa era piena. Allora mi ero sbagliata !<br \/>\n E invece no. Era solo un pullman pieno di turisti cattolici che si era fermato per assistere alla messa.<br \/>\n Poi salgo all&#8217;altare e faccio la mia richiesta al prete. Capisce che voglio fotografare il crocifisso e con molta gentilezza mi concede di farlo.<br \/>\n Ritorno a casa con i piedi ancora doloranti ma un po&#8217; pi\u00f9 contenta per essere riuscita a non mancare la messa norvegese.<br \/>\n Questa \u00e8 anche la prima sera in cui scopro che, oltre a schifezze innominabili e incomprensibili a cui non ho osato avvicinarmi, andando avanti a panini&#8230;..c&#8217;\u00e8 invece anche roba buona da mangiare.<br \/>\n Per esempio, del salmone affumicato squisito, patate lesse speziate e saporite, verdure con una buona salsa ( mi sono solo rifiutata categoricamente di fare aggiungere la crema acida).<br \/>\n Il giorno dopo ho trovato, in una lunghissima lista di cose immangiabili&#8230;ben nascosto&#8230;.un semplice pollo arrosto con patate fritte. Che sollievo saper che esiste !<br \/>\n A proposito di scoperte ce n&#8217;\u00e8 una di cui sono stata molto felice.<br \/>\n Ne parlava la guida della citt\u00e0, ma non ero ancora riuscito a trovarlo. Poi, dopo che varie volte ero entrata in quel negozio, senza accorgermene&#8230;.vedo la scritta &#8220;Al piano superiore il negozio di Babbo Natale&#8221;&#8230;<br \/>\n E&#8217; una cosa che farebbe strabiliare tutti i bambini e quindi anche me.Pensare che proprio da quelle parti esiste una vera citt\u00e0 dove lui abita con le sue renne e dove i bambini di tutto il mondo gli scrivono lettere&#8230;.\u00e8 emozionante.<br \/>\n Dopo tutto chi mai ha detto che Babbo Natale non esiste ?<br \/>\n Venga qui, e sentir\u00e0 sicuramente un giorno o l&#8217;altro, mentre gira nei boschi, la sua grassa risata (OH !&#8230;..OH !&#8230;..OH !&#8230;..) e lo scampanellare della slitta.<br \/>\n A proposito di boschi, qui intorno pullulano dei famosissimi troll (vedi i New Troll di venerata memoria)<br \/>\n Sono creature del Piccolo Popolo, come gli gnomi, le fate e gli elfi.<br \/>\n Si tratta di esserini alquanto brutti e pelosi che vivono di notte. Se li colpisce la luce del sole diventano di pietra. Per questo tante rocce strane hanno la loro forma. Sono creature generalmente tranquille ma, se provocate, possono anche arrabbiarsi e combinare scherzi terribili.<br \/>\n Anche tutto questo per me fa parte del grande sogno &#8211; natura e fantasia !<br \/>\n Ma torniamo coi piedi per terra.<br \/>\n Al mattino dopo ho in programma il tour di Bergen in trenino e la salita con la funicolare a mille metri. Ma il tempo, come tutte le mattine del resto, \u00e8 cupo e non promette nulla di buono. Girello per il mercato del pesce, freddo e carico di odori pungenti.<br \/>\n Comunque, meglio che nulla, io tento col trenino.<br \/>\n Naturalmente sono l&#8217;unica italiana presente ma, per non so quale imperscrutabile fortuna, la cuffia con i commenti prevede anche la traduzione in italiano.<br \/>\n Mi piazzo in fondo al secondo vagoncino, la mia posizione preferita per fare foto e spostarmi liberamente. Tanto con questo tempo chi vuoi che venga ?<br \/>\n Errore ! Proprio il mio vagone si riempie all&#8217;inverosimile di un&#8217;allegra e rumorosa compagnia di spagnoli (tre anziane coppie che di solito sono le pi\u00f9 casinose e indisciplinate).<br \/>\n Inizia il percorso, ma l&#8217;aria \u00e8 scura e piovosa. Il vecchio signore davanti a me mi chiede di dove sono. Non mi spiace essere coinvolta, \u00e8 sempre divertente fare amicizia.<br \/>\n Anche lui ha visto Firenze (ma chi non l&#8217;ha vista ?)&#8230;.\u00e8 di Maiorca e quando io provo a suggerire, con una battuta di spirito, che su quel treno si sta realizzando l&#8217;Europa Unita&#8230;.francesi, tedeschi, spagnoli, inglesi, italiani&#8230;.mi accorgo che ho toccato un tasto un po&#8217; sensibile.<br \/>\n Infatti comincia a fare commenti : francesi (e fa il pollice verso) &#8230;.tedeschi&#8230;.idem&#8230;..inglesi&#8230;.idem&#8230; Pare che per gentile concessione, guarda caso, ritiene che solo spagnoli e italiani siamo gente civile, ricca di memorie artistiche (e gi\u00e0 qui spunta il mio nazionalismo&#8230;.&#8221;ma non diciamo sciocchezze&#8230;.quale arte in Spagna ?&#8230;.vogliamo mettere con l&#8217;Italia&#8230;ma via, non c&#8217;\u00e8 confronto !&#8221;). Il sogno dell&#8217;Europa Unita non \u00e8 durato che pochi secondi&#8230;&#8230;..e quindi l&#8217;Europa in base alla qui presente saggezza popolare&#8230;&#8230;&#8230;..GN&#8217;A F\u00c0 !<br \/>\n Un altro gioiello \u00e8 l&#8217;affermazione che noi siamo uomini veri, mentre questa gente qui (i norvegesi e gi\u00f9 di l\u00ec&#8230;fino alle Alpi&#8230;.sono dei barbari).<br \/>\n Mi viene da ridere pensando a Bossi. Questo sillogismo \u00e8 perfetta.<br \/>\n Bossi si vanta di esser celtico&#8230;&#8230;.i celtici sono barbari&#8230;&#8230;ergo&#8230;&#8230;Bossi \u00e8 un barbaro !<br \/>\n La voce si \u00e8 diffusa anche in Spagna.<\/p>\n<p align=\"justify\">Nel tratto di ritorno finalmente spunta il sole e si riaccendono i colori&#8230;.in cuffia suona una musica dolce e trascinante di Grieg (naturalmente norvegese doc)&#8230;..non penso pi\u00f9 n\u00e9 alla Spagna, n\u00e9 all&#8217;Europa unita&#8230;&#8230;e mi beo ad ascoltare guardando il bellissimo panorama della baia che occhieggia fra gli alberi.<br \/>\n All&#8217;arrivo saluto i miei cugini (di origine latina) e, visto che c&#8217;\u00e8 ancora tempo, ne approfitto per fare finalmente la salita con la funicolare. In otto minuti siamo a mille metri e il sole, che ci ha voluto bene e che ha allontanato tutte le nuvole, mostra in tutto il suo splendore il fiordo su cui sorge Bergen, multicolore con le decine di navi del suo porticciolo&#8230;..e poi l&#8217;orizzonte che si estende a vista d&#8217;occhio fino a perdersi in altri fiordi e, al di l\u00e0 di quelli, se ne vedono ancora, oltre specchi d&#8217;acqua luccicanti al sole.<br \/>\n La vista \u00e8 cos\u00ec grandiosa che meriterebbe un po&#8217; di tempo, stare l\u00ec su quelle panchine che si affacciano sul mare e sul cielo&#8230;.ma mi attira un giardinetto che hanno costruito, l\u00ec sul cocuzzolo con tutti i giochini per divertire i bambini e c&#8217;\u00e8 pure un enorme troll su cui i bambini si arrampicano, tranne quelli spaventati dal suo aspetto non proprio carino.<br \/>\n Davanti al chioschetto dei souvenir, una cesta contiene i famosi elmi vichinghi, quelli con le corna, e persino la versione femminile con tanto di trecce bionde in aggiunta.<br \/>\n Diventa la sosta preferita&#8230;.il gioco dei grandi. Tutti vogliono provarli&#8230;.coppie attempate di grossi tedeschi, si infilano gli elmi e si fanno le foto ridendo da matti, mentre gli amici intorno sghignazzano. Insomma \u00e8 tutta una risata e mi voglio divertire anch&#8217;io. Afferro un almo con le trecce bionde, me lo ficco in testa e mi faccio fotografare. Ho completamente perso il senso del ridicolo. Certo avrei potuto almeno togliermi gli occhiali&#8230;..ma tutto \u00e8 permesso nel regno dello scherzo.<br \/>\n Purtroppo \u00e8 tardi e devo calare a valle.<br \/>\n Ho una mezza idea, il giorno dopo, (\u00e8 ormai l&#8217;ultimo) di rifare l&#8217;esperienza dei fiordi che mi ha toccato moltissimo. Cos\u00ec&#8230;.per chiudere in bellezza.<br \/>\n L&#8217;unico interrogativo \u00e8 il tempo. Per ora ha prevalso il freddo e il nuvoloso, anche se con grandi schiarite. La parola d&#8217;ordine \u00e8 variabile. Non mi resta che sperare in una giornata di sole.<br \/>\n Il risveglio del mattino \u00e8 pieno di ottimismo&#8230;.gi\u00e0 verso le quattro la finestra davanti al mio letto mostrava un tempo sereno e luminoso. Quando alle sette mi alzo baldanzosa, grosse nuvole scure hanno gi\u00e0 invaso tutto, e solo pochi sprazzi di sereno si contendono un posto nel cielo.<br \/>\n Preparo un kit da viaggio da fare invidia a Meissner, tutto incastrato in due zaini comodissimi da portare., con abbigliamento tipo settimana bianca (per fortuna ho portato tutto).<br \/>\n Arrivo mezz&#8217;ora prima sulla banchina fredda e ventosa leggermente titubante&#8230;.si affaccia dall&#8217;imbarcazione una bella signora in abito lungo nero, certo estremamente leggero e con un enorme fiore giallo appuntato sul petto. Un&#8217;apparizione un po&#8217; bizzarra di fronte ai miei abiti stratificati.<br \/>\n Mi dice che il tour si far\u00e0 lo stesso, poi \u00e8 tutto al chiuso e anche se fa freddo non c&#8217;\u00e8 problema.<br \/>\n Sono talmente decisa a farlo che non avevo bisogno del suo incoraggiamento.<br \/>\n Devo rischiare perch\u00e9, se va bene, non me lo perdonerei mai di aver rinunciato. E&#8217; lo stesso miracoloso intuito che ho avuto il primo giorno&#8230;.macch\u00e9 rimandare !&#8230;o la va o la spacca !<br \/>\n L&#8217;interno del battello, molto pi\u00f9 piccolo della grande nave che ci ha condotto al Sognefjord, \u00e8 grazioso e accogliente&#8230;.tendine alle finestre, fiori dovunque. L&#8217;aria \u00e8 calda e l&#8217;ambiente familiare.<br \/>\n Mi accingo a guardare il tutto dal finestrino. Comunque conoscer\u00f2 un altro fiordo e, anche col tempo nuvoloso, questi luoghi hanno un fascino particolare ancora pi\u00f9 misterioso.<br \/>\n Il primo tratto del viaggio effettivamente \u00e8 un po&#8217; triste perch\u00e9 l&#8217;aria nebbiosa rende tutto grigio, e poi siamo ancora nella parte iniziale del fiordo, quella ampia come un fiume.<br \/>\n Comincio a pensare che forse non \u00e8 stata una buona idea ma ormai, almeno passer\u00f2 il tempo in un posto carino, magari scrivendo il mio diario.<br \/>\n Non rinuncio comunque alle foto e mi sposto a destra e a manca per cogliere il meglio, anche perch\u00e9 ogni tanto esce un raggio di sole e conviene coglierlo subito perch\u00e9 rianima e fa risplendere il mare.<br \/>\n Mentre passiamo in un tratto gi\u00e0 molto isolato del fiordo (dopo qualche centinaio di metri le case cominciano a sparire e domina la sola natura)&#8230;.vediamo, su una sponda, una casa di legno con un porticato su cui stanno tre donne ! L&#8217;imbarcazione suona la sirena, forse per un&#8217;abitudine convenuta, e le tre signore con in mano una bandiera enorme della Norvegia, si danno a sventolarla festosamente e si sbracciano in segno di saluto, che noi ricambiamo sorridendo.<br \/>\n E&#8217; triste pensare che l&#8217;isolamento di quel posto selvaggio sia rotto solo dal passaggio giornaliero di una sirena amica e di qualche cenno di saluto&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;a meno che&#8230;&#8230;.le vecchiette non abbiano svaligiato la banca nazionale norvegese e abbiano trovato l\u00ec il loro rifugio&#8230;&#8230;&#8230;oppure potrebbero essere tre feroci killer che, con i loro festosi saluti, traggono in inganno&#8230;.. quelle povere donne sole ! Mi ricorda molto &#8220;Arsenico e vecchi merletti&#8221;.<br \/>\n Ritornando alla nostra piccola nave, qui dentro siamo in pochi, al massimo quindici persone ma, dall&#8217;aspetto, riconosco immediatamente i miei &#8220;fratelli fotomaniaci&#8221;. <br \/>\n Una ragazza fa da staffetta e, ogni volta che avverte qualcosa di bello, la vediamo schizzare fuori&#8230;&#8230;..ed \u00e8 un richiamo irresistibile per tutti noi.<br \/>\n Ora, dovete sapere che, mentre nell&#8217;altra grossa nave avevamo fatto tutto il viaggio a poppa, nell&#8217;unico angolo un po&#8217; riparato, e quindi vedendo a ritroso le immagini che si allontanavano da noi, qui la situazione \u00e8 diversa.<br \/>\n C&#8217;\u00e8 una terrazza proprio sopra la nave che d\u00e0 una visione a 360\u00b0 dello spazio che attraversiamo, solo che&#8230;&#8230;lascio immaginare la temperatura spaventosa che infuria l\u00ec sopra, grazie anche a un vento gelido che quasi fa barcollare.<br \/>\n Ma io sono qui e rimarr\u00f2 qui, di tutto questo voglio godere al massimo a costo di passare direttamente all&#8217;ibernazione.<br \/>\n Sicuramente la temperatura \u00e8 sotto lo zero. E quindi il mio equipaggiamento si dimostra perfetto. Calzoni di lana, con sotto due paia di collant e uno di gambaletti. Zona superiore composta di maglietta, camicia felpata, golf di lana, tuta para-vento, gil\u00e8 trapunta imbottito e, per finire, giacca a vento. Foulard alla bandito che copre il viso e il meraviglioso caldissimo berretto di lana calzato fin sotto gli orecchi.<br \/>\n E ora s\u00f9, coraggio, lupo di mare ! In piedi a sfidare il vento insieme a pochi coraggiosi che hanno il privilegio di vedere premiata la loro incoscienza.<br \/>\n E&#8217; il momento in cui l&#8217;imbarcazione si addentra in un varco di montagne sempre pi\u00f9 stretto e il sole che spunta pallido crea una luce fantastica.<br \/>\n Passiamo a pochi metri dalla roccia coperta di muschio e l&#8217;acqua sotto ha un colore verde scuro, indescrivibile, cupo e cangiante.<br \/>\n Ci volgiamo indietro e gli stretti passaggi si richiudono dietro di noi. Ci segue la bianca scia ribollente e il sole che, tra le nuvole ormai quasi vinte, diventa giallo chiaro.<br \/>\n Direi che qui la commozione \u00e8 veramente palpabile&#8230;&#8230;io non sento pi\u00f9 le mani, sono irrigidite dal freddo, ma non penso affatto ai miei dolori, al mal di gola o all&#8217;artrosi cervicale&#8230;..chi se ne frega !<br \/>\n Io sono l\u00ec davanti, in piedi, un p\u00f2 barcollante, come se guidassi io e fendessi l&#8217;acqua scoprendo i passaggi rocciosi che si aprono a spiazzi improvvisi, incantevoli. E dopo, ancora nuovi costoni o piccoli tratti di terra piana, verdissima e fiorita.<br \/>\n E&#8217; come passare da una porta all&#8217;altra su immagini sempre nuove. Quando ci si avvicina, ecco che le pareti di pietra ci sovrastano, stupende e irraggiungibili neppure con le foto&#8230;&#8230;..il grandangolo \u00e8 inservibile. <\/p>\n<p align=\"justify\">Siamo nel cuore della terra, nelle viscere della roccia, il mare \u00e8 blu gelido o verde muschiato.<br \/>\n A un certo punto il vento \u00e8 talmente forte che, oltre a farci barcollare, mentre sto seduta a cambiare rotolino in un punto che mi pare ottimamente riparato e con il mio berretto di lana ben calzato, una folata me lo porta via e lo fa volare sul parapetto. Mi vedo perduta&#8230;..basta un&#8217;altra ventata e cade in acqua.<br \/>\n Mi avvicino circospetta. E&#8217; la tipica scena delle comiche, col tizio che si china a raccogliere il cappello che gli \u00e8 caduto e quello, dispettoso, vola subito un po&#8217; pi\u00f9 in l\u00e0&#8230;&#8230;.e poi ancora&#8230;&#8230;e ancora.<br \/>\n Non so come, riesco a riprenderlo e stavolta, per non farmi fregare, me lo reggo stretto con due mani, come vedo sta facendo anche un&#8217;altra signora, resa esperta dalla mia disavventura. Ci facciamo una foto in questa posa strana.<br \/>\n A questo punto anche gli eroi hanno bisogno di riscaldarsi.<br \/>\n Cedo e scendo a recuperare un po&#8217; di calore, mi spoglio e quasi subito le mani riacquistano la circolazione. Prendo un t\u00e8 caldo e ora mi sento veramente bene, con gli occhi ancora pieni delle meraviglie viste.<br \/>\n La ragazza, la nostra piccola vedetta, rientra anche lei&#8230;..ma mentre pensavamo di essere arrivati al punto massimo e di girare per tornare indietro, evidentemente viene allungato il percorso fino ad entrare nel pi\u00f9 profondo di Obersfjord. Lo capisco perch\u00e8 la ragzza si riveste e sale su.<br \/>\n La seguiamo fedeli e implacabili. E stavolta \u00e8 davvero imprevedibile !<br \/>\n Non solo ora il sole \u00e8 pieno, ma il vento \u00e8 cessato e l&#8217;incantesimo di prima non \u00e8 pi\u00f9, anche sofferenza e freddo, ma solo pace e tepore.<br \/>\n Ci sediamo a godere il calduccio del sole, mentre continuiamo, nell&#8217;immaginazione, a guidare noi, perdendoci sempre pi\u00f9 nel labirinto dei canali.<br \/>\n Ogni curva ci viene incontro col suo carico di voglia di vedere pi\u00f9 in l\u00e0.<br \/>\n Ci guardiamo senza parole&#8230;..l&#8217;unica \u00e8 &#8220;Wonderful !&#8221; e quel groppo alla gola che mi fa chiedere come pu\u00f2 esistere un posto cos\u00ec. Dio era in giornata buona quando l&#8217;ha creato.<br \/>\n Non c&#8217;\u00e8 che respirare a pieni polmoni&#8230;&#8230;&#8230;(e dove si ritrova quest&#8217;aria ?)&#8230;.guardare l&#8217;acqua&#8230;.guardare il sole, le montagne, le forme, i colori&#8230;&#8230;ascoltare il rumore del mare. S\u00ec perch\u00e8 il meraviglioso \u00e8 che questo \u00e8 ancora mare, a circa cinquanta chilometri dalla costa. <br \/>\n Accade che a un certo punto gli occhi sono quasi stanchi del bello che vedi e non riesci pi\u00f9 a trovare, dentro, a ogni nuova meraviglia, un&#8217;emozione ancora pi\u00f9 grande di quella precedente.<br \/>\n Di nuovo scendiamo. Stavolta \u00e8 pieno sole. Ripercorriamo con un&#8217;altra luce la strada fatta e stavolta posso riposare, con il capo appoggiato al finestrino, il sole caldo che mi batte addosso, la bellezza che mi scorre davanti. A volte chiudo gli occhi&#8230;..hanno messo una musica che rende perfettamente la pace e l&#8217;appagamento di quei momenti.<br \/>\n Un po&#8217; sonnecchio. Sono due ore di dormiveglia. Ogni tanto riapro gli occhi e tutto il bello \u00e8 sempre l\u00ec&#8230;.poi anche questo finisce&#8230;.entriamo nel porticciolo di Bergen e l&#8217;attracco segna la fine di una meraviglia a cui scioccamente volevo rinunciare.<br \/>\n Ho avuto ragione il primo e l&#8217;ultimo giorno. Anche solo per quelli vale la pena di essere venuta qui.<br \/>\n Tutto \u00e8 andato ben al di l\u00e0 della mia immaginazione&#8230;..e poi il bello immaginato non pu\u00f2 mai essere come quello vissuto!<br \/>\n Ora che \u00e8 finita davvero e mi ritrovo sull&#8217;aereo, osservando le mie care amiche nuvole&#8230;..ripensando a come \u00e8 stato duro lasciare quella straordinaria esperienza visiva ed emotiva&#8230;..mi aggrappo a quest&#8217;ultima speranza.<br \/>\n &#8220;Mi avete tolto i fiordi, almeno non toglietemi l&#8217;aereo !&#8221;<br \/>\n Ricordate la famosissima frase del film &#8220;Questo pazzo&#8230;.pazzo mondo ?&#8221;.<br \/>\n Sono certa che capirete se ho una voglia irresistibile di gridare :<br \/>\n &#8220;FERMATE IL MONDO&#8230;.NON VOGLIO SCENDERE !&#8221;.\n <\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\"> <\/p>\n<p> <\/span><\/p>\n<table border=\"0\" width=\"95%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"5\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"5%\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.markos.it\/quaderni\/hotel.gif\" width=\"30\" height=\"30\" \/><\/td>\n<td width=\"95%\"><a href=\"http:\/\/www.booking.com\/country\/no.html?aid=304846\" target=\"_blank\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: small;\">Il Viaggio Fai da Te &#8211; Hotel consigliati in Norvegia<\/span><\/a><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Lucia Giachi\u00a0&#8211;\u00a0 TUSEN TAKK &#8211; \u00e8 la parola norvegese che significa &#8211; grazie. Mi <a href=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/norge-bergen-fjord\/\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1164,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3,142],"tags":[198,194],"class_list":["post-1163","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-europa","category-norvegia","tag-lucia-giachi","tag-norvegia"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.2 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\r\n<title>Norge - Bergen - Fjord - Racconto di viaggio in Norvegia<\/title>\r\n<meta name=\"description\" content=\"TUSEN TAKK - \u00e8 la parola norvegese che significa grazie. Mi sembra il modo migliore per cominciare questo diario di viaggio in Norvegia\" \/>\r\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\r\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/norge-bergen-fjord\/\" \/>\r\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\r\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\r\n<meta property=\"og:title\" content=\"Norge - Bergen - Fjord - Racconto di viaggio in Norvegia\" \/>\r\n<meta property=\"og:description\" content=\"TUSEN TAKK - \u00e8 la parola norvegese che significa grazie. Mi sembra il modo migliore per cominciare questo diario di viaggio in Norvegia\" \/>\r\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/norge-bergen-fjord\/\" \/>\r\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Quaderni di Viaggio\" \/>\r\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2016-11-28T16:27:02+00:00\" \/>\r\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Norvegia-fiordo.jpg\" \/>\r\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"480\" \/>\r\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"328\" \/>\r\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\r\n<meta name=\"author\" content=\"Marco\" \/>\r\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\r\n<meta name=\"twitter:creator\" content=\"@QuaderniViaggio\" \/>\r\n<meta name=\"twitter:site\" content=\"@QuaderniViaggio\" \/>\r\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Marco\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"36 minuti\" \/>\r\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/norge-bergen-fjord\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/norge-bergen-fjord\/\"},\"author\":{\"name\":\"Marco\",\"@id\":\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/#\/schema\/person\/20882e945964c5082e7695de7cf5b425\"},\"headline\":\"Norge &#8211; Bergen &#8211; Fjord\",\"datePublished\":\"2016-11-28T16:27:02+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/norge-bergen-fjord\/\"},\"wordCount\":7071,\"commentCount\":0,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/#organization\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/norge-bergen-fjord\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Norvegia-fiordo.jpg\",\"keywords\":[\"Lucia Giachi\",\"Norvegia\"],\"articleSection\":[\"Europa\",\"Norvegia\"],\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"CommentAction\",\"name\":\"Comment\",\"target\":[\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/norge-bergen-fjord\/#respond\"]}]},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/norge-bergen-fjord\/\",\"url\":\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/norge-bergen-fjord\/\",\"name\":\"Norge - Bergen - Fjord - Racconto di viaggio in Norvegia\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/norge-bergen-fjord\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/norge-bergen-fjord\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Norvegia-fiordo.jpg\",\"datePublished\":\"2016-11-28T16:27:02+00:00\",\"description\":\"TUSEN TAKK - \u00e8 la parola norvegese che significa grazie. Mi sembra il modo migliore per cominciare questo diario di viaggio in Norvegia\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/norge-bergen-fjord\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/norge-bergen-fjord\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/norge-bergen-fjord\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Norvegia-fiordo.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Norvegia-fiordo.jpg\",\"width\":480,\"height\":328,\"caption\":\"Viaggio fra i fiordi della Norvegia\"},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/norge-bergen-fjord\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Norge &#8211; Bergen &#8211; Fjord\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/#website\",\"url\":\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/\",\"name\":\"Quaderni di Viaggio\",\"description\":\"Racconti di viaggio dal Mondo\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/#organization\"},\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Organization\",\"@id\":\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/#organization\",\"name\":\"Quaderni di Viaggio\",\"url\":\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/\",\"logo\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/#\/schema\/logo\/image\/\",\"url\":\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/logoamp1.png\",\"contentUrl\":\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/logoamp1.png\",\"width\":190,\"height\":36,\"caption\":\"Quaderni di Viaggio\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/#\/schema\/logo\/image\/\"},\"sameAs\":[\"https:\/\/x.com\/QuaderniViaggio\",\"https:\/\/www.youtube.com\/channel\/UC1pjOFwv_Oy64kjx7IeBD4w\",\"https:\/\/www.instagram.com\/quaderni_di_viaggio\/\",\"https:\/\/bsky.app\/profile\/markos.it\"]},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/#\/schema\/person\/20882e945964c5082e7695de7cf5b425\",\"name\":\"Marco\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/444834e644c75fe66279f739bffa9723c80a4656217bcfee6f3b5fd6898c639b?s=96&d=mm&r=g\",\"url\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/444834e644c75fe66279f739bffa9723c80a4656217bcfee6f3b5fd6898c639b?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/444834e644c75fe66279f739bffa9723c80a4656217bcfee6f3b5fd6898c639b?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"Marco\"},\"url\":\"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/author\/marco\/\"}]}<\/script>\r\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Norge - Bergen - Fjord - Racconto di viaggio in Norvegia","description":"TUSEN TAKK - \u00e8 la parola norvegese che significa grazie. Mi sembra il modo migliore per cominciare questo diario di viaggio in Norvegia","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/norge-bergen-fjord\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Norge - Bergen - Fjord - Racconto di viaggio in Norvegia","og_description":"TUSEN TAKK - \u00e8 la parola norvegese che significa grazie. Mi sembra il modo migliore per cominciare questo diario di viaggio in Norvegia","og_url":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/norge-bergen-fjord\/","og_site_name":"Quaderni di Viaggio","article_published_time":"2016-11-28T16:27:02+00:00","og_image":[{"width":480,"height":328,"url":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Norvegia-fiordo.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Marco","twitter_card":"summary_large_image","twitter_creator":"@QuaderniViaggio","twitter_site":"@QuaderniViaggio","twitter_misc":{"Scritto da":"Marco","Tempo di lettura stimato":"36 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/norge-bergen-fjord\/#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/norge-bergen-fjord\/"},"author":{"name":"Marco","@id":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/#\/schema\/person\/20882e945964c5082e7695de7cf5b425"},"headline":"Norge &#8211; Bergen &#8211; Fjord","datePublished":"2016-11-28T16:27:02+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/norge-bergen-fjord\/"},"wordCount":7071,"commentCount":0,"publisher":{"@id":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/#organization"},"image":{"@id":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/norge-bergen-fjord\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Norvegia-fiordo.jpg","keywords":["Lucia Giachi","Norvegia"],"articleSection":["Europa","Norvegia"],"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"CommentAction","name":"Comment","target":["https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/norge-bergen-fjord\/#respond"]}]},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/norge-bergen-fjord\/","url":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/norge-bergen-fjord\/","name":"Norge - Bergen - Fjord - Racconto di viaggio in Norvegia","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/norge-bergen-fjord\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/norge-bergen-fjord\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Norvegia-fiordo.jpg","datePublished":"2016-11-28T16:27:02+00:00","description":"TUSEN TAKK - \u00e8 la parola norvegese che significa grazie. Mi sembra il modo migliore per cominciare questo diario di viaggio in Norvegia","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/norge-bergen-fjord\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/norge-bergen-fjord\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/norge-bergen-fjord\/#primaryimage","url":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Norvegia-fiordo.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Norvegia-fiordo.jpg","width":480,"height":328,"caption":"Viaggio fra i fiordi della Norvegia"},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/norge-bergen-fjord\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Norge &#8211; Bergen &#8211; Fjord"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/#website","url":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/","name":"Quaderni di Viaggio","description":"Racconti di viaggio dal Mondo","publisher":{"@id":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/#organization"},"potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Organization","@id":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/#organization","name":"Quaderni di Viaggio","url":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/","logo":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/#\/schema\/logo\/image\/","url":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/logoamp1.png","contentUrl":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/logoamp1.png","width":190,"height":36,"caption":"Quaderni di Viaggio"},"image":{"@id":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/#\/schema\/logo\/image\/"},"sameAs":["https:\/\/x.com\/QuaderniViaggio","https:\/\/www.youtube.com\/channel\/UC1pjOFwv_Oy64kjx7IeBD4w","https:\/\/www.instagram.com\/quaderni_di_viaggio\/","https:\/\/bsky.app\/profile\/markos.it"]},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/#\/schema\/person\/20882e945964c5082e7695de7cf5b425","name":"Marco","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/444834e644c75fe66279f739bffa9723c80a4656217bcfee6f3b5fd6898c639b?s=96&d=mm&r=g","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/444834e644c75fe66279f739bffa9723c80a4656217bcfee6f3b5fd6898c639b?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/444834e644c75fe66279f739bffa9723c80a4656217bcfee6f3b5fd6898c639b?s=96&d=mm&r=g","caption":"Marco"},"url":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/author\/marco\/"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1163","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1163"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1163\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1165,"href":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1163\/revisions\/1165"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1164"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1163"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1163"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.markos.it\/viaggi\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1163"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}